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Quando il re morirà, Condé e Montmorency saranno cacciati dalla corte, prevarranno i

Guise e C. e M. diventeranno i capi della riforma protestante.

Il re non governa, non è ancora un re assoluto; governano per lui la regina, la sua

amante e il clan a cui sono legati.

Ha scelto come sua persona di fiducia Saint-André, un maresciallo, un giovane dell’alta

nobiltà con cui Enrico II ha un rapporto di amicizia e lo ha proiettato ai livelli più alti della

conduzione del regno, senza aver dato prova delle sue capacità. Questo vuol dire che il

personaggio di Enrico II, che darà prova di grande valore in occasione della sua morte in

seguito al duello in cui viene ferito, è incapace di gestire il potere e ciò fa sì che alla

corte si formino dei partiti opposti tra di loro.

L’ambizione di questi partiti sarà sopratutto conquistarsi le grazie di madame de

Valentinois. Le sue simpatie e le sue antipatie determinano la riuscita a corte.

Per attirare le simpatie di Madame de Valentinois, il fratello del duca di Guise si sposa

con una figlia di questa. Sentendosi minacciata dalla grandezza dei Guise, Madame de

Valentinois si allea con Montmorency attraverso il matrimonio del secondogenito di

questo, M. d’Anville, con la nipote di Madame de Valentinois. Tuttavia M. d’Anville era

segretamente innamorato con la reine Dauphin.

L’unico a non prendere parti era stato il maresciallo Saint-André per il suo stretto rapporto

che aveva con il re.

Riferimento storico:

negoziati con la Spagna alla fine del 1558. La Francia, prima di entrare in guerra

• con la Germania, ha due nemici: l’Inghilterra e la Spagna. Il ‘400 è all’insegna della

guerra con l’Inghilterra, mentre il Cinquecento è dedicato alla guerra con la Spagna, con

l’impero, perché Carlo V è re degli Asburgo Lorena, re di Spagna e imperatore del Sacro

Romano Impero. Quindi, in questa fase, con un riferimento al patto di pace del 1558

firmato a Cercamp nell'Artois siamo in un momento di pace. Tra le condizioni di

,

questa pace c’è il matrimonio di Elisabetta di Francia con Don Carlos, il figlio di Filippo

II.

morte di Maria Tudor, Maria la Sanguinaria, sorellastra di Elisabetta I e la salita al

• trono di quest’ultima che viene immediatamente riconosciuta dalla corte di Francia.

C’è un riferimento, che serve a creare un alone attorno al duca di Nemours, questa

giovane regina si è innamorata a distanza del duca di Nemours avendo sentito

parlare di lui. L’avvenimento è storico ma in realtà, nella storia, è posizionato un

decennio dopo, e la regina non se ne è innamorata solo avendo sentito parlare del duca.

Nel romanzo la passione del duca per la princesse de Clèves sarà così forte che rinuncerà

a questo matrimonio regale e porterà il trofeo di questa rinuncia a madame de Clèves per

piegarne la virtù.

II PARTE

A pag. 337 viene introdotta la Princesse de Clèves. A questa viene attribuita una bellezza

straordinaria e bisogna ben credere che fosse una bellezza perfetta se poté suscitare

ammirazione in un luogo dove alle belle donne si era abituati.

Mademoiselle de Chartres viene definita come una giovane proveniente da una

famiglia prestigiosa, una delle più grandi ereditiere, ed educata solo dalla madre

in assenza del padre che è morto. Quindi è una ragazza cresciuta in un contesto di

privazione della presenza paterna e maschile. É importante l’educazione che

Madame de Chartres, la madre, le ha impartito lontano dalla corte; infatti ha vissuto il

suo vedovati lontano dalla corte. Quindi Mademoiselle de Chartres non ha subito

l’influenza della corte.

Madame de Chartres si era curata molto dell’educazione della figlia ma non si era

occupata soltanto di coltivare l’esprit e la beauté, l’intelligenza e la bellezza,

ma anche di renderla virtuosa.

La maggior parte delle madri considerano che sia sufficiente non parlare mai di galanteria

davanti alle giovani per allontanarle. Invece Madame de Chartres aveva un’opinione

opposta e le faceva delle descrizioni dell’amore, dimostrava alla figlia ciò che l’amore

ha di piacevole per evidenziare quanto esso sia pericoloso. L’amore è pericoloso

tanto più che esso è piacevole.

Le racconta la poca sincerità degli uomini, la loro infedeltà, per poi fare un parallelismo

con la tranquillità della vita di una donna onesta e come la virtù le conferisca

splendore, risalto e elevazione morale.

Tipica educazione femminista: il male è presso i maschi che sono ingannatori,

infedeli e le relazioni extraconiugali portano a problemi familiari.

La madre le spiegava anche quanto sia difficile conservare la virtù. Per resistere alle

tentazioni e conservare la virtù bisogna diffidare di sé stessi e della propria

capacità. Questo dimostra come il modello cartesiano e corneliano sia fallito perché

prevedeva la fiducia in se stessi dato che la ragione è in grado di governare le passioni.

Il bene assoluto è amare il proprio marito ed essere contraccambiati.

Madame de Chartres è estremamente glorieuse: è piena di gloria, appartiene idealmente

a quella generazione cornalina aristocratica del Seicento, costruita attorno agli ideali della

gloria. Sa che la figlia è uno dei migliori partiti che ci sono in Francia e quindi intende

sistemarla bene. La donna non trovava quasi nessuno degno della propria figlia.

Immediatamente dopo si parla dell’età della ragazza che è alla seizième année, ha 16 anni

quindi all’epoca era in età da matrimonio.

In seguito vengono descritti i canoni della bellezza della giovane: pelle candida e capelli

biondi, tratti regolari. Siamo perfettamente a pieno del modello estetico classico.

Il primo incontro, che segnerà le sorti dei due protagonisti del romanzo, è quello presso un

mercante che vende pietre preziose. Con la regina italiana, arrivano i mercanti lombardi

(in questo caso fiorentino) dediti alle attività commerciali.

Questo mercante è diventato talmente ricco che sembra un grande signore. Abbiamo visto

come nella vita di madame de La Fayette il denaro contasse, qui troviamo un’attestazione

di questo interesse per l’aspetto economico.

Avviene il primo incontro tra la giovane e il Prince de Clèves. La prima reazione è

stupore, ammirazione di fronte a questa bellezza straordinaria. Non sa ancora chi sia, non

è accompagnata dalla madre, l’amore precede il giudizio.

Egli rimane talmente colpito da una così grande bellezza, che non riesce a celare la propria

meraviglia e, alla sorpresa dell’innamoramento del principe senza conoscerlo, la giovane

arrossisce vedendo la sorpresa di cui è causa; poi, però, si riprende senza testimoniare

altra attenzione alle attenzioni del principe. Questo indica un contegno che risponde alle

regole morali, ma anche un sostanziale disinteresse: ben diverse saranno le reazioni

della Princesse de Clèves al momento dell’incontro con il Duca di Nemours.

Come si accorge il principe, gli sguardi ammirativi sono accolti con imbarazzo;

quest’aria modesta convince ulteriormente il principe di Clèves innamorato.

Il Prince di Clèves, sotto l’influsso dell’amore, ovunque va parla di questo incontro

straordinario. Per esempio, è l’occasione di parlarne durante una serata organizzata dalla

sorella del re. Quest’ultima per tutta la sua vita aveva desiderato di sposarsi ma solo un

sovrano. Questo criterio orienta le scelte matrimoniali all’epoca: ci si sposa per parità di

gradi o per intenti di elevazione.

Nel corso di questa conversazione Monsieur de Clèves accenna a questa bellezza che ha

conosciuto e un’amica di Madame de Chartres, che era presente, riferisce alla sorella del re

che probabilmente si tratta di Mademoiselle de Chartres e quindi promette al principe di

fargliela conoscere. Questo vuol dire che gli amori matrimoniali funzionano “sotto

cauzione” della società. gli incontri veri non sono quelli che avvengono fuori dalla corte ma

all’interno di essa perché la corte è giudice, arbitro delle passioni amorose.

Il principe di Clèves, che già si era innamorato di Mademoiselle de Chartres, è compiaciuto

di sapere che questa bellezza è anche accompagnata da natali nobili: la sola

bellezza non conta, l’origine è altrettanto importante. Quando vengono presentati il quadro

si chiude: è bella, di buona famiglia e anche ricca.

Tuttavia Mademoiselle de Clèves è talmente bella che immediatamente si creano dei

rivali: quello del Prince di Clèves non è un amore destinato ad imporsi subito, il primo

rivale del Prince de Clèves è il giovane chevalier de Guise, un personaggio secondario

ma ha una sua importanza nel romanzo perché è uno degli amanti infelici, non ricambiati,

della Princesse de Clèves.

Monsieur de Clèves sarà un marito senza amore, il duca di Nemours avrà l’amore senza

esserle marito, le chevalier de Guise non ha né amore, né matrimonio; tuttavia, per le sua

reazioni, è un personaggio di grande interesse che conquista la simpatia del lettore.

Mademoiselle de Chartres, che oltre ad essere bella è anche aimable, entra da subito nei

salotti della corte. Diventa subito vicina al clan della Reine Dauphine, cioè Maria

Stuarda che la considera subito una delle sue favorite.

É ammirata da tutta la corte tranne che da Madame de Valentinois non perché

questa sia gelosa della bellezza della ragazza in quanto sa che il suo amore sul re è totale,

ma perché, nei conflitti della corte, Madame de Valentinois è nemica del vidame de

Chartres, ovvero lo zio della ragazza. Il vidame de Chartres sarà molto vicino alla

regina.

Il principe di Clèves comincia ad ideare l’aspirazione dell’incoronamento matrimoniale di

questa sua passione amorosa. Incoronamento matrimoniale verso il quale sono d’ostacolo

difficoltà e vari impedimenti di natura politica o sociale.

Il primo effetto dell’amore di Monsieur de Clèves per Mademoiselle de Chartres è

• l’allontanamento con l’altro pretendente: Clève e Guise erano amici, poiché

sono entrambi innamorati della stessa donna, la loro amicizia va rapidamente a

deteriorarsi.

L’amore prevale sempre sui rapporti di amicizia.

Il secondo ostacolo alla realizzazione di questo progetto matrimoniale è Monsieur de

• Neves che è il padre del Prince de Clèves. Monsieur de Neves è molto vicino al clan

di madame de Valentinois, quest’ultima detesta Mademoiselle de Chartres perché è

nipote del vidame, quindi questo matrimonio non si può concludere finché sarà in vita

monsieur Nevers.

Mentre madame de Chartres tesse la sua rete di relazioni per portare a compimento il

matrimonio che pretende alla sua altezza, istruisce ulteriormente la figlia.

Madame de Chartres, che si era molto preoccupata per coltivare la virtù della figlia, non

cessò di prendere le medesime attenzioni soprattutto in un luogo dov’erano estremamente

necessarie e dove c’erano degli esempi così pericolosi. La corte è già stigmatizzata come

luogo di anti-esempi. La corte è pericolosa, non ci sono esempi virtuosi.

L’ambizione e la galanteria sono l’anima di questa corte ed impegnavano egualmente

uomini e donne.

Tale era il groviglio di interessi e di intrighi e tanta parte vi avevano le donne,

che l'amore era sempre intrecciato alla politica e la politica all'amore.

Nessuno era tranquillo né indifferente, ci si occupava di innalzarsi, di piacere, di

servire o di nuocere; non si conosceva né la noia né l’ozio e si era sempre occupati da

piaceri o da intrighi. Questo vuol dire che è un contesto analogo a quello della Francia del

Seicento, la nobiltà si intromette in questi affari dello Stato solo nei partiti femminili che

ragionano sulla base di simpatie o di empatia personali.

Vengono elencati, poi, i partiti femminili:

il partito della regina, della moglie di Enrico II: sono le donne più grandi d’età, è il

• partito delle devote che professavano una virtù più austera

il partito della Reine Dauphine: sono le donne più giovani, più dedite alle arti, alla

• musica

il partito di Madame de Valentinois: La duchessa del Valentinois aveva dalla sua tutte

• quelle su cui si degnasse di posare lo sguardo, sebbene poche fossero le donne che le

andavano a genio. E ad eccezione di quelle che godevano della sua familiarità, della sua

confidenza e di un carattere congeniale al suo, ella non riceveva che raramente, solo

quando le piaceva avere una corte pari a quella della regina. Avvicina a sé solo quelle che

le possono essere utili; è autosufficiente

il partito della regina di Navarra

• il partito della sorella del re

Questi partiti diversi, che agiscono tramite degli intrighi, sono governati dal desiderio

della grandezza e dell’elevazione: si sta a corte per innalzarsi.

C’era una specie di agitazione senza disordine: in realtà l’ordine è assicurato dalla

persona del re, ci si agita ma nei limiti di quanto è consentito dal governo del re.

Tutte questi differenti partiti erano rivali fra loro; le dame che ne facevano parte erano

gelose le une delle altre: sia per il favore del sovrano, sia per i loro amanti; interessi di

supremazia o di ambizione si trovavano spesso mischiati ad altri meno importanti ma non

per questo meno profondi. Di modo che vi era in quella corte una continua agitazione

senza disordine che poteva essere piacevole, ma anche molto pericolosa per una

giovane. La principessa di Chartres si rendeva perfettamente conto dei pericoli e non

pensava ad altro che a difenderne la figlia. La pregò quindi, non come madre ma piuttosto

come amica, di confidarle tutte le galanterie che le fossero rivolte e le promise il suo aiuto

in tutte quelle circostanze nelle quali è facile, quando si è giovani, trovarsi in imbarazzo.

Anche il cavaliere di Guise è impossibilitato a realizzare questo matrimonio.

Mademoiselle de Chartres è totalmente indifferente ai partiti che le se presentano, non

esprime mai un’opinione, non è persona implicata in questa scelta, sono gli altri o la

madre ad impedire l’unione.

Nel caso dello chevalier, la condanna all’impossibilità del matrimonio è dovuta dal

fatto che era terzogenito: ha un fratello cardinale, un altro che è uno dei principali

condottieri di Francia e quindi lui non può sposarsi perché sposarsi significa investire delle

risorse e questo non era previsto per i figli più giovani, i quali devono indirizzarsi verso la

carriera monastica.

Il fratello del cavaliere di Guise è il cardinal de Lorraine, altra anima nera che dichiara

pubblicamente che mai suo fratello sposerà la giovane Mademoiselle de Chartres

(anche se non lo dice subito, il cardinale cova un odio profondo per lo zio della ragazza) e la

madre della ragazza è visibilmente offesa, anche perché contemporaneamente il duca di

Neves in pubblico dichiara che mai suo figlio sposerà mademoiselle de Chartres. Quindi le

aspettative di riuscita di questa madre che sa di avere una figlia bella, ricca, di buona

famiglia, educata ecc.. sono del tutto disattese. Essendo gloriosa, questo suscita in lei un

forte risentimento.

Madame de Chartres progetta un altro tentativo di matrimonio col figlio del duca di

Montpensier, un cugino del re. Quindi sarebbe un matrimonio di grande prestigio.

Interviene a sostegno di Madame de Chartres addirittura la Reine Dauphine.

Il visdomino, che sapeva quanto il signor d'Anville fosse devoto alla regina delfina, credé

che si dovesse adoperare il potere che questa principessa esercitava su di lui per

impegnarlo a servire la causa di madamigella di Chartres davanti al re e davanti al duca di

Montpensier, di cui era intimo amico. Ne parlò dunque alla regina delfina e questa si

impegnò con gioia in un intrigo che mirava a rendere potente una persona a lei molto cara;

lo disse al visdomino e lo assicurò che, benché sapesse di far cosa sgradita al cardinale di

Lorena suo zio, si impegnava volentieri.

La regina delfina incaricò Chastelart, che era il favorito del signor d'Anville, di dire a

questo principe di recarsi quella stessa sera dalla regina.

Chastelart stando a stretto contatto con Maria Stuarda, si innamora di questa e, dopo la

morte del marito dalla Reine Dauphine, morirà in Scozia per essere stato sorpreso nella

camera della futura regina di Scozia. Quindi c’è un altro accenno ai disordini

dell’amore.

Sembra tutto pronto per il matrimonio ma ancora una volta interviene Madame de

Valentinois che è contraria e che con la sua influenza sul re fa saltare queste nozze.

Tutte le azioni di Madame de Chartres non hanno ottenuto nessun obiettivo;

quest’ennesima sconfitta è l’occasione per la Reine Dauphine di accennare a

Mademoiselle de Chartres che non sa nulla della corte e la difficoltà della loro

condizione.

Inizia, allora, una parentesi amorosa di Maria Stuarda la quale afferma di essere

contemporaneamente odiata dalla regina madre e da Madame de Valentinois per

la nemesi, il trasferimento dell’odio: la madre della Reine Dauphine, Marie de Guise, era

stata contemporaneamente amata da tre re europei, e in particolar modo dallo

stesso Enrico II che aveva, per amore di Marie de Guise, progettato di annullare il suo

matrimonio, non avendo avuto ancora figli, per risposarsi con Marie de Guise. Madame de

Valentinois e il contestabile trassero dalla loro il defunto re e questi, sebbene odiasse la

duchessa del Valentinois, siccome amava la regina, pure collaborò con loro per impedire al

figlio di rompere il matrimonio; anzi, per togliergli del tutto dalla testa il pensiero di

sposare la regina mia madre, sposarono questa al re di Scozia.E questo per il semplice fatto

che un tal matrimonio poteva concludersi più rapidamente, benché sapessero di mancare,

in questo modo, agli impegni presi col re di Inghilterra, che ardentemente ambiva a quelle

nozze. Per poco ciò non provocò una rottura fra i due re. Enrico VIII era inconsolabile per

le sfumate nozze e, qualunque altra principessa francese gli venisse proposta, rispondeva

sempre che non gli avrebbe riempito il vuoto lasciato da colei che gli era stata tolta.

Maria Stuarda conclude questa breve parentesi sull’amore accennando ad un suo

possibile destino infelice (il lettore sa che finirà sul patibolo).

Le parentesi amorose servono a distrarre il lettore, a spiegare un ambiente storico, una

finzione di descrizione storica, servono a dare prova delle conoscenze erudite della

scrittrice, ma servono soprattutto a costituire i numerosi tasselli dell’educazione della

futura Madame de Clèves.

Nessuno osava più pensare a Mademoiselle de Chartres.

Tuttavia queste considerazioni non potevano arrestare il principe di Clèves: la morte del

duca di Nevers, avvenuta proprio allora, gli dava intera libertà di seguire le proprie

inclinazioni e, appena spirato il periodo di lutto, non pensò più che al modo di sposare

Mademoiselle de Chartres. Era per lui una fortuna farsi avanti in un momento in cui tutti

gli altri pretendenti si erano dileguati e perciò era quasi certo di non andare incontro ad un

rifiuto.

Visto che ormai tutti i pretendenti si sono ritirati, Madame de Chartres è contentissima di

queste nozze con il principe di Clèves.

Pur ormai essendo in procinto di portare a termine questo suo progetto matrimoniale, il

principe comincia da subito a nutrire qualche dubbio. Anche qui c’è l’eccezionalità del

personaggio: la reazione tipica dell’uomo Cinque/Seicentesco è di indifferenza nei

confronti della moglie perché questa è una conquista matrimoniale, è una buona dote.

Monsieur de Clèves, distintosi fin da subito nella descrizione come un uomo di

grandezza e dalle buone qualità, è turbato dal fatto di non piacere alla sua futura

moglie. Un dato che per gli altri è del tutto indifferente, per Monsieur de Clèves è un

problema.

Il principe parla alla ragazza del suo disegno e del suo amore col massimo rispetto: la

scongiurò di non nascondergli quali fossero i suoi sentimenti per lui e la assicurò che i suoi

erano di tal natura da renderlo per sempre infelice se si fosse limitata ad obbedire alla

volontà della madre.

Poiché Mademoiselle de Chartres era di animo nobile e buono, fu piena di riconoscenza

per il comportamento del principe; una riconoscenza che diede alle sue parole e alle sue

risposte una certa dolcezza, quanto bastava per dare speranza ad un uomo perdutamente

innamorato come il principe.

Madamigella di Chartres riferì l'intera conversazione a sua madre che le fece notare che

vi era tanta magnanimità e tante belle virtù nel principe di Clèves e che egli per la sua età

era così assennato che, qualora lei si fosse sentita portata a sposarlo, per parte sua vi

avrebbe acconsentito con gioia. Mademoiselle de Chartres le rispose di trovargli le

medesime buone qualità; che avrebbe anche potuto sposarlo con minor ripugnanza

che chiunque altro, ma che non sentiva per lui nessuna particolare attrazione.

Infatti lei non è innamorata del principe, è solo “touchée de reconnaissance”, piena di

sentimento di riconoscimento. I suoi sentimenti per il marito si limiteranno sempre alla

stima, all’affetto e al riconoscimento.

Madame de Chartres non teme di dare a sua figlia un marito che lei non ama. Quindi la

madre, che qui segue il suo interesse, in un certo modo espone la figlia alle future

disgrazie.Secondo la madre basta la convenienza e la stima reciproca.

Il principe non è appagato e si lamenta con la futura moglie perché lei esprime solo

sentimenti di stima e di riconoscenza.

“Vous n’avez pour moi qu’une sorte de bonté qui ne me peut satisfaire; vous n’avez ni

impatience, ni inquiétude, ni chagrin” . “Voi non avete per me che una sorta di bontà, la

quale non può bastarmi: non sentite né impazienza, né inquietudine, né pena”.

Queste sono tre reazioni che vedremo pienamente attive nel rapporto tra la futura Madame

de Clèves e il duca di Nemours.

Mademoiselle de Chartres gli risponde che les bienséances, le norme di costume, non le

permettono di dare prova ulteriore della sua passione. La bienséance è una sorta di

pretesto dietro al quale la principessa nasconde la sua indifferenza.

La giovane gli risponde che quando vede il principe arrossisce, ma il Prince de Clèves le

dice che il suo rossore è un sentimento di modestia e non un moto del cuore.

Mademoiselle de Chartres non sapeva come rispondere e queste distinzioni tra modestia e

sentimento erano al di là delle sue conoscenze. Quindi la futura Madame de Clèves arriva

sposa ignorando del tutto il sentimento amoroso. Il principe di Clèves si accorge di

quanto sia lontana dall'avere per lui dei sentimenti che possano soddisfarlo, poiché gli era

evidente che ella nemmeno li capiva.

Lo chevalier de Guise, sapendo che le nozze di Mademoiselle de Chartres sono

prossime, è disperato, da prova pubblica della sua sofferenza e glielo fa capire alla

giovane, la quale prova solamente un sentimento di pietà: egli era uomo di tale valore e

di tale cortesia che non era possibile renderlo infelice senza provarne qualche pietà. Così

ella non poteva impedirsi di averne; ma la pietà non l'induceva ad altri sentimenti;

ella raccontò a sua madre tutta la pena che quell'amore le dava.

Fino all’incontro con Nemours, Mademoiselle de Chartres è solo convenienza, virtù,

bellezza; non conosce il sentimento amoroso.

La madre ammira la sua sincerità, l’ammira perché il suo cuore non è sfiorato

dall’amore né del principe di Clèves né degli altri spasimanti.

Per Madame de Clèves, che sa quanto l’amore sia pericoloso, l’essere del tutto

refrattario al sentimento amoroso è un lato positivo. Visto che per lei l’amore non

esiste, invita la figlia ad attaccarsi esclusivamente al marito perché costui l’aveva preferita

a tutti gli altri partiti in un tempo in cui nessuno si occupava di lei.

I due si sposano, è un matrimonio vuoto, appena raccontato; il Principe di Clèves capisce

che Mademoiselle de Chartres non aveva cambiato sentimenti cambiando

cognome. La qualità di marito gli diede grandi nuovi privilegi ma non gli donò alcun altro

posto nel cuore di sua moglie.

L’eccezionalità, sulla quale Madame de Clèves tornerà quando il marito sarà morto,

riguarda il comportamento del principe che nonostante sia diventato suo marito

non smette di amarla. Questa è un’eccezionalità quasi scandalosa per l’epoca; è un

merito riconosciuto a Clèves ma la cui motivazione è perché l’amore non è ricambiato. É la

presenza dell’ostacolo che non fa svanire il sentimento amoroso nell’uomo;

siccome il marito non è corrisposto continua ad amare.

Siccome il principe è convinto che la moglie sia insensibile al sentimento amoroso, non

prova alcuna gelosia, anche perché la moglie non dà prova alcuna di mostrare simpatia

per altri uomini alla corte.

Già qui, fino ad un certo punto, il Prince de Clèves scompare. É una scelta dell’autrice, per

permettere a Madame de Clèves di innamorarsi di Nemours, ma anche per lasciare

Madame de Clèves da sola consentendole di attivare il meccanismo dell’analisi.

III PARTE

A pag. 350 si parla del progetto del matrimonio di Claude de France, la seconda

figlia femmina del re. Questa è l’occasione per il ritorno di Monsieur de Nemours che

stava a Bruxelles occupato dai preparativi pre-matrimoniali con la regina d’Inghilterra ed è

pieno di se stesso grazie alla reputazione della sua bellezza e del suo fascino che gli avevano

permesso di conquistare il cuore di una delle più importanti regine europee.

Nemours, occupato dai preparativi con l’Inghilterra, è pieno di euforia, e si agghinda

particolarmente per questa festa.

Madame de Clèves, insensibile al fascino maschile, aveva sentito parlare di quest’uomo,

quindi la conoscenza precede l’incontro come con Elisabetta.

Aveva sentito parlare da tutti indistintamente del duca di Nemours come della persona più

bella e più affascinante di tutta la corte, e soprattutto la regina delfina glielo aveva descritto

in modo tale da renderla curiosa e anche impaziente di vederlo (ricordiamo di quando il

marito di Madame de Clèves si lamentava del fatto che lei non fosse impaziente).

La principessa di Clèves terminò la danza e, mentre con gli occhi cercava il prossimo

ballerino, il re le gridò di prendere la persona che stava entrando allora. Ella si volse e

subito pensò che colui che stava scavalcando le sedie per giungere dove si ballava

non poteva essere altri che il duca di Nemours. Questo principe era fatto in modo

tale che era ben difficile non essere sorpresi quando lo si vedeva la prima volta.

Si ha subito l’immagine del cavaliere che per arrivare dove si danna passa sopra le sedie

(poi lo vedremo passare sopra le palizzate che proteggono il giardino della principessa).

I due iniziano a danzare e tutta la corte è sorpresa per questa straordinaria intesa che si

crea tra questi due giovani che non si conoscono.

Quando finiscono di ballare, la Reine Dauphine, una delle donne amate da Nemours,

chiede a Monsieur Nemours se sa di chi si tratti, quest’ultimo immediatamente dice di

conoscere il nome della ragazza ma lei forse non sa chi sia lui. Madame de Clèves, che lo ha

riconosciuto, per la prima volta mente e si schernisce. La madre l’aveva apprezzata per

la sua sincerità ma adesso che un primo barlume del sentimento amoroso compare nella

sua vita, per la prima volta la ragazza mente.

Il cavaliere di Guisa, che seguitava ad adorarla, era ai suoi piedi e quanto era accaduto gli

aveva dato un dolore cocente. Lo considerò come un presagio che la sorte destinava il

duca di Nemours ad amare la principessa di Clèves. Sia che un qualche

turbamento fosse realmente apparso su quel volto, sia che la gelosia gli facesse

vedere più del vero, sta di fatto che gli parve commossa e non poté fare a meno di dirle

che il duca di Nemours era ben fortunato di cominciare la sua conoscenza in circostanze

che avevano qualche cosa di galante e di straordinario.

Quando la principessa torna a casa, entra nella camera della madre per rendergliene conto;

e si mette a tessere le lodi del signor di Nemours con un certo qual tono, tanto che il

medesimo dubbio del duca di Guisa si insinua nell'animo di Madame de

Chartres.

Madame de Clèves ancora non ha capito di essere innamorata di Nemours, ma gli altri lo

hanno già capito.

Nei giorni successivi si incontrano però lui ha un’inclinazione violenta, un sentimento

amoroso molto forte, nei confronti di Madame de Clèves e i due si piacciono infinitamente.

Inizia una lunga divagazione su Madame de Valentinois funzionale a rendere chiari

alcuni avvenimenti; è un altro di questi specchi offerti a Madame de Clèves affinché in

futuro capisca se stessa. Sono dei racconti che dicono tutti la stessa cosa: l’amore è

irrazionale e pericoloso.

Il pretesto è che madame de Clèves non capisce come il re possa essere innamorato

di questa donna che è molto più grande di lui e che all’epoca ha quasi sessant’anni.

Per Madame de Clèves la bellezza finisce ai 25 anni, il re è il più potente di Francia,

potrebbe amare tutte le donne che vuole, tuttavia è ancora innamorato di Madame de

Valentinois. Per altro, come le spiega la madre, non solo è più grande di lui, ma anche

infedele e sta con lui solo perché ne trae vantaggio, per la sua ambizione.

Questo racconto è un altro passaggio per l’educazione sentimentale della ragazza e serve ad

istruire Madame de Clèves. Infatti lei dirà che pensava che il connestabile fosse molto

legato a Madame de Valentinois, invece Madame de Chartres smentisce ciò. Questa le dice

che deve fare attenzione alle cose che succedono, bisogna imparare come funziona la corte

perché: “Se in un luogo come questo giudicherete dalle apparenze vi

ingannerete sempre: quello che si vede non è quasi mai la verità”. Per dire

ingannata, la madre usa “trompée”, termine usato anche per le relazioni amorose. Quindi

la donna vuole dire: attenzione che anche l’amore a corte è un’apparenza come tutte

le altre.

Inizia la storia di Madame de Valentinois che inizia con il regno precedente del re

Francesco I. Questo aveva portato sul patibolo il padre della donna, tuttavia proprio

quando il padre sta per essere giustiziato, interviene la figlia che in qualche modo

convinse il re a graziare il padre. Si sacrifica con il re per salvare il padre. Diventa

l’amante del re, questo poi viene catturato e quando ritorna la regina madre, che odia

Diane de Poitiers, gli porta tutte le giovani nobili del suo seguito perché ne trovi una che

sostituisca Diane. Il re sceglie Mademoiselle de Piseleu e momentaneamente Diane de

Poitiers viene messa da parte. Il testo dice che il re non era fedele a nessuna delle sue

amanti, ma parla addirittura di Dames qui le partageaient tour à tour, quindi una sorta di

harem.

Muore il Delfino e ciò addolorò profondamente il re, che non aveva uguale amore e

simpatia per il secondogenito, l'attuale re, che giudicava meno ardito e vivace. Un

giorno in cui se ne doleva con la duchessa del Valentinois, questa gli rispose che lo

avrebbe fatto innamorare di sé per renderlo più brillante e piacevole. Da allora

inizia una relazione ininterrotta che dura per vent’anni.

Questo “amore” è osteggiato dal padre che è geloso, tuttavia Enrico II, a dimostrazione del

fatto che l’amore è del tutto irrazionale, si ostina ad amare questa donna più grande di lui e

per amore verso questa, non solo litiga con il padre, ma anche con il fratello che a sua

volta è istigato da Madame d’Etampes (Piseleu).

Quindi l’amore rovina i legami familiari.

Si formano due partiti a corte: quello di Madame d’Etampes e di Madame de Valentinois.

Addirittura Madame d’Etampes prova talmente tanto odio per Madame de Valentinois che

fa perdere militarmente il futuro Enrico II, sperando che prevalga il terzogenito.

La rivalità continua finché non muore Francesco I e muore anche il terzogenito.

Quindi Enrico II diventa re e il suo regno comincia anticipando quello che succederà alla

morte di Enrico II stesso: il re per testimoniare la sua autorevolezza caccia i consiglieri del

padre, l’amante del padre, fa tornare il connestabile (che era stato allontanato da

Francesco I) e pone Madame de Valentinois come vero arbitro del regno. Quindi

decide del successo, dell’ascesa dei frequentatori della corte e si crea degli amanti, in

particolare Monsieur de Brissac: è talmente cieco e intenso l’amore del re per questa donna

che non soltanto è costretto a tenere a freno la sua gelosia, ma addirittura deve

promuovere a Maresciallo di Francia, senza meriti, l’amante della sua amante.

La passione del duca di Nemours per la principessa di Clèves è subito così violenta da

togliergli il piacere e persino il ricordo delle donne che aveva amate e con le quali

era rimasto in rapporto durante la sua assenza. Anche la sua impazienza per il viaggio

in Inghilterra cominciò ad attenuarsi; smise di sollecitare i preparativi per la

partenza. Continuò ad andare molto spesso dalla regina delfina per il solo fatto che vi

incontrava di frequente la principessa di Clèves e non gli dispiaceva di lasciare pensare ciò

che molti supponevano dei suoi sentimenti per la regina. Tale era la considerazione che

aveva per questa principessa, che preferiva farle ignorare la sua passione piuttosto che

rischiare di renderla di pubblico dominio.

Quando la ragazza inizia a ricambiare questi sentimenti, raccontare a sua madre ciò

che pensava dei sentimenti del duca non le era così facile come lo era stato

parlarle dei suoi innamorati: pur senza la precisa intenzione di tenerglieli nascosti,

non gliene fece parola. Ma la principessa di Chartres se ne accorgeva fin troppo,

come si accorgeva dell'inclinazione di sua figlia per il duca. Una tale certezza le diede gran

dolore; comprendeva quale pericolo fosse per una creatura tanto giovane essere amata da

un uomo come il signor di Nemours, per il quale aveva della simpatia.

Tra gli spasimanti della Princesse de Clèves c’era anche le marechal de Saint-André

che era stato scelto dal re come suo consigliere senza particolari capacità e senza avere l’età

adatta per questo ruolo. Questo conduce una vita lussuosa finché il re elargisce

generosamente nei suoi confronti e decide di organizzare un ballo presso la sua nuova

casa per dare prova della sua ricchezza, del suo sfarzo presso la Princesse de

Clèves. Quest’ultima, come tutte le dame della sua società, è tutta intenta a trovare le

parures adeguate per presentarsi al ballo; è la civiltà dell’apparire in cui è importante

mostrarsi in pubblico. La Princesse si fa prestare dei gioielli dalla Reine Dauphine, la sua

amica più fidata. Tuttavia, mentre si stanno organizzando, arriva Condé che essendo

cugino del re può avere accesso a tutti i salotti e riferisce di una discussione che ha avuto

luogo dal re.

In questa discussione Nemours ha difeso, in maniera abbastanza sorprendente, una

tesi anomala seconda la quale un qualsiasi innamorato è contrario a ciò che la sua

amata vada ad un ballo, soprattutto quando lui è assente. Questo perché se il suo

amore è ricambiato, le attenzioni nei confronti dell’amato si ridurranno perché le donne si

occupano di piacere a tutti. Se il loro amore non è ricambiato, il ballo può essere il pretesto

per intraprendere delle galanteries con altri spasimanti.

A questo punto la sua amata è esposta a molti rischi perché la corte è pericolosa. L’unica

eccezione che Nemours contempla è quando il ballo è organizzato dall’innamorato stesso; a

quel punto è contento che la sua amata sia presente perché questo gli dà occasione di dare

sfarzo alla sua ricchezza, alla sua abilità etc..

Perciò si intravede la natura predatoria e la sua concezione egotistica del sentimento

amoroso.

La Reine Dauphine commenta che Monsieur Nemours aveva ragione di approvare che la

sua amante andasse al ballo; egli dava allora questo titolo a tante donne che, se esse

fossero mancate, vi sarebbe stata ben poca gente alla sua festa . Questo a dimostrazione

ulteriore di quanto il fascino di Nemours sia contagioso.

La Princesse de Clèves, che ancora non ha preso coscienza di questo suo sentimento

amoroso, ascolta con grande attenzione questo discorso e decide di non andare al

ballo, giustificando questa sua scelta in una maniera diversa: non andrà al ballo per non

assecondare l’interesse che Saint-André ha verso di lei. Quindi comincia a mentire a se

stessa e riferisce questa versione alla madre. La madre è un po’ sorpresa ma, viste le

insistenze della figlia accetta, però per l’ossequio delle bineséances deve far finta di

essere malata, perché altrimenti non può giustificare pubblicamente questa sua assenza

al ballo (seconda finzione).

Nemours non è presente al ballo quindi non sa niente. Tuttavia quando ritorna anche la

Princesse, nonostante la scelta dell’abito négligé, il suo aspetto fisico è tale per cui la

Reine Dauphine non crede a questa sua malattia e glielo dice pubblicamente:

“Immagino piuttosto che il principe di Condé, riferendovi l'opinione del duca di Nemours

sul ballo, vi abbia persuaso che avreste fatto gran piacere al maresciallo di Saint-André

andando alla sua festa e che sia stato proprio questo a persuadervi di non venire”.

La madre, invece, che ormai ha capito l’inclinazione della figlia, vide la ragione per cui sua

figlia non aveva voluto andare al ballo. Per mantenere una versione accettabile, la

madre insiste che sua figlia è stata malata. La Reine Dauphine ci crede, però Nemours

non del tutto: infatti, avendo una particolare attenzione per la principessa, riconosce un

certo rossore. Quindi a Madame de Clèves le manca questa abilità tipica di mentire ed

esprime le sue emozioni attraverso il rossore, una cosa pericolosissima a corte dove incede

bisogna essere in grado di dissimulare.

La principessa di Clèves in un primo momento prova grande irritazione al pensiero che il

duca possa supporre di essere stato lui a distoglierla dall'andare al ballo, ma poi, quando le

parole della madre tolgono ogni sospetto a Nemours, la ragazza prova una sorta di dolore.

Quindi moralmente vuole nascondere la sua condotta, però sentimentalmente è

contenta che Nemours sappia che lei non è andata al ballo per suo amore.

Iniziano le prime contraddizioni e le prime incrinature nel comportamento della Princesse

de Clèves.

Riferimento storico: accordo di Cateau-Cambresis che segna, per un certo periodo, la

patera il regno di Francia e quello di Spagna (tra Enrico II e Filippo II).

Madame de Chartres non aveva voluto far scorgere alla figlia di essere a conoscenza dei

suoi sentimenti per il duca per non togliere valore alle cose che voleva dirle per allontanare

Monsieur de Nemours da sua figlia. Quindi le ricorda, con delle lodi velenose (louanges

empoisonnées), la galanteria estrema di Nemours e la sua scarsa serietà nei

rapporti amorosi che sono governati dal plaisir che è cosa diversa dall’amore.

Quindi le descrive Monsieur de Nemours come un dongiovanni.

Inoltre dice che a corte gira voce che Monsieur de Nemours fosse attratto dalla Reine

Dauphine e che tra i due ci fossero dei rapporti privilegiati. Perciò la invita a fare

attenzione a questa frequentazione assidua con la Reine Dauphine per evitare di passare,

agli occhi della corte, come una sorta di intermediaria tra i due. Le chiede di

frequentare meno Maria Stuarda.

Madame de Clèves è sorpresa del discorso della madre e crede a tal punto di essere stata

tradita, ingannata, da ciò che aveva pensato della condotta di Nemours che cambia

colore.

A pag. 363 avviene la rivelazione a se stessa del sentimento amoroso sulla scorta

della gelosia che comincia a nutrire nei confronti della Reine Dauphine. Prima di allora la

Princesse de Clèves, che non conosceva l’amore, ne era stata vittima senza razionalizzarlo.

Non è possibile immaginare il suo dolore nel rendersi conto, attraverso le parole della

madre, di quanto le stesse a cuore il duca di Nemours. Finché la gelosia non sorge,

l’amore non è riconosciuto. Si rese conto che i sentimenti che aveva per lui erano

quelli medesimi che tante volte il principe di Clèves le aveva tanto richiesto. Trovò quanto

fosse vergognoso di nutrirli per un uomo che non fosse il marito che li meritava.

Perciò decide di convincersi a confessarsi con sua madre ma questa ha la febbre, perciò

lascia perdere e va dalla Reine Dauphine. Esattamente il contrario di quanto la madre le

aveva detto; disobbedisce alla madre.

La Reine Dauphine le rivela il cambiamento nelle condotte e nel modo di essere di

Nemours e soprattutto di quanto insolitamente abbia preso le distanze da tutte le sue

spasimanti e amanti.

La Princesse, quindi, pensa con vergogna che, se non fosse stata disingannata, avrebbe

preso tutto quello che si diceva su quei cambiamenti del duca di Nemours come segni

d'amore. Provava anche un certo rancore verso la delfina, vedendola cercare ragioni e

stupirsi di cose su cui ella doveva sapere meglio di chiunque altro la verità.

Allora la principessa, che è gelosa, dice a Maria Stuarda che Nemours è innamorato di lei.

Allora la Reine Dauphine risponde che è vero che il duca di Nemours prima di andare a

Bruxelles ha voluto farle capire che non gli era indifferente; ma al suo ritorno le pare che

non se ne sia nemmeno più ricordato, e le dice di essere curiosa di sapere che cosa l'abbia

tanto cambiato. Sarà ben difficile che non ne venga a capo. Il visdomino di Chartres, che è

suo intimo amico, è innamorato di una persona sulla quale la delfina ha un certo

ascendente; ed è per questa strada che saprà che cosa l'ha fatto cambiare.

Allora la Princesse si rasserena perché la Reine Dauphine non è l’oggetto

dell’interessamento di Nemours.

A questo punti c’è un altro effetto di contrasto: è più serena, più calma, però la madre si è

aggravata. Allora Madame de Clèves, distratta momentaneamente dalla passione per

Nemours, si chiude nella stanza della madre e la assiste. Ricompare il marito la cui

passione non era mai diminuita ed è contento di stare vicino alla moglie.

Nemours, che non vede più la princesse, ricordandosi di essere amico di Monsieur de

Clèves, approfitta di questa amicizia per andare a trovare la princesse.

Fingendo di interessarsi, cerca di parlare con la princesse. Questa provava turbamento alla

sua vista; il “trouble” era un’altra delle reazioni che il marito aveva chiesto da lei. Allo

stesso tempo, però, alla sua vista provava piacere. Quando non lo vedeva più e pensava che

questo charme che trovava a vederlo, era l’inizio delle passioni. Le mancava poco che

credesse di odiarlo per il dolore che le dava questo pensiero. Se lo vede è contenta ma

quando non lo vede comincia a soffrire perché ragiona sulla sua condotta. Da sola comincia

ad intuire che l’amore è legato alla vista e per sfuggire all’amore bisogna

allontanarsi.

La madre si aggrava, è in procinto di morire e capisce che sta per morire. Reagisce

cristianamente, coraggiosamente a questo prossimo decesso, chiama la figlia e le fa un

discorso di congedo.

La madre le dice di sapere che lei ha una passione, un’inclination per Nemours.

Non vi chiedo di confessarglielo: la sincerità della figlia ora sarebbe vana perché sta per

morire.

La madre mette da parte le bienséances perché la morte prossima glielo permette. Il

discorso diretto e senza giri di parole fa sì che momentaneamente le convenzioni di corte e

tutte quelle necessità di attenuare vengano meno.

Madame de Chartres dice alla figlia che ormai quest’ultima si è accorta di provare dei

sentimenti per Nemours e quindi sta sull'orlo di un precipizio e ha bisogno di un

grande sforzo e una grande violenza su se stessa perché si possa trattenere.

La princesse deve pensare a quanto deve a suo marito, a quanto deve a se stessa, e

deve pensare che perderebbe quella stima che si è guadagnata e che la madre ha

tanto voluto per lei.

La donna le consiglia di ritirarsi dalla corte, di costringere suo marito a portarla

lontano; non deve avere timore di prendere decisioni troppo drastiche o difficili perchè per

quanto possano sembrarle terribili, saranno poi sempre più dolci della sciagura di un

legame galante.

La cosa peggiore per la madre all’atto di morire sarebbe vederla cadere come le altre

donne: questo significa che è diversa da tutte le altre donne. I vari racconti di corte, le

divagazioni, servivano a mostrare degli anti-esempi.

La principessa si mette a piangere e la madre le volta le spalle, si volta verso la morte e

chiedere di essere lasciata sola. Quando le dice addio le dice una cosa importante:

“Ricordatevi, se potete, di tutto ciò che vi ho appena detto”.

I poteri della memoria saranno più forti di quelli della presenza: quando la

principessa starà per cadere come tutte le altre si ricorderà e la memoria sarà per lei un

appiglio per restare in piedi.

Madame de Clèves prende una distanza dalla corte e si ritira in campagna con il

marito.

Sentiva la sciagura di essere abbandonata a se stessa in un momento in cui era tanto

poco padrona dei suoi sentimenti e in cui le sarebbe stato tanto necessario qualcuno

che fosse in grado di compatirla e darle forza. Siamo lontani dal modello corneliano in cui

la ragione governava le passioni.

Cerca di attaccarsi il più possibile al marito sperando che questo possa

costituire per lei una difesa: la défendrait contre Monsieur de Nemours.

Nemours, che non si arrende, va a trovarla anche in campagna ma la princesse si rifiuta di

vederlo.

Inizia una nuova digressione, una di quelle che apparentemente sembrano inutili ma che

sono estremamente utili per la princesse perché sono le sue raccolte di memorie che, al

momento opportuno, le serviranno per fare le sue scelte.

Questa digressione è relativa a Madame de Tournon che è morta proprio in quei giorni.

Madame de Clèves rimprovera il marito per aver tardato a tornare da lei in campagna,

anche perché al lutto della madre si aggiunge quello per Madame de Tournon che era una

delle persone che maggiormente stimava a corte. Questo perché, all’atto di

diventare vedova, ha dato delle prove straordinarie di virtù e di insensibilità verso

tutti gli altri pretendenti. Quindi le appariva un modello di virtù.

Il principe le dice che si sta sbagliando perché quanto ha appreso smentisce le sue

presunzioni su Madame de Tournon che non corrisponde affatto a quello standard di virtù

e di vedovato che la principessa credeva.

Monsieur de Clèves dice che donne sono incomprensibili, e, quando le vede tutte

quante insieme, si sente così felice di avere la princesse come moglie che non potrebbe mai

ringraziare abbastanza la mia buona sorte.

La principessa, sospirando, dice al marito che lui la stima più di quanto non meriti e

non è ancora tempo di trovarsi degna di lui, verrà questo tempo ma sarà successivo alla

morte di Monsieur de Clèves che, nel suo vedovato, farà quello che Madame de Tournon in

realtà non faceva, e cioè essere fedele alla memoria del marito morto.

Inizia il racconto del Prince de Clèves su Madame de Tournon. Mesi prima il prince aveva

saputo che Madame de Tournon aveva un amante, nonostante desse pubblicamente

prova di essere fedele al marito defunto e di essere insensibile a tutti gli altri spasimanti.

Madame de Valentinois e il re avevano litigato per Brissac, l’amante della donna, e per

riappacificarsi il re le aveva donato un anello di brillanti, dicendole di portarlo sempre con

lei, come se fosse una fede. Madame de Valentinois non porta più questo anello e i re

chiede alle cameriere. Quest’ultime dicono che non vedono l’anello da 4-5 giorni,

esattamente quando è partito Brissac. Quindi Madame de Valentinois ha dato il suo anello

al suo amante. Il re non va a teatro ma tanto è forte il suo amore che non si sa se questo

fosse dispiaciuto per l’affronto che gli ha fatto la donna o per averle recato dispiacere

arrabbiandosi con lei. Quindi l’amore è un fattore di alienazione: persino la dignità di un re

può essere diminuita dal sentimento amoroso.

Monsieur de Clèves racconta questa storia solo a Sancerre e quando scopre che anche

Madame de Tournon la conosceva, capisce che i due sono amanti.

Madame de Tournon aveva vissuto un lutto stretto e l’unica persona che frequentava era la

sorella di Sancerre, che era un suo amico. A forza di frequentare la sorella, è nato un

amore con il fratello. Siccome Madame de Tournon tiene molto alla sua reputazione, la

relazione viene tenuta nascosta e prega il suo amante di non divulgare a nessuno.

Addirittura le dichiara la sua intenzione, in un futuro non ben definito, di sposarlo

nonostante Sancerre fosse di condizione inferiore a lei.

Madame de Tournon ricomincia a frequentare la corte e sembra distaccarsi da

Tournon (si vedono di meno, gli scrive di meno, temporeggia e procrastina il

matrimonio) e Tournon è addolorato. Quindi si confida con il Prince e questo gli da un

consiglio che darebbe a se stesso perché la sincerità lo colpisce positivamente in tal

maniera che crede che se la sua amante o persino sua moglie stessa gli

confessassero di sentirsi attratte da qualcun altro, ne sarebbe addolorato ma

non irritato, e smetterebbe il suo ruolo di amante o di marito per consigliarla

e compiangerla.

Queste parole fecero arrossire Madame de Clèves che trovò una certa somiglianza con la

sua condizione. Ciò la sorprese e le causò un turbamento dal quale si riprese dopo tanto

tempo.

Quindi è il principe che, parlando di altro, le ha suggerito la possibilità della confessione.

Tornano a parlare di Sancerre che, ritornato da un viaggio, trova l’amante morta. Questo

provoca un dolore immenso per quest’uomo che ha perso l’amante perfetta la quale era

profondamente innamorata di lui, lo voleva sposare anche se lui fosse di una condizione

inferiore. Nonostante avesse ricevuto poche lettere durante la sua assenza.

Sancerre è inconsolabile, Monsieur de Clèves si assenta per andare a parlare con il re e

quando torna trova Sancerre completamente differente da come l’aveva trovato. Questo

perché ha appreso una notizia di Madame de Tournon che è pire que sa mort. Madame

de Tournon che pubblicamente sembrava una donna virtuosa, lontana dalle attrattive del

mondo e che di nascosto era la sua amante, in realtà era amante anche di un altro

uomo.

Sancerre si accorge di essersi ingannato e che lei non merita il suo rimpianto. Tuttavia

prova per la sua morte lo stesso dolore che se lei gli fosse stata fedele e percepisce la sua

infedeltà come se non fosse morta. Questo discorso intricato mostra come l’amore renda

incapaci di ragionare in maniera logica. É incapace di giudicare se per lui è più

dolorosa la morte della sua amante o la sua infedeltà.

Scopre del suo tradimento quando lo va a trovare un suo caro amico in lacrime,

Estouteville, il quale gli confessa che loro erano amanti. Addirittura erano pronti a

sposarsi e Madame de Tournon aveva chiesto al padre di organizzare queste nozze

cosicché lei non fosse responsabile di queste nozze. Sancerre spera di non crederci, chiede

una prova ad Estouteville che gli lascia delle lettere.

Queste lettere sono molto più tenere di quelle che Madame de Tournon scriveva (o non

scriveva) a Sancerre. Quindi siamo all’apice del dolore per quest’ultimo.

Sancerre confessa a Monsieur de Clèves che soffre ancora di più per la sua morte che per il

suo cambiamento. Non riesce nemmeno a trovarla abbastanza colpevole per accettare la

sua morte. Se ancora fosse in vita potrebbe rimproverarla, potrebbe vendicarsi facendole

conoscere la sua ingiustizia, ma non la vedrà più. Questa è la riproposizione di quello che

era stato detto del re: soffre più la perdita dell’amante che del tradimento e si

autogiustifica.

Sancerre conclude dicendo che paga ad una passione finta che lei ha avuto per lui, lo stesso

tributo di dolore che credeva dovere ad una passione vera.

La vicenda si chiude con Sancerre dichiarato inconsolabile e che, all’atto di salutare

Monsieur de Clèves, gli chiede formalmente di impedire l’accesso di Estouteville a

casa sua, nonostante questo sia il suo migliore amico e sia del tutto innocente per questa

questione. Quindi ancora un caso in cui l’amore annulla l’amicizia.

La princesse si dichiara stupita di questa reazione perché credeva Madame de Tournon

incapace di amare e di tradimento.

Ciò nonostante il marito, che non ha imparato niente dalle vicende, insiste perché la

princesse ritorni a corte. Dalla corte non si può sfuggire, l’elaborazione del lutto ha

una sua durata e la corte necessita il ritorno di Madame de Clèves.

La princesse non si oppone perché ritiene che la morte della madre e quanto appreso da

Madame de Tournon le abbia aperto gli occhi e quindi si ritiene che questa suspension à

ses sentiments, sia sufficiente per non essere più in balia del sentimento amoroso nei

confronti di Nemours. Tuttavia, come ritorna a Parigi il precipizio di avvicina.

La Reine Dauphine le racconta quello che è successo a corte e la prima cosa che le dice è

che Nemours è cambiato. Più cerca di dimenticare, più è costretta a ricordare.

La Reine Dauphine le dice che addirittura è passionnément amoureux,

appassionatamente innamorato di qualcuno e che questo amore è talmente forte per fargli

abbandonare il progetto di matrimonio con la regina Elisabetta.

Maria Stuarda le riassume le vicende attorno a questo matrimonio che Nemours sta

facendo saltare. Questo accampa una serie di scuse: siccome non appartiene a una

famiglia regale, si esporrebbe al pubblico di tutta l’Europa se si recasse in Inghilterra col

pensiero di sposare la regina inglese.

Quando il re gli dice che la regina inizia ad offendersi per il ritardo di Nemours,

quest’ultimo aggiunge che la regina Elisabetta presumibilmente vorrà essere moglie del re

di Spagna. Tuttavia il re gli dice che Maria Tudor ha avuto una così brutta esperienza con

suo marito spagnolo, quindi sicuramente Elisabetta non vorrà sposare un francese.

Nemours gli risponde che tutti sanno dell’amore della regina Elisabetta per Milord

Courtenay e il re gli dice che questo è morto.

Ciò stupisce è che Nemours è talmente innamorato da rinunciare alle nozze inglesi per una

donna che non lo ama. Il suo amore si è mantenuto ad un livello così alto proprio perché

Madame de Clèves ha posto degli ostacoli.

La parole della Reine Dauphine sono come veleno per la princesse: “quel poison!”.

Madame de Clèves, che si credeva ormai guarita, è nuovamente ammalata dal veleno che la

raggiunge fino al cuore e lei risente il trouble, il turbamento.

A seguito delle parole della Reine Dauphine abbiamo l’intossicazione di Madame de

Clèves, vittima del sentimento amoroso.

La princesse pensò: come non traboccare di riconoscenza e di tenerezza venendo a sapere

che quell’uomo nascondeva a tutti la sua passione e trascurava, per amore di lei, le

speranze di una corona! Non è possibile descrivere quello che sentì e il turbamento che

invase il suo animo

Nuovamente è gelosa di Maria Stuarda che secondo Monsieur d’Anville potrebbe

essere l’oggetto d’amore infelice di Nemours. Anche Madame de Clèves concorda con

questa tesi.

Tuttavia la regina risponde: “Ve lo confesserei, se lo sapessi, e lo saprei se la cosa fosse

vera. Tali amori non sfuggono agli occhi di quelle che ne sono la causa: sono anzi le prime

ad accorgersene. Il duca di Nemours non mi ha mai mostrato altro che una certa simpatia:

ma c'è così grande differenza fra il suo precedente comportamento con me e quello attuale

che vi posso assicurare di non essere io la causa della sua indifferenza verso la corona

d’Inghilterra".

A seguito dell’accordo di Cateau-Cambresis c’è un accenno alla promessa di

matrimonio fatta dal re Enrico II sacrificando sua figlia Elisabetta che, invece, era

innamorata del figlio del re, Carlo V. Si pensa che Elisabetta venne avvelenata da Filippo II

di Spagna in quanto lei era innamorata del figlio.

Accenna anche al matrimonio più felice tra la sorella del re e il Duca di Savoia.

Nemours è impaziente, è abituato a realizzare in tempi congrui le sue passioni amorose e,

quando la principessa torna a corte, si reca da lei. Le fa le condoglianze per il lutto e ne

approfitta per insinuare un discorso seduttivo. Questo mostra come la sua morale

non sia di un livello elevato. Nemours le dice che i grandi lutti e le passioni intense

possono cambiare le persone; i grandi lutti interessano la princesse, le passioni

intense riguardano Nemours che quindi è cambiato e ci tiene a dirlo alla persona per cui è

cambiato. Quindi rimane in dubbio l’autenticità di questo cambiamento, non si riesce a

capire quanto di ciò sia una simulazione.

Dice che anche la Regina Dauphine si è accorta di questo cambiamento, tuttavia vorrebbe

che non sia l’unica persona a notarlo.


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MiPc

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Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, culture, letterature, traduzione
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MiPc di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cordiner Valerio.

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