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Vasilij Semionevic Grossman

Vita

  • Problemi ebrei
    • Zona di residenza
    • Scuole
    • Campagne
  • I Guerra Mondiale (1914-17), Rivoluzione (1917), Guerra civile (1917-21)
  • Prima carestia (1920-22)
  • 1923 Università di chimica, 1928 Galjia
  • 1932 Tubercolosi – divorzio
  • Piano quinquennale -> Grande Carestia -> Cordoni di sicurezza
  • Purghe – Grossman scrittore – Olga Guber
  • II Guerra Mondiale – Patto Molotov - Massacro di
  • Armata rossa – Libro nero – 1944 fosse comuni madre (Berdicev)
  • Entra a Treblinka
  • Analogie e differenza comunismo-fascismo
  • 1960 propone pubblicazione "Vita e destino" sulla rivista Znamja – Esito negativo
  • "Vita e Destino" pubblicato 1980 a Losanna

Formazione ebraismo

Grossman è di origine ebraica. Nasce nel 1905 a Berdicev, in Ucraina. Il nome originario è Iosif Salomonovich che viene subito “russificato”. I genitori provengono da una famiglia di mercanti ebrei. Sono benestanti, seppur, oramai, non facciano più i mercanti. Jekaterina (mamma) e Solomon (papà) sono intellettuali: il papà è un ingegnere chimico, mentre la mamma è un’insegnante di francese. Fino al 1910/12, Grossman ha vissuto in Svizzera. I genitori si separano in questi anni. Al ritorno a Berdicev, madre e figlio si trasferiscono nella casa della zia. Nel 1914, Grossman si iscrive al liceo a Kiev.

La comunità ebraica russa aveva grossi problemi dovuti all’antisemitismo endemico di carattere popolare e all’antisemitismo “di regime”. Gli ebrei dell’impero zarista non possono vivere dove vogliono: si creò una zona ufficiale, denominata “zona di residenza”, costituita dalle province dell’impero russo al di fuori delle quali gli ebrei non hanno diritto di risiedere in maniera permanente. In sostanza, gli ebrei potevano vivere dove volevano, però non avevano il diritto di avere una residenza fissa. La “zona di residenza” si forma in seguito all’aumento degli ebrei, avvenuto in particolare modo dopo le tre spartizioni della Polonia (1772-1795), quando la Russia si prende una buona fetta della suddetta e altri territori. Nel 1791, vi è la prima codificazione della “zona di residenza” che rimarrà in vigore sino al 1917. Le province che ne fanno parte sono una decina di province polacche e una quindicina delle zone nord-occidentale, sud-occidentale e meridionale dell’impero russo (ne facevano parte, ad esempio, Kiev e Minsk).

In queste zone, vi sono città, parti di esse e/o periodi, in cui gli ebrei non possono risiedere. A partire dal 1982, non possono risiedere stabilmente anche nelle campagne poiché considerati “spacciatori” di liquori (vendono la vodka, ubriacano i contadini russi e distruggono i nostri raccolti). Inoltre, gli ebrei avevano ulteriori limitazioni. C’era il limite chiuso per la frequenza delle scuole, in particolare modo per i licei. Gli ebrei non potevano rappresentare più del 10% del totale. Nelle capitali non più del 3%, mentre nel resto del Paese non più del 5%. Questi dati sono quelli indicati nella legge varata nel 1887, in un periodo in cui l’atmosfera antisemita è aggravata dalla campagna di attentato allo zar Alessandro II. Ovviamente c’erano le eccezioni alla legge. Ad esempio, non valeva per le scuole private finanziate da ebrei.

Dalla Russia, esce uno dei documenti più antisemiti: protocolli dei savi di Sion. I Protocolli dei Savi di Sion o degli Anziani di Sion sono un falso documentale, creato con l'intento di diffondere il disprezzo contro gli ebrei. Fu pubblicato nei primi anni del XX secolo nella Russia imperiale dalla polizia segreta zarista, in forma di documento. Tutte le ipotesi portano a pensare che sia stato concepito in Russia.

Kiev, 1911 in prossimità della Pasqua. Viene rinvenuto il cadavere di un tredicenne cristiano. Dell’omicidio viene accusato un operaio di origine ebraica, Mendel Beijlis. L’aggravante sarebbe stato di tipo religioso, o meglio, di tipo satanico: l’avrebbe fatto per celebrare riti satanici caratteristici della comunità. Si istituisce un processo che si concluderà due anni dopo, verso la fine del 1913. Alla fine Beijlis risulta innocente. In questa vicenda, si è cercato di trovare prove che di fatto non esistevano. Allorché hanno cercato di costruire il teorema, una cosa per cui logicamente funziona. Gli ideatori del teorema si rivolgono all’Accademia teologica di Kiev per chiedere l’attestazione del fatto. Nella fattispecie, si rivolgono al professore Alexander Glagolev (1872 - 1937). Costui era un biblista, ma anche un parroco. La data di morte (1937) è una data importante: egli muore vittima delle persecuzioni religiose organizzate dal nuovo regime.

Internazionalismo

L’ambiente ebraico è un ambiente che cerca la preparazione culturale perché è uno degli elementi per uscire dal ghetto, per emanciparsi. L’Ucraina è un luogo in cui si incontrano diverse tradizioni linguistiche, culturali, nazionali (l’Ucraina è un luogo in cui si sono incontrate molte culture del centro Europa). L’esempio classico di ciò è Odessa. Odessa è un porto che non è sempre stato ucraino, né tanto meno russo. In origine, fu tolto dai Turchi alla fine del 1700, quando, per volontà di Caterina II, inizia la costruzione del porto che dovrà diventare il principale porto russo sul Mar Nero. Fino ad allora, il luogo dove sorgerà questo porto era stata una fortezza turca. In meno di un secolo, Odessa cresce al punto tale da diventare la quarta città dell’impero (dopo S. Pietroburgo, Mosca, Varsavia). Questa crescita cessa allo scoppiare della Prima Guerra Mondiale. Il prodotto principale che passa per il porto di Odessa è il grano.

Mentre Grossman frequenta il liceo, scoppia la I Guerra Mondiale. La guerra per l’impero russo inizia nel 1914. Con il proseguire della Grande Guerra, scoppia anche la Rivoluzione. La Rivoluzione scoppia nel Febbraio/Marzo 1917, si susseguono diversi governi provvisori tra Febbraio e Ottobre. In Ottobre avviene il colpo di stato (i bolscevichi non avevano esercitato una particolare funzione nel movimento rivoluzionario, composto da diversi partiti) nel movimento dei bolscevichi: Lenin e il suo partito prendono il potere. Ottobre 1917, presa di posizione dei bolscevichi! Avvengono le prime riforme dello Stato: abolizione della personalità giuridica della chiesa, riforma della legislazione sulla famiglia, istituzione della polizia segreta.

A metà del 1918, inizia la guerra civile: gli oppositori del nuovo regime cercano di organizzarsi e di mettere in atto una controrivoluzione. Questa guerra civile durerà sino al Febbraio/Marzo 1921, che vedrà la vittoria dell'Armata Rossa (bolscevichi) sull'Armata Bianca (contro-rivoluzionari). A seguito di ciò, nel 1922, verrà istituita l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Nel frattempo, l’Ucraina vive il disordine che caratterizza il resto del Paese: un continuo altalenare di poteri, con diverse “formazioni”. Grossman percepisce tutto questo, seppur a distanza. In Ucraina ci sono i nazionalisti che cercano di costruire uno Stato (ucraino) indipendente, ci sono i bolscevichi (i Rossi, ossia i comunisti), che cercano di prendere il potere o con personaggi locali o mandando distaccamenti dal centro di Mosca, ci sono i generali bianchi (ossia gli oppositori), che cercano di conquistare la controrivoluzione. Inoltre, è presente una parte rilevante di anarchici (i Verdi), che “pescano” seguaci soprattutto nelle campagne in quanto i contadini erano arci stufi dei proprietari terrieri. Il comandante più famoso degli anarchici è Nestor Makhno. Anche la Polonia ritorna ad essere uno Stato indipendente e si espande in Ucraina.

Nel 1920 si svolge la Guerra russo-polacca. Intanto, a Kiev, arrivano anche gli alleati (tedeschi, francesi, greci) per far continuare la Grande Guerra. Per definire il periodo di guerra civile si tende ad usare la locuzione “comunismo di guerra”: tutto ciò di cui l’esercito aveva bisogno, veniva sottratto dalla popolazione senza tanti problemi, senza chiedere alcuna autorizzazione (poiché il bene della causa prevaleva sul valore della singola persona). Si tratta del prevalere dell’immagine rispetto alla realtà: non importa quello che sei, ma ciò che io penso che tu sia.

Maggio 1922. La guerra civile è oramai finita. Lenin scrive al commissario del popolo per la giustizia per informarlo della creazione del nuovo codice, nel quale debba prevalere il messaggio che il terrore non è solo un momento di passaggio, ma una struttura permanente. Tant’è che il codice prevede pene pesantissime per chi può aiutare oggettivamente la borghesia. L’esito è la prima grande carestia (1920-1922), causata da una combinazione di effetti, con i danni provocati alla produzione agricola già dalla prima guerra mondiale e, in seguito, dagli scontri della Rivoluzione russa e della guerra civile con la sua politica del comunismo di guerra. Una delle siccità russe intermittenti colpì nel 1921 aggravando la portata della catastrofe nazionale. In molti casi il disinteresse delle amministrazioni locali, che si resero conto troppo tardi della portata del problema, contribuì alla tragedia, dopo la quale si stimano circa 5 milioni di morti e si svilupparono casi diffusi di cannibalismo. Gli Stati Uniti e il Vaticano riescono ad organizzare delle missioni per risollevare la Russia, la quale accetta il grano dall’estero. Il grano veniva, però, rivenduto sui mercati esteri. Grossman vive questa situazione, sottolineando che la situazione della comunità ebraica era migliorata.

Nel 1923, si iscrive all’università di Mosca nella sezione di chimica. Tra il 1924-29, frequenta l’università senza particolari slanci, vivendo con i soldi che il padre gli manda. Col passare del tempo, scema il suo interesse per la chimica, mentre matura il suo interesse per la letteratura e le questioni sociali. La letteratura di questo periodo prende spunto dall’edificazione dell’uomo nuovo.

1928. In una vacanza a Kiev per il capodanno ritrova la compagna di scuola Anna Pëетровна Macuk (Galja). Si sposa con lei dopo qualche mese. Di fatto, i coniugi non vivranno mai insieme, perché Galja non abbandona gli studi e il lavoro a Kiev, mentre Grossman non ha ancora terminato gli studi e rimane a Mosca. Nel maggio e nel giugno dello stesso anno partecipa a una missione di giovani attivisti di partito in Uzbekistan. Al suo ritorno, il 7 luglio del 1928 pubblica il suo primo articolo, che tratta di una fattoria collettivizzata in Uzbekistan, sulla “Naša Gazeta”. Il 13 luglio un altro articolo compare sulla “Pravda”.

1929 – Firma un contratto con il settimanale “Ogonёk” (Fuocherello) per il saggio “Berdicev Ne V Šутку A Vserёz” (“Berdicev Non Per Scherzo, Ma Sul Serio”). Nel saggio difende il contributo della comunità ebraica alla vittoria comunista nella guerra civile in nome della fratellanza universale e cerca di sfatare l’idea del ricco speculatore ebreo intento solo ai suoi affari. Si laurea a dicembre del 1929.

Gennaio 1930, nasce sua figlia Ekaterina Vasilievna. La bambina viene presto mandata a Berdicev dalla nonna Ekaterina Savel’evna, che la crescerà e la educherà. Grazie all’interessamento di suo padre, Grossman riesce a farsi assumere presso l’Istituto di Patologia e della Salute dei Lavoratori a Stalino, e si trasferisce nel Donbass. Galja non segue il marito e continua a vivere a Kiev.

1932, viene diagnosticata la tubercolosi. Di fatto si tratta di una diagnosi sbagliata. Tuttavia, si gode un periodo di tranquillità in Georgia. Quando si accorge dell’errore medico, ritorna a Mosca, divorzia dalla moglie. A Mosca vive dalla cugina Nadia. Ottiene un posto come chimico presso la fabbrica di matite Sacco e Vanzetti (1932). Tra le tante cose scrive anche un romanzo sulla vita dei minatori nel Donbass, che viene inviato a Gor’kij. Nel 1933, la polizia arresta la cugina Nadia con l’accusa di trockijsmo. Viene espulsa dal partito e esiliata. Dopo l’esilio sconterà una pena di reclusione per tre anni e finirà in un campo di concentramento. Grossman la va a trovare una volta, ma non fa altro.

In questo periodo, parte il primo piano quinquennale. Stalin si rende conto che il Paese in grave arretratezza economica. È necessaria pertanto dare una struttura industriale allo stato. Questo, però, richiede capitali, che vanno ricercati nello sfruttamento delle campagne: si prendono i prodotti delle campagne, li si paga il meno possibile, li si vendono sul mercato estero al massimo di quanto si può ricavare. Industrializzazione collettivizzazione (forzata) dekulakizzazione Bisogna convincere i contadini a lavorare assieme. Chi non ci sta viene fatto sparire i contadini ricchi, che non danno i loro prodotti allo Stato sotto costi, vanno ridotti alla ragione. Come? Gli irriducibili vengono uccisi o deportati, i reducibili vengono trasferiti, il resto viene ridotto alla ragione sul luogo. Esito: una parte dei contadini muore, un’altra si perde negli spazi infiniti della Siberia, il resto sta in Ucraina, Russia, Kazakistan a dare i loro prodotti e restare senza niente. Nel giro di due anni, la gente inizia a morire di fame.

Cittadino sovietico

Piano quinquennale. La politica di piano inizia nel 1929, sotto il regime staliniano (Il primo piano quinquennale va dal ’29 al ’33 (in realtà inizia un po’ tardi e finisce un po’ prima)). Dopo la prima carestia, si inaugura la Nuova Politica Economica, siglata NEP, che dura qualche anno: viene data una qualche libertà di organizzazione economica a livelli di media-piccola impresa (di carattere artigianale), mentre le grandi imprese e le banche restano nazionalizzate. La NEP funziona sinché non inizia la politica di piano, il cui problema è raggiungere un’industrializzazione forzata che deve trasformare l’URSS in uno stato industriale moderno. Tutto questo c’era già in Russia, ma la rivoluzione, la guerra nonché il comunismo di guerra avevano spazzato via tutto. Si trattava, quindi, di riprendere, più che di raggiungere, l’organizzazione statale dal punto di vista economico, rimodellando nel contempo la società. Si tratta di “riforgiare l’uomo” (slogan lanciato in questi anni). Questo lavoro di ricostruzione industriale del Paese riguarda tutta l’unione sovietica. In merito all’Ucraina (Grossman viene da qui), l’operazione di ricostruzione industriale funziona, al punto che alla fine del primo piano (verso il 1932/33), l’industria pesante sovietica ha il suo punto centrale in Ucraina. Tant’è che nel ’37 la Repubblica ucraina (l’Unione sovietica era organizzata in repubbliche più o meno grandi) è al terzo posto, nel mondo, per la produzione di ferro e al quarto per l’estrazione di carbone. Gli operai si quadruplicano in pochissimi anni. Tra il 26 e il 29 la popolazione cittadina ucraina si raddoppia. Questo sviluppo industriale va di pari passo con la trasformazione della struttura sociale: gli operai si quadruplicano in pochi anni. Nel ’26 sono il 44%, nel ’39 sono il 66%. Questo vuol dire che in questo lasso di tempo, la popolazione ucraina si raddoppia. (Per effetto di questa trasformazione, durante la rivoluzione, i contadini avevano iniziato a coltivare per conto loro, nonostante le pressioni dei bolscevichi. Questo processo, durante la NEP, si acuisce ulteriormente.)

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/21 Slavistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher hilary396 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura russa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Dell'Asta Adriano.
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