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La donna che visse due volte - Vertigo (Hitchcock) analisi Canova Appunti scolastici Premium

Appunti di Linguaggi del cinema e della tv su La donna che visse due volte - Vertigo di Hitchcock basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Canova dell’università degli Studi Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Linguaggi del cinema e della Tv docente Prof. G. Canova

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La Donna che Visse Due Volte) D’Entre Les Morts

Vertigo (in italia è un film del 1958, tratto dal romanzo noir di due scrittori

francesi Boileue e Narcejac. Nel catalogo delle patologie e le perversioni umane raccontate da Hitchcock, dopo il voyeurismo e

la schizofrenia, questo è un film mette in scena una patologia, Acrofobia, paura del vuoto e della vertigine di cui è afflitto il

personaggio maschile protagonista, e una perversione, la Necrofilia, attrazione metaforica sessuale verso i morti. È un film

popolato da fantasmi, come Rebecca.

Titoli di testa

Spesso i film di Hitchcock iniziano con i titoli di testa che

sintetizzano la forma che poi avrà il film, titoli che hanno un valore

simbolico, una specie di prolessi formale di quello che accadrà

dopo.

Vertigo inizia con la dissezione anatomica del volto di una donna:

prima la bocca, poi gli occhi, poi un occhio solo. (feticismo del

dettaglio). Camera look. Movimento della macchina da presa che si

avvicina alla pupilla, da cui emergono titoli di testa e delle forme a

spirale anticipando che il film si arrotola a spirale su se stesso. Si

tratta di un film pieno di forme, dove un uomo insegue in auto a

tragitti a spirali una donna misteriosa che ha uno spirali nei capelli.

Nelle forme c’è il senso del cinema e della vita.

Nella primissima parte del film, i titoli emergono dalla pupilla

verso lo schermo, mentre gli spirali alla fine s’immergono nella

pupilla. Tutto viene dall’occhio, tutto torna ad esso. Tornano e

vengono dall’occhio anche i nomi di coloro che hanno realizzato il

film.

Nel 2012 un sondaggio del British Film Institue ha proclamato

questo film il migliore film della storia del cinema, prendendo il

posto di Quarto Potere, primo posto interrotto dal 1962. Per

l’impasto di ironia e nevrosi, di mistero e seduzione, è il film più

contemporaneo di Hitchcock. Si tratta un’opera aperta, leggibile a

Il film inizia con un personaggio che brancola nel vuoto, incipit

che mette a fuoco la patologia. Si ha un’inseguimento sui tetti, con

poliziotti e malviventi, il protagonista (John) si ritrova a penzolare

nel vuoto, accompagnato da varie soggettive che guardano in giù,

creando così l’effetto di vertigine associando una zoommata in

avanti e un carrello all’indietro. Si tratta di una plongée che da il

senso di vuoto e abisso anticipando la caduta dell’amico poliziotto

intento a salvare il protagonista. L’uso della plongée ferma

all’altezza del protagonista nella scena della caduta nel vuoto

dell’amico, quasi una soggettiva, è dovuto al dare drammaticità.

Questo episodio genera nel protagonista un senso di colpa molto

forte, il quale si sente responsabile della morte del collega. Questo

senso di colpa lo perseguita per tutto il film.

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RIPETIZIONE E SPOSTAMENTO

“I look up, i look down”. La regola narrativa su cui si regge tutto il

film è la regola della ripetizione dello spostamento, tutto si ripete

in diversi contesti. Il guardare su e guardare giù è sia nella scena

iniziale sul tetto, sia nella scena nello studio della designer.

Ripetizione e spostamento, meccanismi e figure tipiche del

linguaggio onirico.

Costruzione spazio segnato da una finestra che mette in

collegamento esterno con interno.

DUPLICE CORNICE

Movimento di macchina che parte dello sguardo di Scottie, va ad

aprire sull’asse del protagonista, il quale passa dal totale sulla

stanza e poi concentrarsi sulla donna seduta, oggetto scopico dello

sguardo dell’uomo. La donna ha i capelli raccolti a chignon, in

qualche modo a spirale, ed è vestita di verde.

Hitchcock mette la protagonista in una duplice cornice (la cornice

dell’inquadratura e una cornice interna data dallo stipite della

porta). È un’inquadratura molto articolata e dettagliata.

INSEGUIMENTO

In giochi, lui e lei di profilo di tre quarti, i volti che si girano, si

ripropone il senso di ripetizione: entrambi sembra che facciano gli

stessi movimenti (ripetizione e spostamento). In questo momento,

John inizia a fare il detective, l’investigatore privato.

L’auto della donna è verde come il vestito che indossava nella sua

prima apparizione al ristorante.

L’inseguimento da parte del protagonista è caratterizzato da giri a

spirale per le strade di San Francisco, città americana caratterizzata da

questo sali e scendi.

Anche la musica contribuisce a dare una certa sinuosità di forme e

d’inseguimenti.

Il voyeurismo viene riproposto anche in questo film in

un’inquadratura caratterizzata da linee verticali dove Hitchcock riesce

a mettere dentro la stessa inquadratura l’oggetto scopico e il soggetto

scopico, colui che guarda e colei che è guardata, utilizzando lo

specchio. Sono condensati sulla stessa superficie bidimensionale del

fotogramma dell’inquadratura filmica. Si tratta di una delle

inquadrature emblematica quando si parla di voyeurismo, come

l’occhio di Norman Bates che spia nel buco praticato sulla parete della

camera numero 1 dell’hotel, e Marion che si spoglia.

Il marito della donna disse a John “Mia moglie è come posseduta da

una morta, come se abitata da un fantasma”. Non a caso John la segue

e uno dei primi luoghi dove si reca, dopo il negozio di fiori, è un

cimitero. Qui si ha la necrofilia.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Comunicazione, Media e pubblicità
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher garrickisnotmyfather di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggi del cinema e della Tv e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Canova Gianni.

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