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La Cina del Novecento

Introduzione al secolo breve

"Il secolo breve" secondo E. Hobsbawm e "Il secolo repubblicano" per la Cina secondo Kirby indicano una fase di trasformazione completa. La Cina attraversa diverse fasi: Repubblica di Cina nel 1912, Repubblica dei signori della guerra nel 1928, Repubblica dei soviet nel 1931, Repubblica di Chongqing, RPC nel 1949 e infine la Repubblica di Cina a Taiwan.

  • Uscita dall'arretratezza, avvio di una fase di modernizzazione e sviluppo
  • Identificazione delle strutture più adeguate a innescare dinamiche di sviluppo
  • Definizione rapporti autorità-società e famiglia-individuo
  • Creazione di un patrimonio di valori e ideali

Rinascita della nazione attraverso la cancellazione delle umiliazioni, il recupero di un ruolo centrale a livello internazionale e l'abbandono del sinocentrismo.

La transizione e le riforme

Gennaio 1901: Cixi, con Guangxu allontanato e messo ai domiciliari, proclama l'esigenza di adottare i punti di forza dei paesi stranieri. A settembre, il Protocollo dei Boxer imposto dalle potenze alla Cina sconfitta mina ulteriormente la sovranità.

Tra 1902 e 1911, la modernità si affianca alla tradizione con interventi riformatori in educazione, amministrazione, esercito, istituzioni. Nel 1905 viene abolito il sistema degli esami e creata un'armata moderna. Yuan Shikai diventa capo dell'armata del Beiyang e viene promossa la formazione all'estero, soprattutto in Giappone. Nuovi ministeri si affiancano ai classici sei (Finanze, Guerra, Opere pubbliche, Personale, Pene e Riti).

Nel 1901 nasce il Ministero degli Affari Esteri, segnando una svolta storica nelle relazioni tra Cina e mondo esterno. Nucleo della trasformazione sono le riforme costituzionali, evidentemente necessarie dopo la vittoria nipponica nel conflitto russo-giapponese del 1905. Nel 1906, la corte invia delegati nei paesi stranieri per studiare i vari sistemi costituzionali vigenti. Nell'agosto del 1908 viene scelto il modello giapponese (restaurazione Meiji), che attribuisce grande sacralità all'Imperatore. Muore Cixi e sale al trono Xuantong (Puyi), di soli 3 anni.

Vengono convocate assemblee provinciali che anticipano la promulgazione della costituzione al 1912. L'idea di rinascita stimola l'attivismo delle élites politiche, sociali e intellettuali. Nell'area del Sud erano già presenti imprese moderne e vari tratti ferroviari operativi.

La rivoluzione anti-Qing del 1911

Il 10 ottobre 1911, la rivolta di Wuchang porta alla nomina di Yuan Shikai a capo del governo e Sun Yat-Sen a presidente provvisorio della Repubblica Cinese il 1 gennaio 1912. L'imperatore abdica il 12 febbraio 1912. Wuchang diventa un'importante sede governativa e di guarnigione della Nuova Armata, molti dei cui membri erano in contatto con la società segreta Lega giurata Tongmenghui, guidata da Sun Yat-Sen, figlio di contadini che aveva però studiato in Giappone.

La neonata Repubblica cinese stabilisce la capitale a Nanchino e adotta il calendario solare al posto di quello lunare. La famiglia imperiale può continuare a vivere all'interno della Città Proibita. Viene demolita la struttura politica dello stato Qing. Sun Yat-Sen decide di trasformare la lega in un partito politico: Guomindang Partito Nazionalista, e nomina Yuan presidente della Repubblica, promuovendo lo sviluppo basato sulla collaborazione tra capitale e lavoro.

È necessario un ammodernamento del sistema ferroviario e vengono indette le prime elezioni repubblicane, consentite ai cittadini maschi di più di 21 anni che potevano certificare adeguato reddito e livello di istruzione. Il Partito Nazionalista vince con il 45% dei seggi. Tuttavia, l'assassinio di Song Jiaoren, collaboratore scelto di Sun Yat-Sen, solleva sospetti di coinvolgimento di Yuan Shikai. La Seconda Rivoluzione è una rivolta ampia contro Yuan, ma si verifica una grave disfatta. Yuan mette fuori legge il KMT e promuove la restaurazione di un ordine imperiale come "grande imperatore costituzionale".

La crisi dei warlords

Nel 1915 si organizza a Sud un'Armata per la protezione della Nazione. Nel 1916, Yuan Shikai muore per malattia, ponendo fine alla crisi e dando inizio al periodo dei warlords. Gli ufficiali formatisi nell'Accademia militare di Baoding (fondata da Yuan) assumono importanza e il fenomeno di militarizzazione politica persiste per tutto il Novecento (Yuan, Chiang, Mao), indispensabile per la costituzione di uno stato forte e coeso. Vi è un impatto sui valori e sui metodi della società cinese, mentre il militarismo funge da propulsione dello sviluppo industriale.

L'egemonia dei warlords si impone dall'estate del 1917 con il generale Zhang Xun che restaura Pu Yi. Altri comandanti militari reagiscono, segnando un periodo di conflitti e drammi. Due influenti fazioni emergono nel Gruppo del Beiyang: Anfu, guidata da Duan Qirui e Zhili, guidata da Feng Guozhang e poi Wu Peifu. Il primo conflitto armato nel 1920 vede la vittoria dei Zhili, che poi si scontrano con altre fazioni. Il quadro è assai variegato e i warlords sono finanziati principalmente da tassazione e oppio, con le potenze straniere che sostengono vari signori in base ai loro interessi. I conflitti sono concentrati soprattutto al centro-nord e la situazione porta a una profonda e crescente instabilità istituzionale.

Il movimento per la protezione della Costituzione

Sun fonda a Canton un Movimento per la protezione della Costituzione, un movimento dissidente da Pechino per ripristinare il parlamento, ma viene estromesso nel 1918 e si trasferisce a Shanghai, dove scrive vari articoli raccolti nel "Jianguo fanglue" (Piano per la ricostruzione nazionale), appellandosi al sostegno internazionale. Sun è affiancato dalla moglie Song Qingling; il matrimonio tra i due aveva costituito un grande scandalo, essendo lei figlia del ricco imprenditore cristiano di Shanghai Charlie Song.

La base territoriale di Sun nel Guangdong serve come trampolino per la "spedizione al Nord". Importante è l'intervento di Chen Jiongming, sebbene poi ci sia una rottura tra i due. Esiste un ruolo essenziale del potere esecutivo centrale, ma il sistema politico è fragile con forti carenze in tassazione e reclutamento del personale.

Le idee di progresso sono sostenute da intellettuali come Kang Youwei, tra i principali promotori delle Riforme dei Cento Giorni nel 1898, che promuove la preservazione della Cina come nazione secondo l'immagine di Confucio riformatore. Liang Qichao, oppositore di Sun, promuove l'integrazione tra sapere occidentale e cinese e l'esigenza di riunirsi in gruppo (qun).

Il movimento di Nuova Cultura

Il 1915 segna l'emergere del Movimento di Nuova Cultura, caratterizzato dal rigetto dei valori culturali, sociali ed etici tradizionali, e dal periodico "Nuova Gioventù" simbolo della battaglia contro il "vecchio". La rivoluzione linguistica e letteraria provoca un grande slancio intellettuale.

Il Movimento del Quattro Maggio 1919 è una protesta contro le condizioni dei trattati di Versailles. Sorgono società di studio alla base dei futuri partiti e si diffonde il marxismo, con la Cina vista come vittima dell'espansionismo imperialista dell'Occidente.

La Cina e le potenze durante la prima guerra mondiale

Durante la prima guerra mondiale (1914-18), la Cina è divisa in aree d'influenza, avendo conflitti con vari paesi e confrontandosi con la politica della porta aperta degli USA. I trattati di Shimonoseki (1895 con il Giappone) e di Portsmouth (tra Russi e Giapponesi) e il Trattato di Versailles del 1919 segnano la fine della prima guerra mondiale con grande delusione dell'opinione pubblica cinese per la cessione dello Shandong al Giappone.

Le minacce su varie frontiere, soprattutto settentrionali, sorgono sentimenti patriottici e antigiapponesi. La sorte subita dalla Corea nel 1910 aveva messo in allarme la Cina con preoccupazioni per la debolezza cinese. L'autonomia del Tibet nel 1913 a favore della Gran Bretagna apre un pericoloso varco nel sistema delle frontiere meridionali. Molti cinesi guardano con speranza all'intervento americano con Wilson che nel 1912 avvia il riconoscimento della Repubblica cinese.

La prima guerra mondiale vede la Triplice Intesa (F -GB -R) contrapposta alla Triplice Alleanza (G- AU -I), con il peso dell'Europa fortemente ridimensionato. Nel 1914 il Giappone si ritira dal patto con la Germania e si schiera con l'Intesa, portando la guerra in Asia. La Cina si dichiara neutrale, ma il Giappone invade lo Shandong.

Nel gennaio 1915, il Giappone presenta a Yuan le Ventun Domande, un elenco di richieste che mirano ad allargare i privilegi nipponici in varie regioni e prevedono l'inserimento in vari settori, aprendo la strada alla trasformazione della Cina in un protettorato. Ondata di proteste e parziale ritrattamento, ma Yuan deve accettare, portando al 7 maggio, Giorno dell'Umiliazione Nazionale.

La Cina dichiara guerra alla Germania nell'aprile 1917, avversata da Sun Yat-Sen. L'Europa necessita di nuova manodopera e vengono stipulati accordi tra potenze e Cina per l'invio di migliaia di lavoratori. La delegazione cinese a Versailles è guidata da capaci diplomatici, ma il Giappone aveva firmato in segreto con le potenze europee (esclusi gli USA) un accordo per il mantenimento dello Shandong. Wilson promette una restituzione indiretta, ma la Cina subisce una pesante sconfitta. I veri trionfatori sono Gran Bretagna e Giappone, insieme agli USA.

La Rivoluzione del 1917 in Russia influenza la regione e la Conferenza di Washington 1921-22 mira a limitare il riarmo del Giappone in Asia e nel Pacifico. Il Trattato delle Nove Potenze richiama al rispetto dell'integrità territoriale e dell'indipendenza politica della Cina.

Relazioni tra Cina e Italia

Il 1866 segna il primo trattato commerciale tra Cina e Italia. L'Italia invia contingenti nella spedizione dei Boxer e le grandi figure risorgimentali attirano la simpatia dei cinesi. Il governo di Yuan porta benefici agli interessi italiani con la concessione italiana di Tianjin.

Egemonia nazionalista e influenze sovietiche

Alla fine del 1923, Sun Yat-Sen si insedia a capo di un movimento rivoluzionario a Canton con il sostegno sovietico. La conquista giapponese della capitale cinese Nanchino tra il 1937-38, la formazione, il consolidamento, l'espansione e la crisi del movimento nazionalista sono fasi cruciali.

In ottobre 1923, vi è un incontro tra Sun e Michail Borodin, con precedenti contatti con emissari sovietici. Nel 1926 inizia la Spedizione al Nord. Sun affronta una crisi nella fiducia verso i modelli occidentali come possibilità di risoluzione dei problemi della Cina, proponendo un modello politico e amministrativo tradizionale.

Il 10 ottobre 1919, lo Zhongguo Guomin Dang si rifà al partito nazionalista del 1912, approvando i Tre principi del Popolo (sanminzhuyi): Nazionalismo, Democrazia, Benessere del popolo, delineati per la prima volta nel 1905 dalla Lega giurata. Nel 1924, si instaurano i Fondamenti per la ricostruzione nazionale (jianguo daogang), dove il "benessere del popolo" è di fatto equiparato al comunismo.

Una solida collaborazione esiste tra il PNC e l'Unione Sovietica, mentre contemporaneamente si fondano il PCC e i movimenti di massa. Nel gennaio 1924, il Congresso di organizzazione del PNC a Canton affronta 3 questioni fondamentali:

  • Rapporto con il neonato PCC: Sun non vede ancora nei comunisti una minaccia
  • Rapporto con URSS e Occidente: solo Mosca può aiutare la causa cinese
  • Politica agraria: idea della "terra a chi la lavora" ma senza espropriazioni violente

L'organizzazione secondo centralismo democratico prevede coesione e disciplina. Il periodo del "fronte unito" 1924-1927 vede Sun presidente (zongli) e al vertice il Comitato esecutivo centrale. Il gruppo dirigente è rinnovato e si necessita di un esercito efficace.

Nel 1923, Sun invia una delegazione guidata da Chiang Kai-Shek in Russia e, al ritorno, Chiang è nominato presidente del Comitato preparatorio dell'Accademia di Huangpu, largamente sostenuta dai sovietici. Nel 1924, Chiang diventa Comandante militare dell'Accademia, con Liao Zhongkai come comandante politico. Le operazioni militari hanno successo tra il 1924-1925.

Crisi e cambiamenti politici

Il desiderio di risolvere pacificamente la questione a Nord porta alla convocazione della Conferenza di Tianjin, ma fallisce. Nel discorso di Kobe, "dottrina della grande Asia", si afferma il concetto della superiorità asiatica e si fa appello alle vittorie giapponesi.

Sun muore il 12 marzo 1925 a Pechino per problemi di salute, lasciando un vuoto politico e ideologico nel movimento nazionalista. Il testamento politico e la lettera d'addio, di dubbia autenticità, sono indirizzati ai dirigenti sovietici. L'inumazione definitiva avviene a Nanchino il 1 gennaio 1929.

Una nuova fase di difficoltà emerge con Dai-Wang-Liao-Chiang. Il Movimento del 30 maggio 1925 è una manifestazione popolare a Shanghai in seguito all'uccisione di un operaio cinese in un cotonificio giapponese, seguita da una dura repressione e successive manifestazioni e scioperi, con violenza soprattutto a Canton, "la città rossa". L'assassinio di Liao Zhongkai segna ulteriormente il periodo.

Alla fine del 1925, il Gruppo delle Colline dell'Ovest si riunisce presso la tomba di Sun, affermando la propria fedeltà al suo pensiero. Crisi nei rapporti con i sovietici e con i comunisti emerge nel 1926, portando a una Crisi di marzo con arresto dei consiglieri sovietici, legge marziale (ritiro immediato e rilascio).

La spedizione al Nord e l'instaurazione del governo nazionale

La Spedizione al Nord avviene nel 1926-28 con un ordine di mobilitazione generale guidata da Chiang Kai-Shek il 1 luglio 1926. Wu Peifu è indicato come nemico dell'unità del paese, alleato con il vecchio nemico Zhang Zuolin. L'Esercito Nazionale Rivoluzionario (ENR) occupa inizialmente l'area centromeridionale e meridionale, ma emergono divergenze strategiche, politiche e sociali. Chiang decide di proseguire autonomamente su Shanghai, già in tumulto, formando un'alleanza con la società segreta Banda Verde, che tra 11 e 12 aprile 1927 attacca le sedi dei sindacati, rendendo Chiang vincitore.

Una grave crisi sorge nello scontro con le truppe giapponesi presso Jinan. Zhang lascia Pechino e muore in un attentato giapponese in Manciuria. L'ENR raggiunge Pechino nell'estate successiva. Il 10 ottobre 1928 è fondata la Governo nazionale di Nanchino e Pechino è ribattezzata Beiping.

Le basi politiche e organizzative sono fondate sulle idee di Sun Yat-Sen. Viene promulgata la Costituzione e le leggi organiche basate sui 5 poteri (wu yuan), un sincretismo tra tradizione occidentale e cinese. Ogni yuan è guidato da un presidente. Il presidente dello Yuan esecutivo è di fatto il Primo Ministro.

L'autorità suprema è concentrata nel Comitato esecutivo nazionale e nel Comitato politico nazionale, le presidenze degli Yuan, la Commissione centrale militare e il Consiglio di difesa nazionale. Chiang accumula le massime cariche nel corso degli anni.

Problemi e sviluppi sociali ed economici

Si verificano problematiche relazioni tra il potere centrale e i poteri locali. Nel 1932, viene reintrodotto il tradizionale sistema di mutua sorveglianza baojia e nel 1936, la coscrizione obbligatoria è promulgata insieme a regole per la formazione di "cittadini-soldato". Varie cricche e associazioni operano, con la principale Cricca di Huangpu il cui nucleo è la Società delle Camicie Azzurre, incaricate di varie funzioni importanti: educazione politica, pubblica sicurezza, organizzazione delle milizie popolari e "attività speciali" finalizzate a contrastare attività sovversive da parte dei nemici dello stato. Un altro livello segreto è la Società per l'Azione vigorosa, una misteriosa rete organizzativa che controlla varie associazioni ed esercita una funzione repressiva e terroristica.

Chiang si conquista progressivamente il controllo dell'apparato del partito, ma esiste ancora resistenza da parte dei warlords. Esiste un'esigenza di maggiore stabilità e nel 1929 viene convocata una Conferenza per la smobilitazione e la riorganizzazione militare, ma fallisce per i contrasti tra Chiang e i comandanti. Seguono nuovi confronti militari.

Tra la fine del 1930 e il 1934, avvengono campagne di sterminio e annientamento delle basi rurali comuniste nella Cina meridionale, con le prime 3 campagne fallite. La quarta campagna adotta la formula "tre parti militare sette parti civile": operazioni militari più riforme. La quinta campagna ha grande successo, costringendo i comunisti a ritirarsi nel Nord-Ovest dopo la Lunga Marcia. Si intensifica la crescente minaccia giapponese.

Nel 1934, il Movimento Vita Nuova tenta di propagare una nuova identità cinese, parte di un ampio progetto di rigenerazione spirituale. Il PNC è molto abile nel reperire i fondi necessari a finanziare i propri progetti. Negli anni Trenta, il tasso di crescita economica è in linea con quello degli altri paesi, con i settori in maggiore crescita nei trasporti e nelle comunicazioni.

Tuttavia, l'insuccesso della politica economica è causato da costante instabilità politica e militare, crisi economica internazionale e mancanza di effettiva base fiscale. Nel 1930, una nuova legge di riforma agraria riduce al 37.5% il raccolto da pagare come rendita. Il governo è più dipendente da dazi doganali, esazioni sui beni di consumo, prestiti e profitti derivanti dal diretto impegno della Repubblica nella gestione di imprese. C'è uno sforzo nel settore rurale (80% della popolazione), con creazione di cooperative, soprattutto di credito.

Shanghai diventa la principale metropoli in tutti i settori. Il governo municipale consiste di un sindaco e un consiglio, con un forte sviluppo economico dal dopoguerra alla Grande Depressione (1929). Si afferma l'egemonia nazionalista e una crisi tra il 1936-37 precede la graduale crescita del movimento comunista dopo la disfatta del 1927.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federica.qifei di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di La Cina del Novecento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Sommella Valentina.
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