La cellula
Che cos'è la cellula
La cellula è l'unità funzionale e strutturale del nostro organismo, è un sistema a
controllo centralizzato, dove l’attività del DNA (trascrizione) viene modificata in
risposta a segnali chimici o ormoni inviati da vari punti della superficie e del
citoplasma. La cellula può essere più o meno organizzata, con diversi specifici
adattamenti, e diverse funzioni. Possono esserci cellule che costituiscono esse
stesse l'organismo (protozoi), o organismi costituiti da un'organizzazione di milioni
di cellule (gli umani). Esistono anche cellule con una piccolissima organizzazione
cellulare che comunque conta in ogni caso della presenza di un mitocondrio.
Per quanto riguarda gli organismi non cellulari, come per esempio i virus, essi
esistono senza un'organizzazione cellulare, non contengono organuli che
consentono il sostentamento (riproduzione e respirazione cellulare), per questo è
necessario che assumano una vita di tipo parassitaria, attraverso la quale,
sfruttando la cellula ospite, può vivere (nonché riprodursi). Il virus non è che un pacchetto di DNA o
RNA (nel caso dei retrovirus), contenuto in una capsula proteica. Il virus rimane in una situazione
latente finché non trova una cellula ad essa
complementare (complementarietà del capside)
nella quale inietterà il suo corredo genetico per
avviare la riproduzione. La caratteristica è quella
di riuscire a svilupparsi in modo tale da non farsi
riconoscere come antigene dalla cellula e quindi
completare in tranquillità il processo di
parassitosi. CARATTERISTICHE DELLE CELLULE
Si parla di cellula quando esiste una membrana che la
racchiude e che ne consente uno scambio con l'esterno. Di
fatti parleremo di membrana cellulare: una membrana
composta da un doppio strato di molecole fosfolipidiche, cioè
delle molecole anfipotiche (in parte idrofile, in parte idrofobe).
Nella membrana cellulare le cellule sono disposte in senso
opposto, in modo tale che le teste polari sia disposte verso
l'interno e le code apolari verso l'esterno. Nella membrana navigano delle proteine di membrana,
necessarie allo scambio con l'esterno, di molecole che non riescono a passare in modo autonomo
il doppio strato fosfolipidico, e quindi fungono da trasportatori.
Inoltre il sostegno, la forma, nonché la possibilità di
movimento, alla cellula viene dato dal citoscheletro.
Nella cellula possiamo trovare due caratteristiche:
- MOTO, interno al sistema (flussi intracellulari, moti interni,
ecc.).
- MOVIMENTO, spostamento solidale del sistema.
Moti intracellulari (correnti citoplasmatiche, spostamento
• di organelli, …).
Movimento ameboide.
• Movimento per ciglia o flagelli.
• Movimenti per contrazione muscolare.
•
Tutti questi moti/movimenti sono determinati dall’azione coordinata di microtubuli e microfilamenti,
strutture ultramicroscopiche del citoscheletro costituite da proteine motrici (actina e miosina).
Classificazione
Le cellule le possiamo suddividere in due classi: PROCARIOTE ed EUCARIOTE.
CELLULA PROCARIOTE.
•
È una cellula primitiva, propria del regno dei batteri (monere) con un'organizzazione elementare,
senza nessuna suddivisione, né organizzazione interna. Nello stesso spazio citoplasmatico c'è un
filamento circolare di DNA, dei piccoli ribosomi ed altri pochi organuli. L'elementarità di questa
cellula la rende molto rapida nelle sue operazioni, in quanto tutto è a portata di mano (un esempio
può essere la riproduzione cellulare di una cellula procariote, questa ha una durata media di 20
min, per questo le popolazioni batteriche si riproducono molto velocemente).
- I batteri:
Autotrofi, i quali producono le loro molecole organiche utilizzando come fonte di carbonio
I. l'anidride carbonica.
Eterotrofi, ricavano atomo di carbonio dai composti organici di altri organismi.
II. Considerando la fonte di
carbonio i batteri vengono
classificati in: utilizzano
I.Fotoautotrofi,
l'energia luminosa per
sintetizzare i composti organici.
utilizzano
II.Chemioautotrofi,
l'anidride carbonica come fonte
di carbonio ed utilizzano
l’energia. mediante ossidazioni
di composti inorganici, come
l'ammoniaca (NH3) e l’acido
solfidrico (H2S).
Fotoeterotrofi, ottengono carbonio da altri organismi, ma utilizzano la clorofilla ed altri
III. pigmenti fotosintetici per catturare l’energia luminosa.
Chemioeterotrofi, dipendono dalle molecole organiche sia per il carbonio che per
IV. l’energia.
CELLULA EUCARIOTE.
•
È la cellula più organizzata ed è propria dei regni più sviluppati quindi protisti, funghi, vegetali ed
animali. Per la formazione della cellula eucariote ci si basa sulla teoria endosimbiotica formulata
dall’americana Lynn Margulis negli anni ’70: Lynn Margulis ipotizzò che in passato gli organuli,
cloroplasti e mitocondri, fossero stati dei batteri. In particolare, i cloroplasti erano dei batteri
fotoautotrofi, quindi si cibavano tramite la luce, effettuando la fotosintesi clorofilliana. Per i
mitocondri ipotizzò che erano dei batteri chemioautotrofi, ossia si cibavano tramite le sostanze
chimiche che trovavano già pronte in natura. La tesi originale di Margulis ipotizzava che dei batteri
aerobi (che richiedevano
ossigeno per vivere), fossero
stati inglobati da batteri
anaerobi (per i quali
l’ossigeno era tossico), e che
ognuno avesse ottenuto un
vantaggio selettivo dalla
coabitazione. I batteri aerobi
potevano aiutare gli
anaerobi facendo fronte alla
tossicità dell’ossigeno,
mentre i batteri anaerobi
potevano sostenere dal
punto di vista alimentare i batteri aerobi, svolgendo anche una funzione protettiva. Il risultato è una
cellula con doppia membrana; la membrana più interna corrisponde alla membrana plasmatica del
batterio, quella più esterna proviene dalla cellula che lo ha inglobato.
Le cellule eucariote anche se con alcune differenziazioni hanno tutte la stessa organizzazione, con
una membrana cellulare, al cui interno troviamo organuli quali mitocondri, ribosomi, un nucleo,
contenente il contenuto genetico rappresentato dal DNA, condensato insieme ad istoni a formare i
cromosomi. Inoltre l'organizzazione è tale da trovare le varie strutture rivestite e racchiuse da
membrane, come per esempio il nucleo presente all'interno della membrana nucleare. La
particolarità è che nelle cellule vegetali, oltre ai mitocondri, troviamo i cloroplasti. Le cellule animali,
sono le uniche che non contengono una parete cellulare, in quanto conferirebbero una rigidità non
adatta alle cellule umane.
La cellula procariote
I batteri hanno una
dimensione massima di
alcuni micrometri, non si
vedono ad occhio nudo, ma
è necessario utilizzare un
microscopio ottico.
Le cellule procariote non
hanno nucleo, non hanno
organelli delimitati da
membrane.
Gli elementi che
contraddistinguono le
cellule procariote sono:
PARETE CELLULARE
•
La maggior parte delle cellule procariote hanno una parete cellulare esterna alla membrana con
funzione di sostegno e protezione. Le cellule batteriche hanno un'elevata concentrazione di soluti
e la parete avrete impedisce che esplodano in condizioni ipotoniche.
La parete cellulare e’ costituita da peptidoglicano, polimero complesso composto da due tipi di
zuccheri, NGM e NAM, legati a corti
polipetidi.
•CAPSULA
Alcuni batteri hanno una capsula
mucillaginosa di polisaccaridi con
funzioni di:
- Protezione (Streptococcus
pneumoniae) dalla fagocitosi.
- Adesione (placca).
- Antidisidratazione (zuccheri idrofilici).
NUCLEOIDE
•
I batteri contengono in genere un solo cromosoma che, a
differenza di quelli delle cellule eucariote, ha una forma
circolare; questo cromosoma è situato nel nucleoide, una zona
della cellula non avvolta da membrana. Un tipico cromosoma
batterico possiede qualche milione di nucleotidi e contiene
poche migliaia di geni; la maggior parte del cromosoma è
costituito da geni strutturali, mentre i restanti geni sono coinvolti
nell'espressione genica e nella duplicazione batterica.
PLASMIDE
•
Oltre al DNA cromosomi o, praticamente tutti i tipi di batteri contengono altre molecole di DNA
chiamate plasmidi. Essendo molto più piccoli del cromosoma, i plasmidi posseggono in genere
solo uno o due geni; i plasmidi più grandi, però, ne possono avere anche diverse decine. Come il
cromosoma barrico, anche i plasmidi sono circolari e hanno un DNA a doppio filamento; inoltre si
possono duplicare autonomamente in quanto posseggono un proprio punto d'origine della
duplicazione. Alcuni plasmidi si duplicano in sincronia con il cromosoma e ogni cellula figlia riceve
soltanto una copia del plasmidi; altri, invece, si duplicano più frequentemente del cromosoma con
risultato che le cellule possono contenere copie multiple del plasmide: nel caso di alcuni plasmidi
ne sono state trovate altri 50 copie in unica cellula. Viceversa, se il plasmide si duplica meno
frequentemente del cromosoma, le cellule figlie possono non riceverne una copia.
Esistono cinque principali categorie di plasmidi:
-
Plasmidi degradativi, che consentono ai batteri di metabolizzare
determinate sostanze, anche tossiche come alcuni residui del
petrolio o pesticidi.
-
Plasmidi Col, che codificano per le colicine, proteine in grado di
uccidere altri batteri.
-
Plasmidi della virulenza, che trasformano le cellule ospite in
patogeni.
-
Plasmidi F, che consenteno ai batteri di scambiare materiale
genetico; questo trasferimento di DNA da una cellula (F+) ad
un'altra cellula (F-) viene detto coniugazione.
-
Plasmidi R, i cui geni conferiscono resistenza ad alcuni agenti
antibatterici per esempio gli antibiotici.
I PROCARIOTI SI DIVIDONO PER SCISSIONE BINARIA
•
Nei procarioti la divisione cellulare ha come risultato la riproduzione dell’intero organismo. La
cellula cresce di dimensione, duplica il proprio DNA e poi si divide semplicemente in due con un
processo che prende il nome di scissione binaria.
Per trovare posto dentro la cellula, la molecola di DNA deve compattarsi: se fosse distesa sarebbe
quasi un migliaio di volte più grande dell’intera cellula. La molecola raggiunge questo scopo in
parte ripiegandosi su sé stessa, grazie anche a proteine basiche (carica positiva) legate al DNA,
che invece è acido (carica negativa).
Nel cromosoma procariotico sono presenti due zone che svolgono una funzione nella riproduzione
cellulare: la regione ori, costituisce il punto in cui inizia la duplicazione; la regione ter, è il punto in
cui termina la duplicazione.
La duplicazione del DNA avviene nella zona
centrale della cellula, le regioni ori delle due
molecole di DNA in formazione si spostano verso
le estremità opposte della cellula. Fondamentali
per la segregazione sono alcune proteine che si
legano al DNA contiguo alla regione ori. Si tratta
di un processo attivo, in quanto queste proteine
idrolizzano ATP per ricavare energia. Dopo che la
duplicazione del cromosoma si è conclusa, ha
inizio la citodieresi, ovvero la separazione delle
due cellule figlie. Il primo evento della citodieresi è
una strozzatura della membrana plasmatica che
forma un anello. I componenti principali di questo
anello sono delle fibre composte da una proteina
simile alla tubulina degli eucarioti (la proteina che
forma i microtubuli). A mano a mano che l’anello si
stringe, nella membrana si genera una
strozzatura; contemporaneamente, a livello della
parete cellulare si deposita nuovo materiale che
finisce per separare le due cellule
Struttura di una cellula eucariote
STRUTTURE CORRELATE ORGANELLI ENERGETICI
ALL'ESPRESSIONE DEL MATERIALE
GENETICO
Cromosomi Mitocondri
Nucleolo Cloroplasti
RIbosomi
SISTEMI DI MEMBRANE CELLULARI STRUTTURE DI SOSTEGNO
Reticolo Endoplasmatico Liscio Parete cellulare
Reticolo Endoplasmatico Rugoso Citoscheletro
Apparato del Golgi
Membrana nucleare
Lisosomi
Perissosomi
Vescicole cellulari
Con la nascita delle cellule eucariote, comincia la specializzazione, in cui ogni cellula si sviluppa
per svolgere al meglio un particolare ruolo.
La differenziazione ha portato a grandi differenze anche tra le cellule principali, come tra le cellule
vegetali e le cellule animali, nelle quali si possono notare strutture completamente diverse tra di
loro in funzione della loro attività.
Tra le cellule vegetali e le cellule animali si possono comunque delle strutture affini come:
• IL NUCLEO
Corpuscolo sferico
contenente il
- Nucleolo, adibito
alla costruzione dei
ribosomi e al
controllo dei vari
organuli del
citoplasma.
- Cromatina,
portatrice delle
informazioni
genetiche, cioè il
DNA (durante la
separazione i filamenti che compongono la cromatina si avvolgono formando i cromosomi).
Il nucleo è circondato dall’involucro nucleare che ha una struttura complessa, essendo costituito da
due membrane nucleari, dalla sottostante lamina
nucleare e dai complessi del poro.
Il complesso del poro nucleare consiste in una
invaginazione delle due membrane nucleari
(fusione), tenuta aperta da una struttura ad otto
raggi, fissati ad anello alle membrane. Dall’anello
posto sul lato citoplasmatico si estendono
filamenti
citoplasmatici,
mentre dal lato
nucleare i
filamenti
formano una
struttura a
canestro.
• RETICOLO ENDOPLASMATICO A continuazione della membrana nucleare esterna c'è
un esteso sistema chiuso di cavità comunicanti, per cui
le macromolecole vengono smistate e anche
parzialmente modificate. Ad es. nel reticolo
endoplasmatico e nell’apparato del Golgi avviene la
glicosilazione, ossia l’unione tra polipeptidi e mono o
oligosaccaridi per formare glicoproteine, più stabili, più
funzionali e più riconoscibili.
Il reticolo endoplasmatico lo dividiamo in rugoso e liscio
ENDOPLASMATICO RUGOSO.
I.RETICOLO
Definito rugoso in quanto presenta sulla sua superficie i
ribosomi. Il polipeptide in formazione si sviluppa verso il
lume del reticolo endoplasmatico rugoso, al cui interno viene smistato e parzialmente
trasformato. I polipeptidi nel lume del RER:
- Assumono la struttura terziaria.
- Vengono glicosilati: aggiunto un glucide.
I RIBOSOMI.
II.
Ribosomi sono organelli granulari, sono il luogo nel quale avviene
la sintesi proteica. I ribosomi sono composti da due subunitá una
maggiore ed una minore. Possono essere attaccati al reticolo
endoplasmatico rugoso o libere nel citoplasma, e a seconda del
luogo va a formare diverse proteine.
Ribosomi liberi:
- proteine intracitoplasmache >>> citosol.
Ribosomi RER:
- proteine integrali di membrana >>> membrana
- proteine da traslocare >>> lisosomiproteine di secrezione >>> secrezione.
Come detto è il sito della
costruzione delle proteine,
attraverso la sintesi proteica. Da
un filamento di RNA messaggero,
che entra nel ribosoma, si vanno a
legare i vari amminoacidi portati
dagli RNA di trasporto, fino a
completare la catena polipetidica
che verrà inserita nel lume del
reticolo endoplasmatico rugoso
rimanendoci fino alla sua
maturazione.
RETICOLO ENDOPLASMATICO LISCIO.
III.
Il reticolo endoplasmatico liscio è privo di ribosomi; è la sede della sintesi e della distribuzione dei
lipidi complessi come i fosfolipidi, indispensabili alla costruzione di tutte le membrane della cellula.
Un altro importante compito del REL è quello di trasformare
determinate sostanze dannose per l'organismo, come ad
esempio l'etanolo, contenuto nelle bevande alcoliche, in
composti non tossici: per questo motivo vi è una notevole
presenza di REL nelle cellule del fegato, che, fra le sue
molteplici funzioni, comprende anche quella della
neutralizzazione delle sostanze tossiche.
Il REL è abbondante nelle:
- Cellule endocrine >>> ormoni steroidei.
- Cellule epatiche >>> colesterolo.
• APPARATO DEL GOLGI
Ogni apparato del Golgi è costituito da quattro o più sacchi appiattiti, chiamati cisterne, disposti in
pile; le cisterne sono formate da membrane e sono
circondate da tubuli e vescicole.
Nelle cisterne viene completata la trasformazione di
proteine e lipidi in glicoproteine e glicolipidi
attraverso l'assemblaggio finale con dei carboidrati.
Il prodotto finale viene inglobato nella membrana
formando una vacuolo che trasporterà il tutto,
attraverso le strutture del citoscheletro, fino alla sua
secrezione nella specifica destinazione:
- Enzimi lisosomiali -----> lisosomi.
- Proteine di membrana -----> membrana.
- Proteine di secrezione -----> esterno.
• LISOSOMI.
Hanno una duplice funzione, di identificazione e demolizione di macromolecole, organelli ed intere
cellule inefficienti, e difesa da agenti infettivi o tossici sia esterni che interni.
Sono vescicole membranose (prodotte dall’apparato del Golgi) contenenti 50 enzimi idrolitici per
degradare:
- Proteine (proteasi),
- Glicosidi (glicosidasi),
- Esteri fosforici (fosfatasi), ecc.
Riconoscono sostanze da degradare, vi si fondono, le degradano, le espellono. Operano a pH5 in
modo da non recare danno nel caso in cui la membrana dei lisosomi si rompesse nel citosol.
Il lisosoma, prodotto dall’apparato del Golgi, si fonde con il fagosoma, vescicola originata da una
introflessione della membrana plasmatica e contenente il corpo da digerire. Le piccole molecole
risultanti dalla digestione vengono poi riportate nel citosol per
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