HANS JEAN ARP E SOPHIE TAEUBER
Coppia di artisti: ARP (marito = Hans Jean Arp; moglie = Sophie Taeuber).
La moglie si era dedicata ai tessuti e alla moda dal punto di vista artistico.
Questi artisti si trovano al centro di grandi problematiche nella prima metà del XX secolo.
Movimenti di Hans Arp:
- astrattismo
- dadaismo
- surrealismo
- organicismo
Arp si trova ad attraversare tre movimenti artistici di primaria importanza della prima parte del
Novecento: astrattismo, dadaismo, surrealismo. La sua originalità ha dato il via anche ad una
tendenza (non un vero e proprio movimento artistico) dovuta alla organicità delle forme che Arp
usava, e che viene chiamata organicismo.
Nella prima parte del XX secolo ci sono state delle culture molto particolari che non sono
diventate le più importanti, e che per questo sono state abbandonate e poco ricordate,ma che
acquistano sempre più valore e significate: sono strade alternative.
Ad esempio il Monte Verità , dove nei primi decenni del XX secolo si trovano i personaggi di
provenienza più disparata, interessati a rompere gli schemi del vivere sociale e della moralità,
senza essere ideologicamente schierati o radicali rispetto alla società. Essi amavano delle
discipline esoteriche, erano spiritualisti, vivevano all’aperto, nel bosco dell’ambiente in cui si
ritrovavano, facevano del nudismo a titolo di fiducia nella salute, studiavano l’esoterismo, delle
discipline trasversali, con un approccio particolare, mettendo insieme interessi provenienti da
diversi ambiti (Oriente, Occidente..). Ebbero anche dei personaggi illustri, anche se questa cultura
fu poco studiata.
Negli anni delle avanguardie, le donne lasciavano sempre i mariti in primo piano, questo avviene
anche con Jean Arp e Sophie Taeuber.
Le prime mostre tenute in Italia su queste artiste erano:
- “L’altra metà dell’avanguardia”
- Mostra fatta a coppie
Sophie Taeuber dava spazio anche ad un'attività extra artistica, quella del tessuto, dell’abito, del
tessile: da arte a moda.
Questa coppia di artisti ha attraversato delle avanguardie, in particolare l’astrattismo, il dadaismo
soprattutto (Jean Arp è stato uno dei fondatori del Cabaret Voltaire), il surrealismo, ma senza mai
identificarsi in questi movimenti artistici.
L’altro fronte, più corrispondente alla loro sensibilità, era quello che viene chiamato
BIOMORFISMO , che più li caratterizza.
Il biomorfismo è un movimento così poco delineato che non viene identificato nei manuali, ma
molto interessante per varie ragioni.
“Biomorfismo” = attenzione alla “bios”, alla vita e alle forme della vita. Questo va molto in
sintonia con il sentire attuale per l’ecologia, l’attenzione per la natura.
L’opera dell’artista presenta una facilità di forme: quindi qual è la vera importanza di queste
opere?
JEAN ARP
I primi anni di Jean
Nasce nel 1886 a Strasburgo, città sul confine tra Germania e Francia,
che si erano combattute per secoli: in questa zona di confine, un confine
spostato continuamente nel corso degli anni, vivono popolazioni
bilingue, miste tra francesi e tedeschi (per questo Arp è sia con il nome
in francese sia in tedesco, sia Jean che Hans).
La sua famiglia era benestante: il padre era un fabbricante di sigari, un
alto borghese, e la madre apparteneva ad un’antica famiglia dalle radici
nobiliari. Vive la sua infanzia in un ambiente protetto, culturalmente
preparato e elevato: studia, le sue capacità creative vengono valorizzate, scrive poesia già
dai 12 anni, pubblica le prime a 14 anni. Ha un fratello, Franz.
La madre, che si occupava dell’educazione dei figli, sostiene la creatività di Jean. Jean
leggeva molto, soprattutto la letteratura romantica tedesca, ma anche francese. Frequenta
alcuni pittori che lo introducono anche al mestiere del pittore.
Si interessa a musica, poesia, letteratura, arti visive.
La lungimiranza della famiglia gli permette di iscriversi alle scuole d’arte: ancora alla fine
del 1800 e inizio 1900, che un figlio volesse fare l’artista era considerato un tradimento o un
azzardo, un’avventura da cui non si poteva ricavare da vivere. Era un atteggiamento
considerato bohemien, trasgressivo: la famiglia di Jean, invece, lo iscrive alla scuola.
Nel 1903, a 17 anni, pubblica le sue prime poesie in dialetto alsaziano; inizia anche a
dipingere con un impegno che chiede riconoscimento, inizia ad esporre come dilettante,
ma inizia ad avviare una carriera.
Il primo viaggio a Parigi
Nel 1904 si reca a Parigi: Parigi era la capitale mondiale dell’arte, tutti aspiravano ad andare in
quella città. Qui ha il primo contatto diretto con l’ambiente parigino: non trascorre molto tempo a
Parigi, torna alla casa paterna e decide di iscriversi all’accademia di Weimar, in Germania, dove
aveva degli zii a cui si appoggia.
Gli studi a Weimar
A Weimar entra sempre più dentro il mondo dell’arte, forma dei gruppi con i suoi compagni di
scuola, frequenta le esposizioni in maniera sempre più professionale.
Nel 1905 prosegue la sua attività: durante le vacanze dipinge di più, libero dagli impegni.
Trascorre le vacanze in Tirolo e dipinge paesaggi.
Il trasferimento in svizzera
Nel 1906 la salute del padre vacilla, vendono la fabbrica di sigari e le cose iniziano a cambiare: si
trasferiscono a Weggis, vicino a Lucerna. Da questo momento Arp si radica nell’ambiente
svizzero.
Il secondo viaggio a Parigi
Nel 1907 torna a Parigi con un soggiorno più lungo: attraverso un amico viene invitato a
partecipare ad un’esposizione in una galleria importante, la galleria delle avanguardie. A soli 21
anni inizia ad esporre con personaggi di una certa importanza.
Nel 1908 si iscrive all’accademia Julian, un’accademia di belle arti molto considerata all’epoca,
soprattutto nelle giovani generazioni delle avanguardie: si trova al posto giusto nel momento
giusto, per nutrirsi di tutti gli accadimenti culturali e estetici.
Non apparteneva alla generazione degli inventori, non è ancora protagonista, ma si trova al posto
giusto. Frequenta l’ambienta parigino, conosce varie persone finché nel 1910 fonda insieme a due
artisti un gruppo “Der Moderne Bund”. Riescono a organizzare delle mostre molto aggiornate e
attuali. 1912: primo anno a cui risalgono le opere rimaste.
Jean Arp, Autoritratto (1912)
Jean Arp e Kandinsky
Riceve l’invito da Kandinsky e dagli altri componenti del gruppo
“Cavaliere azzurro”. Il Cavaliere azzurro era un espressionismo di
tipo spiritualista: l’azzurro era il colore della spiritualità, caratteristica che Arp condivide.
Kandinsky consiglia ad Arp delle letture di mistici, filosofi o pensatori orientali: il misticismo nella
cultura occidentale è quanto si avvicina di più al pensiero orientale. Dentro il misticismo
occidentale va inserita anche la letteratura esoterica: gli alchimisti, i pensatori vicini a questi
modi di pensare che sono metaforici, che reinterpretano il rapporto tra uomo e natura in termini
di metafore, di storie interpretate, non in maniera razionalista o scientifica.
In questo momento Arp, a 26 anni, sta coltivando questo ambito.
Jean Arp e Max Ernst
Nel 1914, prima di arrivare in Svizzera, Jean Arp passa per Colonia, città di riferimento per un
focolaio dadaista: c’era già in attività Max Ernst. Jean lo conosce fin da subito: il loro rapporto
dura negli anni.
A ogni trasferimento che Jean fa da una città all’altra, incontra e frequenta sempre le persone
giuste, che diventeranno i riferimenti del futuro.
Nel 1914 scoppia anche la prima Guerra Mondiale. Jean prima scappa a Parigi, poi, quando Parigi
non è più sicura, si trasferisce in Svizzera.
Teosofia, esoterismo e sincretismo
Prima di trasferirsi in Svizzera realizza una decorazione andata perduta per una rivista intitolata
Il teosofico : Jean stava frequentando questo tipo di cultura.
Teosofia = conoscenza di Dio, sapienza che ha come argomento Dio stesso. Spiritualismo di fondo
in maniera organizzata: la teosofia è un vero e proprio sistema di pensiero esoterico.
Esoterico nel senso di “non per tutti”: coltivato da gruppi che si chiudono nei confronti
➔
dell’esterno, per proteggere la delicatezza di questa sapienza. Non si poteva rendere
pubblico un pensiero così delicato, metterlo in balia di una trascuratezza e volgarità:
bisognava aprirlo soltanto a chi dimostrava di volerlo, a chi dimostrava rispetto e
partecipazione.
Esoterismo, però, spesso diventa anche “settarismo”: la chiusura spesso ha avuto le sfumature
della setta, di gruppi che si organizzavano in maniera chiusa, anche per coltivare degli interessi
particolari.
Impostazione filosofica, grande interesse di tipo teorico nella direzione platonica o neoplatonica,
che spesso accompagna il misticismo e l’esoterismo. La religione e l’ambito del sacro sono gli
ambiti a cui si fa più riferimento: l’idea di spiritualità della teosofia è quella dell’evoluzione, della
storia delle religioni che è la storia dell’evoluzione dello spirito.
Religioni viste come dei passaggi storici: non c’è una religione ma tante, se ce n’è una è quella del
cristianesimo, perché è l’ultima comparsa, che ha sviluppato le verità delle religioni precedenti.
Anche il cristianesimo, però, è storico: è già cambiato e evolverà.
Teosofia = stadio attuale della religione, come una religione ultima.
L’apporto delle religioni orientali complica questo pensiero, che arriva ad ammettere anche altre
tematiche provenienti da queste religioni
- sincretismo = prendere da varie parti, mettendole insieme. Pretendere di fare le sintesi
delle varie religioni storiche, prendendo da ognuna una parte che porta avanti
nell’evoluzione, dal punto di vista della teosofia.
Il personaggio principale di questo pensiero è Madame Blavatsky : persona di una grande
cultura, frequentata e stimata da personaggi importanti.
Intorno a questo nucleo si sono aggregati di mano in mano dei pensatori molto importanti,
provenienti da varie discipline e con interessi vari, che hanno dato a questo modo di pensare dei
fondamenti. Ad esempio René Guénon.
Jean e Sophie Arp sono cresciuti in questa atmosfera: non si sono mai detti seguaci della
teosofia, non hanno mai messo avanti misticismi, ma l’hanno sempre usata con
discrezione. Però, è lo sfondo su cui nascono due persone che dimostrano sempre un
equilibrio e una tranquillità conquistata: non si lasciano scuotere, non danno troppa
importanza alle questioni materiali.
Essi fanno parte di vari gruppi, ma senza mai aderire veramente , e senza mai tradire se
stessi: cresce un filone artistico che passa sotto gli altri e che non è identificabile
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