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Jean Paul Sartre

Jean Paul Sartre vive nel XX secolo, attraversa il periodo dell’entre-de-guerre, ma quando è ancora giovane. Marcherà il periodo dalla fine degli anni ’30 fino agli anni ‘60/’70, sarà molto popolare tra i suoi contemporanei, molto conosciuto dall’élite. Era molto attivo anche nella politica. Ha riconosciuto molto presto la sua vocazione, diceva già a 20 anni di voler essere a volte Stendhal e a volte Spinoza, quindi un grande scrittore e un grande filosofo. Ha studiato filosofia e ha sempre cercato di costruire un sistema filosofico e di volgarizzarlo attraverso delle opere letterarie. A parte qualche opera, abbiamo sempre una forma letteraria a servizio di un messaggio filosofico.

È nato in una famiglia borghese, la sua famiglia era francese, come Gide, ha perduto presto suo padre, quando aveva solo qualche mese. Tutto ciò è raccontato nella sua autobiografia “Les Mots” che pubblica negli anni ’60.

La Nausée

Si tratta di un romanzo sotto forma di un diario, l’autore mima la scrittura di sé per esprimere un messaggio filosofico. Il narratore, Antoine Roquentin, si trasferisce in un paesino di provincia, Bouville, per completare un lavoro erudito di storia che sta scrivendo; ma questo lavoro lo annoia, e soprattutto c’è qualcosa che cambia nella sua maniera di vivere il quotidiano. La sua percezione della realtà degli oggetti cambia, ma non comprende il perché, ed è in quel momento che decide di registrare i cambiamenti in un diario, che restituisca gli stati e l’evoluzione di questa presa di coscienza, che porterà a quella che Sartre chiamerà “la nausea”.

Tutti gli oggetti cominciano a diventare estranei al narratore, i nomi non hanno più nessun rapporto con le cose. Antoine, che crede che ci sia un senso nelle cose del mondo, si persuade che questo senso non esista, non c’è altro che l’esistenza ingiustificata, assurda. Questo gli provoca un senso di disgusto, di nausea. È a partire da questa sensazione che Antoine rivede la sua concezione del mondo e Sartre costruirà un sistema filosofico a partire di questo. Gli oggetti gli oppongono una sorta di resistenza, lo disgustano, la nausea presto diventa metafisica ed esistenziale. Prima solo gli oggetti e poi tutti gli esseri viventi lo mettono a disagio perché si accorge che esistono e si limitano ad esistere. Gli esseri gli sono estranei, i nomi perdono il loro senso; l’essenza del mondo scompare, c’è solo un’esistenza gratuita, senza ordine, questo fa sì che i singoli oggetti diventino ossessivi, persino aggressivi.

Le texte

Mima la scrittura di sé per esprimere un messaggio.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

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