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Emostasi: test per lo studio dell'emostasi

In generale, i test devono essere accurati e appropriati. L'endotelio è un organo fondamentale per l'omeostasi dell'organismo: deve fungere da barriera e ha una intrinseca funzione antitrombotica. L'endotelio, le piastrine e la fibrinolisi sono target su cui si concentra l'analisi del laboratorio. Lo studio della fibrinolisi è comunque una ricerca di livello avanzato, che non si può fare in tutti gli ospedali. I tre ambiti clinici in cui i test dell'emostasi vengono impiegati:

  • Definizione di sindromi emorragiche
  • Definizione di sindromi trombotiche arteriose e venose
  • Controllo della terapia antitrombotica (L'uso dei test dell'emostasi per un buon 30% è dedicato al controllo delle terapie antitrombotiche)

Definizione sindromi emorragiche

Partiamo dai test di I livello: conta delle piastrine, tempo di sanguinamento, PT (tempo di protrombina, non esplora solo l'attività della protrombina, ma esplora molto di più, ma nel mondo è questo test è noto come PT o tempo di Quick), aPTT (tempo di tromboplastina, la "a" sta per attivato), fibrinogeno.

Nel test di conta piastrinica, esiste una situazione particolare col nome di pseudopiastrinopenia in cui il numero di piastrine è al di sotto del valore di riferimento. Tuttavia, c'è un 5% di emocromi prelevati con EDTA che, se eseguiti lasciando il campione a temperatura ambiente per un tempo maggiore di 1-2 ore, le piastrine andranno incontro ad aggregazione.

Il tempo di sanguinamento si esegue sempre meno. Questo test è eseguito da una particolare macchina che esegue un'incisione di 1 cm di lunghezza, con profondità di 1 mm, a una pressione di 40 mmHg. È una procedura non semplicissima che necessita di una accortezza notevole e che richiede anche molto tempo (9 minuti). Alcuni, invece dell'incisione, utilizzano delle lancette (tipo quelle per test glicemia, ma ha scarsa accuratezza). Per quanto riguarda i costi, il tempo di sanguinamento costa 4,90 euro, ma in realtà al SSN costa di più.

Molti di questi test subiscono un'elevata interferenza farmacologica. Le piastrine, soprattutto nei giovani, hanno vita media di 10 giorni, perciò se uno prende aspirina anche 10 giorni prima, la produzione di trombossani, ad opera della COX, risentirà di questa alterazione in questo arco di tempo. Ci sono anche prodotti della medicina naturale che interagiscono con la funzione piastrinica, quindi si deve tenerne conto.

Il tempo di sanguinamento inizia ad allungarsi per livelli di piastrine tra 50.000-80.000 unità, anche se questo intervallo non è sempre attendibile, anche perché il tempo di sanguinamento non dipende solo dal numero delle piastrine.

Si può avere anche piastrinopatie (ereditarie o causate da fattori esterni come l'insufficienza renale o la cirrosi, in tal caso sono mal funzionanti perché il sistema di regolazione delle membrane piastriniche subisce delle modificazioni) non legate a piastrinopenie, e si dividono in:

  • Intrinseca
  • Estrinseca

In caso di piastrinopatie si può studiare la capacità piastrinica di aggregare fra loro con i test di aggregazione (che sono di II livello, di approfondimento). Una sindrome emorragica molto importante, presente nello 0,5% della popolazione anche se in forma modesta, è la malattia di Von Willebrand (nel 99,9% congenita). Dobbiamo dosarne il fattore di vW per diagnosticare la malattia. Il fattore di vW (è una delle proteine più grandi) trasporta il fattore VIII coagulante e inoltre permette adesione delle piastrine all'endotelio (emostasi primaria). Senza di esso le piastrine passano sull'endotelio e non si appiccicano. È la prima malattia a cui pensare in caso di sindrome emorragica.

Il tempo di sanguinamento è stato sostituito dal PFA-100 system (approvato anche dall'FDA) che prevede prelievo di sangue in provetta in citrato. Le piastrine vengono fatte passare ad un determinato flusso attraverso l'apertura di una membrana rivestita di collageno ed agonisti della aggregazione (ADP o adrenalina). Permette di valutare la capacità delle piastrine di aderire al collagene e di rispondere allo stimolo aggregante dell'ADP o dell'adrenalina. Nel momento in cui il flusso si interrompe, poiché l'apertura è chiusa dagli aggregati piastrinici, viene registrato il tempo di chiusura (Closure Time).

Farmaci, cibi, spezie e vitamine che possono causare alterazioni funzionali piastriniche:

  • FANS
  • Antibiotici β-lattamici
  • Farmaci cardiovascolari
  • Farmaci psicoattivi
  • Antistaminici
  • Mezzi di contrasto
  • Cibi
  • Acidi grassi polinsaturi omega 3 (Esquimesi)
  • Vitamine C, E
  • Spezie

Tempi di coagulazione si effettuano su plasma, si misura in quanto tempo il fibrinogeno si trasforma in fibrina. Se non c'è fibrinogeno o è anomalo o è disturbata la reazione che lo trasforma in fibrina, i tempi di coagulazione si allungano a prescindere dalla quantità degli altri fattori.

Test tempo di protrombina

Misura il tempo necessario per trasformare il fibrinogeno in fibrina e formare il coagulo. Se non c'è fibrinogeno, i tempi di coagulazione sono ovviamente alterati. Così come se il fibrinogeno non funziona oppure se c'è qualcosa che disturba. Al plasma in laboratorio viene aggiunta tromboplastina, che in vivo proviene dal tessuto danneggiato, per mimare quello che succede normalmente nel momento in cui per esempio ci tagliamo, che va ad attivare il fattore VII, che attiva il fattore X, che forma con il fattore V il complesso attivatore della protrombina. Una volta che è avvenuto ciò, la protrombina perde un frammento per divenire il più potente agente aggregante, la trombina. Il tempo di protrombina è perciò anomalo se manca il fattore fibrinogeno, protrombina, V, X, VII. Tutti questi elementi influenzano il tempo di protrombina.

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Scienze mediche MED/09 Medicina interna

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