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3: La cellula

La cellula rappresenta l’unità base degli organismi. Tutti gli organismi sono costituiti da cellule.

Nella gerarchia dell’organizzazione biologica la cellula costituisce il più semplice insieme di

elementi in grado di vivere.

Infatti, esistono molte forme di vita rappresentate da organismi unicellulari mentre gli organismi più

grandi e complessi sono pluricellulari e i loro corpi costituiscono il risultato della cooperazione di

molti tipi diversi di cellule specializzate che non potrebbero sopravvivere per molto tempo in

maniera autonoma.

Tuttavia, anche quando sono organizzate in livelli superiori, quali tessuti e organi, le cellule

rimangono le unità strutturali e funzionali fondamentali. Tutte le cellule sono in relazione con la

loro discendenza attraverso cellule progenitrici (ogni cellula deriva da una cellula preesistente –

Virchow inizio 900).

Sebbene le cellule possano differire in modo sostanziale le une dalle altre, esse condividono

caratteristiche comuni:

1. tutte presentano una struttura che le delimita e che funziona da barriera selettiva, denominata

membrana citoplasmatica;

2. all’interno di tutte le cellule è presente una sostanza semifluida e gelatinosa definita citosol nel

quale sono sospesi i componenti subcellulari;

3. tutte le cellule contengono cromosomi, che recano i geni sotto forma di DNA;

4. tutte contengono i ribosomi, complessi che operano la sintesi delle proteine seguendo le

istruzioni del messaggio genetico codificato dai geni.

Confronto fra cellule procariotiche ed eucariotiche

Le cellule – le unità strutturali e funzionali fondamentale di ogni organismo – sono di due tipi

distinti: procariotiche ed eucariotiche. Gli organismi appartenenti ai domini dei batteri e degli

archeobatteri sono costituiti da cellule procariotiche. Protisti, funghi, animali e piante sono tutti

costituiti da cellule eucariotiche.

La differenza principale tra cellule procariotiche ed eucariotiche risiede nella localizzazione del

DNA. In una cellula eucariotica la maggior parte del DNA è contenuta all’interno di un organulo

delimitato da una doppia membrana e definito nucleo.

In una cellula procariotica il DNA è concentrato in una regione del citoplasma definita nucleotide.

La parte interna di entrambi i tipi di cellula è definita citoplasma; nelle cellule eucariotiche questo

terminane si riferisce solo alla regione compresa tra il nucleo e la membrana citoplasmatica.

All’interno del citoplasma di

una cellula eucariotica,

sospeso nel citosol, si trovano

numerosi organelli delimitati

da membrana e contraddistinti

da varie forme e da funzioni

diverse; tali strutture sono

assenti nelle cellule

procariotiche ma nonostante

questo il citoplasma

procariotico sembra essere

organizzato in diverse regioni.

L’ATP non può essere sintetizzato.

Tredici protofilamenti si associano lateralmente e poi si chiudono a formare il microtubulo.

L’aggiunta di nuovi eterodimeri avviene preferenzialmente all’estremità positiva.

In genere le cellule eucariotiche hanno dimensioni maggiori rispetto a quelle procariotiche. Di

regola, la dimensione di una determinata cellula è correlata alla sua funzione.

Il modo in cui si realizza il metabolismo cellulare impone dei limiti alle dimensioni che possono

essere raggiunte dalla cellula. Anche le necessità metaboliche impongono limiti teorici massimi alle

dimensioni di una singola cellula. La membrana citoplasmatica che delimita ogni cellula funziona

come una barriera selettiva, consentendo il passaggio di una sufficiente quantità di ossigeno e

nutrienti nonché l’eliminazione di molecole di scarto in quantità proporzionali al volume

complessivo della cellula stessa. Il rapporto tra l’area superficiale cellulare e il volume della cellula

assume un’importanza critica: all’aumentare delle dimensioni della cellula la sua area superficiale si

accresce proporzionalmente in misura minore rispetto al suo volume. Infatti, l’area superficiale è

direttamente proporzionale al quadrato della dimensione, mentre il volume è direttamente

proporzionale al cubo In un secondo ogni micron quadrato di membrana può essere

della dimensione. attraversato solo da una limitata quantità di una determinata sostanza.

(Quindi, un oggetto più

piccolo ha un rapporto

area superficiale/volume

maggiore).

La necessità di un’area

superficiale sufficientemente

ampia per mantenere un certo

volume contente di spiegare le

microscopiche dimensioni della

maggior parte delle cellule e le

forme strette e lunghe di altre,

quali le cellule nervose.

Di norma, gli organismi di

dimensioni maggiori sono

costituiti da un numero maggiore

di cellule rispetto agli organismi

di dimensioni inferiori. Cellule

dove risulta particolarmente

importante il rapporto

sufficientemente elevato tra area

superficiale e volume cellulare,

cioè quelle che realizzano

frequentemente scambi con

l’ambiente circostante, possono

presentare lunghe e sottili

propaggini, definite microvilli,

che emergono dalla loro

superficie e hanno la funzione di

ampliare l’area della superficie cellulare sena aumentarne apprezzabilmente il volume.

Nucleotide: regione in cui si trova il Dna non circondato da membrana.

Parete cellulare: membrana plasmatica che racchiude il citoplasma (vegetali – cellulosa / funghi –

chitina) e all’esterno a volte c’è la capsula.

Flagelli: organi locomotori di alcuni batteri.

Cellule procariotiche

• non hanno il nucleo

• solo i ribosomi hanno gli organuli

• hanno la membrana molto

ripiegata

Caratteristiche generali delle cellule procariote

Dimensione: 1-5 μm

Forma: cocchi, bacilli, spirilli (movimento sinuisoidale), vibrioni

Parete: peptidoglicani (mureina) negli eubatteri - sostanza polisaccaride che contiene anche peptidi

(acido n-acetilmuramico)

polisaccaridi o proteine negli archei – sostante prevalentemente proteiche ma anche zuccheri n-

acetilglucosammina)

Capsula: polisaccaridi

Caratteristiche principali

• pili

• movimenti dato da flagelli (interni

nelle spiroteche – endoflagelli a

spirale interno alla cellula –

movimento di avvitamento

contrazione)

I flagelli nei procarioti sono formati da

polimeri di proteina globulare detta

flagellina e sono avvolti strettamente tra

di loro.

• materiale ereditario: cromosoma

circolari e plasmidi (non

essenziali)

• ribosomi (70S) - (80S negli

eucarioti)

• riproduzione per scissione binaria

(no meiosi e mitosi). In assenza di

riproduzione sessuata possono avvenire scambi di materiale diverse tra cellule diverse.

L’apparato basale è costituito da circa 35

proteine diverse.

I primi (eubatteri) da lavati trattengono gran parte della colorazione e i secondi (archeobatteri) no

(diventano più chiari).

Trasferimento del materiale genetico nei procarioti

1. trasformazione batterica

alcuni frammenti della cellula batterica vengono incorporati da un altro batterio e avviene la

ricombinazione genetica e il batterio si trasforma

2. trasduzione batterica

il virus colpisce il batterio e lo infetta, frammenti di cromosoma batterico hanno dna virale e si ha la

ricombinazione e la lisi delle cellule con nuovi virus che vanno ad attaccare altri batteri.

3. coniugazione batterica

si ha il trasferimento di un plasmide f (donatore) a un batterio ricevente e la successiva

ricombinazione.

Cellule eucariotiche

(piante, animali, funghi e protisti)

• nucleo delimitato da membrana che racchiude il DNA

• sistema di membrane interne che creano compartimenti dove avvengono rpocessi metabolici

• mitocondri

• cloroplasti

• flagelli (microtubuli) con struttura “9+2”

• i cromosomi sono formati da DNA lineare combinato con proteine in struttura compatta

(formata da istoni che sono carichi positivamente e si legano spontaneamente al DNA)

Gli eucarioti presentano cicli vitali comprendenti mitosi, meiosi e riproduzione sessuata.

Il frazionamento degli organuli cellulari per separare gli elementi avviene tramite centrifuga che a

seconda dell’accelerazione si separano diversi componenti.

Visione panoramica di una cellula eucariotica

Oltre alla membrana citoplasmatica che delimita la sua superficie esterna, una cellula eucariotica

possiede un complesso ed esteso sistema di membrane interne che suddividono la cellula stessa in

vari compartimenti, corrispondenti agli organelli menzionati in precedenza. I compartimenti

cellulari determinano la formazione di ambienti differenti che supportano lo svolgimento di

specifiche attività metaboliche; in tal modo, la cellula può realizzare simultaneamente processi tra

loro incompatibili. Inoltre, la membrana citoplasmatica e le membrane degli organelli partecipano

direttamente a numerosi processi metabolici cellulari, dal momento che moti enzimi si trovano

localizzati all’interno di tali membrane.

La struttura di base della maggior parte delle membrane biologiche è il doppio strato, costituito da

fosfolipidi e da altri tipi di lipidi; immerse in questo doppio strato lipidico o attaccate alle sue

superfici vi sono numerose proteine.

Tuttavia, ogni membrana presenta un’unica e specifica composizione di lipidi e proteine adatta allo

svolgimento delle due peculiari funzioni (es: gli enzimi presenti nella membrana di organelli

definiti mitocondri partecipano al processo della respirazione cellulare).

Componenti che non si trovano nelle cellule animali: cloroplasti,

vacuolo centrale (alcuni protisti hanno vacuolo contrattile), parete

cellulare, plasmodesmi.

Componenti che non si trovano nelle cellule vegetali: centrioli, flagelli

e vacuoli micropinocitici.

Il nucleo

La maggior parte delle cellule hanno un solo

nucleo ma ci sono delle eccezioni che ne

hanno di più, i sincizi sono cellule

polinucleate derivate dalla fusione di cellule

uninucleate. Ne sono un esempio le fibre

muscolari scheletriche. I plasmodi sono

cellule in cui le divisioni nucleari non sono

state seguite dalla divisione cellulare.

Ci sono poi cellule senza nucleo: gli

eritrociti dei mammiferi, sono sprovvisti di

nucleo. Questo rientra nel normale sviluppo

della cellula. Tra le altre cellule prive di

nucleo si annoverano anche le piastrine e le

squame cornee della pelle.

Il nucleo contiene la maggior parte dei geni

presenti nella cellula eucariotica (alcuni geni

si trovano nei mitocondri e nei cloroplasti).

Il nucleo ha in media un diametro di 5μm e

rappresenta l’organello di dimensioni maggiori presente all’interno di una cellula eucariotica.

L’involucro nucleare delimita il contenuto del nucleo separandolo dal citoplasma. Tale rivestimento

è costituito da una doppia membrana ognuna delle quali si compone di un doppio strato lipidico a

cui sono associate alcune proteine.

Tra le due membrane nucleari c’è una zona vuota chiamata lume (che continua nel reticolo

endoplasmatico).

L’involucro nucleare è perforato da strutture a forma di poro che sono controllati da proteine del

poro per gli scambi interno – esterno delle molecole di RNA, nonché di grossi complessi

macromolecolari.

Sotto la membrana nucleare intorno c’è un nucleoscheletro (laminobasale) che serve a dare la

struttura del nucleo.

Il versante nucleare dell’involucro è delimitato da una lamina nucleare, una particolare rete di

proteine filamentose che mantiene la forma del nucleo fornendogli un supporto meccanico.

Inoltre, numerose evidenze sperimentali suggeriscono l’esistenza di una matrice nucleare, un

reticolo di fibre proteiche che occupano la parte interna del nucleo. La lamina e la matrice nucleare

potrebbero aiutare a organizzare il materiale generico in modo che funzioni efficacemente.

All’interno del nucleo il DNA si organizza in unità discrete definite cromosomi, le strutture che

recano l’informazione genetica. Ciascun cromosoma contiene una lunga molecola di DNA associata

a numerose proteine. Alcune di esse aiutano ad avvolgere la molecola di DNA di ciascun

cromosoma, riducendone la lunghezza e permettendogli di stare all’interno del nucleo. Il complesso

di DNA e proteine che compone i cromosomi è definito cromatina. Quando una cellula non è in divisione

la cromatina marcata nelle micrografie appare come una massa diffusa e i cromosomi non possono essere distinti l’uno

dall’altro nonostante siano presenti cromosomi divisi. Mentre una cellula si prepara alla divisione per i cromosomi si

avvolgono maggiormente (si condensano) divenendo abbastanza spessi da essere distinti mediante microscopio.

Numero di coppie di cromosomi omologhi in alcune specie:

Cane 39

Canis familiaris

Uomo 23

Homo sapiens

Ciascuna specie

eucariotica presenta un Patata 24

Solanum tuberosum

numero caratteristico di Moscerino della frutta 4

Drosophila melanogaster

cromosomi. Zanzara 3

Culex pipiens

All’interno del nucleo di una cellula che non si trova in fare di divisione si rileva inoltre la presenza

di una struttura definita nucleolo. Al livello del nucleolo, sulla base delle istruzioni contenute nel

DNA, viene sintetizzato un particolare tipo di RNA denominato RNA ribosomiale. Nel nucleolo le

proteine provenienti dal citoplasma vengono assemblate con l’RNA ribosomiale costituendo le

subunità maggiore e minore dei ribosomi. Successivamente tali subunità attraversano i pori

nucleari, fuoriescono dal nucleo e raggiungono il citoplasma dove si assemblano formando i

ribosomi veri e propri. In alcuni casi possono essere presenti due o più nucleoli e il numero di

questi ultimi varia in base alla specie e allo stadio del ciclo di divisione cellulare. Studi recenti

indicano che il nucleolo opera ance nell’ambito della regolazione di processi cellulari quali la

divisione. Il nucleo guida la sintesi proteica sintetizzando l’RNA messaggero (mRNA) in base alle

istruzioni contenute nel DNA. Successivamente l’mRNA viene trasportato nel citoplasma attraverso

i pori nucleari e in questa sede i ribosomi iniziano a tradurre il messaggio genetico contenuto al suo

interno nella struttura primaria di uno specifico polipeptide.

All’interno del nucleo troviamo la cromatina che contiene il DNA (molecola) e proteine.

La cromatina è costituita da DNA e proteine, prevalentemente istoni. I filamenti di DNA sono

compattati e la loro lunghezza risulta molto accorciata, soprattutto durante la divisione cellulare.

In interfase la cromatina è compattata di circa 1000 volte, mentre durante la divisione lo è di circa

10.000 volte. La forte compattazione, insieme a modifiche chimiche delle basi azotate e degli istoni

associati costituiscono forme di inattivazione del DNA. La cromatina si divide in eterocromatina e

eucromatina.

L’ eucromatina si presenta in forma filamentosa e non compatta durante l’interfase. Corrisponde a

porzioni di DNA che vengono trascritte. La cromatina interfasica in forma compatta viene chiamata

eterocromatina e corrisponde a zone di DNA inattivate (non viene descritto).

L’eterocromatina facoltativa corrisponde a sequenze di DNA attivate in alcuni tipi cellulari, ma

non in altre (porzioni di cromatina che in alcuni organi è eucromatina e in altri eterocromatina).

L’inattivazione di queste sequenze fa parte del normale processo di differenziamento cellulare.

L’eterocromatina costitutiva non si trasforma mai in eucromatina. Corrisponde spesso a sequenze

altamente ripetute, si trova prevalentemente nei telomeri e nei centromeri.

Il cariotipo

Costituisce il patrimonio cromosomico di una specie dal punto di vista morfologico.

Negli eucarioti il DNA è organizzato in cromosomi. Il numero e il tipo di cromosomi definiscono il

cariotipo della specie.

Quindi il cariotipo è dato dal numero e dalla morfologia dei

suoi cromosomi.

I cromosomi in metafase sono molto condensati e possiamo

notare che hanno lunghezza e morfologia diversa. [per vederle

si prendono tessuti vegetali in accrescimento e si trattano con colchicina

Se l’organismo è diploide

(veleno mitotico) che blocca la mitosi].

(con coppie di cromosomi) si percorrono quelli dello stesso

tipo e troviamo qual è il cariotipo. Per favorire il riconoscimento si

usano sostanze che ci facilitano a riconoscere i cromosomi omologhi.

In base alla posizione del centromero i cromosomi si possono

dividere in:

− Telocentrici

− Acrocentrici

− Metacentrici

− Subtelocentrici

− Submetacentrici

In alcuni cromosomi, oltre al centromero, ci sono restrizioni secondarie.

Nell'uomo e nella maggior parte degli animali il corredo cromosomico è diploide nelle cellule

somatiche, ed è aploide nelle cellule germinali. Nelle cellule somatiche umane sono presenti 22

coppie di autosomi e una coppia di eterocromosomi (x e y).

Alcuni presentano restrizioni terminali: telomeri. La lunghezza determina il numero di divisioni

cellulari.

Bandeggio dei cromosomi

Sono tecniche che consentono di evidenziare caratteristiche diverse, ad esempio presenza di

eterocromatina costitutiva, o zone ricche di particolari basi azotate. Per ciascuna tecnica ogni

cromosoma ha un bandeggio caratteristico.

Queste tecniche consentono di evidenziare alterazioni nella forma o nelle dimensioni dei

cromosomi, come:

• inversioni (cromosomi girati)

• traslocazioni (parte di un cromosoma attaccato a un cromosoma diverso)

• duplicazioni (parte di un cromosoma ripetuto più volte)

Disattivazione del cromosoma X (corpo di Barr)

Il cromosoma X è più grande del cromosoma Y e durante la meiosi c’è il crossing-over dove si

scambia materiale genetico tra cromosomi.

Il corpo di Barr è un cromosoma X che è sempre allo stato di eterocromatina. Il suo DNA non è

attivo tranne che per pochi geni. La disattivazione sembra essere promossa dalla tra

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Scienze biologiche BIO/19 Microbiologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessiamara19 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Dani Francesca Maria.
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