La nascita della Repubblica Italiana
Il 25 aprile del '45 è considerato il giorno della liberazione perché è il giorno dell'insurrezione del nord in cui sfilarono dei partigiani per legittimare la lotta che avevano condotto contro gli invasori. Furono solo 2 i paesi europei che vennero liberati prima dell'arrivo degli alleati: Grecia e Iugoslavia di Tito; questo ebbe degli effetti politici sui territori mediterranei. Il contributo della lotta partigiana fu molto importante dal punto di vista politico e in parte militare.
Il contesto politico e la transizione alla Repubblica
In Italia iniziò la ricostruzione con il governo Bonomi, del CLN, e poi Parri, sostituito da De Gasperi, nel novembre del '45, dalla Democrazia Cristiana che gestì la transizione alla repubblica. Il quadro italiano era immerso in un periodo di rapidissima evoluzione e cambiamento: la rottura dell'alleanza bellica fra Usa e Urss con l'avvio della guerra fredda e la questione dell'epurazione e della continuità dello stato.
Qui si pose la questione della continuità dello stato, fra quello fascista e quello della repubblica: ci si sarebbe aspettata una massiccia epurazione dei funzionari e delle classi conviventi con il fascismo/fasciste, del re (responsabile della nomina di Mussolini), della chiesa. In che modo fare la trasformazione delle istituzioni e delle persone che lo rappresentavano?
Le speranze di trasformazione e la realtà politica
La guerra aveva suscitato delle speranze nel popolo, si auspicava una trasformazione in senso rivoluzionario con partiti socialisti e comunisti. L'Europa orientale era stata liberata dall'Armata Rossa e quindi c'era l'idea di una sfera di influenza politica, di una guerra fredda dentro ai singoli paesi fra i partiti più liberali e quelli comunisti. In Italia, in particolare, ci fu il maggiore partito comunista dell'occidente che rese più difficile politicamente l'epurazione perché, per evitare che il comunismo prendesse il sopravvento, si cercò di mantenere un'opposizione; inoltre si cercarono di mantenere le strutture istituzionali e il modello dei prefetti (quelli fascisti vennero licenziati e ne salirono di nuovi nominati da Roma).
Il dopoguerra e le riforme
Nel dopoguerra si verificò un momento di lotta sociale: cominciarono le proteste nelle campagne del sud (in Calabria), veniva richiesta una riforma agraria nel 1950 (mai avvenuta in Italia, vigeva ancora il latifondo) che avvenne come atto simbolico della discontinuità con il Regno d'Italia; momenti di grande tensione politica in cui cominciarono le divergenze fra le forze politiche antifasciste del comitato di liberazione nazionale.
Il doppio referendum e la nascita della Repubblica
Il passaggio chiave politicoistituzionali che portò alla nascita della repubblica fu: indire un doppio referendum (2 giugno 1946), uno costituzionale con la scelta fra monarchia e repubblica e l'altro per la formazione di un'Assemblea Costituente di cui occorreva scegliere i partiti e i rappresentanti che avrebbero scritto una nuova costituzione, la prima democratica nella storia italiana. Vennero così indette le prime elezioni dopo 20 anni e fu la prima volta che votarono le donne (nel febbraio del '45 era stato esteso il voto) → suffragio universale. (anche in Francia)
La guerra era stata di massa, le donne avevano partecipato al conflitto in molti modi e c'era un sentimento di richiesta di un allargamento della democrazia; questa decisione segnò la fine dello stato liberale, chiuso, che poneva dei limiti e aveva la tendenza di escludere parti della cittadinanza → democrazia di massa. Ci fu una grande affluenza delle donne, soprattutto meridionali, c'era desiderio di partecipare.
I risultati del referendum
I risultati del referendum rappresentarono la spaccatura che c'era stata negli ultimi anni di guerra e le differenti esperienze degli italiani del Nord e del Sud (che non sperimentarono la resistenza e costruirono una diversa idea di legittimazione dei governi del dopoguerra). La gran parte dei consensi referendiali andò alla Democrazia Cristiana (fondata nel '42 da De Gasperi), poi seguirono il partito socialista e comunista (la cui somma avrebbe dato la maggioranza). La repubblica ottenne poco più del 54% dei voti soprattutto nelle regioni settentrionali, prevalse la delegittimazione del re anche se c'era un forte legame con la monarchia.
La prima seduta dell'assemblea costituente fu il 25 giugno del 1946, presieduta da Enrico De Nicola, con il compito di istituire le nuove istituzioni dello stato (si sapeva solo che sarebbe dovuta essere una repubblica). Fino al '47 ci furono dei governi provvisori guidati da De Gasperi, non ancora eletti, bisognava aspettare la nuova costituzione con le leggi elettorali che venne scritta in un anno e mezzo. Presentata nel dicembre del '47 entrò in vigore nel gennaio del 1948.
L'importanza della nuova costituzione
Era stata la prima volta che un'assemblea costituente veniva eletta a suffragio universale dagli italiani, fu una rottura storica, una grande discontinuità che si basava su una legittimazione nuova che nessun governo/forma di stato italiano aveva avuto prima. Fu una legittimazione che passò largamente attraverso i partiti che riempirono il vuoto di potere dopo la morte dello stato del '43, ci fu un compromesso costituzionale dei partiti che in sede di assemblea costituente si unirono per scrivere la nuova Carta (uno degli accordi fu quello di ribadire la legittimità dei Patti Lateranensi che furono cambiati solo negli anni '70).
La ricostruzione e l'avvio della guerra fredda
Già durante il conflitto c'erano stati degli accordi per il dopoguerra tanto che la ricostruzione fu un processo con l'obiettivo di ricostruire gli stati, le economie, i governi e la geopolitica. Furono soprattutto le potenze anglosassoni a pensare a un nuovo ordine economico conferenza monetaria internazionale: quando venne riunita la conferenza di Bretton Woods nel luglio del '44 (già nel '42 avevano comunicato a un nuovo ordine economico internazionale postnazismo) i 2 principali negoziatori furono Harry White (rappresentante del tesoro) e John M. Keynes (che aveva scritto una critica agli accordi di pace dopo la Grande Guerra): vennero costituiti 2 nuovi organismi, il Fondo Monetario Internazionale (una sorta di grande sistema di aggiustamento finanziario internazionale) e la Banca Mondiale; l'idea era ricostruire un organismo che potesse impedire gli squilibri delle bilance dei pagamenti e delle varie economie, si fondava un sistema aureo fondato sul dollaro che diventò la moneta centrale del sistema di cambi fissi (nelle case delle banche centrali avere oro o dollari era equivalente, c'era diretta convertibilità di dollari in oro), si voleva fondare un ordine basato su tassi di cambio fissi.
La Banca Mondiale avrebbe dovuto essere un organismo pubblico internazionale che doveva dare finanziamenti di ricostruzione dopo la guerra per evitare i prestiti e i finanziamenti affidati, come negli anni 20, ai capitali privati americani che erano molto rischiosi (modello molto keynesiano). Venne creata un'istituzione di garanzia pubblica. Con l'avvio della guerra fredda la ricostruzione venne finanziata in modo diverso (piano Marshall...) e quindi la banca diventò piuttosto di finanziamento della decolonizzazione, della costruzione dei nuovi stati. La sede venne scelta a Washington anche perché i maggiori finanziamenti erano americani (ancora oggi).
Accanto alla ricostruzione economica si affiancò quella istituzionale, dell'ordine politico internazionale: la Società delle Nazioni aveva fallito, non era riuscita ad evitare un'altra guerra e quindi l'idea, molto precoce che partì dall'amministrazione americana e che ottenne appoggio a Yalta da Stalin, fu quella di creare una nuova organizzazione (sopravvisse solo l'OIL) le cui basi vennero stabilite nella Conferenza di San Francisco dell'aprilegiugno del 1945. Venne scritta la nuova carta dell'organizzazione delle Nazioni Unite ONU che avrebbero avuto sede a New York (le prime riunioni si tennero a Londra perché la sede non era ancora pronta).
L'ONU è costituito da:
- Un segretariato (come quello della SdN);
- Un'assemblea generale con tutti gli stati membri (uno stato = un voto);
- Un Consiglio di Sicurezza, l'organo politico, con 5 membri permanenti con diritto di veto (Usa, Urss, Uk, Francia, Cina) e 10 a rotazione.
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