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Psycho (1960)

Perché Hitchcock?

A distanza di anni, riesce a comunicare ancora tante cose, cognome come aggettivo (come Fellini). Hitchockiano: universo ambiguo, dubbioso, incerto, caotico, sanguinoso, caratterizzato dalla suspense.

Libro Truffaut: libro intervista

Hitchcock ha risolto il problema di ogni cineasta: espressione in pura realizzazione visiva. Hitchcock pensa per immagini e non per parole, una scena la veda non la dice. In Hitchcock ogni scena è un momento privilegiato, ogni scena non è morta, Hitchcock ha orrore del comune e del banale. Tutto accade per impedire l’insediamento della banalità.

Truffaut dimostra che in molti registi prevale il disorientamento, dei personaggi e dei fatti. La legge di Hitchcock: al cinema tutto ciò che viene detto con le parole è perso per il pubblico, a differenza delle immagini. Hitchcock è in grado di filmare i pensieri dei personaggi senza ricorrere al dialogo, è l’unico capace di filmare i sentimenti primari dei personaggi. Rende visibile l’invidia e la gelosia, il sospetto. Hitchcock lavora su questi sentimenti antropologici dell’uomo. Il paradosso è che Hitchcock è uno dei cineasti più semplici e accessibili ma che eccelle nel filmare i sentimenti più complessi.

Il suo tocco si riconosce dappertutto: qualità di distruzione di sguardi e silenzi, un personaggio domina sempre l’altro, in base alla gelosia e alla passione. Il successo di Hitchcock sta nel suo coraggio di andare a frugare nelle zone oscure dell’uomo. Il cinema di Hitchcock è un catalogo di perversioni, dal voyeurismo alla necrofilia, dal sadismo al masochismo. Sono zone oscure della psiche della natura umana che Hitchcock ha voluto guardare in faccia senza timore e pudore, cercando di dare significati a queste perversioni.

Tema centrale di Psycho

Il tema centrale di Psycho è il voyeurismo, lo sguardo di chi osserva qualcuno a partire da una posizione che non consente reciprocità. Il voyeur è colui che guarda nascondendosi, colui che guarda facendo in modo di non consentire di sapere a chi è guardo di essere guardato. Alcuni sostengono che lo spettatore del cinema sia un voyeur, che guarda dei personaggi che non sanno di essere guardati da noi.

Contesto e stile

Con Psycho, ci troviamo nel 1960, uno dei capolavori assoluti del cinema di Hitchcock. Bianco e nero, anche se Hitchcock aveva già fatto dei film a colori, già nel 1950. A seguito di Psycho continuerà a fare film a colori, come Uccelli (film con uso raffinato del colore).

Si lavoro col bianco e nero per mettere in scena la storia di un voyeur, Norman Bates, afflitto da un'altra malattia, la schizofrenia, la scissione della personalità. Nel suo io coabitano personalità in lotta tra di loro, una sorta di Dr. Jekyll e Mr. Hyde trasferiti nella California degli anni '60.

Hitchcock sostiene che Psycho sia un film sperimentale e lo difende, essendo Psycho un film di cui andava molto orgoglioso. Alcuni descrivono il film Psycho banale, i personaggi non hanno spessore psicologico, gli attori non sono particolarmente bravi; di tutto ciò Hitchcock ne era consapevole, ed è proprio questo che lo entusiasmava. Lui partì da un romanzetto considerato discutibile, da una storia tutto sommato banale, e riuscì a tirare fuori un film di culto, che ha fatto urlare il pubblico, emozionandolo grazie all’uso particolare del linguaggio.

“Forse si potrebbe considerare Psycho un film sperimentale. La mia più grande soddisfazione è che il film ha avuto un effetto sul pubblico, ed era la cosa alla quale tenevo di più. In Psycho del soggetto mi importa poco, dei personaggi anche; quello che mi importa è che il montaggio dei pezzi del film, la fotografia, la colonna sonora e tutto ciò che è puramente tecnico possano far urlare il pubblico. Credo sia una grande soddisfazione per noi utilizzare l’arte cinematografica per creare una emozione di massa. E con Psycho ci siamo riusciti. Non è un messaggio che ha incuriosito il pubblico. Non è una grande interpretazione che lo ha sconvolto. Non è un romanzo molto apprezzato che l’ha avvinto. Quello che ha commosso il pubblico, è stato il film puro. E per questo il mio orgoglio per Psycho sta nel fatto che è un film che appartiene a noi registi, a lei e a me, più di tutti i film che ho girato. Non avrei con nessun altro una vera discussione su questo film nei termini che stiamo usando in questo momento. Tutti direbbero “Non è una cosa da fare, il soggetto era orribile, i protagonisti erano insignificanti, non c’erano personaggi”. Sicuro, ma il modo di costruire questa storia e di raccontarla ha portato il pubblico a reagire in modo emozionale.” (Hitchcock, Truffaut).

Titoli di testa

Spesso Hitchcock ha la tendenza a concentrare nei titoli di testa la forma simbolica chiave del film (per esempio, in Vertigo i titoli di testa hanno forma a spirale, essendo un film sulla vertigine, e quindi la spirale è la forma che prefigura e configura il tema della storia).

Psycho è un film sulla scissione della personalità, sulla divisione dell’io in due. Hitchcock aveva un titolista, grande artista grafico Saul Bass. Attraverso i titoli di testa, si chiede al pubblico di entrare nella storia. Il regista aveva la convinzione dal punto di vista della percezione che le forme primariamente captate al pubblico già preconfezionano la fruizione psicologica dello spettatore che avrà nel film.

Per introdurre il tema della scissione della personalità, Hitchcock usa questo gioco di linee verticali e orizzontali che si dialettizzano nello schermo usando linee che entrano da una parte all’altra, non combaciandosi mai, a volte scomponendo le lettere delle parole dei titoli. Procedimento che tenta di cominciare a veicolare dal punto di vista grafico il tema della scissione, che caratterizza il film. Il gioco di linee verticali e orizzontali è la base dell’estetica del film; il tema di queste linee si riproduce nel decoro della scenografia, nell’arredamento delle camere.

Sequenza iniziale: scena hotel a ore

Phoenix (Arizona), 11 dicembre 1959. Marion Crane, bella e giovane segretaria di un'agenzia immobiliare, è innamorata di Sam Loomis, imprenditore e proprietario di un negozio di ferramenta, con il quale ha intrapreso da tempo una relazione segreta, fatta di fugaci incontri in albergo durante la pausa pranzo.

“Per l’inizio di Psycho ho sentito il bisogno di scrivere sullo schermo il nome della città, Phoenix, poi il giorno e l’ora in cui comincia l’azione e, tutto ciò per arrivare a questo fatto molto importante: erano le tre meno diciassette del pomeriggio ed è il solo momento in cui questa povera ragazza, Marion, può andare a letto con Sam, il suo amante. L’indicazione dell’orario suggerisce che salta il pranzo per fare l’amore, dando un senso di clandestinità al loro rapporto e autorizzano il pubblico a diventare voyeur.” (Hitchcock, Truffaut).

Si assiste all’incontro coppia illegale che aspira a diventare una coppia legale, sono amanti clandestini che si incontrano in un albergo a ore. Lei non sopporta questa condizione. Il cinema di Hitchcock racconta sempre e ha al suo centro, la storia di una coppia, il processo di formazione di essa. La relazione di coppia è centrale e ricorrente.

Il film inizia con un panoramica a volo di uccello, (Hitchcock avrebbe voluto girare questa sequenza iniziale in piano sequenza, senza fare stacchi di montaggio, ma la tecnologia dell’epoca non glielo permette). Si passa da un totale sulla città Phoenix, provincia americana dell’Arizona, alla fine tra della camera d’albergo in cui si trova Marion e Sam. La città si chiama Phoenix, non casualmente, per due motivi: Hitchcock aveva bisogno di girare il film in una provincia americana e per il tema degli uccelli (traducendo il nome della città viene Fenice, volatile in un film in cui il protagonista Norman Bates ha come hobby di tassidermia, uccide uccelli e l’impaglia, decorando così la sua stanza del motel; Marion di cognome fa Crane, in italiano Gru, il volatile). Movimento di macchina che da totale urbano ci si avvicina alla finestra.

  • Indicazione del luogo (PRIMA DISSOLVENZA INCROCIATA, primo stacco)
  • Indicazione della data (SECONDA DISSOLVENZA INCROCIATA, secondo stacco)
  • Accelerazione della macchina e poi indicazione dell’ora (TERZA DISSOLVENZA INCROCIATA, terzo stacco)

Stacco netto in prossimità dell’ultima parte del movimento, la macchina qui fa un movimento quasi penetrativo, per oltrepassare la soglia della finestra. La finestra luogo chiave del cinema di Hitchcock. Si tratta di un luogo soglia. Si entra, buio. Oltrepasso della soglia, si passa all’interno. Linee verticali del letto. Prima immagine di lei distesa, lui tagliato fuori dalla cintola in su, privato di volto e identità. Passaggio rapido sul comodino, non hanno mangiato. Il tema del cibo è un tema ricorrente nel cinema di Hitchcock. Lei è svestita di bianco, Hitchcock sceglie, nel momento in cui i due si stendono sul letto, di avvolgere la coppia con movimento morbidamente semicircolare, rinunciando a stacchi di montaggio, creando così una sensazione di avvolgente intimità, il montaggio avrebbe spezzettato troppo una situazione che avrebbe dovuto trasmettere al pubblico una forte vicinanza, unione tra i due. Se la testiera del letto riprendeva le linee verticali, qui invece la veneziana riprende le linee orizzontali. Torna il motivo della finestra, prima connesso col fuori con il dentro, ora da dentro che osserva il fuori, come se ritagliasse un’ulteriore cornice nella cornice più ampia dello schermo. Si ha connessione da dentro e fuori, come connessione tra situazioni emozionali differenziate.

Marion al lavoro

Stanca della sua ordinaria e squallida vita Marion, con la scusa di andare a depositarli in banca - come le aveva detto il suo datore di lavoro - ruba 40.000 $, proprietà di un ricco cliente che aveva intenzione di acquistare, con quei soldi, una casa alla figlia diciottenne come regalo di nozze.

Seconda sequenza, dalla situazione clandestina, Marion torna al lavoro, dove il caso, uno dei grandi protagonisti del cinema di Hitchcock, le offrirà un’occasione di cambiare vita. Sequenza di raccordo. Marion, donna infelice per la sua condizione economica non le consente legalità del suo amore, si trova in un ufficio un uomo che farà sposare la figlia e comprare lei una casa di 40mila dollari. Il caso fa sì che pochi minuti dopo aver verificato come sia la mancanza di denaro il problema che affligge la sua vita, Marion si trovi nelle mani una somma ingente di denaro 40.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher garrickisnotmyfather di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggi del cinema e della Tv e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Canova Gianni.
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