Archeozoologia e tafonomia delle pietre dure animali
Definizione
L'archeozoologia è una disciplina che studia le relazioni tra l'uomo e il mondo animale nel passato. Oggetto di studio sono i resti animali rinvenuti in contesti di scavo archeologico (contesti sia storici che preistorici). È una disciplina trasversale dal punto di vista cronologico. I resti animali sono una delle principali fonti animali ma venivano utilizzati anche per la lavorazione di manufatti artigianali.
Materiali di studio
- Ossa di mammiferi, uccelli, anfibi, rettili, pesci accumulo antropico o naturale;
- Conchiglie di molluschi (terrestri e marini) sia vertebrati che invertebrati;
- Insetti;
- Parassiti;
- Coproliti (feci);
- Uova.
Casi eccezionali
- Mummie naturali, ad esempio nelle torbiere;
- Animali congelati, ad esempio mammut e rinoceronti lanosi in Siberia e i bisonti in Alaska.
Generalmente l'archeozoologo è specializzato in una categoria animale o comunque in un periodo, ad esempio il Paleolitico Superiore.
Isernia la Pineta (Molise)
Paleolitico Inferiore: Rinvenimento di una distesa di resti faunistici fossili associati ad industria litica accumulo antropico. Bisogna cercare di comprendere la relazione tra l'uomo e questi resti faunistici: le ossa animali sono tutte fratturate intenzionalmente per ricavare il midollo (evidente intervento antropico).
Casalecchio di Reno
Neolitico: Rinvenimento di silos (pozzetti): contesto strutturato. Si tratta di buche che venivano utilizzate per raccogliere dei materiali, ad esempio resti ceramici, o per gettare dei rifiuti come i resti di pasto, ma potevano essere utilizzate anche con finalità rituali. In particolare, in uno dei silos è stato rinvenuto un accumulo di ossa animali insieme a un frammento di selce, nel quale sono stati identificati tre individui di ovo-caprini con lo scheletro quasi del tutto completo e in connessione anatomica. La disposizione dei resti faunistici fornisce numerose informazioni.
Necropoli di Vicenne (Molise)
Alto Medioevo: In un contesto di circa 200 tombe ne è stata rinvenuta una in particolare dove un cavallo è stato sepolto insieme al suo proprietario, carcassa intera non macellata, direttamente inumata. Questa sepoltura evidenzia la stretta relazione che il cavallo e il suo proprietario hanno avuto in vita. Il contesto archeologico è fondamentale.
Principali tappe della ricerca
- Riconoscimento e descrizione delle specie animali con cui i gruppi umani hanno interagito. È necessario, tuttavia, considerare che non tutti i resti faunistici sono stati accumulati dall'uomo, bisogna quindi stabilire chi/cosa ha determinato l'accumulo.
- Stabilire la natura delle relazioni tra gruppi umani e specie animali, cioè comprendere la ragione della loro presenza in un sito (sciacallaggio, caccia, pesca, raccolta, allevamento, etc.) e l'uso che ne è stato fatto (nutrimento, materia prima, rituali, etc.). L'importante cesura che determina un netto cambiamento nel rapporto uomo/animale è la domesticazione nel Neolitico, passaggio da un'economia di caccia e raccolta ad un'economia di produzione, la quale ha stravolto la fisiologia degli animali domestici rispetto a quelli selvatici.
- Mettere in evidenza sulle specie animali le conseguenze biologiche e/o ecologiche dell'intervento umano (domesticazione, modificazione dell'ambiente etc.).
- Contribuire alla conoscenza dei gruppi umani, del loro ambiente, del loro modo di vita, del loro habitat, della demografia etc.
L'archeozoologo non si basa quasi mai su ossa animali intere perché l'intervento umano genera importanti modificazioni, tra cui la macellazione, la fratturazione intenzionale delle ossa etc. È dunque importante la procedura del vaglio, in cui si separano i più o meno piccoli frammenti ossei dai sedimenti.
Importanza del ritrovamento di molari
In particolare, è possibile talvolta trovare i molari (grandi pochi mm) di piccoli roditori, i quali, avendo una vita più breve con un tasso di riproduzione più rapido (più generazioni), sono particolarmente sensibili alle fluttuazioni climatiche. Sono dunque molto importanti perché l'associazione di questi roditori permette di ricostruire il paleoclima e il paleoambiente nel momento in cui tali roditori erano in vita. Avendo una vita così breve e un tasso di riproduzione rapido, si estinguono/cambiano areale di distribuzione con una frequenza che all'archeozoologo risulta più visibile dalla stratigrafia. I grandi mammiferi, invece, avendo una vita ed un tasso di riproduzione più lungo, possono essere presenti sia in ambienti temperati sia in ambienti più freddi come il cervo. Con le variazioni climatiche tendono a spostarsi solo d'altitudine, non a cambiare completamente il proprio areale di distribuzione.
Ritrovamenti in epoca storica
In epoca storica si trovano varie sepolture di cane: rapporto di affezione tra uomo e cane. Tali sepolture vengono trovate in contesti di riti di fondazione o in contesti di scarnificazione (per recuperarne la pelliccia). Talvolta una semplice stria rinvenuta su un osso può indicare l'azione che l'ha causata, ad esempio macellazione. Con l'avvento delle lame metalliche cambia la tipologia di strie che si riscontrano sulle ossa animali.
Studi di paleopatologia
Studi di paleopatologia (veterinari): non sono molte le malattie che lasciano traccia sulle ossa. L'usura sui premolari del cavallo potrebbe essere indicativa dell'utilizzo delle briglie (domesticazione).
Restauro
Modalità di raccolta del materiale faunistico. Si tratta di una fase molto delicata. Lo stato di conservazione dei materiali osteologici può infatti essere precario e necessitare dunque di interventi di restauro e consolidamento che comportano l'utilizzo di sostanze chimiche o materiali che possono inficiare successive analisi. Ad esempio, se vengono utilizzati dei collanti, il materiale osteologico non può più essere utilizzato per l'analisi del DNA e la datazione. Il restauro è necessario per evitare la distruzione del reperto ma non va effettuato in modo indiscriminato, solo dove è strettamente necessario.
Generalmente i reperti sono molto frammentati a causa soprattutto di processi post-deposizionali, ad esempio cambiamenti nella temperatura o nell'umidità dei sedimenti possono innescare la formazione di microfratture sul reperto che con il trascorrere del tempo, il calpestio, il peso dei sedimenti etc. possono provocare un'ulteriore frammentazione.
Procedure di restauro
- Primo consolidamento del reperto: utilizzo del paraloid 12 per consolidare la struttura dell'osso, tenendo unite tra loro le fratture.
- Il reperto viene ingarzato per tenere uniti i vari frammenti con la diluizione di una colla (es. vinavil) che viene spalmata sopra le garze per costituire una sorta di gesso.
- Successivamente, il reperto viene ripulito dalla garzatura e dai residui di sedimento (il reperto non viene lavato) con una diluzione di alcol e acetone e dei bacchettini in legno con una punta arrotondata per asportare i residui di sedimento più solidi. La superficie viene poi ripulita con una sorta di cotton fioc artigianale imbevuto di alcol-acetone (questa sostanza ha il vantaggio di evaporare rapidamente, non entrando quindi all'interno della struttura del reperto).
- Dopo la pulizia si effettua il consolidamento con il paraloid: con una siringa il paraloid viene inserito goccia per goccia all'interno della struttura ossea. Non deve essere spalmato perché altrimenti si creerebbe un guscio protettivo che andrebbe a rendere troppo fragile la struttura dell'osso, rischiandone la rottura. Il paraloid viene utilizzato anche per incollare le varie fratture. In alternativa, si può utilizzare una colla tipo uhu. Il paraloid deve essere utilizzato su materiale asciutto perché è incompatibile con l'acqua. Se viene utilizzato su un reperto bagnato si forma un film esterno che prende una colorazione biancastra e non trasparente come dovrebbe essere, che non ha alcuna efficacia nel consolidare il reperto. Nei contesti in cui il reperto è bagnato bisogna utilizzare il primal, a base acquosa. I reperti che subiscono questo processo non possono essere utilizzati per la datazione. Un problema ulteriore legato al restauro è che il paraloid crea un film esterno che non rende possibile l'analisi tafonomica; perciò, lo studio delle tracce tafonomiche va effettuato prima o in concomitanza dell'ultimo consolidamento in modo tale da identificarle più facilmente. I sedimenti intrappolati all'interno dei frammenti ossei fanno parte della storia tafonomica del reperto. Il restauro, quando possibile, deve essere reversibile. Il paraloid è reversibile (o almeno teoricamente): utilizzando l'acetone è possibile per lo meno asportarne il film esterno, ma se è penetrato all'interno della struttura ossea no. Teoricamente però se il reperto viene immerso in acetone per un periodo di tempo abbastanza lungo, probabilmente a lungo andare il paraloid che si trova all'interno della struttura ossea dovrebbe disciogliersi.
I reperti non vanno immersi in acqua perché si creerebbe un forte shock termico che potrebbe provocare varie fratture. Tuttavia, per alcuni reperti è possibile utilizzare acqua a temperatura ambiente (alla stessa temperatura del reperto per evitare lo shock termico) ma bisogna comunque evitare l'immersione diretta sotto l'acqua: si utilizzano delle taniche e dei pennelli a setole non plastificate perché altrimenti potrebbero lasciare dei segni e dei graffi. Non vengono utilizzati setacci in metallo perché anch'essi possono lasciare delle abrasioni sul reperto. È importante conoscere tutte le metodologie che vengono applicate durante le fasi di scavo e pulitura. Quando la terra da umida si secca, nel corso del tempo, il suo volume si restringe: se sono presenti dei resti ossei all'interno, rischiano di fratturarsi.
Osteologia
Le ossa sono nominate nello stesso modo per tutti i vertebrati. Ciò che distingue un mammifero dagli altri vertebrati è la presenza di 7 vertebre cervicali (unico numero costante in tutti i mammiferi); le altre vertebre invece possono variare di numero a seconda della specie.
Struttura dello scheletro
- Scheletro assile: cranio, vertebre, gabbia toracica.
- Scheletro appendicolare: cinto pettorale, cinto pelvico, arti superiori e arti inferiori.
Gli arti subiscono un adattamento al tipo di locomozione, ad esempio allungamento negli artiodattili (ungulati) e nei perissodattili (equidi, tapiridi e rinocerontidi) della parte metapodiale. La zampa tende ad allungarsi nei tre segmenti che la compongono.
L'osteologia si occupa quindi del riconoscimento anatomico e tassonomico (individuazione della specie). Vengono utilizzate le collezioni di confronto: strumento base per poter fare l'archeozoologo o il paleontologo. Collezione di scheletri di animali attuali e/o calchi di specie fossili che vengono confrontati con il reperto da studiare per individuare somiglianze e differenze. Queste collezioni sono spesso associate a dei musei.
L'osteologia prevede anche l'impiego di misurazioni attraverso un calibro. Per effettuare un'analisi tafonomica non è indicato utilizzare una strumentazione in metallo ma piuttosto in plastica perché potrebbe comportare delle striature sul reperto. Le misure vanno prese solo sulle ossa integre.
Per il riconoscimento vengono utilizzate anche le tavole anatomiche, le quali presentano tutti i vari elementi anatomici (olotipi di riferimento): ad esempio, sono messe a confronto a dimensione naturale le rotule degli artiodattili nelle principali vedute (frontale, posteriore, laterale e mesiale), confronto dimensionale e morfologico. Non bisogna utilizzare soltanto le tavole anatomiche per il riconoscimento perché non è sufficiente; è importante confrontare il reperto con altri reperti della stessa specie di sesso ed età differenti: esiste una certa variabilità morfologica di alcuni caratteri all'interno di una stessa specie.
Vista anteriore: craniale anteriore. Vista posteriore: caudale posteriore. Tutti gli arti sono costituiti da un primo segmento costituito da un unico elemento anatomico (omero e femore), detto stilopodio, che si articola con due elementi, detti zeugopodio (radio e ulna, tibia e fibula). A seconda della specie, radio e ulna possono essere fusi oppure costituire due elementi separati. Le estremità sono costituite dalle mani e dai piedi, dette autopodio, quando comprendono carpali, tarsali, metacarpali, metatarsali e falangi. Prossimale è tutto ciò che è più vicino al corpo, mentre distale è tutto ciò che è più lontano dal corpo. Ciascun elemento anatomico ha una parte prossimale, una parte mediana (da non confondere con mediale che invece costituisce la parte che guarda verso il centro del corpo dell'animale) ed una parte distale.
Dentizione
La maggior parte dei mammiferi ha una dentizione difiodonta, ovvero doppia. I delfini, invece, hanno una dentizione omeodonta, per cui tutti i denti sono della stessa dimensione per il tipo di alimentazione. La dentizione differisce in base all'alimentazione (carnivora, onnivora o erbivora). I denti hanno una terminologia apposita: al posto di mediale e laterale si dice linguale (parte interna) e buccale (parte esterna); al posto di anteriore e posteriore si dice mesiale (verso l'interno) e distale (verso l'esterno), mentre al posto di superiore si dice occlusale.
I denti sono costituiti da tre tessuti principali, il cemento, la dentina e lo smalto. Struttura dei denti bunodonti (uomo, maiale, orso): la corona riveste esternamente la dentina e il cemento arriva nella parte della radice. I denti degli erbivori, per contrastare la rapida usura dovuta alla masticazione, sono altocoronati e spesso presentano una sutura silicea che determina maggiormente l'usura dello smalto; per rallentare il processo di usura il dente si è sostanzialmente ripiegato su se stesso, per cui lo smalto si trova anche all'interno e la corona è molto alta, quindi l'usura è più lenta. Struttura dei denti secodonti (carnivori): molari dei carnivori hanno la corona compressa e terminante con più cuspidi appuntite e taglienti. Ciascun dente ha la sua funzione, a seconda del tipo di alimentazione; perciò, alcuni denti nel corso dell'evoluzione possono scomparire, ad esempio i roditori hanno solo molari, premolari e incisivi.
Caratteristiche delle ossa lunghe
- Due epifisi (prossimale e distale), costituite da un tessuto trabecolare spugnoso;
- Due metafisi (prossimale e distale), che consentono l'accrescimento dell'osso lungo durante il periodo di crescita dell'animale. Raggiunta l'età adulta le metafisi si fondono. Sono molto importanti per determinare l'età alla morte dell'animale;
- Una diafisi, costituita da un tessuto compatto a lamelle, all'interno della quale è presente il midollo osseo.
La locomozione influisce sulla quantità di ossa presenti nelle estremità. In alcuni casi nei metapodiali si ha la riduzione ad un unico elemento.
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Appunti lezioni Archeozoologia
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Archeozoologia e archeobotanica
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Archeozoologia - tesina
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Pietre, Materiali e elementi costruttivi