Storia della filosofia antica: la giustizia e la forza - le origini del pensiero politico
Percorso da Omero a Platone
Che cos'è la giustizia?
- Decisa dall’uomo con le leggi (nozione di giustizia positiva)
- Data da Dio/natura, indipendente dall’essere umano (giustizia naturale)
Che cos'è la filosofia?
- Per Aristotele: considerati filosofi quelli che hanno cercato di identificare le cause.
Ma ci sono anche altre idee:
- Platone: filosofia come disciplina (filosofi devono governare)
- Deve aiutare a costruire una società giusta
- Pericle: tutti ateniesi sono filosofi perché amano il sapere
È importante perché:
- Si confronta con tutto (lettura approfondita di romanzi)
- Il razionalismo greco fonda la civiltà occidentale
Qualcuno (Nietzsche) filosofia ha demolito la grandezza del mondo greco (tragedia, pathos)
(Bernard Williams): grandezza dei greci sta fuori dalla filosofia (filo= tentativo di trovare senso alla realtà)
Omero
Platone, X libro Repubblica: devono essere esclusi dalla città coloro che hanno letto Omero (sono stati corrotti)
Educatore del mondo greco, poeti devono trasmettere valori → secondo Platone i valori omerici sono sbagliati
Omero stabilisce dei problemi a cui rispondere
1940: Weil scrive “L’Iliade poema della forza”
Riferimenti a chi vede la forza come l’unico valore che conta (scritto durante il successo di Hitler)
Forza: soluzione diretta del grande problema dell’uomo= il conflitto
Presa d’atto che le relazioni sono problematiche, problema: relazioni io/altri
Non si sa se l’autore sia mai esistito o è un assemblaggio di canti (questione omerica), ma c’è un disegno unitario.
Eroi: capi tribù in fase di incertezze → Iliade composta alla fine di un periodo oscuro (caduta dei grandi palazzi di Micene e Creta)
Guerra: considerata un fatto naturale; diventa importante il gruppo per difendersi
Capo tribù: eroe perché difende la comunità, detiene la sovranità
- Non soggetti ad altri poteri, fanno quello che vogliono
- Potere debole, dura finché riesce ad assolvere il compito, forte responsabilità
È quello capace di avere successo, è il buono
Virtù è quella di Achille (significati opposti a quelli nostri morali)
Eroe deve combattere per l’onore (timè) e la gloria. Per difendere il proprio onore deve annullare quello altrui. Conflitto= condizione necessaria.
Iliade sembra apologia della forza: vince il più forte (Agamennone ruba Briseide ad Achille).
Ma leggendo dall’inizio alla fine: la forza non è la risposta
c’è anche un conflitto interiore: ragione vs. forza
necessità di affermarci vs. necessità di riconoscere gli altri
la storia dell’Iliade racconta il fallimento della forza (solo il ritorno di Achille permette ai greci di evitare la sconfitta, Achille deve fare un passo indietro).
Tutti quelli che hanno seguito la via della forza hanno ricevuto un danno.
Morale: la forza non è la soluzione, produce solo altro conflitto.
Allora come si risolve il conflitto?
Nestore interviene per far ragionare, bisogna risolvere con intelligenza (Ulisse eroe dell’Odissea).
È difficile però dare torto a qualcuno.
Alternativa alla forza: trovare giustizia per regolare i rapporti
È una giustizia umana: hanno ragione tutti quindi bisogna mettersi d’accordo. Non esiste giusto o sbagliato in assoluto.
Ma la giustizia è debole, bisogna darle “forza”. La giustizia cade dove cresce il bisogno, interessi o desideri impellenti.
Eroi rappresentano l’essere umano: ragione vs. passione → la passione ha la meglio
“Quello che il desiderio vuole se lo compra al prezzo dell’anima” (cit.Canto XVI pag.6: modello di giustizia diverso da compromesso umano: dipende dal volere di Zeus.
Se le sentenze umane differiscono il dio si vendica.
Gli dei non seguono regole morali, tutelano solo il loro potere. Fanno come gli uomini.
Per loro il valore morale è secondario. Morale separata dalla religione. Morale si sviluppa nelle relazioni umane.
No visione antropocentrica: mondo non esiste per noi uomini, siamo anzi ospiti indesiderati.
Scudo di Achille (5 cerchi concentrici):
- (A) natura senza uomo
- (B) mondo umano → città in guerra/ città in pace (processo che si cerca di risolvere con giustizia)
- (C) incontro uomo/natura: fasi dell’agricoltura
- (B) mondo umano: scienza di banchetto, arte
- (A) fiume oceano che circonda il mondo emerso
Contrapposizione natura/uomo
Natura è la realtà, non è stata creata per noi, è indifferente
Rapporto si declina in modi diversi (pacifico, indipendente, pericoloso)
Uomo è la cultura, capacità di imporre ordine umano su ciò che non è umano.
Fusis: natura, si trasforma continuamente
Il continuo cambiamento porta l’uomo dall’essere al non-essere= morte → sembra trasformare la vita in un fenomeno insensato.
In un’indifferenza della natura, l’esistenza umana è insignificante.
Uomini omerici vogliono sconfiggere la morte = sconfiggere l’insignificanza
Doni concreti (donne, bottini...) quantificano l’onore. Il valore più importante è la gloria.
Combattimento → bottino → onore → gloria
È un tentativo di sconfiggere l’effetto vanificatore della morte.
Anima: solo un’ombra, non è il vero io. Il vero io muore sulla Terra.
Critica verso Omero: non riesce a pensare l’essere umano nella sua integrità. → in realtà Omero descrive un corpo che vive, non pensa a divisione anima/corpo
Vita= combattimento per dare senso
Intervento umano in natura= tentativo di lasciare il segno
Omero: l’essere umano è grande nella sua debolezza
Achille è un personaggio che si evolve: inizialmente inserito nel suo mondo spicca per il valore; dopo morte di Patroclo il suo mondo crolla, tutto perde valore. Achille esce dal mondo umano, diventa lucido e spietato. Capisce che il tentativo di opporsi alla morte è insensato.
Achille rifiuta le convenzioni sociali: non mangia più → banchetti esperienza di relazione
Rifiuta doni che gli vengono offerti (canto XXI)
Priamo come Achille sa cosa vuol dire la morte, insieme parlano e poi mangiano. Così finisce l’Iliade. Possibilità di dare significato. Banchetto + funerali: dare forma umana a cibo e morte.
Omero avvia la discussione su conflitto e senso dell’esistenza.
Omero: poeta della guerra.
Esiodo: poeta della pace.
Esiodo
Circa stesso periodo di Omero (VIII sec a.C.)
Opposto di Omero: punto di vista della massa, no eroi (lui è figlio di immigrati, contadino)
“Le opere e i giorni”
Cerca di convincere suo fratello a comportarsi giustamente. Il padre ha diviso eredità fra i 2 figli → Esiodo ha fatto fruttare, il fratello ha sperperato tutto e chiede altra eredità.
Processo, esortazione giudiziaria a lavorare.
Stessa situazione dell’Iliade ma punto di vista del popolo, no eroi avvolti da un’aura intoccabile.
Guerra è da evitare (≠ Omero).
Giustizia: procedura concreta per regolare la vita in comunità, soluzione di un problema. Deve valere per tutti universalmente, criterio a cui si devono attenere i giudici. Non decide il re cosa è giusto emettendo la sentenza, lui si attiene a un valore più generale. Esiste giustizia divina che deve essere applicata nel mondo degli uomini, può esistere una sentenza sbagliata.
Morale e religione coincidono.
≠ Iliade: in Omero dei si disinteressano della giustizia umana, intervengono per garantire i propri interessi.
Politica può esistere indipendentemente dal mondo divino.
Esiodo aggiunge argomentazioni: annuncia punizioni se si agisce nel modo sbagliato.
Così la giustizia diventa più forte, è garantita dagli dei. È una valida alternativa alla forza.
Non spiega solo cos’è la giustizia, esorta anche a seguirla. Dà una valutazione. Omero invece è più attuale, dà analisi più distaccata, scientifica
Cos’è la realtà per Esiodo? “Teogonia”: creazione dell’universo. Da Caos, battaglie fra dei, regno di Zeus.
Modo per classificare, spiegare. Racconto della creazione dell’ordine. È un mondo ordinato, giusto.
Spiega come si è arrivati alla situazione attuale, caos → ordine, buio → luce.
L’uomo deve trovare il suo posto nel mondo che è già stato stabilito. Non deve combattere con la realtà.
Cos’è l’uomo per Esiodo? Mito delle 5 razze:
- Stirpe aurea (simile a Paradiso terrestre): non muoiono, diventano demoni
- Razza d’argento
- Stirpe di bronzo (guerrieri)
- Razza degli eroi (omerici)
- Stirpe di ferro (nascono vecchi) la giustizia è nella forza, pudore se ne andrà quando si toccherà il punto più basso
Zeus distrugge tutte le razze.
Esiodo accusato di fare confusione: non rispetta la sequenza “dal meglio al peggio” inserendo gli eroi
Vernant, studioso francese ne dà un’altra lettura: no tempo lineare, tempo circolare perché poi migliora di nuovo. Si possono accoppiare le razze
- 1-2: governanti che comandano bene 1, male 2
- 3-4: guerrieri che combattono bene 4, male 3
Struttura AB-BA
Funzioni sociali che possono essere svolte in modo diverso e che vanno incontro a destini diversi tipo la morte.
- 5: contadini, comprende entrambe le modalità:
- Onesto, produce mondo giusto
- Si segue la violenza, infelicità (lezione a suo fratello)
Essere umano può decidere della sua vita con il suo comportamento.
Esiodo esorta a ricongiungersi con gli dei → visione positiva dell’uomo= via di mezzo dei/animali e possiamo scegliere (doppia natura dell’uomo), non condannato alla lotta animale
In Omero uomo deve superare i suoi limiti, deve conquistarsi la gloria. Esiodo parla di un uomo semplice che si accontenta di quello che ha.
Forse lettura di Vernant troppo sottile, ma ragionevole.
Struttura tripartita di Esiodo anticipa Platone: re/guerrieri/contadini.
Bisogna essere giusti perché conviene.
Ci sono bisogni che possono essere affrontati seguendo via della forza o della giustizia. Esiodo adduce motivazioni.
(Dilemma del prigioniero): la situazione migliore sarebbe che tutti si comportassero bene. Ma l’esperienza ci dice che sarebbe meglio che io facessi quello che voglio e che gli altri si comportassero bene. Ma se tutti ragioniamo così va tutto male.
Esiodo non è soddisfacente perché:
- Dice che la punizione se non si segue la giustizia viene da dio
- Individuo singolo ingiusto nella comunità può comunque influire
Risposta:
- Si potrebbe vedere il presunto intervento divino come in realtà conseguenza delle azioni umane.
- Possiamo trovare una possibile risposta in Solone
Solone
Poeta e politico ateniese
Stessi problemi di Esiodo
Ha fatto riforme: impedisce che non potendo ripagare un debito ci si impegni diventando schiavi.
Frammento n.3 “Elegia alla polis”
Esortazione a seguire la giustizia
In contesto politico è più concreto.
Sempre dal generale → al particolare: Zeus viene a punire città → famiglia → letto (non si può scappare, la distruzione colpisce tutti).
Sta parlando della schiavitù ad Atene, esperienze vissute
Rende concreta l’idea di punizione di Esiodo. “Vi state distruggendo con le vostre mani”. Maggior forza argomentativa.
Solone è più convincente perché ha visione più naturalistica della realtà (mentre per Esiodo è teologica).
Giustizia è divina ma gli dei non intervengono direttamente.
Solone mostra che il conflitto è già presente, non si può sperare che vada bene in futuro. Non lascia dubbi
Si ha la certezza perché la punizione è già inscritta nell’ingiustizia, sta già arrivando.
Ferita: è alterazione e punizione dell’organismo → Giustizia: concezione naturalizzata calata nella realtà
vv. 238-245 Esiodo → confronto: Solone è molto più concreto
vv. 17-25 Solone
Zeus ha avviato il meccanismo ma non interviene più.
Giustizia: equilibrio tra le parti (elementi che compongono la realtà) → se un elemento prevale si ha disordine. Se un uomo prevarica sale al potere, attenzione
Influenza: presocratici, filosofi che hanno elaborato concezione della natura (Eraclito, Anassimandro, Talete..) → conseguenze politiche di queste rivoluzione filosofiche con Anassimandro e Eraclito.
In Solone importanza della responsabilità: è colpa degli uomini non degli dei, ognuno deve contribuire alla giustizia (una legge di Solone: in caso di guerra civile tutti devono schierarsi)
Frammento n.1 “Elegia alle muse”
Problema dell’individuo singolo che continua ad essere ingiusto.
L’esperienza mostra che molti ingiusti vivono bene. Solone risponde che la punizione ricadrà sui figli
La punizione arriva comunque, se per caso tu la scampi, i tuoi figli pagheranno. Nel mondo greco l’idea della discendenza era molto forte
Esiodo, spera, prega gli dei. Solone dà risposta più concreta e certa.
Ma ammonizione rivolta anche a uomini attuali: magari sono loro i figli che devono pagare per le colpe dei padri.
Se però i figli pagano senza colpe e magari i figli sono gli uomini attuali → allora non c’è motivo per comportarsi giustamente o rispetto il dio solo per paura non perché è giusto.
Ma altra interpretazione: chi paga lo fa per colpa dei suoi avi e per qualche sua colpa che non è riuscito a prevedere (v.33 frammento 1).
Noi non sappiamo quali sono i limiti che non possiamo superare (es. quanto guadagnare) → dobbiamo comunque usare moderazione per non sbagliare per ignoranza.
Dono più grande da chiedere al dio: capacità di capire, leggere la realtà.
Lui parla ai ricchi, chiede di frenare la loro avidità.
Vede che l’universo è ordinato quindi anche polis deve esserlo perché è parte dell’universo. Fa esempi della natura → dai presocratici che hanno “inventato” la natura.
Bisogna fare passaggio giustizia divina → giustizia naturale. Da Esiodo a Solone in cui la giustizia è naturalizzata. Capire se Solone è stato influenzato dai presocratici.
Presocratici
Non è rimasto nulla di scritto
Con loro secondo Aristotele iniziava la filosofia. Conserviamo frammenti e testimonianze, gli autori dopo commentano le loro teorie.
Molto dai commentatori neoplatonici, filologia tedesca: Diels ha raccolto testimonianze e frammenti dai presocratici da tutti i testi greci.
Scuola di Mileto (Asia Minore): rivoluzione intellettuale
1° Frammento di Anassimandro
Distacco da tradizione letteraria poetica: scrive in prosa, si discosta dalle autorità (Omero, Esiodo..)
≠ Teogonia: stile diverso pur parlando dell’universo. Presa di distanza formale e concettuale
L’unica autorità è il ragionamento logico, bisogna ragionare bene
No dio a garantire la veridicità: rivoluzione intellettuale
Archè: principio, sostituisce il dio. Si parla in termini astratti. Ricerca sulla natura che procede in modo sistematico.
Il punto di partenza è la materia e gli elementi. Anassimandro mostra qualcosa che c’era sempre stato ma che nessuno aveva mai visto
Anassimandro
Frammento 1 di Anassimandro: principio è apeiron (= senza limiti). Sforzo di astrazione, ci sono principi ed elementi, non dei e demoni. Il mito mantiene la realtà nella sua pluralità e molteplicità, invece Anassimandro cerca di riunire, di costruire un ordine. Elementi = costituenti materiali; principio = ciò da cui gli elementi derivano.
Le cose escono e rientrano in questa natura indefinita (nascono e muoiono). Distinguersi significa venire a essere, riunirsi significa morire.
Una volta che gli elementi si distinguono cercano di prevaricarsi (conflitto) → a turno uno prevale in un ordine ciclico.
Come si è prodotta l’universo e come è ora la realtà:
- Esiodo: prima c’era il caos da cui si producono coppie di opposizioni (simile ad Anassimandro) → ora la realtà è questa: terra emerge dall’acqua, sopra c’è il cielo (mondo degli dei), la terra è al centro dell’universo, la terra poggia su radici infinite simili a un vaso (regno della morte). Gli dei hanno un loro posto dentro al mondo. C’è una visione gerarchica e sensibile.
- Anassimandro: si stacca seme generatore che si divide in caldo e freddo e gli elementi caldi e freddi si dividono in sfere differenti. → Ora la realtà: Terra al centro cilindrica, intorno sfera delle stelle, cerchio della luna, cerchio del sole (sole è più esterno perché simile al fuoco, va in alto). 4 sfere concentriche a distanza regolare, universo molto ordinato. Mondo non deve il suo ordine a potenza divina ma a sue potenzialità interne.
Anassimandro: unica autorità: quella della ragione → chiunque può sviluppare la sua capacità di osservazione.
Esiodo: il poeta è tramite degli dei e nessuno può prendere il suo posto perché ha il privilegio di essere ispirato.
Invenzione della natura: filosofo mostra la realtà in un altro modo unificato senza bisogno di interventi divini. Spazio omogeneo, senza gerarchie.
Nozione di giustizia
Anassimandro: concetto naturalizzato. È equilibrio dinamico fra gli opposti, è l’ordine della realtà. Non può essere violata.
Solone: giustizia naturale che regola in modo simmetrico tutti i rapporti umani e naturali.
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