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Laboratorio di media education Appunti scolastici Premium

Appunti di Laboratorio di media education. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: I nuovi media nella scuola (Antonio Calvani), mente e medium, tecnologie cognitive, multimedialita’. Interfacce, interazione, l’impatto delle tecnologie nella scuola, ecc. Vedi di più

Esame di Laboratorio di media education docente Prof. R. Montanari

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le parzialità proprie del sistema scolastico che, influenzato dal libro stampato, ha privilegiato

l’approccio analitico formale e non forme + immediate e partecipative di conoscenza).

- i media sono sempre in evoluzione, qndi nei loro confronti c’è bisogno di un lavoro di preparazione

+ lungo: a tal proposito PARISI ed altri affermano che ci sono diversi modi di conoscere= attraverso

l’esperienza diretta (osservando la realtà e interagendo con essa) e il linguaggio (apprendere circa

eventi che sono accaduti in passato e quindi un apprendimento intorno al quale non possiamo agire);

tale apprendimento xò ha diversi inconvenienti, come quello di richiedere agli alunni capacità di

astrazione, memoria e insegnanti bravi e motivati. Il computer permette di accrescere le possibilità di

apprendimento attraverso l’esperienza xkè può simulare la realtà. X Parisi con la simulazione si

possono rappresentare situazioni difficilmente esperibili in pratica. Bisogna xò considerare anche

che ogni simulazione presenta un mondo chiuso, precostituito, che raffigura la realtà in forma

riduttiva, qndi l’alunno può distaccarsi dal rapporto vivo con la complessità dell’esperienza e ciò

determina confusione sulla differenza tra modello e realtà.

- le tecnologie possono contribuire a far emergere nuovi “spazi della mente”, su qsta scia il compito

della scuola è quello di anticipare forme di pensiero e pratiche culturali destinate in seguito ad

affermarsi nella società. Una di qste forme di pensiero potrebbe collocarsi nell’evoluzione dei

sistemi di scrittura, soprattutto scrittura-fruizione ipertestuale, oltre che la capacità di vedere i

problemi in un’ottica plurale e la consapevolezza dell’esistenza di nuove relazioni nascoste:

“pensiero complesso”.

- ALLA RICERCA DI STRATEGIE OPERATIVE-

La scuola deve anche fronteggiare in tempi brevi i problemi di strategia operativa assumendo

decisioni su come e dove collocare i nuovi media nel contesto reale.

I principali ambiti potenziali x la collocazione delle nuove tecnologie nella scuola possono essere

articolati su 3 piani, a livello:

globalizzazione= nuove tecnologie come “risorsa globale”

a) alto→ nuove tecnologie come risorse di gestione/organizzazione della didattica e del

b) di scuola→

curricolo, della comunicazione interna, dei supporti x l’individualizzazione e il recupero, della

costruzione di ambienti integrati di apprendimento

nuove tecnologie come risorse di “amplificazione” degli apprendimenti con 2

c) di apprendimento→

direzioni: 1)orientata verso dimensioni + globali della personalità; 2)orientata verso ambiti +

specifici dell’apprendimento

LIVELLO ALTO

La tecnologia fornisce un’opportunità nuova x consentire alla scuola di uscire dal suo

tradizionale isolamento e x riconfigurarsi in forme diversamente distribuite (policentrismo

formativo, istruzione a distanza, istruzione permanente ).

Qui è molto importante il ruolo di Internet che può significare:

 Accesso ad info remote (banche dati, materiali didattici, ecc)

 Comunicazione (tramite posta elettronica, chat, ecc)

 Cooperazione

 Comunità condivise (condivisione di obiettivi e finalità)

LIVELLO DI SCUOLA

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Qui è molto importante Intranet (rete interna).

Si possono distinguere 3 direzioni applicative principali:

Modalità dello sgravio= l’offerta tecnologica può consentire alleggerimento di operazioni

routinarie (office automation: segreteria, archivi, registro elettronico; praticità gestionale, ecc)

Modalità della razionalizzazione= possibilità x semplificare gli scambi informativi e cooperati

 all’interno della scuola. Con Intranet si possono agevolare le comunicazioni tra insegnanti,

x es in una bacheca elettronica possono essere esposto documento o suggerimenti preparatori

alla riunione, ma anche risultati di riunioni dei singoli gruppi, msgi tra colleghi e capo

d’istituto

Modalità della differenziazione/integrazione= le risorse tecnologiche possono permettere

maggiore

diversificazione ed espansione delle modalità didattiche e dei percorsi di apprendimento

verso una maggiore individualizzazione e personalizzazione. Qndi è importante allestire aule

informatiche ed ambienti integrati (con biblioteca scolastica tradizionale, connessioneInternet,

biblioteca di software, videoteca) ai quali gli alunni dovrebbero accedere autonomamente e

spostarsi liberamente.

LIVELLO DI APPRENDIMENTO

Le tecnologie come risorse di amplificazione degli apprendimenti:

Sul piano della soggettività: permettono l’amplificazione del sé, esperienze emotive intense,

o cioè di qualità elevata sul piano emozionale e relazionale che CZIKSZENTMIHALYI

definisce “flusso ottimale”, ovvero gli uomini possono realizzare intense esperienze di

soddisfazione che xò non devono essere banali né frustranti, con un ottimale equilibrio tra

tensione e piacere.

Sul piano espressivo/motivazionale: le nuove tecnologie possono essere impiegate x alimenta

o re motivazioni nascoste o x creare spazi culturali intermedi tra alfabeti colti e quotidiani, x

accrescere capacità creative e comunicative, x favorire il superamento di ansie e inibizioni

legate alla comunicazione.

Sul piano percettivo/cognitivo/metacognitivo: le nuove tecnologie permettono di sviluppare

o abilità percettivo-motorie (si pensi ai videogiochi), strategie di problem solving, abilità

logico-astrattive e forme di pensiero critico.

Sul piano delle aree culturali/disciplinari: le nuove tecnologie permetto di arricchire contenuti,

o segmenti di apprendimento disciplinare e interdisciplinare, favorire esperienze multiculturali

o criticizzare l’apprendimento attraverso al presentazione di tematiche secondo varie

angolature e chiavi di lettura. X es:

- ambito I. Bambini con difficoltà espressive possono trovare in un giornalino elettronico o

nella costruzione di un ambiente multimediale un’imp opportunità x valorizzare motivazione

autostima e cooperazione, mentre un bambino audioleso può trovare nella telematica e nella

cooperazione a distanza un valore aggiunto x stabilire relazioni interpersonali;

- ambito II. Un’attività di scrittura con un outliner che permette la strutturazione gerarchica

del testo, può essere utilizzata x insegnare a organizzare idee su piani diversi;

- ambito III. Una storia game ambientata nel passato può fornire un primo stimolo alla

comprensione di un’epoca stoica; nello stesso modo, un software di raffigurazione grafica

delle equazioni può consentire scoperte inaspettate sulle relazioni tra formalismo matematico

e grafico; un CD-ROM o Internet possono consentire di entrare in contatto con le altre

culture; la costruzione di un ipertesto può diventare un’opportunità di riflessione critica su

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una determinata area tematica.

CAP.4 IL POTENZIALE FORMATIVO DELLA SCRITTURA: DALLA TIPOGRAFIA DI

FREINET AGLI IPERTESTI

- LA SCRITTURA FULCRO DELL’INNOVAZIONE DIDATTICA: FREINET-

Freinet individuava nella scrittura, e nelle tecnologie della comunicazione in genere, il punto di

partenza x una didattica realmente innovativa.

Le tecniche sono l’anima della pedagogia di F.

X F. la + importante delle tecniche didattiche è la tipografia, non vista solo come mezzo x rendere il

bambino attivo dal punto di vista muscolare e intellettuale, ma come lo strumento di liberazione del

pensiero infantile.

CIARI, riprendendo F., afferma che la tecnica non è altro che la “realizzazione dei valori”, i quali

non esistono x sé ma solo in qnto si attuano nella vita di scuola: sono mezzo e fine al tempo stesso.

F. rivendicava la centralità di una riflessione educativa critica e aperta, cioè il tâtonnement=

l’esperienza che procede a tentoni, un apprendimento che porta in primo piano la corporeità, il

contatto e l’esplorazione fisica degli oggetti, l’intuizione diretta e contestualizzata dei problemi.

Uno dei punti di forza del discorso di F. è la cooperazione: la pedagogia della scuola moderna è

cooperativa= gli insegnanti lavorano cooperativamente x migliorare le loro condizioni di lavoro e

perfezionare gli strumenti e le tecniche a disposizione che diventano proprietà collettiva.

Nel 1929 propone l’idea dello schedario scolastico cooperativo come principale strumento didattico

che permette di mettere, al momento voluto, tra le mani degli alunni, i diversi documenti, letteratura,

scienze, geografia, storia, ecc, che rispondono all’interesse dominante. Qsto concetto anticipa lo

spirito delle attività cooperative che oggi trova altre possibilità grazie a Internet.

Qndi in F troviamo elementi di modernità: learning by doing, concezione dell’educazione aperta,

critica e antidogmatica; integratività ed espansività delle risorse tecnologiche.

- DON MILANI-

Anche Don Dilani ha evidenziato il potenziale formativo delle attività dello scrivere.

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Negli anni 60 ci ha lasciato una raffigurazione efficace di come si possa realmente operare x portarlo

alla luce: «ognuno ha in tasca un notes sul quale appuntare un’idea che ci viene. Ogni idea deve

essere scritta su un foglietto separato e da una parte sola. Un giorno si mettono insieme tutti i

foglietti su un grande tavolo. Si passano ad uno ad uno x scartare i doppioni. Poi si riuniscono in

grandi monti e qndi capitoli. Poi si dà un nome ad ogni paragrafo. Con qsti nomi si costruisce uno

schema con il quale si riordinano i morticini. Si prende il 1°monticino, si stendono sul tavolo i

foglietti e se ne trova un ordine e si butta giù il testo così come viene. Poi si aggiungono foglietti

nuovi e si comincia a far gara a chi scopre parole da scartare, aggettivi di troppo, ripetizioni, bugie,

due concetti in una frase sola».

Si comprende, qndi, che la scrittura sia un processo ricorsivo e cooperativo che si neutralizza l’ansia

del dover trovare qualcosa da dire e dell’essere valutati.

Negli stessi anni, altri autori sfruttarono il fascino tecnologico della scrittura. Uno di qsti è JOHN

HOLT un geniale pedagogista che utilizza la macchina da scrivere x stimolare la curiosità nei

bambini verso un apprendimento spontaneo della scrittura.

- SCRITTURA ELETTRONICA NELLA SCUOLA-

Già all’inizio degli anni 80 cominciano a diffondersi anche nella scuola i primi programmi di

scrittura elettronica.

Le modalità della scrittura elettronica di oggi sono:

scrittura immediata, a getto continuo, espressiva e creativa (tipo brain storming

-

individuale) resa possibile dalla consapevolezza della facile correggibilità del testo che può

essere utile x liberare dall’ansia della pagina bianca;

scrittura sequenziale, lineare, argomentativa favorita da poter agevolmente ritornare a +

-

riprese sul testo (drafting-redrafting);

scrittura strutturata, gerarchica e concettuale (outliner)

- scrittura con + canali comunicativi (multimediale)

- scrittura associativa e reticolare (ipertestuale)

-

- SCRITTURA IPERMEDIALE-

Nell’ottica già aperta da Freinet, la tecnologia si coniuga con la creatività infantile e fornisce

ulteriori spazi per significative negoziazioni e attività cooperative tra bambini e qsto è l’effetto della

scrittura ipermediale.

In un’aula dotata di postazioni multimediali (scanner, CD, microfono, casse, videocamera) i bambini

diventano autori di “testi sinestetici”, mediante l’uso di immagini dinamiche, audio e video.

Gli insegnanti evidenziano che l’uso della scrittura ipermediale nei bambini sviluppa potenzialità

cognitive e manuali che possono essere utilizzate efficacemente. Ipermedializzandosi la scrittura

elettronica recupera componenti precedenti della scrittura, la scrittura pittorica, x immagini, la

scrittura “ai margini” (Bolter).

GLI IPERTESTI

Un ipertesto è un programma che consente di delimitare uno spazio sullo schermo (tipicamente

un’area testuale) rendendolo “attivo”, sì da consentire al lettore di produrre associazioni (link).

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Un ipertesto si può considerare anche un generatore di aree “calde” (dette “pulsanti”), zone dello

schermo che attivate con il clic del mause producono “eventi” quali far aprire una finestra di testo,

far apparire un immagine,… uscire dal programma.

Un ipertesto proponendosi come tecnologia basata sull’associatività:

1. Tende a rendere esplicita la rete sottesa al testo;

2. Si presenta come tecnologia più flessibile e, sotto certi aspetti, più simile ai modi propri

della mente;

3. Modifica l’idea che ha prevalso negli ultimi secoli del testo-libro come struttura chiusa

verso una concezione multiprospettica della conoscenza

4. Consente al soggetto lettore spazi di libertà del tutto nuovi.

Le ragioni del successo degli ipertesti nono sono solo tecniche ma anche e soprattutto culturali in

qnto essi si fanno interpeti di una crisi + generale che determina il passaggio da una causalità lineare

a forme di pensiero complesso presenti nella cultura contemporanea.

Dunque, le implicazioni teorico-culturali del concetto di “ipermedialità” sono:

 crisi del pensiero “forte” (logico-deduttivo-lineare) sostenuta dalla stampa

 Crisi delle gerarchie dei saperi

 Complessità e multidimensionalità della conoscenza

 Recupero del corpo come macchina conoscitiva

 Concezione multipla e distribuita della conoscenza e dell’apprendimento

 Nuova ecologia mediale, riorganizzazione delle funzioni della scuola e degli spazi

didattici

-IPERTESTI E IPERMEDIA NELLA SCUOLA: ESSERE FRUITORI-

Nella scuola si fa uso corrente di ipertesti e di ipermedia. E’ utile distinguere due modi in cui si può

caratterizzare l’impiego degli ipertesti: essere lettore (si naviga in un ipertesto già costruito) o essere

autore (cioè costruire attivamente l’ipertesto).

La navigazione ipertestuale, lasciando il soggetto libero di muoversi, rinuncia ad ogni gradualità e

sistematicità nella presentazione delle difficoltà, con notevoli inconvenienti sul piano

dell’orientamento.

I problemi che lettori inesperti possono incontrare nella lettura ipertestuale sono:

Il salto (link) può essere compiuto dal lettore in modo casuale.

 Si diventa consapevoli della natura del link solo dopo averlo attivato

 Il salto può far dimenticare l’idea che lo aveva motivato

 Spesso l’associazione ha senso per l’autore ma non per il lettore;

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Le esigenze di “effetto” (audio, video,…) possono prendere il sopravvento

rispetto ai bisogni reali di comprensione del lettore.

Criteri x la valutazione della qualità didattica di un ipermedia

FATTORI DEL SOGGETTO FATTORI DELL’IPERMEDIA

(caratteristiche di cui l’oggetto dovrebbe

disporre senza le quali non è utilizzabile)

Preconoscenza e Metacognizione Usabilità (integrazione di diverse

che incidono nel minore o maggiore funzionalità tecniche): amichevolezza,

grado di Intenzionalità della facilità d’uso, aiuto alla navigazione,

comunicazione. espansibilità, capacità dell’ambiente di

Qsto significa che senza una minima crescere con altri apporti integrativi;

capacità di navigazione i prodotti Valenza didattica: pertinenza simbolica,

ipermediali rimangono didatticamente personalizzazione delle piste di lettura,

non fruibili. trasparenza delle info, capacità di far

comprendere come si comporta un

esperto nel settore in questione;

Valenza culturale: visione critica della

conoscenza e poliprospettica (far vedere

la conoscenza da + punti di

vista=multiculturalità).

Le due modalità + interessanti sono quella della criticizzazione e della personalizzazione degli

apprendimenti. Secondo il 1°aspetto, un ambiente ipermediale dovrebbe permettere di riattraversare

il dominio da punti di vista diversi; un 2°aspetto + generale riguarda il fatto che gli ipertesti rispetto

alle altre tecnologie possono offrire possibilità di individualizzare o personalizzare gli

apprendimenti.

Individualizzazione: esistenza di un sistema di istruzione strutturato, esterno, attendibile alle

necessità e difficoltà acquisitive del soggetto. L’individualizzazione.ha trovato il suo apogeo negli

anni 60-70 con il diffondersi di “sistemi d’istruzione”. Personalizzazione: implica che il soggetto

contribuisce a determinare il percorso stesso di apprendimento e le sue stesse finalità percependo il

tragitto intrapreso in relazione alle sue istanze interne. Dunque il lettore “personalizza” il libro,

leggendo “scrive” il proprio libro (metafora del lettore che diventa scrittore). Vi sono molti docenti

autori che xò producono ipertesti “crea e getta” ed editori che non comprendono le vere potenzialità

didattiche degli ipertesti mettendo in commercio prodotti chiusi, difficilmente modificabili. Invece,

alunni e docenti devono avere la possibilità di compiere adattamenti ed integrazioni grazie alla

pratica (ciò che aveva già immaginato Freinet).

- IPERTESTI E IPERMEDIA NELLA SCUOLA: ESSERE AUTORI-

Nel caso della costruzione/progettazione multimediale il primo problema che si incontra è quello

della esplicitezza degli obiettivi didattici.

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La costruzione attiva di un curricolo ipermediale può fornire opportunità particolari per far

comprendere come un problema possa essere visto da più angolature oppure avvicinare-comparare

opinioni diverse. La costruzione di materiale ipertestuale può diventare l’occasione per creare

banche dati espandibili; in questo modo gran parte del materiale raccolto può essere ripreso ed

riutilizzato. Per questa strada si può immaginare che l’ipertesto possa diventare un libro aperto

(secondo l’ottica di Freinet), potendo forse sviluppare anche nuovi canali comunicativi

generazionali.

-VERSO UNA RIFLESSIVITA’ DI SECONDO LIVELLO-

Oggi si conoscono le implicazioni sul piano cognitivo e culturale dell’avvento della scrittura nel

corso della storia dell’uomo:

La scrittura ha reso possibile un esame retrospettivo sulla parola

 La stampa ha favorito uno spiccato senso della chiusura del testo e ha spinto a

riorganizzare il sapere suddividendolo in ambiti delimitati, con elementi rigorosi di

identificazione interna (titoli, paragrafi, indici,…)

La scrittura ipermediale offre nuovi spazi e forme della mente, agendo da stimolo x

riflettere + profondamente sulla natura delle conoscenze, sui loro eventuali limiti,

articolazioni interne, così da indurre ad esplorare dimensioni e modalità diverse di

comprensione e organizzazione del sapere. -CONCLUSIONI-

Costruire ipertesti (cioè strutturare conoscenze in forma associativa) può costituire un’operazione

banale, di basso livello formativo, ma può anche essere una strada per sviluppare nuove potenzialità

cognitive. Gli ipertesti sono anche tools privilegiati x costruire nuovi tipi di curricoli, aperti e

flessibili: ciò xò richiede una diversa collaborazione tra editore, docente e studente x la costruzione e

l’arricchimento degli stessi sentieri percorribili che devono essere collaudati e progressivamente

messi a punto a partire da schemi base.

CAP.5 RETI E COOPERAZIONE IN RETE

-TECNOLOGIA E COOPERAZIONE-

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La scuola italiana si trova a gestire nuovi spazi decisionali all’insegna dell’autonomia didattica;

parallelamente a tale processo sorge la necessità di nuove tipologie organizzative in grado di

avvalersi di risorse territoriali e di cooperare con altre realtà remote.

1. Le realtà remote sono:

- riunione faccia a faccia: è limitativa in quanto il singolo può non fornire proprie opinioni sia xkè

può non avere il tempo fisico di prendere la parola, sia x motivi emotivi;

- riunioni in grandi gruppi: non consentono alti livelli cooperativi (il relatore espone

semplicemente la propria tesi);

2. Le nuove tipologie organizzative sono:

- bacheca elettronica: tutti i partecipanti possono intervenire e formulare osservazioni sulle

dichiarazioni degli altri;

- presentazione computerizzata: dà spunto per ulteriori approfondimenti di gruppo.

Dunque la telematica costituisce un “amplificatore” della cooperazione.

- COOPERAZIONE-

Più scuole cominciano a “cooperare”. Nella letteratura internazionale, per cooperazione si intende

quel tipo particolare di collaborazione basata sulla divisione del lavoro, in cui non esiste piena

integratività degli apporti. In Italia si identifica tale concetto con le forme + alte e integrate di

collaborazione, soprattutto quelle c.d. shared mind.

Il concetto di cooperazione non si identifica con l’appartenenza generica ad una rete (infatti rete non

significa automaticamente cooperazione xkè + scuole possono essere in rete, cioè aderire ad uno

stesso progetto, ma con livelli di interazioni molto bassi), esso implica invece l’integrazione di 2

concetti: la condivisione forte di obiettivi comuni (aspetto etico) e l’esistenza di reali attività in cui i

diversi apporti si integrano (aspetto tecnico-comunicativo).

Esistono vari tipi di integrazione collaborativi:

- reti di scuole a basso livello cooperativo (si aderisce formalmente a un progetto con qualche

scambio intermedio);

- a discreto livello cooperativo senza supporto tecnologico;

- scuole che cominciano a cooperare grazie alla tecnologia (scuole remote che si conoscono tramite

appuntamenti elettronici, ecc) e scuole che raffinano le forme collaborative utilizzando la tecnologia.

La cooperazione implica il concetto di comunicazione; questa a sua volta è una condizione

necessaria ma non sufficiente della cooperazione.

- RETI, COMUNICAZIONE,COOPERAZIONE-

L’apporto che le reti telematiche possono fornire alla scuola può essere distinto in tre tipologie

principali: accesso a risorse informative; comunicazione; cooperazione.

Si possono evidenziare due tipologie principali di rete e dimensione degli interlocutori coinvolti:

1. Reti con alto numero di componenti (scuole), superiore al centinaio: ad esempio, progetti pilota

ministeriali (non c’è lavoro cooperativo in senso stretto);

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2. Reti con basso numero di partecipanti, con grado elevato di condivisione già avanzata di intenti:

ad esempio, gruppi di scuole.

-DIDATTICA ON LINE-

La telematica offre una serie di nuovi spazi applicativi alla didattica on line infatti si accrescono le

opportunità per scuole, docenti, ecc, di avvalersi di esperti remoti, anche per una semplice attività di

counseling nel corso dell’innovazione o sperimentazione stessa. Avere un consulente in linea è una

condizione apparentemente banale ma che crea opportunità nuove rispetto alla logica tradizionale

che consente l’intervento di un esperto solo in alcuni momenti del processo.

Tra le tipologie che possono comportare un alto livello cooperativo mediante le reti telematiche

possiamo distinguere due ambiti principali, la cooperazione in attività (prevalentemente) formative o

in attività di innovazione o sperimentazione.

-FORMAZIONE IN RETE-

L’uso delle reti rappresenta una fonte di attrazione crescente per tutte le istituzioni che si occupano

di formazione.

La distance education di vecchia origine diviene on line education (formazione in rete) xkè si

aprono nuove possibilità di interazione/condivisione di tipo orizzontale docente-alunno.

I fattori cruciali che possono fornire valore aggiunto ad un sistema di formazione in rete possono

essere:

a) disponibilità di personale di supporto per il sostegno del sistema comunicativo (è una condizione

in negativo xkè in caso di assenza, essa va ricercata all’esterno con aumento considerevole dei costi);

b) difficoltà fisica nel raggiungimento di gruppi disseminati (possono essere gruppi distribuiti a

livello nazionale xkè appartenenti a particolari categorie, x es gruppi di docenti partecipanti a

progetti pilota, portatori di handicap specifici, ecc e ciò è un fattore di convenienza economica);

c) revisibilità/espandibilità del materiale (subentra il fattore “editibilità” che rappresenta in genere

uno dei maggiori valori aggiunti del materiale digitale rispetto a quello stampato);

d) espandibilità del numero dei soggetti partecipanti;

e) possibilità di avvalersi dell’ exspertise stessa dei partecipanti (i partecipanti possono offrirsi un

aiuto reciproco e qsto fattore di cooperazione potrà agire tanto + sensibilmente qnto + i partecipanti

abbiamo già un buon livello di competenza nelle aree in questione).

-INNOVAZIONE E SPERIMENTAZIONE DIDATTICA ON LINE-

Innovazione e sperimentazione didattica si dibattono sul problema della validazione. Come garantire

l’affidabilità dei risultati e di conseguenza, con le dovute limitazioni, un’adeguata trasferibilità delle

esperienze?

Oggi, contro il metodo sperimentale, si sviluppa la ricerca qualitativa, etnografica e fenomenologia

che trova i suoi + significativi modelli nella ricerca azione e nello studio di casi.

La ricerca azione rappresenta una vasta famiglia in cui si racchiudono situazioni diverse che si

caratterizzano x un certo grado di coinvolgimento dell’attore-ricercatore. La r.a. deriva dai modelli

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classici di Kurt Lewin degli anni 20. Come la ricerca sperimentale, la r.a. interviene in una

situazione, riunciando tuttavia a tenere sotto controllo le variabili di disturbo: cerca di definire un

problema, riflette su quale possa essere il modo adeguato di comportarsi, attua un intervento, si

sofferma nuovamente e riflette sugli effetti che emergono. Il suo limite consiste nel fatto che l’attore-

ricercatore va incontro a deformazioni soggettive e che le indagini mantengono un carattere x lo +

localistico. X accrescerne l’affidabilità si possono usare tecniche diverse e + punti di vista

(osservatori, revisori, ecc) sia sullo svolgimento in diretta della ricerca (osservazione(rilevazione

primaria dei dati), sia sull’operato che l’attore-ricercatore progressivamente raccoglie e presenta

(colloqui critici con un esperto). Sarebbe cmq ottimale poter disporre x tutta la ricerca di +

osservatori che raccolgono gli stessi dati in modo indipendente e avere + ricercatori che nello stesso

tempo indagano lo stesso problema sugli stessi contesti. Tuttavia la ricerca può risultarne appesantita

x gli alti costi, qndi bisogna trovare un equilibrio tra le risorse disponibili e il livello di validazione

che si vuole ottenere.

-CONOSCENZA COME IMPRESA ERMENEUTICA E COOPERATIVA-

Il concetto di cooperazione tende ad assumere anche valenze epistemologiche; aspira a diventare

sinonimo di costruzione sociale di conoscenze attraverso una negoziazione progressiva a più voci.

Si è passati da un modello di razionalità di tipo analitico-deduttivo, verso un tipo di razionalità che

dà maggiore spazio a modalità dialogiche e cooperative.

Questo tipo di razionalità (dialogica e cooperativa) si configura dunque come un’impresa

ermeneutica, critica e cooperativa che si articola in un dialogo ricorsivo tra più attori.

Anche la validazione viene affrontata a più livelli (intersoggettiva) e si prendono in considerazione

una pluralità di ottiche e giungere poi a trovare i punti in comune, integrare le diverse prospettive e i

nuovi problemi che via via si incontrano.

-TELEMATICA E RICERCA AZIONE-

La telematica può offrire nuove opportunità x l’indagine sul campo, rendendo meglio realizzabile il

passaggio da un approccio x casi singoli a uno x casi multipli, con la possibilità di esaminare il

problema mediante ottiche diverse. L’attore-ricercatore può divenire una sorta di “ricercatore

collettivo”: gli attori agiscono in collegamento fra loro, tenendo conto delle esperienze dei propri

partner remoti.

La rete consente anche l’ingresso in campo di vari personaggi (facilitatori, consiglieri, esperti) che

possono interagire con gli attori-ricercatori in itinere a distanza. Inoltre, l’attore-ricercatore può

sentirsi + motivato dal riconoscersi parte di una comunità allargata di ricerca che guida il suo lavoro.

Quindi la rete può agire da:

- catalizzatore e selezionatore di risorse nella fase preliminare, scelta da un gruppo ampio di possibili

partner (x es mediante i forum di discussione telematici);

- facilitatore nella conduzione del processo x i suggerimenti che provengono in itinere dagli altri

partner;

-amplificatore della riflessività individuale, cioè le scelte individuali sono oggetto di commento e

analisi da parte degli altri, qndi la telematica agisce come “cassa di risonanza” della riflessività

individuale;

- potenziatore dell’intersoggettività x le comparazioni tra + attori-ricercatori.

La r.a.on line deve soddisfare alcuni importanti criteri:


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Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Laboratorio di media education. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: I nuovi media nella scuola (Antonio Calvani), mente e medium, tecnologie cognitive, multimedialita’. Interfacce, interazione, l’impatto delle tecnologie nella scuola, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di media education e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Montanari Roberto.

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