ISTOLOGIA
I tessuti tipi cellulari,
Le cellule non sono tutte uguali. Si distinguono numerosi caratterizzati da più o
meno marcate differenze morfologiche, di corredo biochimico e di funzione. I diversi tipi cellulari
hanno origine dal progressivo differenziamento a cui vanno incontro le cellule prevalentemente
durante lo sviluppo ma anche nel corso della vita adulta (solo alcune popolazioni cellulari).
L’istologia generale è lo studio dei tessuti, ovvero di aggregati di cellule appartenenti allo stesso
tipo o a tipi relativamente simili fra loro, che svolgono specifiche funzioni nel contesto di ciascun
organo.
Tessuti epiteliali
• (epiteli di rivestimento; epiteli ghiandolari; epiteli sensoriali)
Tessuti di origine mesenchimale
• (tessuto connettivo propriamente detto; tessuto adiposo;
cartilagine; osso; sangue e linfa)
Tessuto nervoso
• (neuroni; glia)
Tessuto muscolare
• (muscolo scheletrico; muscolo cardiaco; muscolo liscio)
Tessuti epiteliali
epiteli di rivestimento epiteli
Gli ricoprono la cute e tutte le cavità degli organi interni. Gli
ghiandolari epiteli sensoriali
costituiscono il tessuto principale (parenchima) delle ghiandole. Gli
sono formati da cellule altamente specializzate, intercalate nei tessuti di rivestimento, che
funzionano come recettori per diverse modalità sensoriali. I ruoli svolti dagli epiteli sono
molteplici: quelli di rivestimento proteggono gli organi e controllano gli scambi di acqua e soluti
fra compartimenti diversi dell’organismo; gli epiteli ghiandolari sono specializzati nella produzione
e secrezione di sostanze che espletano un’ampia varietà di azioni biologiche; gli epiteli sensoriali
trasducono stimoli fisici o chimici in impulsi nervosi.
Proprietà generali degli epiteli
Gli epiteli sono costituiti da cellule disposte in strati e separate fra loro da un sottile interstizio
I tessuti epiteliali sono caratterizzati da cellule fittamente stipate, disposte in uno o più strati
relativamente ordinati. L’interstizio (cioè lo spazio che separa le cellule adiacenti; è anche detto
spazio extracellulare o intercellulare) è molto sottile, 15-30 nm. Lo spazio extracellulare è
occupato da una matrice a bassa densità, ricca di una varietà di soluti ma priva di
sostanza amorfa.
un’organizzazione morfologica riconoscibile al microscopio, detta
Gli epiteli non sono vascolarizzati ma ricevono nutrimento dall’adiacente tessuto connettivo
Salvo particolari eccezioni, gli epiteli poggiano sempre su uno strato di tessuto connettivo,
all’interno del quale si osservano i vasi sanguigni e linfatici.
La vascolarizzazione è assente negli epiteli, anche in quelli di spessore considerevole. Le singole
cellule ricevono nutrimento e cedono i prodotti del metabolismo attraverso il lento flusso di liquido
interstiziale lungo i sottili spazi intercellulari.
Le cellule epiteliali possiedono un preciso orientamento e sono caratterizzate da polarizzazione
funzionale
Negli epiteli le cellule hanno spesso una morfologia caratteristica, tipicamente poliedrica, e in
lato basale, lato apicale,
esse è sempre definibile un rivolto verso il tessuto connettivo, e un
all’estremità opposta; anche gli organelli cellulari sono disposti in modo stereotipato e 1
polarizzazione
asimmetrico; diverse parti della cellula epiteliale svolgono ruoli distinti —>
funzionale.
Un ruolo preminente nella polarizzazione funzionale delle cellule epiteliali è svolto dalle diverse
porzioni di membrana plasmatica (basale, apicale e laterali); molto spesso tali superfici
possiedono un caratteristico repertorio di strutture dedicate a funzioni specifiche
di membrana).
(specializzazioni
Le cellule epiteliali aderiscono fra loro tramite speciali giunzioni
giunzioni di membrana
Le permettono agli epiteli di conservare la loro integrità strutturale e di
svolgere correttamente alcune funzioni. giunzioni occludenti,
Dal punto di vista funzionale le giunzioni di membrana sono classificate in:
giunzioni ancoranti giunzioni comunicanti.
e
Le giunzioni occludenti sigillano lo spazio
extracellulare e delimitano domini di membrana. La
giunzione occludente (zonula occludens) si
osserva lungo le superfici laterali delle cellule, in
prossimità della loro superficie apicale; formata da
una serie di linee di stretta aderenza delle
membrane adiacenti che percorrono “a cintura”
l’intero perimetro di ciascuna cellula. La giunzione
è costituita da file ininterrotte di proteine globulari
integrali di membrana che aderiscono, lungo il
versante extracellulare, alle corrispondenti proteine
localizzate sulla membrana adiacente. Rende
l’epitelio impermeabile sigillando gli spazi
intercellulari in vicinanza dell’apice delle cellule,
contribuendo alla funzione di barriera del tessuto.
Le proteine integrali di membrana regolarmente
allineate lungo il perimetro della cellula
determinano una vera e propria suddivisione del
dominio apicale dominio
plasmalemma in un e un
basolaterale.
Le giunzioni ancoranti garantiscono la solida adesione fra membrane adiacenti.
La stabilità meccanica degli epiteli è in gran parte assicurata dalle giunzioni ancoranti, formate da
proteine integrali di membrana
appartenenti alla famiglia delle
caderine, dotate di porzioni
aggettanti verso l’interstizio dove
creano legami reciproci con proteine
simili appartenenti alla membrana
adiacente. Si distinguono due tipi di
zonula
giunzioni ancoranti: la
aderente desmosoma.
e il 2
La zonula aderente è una fascia che avvolge il perimetro della cellula
zonula aderente
Nell’epitelio intestinale, la è localizzata nella regione apicale ma in posizione
basale rispetto alla zonula occludente, e come quest’ultima decorre come una cintura lungo le
superfici laterali di ciascuna cellula. L’adesione fra le membrane è garantita dall’interazione a
livello dell’interstizio delle caderine, mentre sul versante citoplasmatico, alle strutture di trama
connessione sono ancorati fasci di filamenti di actina, dove contribuiscono a formare la
terminale.
I desmosomi sono giunzioni “a bottone” su cui convergono filamenti intermedi
Lungo le superfici laterali di membrana, nell’area compresa fra la zonula aderente e la superficie
desmosoma macula
basale della cellula, si osservano numerose giunzioni dette desmosomi. Il o
aderente è formato da una coppia di placche a forma di disco, di circa 0,5 micrometri di
diametro, situate nel citoplasma di ciascuna cellula a breve distanza dalla membrana e affrontate
desmoplachine,
tra loro. Sulle placche, formate da proteine dette sono ancorate le proteine
desmogleine desmocolline.
transmembrana di adesione, appartenenti alle famiglie delle e delle
citocheratina,
Fasci di parte dei filamenti intermedi del citoplasma, convergono su ciascuna delle
placche e si legano alle desmoplachine, creando una solida rete tridimensionale. complesso di
La giunzione occludente, la zonula e la macula aderente insieme costituiscono il
giunzione.
Le giunzioni comunicanti consentono l’accoppiamento elettrico tra cellule adiacenti
giunzione comunicante
La (gap junction) è un’area approssimativamente circolare nella quale le
membrane delle due cellule adiacenti aderiscono strettamente e lo spazio intercellulare è ridotto a
circa 3 nm di spessore. Lungo tali aree di membrana, a intervalli regolari di 9 nm, sono presenti
diverse centinaia di speciali canali transmembrana perfettamente allineati con quelli della
connessone
membrana adiacente. Ciascuna coppia di canali si chiama e può essere chiuso
oppure aperto, in modo da creare un sottile passaggio di 1,5-2,0 nm di diametro attraverso cui
può avvenire il libero passaggio di piccole sostanze fra cui ioni; il transito di queste particelle
elettrico
consente l’accoppiamento fra le cellule vicine, e costituisce una modalità di
comunicazione intercellulare. 3
Gli epiteli poggiano sul tessuto connettivo tramite la membrana basale membrana
Gli epiteli sono a diretto contatto col connettivo. Fra i due tessuti si osserva sempre la
basale, una forma specializzata di matrice extracellulare che svolge un duplice ruolo: fornisce il
supporto meccanico per il saldo ancoraggio delle cellule epiteliali al connettivo e agisce da filtro
per il passaggio di cellule e sostanze fra i due tessuti. lamina basale
La membrana basale è formata dalla lamina basale e dalla lamina reticolare. La si
trova a diretto contatto con l’epitelio ed è formata da una trama di sottili fibrille le cui componenti
principali sono il collagene di tipo IV, glicoproteine e proteoglicani. Le componenti della lamina
basale sono sintetizzate e depositate in sede extracellulare tramite esocitosi dalle cellule epiteliali
lamina reticolare
stesse. La è invece posta sul versante connettivale ed è prodotta dai
fibroblasti; è costituita da uno strato di spessore variabile di fibre reticolari.
Le cellule epiteliali aderiscono alla membrana basale tramite speciali giunzioni dette
emidesmosomi poiché formate da una singola placca intracellulare di desmoplachina e da
proteine di adesione che interagiscono con e componenti della matrice extracellulare.
Introflessioni del dominio baso-laterale del plasmalemma
L’estensione della superficie basale della cellula può essere aumentata grazie all’invaginazione di
tratti del plasmalemma, che provoca un aumento della capacità di trasporto di fluidi e soluti. Fitte
serie di introflessioni che ornano il lato basale della membrana sono particolarmente evidenti
nell’epitelio del tubulo renale e di certi dotti ghiandolari.
Specializzazioni della superficie libera delle cellule epiteliali
Il lato apicale “libero” del plasmalemma delle cellule epiteliali possiede una specificità di funzione
microvilli
rilevata dalla presenza di 2 specializzazioni: i (aumento della superficie di scambio fra
ciglia
cellula e ambiente esterno) e le (trasporto di materiale lungo la superficie dell’epitelio).
I microvilli aumentano la superficie di scambio di sostanze
La superficie apicale degli epiteli attivamente impegnati nell’assorbimento di acqua e soluti
orletto striato a spazzola.
appare, al microscopio ottico, percorso da una fine striatura detta o Al
microscopio elettronico, questa striatura viene vista come una serie di protrusioni digitiformi della
microvilli,
membrana plasmatica dette lunghi 1-2 micrometri e del diametro di 80-90 nm,
fittamente stipati lungo tutta la superficie libera. Al loro interno, i microvilli sono attraversati
longitudinalmente da un fascio di filamenti di actina che forniscono un supporto strutturale,
irrobustito da ponti laterali di proteine leganti l’actina (fimbrina e fascina), e a intervalli regolari, da
molecole di miosina che ancorano i fasci di actina alla membrana di rivestimento del microvillo. I
filamenti di actina si continuano con una rete di filamenti actinici estesa a tutto il citoplasma
trama terminale.
apicale, cioè la La presenza di microvilli aumenta di 15-30 volte la superficie
assorbente del lato apicale della cellula. stereociglia.
Certi tipi di epitelio presentano prolungamenti allungati e tortuosi detti Questi, a
differenza della ciglia, sono immobili e presentano caratteristiche simili al quelli dei microvilli
lunghi e flessibili. 4
Le ciglia provocano lo
scorrimento di muco lungo la
superficie di certe cavità
ciglia
Anche le sono
espansioni digitiformi della
superficie apicale delle cellule,
ma sono funzionalmente
distinte dai microvilli, grazie a
un’impalcatura citoscheletrica
molto diversa. Il ciglio è
attraversato longitudinalmente
da un asse estremamente
ordinato di microtubuli paralleli
assonema,
fra loro, detto
costituito da 9 coppie di
microtubuli esterni,
regolarmente disposti lungo
una circonferenza, e da
un’ulteriore coppia di tubuli
centrali. I microtubuli del ciglio
sono ancorati al resto del citoscheletro della cellula tramite una struttura densa detta corpo
basale.
Le file di ciglia che costellano la superficie epiteliale mostrano un movimento vibratile stereotipato:
ciascun ciglio si irrigidisce e si flette rapidamente in una direzione (battito “efficace”), poi si curva
e torna più lentamente alla posizione di partenza. Il risultato dell’attività altamente coordinata delle
ciglia è lo scorrimento continuo di uno straterello di fluidi e particelle lungo la cavità rivestita da
queste cellule.
La motilità del ciglio è dovuta all’interazione fra i microtubuli dell’assonema e altre proteine (fra cui
nexine dineine)
e che, oltre a conferire stabilità, provocano la formazione di legami reversibili fra
le coppie di microtubuli. 5
Epiteli di rivestimento
Gli strati di cellule che costituiscono gli epiteli di rivestimento danno origine a barriere ininterrotte
di separazione fra l’ambiente esterno, o una delle numerose cavità interne dell’organismo, e gli
altri tessuti dell’organismo; nella gran parte dei casi gli epiteli di rivestimento poggiano sul tessuto
connettivo.
Dal punto di vista morfologico: a un estremo si osservano epiteli molto sottili e delicati, formati da
un singolo strato di cellule, mentre all’estremo opposto si osservano epiteli di spessore
epiteli monostratificati
considerevole, costituiti da numerosi strati sovrapposti di cellule. Gli
semplici)
(detti anche rivestono superfici ben protette all’interno dell’organismo e svolgono
epiteli
spesso importanti funzioni di scambio fra la cavità rivestita e i tessuti adiacenti, gli
pluristratificati composti)
(o si osservano lungo tutte le superfici che sono esposte a importanti
sollecitazioni meccaniche, termiche e chimiche, svolgendo un ruolo di protezione e di
contenimento.
Epiteli monostratificati o semplici
Sono costituiti da un singolo strato di cellule; tutte le cellule di un epitelio semplice sono in
contatto diretto con la membrana basale. Formano delicate membrane, spesso impegnate in
scambi fra il lume dell’organo e il tessuto circostante. Sono classificabili in:
• pavimentoso
• cubico
• cilindrico
• pseudostratificato 6
Epitelio pavimentoso semplice
L’epitelio pavimentoso semplice è l’epitelio più sottile fra gli epiteli monostratificati. Le cellule
hanno un’altezza molto ridotta rispetto alla loro estensione laterale. Le cellule sono così appiattite
che il nucleo, relativamente indeformabile, tende a sporgere verso la superficie. Es. epitelio vasi
sanguigni; epitelio alveolare; le membrane sierose (pericardio, pleura peritoneo) sono rivestite da
questo epitelio.
Epitelio cubico semplice
Quando l’altezza delle cellule è approssimativamente simile alla loro estensione laterale, l’epitelio
si definisce cubico. Es. nei condotti escretori di molte ghiandole.
Epitelio cilindrico semplice
Le cellule hanno un’altezza nettamente superiore rispetto alla loro estensione laterale. Es. epitelio
intestinale le cellule principali, dette enterociti, sono funzionalmente polarizzate, con la
à
porzione apicale dedita all’assorbimento di materiale prelevato dal lume intestinale e la porzione
basale impegnata nel trasferimento selettivo di nutrienti verso il connettivo e quindi la circolazione
ematica e linfatica; il plasmalemma dell’enterocita presenta specializzazioni, come i microvilli della
superficie apicale e le giunzioni intercellulari delle superfici laterali. Intercalate fra gli enterociti si
osservano le cellule caliciformi o cellule mucipare, impegnate nella produzione e secrezione di
muco che riveste e protegge la superficie dell’organo. Altro es. tube di Falloppio. 7
Epitelio pseudostratificato
Alcuni organi cavi sono rivestiti da un epitelio detto pseudostratificato o pluriseriato. Tutte le
cellule hanno una superficie a contatto diretto con la membrana basale, hanno altezze nettamente
diverse fra loro e solo una parte di esse raggiunge la superficie del rivestimento. Es. mucose delle
vie aeree superiori, a partire dalle cavità nasali e fino ai bronchi.
Epiteli pluristratificati o composti
Sono costituiti da due o più foglietti cellulari sovrapposti. Sono caratterizzati da notevoli proprietà
di resistenza e di impermeabilità e sono quindi adatti a rivestire organi sottoposti a sollecitazioni
meccaniche, chimiche e fisiche, nonchè a limitare lo scambio di sostanze con l’ambiente
circostante. Es. tratto digerente, a partire dalla cavità orale e fino a buona parte dell’esofago e
nella vagina.
Il continuo rinnovamento degli epiteli pluristratificati è sostenuto da un’intensa attività mitotica e
strato basale strato germinativo).
metabolica che si osserva nello (detto anche La morfologia
delle cellule appartenenti a questi epiteli è variabile. 8
L’epidermide è un epitelio pluristratificato corneificato
epidermide,
Il rivestimento della cute, detto è un epitelio pavimentoso pluristratificato con alcune
strato corneo.
caratteristiche, fra cui la presenza lungo la superficie dello
L’epitelio di transizione di adatta al grado di distensione dell’organo rivestito
L’epitelio di transizione è un epitelio composto particolare, tipico delle vie urinarie, nel quale la
stratificazione e la forma delle cellule varia a seconda dello stato funzionale dell’organo.
Epiteli ghiandolari
Alcune categorie di cellule epiteliali sono specializzate nella produzione di molecole specifiche
(proteine, mucopolisaccaridi, lipidi, …), nel loro accumulo e infine nella loro secrezione all’esterno.
Le ghiandole derivano dall’aggregazione di cellule ad attività secretoria e vengono classificati in
ghiandole esocrine, che rilasciano i loro prodotti sulla superficie esterna o in una cavità interna
ghiandole endocrine
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