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La difficile seconda legislatura: 1953-1958

Dal 1953 al 1958 c'è la seconda legislatura. Si susseguono in questo periodo sei governi. C'è, quindi, un'instabilità di governo determinata dal fatto che l'area centrista ha una maggioranza sempre più esigua e che manca la flessibilità tipica del periodo precedente.

Inoltre, nell'esiguità, cresce l'insofferenza tra le componenti della sinistra e quelle più conservatrici che fanno parte del centrismo stesso. C'è un'affannosa ricerca a creare governi che, però, risultano molto deboli e che stanno in piedi per l'appoggio della destra, del MSI e dei monarchici.

Alcuni storici, perciò, parlano di governi ai margini, cioè governi che hanno una maggioranza così esigua per cui cresce il potere di interdizione dei singoli gruppi. Il potere di ricatto dei gruppi, cioè, è talmente alto che si può far cadere il governo se non si va incontro alle loro aspettative.

Si parla, quindi, di immobilismo riformatore perché la precarietà del governo è talmente alta che è difficile innescare grandi processi di riforma. Questo periodo, però, vede il consolidarsi dei partiti di massa e l'attenuazione dello scontro ideologico tra comunismo ed anticomunismo. I partiti, inoltre, si avvicinano di più ai problemi del Paese. In più, c'è un boom economico, con la modernizzazione dell'economia italiana.

La questione di Trieste e il governo Pella

Nel 1953, con il governo Pella, è affrontata la questione di Trieste. È un momento di forte tensione tra Italia e Jugoslavia, che, poi, si risolve. Nel settembre del 1953, Pella propone che ci sia un plebiscito nella zona A e B del territorio di Trieste perché sia il popolo a decidere quale destino debbano avere queste zone. Gli Alleati sono disponibili a dare il territorio sotto la loro amministrazione all'Italia e a ritirare le loro truppe.

A questo punto, Tito dice che l'ingresso delle truppe italiane nella zona A è un pretesto di guerra. In Italia, la posizione di Pella è sostenuta dalla destra. Il 6 novembre 1953, una manifestazione di annessione di Trieste all'Italia sfocia nel sangue. Pella, sull'onda delle manifestazioni, mobilita due divisioni dell'esercito e le manda sul confine orientale. Lo stesso fa Tito.

Gli Alleati, quindi, riprendono nelle loro mani le iniziative, le truppe sono ritirate e nel 1954, a Londra, è firmata l'intesa tra Italia e Jugoslavia, per cui la zona A diventa italiana e la B jugoslava.

Il Mercato Comune Europeo (MEC)

Inoltre nel marzo 1957 nasce il Mercato Comune Europeo (MEC). Con il fallimento del CED, l'idea dell'integrazione europea politica si arresta e si pensa di continuare il cammino di un'unità europea a livello economico. Dalla CECA nasce il progetto di una più vasta unità economica (appunto la MEC).

Nel 1955, a Messina, è indetta un'assemblea generale che espone la teoria di questo progetto. Nel 1956 a Venezia avviene il negoziato più politico. Nel marzo 1957, vengono firmati a Roma i Trattati di Roma, che sanciscono la nascita della MEC. Essi sono un ampio complesso di norme che comportano l'eliminazione delle barriere doganali entro 12 anni e l'armonizzazione delle politiche dei paesi membri in campo finanziario.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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