LABORATORIO DI PSICOPATOLOGIA DELLE DIPENDENZE
– PROF. CESARE RINALDI (impostazione psico-dinamica ma aperta, psicologo e psicoterapeuta e analista della
società italiana di psicologia individuale);
– DIPENDENZA E TAPPE EVOLUTIVE -> il corso si propone di analizzare il complesso mondo delle dipendenze
sviluppando principalmente la dimensione, sviluppando principalmente la dimensione clinico-trattamentale
attraverso una lettura approfondita del funzionamento psicodinamico della persona afflitta da dipendenza
patologica.
– OBIETTIVI DEL CORSO -> trasmissione delle basi teoriche e pratiche del fenomeno delle dipendenze,
permettendo allo studente di immergersi nella realtà clinica, acquisendo così la capacità di inquadrare gli aspetti
sintomatologici manifesti ed accedere ai nuclei problematici del mondo interno del paziente;
– ESAME È 40 DOMANDE RISPOSTA MULTIPLA E 1 DOMANDA APERTA, 75 MINUTI!
Come si può vivere e soprattutto diventare psicologi senza interessarsi alla dipendenza? La dipendenza è l’essenza
stessa delle relazioni umane e senza aver sperimentato una sana dipendenza primaria delle figure di riferimento
affettivo non sarà possibile raggiungere una condizione di autonomia. -> bisogna sperimentare la dipendenza per
costruire l’individuazione (termine junghiano che significa incontrare sè stesso) pertanto la dipendenza è parte della
vita.
CONCETTO DI DIPENDENZA
DIPENDENZA = «la dipendenza è uno stato della mente ed in origine anche del corpo, che sottende al movimento
delle nostre pulsioni verso una meta e che attesta la nostra capacità di legarci agli altri ed alle cose. Quando non si
esprime in modo patologico, la dipendenza è l’essenza stessa delle relazioni umane e appare, per altro, naturale...»
(Tonioni in «Psicopatologia web-mediata»). -> Quindi possiamo affermare che senza aver sperimentato una sana
dipendenza primaria dalle figure di riferimento affettivo non sarà possibile raggiungere una condizione di autentica
autonomia.
Una dipendenza diventa “patologica” -> si parla di compulsività ovvero quando il bisogno sta al posto del desiderio
ovvero quando l’uso di sostanze non è un momento di euforia ma è un momento di dipendenza, ovvero se non la
prendo non ce la faccio.
«Una dipendenza diventa patologica quando la natura del vincolo che lega una persona a una sostanza o a un
comportamento ha i caratteri di compulsività… quando i pensieri e gli agiti di un individuo si svolgono su uno sfondo
di incoercibile coazione a ripetere, dove il bisogno sta al posto del desiderio e dove il dolore mentale impedisce
l’accesso alla creatività e alla possibilità di vivere le attese e la solitudine» (Tonioni)
La dipendenza può essere letta come un sintomo; l’incontro di diverse correnti psichiche che trovano in essa una
sorta di possibile e transitoria conciliazione. Ma il sintomo si automatizza, si assolutizza e praticamente da
dimenticare le sue origini, per assumere una sorta di protagonismo indiscusso. La tossicodipendenza è quindi un
disturbo con profonde radici psichiche e non soltanto biochimiche (o comportamentali). (Correale)
L’OMS definisce la DIPENDENZA DA SOSTANZE come un disturbo mentale ad andamento cronico recidivante che si
sviluppa a partire da complesse interazioni biologiche, psicologiche e ambientali.
DIPENDENZA E TAPPE EVOLUTIVE
Partendo dal concetto di “dipendenza” all’interno del continuum normalità-patologia si ripercorreranno le diverse
tappe dello sviluppo che caratterizzano la strutturazione della personalità, compiti evolutivi con particolare
attenzione alla fase adolescenziale. Come modello di riferimento nel descrivere lo sviluppo affettivo dell’individuo,
ed il procedere dalla dipendenza verso l’autonomia utilizzeremo le TEORIZZAZIONI DI D. WINNICOTT.
L’adolescenza rappresenta infatti il momento in cui si esprime la massima vulnerabilità alla dipendenza da sostanze
e comportamentali. La necessità di «elaborare il lutto», nel delicato percorso di separazione dai legami infantili,
produce un’inevitabile destrutturazione dell’assetto psichico portando alla luce, in taluni casi, significative fragilità
narcisistiche. In determinate condizioni di stallo evolutivo, l’utilizzo della sostanza o comportamento dipendente
possono assumere la funzione di difesa.
DIPENDENZA DA SOSTANZE STUPEFACENTI
Il testo di riferimento principale è: “Il soggetto nascosto. Un approccio psicoanalitico alla clinica delle
tossicodipendenze”. di Correale A., Cangiotti F., Zoppi A. edito da Franco Angeli, 2013. Un testo che sicuramente
coglie l’essenza profonda della dipendenza patologica (in particolare rispetto all’uso di sostanze stupefacenti).
«Il percorso che il clinico deve compiere è quello che va appunto dalla malattia al sintomo, alla ricerca del soggetto
nascosto sotto la malattia» «Il soggetto tossicodipendente è quindi un soggetto nascosto. Il soggetto originario è
sprofondato ed al suo posto c’è un soggetto della sostanza, che vive attraverso di essa il rapporto con sé stesso e con
il mondo»» (Correale et coll, 2013)
<<Il soggetto tossicodipendente è quindi un soggetto nascosto. Il soggetto originario è sprofondato ad al suo posto
c’è un soggetto della sostanza che vive attraverso di essa il rapporto con sè stesso e con tutto il mondo>> -> tutto
vero a tal punto che la tossicodipendenza è spesso l’alternativa per contenere nuclei psicotici quindi per contenere
schizofrenia e psicosi. Cerchiamo di capire cosa sia la tossico dipendenza senza giudizi e senza morale.
Mario Rossi Monti, Prefazione
Antonello Correale, Francesca Cangiotti, Alessia Zoppi, Premessa
Parte I. Tra sintomo e malattia Correale, Cangiotti, Zoppi, Il soggetto nascosto
Correale, Cangiotti, Zoppi, Cenni storici sull'uso della sostanza
Correale, Cangiotti, Zoppi, Psicoanalisi e tossicodipendenze
Correale, Cangiotti, Zoppi, Il sintomo e la malattia
Correale, Cangiotti, Zoppi, Il disturbo borderline
Correale, Cangiotti, Zoppi, Il trauma
Correale, Cangiotti, Zoppi, L'incontro del soggetto con la sostanza
Correale, Cangiotti, Zoppi, Note sulla terapia
Parte II. Tre modelli a confronto
Leonardi, Il poliabuso: aspetti neuro-bio-psicologici, correlati terapeutici ed organizzazione dei servizi di trattamento
multidisciplinare
Di Petta, Il mondo tossicomane: fenomenologia e psicopatologia
Feliciotti, Per una clinica della tossicodipendenza
Correale, I tre piani della formazione.
Antonello Correale, psichiatra, membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, ex primario del Dipartimento
di Salute Mentale della ASL Roma B Area II, è docente a contratto di Psicologia delle dipendenze presso l'Università
di Urbino. Ha creato e dirige l'ambulatorio per l'ascolto e la cura del cyberbullismo a Roma, dove è responsabile
anche del gruppo di intervento contro la dipendenza da internet.
-> da studiare solo cose in rosso!
L’attenzione sarà posta quindi sul vissuto dell’individuo, in una lettura psicodinamica dell’essere umano e del
funzionamento mentale, considerando la dimensione inconsapevole dell’individuo e gli aspetti difensivi utilizzati per
far fronte alle dinamiche conflittuali o traumatiche del mondo interno. Verrà trattato il tema dell’angoscia vista
come sintomo centrale nell’espressione patologica delle dipendenze. Sarà inoltre presentata la struttura di
personalità borderline, come riferimento clinico per comprendere meglio il delicato rapporto che la persona
intrattiene con la sostanza stupefacente.
Si affronterà inoltre il tema del trauma come elemento centrale dell’esistenza del soggetto dipendente, e come
istanza responsabile dei fenomeni dissociativi manifestati nella coazione a ripetere tipica dell’esperienza
dipendente. Si svilupperanno poi i temi della scelta del tipo di sostanza in relazione alla personalità sottostante
dell’individuo e le diverse tipologie di intervento nella clinica delle tossicodipendenze.
Il concetto di craving (desiderio irrefrenabile) verrà approfondito in modo dettagliato, e ci accompagnerà durante
tutto il corso, così come accompagna spesso la vita dei soggetti dipendenti. Tale fenomeno verrà correlato agli stati
mentali dissociati del comportamento dipendente, che fungono da difesa all’insorgere di stati psichici dolorosi non
rappresentabili mentalmente e quindi non elaborabili. Il craving diviene l’elemento centrale sia nelle diverse forme
di dipendenza da sostanze che in quelle comportamentali.
I fenomeni della dipendenza devono essere valutati in relazione a fenomeni micro/macro DISSOCIATIVI, anch'essi
situati in un continuum che va dal normale al patologico di uno spettro in cui l'elemento comune sarebbe quello del
ricorso a esperienze di isolamento e di sottrazione del Sè dalla realtà, quando questa è causa di tensioni e di angosce
che NON possono essere elaborate e trasformate nell'ambito dello stato di coscienza ordinario... è pertanto un
meccanismo di sbarramento che protegge dall’inondazione di un eccesso di stimoli. (Carretti, La Barbera)
DIPENDENZE COMPORTAMENTALI NELL’ERA DIGITALE
L’esplorazione del fenomeno delle tossico-dipendenze classiche sarà arricchita dalla presentazione di nuove forme
di espressione compulsiva tipiche dell’era digitale quali:
• Il disturbo da gioco d‘azzardo - DGA offline e online;
• L’abuso/dipendenza da internet e nuove tecnologie;
• Dipendenza da sesso e cybersesso;
• Accenni ad altre dipendenze comportamentali.
I temi trattati relativi alle Dipendenze Comportamentali saranno approfonditi attraverso il testo: “Psicopatologia
web-mediata, Dipendenza da internet e nuovi fenomeni dissociativi” di F. Tonioni (2014), Springer. (Parte prima cap
1-2-3)
Psicopatologia web-mediata Dipendenza da internet e nuovi fenomeni dissociativi, Tonioni Federico Introduzione
Tonioni, Federico Pages 1-6
Il concetto di dipendenza patologica Tonioni, Federico Pages 7-18
Dipendenze comportamentali Tonioni, Federico Pages 19-56
L’era digitale Tonioni, Federico Pages 57-122
Il nucleo fondamentale della dissociazione Tonioni, Federico Pages 123-140
Psicopatologia web-mediata Tonioni, Federico Pages 141-169
Riepilogo e conclusioni Tonioni, Federico
Rispetto a tale ambito sarà approfondito il tema delle relazioni virtuali (online) e l’integrazione/confusione con le
relazioni reali (offline), sia in preadolescenza che in adolescenza. Tratteremo inoltre, come l'incontro con lo
smartphone influisca nella crescita e nelle relazioni affettive tra genitori e figli in un momento dello sviluppo
fondamentale per la strutturazione dell’identità. Vedremo inoltre come la dimensione del virtuale possa sviluppare
condizioni di rischio, sino a possibili generatori di fenomeni di dipendenza.
Per addentrarci nella pratica clinica vedremo come è articolato un Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze
Patologiche dell’Ausl, evidenziando le differenti proposte di intervento alle principali forme di dipendenza
patologica. Attraverso l’analisi di alcuni casi clinici in trattamento, verranno approfondite le linee di intervento
terapeutico (sia residenziale che ambulatoriale), l’importanza del lavoro di rete, dell’équipe multiprofessionale, della
dimensione di gruppo e dell’integrazione pubblico-privato nella presa in carico del paziente con problematiche di
dipendenza
AREA LABORATORIALE: I CASI CLINICI
I casi clinici che analizzeremo insieme (attraverso il lavoro in gruppi) permetteranno all’allievo di «toccare con mano»
le realtà cliniche e collegare i contenuti teorici alle differenti tecniche di intervento terapeutico nell’area delle
dipendenze patologiche. Saranno trattato alcuni dei seguenti casi che presentiamo come esemplificazione:
- CASO 1 Sara 21 anni: Trattamento residenziale, dipendenza da eroina (fumata), uso di chetamina e cannabinoidi.
Vedremo le caratteristiche dei percorsi terapeutici residenziali di comunità (COD) e (PTR).
- CASO 2 Paolo 34 anni: Percorso ambulatoriale specifico per la dipendenza da cocaina in associazione al trattamento
di gruppo per dipendenza da gioco d’azzardo. Vedremo insieme gli elementi centrali del trattamento ambulatoriale
al cocainismo ed i gruppi Gap.
- CASO 3 Davide 40 anni: Percorso ambulatoriale specifico per la dipendenza da cocaina (attraverso l’utilizzo di
tecniche cognitivo-comportamentali) in associazione al trattamento farmacologico per la dipendenza da alcol.
Vedremo insieme il tema dell’abuso alcolico in relazione alla poliassunzione di sostanze stupefacenti e l’intervento
combinato di coppia.
- CASO 4 Luca 13 anni: Trattamento individuale e familiare per l’uso problematico dello smartphone e tablet (internet
addiction e gaming online) in associazione a difficoltà scolastiche e gestione dell’aggressività. Vedremo la
psicoterapia con gli adolescenti combinata con il lavoro terapeutico rivolto ai genitori. (Due terapeuti per un unico
caso).
= Percorsi terapeutici individualizzati «…per ricominciare a vedere la persona e la sua soggettività, drogata dalla
sostanza o da comportamenti compulsivi…» riattivando una relazione autentica con sé stesso, la creatività ed il
sentimento comunitario.
IL CRAVING
«La dipendenza è uno stato della mente ed in origine anche del corpo, che sottende al movimento delle nostre pulsioni
verso una meta e che attesta la nostra capacità di legarci agli altri ed alle cose. Quando non si esprime in modo
patologico, la dipendenza è l’essenza stessa delle relazioni umane e appare, per altro, naturale...». (Tonioni in
Psicopatologia web-mediata). Quindi senza aver sperimentato la condizione di «dipendenza primaria» non si potrà
raggiungere una dimensione di autentica autonomia.
«Una dipendenza diventa patologica quando la natura del vincolo che lega una persona a una sostanza o a un
comportamento ha i caratteri di compulsività… quando i pensieri e gli agiti di un individuo si svolgono su uno sfondo
di incoercibile coazione a ripetere, dove il bisogno sta al posto del desiderio e dove il dolore mentale impedisce
l’accesso alla creatività e alla possibilità di vivere le attese e la solitudine» (Tonioni)
…La tossicodipendenza è quindi un disturbo con profonde radici psichiche e non soltanto biochimiche (o
comportamentali). (Correale) L’O.M.S. definisce la dipendenza da sostanze: «un disturbo mentale ad andamento
cronico recidivante che si sviluppa a partire da complesse interazioni tra variabili biologiche, psicologiche e
ambientali».
PSICODINAMICA DEL CRAVING -> Nel trattare le dipendenze patologiche diviene di rilevante importanza
comprendere i dinamismi che governano l’attivazione del fenomeno chiamato craving.
«Il CRAVING viene definito come un desiderio incoercibile, una fame irresistibile, un’urgenza di natura patologica, un
bisogno imperioso… sembra essere il comune denominatore delle diverse espressioni attraverso cui si manifestano le
dipendenze patologiche» (Carretti, La Barbera)
È un’esperienza interiore molto intensa ed invasiva, ed i processi psicodinamici e gli elementi cognitivi attivati nel
craving, sembrano essere comuni sia nelle dipendenze da sostanze che in quelle comportamentali. Esso tende ad
attivarsi con caratteristiche di impellenza ed impulsività in presenza di stimoli ambientali che richiamano l’incontro
con l’oggetto-sostanza (esterni), ma anche in risposta ad eventi stressanti o particolari situazioni emotive (interni).
Come affermano Carretti e La Barbera, se consideriamo la dipendenza patologica un disturbo che si basa su
meccanismi difensivi di natura dissociativa, (che derivano da esperienze infantili traumatiche) possiamo ipotizzare
che la dipendenza NON sia solamente un fenomeno dovuto agli effetti fisiologici della sostanza (o comportamento
compulsivo), MA che esista già una condizione psicopatologica a monte, di cui il craving è il naturale epifenomeno.
= tema che ci riguarda tutti quanti, chi più chi meno, e abbraccia tutte le dimensioni e condizioni che danno
dipendenza. -> forma di desiderio incoercibile che si attiva per stimoli interni o esterni; è tutto legato alla soggettività
della persona. Si parla di “craving” in una situazione stabilizzata ed è un bisogno dissociativo. Si tratta di
un’esperienza emotiva che prende la pancia, ti prende da dentro e ti modifica l’aspetto psichico.
LETTERE DI NATALE AL PADRE -> Esempio di una condizione che segnala aspetti di vulnerabilità precoce al craving e
sviluppo di una dimensione dissociativa dove la persona inizia a percepire l’incapacità di gestirsi e governare i propri
comportamenti.
(8 anni) «Caro babbo spero in questi giorni di diventare più buono perché gli altri giorni non facevo che marachelle.
Forse diventerò più buono ma ci vorrà tempo perché anche a scuola a ricreazione non faccio che fare scherzi ai
compagni… sei buono babbo perché mi compri i dolciumi ed io ti ricambio con birichinate. Ogni tanto però ti
obbedisco, e allora chiudi un occhio quando lo spiritello mi tenta e mi fa fare ciò che non devo fare. Ti abbraccio tanto
e ti porgo gli auguri più belli di buon Natale. Il tuo Andrea»
(9 anni) «… ti prometto che diventerò buono e dimenticherò i giornalini che sono la mia passione e studierò di più.
Non so se riuscirò a mantenere tutte queste promesse… la maestra dice di non fare promesse da marinaio: ricorderò
questa frase ogni volta che sarò tentato di disubbidire e di non studiare. Ti abbraccio forte Tuo figlio!
Gli stessi autori aggiungono che «il craving è dunque preesistente all’incontro
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Domande Esame Psicopatologia delle Dipendenze, prof Pompili, libro consigliato Psicopatologia delle Dipendenze, Gir…