Laboratorio di cartografia
Evoluzione storica della cartografia
La cartografia fa riferimento a immagini e indica quelle carte che permettono di conoscere il territorio e di individuare eventuali interventi. Attraverso le carte possiamo ricostruire il paesaggio. In altre parole, la cartografia è la scienza che si occupa della preparazione e della costruzione delle carte geografiche e col passare del tempo ha raggiunto un notevole sviluppo tecnologico. Essa nasce come un'esigenza da parte dell'uomo che ha voluto rappresentare i luoghi dove le antiche popolazioni vivevano, ovviamente in forma rudimentale. Abbiamo testimonianze di rappresentazioni cartografiche da parte di popoli di antiche civiltà come i Babilonesi, gli Incas, gli Aztechi, i Cinesi, gli Egiziani, i Greci, gli Yucaghiri (Siberia settentrionale).
Come venivano realizzate queste rappresentazioni cartografiche? Ad esempio, le popolazioni micronesiane (popoli naviganti) delle Isole Marshall (Oceano Pacifico) facevano delle rappresentazioni rudimentali intrecciando foglie di palma (rappresentavano le strade) con conchiglie (isole) per stabilire la posizione delle isole e le rotte da seguire verso altre isole. Gli Incas invece, incidevano sulle cortecce degli alberi e in più rappresentavano anche le loro attività e non solo il loro ambiente. Altri ancora, incidevano sulle pergamene, su pelle di animali, sulle pietre, ecc.
Nel 2003 è stato ritrovato a Soleto (prov. Lecce) un frammento di un vaso attico, smaltato di nero, risalente al 500 a.C. in cui era rappresentata la parte meridionale del Salento, poiché si riconosceva il nome greco di diverse città: Taranto, Otranto, Soleto, Ugento e Santa Maria di Leuca. Questo frammento è conosciuto come "Mappa di Soleto".
La cartografia si è evoluta però grazie ai popoli nomadi che spostandosi da un luogo all'altro acquisivano nuove conoscenze di territori che raffiguravano poi su pergamene; ma, l'evoluzione maggiore si è avuta grazie ai Greci in cui vi erano due scuole di pensiero:
- Scuola jonica - Rappresentava la superficie terrestre a forma di disco circondato dall'Oceano. Un pensatore di questa scuola fu Anassimandro di Mileto che delineò la prima mappa delle terre del mondo antico fino ad allora conosciute: al centro c'era il bacino del Mediterraneo, poiché considerato il centro del mondo e a cui si affacciavano l'Europa, parte dell'Africa settentrionale e parte dell'Asia.
- Scuola pitagorica - Tra i massimi esponenti ricordiamo Aristotele che ha cercato di dare dimostrazioni sulla sfericità della Terra, Eratostene di Cirene il quale notò che i raggi solari cadevano perpendicolari nel pozzo di Suan e a 90°C ad Alessandria. Egli fu il primo a disegnare il meridiano, detto linea perpendicolare passante per Rodi e il parallelo detto diaframma, nel centro del Mediterraneo (dalle Colonne d'Ercole al Monte Tauro). Grazie a questi elementi fu possibile misurare la distanza fra le varie città prendendo come città di riferimento Rodi. Altro esponente fu Marino da Tiro che introdusse latitudini e longitudini calcolate non più in stadi (come fece Eratostene), ma in gradi, principio su cui si basa la cartografia moderna. Grande contributo fu infine dato da Claudio Tolomeo a cui si devono nuove carte che rappresentano le terre emerse (Ecumeno) adottando nuove proiezioni: egli rappresenta i meridiani che convergono dai poli e i paralleli come delle circonferenze. Per Tolomeo, tra l'altro, geografia significa "disegno" della Terra e non "descrizione".
Dobbiamo ricordare che la carta più antica d'Europa è la Tabula Peutingeriana, il cui nome deriva da Konrad Peutinger che la trovò nel 1507. Questa carta è lunga 6,80 m ed è larga 34 cm; è suddivisa in segmenti in cui vengono rappresentate le terre dell'Impero Romano, dalla Penisola Iberica al Mar Caspio. Le strade (i segmenti) sono riportate in miglia; inoltre, rappresenta gli aspetti fisici del mondo (i rilievi, i fiumi, ecc.) e quelli antropici (centri abitati, strade, ecc.). La Tabula è una copia del XIII secolo, di cui l'originale si fa risalire al IV sec. d.C. (periodo medioevale). Ora si trova nella Biblioteca Nazionale di Vienna. Le altre copie di questa carta sono state realizzate da Miller.
Sempre nel IV secolo, durante il periodo di Augusto, la Puglia veniva chiamata Reggio secundo, ovvero "seconda regione" dopo il Lazio, poiché era quella più orientale e quindi la sua posizione era strategica per gli affari commerciali. Con l'invasione dei Barbari (che significa "straniero") si ha una perdita totale di tutto perché essi incendiavano i villaggi e le uniche ricchezze erano conservate nei monasteri. Si forma così una cartografia primitiva (xke dovevano iniziare da capo) di stampo religioso:
- Cristiani - Gerusalemme era al centro della Terra.
- Mussulmani - Si ritorna a disegnare la Terra a forma di disco e le carte assumono una forma di T, dove l'Asia era posta in alto, poiché La Mecca (in Arabia Saudita) era privilegiata proprio xke abbiamo detto che è una cartografia a sfondo religioso; l'Asia era poi separata da una T che indicava il Mediterraneo e poi in basso a sinistra c'era l'Europa e a destra l'Africa.
Le crociate, i grandi viaggi in Oriente (il primo fu Marco Polo che allarga gli orizzonti conoscitivi e li introduce nella sua opera Il Milione, in cui descrive anche il suo viaggio in Cina), l'introduzione della Bussola del Medioevo, favorirono lo sviluppo delle carte nautiche che indicavano le coste e gli scali, le direzioni e le distanze relative da un luogo all'altro. Ex: carta nautica del Mediterraneo, detta Pisana. Accanto a queste carte vi erano poi dei libri che descrivevano dettagliatamente tutti gli elementi presenti lungo la costa. Un elemento importante era che venivano rappresentati solo i centri costieri, mentre quelli che si trovavano a ridosso no, poiché ai navigatori interessava solo riconoscere i porti. Questi libri erano detti i Portolani.
In questo periodo, dobbiamo prendere in considerazione la comparsa di una cartografia araba, di cui max esponente è Al Idrisi, ammiraglio turco al servizio del re normanno Ruggero II di Sicilia. Di Al Idrisi va ricordata la prima carta nautica del Mediterraneo (1154). Le carte da lui realizzate sono importanti perché vendono l'introduzione di due elementi fondamentali:
- Bussola
- Rosa dei venti
Un altro cartografo turco importante è Pirireis che ci offre una descrizione di tutti i bacini del Mediterraneo. Nel 1500, si affermano numerose scuole dei cartografi come quelle olandesi, italiane, spagnole e portoghesi.
Scuola olandese
In questo periodo, oltre alla figura del cartografo, nasce anche quella del cosmografo. Il più importante fu Abramo Ortelio che nel 1570 pubblicò il Theatrum Orbis Terrarum, considerato il primo atlante. Sempre ad opera degli olandesi, nascono anche i globi e i mappamondi, poiché gli olandesi erano soprattutto mercanti e durante i loro viaggi, compravano le carte geografiche: spesso si realizzavano, ma si nascondevano per evitare di far conoscere il proprio territorio e i punti deboli agli stranieri che potevano attaccarli.
Altro contributo offerto alla navigazione è quello da parte dell'olandese Gerhard Kremer, detto il Mercatore che affermò il nome di "atlante" in seguito ad una raccolta di carte (1585) chiamata "Atlas" (Dio greco che sorregge la Terra). Grazie a lui è stata inventata anche la linea di rotta (detta anche linea lassodronica) che unisce due porti (quello di partenza e quello di arrivo). La scuola olandese viene ricordata anche per Jean Ble che scrisse 16 volumi in francese in cui descrive tutto il mondo.
Scuola italiana
Si rifà a Claudio Tolomeo e alla descrizione delle sue carte: il Sud si trovava in alto perché si considerava il modo di vedere del navigante quando arrivava alla costa. Anche la prima carta pugliese vedeva il Sud posto in alto. Altro massimo esponente è Giacomo Castaldi che ha disegnato la prima carta dell'Italia anche se non molto precisa a causa della mancanza degli strumenti giusti. A lui si deve la più antica carta regionale pugliese (1567) che rappresenta solo la parte meridionale di Bari e del Salento. Ancora, vi è Antonio De Ferraris, scrittore e filosofo che scrisse "De situ japige" (Il sito del Salento) in cui descrive dettagliatamente la costa da Taranto a Gallipoli.
Nel 1600, con Giovanni Antonio Magini abbiamo le prime carte provinciali, infatti vi erano: la Provincia di Capitanata (Foggia), Provincia di Terra di Bari (fino ad Ostuni) e Provincia di Terra di Otranto. Suo figlio, Fabio Magni, fece pubblicare nel 1620 l' "Atlante dell'Italia" che raccoglieva le carte di suo padre. In questo periodo, nasce la cartografia asservita allo Stato che voleva tassare il territorio. Questa si sviluppò a Foggia con la dogana delle pecore di Foggia con Alfonso d'Aragona nel 1447.
Altro esponente importante è Giovanni Antonio Rizzi Zannoni che è considerato il più grande cartografo europeo al servizio del re di Napoli, tra l'altro realizzò l' "Atlante Geografico del Regno di Napoli" (1812). Nasce con lui la cartografia di stampo moderno: realizza il rilievo sul terreno, nel senso che va sul posto e realizza la carta. Disegna le montagne con la tecnica dell'umeggiamento: una parte illuminata e una in ombra. Ci fu anche l'officina cartografica napoletana. Ultimo cartografo importante da ricordare è sicuramente il pugliese Benedetto Marzolla che realizzò numerose carte geografiche tra cui una che risale al 1856 ed è una carta sui prodotti agroalimentari del Regno di Napoli.
Scuola spagnola
Nella seconda metà del '600 nascono le vedute delle città, ovvero le città vengono viste in prospettiva realizzate da un cartografo spagnolo: Francesco Cassiano De Silva che ha realizzato le vedute delle città del regno di Napoli (1708). Queste vedute furono anche pubblicate anche da Giovanni Battista Pacichelli nel volume "Nel Regno di Napoli in prospettiva" nel 1702. Oltre le vedute, si sviluppano anche le pitture delle città, ovvero disegni del territorio realizzati nei palazzi signorili e negli enti ecclesiastici. Queste pitture furono realizzate da Ignazio Danti. In questo periodo nasce anche l'uso del sestante per l'orientamento dei naviganti per calcolare il valore angolare.
La cartografia nell'età moderna
Nella seconda metà dell'800, la cartografia si rinnova sempre più in base alle nuove esigenze civili e militari: nasce il metodo della triangolazione che permetteva la conoscenza della distanza di due punti, grazie al teorema di Pitagora. Contemporaneamente, vengono realizzati i fotogrammi che permette la visuale di una località da diversi punti. Da qui nasce il metodo dell'aerofotogrammetria che utilizzava aerei stabili e veloci e realizzava dei fotogrammi che venivano poi lavorati in laboratorio. Questo era un metodo più sicuro rispetto alla fotogrammetria terrestre che pur essendo precisa, risultava laboriosa, lenta e utilizzabile solo per terreni montani; la fotogrammetria aerea invece era utilizzabile per qualsiasi territorio.
Il 10 giugno 1959 fu fondata a Berna l'Associazione Internazionale di Cartografia che ha come scopo quello di realizzare una sempre più perfetta cartografia generale. Da quando poi l'uomo ha messo piede sulla luna, ha ampliato i suoi interessi tant'è che cerca continuamente di realizzare e perfezionare anche la cartografia spaziale.
La cartografia attuale
La cartografia attuale fa riferimento a quel tipo di cartografia che viene realizzata attraverso le foto aeree e spaziali (attraverso i satelliti). Nasce così il telerilevamento: attorno alla Terra si muovono 24 satelliti che, attraverso i sensori, producono foto a distanza raggiungendo i 920 km dalla Terra (immagine satellitare). I sensori possono essere di due tipi:
- Sensori passivi - Percepiscono l'energia riflessa dalla superficie terrestre e capta i colori come sono percepiti dall'occhio umano.
- Sensori attivi - Permettono di realizzare una carta in rilievo e illuminata obliquamente.
Bisogna ricordare però, che l'immagine satellitare viene riprodotta sulla Terra e non dai satelliti. I dati praticamente vengono raccolti dai sensori elettromagnetici, ma vengono poi trasmessi sulla terra, dove vengono elaborati e trasformati in immagini. I satelliti collegati al telerilevamento che operano nei campi ambientali e delle risorse terrestri sono conosciuti con il nome Landsat e sono numerati da 1 a 7 in base alla loro utilizzazione.
I dati vengono elaborati e trasformati in immagini attraverso diversi metodi:
- GIS (Sistema Informativo Geografico) - È un sistema che raccoglie, analizza e visualizza dati geografici relativi a località, comuni, regioni, in modo da effettuare interventi mirati sul territorio.
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