Il Barocco e la preziosità
Deriva dal portoghese “barroco” e designa una perla irregolare; fino al XIX secolo, il termine ha una connotazione dispregiativa. Sinonimo di eccentricità, prima di essere utilizzata per indicare la tendenza estetica dominante della prima metà del XVII secolo, il barocco è, in effetti, un movimento di dimensioni europee che, grazie alla sua sensibilità fondata sull'instabilità, l’inquietudine ed il dubbio, invade tutte le sfere artistiche.
I temi del barocco: l’incostanza amorosa, la vanità dell’uomo, i giochi dell’illusione, la precarietà della vita e l’ossessione della morte; sono questi i soggetti che dominano le opere letterarie barocche. Il teatro si distingue in particolar modo grazie all’illusione: il mondo è costantemente messo in questione, poiché la verità è sempre nascosta.
Questo periodo è seguito da un altro periodo di normalità, caratterizzato dalla preziosità: il concetto nasce negli ambienti culturali parigini (1654). Essenzialmente è costituita dalle rivendicazioni femminili. La donna gioca un ruolo fondamentale e privilegiato: un vero cerimoniale raffinato e sottile. Le preziose, in effetti, affermano il diritto per la donna di disporre liberamente di se stessa; vanno alla ricerca della preziosità del linguaggio, la purezza della lingua e privilegiano i temi amorosi: l’amore prezioso è un amore spirituale, che rifiuta l’amor carnale, l’unione dei corpi e l’esaltazione dei sensi.
Il Classicismo
Ad ogni modo, il XVII secolo è un secolo classico: si sviluppa maggiormente nella seconda parte del secolo, periodo d’oro della letteratura francese, che sviluppa un’estetica fondata sull’ideale dell’ordine e della perfezione. Non si tratta di una scuola, ma il classicismo possiede una vera e propria anima poetica, un insieme di regole stabilite da alcuni teorici del tempo. Il modello dell’antichità greco-latina è predominante (la poetica di Aristotele nutre gli ideali del classicismo).
Soggetti classici
- Soggetti biblici
- Soggetti mitologici
- Soggetti storici
Da un punto di vista estetico, il classicismo si fonda su più principi:
- La perfezione, l’autorità della ragione, dell’ordine: gli scrittori classici amano il lavoro rigoroso sulla forma.
- Il rispetto della verosimiglianza e della bienséance ma anche la ricerca del meraviglioso e del sublime: il poeta deve conciliare entrambe le esigenze.
- Lo scopo fondamentale è quello di istruire e proporre una morale: l’opera come forma d’arte deve provocare una riflessione e suscitare una reazione emozionale, altrimenti siamo di fronte ad un’opera futile.
- L’applicazione delle regole delle tre unità: tempo, luogo ed azione (regole aristoteliche).
Le correnti di pensiero
Le varie correnti filosofiche e religiose non possono non essere analizzate al pari della letteratura. Questo è il secolo delle “Querelles” e dunque dei dibattiti: uno dei più importanti è quello fra i Gesuiti e Giansenisti. L’ordine dei gesuiti, fondato nel 1540 da Ignace de Loyola, contribuisce alla creazione del pensiero del secolo ed all’elaborazione dello stile classico. I gesuiti apportano due elementi al classicismo: il gusto per l’antichità come modello e fonte di perfezione, saggezza, bellezza e la psicologia, intesa come conoscenza dell’uomo.
Il giansenismo invece è legato al teologo Jansen che grazie alla pubblicazione della sua opera (l’Augustinus) espone le sue teorie e ideologie basandosi su quelle di Sant’Agostino: Dio, di una perfezione infinita, è interamente artefice del destino dell’uomo, è onnipresente ma soprattutto l’uomo non ha alcun potere sul fato. Traspare anche il concetto di predestinazione e di grazia di Dio (la scuola giansenista più rinomata è Port-Royal).
Personalità di spicco
René Descartes
Per quanto riguarda la filosofia, bisogna menzionare due personaggi fondamentali del tempo: René Descartes (gesuita) e Blaise Pascal (giansenista). René Descartes: la sua opera “Discours de la méthode” fonda il razionalismo moderno: né l’autorità dell’antichità né le verità sensibili costituiscono dei principi di ricerca. L’intuito con l’aiuto della ragione deve rivelarci la verità e la saggezza per ben giudicare.
Blaise Pascal
Blaise Pascal: Nella sua opera “Les pensées” sottolinea la miseria dell’uomo privato di Dio: C’è un solo Dio che l’uomo deve trovare per chiedere perdono. Il cuore ci permette di approcciarci verso Dio e la ragione deve sottomettersi alle ragione del cuore. Il divertimento è solo una “distrazione”... una distrazione per l’uomo che è conscio che un giorno scomparirà. Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce.
Madame de la Fayette
Madame de la Fayette: Le sue opere annunciano il romanzo moderno e con la “Princesse de Clèves”, in particolare, apre la strada all’analisi psicologica. Marie-Madeleine Pioche de la Vergne, comtesse de la Fayette (1634-1693), meglio conosciuta sotto il nome di Madame de la Fayette, cresce in una famiglia della piccola borghesia parigina. Alla morte di suo padre, la madre si risposa con il Cavaliere Renaud de Sévigné, lo zio del Marchese de Sévigné, con il quale Madame de la Fayette entra in amicizia per tutta la vita. Divenuta Dama d’onore della regina Anna d’Austria, nel 1650, prende coscienza degli intrighi della corte che vanno, in effetti, ad ispirare i suoi scritti. È negli ambienti culturali del suo tempo (Les salons de Mme de Scudéry et l’Hotel de Rambouillet) che si forma la sua letteratura. Nel 1655, sposa il Conte François de la Fayette; da questo matrimonio organizzato dalla madre per convenienza, nasceranno due figli. Ella frequenta la cerchia giansenista dell’hotel de Nevers ed incontra, nel 1660, il filosofo Arnauld e François de la Rochefoucauld, con il quale ella entra in amicizia. Grazie alla sua amicizia con Henriette d’Inghilterra che sposa il fratello del re, penetra nell’intimità della corte. La morte di La Rochefoucauld, nel 1680, poi quella del Conte de la Fayette, nel 1683, la costringono a condurre una vita sociale meno attiva negli ultimi suoi anni. Alla fine si ritira dalla vita mondana e muore nel 1693.
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