Economia istituzioni pubbliche
Il ruolo del governo
Spesa pubblica 50% PIL: la spesa del reddito prodotto per la metà viene decisa dal governo. In Italia è circa il 40% (valore grosso). Gli USA hanno la spesa pubblica molto più bassa (solo del governo centrale, non tiene conto dei singoli Stati), molto liberista. Meno welfare state di altri Stati.
Welfare State
Insieme dei servizi finanziati dallo Stato.
- Compensation of employees: spesa dei dipendenti pubblici
- Interest payments: interessi sul debito
- Subsidies: trasferimenti monetari al settore privato (welfare state)
Kenya? Il settore pubblico è piccolo perché si fa fatica a finanziarlo, economia allo stato primordiale. Non si riesce a tassare (evasione, corruzione, difficoltà di determinare i redditi), riscuotere le risorse. Poche tasse e pochi finanziamenti. Gli Stati moderni hanno imparato a tassare sempre meglio, e ciò ha favorito la crescita. In generale i Paesi europei sono molto diversi dagli USA, il settore pubblico è più rilevante.
Size of government of USA 2011
Spesa: maggiore delle entrate. La differenza è il deficit federale. È alto in termini assoluti ma non in relazione al PIL.
- Defence è il 5% del PIL: spese militari per la difesa
- Health and medicare sono il 5,7% del PIL: in Europa è molto più alta
- Interessi netti sul debito sono l'1,5% del PIL
Entrate
- Income tax: tasse sul reddito, federale e proporzionale al reddito
- Corporate tax: tasse sulle imprese
- Social insurance: assicurazione sociale
Ciò che distingue uno Stato federale è il fatto che i livelli locali di governo hanno forte autonomia di tassazione e spesa (quanto tassare e quanto spendere). Cosa che non vale negli Stati come l’Italia. È un governo nel governo. Ad esempio, le scuole pubbliche sono tipicamente statali, non federali. Ecco perché la maggior parte della spesa per education è nei bilanci locali.
Dal lato dei ricavi
- Property tax: tassa sulla proprietà (IMU), decisa da ciascun comune, ed è molto alta. Però spesso viene impiegata per rifinanziare l’education. In Italia tutte le scuole sono finanziate dallo Stato, tutti devono avere pari opportunità
- Sales tax: tasse sulle vendite (IVA), decise a livello statale non federale
- Income tax statale: imposta sul reddito
- Trasferimenti dal governo centrale: in Italia per le regioni sarebbe quasi l’unica fonte di guadagno
Gli Stati USA alla nascita non volevano perdere la propria autonomia per darla a un governo centrale.
La crescita della spesa pubblica
Il boom della spesa pubblica in Italia si è avuto tra gli anni '80 e '90. Il problema della spesa pubblica in Italia è più legato alla qualità della spesa che alla quantità. La retromarcia del 2002 è dovuta all’entrata dell’euro, che ha ridotto i tassi d’interesse e portato stabilità.
Il collasso della spesa pubblica
La spesa per pensioni non è inclusa, perché è una spesa per trasferimento. Non è una spesa effettivamente fatta dal governo, esce subito (INPS). Chi paga la spesa per pensioni? È un sistema a ripartizione: i contributi versati servono a finanziare chi è già pensionato.
I componenti della politica fiscale
Deficit positivo: spesa pubblica > incassi
- Il contrario (deficit negativo) del deficit è il surplus
Il debito è una passività, una promessa di pagamento futuro. I governi emettono titoli per finanziarsi. Per ripagare i debiti contratti a scadenza si emettono altri titoli. Più aumentano i tassi d’interesse più aumenta il costo di rifinanziamento. In Italia la scadenza media del debito è 7 anni, 1/7 del debito, ossia il 20% del PIL. Se io volessi allungare la scadenza media, bisogna emettere titoli a scadenza maggiore della scadenza media. Viceversa, se voglio accorciarla. Se lo spread è molto alto sul decennale ma più basso sul biennale, conviene accorciare la scadenza media, per pagare in media meno interessi. Nelle scadenze lunghe la curva dei rendimenti si alza. Dipende, più che dall’insolvenza, dalla stabilità, dalla possibilità d’uscita dall’euro ecc. Aumentano gli interessi aumenta il deficit, quindi o crescono le tasse o si riduce la spesa pubblica per gli investimenti. Il pagamento per tassi d’interesse è nuovamente un trasferimento, non una vera spesa. Ho bisogno di 100 euro e ci sono 10 persone. Solo 1 di questi 10 ha i 100 euro, ma tutti devono pagare gli interessi. Tutti pagano 1 euro di interesse ma solo uno riceve 10 euro di interesse indietro. Quindi tutti pagano il debito pubblico. Un aumento di tassi potrebbe non incidere sul PIL, se il debito rimane interno allo Stato. Ma:
- La spesa di chi riceve indietro l’interesse è inferiore alla spesa che avrebbero sostenuto gli altri 9, e si ha effetto recessivo
- Se il creditore invece è estero la spesa va all’estero, e si ha effetto recessivo
Es. il Giappone ha il debito del 180% del Pil, ma è quasi totalmente in mano a istituzioni giapponesi. Se il governo cinese ha debito italiano che vale 98, quindi interesse 2%, lo vende, il valore scende a 95 e l’interesse sale al 5%.
Metodi di tassazione
- Non distorsive: fisse, a prescindere da tutto
- Distorsive: il cui livello dipende dalle tue scelte (reddito, spese, ecc.). Induce una persona a fare delle scelte. Se sono alte portano ad una contrazione del PIL, quindi una riduzione dei redditi e della base imponibile. Se aumento l’aliquota ho un effetto distorsivo, che porta a minore gettito fiscale
Forme di tassazione
Italia: tassa sul reddito è la più alta, poi sui beni e servizi, poi sui contributi sociali e poi altro. La tassazione proporzionale: tassa sul reddito 20% se guadagni 100 paghi 20, se guadagni 200 paghi 40, IVA sui consumi 20%, consumi 80 paghi 16, consuma 120 paga 24. La tassazione sui consumi è regressiva, aumenta in maniera non proporzionale.
I componenti della politica fiscale
La slide mette in luce le caratteristiche della spesa pubblica (G=Tasse+Deficit), aumento del Deficit perché è aumentata la spesa pubblica (Decreto di Ottobre 2018). Alle Tasse sono state aggiunte delle detassazioni (flat tax). Per ridurre la spesa pubblica va aumentato il Deficit ma l’aumento di queste condizioni porta all’aumento dello SPREAD (pago più interessi sull’indebitamento, aumenta il fabbisogno, è tutto endogeno, aumentano i rendimenti di chi presta soldi). Aumento del debito pubblico non è buono per la cittadinanza.
Metodi di tassazione
DISTORSIVI. Possono generare perdita di benessere (a peso morto, perdita impossibile da recuperare). Alterano il punto di incontro fra domanda e offerta, sono distorsivi, tassare è un male per l’economia ed è un male che le società siano disposte a sostenere questa distorsione (trade-off: distorsione, entrate dello stato). Le tassazioni di tipo distorsivo sono:
- Sui guadagni di capitale
- Le imposte sul consumo (incidono sul costo marginale)
- Tassazione sul reddito (sono distorsive quelle in cui cambia la base imponibile)
NON DISTORSIVI. Sono tasse fisse pro-capite (indipendentemente da quanto il soggetto investe, lavora o consuma).
Effetto sul mercato del lavoro
La domanda di lavoro è decrescente. Disponibilità del datore di lavoro ad acquistare un’ora in più di lavoro fino a quando la produttività non è uguale al salario.
- Labor Supply: positivamente inclinata, se aumenta il salario allora aumenta l’offerta di lavoro
- Se non vi fosse tassazione l’equilibrio in concorrenza perfetta del mercato del lavoro in cui la domanda è fatta da tante imprese e l’offerta di tanti lavoratori sarebbe: (N ;W )0 0
- Se lo stato tassa il salario (cifra fissa sul salario): vengo pagato W1 in realtà percepiamo W1-T, come se fossimo pagati meno: (N ;W )1 1
- Se lo stato tassa il salario, la curva dell’offerta si sposta verso l’alto (sinistra). Lo spostamento è pari alla tassazione. A causa della tassazione si produce di meno, meno lavoro
- La tassazione impedisce al mercato di generare queste possibilità di scambio, mancata opportunità di generare benefici dallo scambio (dannosa per il datore di lavoro e per il lavoratore)
- La freccia indica la differenza tra ciò che offre il datore di lavoro e ciò che mi resta in tasca in seguito alla tassazione
- L’area indica il mancato benessere, dato dal mancato scambio. Con la tassazione non si genera lo “scambio” e non si dà vita al benessere
- Aumentando la tassazione sul salario, l’area aumenta e la quantità di lavoro offerta diminuisce
Gettito fiscale
Quantità di tasse di uno Stato che derivano dall’imposizione fiscale di questo sui cittadini contribuenti (base imponibile*aliquota). Es. 100 h lavorate, in equilibrio senza tasse: 100 ore, salario 10. Supponiamo 80 h e salario 12. La tassa 4 e il gettito? 80*4=320. La tassa aumenta a 10, le ore diventano, riducendosi, a 40 (40*10=400).
I° BLOCCO – SLIDE 16
Non è vero che aumentando le tasse, lo Stato aumenterà il gettito. Vi è effetto negativo sulla base imponibile, aumento l’aliquota ma riduco la base imponibile e allora riduzione del gettito.
I°BLOCCO – SLIDE 17
Indica la correlazione tra la percentuale media (1990-2009) nei vari Paesi e il tasso di crescita medio della spesa. I tassi di crescita tendono ad essere più bassi nei Paesi che spendono di più, alta spesa pubblica (curva di correlazione decrescente). Il beneficio deve essere superiore alla distorsione, vi sono dei costi per livellare i redditi. La crescita è destinata a ridursi nel tempo, più un Paese cresce e meno crescerà in futuro. Più si è un Paese ricco e meno si cresce (Solow). Le economie crescono sempre meno man mano che diventano più ricche. L’Italia è condannata ad una crescita molto bassa.
Per sfuggire a questa triste verità si possono introdurre nel modello di Solow dei fattori. Se l’economia è in grado di svilupparsi attraverso la popolazione, la tecnologia e capitale umano; allora questi sono fattori di crescita endogena, quindi creano crescita anche in un meccanismo non disposto alla crescita. Fattori che penalizzano l’Italia: pochi figli, tasso occupazionale basso, pochi immigrati, età media elevata, l’industria è leggermente obsoleta, la tecnologia non è a livello. Misurare il capitale umano è difficile (bagaglio di conoscenze applicabili per la produttività, investimenti in istruzione e ricerca).
Insieme di fattori: Total Factor Productivity (es. un lavoratore impiegato in un Paese in cui il TFP è molto produttivo, un Paese con lenta giustizia civile ha un basso TFP, burocrazia, efficienza pubblica amministrazione, efficienza dei mercati, riforme strutturali sono necessarie, l’immigrazione favorisce la crescita).
Passività del Governo (PIL netto)
I° BLOCCO – SLIDE 18
I Paesi avanzati tendono ad essere simili. Un po’ per tutti loro il Governo ha aumentato l’importanza della spesa (ogni 2€ prodotti 1€ passa per le mani dello Stato). Quali sono le cose che lo Stato deve fare? Qual è il limite oltre il quale non può essere conveniente avere uno Stato così grosso (limite variabile)? Assegnare ad un Governo compiti sempre più ampi corrisponde ad un’idea variabile di Governo, uno potrebbe immaginare che un’idea minimale del ruolo del governo assegni meno competenze invece, chi è disposto ad immaginarlo di dimensioni più ampie è disposto a pagare il costo della distorsione fiscale (spesa pubblica maggiore, governo che fa di più, che offre più beni pubblici). Esistono diverse idee, diverse teorie del ruolo del governo.
Teoria minimale
Il Governo si limita a poche cose, si pretende una spesa pubblica molto bassa. Crediamo però che un Governo minimale non sia inesistente, alcune politiche sono necessarie anche se vogliamo restringere al massimo il suo ruolo. Un’economia non regolata non è in grado di raggiungere livelli di sviluppo molto alti, almeno lo Stato deve stabilire regole di funzionamento, queste sono: assicurazione del rispetto delle regole sui diritti di proprietà, l’enforcement dell’applicazione dei contratti, pochi costi (di struttura organizzativa e giurisdizionale). Assicurare il rispetto dei diritti di proprietà sennò Stato anarchico. Serve un enforcement di queste leggi ma servono anche leggi penali, un’economia avanzata deve anche difendere i propri guadagni/risultati da quelli che non partecipano alla produzione di questi; necessitano dunque della polizia e dell’esercito (idea minimale). È uno Stato che produce e fornisce: leggi, polizia, difesa e ovviamente questo implica una certa quantità di spesa pubblica, deve dotarsi di un sistema di tassazione per raccogliere le risorse.
Nei Paesi avanzati osserviamo Governi che fanno molto di più, quindi non minimali. I Governi producono leggi di regolamentazione del mercato ulteriori: sulla tecnologia, per l’ambiente e per la conoscenza scientifica. Il mercato fallisce nell’offrire alcune categorie di beni, il mercato ha dei limiti: es. innovazione, se lasciassimo fare totalmente al mercato? Un’impresa innova, inventa, implementa l’innovazione nel prodotto, innovazione costosa, non appena l’impresa innova le altre imprese concorrenti la copieranno e alla fine sarà la più svantaggiata nel mercato. Per far sì che i consumatori riescano ad integrare i benefici lo Stato deve intervenire attraverso l’introduzione di incentivi. Quando c’è monopolio vi è perdita di benessere (P alti, poca concorrenza), qui la mancanza di benessere è una perdita sociale, lo Stato può farsi carico diretto della produzione di alcuni beni quando vi sono casi di monopolismo del settore e alti investimenti fissi (monopolio naturale), poi lascia la gestione ad un operatore esterno (privato) che fissa le tariffe in modo controllato (vedi Telecomunicazioni, Ferrovie). Il mercato fallisce per esternalità, quando la produzione riguarda beni pubblici non escludibili, quando la produzione comporta l’insediamento di monopoli oppure quando vi è il rischio di asimmetrie informative (ne basta almeno uno). Il Governo in questi casi deve intervenire però deve essere davvero sicuro che il mercato fallisca (es. potere monopolistico nel trasporto aereo per passeggeri, negli anni ’70 vi erano le compagnie statali, investimento molto grosso, unica compagnia che sfrutta economie di scala, avere più di una compagnia poteva essere deleterio, monopolio naturale. Problema: P alti perché compagnia monopolista, risoluzione: facciamolo fare allo Stato; si è scoperta una via alternativa: privatizzazione, creiamo una società privata e assoggettiamo la privata ad una concorrenza potenziale, la lasciamo operare sul mercato ma non le lasciamo il potere di monopolio sulle linee, questo metodo è risultato migliore del monopolio, seguito da un po’ tutti i Paesi occidentali, il monopolio Statale non sempre funziona ma si può ottenere un risultato migliore rendendo il mercato contendibile, assoggettandolo ad una concorrenza potenziale).
Ridistribuzione
Reddito di cittadinanza, i cittadini chiedono al Governo di effettuare la ridistribuzione (forma massiccia di ridistribuzione). Una certa misura di ridistribuzione può essere anche accettabile, i poveri potrebbero essere meno poveri ed avere dei vantaggi (es. accesso all’istruzione), diventano più produttivi, i ricchi vengono tassati; si riequilibra il differenziale tra ricchi e poveri. Si fa tramite la tassazione, tasso chi lavora e sussidio chi è povero. Da un lato voglio l’equità da un lato però voglio l’efficienza (trade-off, efficienza=ridurre la tassazione fiscale). Non è detto che la macchina statale sia efficiente per produrre i giusti incentivi per i propri dipendenti e quindi organizzata peggio di un’impresa, troppi vincoli o troppa burocrazia.
Per generare uguaglianza abbiamo bisogno di tassare ma la tassazione è distorsiva, perché lo Stato non raggiunge una certa dimensione (“dimensione ottimale” per i cittadini) e rimane lì? Perché continua a crescere? Vi sono varie teorie, lo sviluppo dello Stato va di pari passo con lo sviluppo dell’economia, la domanda dello Stato non é fissa ma tende a crescere, l’urbanizzazione va dalle campagne alle città (genera domanda di infrastrutture, lo Stato si fa carico della fornitura di strade, ponti, elettricità, ecc.), quindi l’industrializzazione porta ad una maggiore domanda di Stato/infrastrutture. Inoltre, man mano che lo sviluppo industriale progredisce, queste infrastrutture diventano sempre più complementari con quelle private (non solo per le persone ma anche per collegare imprese), ancora una volta c’è più bisogno di Stato e quindi ulteriore aumento della domanda. Nelle fasi intermedie dell’industrializzazione aumenta il crimine o l’inquinamento, aumentano esternalità negative di cui tipicamente si occupa lo Stato, aumenta la domanda di polizia, di regolazione delle esternalità. Un modo per farlo è tassarle (es. tassa sul carbone, idrocarburi). Aumentando il consumo di beni (di pari passo con lo sviluppo) e deve aumentare il controllo di esternalità, quindi di Stato.
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