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Il concetto di alienazione secondo Hegel e Marx

Un altro concetto che prende da Hegel è il concetto di alienazione: quando si produce un oggetto, questo oggetto si fa altro dal soggetto che l'ha prodotto. Il concetto di alienazione per Hegel viene fatto coincidere con il concetto di oggettivazione (farsi altro dalla persona che produce l'oggetto). Nel lavoro artigiano rimane la forma impressa della persona che l'ha fatta, alcune cose hanno l'impronta, e gli oggetti di artigianato sono diversi rispetto a quelli prodotti dagli operai.

L'oggetto prodotto tiene il marchio di chi l'ha prodotto; se viene prodotto in fabbrica questo fatto si perde, ed Hegel afferma che avviene l'alienazione. Marx nega questo, affermando che l'alienazione è un derivato del lavoro sfruttato: esiste l'alienazione quando il lavoro è fatto in certe situazioni, ossia lo sfruttamento. L'alienazione non è un derivato di un lavoro in quanto tale, mi sento alienato quando capisco che il mio lavoro non mi appartiene più perché qualcuno viene sfruttato: l'oggetto è prodotto a condizioni di sfruttamento.

La visione di Marx sulla classe lavoratrice

Marx introduce questo fatto, che è l'alienazione del soggetto in quanto soggetto sfruttato. Egli è dalla parte dei lavoratori sfruttati dal capitalista, colui che detiene i mezzi di produzione. L'alienazione può essere superata quando l'operaio mette in atto un processo di autocoscienza: l'operaio realizza che viene sfruttato e cerca di riappropriarsi del suo lavoro, attraverso la lotta di classe.

Marx fa la differenza tra la classe in sé e la classe per sé → la prima equivale alla classe, ossia il ruolo che hanno le persone e il ruolo che occupano (come classe di operai ecc); la classe per sé significa che la classe prende coscienza della posizione in cui si trova e del modo in cui viene sfruttata. Gli operai dopo un periodo di tempo si trovano nelle città e si contano, prendendo coscienza anche della loro numerosità. Prendono coscienza di ciò che realmente sono e parlando, prendono coscienza della loro classe sociale e di ciò che sono. Il concetto di classe è legato a un certo tipo di capitale, ossia quello economico.

Il contributo di Marx alla sociologia

Marx non fu propriamente un sociologo ma diede un importante contributo alla sociologia. Egli si occupò di disuguaglianza sociale e lo fece secondo un approccio conflittuale, cioè facendo attenzione a cosa creava conflitto all'interno di una società. Il conflitto per Marx era il più potente generatore della storia e aveva quindi un'importanza cruciale. Il conflitto di classe, ovvero l'opposizione dei proprietari ai borghesi, secondo Marx avrebbe dovuto generare un conflitto di vaste proporzioni e cambiare radicalmente la storia.

Marx fu per lungo tempo lasciato nel “dimenticatoio” perché chi utilizzava Marx veniva considerato ideologico (una ideologia è una forma del pensiero totalizzante che tende a giustificare l'esistente, quindi fornisce delle giustificazioni per ciò che si vuole sostenere. Nasconde il conflitto, crea delle tesi e lo estremizza tanto da farla sembrare reale). Secondo Marx l'ideologia è tipica delle classi dominanti (la borghesia, ossia coloro che detengono i mezzi di produzione) perché tendono a giustificare l'esistente e occultare, nascondere il conflitto. L'ideologia è dogmatica ma è spesso priva di oggettività. Marx intendeva per società comunista una società senza classi, senza una distinzione tra borghesia e proletariato.

La vita di Marx e la sua influenza

Marx nacque a Treveri nel 1818. Treveri si trova in Germania, nella regione della Renania-Palatinato al confine con il Belgio. In questa regione vi era una forte concentrazione operaia, la quale influenzò la produzione scientifica di Marx, che fin da giovane osservò e descrisse la condizione disagiata di questa classe sociale. Marx diede vita a una rivista che si occupava delle condizioni dei lavoratori (operai) della Renania. Dopo che la rivista fu soppressa perché ritenuta troppo radicale, Marx si trasferì a Parigi dove conobbe Engels, venne da qui espulso poiché ritenuto radicale in quanto difendeva gli operai. Andò così a Bruxelles dove scrisse il manifesto ed entrò a contatto con idee comuniste.

Il concetto di dialettica

Inizialmente Marx fu un filosofo hegeliano. Da Hegel, Marx mutuò il concetto di dialettica: posta una tesi si crea un'antitesi e si arriva a un livello superiore, al superamento di entrambe, sia della tesi, sia dell'antitesi con la conseguente affermazione di un altro concetto, la sintesi. Il comunismo rappresentava il superamento della società capitalistica nata con la rivoluzione industriale, la quale dispiegandosi aveva prodotto delle contraddizioni.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

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