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Analisi del romanzo "La Princesse de Clèves"

Il romanzo, che nelle intenzioni di Madame de La Fayette doveva essere una "Mémoire", si apre con la descrizione storica del contesto nel quale le vicende sono narrate. Il luogo è la corte di Francia, il tempo è il periodo del regno di Enrico II, gli ultimi anni del regno di questo sovrano (1558-1559, più di un secolo indietro).

Le prime pagine sono la descrizione, con un certo distacco, dell’ambiente in cui si svolgeranno le vicende e dei personaggi principali. Sono tutti personaggi altolocati perché l’ambientazione è la corte; il peggio che si può trovare sono i piccoli nobili.

I parte

Il romanzo comincia con una frase che immediatamente presenta questa corte: "La magnificence et la galanterie n'ont jamais paru en France avec tant d'éclat que dans les dernières années du règne de Henri second".

Si parla di magnificenza e di galanteria: la magnificenza è lo sfarzo, mentre la galanteria è una particolare concezione del sentimento amoroso. Quest’affermazione posta all’inizio del romanzo è ingannevole perché quando Madame de La Fayette dice che lo sfarzo e la galanteria non sono mai apparsi in Francia con tanto risalto se non negli ultimi anni del regno di Enrico II, in realtà fa emergere la vera ambientazione del romanzo: la corte di Luigi XIV.

I primi due personaggi che appaiono sono "Ce Prince", Enrico II, e il suo grande amore Diane de Poitiers, personaggio storico destinato ad avere una notevole importanza all’interno del romanzo, che troveremo chiamato anche Madame de Velentinois.

Il primo riferimento è alla durata di questo amore ventennale che mantiene la passione del re violenta. Violenta non è un termine necessariamente positivo: questa passione del tutto irrazionale del re per Madame de Valentinois è violenta nonostante i suoi vent'anni di durata. Questo re non è un capo politico ma un signore feudale dedito agli sport, all’esercizio amoroso, ai balletti ecc. Nonostante siano passati vent’anni dall’inizio della relazione con la donna, porta "les chiffres" (lettere intrecciate, in genere le iniziali di una persona) e i colori di Diane de Poitiers.

A causa della violenza del sentimento amoroso, Enrico II è innamorato di Madame de Valentinois che continua ad apparire con tutti gli ornamenti che poteva avere sua nipote, Mademoiselle de La Marck (la donna era sua nonna), che allora era in età da matrimonio.

Quindi la prima presentazione del sentimento amoroso è come un atto dissennato: questo re, che potrebbe avere amanti giovani, è innamorato di un’anziana.

Viene presentata l’amante per prima a testimonianza del fatto che la moglie è fuori dal matrimonio. Segue la presentazione della moglie legittima del re, Caterina de’ Medici. Viene descritta secondo lo stereotipo caratteriale italiano dell’epoca, cioè, all’insegna della dissimulazione. Per tutti i francesi del Cinquecento e del Seicento, il modello dell’italiano è Machiavelli: astuto, dissimulatore, ambizioso che cerca il potere.

Il romanzo, infatti, dice che la regina apparentemente accetta questa relazione pubblica purché questo non danneggi la sua azione all’interno della corte. La corte accetta da subito che l’amore matrimoniale sia del tutto squalificato.

La regina riesce a gestire la situazione con una "si profonde dissimulation", è costretta a nascondere tanto che non si possono giudicare i suoi sentimenti.

Gli unici personaggi che portano il nome sono i re e le regine; non sapremo mai il nome della princesse de Clèves. Questo perché portare un nome significa avere un’autorità superiore agli altri. Tutti gli altri sono semplicemente chiamati con il loro cognome, i re e le regine hanno un nome.

"Jamais Cour n'a eu tant de belles personnes et d'hommes admirablement bien faits": nessuna corte ha mai avuto tante donne belle e uomini ammirabilmente ben fatti. In un certo ideale dell’aristocrazia, la bellezza sembra essere un tratto dominante. In questo romanzo quasi tutti sono belli perché sono nobili. Se non sono belli, come nel caso di Condé, hanno delle qualità che sopperiscono alla mancanza di questa bellezza. Siamo in un pieno regime dell’eccezione. La bellezza però porta anche tratti negativi.

Descrizione gerarchica dei personaggi

  • Madame Elisabeth de France: aveva un’insurmontable beauté che però le sarà funesta: una pseudo-storia racconta che la ragazza, andata in sposa all’anziano re Filippo II di Spagna, sia stata uccisa dal marito perché segretamente innamorata del figlio Don Carlos.
  • Dauphin: l’erede al trono. Viene presentata la moglie di Francesco I, figlio del re, Maria Stuarda, considerata una delle grandi bellezze del suo tempo, una delle donne più colte, più ingenti, più amate del suo tempo e contemporaneamente una vittima designata, stilema della bellezza che porta male: la Regina di Scozia sarà sacrificata all’interesse di stato e verrà decapitata.
  • Il re di Navarra: attirava il rispetto di tutti per la grandezza del suo rango.
  • La famiglia di Guise: Guise-Lorraine è una famiglia molto importante all’epoca che ha un ruolo grandissimo nelle vicende storiche perché la famiglia di Guise è il partito dei più estremi difensori della religione cattolica in Francia. In questo romanzo si accennerà alle prossime guerre di religione ma, secondo questa lettura che vede l’amore posto prima di tutto il resto, le guerre di religione sono lette come simpatie o antipatie personali.
    • Duca di Guise: François de Guise, detto le balafré, lo sfregiato, è uno dei condottieri più famosi del suo tempo.
    • Cardinal de Lorraine: fratello di François, è uno dei più grandi intriganti della sua epoca.
    • Chevalier de Guise: altro fratello che sarà chiamato “Grand Prieur” perché nella realtà e nel romanzo, lo chevalier de Guise diventa il Grand Prieur dell’ordine combattente di Malta che lotta per la riconquista del Santo Sepolcro. È un personaggio storico esistente di minor importanza ma che ha un suo ruolo all’interno del romanzo come amante infelice della Princesse de Clèves.
  • Principe di Condé: è l’unico nobile brutto: “dans un petit corps peu favorisé de la nature”. Siccome nella realtà è un nano, qui viene descritto come un piccolo corpo poco favorito dalla natura. Siccome si tratta di un romanzo scritto in un’epoca classica, troveremo spesso due figure retoriche ricorrenti: l’eufemismo (in questo caso: per non dire che era un nano deforme, si dice che aveva un corpo piccolo…) e la litote (quando si dice, per esempio “io so che non mi odia”). Pur essendo brutto aveva un’intelligenza che lo rendeva amabile agli occhi delle belle dame.
  • Duca di Nevers: autore di grandi imprese in guerra.
  • Il figlio del duca di Nevers, il principe di Clèves: futuro marito della protagonista. Questo era degno di sostenere la gloria del suo nome, era coraggioso, magnifico e aveva una prudenza straordinaria per la sua età. Questa prudenza e questa moderazione vengono mantenute fino alla confessione. Dalla rivelazione del sentimento amore della moglie per un altro uomo la sua prudenza viene meno. Lo stesso principe di Clèves, così misurato, così controllato, all’improvviso diventa anch’egli un ossesso dell’amore. Il personaggio nel panorama storico è di scarsa importanza. Madame de La Fayette usa la storia ma con una certa libertà perché all’epoca (alla fine dell’anno ’58) il principe du Clèves aveva 12/13 anni.
  • Vidame de Chartres: "vidame" è un titolo. È un uomo bello, ambizioso ed è lo zio della Princesse de Clèves. Lo vedremo nel corso del romanzo come uno dei più grandi seduttori, l’alte ego del duca di Nemours. Quando vedremo che la princesse de Clèves è inizialmente insensibile all’amore finché non si innamora, ci ricorderemo che è la nipote di questo grande seduttore che è il vidame de Chartres. Nel suo sangue c’è anche un po’ del vidame. All’aspetto della bellezza, viene accennato anche un altro tratto descrittivo: mérite extraordinaire. La parola mérite è usata raramente, solo per i personaggi di maggior spicco perché mérite è la forma più alta di virtù alla quale possono ambire pochi personaggi.
  • Duca di Nemours: era un capolavoro della natura e la cosa in lui che meno destava ammirazione era di essere l'uomo più bello e meglio fatto del mondo. Ciò che lo faceva eccellere sugli altri era un valore incomparabile e un’attrattiva nella sua intelligenza, nel suo volto, nelle sue azioni quali si sono visti, fino ad allora, solo in lui. Possedeva una vivacità che piaceva ugualmente a uomini e donne, una straordinaria abilità in ogni esercizio fisico, un modo di vestire che tutti cercavano di imitare senza potervi riuscire; infine una tale seduzione emanava da tutta la sua persona che ovunque si mostrasse non si poteva guardare che lui. Vedremo, infatti, che quando la Princesse de Clèves vede per la prima volta il duca, avrà occhi solo per lui. Tutte le donne della corte sono innamorate di Nemours, sono onorate di vederlo legato a lui e lo sono anche quelle che lui non ricambia. Tutte vivono per Nemours che siano ricambiate o non ricambiate; nessuna può vantarsi di aver resistito al suo fascino. Era talmente gentile, aveva una tale disposizione alla galanteria che concedeva le sue attenzioni anche a quelle che cercavano di piacergli. Così aveva molte amanti ma era difficile capire quelle che amava veramente. Questa è una descrizione fondata sull’iperbole: è il più bello, il più abile e il più intelligente, ha più amanti di tutti, le donne della corte vivono per guardare lui. Quello che manca è il riferimento al merito, alla morale, al sentimento. È bello, modello di eleganza ma è una pura apparenza. È talmente bello che, secondo alcuni, ambiva ad essere l’amante della Reine Dauphine.

I clan della corte

Quindi vengono presentati i clan in cui è divisa la corte: c’è il clan dei Principi di Sangue, quelli imparentati con il re, il clan dei Guise che ambiscono a ottenere il potere. Il cugino del re, che è il Connétable (connestabile) de Montmorency, conduceva una campagna politica favorevole alla pace con la Spagna, malgrado l’opposizione del clan dei Guise. Entrambe le parti aspiravano a conquistare la duchessa di Valentinois che, nonostante non fosse più giovane e non fosse più bella, dominava il re con tale assoluto dispotismo che si poteva dirla padrona della sua persona e dello Stato.

I Guise sono il partito della regina; Condé, Montmorency sono il partito dell’amante del re. Quando il re morirà, Condé e Montmorency saranno cacciati dalla corte, prevarranno i Guise e C. e M. diventeranno i capi della riforma protestante. Il re non governa, non è ancora un re assoluto; governano per lui la regina, la sua amante e il clan a cui sono legati.

Ha scelto come sua persona di fiducia Saint-André, un maresciallo, un giovane dell’alta nobiltà con cui Enrico II ha un rapporto di amicizia e lo ha proiettato ai livelli più alti della conduzione del regno, senza aver dato prova delle sue capacità. Questo vuol dire che il personaggio di Enrico II, che darà prova di grande valore in occasione della sua morte in seguito al duello in cui viene ferito, è incapace di gestire il potere e ciò fa sì che alla corte si formino dei partiti opposti tra di loro.

L’ambizione di questi partiti sarà soprattutto conquistarsi le grazie di madame de Valentinois. Le sue simpatie e le sue antipatie determinano la riuscita a corte. Per attirare le simpatie di Madame de Valentinois, il fratello del duca di Guise si sposa con una figlia di questa. Sentendosi minacciata dalla grandezza dei Guise, Madame de Valentinois si allea con Montmorency attraverso il matrimonio del secondogenito di questo, M. d’Anville, con la nipote di Madame de Valentinois. Tuttavia M. d’Anville era segretamente innamorato con la reine Dauphin. L’unico a non prendere parti era stato il maresciallo Saint-André per il suo stretto rapporto che aveva con il re.

Riferimenti storici

  • Negoziati con la Spagna alla fine del 1558: La Francia, prima di entrare in guerra con la Germania, ha due nemici: l’Inghilterra e la Spagna. Il ‘400 è all’insegna della guerra con l’Inghilterra, mentre il Cinquecento è dedicato alla guerra con la Spagna, con l’impero, perché Carlo V è re degli Asburgo Lorena, re di Spagna e imperatore del Sacro Romano Impero. Quindi, in questa fase, con un riferimento al patto di pace del 1558 firmato a Cercamp nell'Artois siamo in un momento di pace. Tra le condizioni di questa pace c’è il matrimonio di Elisabetta di Francia con Don Carlos, il figlio di Filippo II.
  • Morte di Maria Tudor: Maria la Sanguinaria, sorellastra di Elisabetta I e la salita al trono di quest’ultima che viene immediatamente riconosciuta dalla corte di Francia. C’è un riferimento, che serve a creare un alone attorno al duca di Nemours, questa giovane regina si è innamorata a distanza del duca di Nemours avendo sentito parlare di lui. L’avvenimento è storico ma in realtà, nella storia, è posizionato un decennio dopo, e la regina non se ne è innamorata solo avendo sentito parlare del duca. Nel romanzo la passione del duca per la princesse de Clèves sarà così forte che rinuncerà a questo matrimonio regale e porterà il trofeo di questa rinuncia a madame de Clèves per piegarne la virtù.

II parte

A pag. 337 viene introdotta la Princesse de Clèves. A questa viene attribuita una bellezza straordinaria e bisogna ben credere che fosse una bellezza perfetta se poté suscitare ammirazione in un luogo dove alle belle donne si era abituati.

Mademoiselle de Chartres viene definita come una giovane proveniente da una famiglia prestigiosa, una delle più grandi ereditiere, ed educata solo dalla madre in assenza del padre che è morto. Quindi è una ragazza cresciuta in un contesto di privazione della presenza paterna e maschile. È importante l’educazione che Madame de Chartres, la madre, le ha impartito lontano dalla corte; infatti ha vissuto il suo vedovato lontano dalla corte. Quindi Mademoiselle de Chartres non ha subito l’influenza della corte.

Madame de Chartres si era curata molto dell’educazione della figlia ma non si era occupata soltanto di coltivare l’esprit e la beauté, l’intelligenza e la bellezza, ma anche di renderla virtuosa. La maggior parte delle madri considerano che sia sufficiente non parlare mai di galanteria davanti alle giovani per allontanarle. Invece Madame de Chartres aveva un’opinione opposta e le faceva delle descrizioni dell’amore, dimostrava alla figlia ciò che l’amore ha di piacevole per evidenziare quanto esso sia pericoloso. L’amore è pericoloso tanto più che esso è piacevole.

Le racconta la poca sincerità degli uomini, la loro infedeltà, per poi fare un parallelismo con la tranquillità della vita di una donna onesta e come la virtù le conferisca splendore, risalto e elevazione morale.

Tipica educazione femminista: il male è presso i maschi che sono ingannatori, infedeli e le relazioni extraconiugali portano a problemi familiari. La madre le spiegava anche quanto sia difficile conservare la virtù. Per resistere alle tentazioni e conservare la virtù bisogna diffidare di sé stessi e della propria capacità. Questo dimostra come il modello cartesiano e corneliano sia fallito perché prevedeva la fiducia in se stessi dato che la ragione è in grado di governare le passioni. Il bene assoluto è amare il proprio marito ed essere contraccambiati.

Madame de Chartres è estremamente glorieuse: è piena di gloria, appartiene idealmente a quella generazione cornalina aristocratica del Seicento, costruita attorno agli ideali della gloria. Sa che la figlia è uno dei migliori partiti che ci sono in Francia e quindi intende sistemarla bene. La donna non trovava quasi nessuno degno della propria figlia.

Immediatamente dopo si parla dell’età della ragazza che è alla seizième année, ha 16 anni quindi all’epoca era in età da matrimonio. In seguito vengono descritti i canoni della bellezza della giovane: pelle candida e capelli biondi, tratti regolari. Siamo perfettamente a pieno del modello estetico classico.

Il primo incontro, che segnerà le sorti dei due protagonisti del romanzo, è quello presso un mercante che vende pietre preziose. Con la regina italiana, arrivano i mercanti lombardi (in questo caso fiorentino) dediti alle attività commerciali. Questo mercante è diventato talmente ricco che sembra un grande signore. Abbiamo visto come nella vita di madame de La Fayette il denaro contasse, qui troviamo un’attestazione di questo interesse per l’aspetto economico. Avviene il primo incontro tra la giovane e il Prince de Clèves.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

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