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La psicologia preventiva: una nuova area disciplinare?

Ad oggi si dibatte ancora sulla questione riguardante la psicologia preventiva come una nuova area disciplinare autonoma, o come un settore emergente dalla psicologia di comunità. Così, la psicologia preventiva inizia a conquistare un suo status nell'ambito delle scienze psicologiche e sociali caratterizzandosi come un'area a se stante. Tuttavia, essa si configura non come un'area isolata, ma come confinante con molte altre sia dell'ambito propriamente psicologico, sia dell'ambito medico-clinico.

Così come la prevenzione può essere considerata un processo multidisciplinare e interdisciplinare, anche la teoria e la pratica della prevenzione costituiscono l'applicazione di un insieme di conoscenze derivate da molteplici discipline. Il termine prevenzione nasce nel campo della medicina sociale, mentre per quanto concerne l'ambito psicologico, la prevenzione, originariamente, è quasi esclusivamente collocata all'interno dell'ambito della psicologia della comunità. Tuttavia, col tempo si è sviluppato in vari settori un corpo di conoscenze confluenti nella prevenzione.

La psicologia preventiva si pone come ambito disciplinare che intende integrare l'ampiezza e la diversità delle prospettive per arrivare a sistematizzare i diversi approcci intorno ad un nucleo di conoscenze consolidato, capace di contribuire sia alla concettualizzazione che all'attuazione degli sforzi preventivi. Il termine psicologia preventiva riflette il superamento dei confini delle specializzazioni per contemplare un dominio più ampio. Gli psicologi della prevenzione sono pertanto coloro che, provenendo da specializzazioni diverse, sono interessati a scoprire la natura di quelle abilità, competenze e caratteristiche degli individui da una parte, e di quegli aspetti fisici, sociali e culturali dall'altra, che sono correlati alla vulnerabilità o alla protezione, rispetto alla possibilità di sviluppare una disfunzione somatica o psicologica, o di evolvere verso l'adattamento positivo, la salute e il benessere.

Peculiarità e contenuti della psicologia preventiva

Scopi: Lo scopo della psicologia preventiva è di prevenire o moderare le principali disfunzioni cercando di eliminare o mitigare i fattori correlati alla loro insorgenza e al loro mantenimento. Gli sforzi preventivi si verificano prima che il disturbo si manifesti pienamente e sono indirizzati allo studio sistematico e al depotenziamento dei fattori precursori delle disfunzioni, nonché all'individuazione e al rafforzamento dei fattori di tutela della salute.

La psicologia preventiva assume al suo interno una duplice prospettiva: di evitamento e contenimento del malessere psicosociale da un lato, e di promozione delle competenze personali e sociali che minimizzano il rischio di disfunzioni e migliorano la qualità della vita.

  • Individuare i fattori personali ed ambientali in grado di produrre disturbi al singolo e alla collettività.
  • Riconoscere gli indici predittivi del disagio per intervenire su di esso prima che si sviluppi.
  • Programmare ed attuare progetti di intervento finalizzati a ridurre i fattori potenziali di disagio.
  • Individuare i fattori ambientali e le risorse personali in grado di produrre salute il singolo, al gruppo e alla comunità.
  • Programmare ed attuare interventi finalizzati ad incrementare tali fattori e a potenziare la protezione della salute integrale.

Oggetto

Possiamo considerare oggetto privilegiato della psicologia preventiva l'insieme dei fattori necessari al singolo e alla comunità per autoimmunizzarsi. La psicologia preventiva si occupa:

  • Dei fattori di natura personale e socioambientale in grado di esercitare un'azione di tutela della salute del singolo e della collettività.
  • Degli indicatori di rischio a livello personale, interpersonale e sistemico-ambientale.
  • Del funzionamento dei diversi sistemi ai vari livelli micro, meso e macro.
  • Delle fasi della vita che le persone attraversano e che possono costituire potenziali situazioni stressogene e, quindi, a rischio.
  • Dei disturbi nei primissimi stadi di insorgenza.
  • Delle condizioni particolari di vulnerabilità e di rischio.
  • Dei comportamenti incompatibili con lo sviluppo di condotte a rischio.
  • Delle strategie di coping, delle forme di autoaiuto e del sostegno sociale.

Metodi di ricerca

Indagini epidemiologiche e screening

La ricerca epidemiologica si occupa della distribuzione delle malattie nello spazio e nel tempo e dei fattori in grado di spiegare tale distribuzione. Grazie ad essa, diventa possibile collegare l'incidenza, la prevalenza e la diffusione di un fenomeno disfunzionale a forze ambientali, superando una concezione clinica focalizzata sul singolo soggetto malato.

In ambito psicosociale, effettuare un'indagine epidemiologica vuol dire determinare quali problemi di salute siano rilevanti in una data popolazione e quali variabili bio-psico-sociali contribuiscano alla sua insorgenza. I dati raccolti tramite questionari, indagini statistiche, documenti dell'anagrafe e cartelle cliniche, vengono confrontati per ricavare informazioni circa le condizioni che sono correlate positivamente (fattori di rischio) o negativamente (fattori di protezione) a specifici problemi.

Studi longitudinali

Gli studi longitudinali consentono di indagare sull'evoluzione degli indici predittivi lungo un determinato periodo di vita e sull'efficacia dei programmi preventivo-promozionali. Da un punto di vista diagnostico questo tipo di studi permette di evidenziare le variabili di natura maturativa, ambientale ed apprenditiva che intervengono nell'evoluzione di un rischio potenziale e di stabilire legami più consistenti tra fattori di rischio, protettivi ed eziologia dei disturbi. Da un punto di vista operativo, invece, esso consente di valutare l'efficacia di un intervento sui rischi presunti rispetto a parametri di valutazione prestabiliti o ad un gruppo di controllo.

Gli studi longitudinali presentano diverse difficoltà: non è possibile isolare le singole variabili, per cui occorre utilizzare metodi multidimensionali o multifattoriali di non facile gestione; è necessario suddividere i soggetti in base a specifici criteri in almeno 3 gruppi, cioè ad alto rischio, a basso rischio e di controllo. Ciò per non confondere i risultati riscontrati su soggetti già naturalmente protetti o a basso rischio, con quelli rilevati su soggetti ad alto rischio, per i quali gli interventi preventivi potrebbero essere quasi inutili.

Ricerca intervento

È un metodo mutuato dalla psicologia di comunità che intende sia raccogliere conoscenze ed informazioni, sia stimolare e verificare, sulla base di esse, l'attuazione di programmi di intervento che abbiano un'efficacia trasformativa. La ricerca intervento serve per identificare problemi e risorse; per promuovere la soluzione collaborativa dei problemi; per valutare programmi d'intervento; per raccogliere informazioni nella comunità in modo informale. Dunque, è utilizzata sia per effettuare scoperte scientifiche, che per risolvere problemi pratici.

I disegni quasi sperimentali

Rientrano nei metodi finalizzati a verificare l'efficacia di un intervento. Sono disegni in cui si cerca di approssimare il più possibile il setting sperimentale, affinché la ricerca sia sufficientemente valida, nella consapevolezza che non è possibile controllare e manipolare tutte le variabili rilevanti. Anche la procedura di campionamento con l'assegnazione casuale al gruppo sperimentale o a quello di controllo non è possibile, per cui nei disegni quasi sperimentali i soggetti che fanno parte del gruppo sperimentale non sono stati assegnati a caso, ma presentano caratteristiche simili ai soggetti del gruppo di controllo.

Metodi di intervento

Mrazek e Haggerty considerano la prevenzione come una parte integrante di una serie di azioni sequenziali indirizzate a migliorare la salute mentale; azioni che riguarderebbero nell'ordine: la prevenzione, il trattamento ed il mantenimento. Il trattamento include gli interventi indirizzati all'identificazione dei casi e al trattamento dei disturbi. Il mantenimento prevede gli interventi di trattamento a lungo termine per la riduzione delle ricadute, l'after care e la riabilitazione.

La prevenzione, invece, include gli interventi preventivi universali, selettivi ed indicati, rispettivamente rivolti a: tutta la popolazione, ai gruppi a rischio, a coloro che mostrano segnali precursori di malattia.

  • Gli interventi universali si caratterizzano per i seguenti elementi:
    • Mirano alla promozione della salute.
    • Hanno come target la popolazione sana.
    • Evitano effetti iatrogeni.
    • Si qualificano per essere desiderabili per chiunque, economici (nel rapporto costo/benefici) e realistici.
    • Riguardano la promozione della resilienza e dei fattori protettivi e l'incremento dell'empowerment nella popolazione.
  • Gli interventi selettivi, invece:
    • Sono destinati a coloro che presentano, rispetto alla popolazione in generale, un rischio maggiore di sviluppare disturbi psichici che, tuttavia, non presentano segni psicopatologici oggettivi.
    • Prevedono bassi costi.
    • Non corrono il rischio di stigmatizzazione.
    • Sono orientati al depotenziamento della carica patogena dei fattori rischio correlati.
    • Privilegiano il metodo promozionale e si basano sull'incremento della resilienza, dei fattori protettivi, del coping in situazioni stressogene.
  • Infine, gli interventi indicati presentano le seguenti caratteristiche:
    • Hanno come destinatari coloro che presentano già segni di disagio psichico e di disturbi clinici, seppur ai primordi.
    • Sono indirizzati a ridurre l'effetto patogeno di più fattori di rischio.
    • Innalzano i costi e l'eventualità di effetti iatrogeni.

Una metodologia elettiva delle psicologia preventiva è la cosiddetta psicoeducazione, che consiste nel far circolare tra le persone comuni concetti e strumenti della psicologia, al fine di sviluppare in loro capacità idonee ad affrontare i propri problemi e ad aiutare gli altri a fare altrettanto.

I metodi della psicoeducazione sono: campagne informative, incontri di sensibilizzazione e di informazione su problematiche specifiche, servizi di consulenza per piccoli gruppi, famiglie, individui, training di addestramento.

La psicoeducazione fa propri tre assunti operativi:

  • Chi presta aiuto si pone più come educatore che come clinico.
  • I problemi sono visti più come lacune di apprendimento, come distorsioni dell'adattamento, che come sintomi.
  • Chi richiede aiuto non è considerato come destinatario passivo di una informazione specialistica, ma come parte attiva della relazione, del processo di cambiamento.

In questo modo si interviene sulle difficoltà adattive delle persone aiutando queste ultime a correggere distorsioni e lacune attraverso l'acquisizione e lo sviluppo di nuove competenze e capacità. In linea con la psicoeducazione, Contessa ribadisce l'importanza di 4 cardini metodologici: la partecipazione, ossia il coinvolgimento dei soggetti, attori del cambiamento; la strategia delle connessioni, ovvero l'adozione di un approccio sistemico, che contempli l'integrazione e la sinergia tra le diverse agenzie presenti nel territorio; la multipolarità degli strumenti e dei livelli di intervento, ossia l'adozione di metodologie sistemiche; e infine, la visione strategica, cioè orientata al futuro, nel senso di messa in moto di metodi e risorse che possano rigenerarsi e propagarsi da soli.

Livelli di intervento

La psicologia preventiva privilegia interventi sul gruppo, sulle organizzazioni e sulla comunità attraverso metodologie diversificate (informazione e sensibilizzazione, istruzione, addestramento, formazione, ristrutturazione sociale ed ambientale).

Interventi a livello di comunità allargata

Tutti i membri della comunità ricevono...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher beatrice5692 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia preventiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pontificia Salesiana - Unisal o del prof Colasanti Anna Rita.
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