La legge di Proust
I frutti e gli ortaggi sono esempi di miscugli costituiti da molte sostanze, tra le quali è sempre presente l’acqua. I vegetali sono importanti per la nostra alimentazione e contengono tutti, sia pure in percentuale variabile, una sostanza chiamata vitamina C.
La vitamina C è un composto bianco, solido a temperatura ambiente, chiamato anche acido ascorbico. Questa sostanza è così chiamata perché previene e cura lo scorbuto, grave malattia ben nota in passato e che colpiva soprattutto gli equipaggi nelle grandi traversate transoceaniche. Forse non tutti sanno che la percentuale di vitamina C nei peperoni è superiore a quella nei limoni e nelle arance.
Indipendentemente dall’alimento in cui si trova, le proprietà della vitamina C sono sempre le stesse; ciò dipende dal fatto che questa sostanza ha una composizione elementare definita e costante. La vitamina C è un composto ternario formato da tre elementi presenti in percentuale fissa: carbonio, idrogeno e ossigeno. È importante sottolineare che la vitamina C presente nelle fragole o nel cavolo ha la stessa composizione percentuale della vitamina C prodotta dall’industria farmaceutica.
Le considerazioni relative alla vitamina C hanno validità generale: in ogni composto la composizione chimica, cioè la percentuale di elementi che lo costituiscono, è definita, costante e caratteristica. A questa conclusione era giunto il chimico francese J.L. Proust, che pubblicò nel 1794 importanti risultati relativi agli studi sulla composizione dei composti.
La legge di Proust
Proust formulò la legge della costanza della composizione dei composti chimici, nota come legge di Proust: in ogni composto, il rapporto tra la massa di un elemento che lo costituisce e quella di un altro elemento è definito e costante.
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