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Il pretore inizialmente tutelò con un Editto i patti conclusi senza dolo e non contrari a frodi o leggi.

Altre obbligazioni rei persecutoriae:

l’evoluzione del concetto di contractus fece nascere una serie di obbligazioni che pur avendo come

fonte un atto lecito no nascevano da un accordo:

A) gestione di affari altrui: quando qualcuno senza mandato abbia intrapreso spontaneamente ed

utilmente la gestione di un affare altrui, negotio gestio, conl’intenzione di obbligare a sé il titolare

dell’affare. Requisiti: effettiva gestione, iniziata utilmente, assoluta e consapevole alienità

dell’affare, inesistenza di un divieto del titolare. La mancanza di questi può essere sanata con una

ratifica da parte dell’interessato.

Il gestore è obbligato a completare la gestione e renderne conto al titolare, il titolare deve

rimborsare le spese e liberare il gestione dalle obbligazioni verso terzi.

B) pagamento dell’indebito: se un soggetto esegue una prestazione non dovuta perché non esiste o

perché spetta ad altri, è tenuto a ripetere quanto ha dato se entrambi i soggetti hanno agito per

errorechi ha acquistato una cosa senza alcun titolo giuridico per ottenerla è obbligato a restituirla.

C) pollicitatio: promessa unilaterale, di solito fatta da un cittadino in vista di una carica da ottenere

o già ottenuta

Votum: promessa di carattere religioso, se fatta dal pater familias era ritenuto giuridicamente

obbligatorio.

LE OBBLIGAZIONI DA ATTO ILLECITO.

I delicta: furto, rapina, danneggiamento, iniuria, riconosciuti dal ius civile come atti illecitipena

A) furto: frode di una cosa con lo scopo di trarne profitto da essa.

Elemento obbiettivo: qualsiasi atto rivolto a trarre da una cosa illecito profitto contro la volontà del

proprietario. Elemento subbiettivo: dolo del ladro che ha coscienza di utilizzare la cosa contro la

volontà del titolare.

Inizialmente la sanzione era di carattere personale.

- Furtum manifestum (in flagrante), se libero addictus al derubato, se schiavo fustigato e ucciso, lo

stesso vale quando il furto viene scoperto mediante una perquisizione.

- Furtum nec manifestum, il reo poteva liberarsi pagando il duplum della cosa.

- Furtum conceptum: il terzo presso il quale veniva ritrovata la cosafurtum oblatum, chi ha

nascosto la cosa da un terzo ignaro.

In epoca successiva si introdussero per il furto solo conseguenze patrimoniali. Al proprietario spetta

l’actio furti per la pena, e la condictio, per il risarcimento dei danni.

B) rapina: simile al furto, differisce in quanto questa è compiuta con violenza.

C) danneggiamento: l’antico ius civile prevedeva singoli casi concreti a cui seguivano azioni

relative. Solo la lex aquilia del III sec a.C. costruì un concetto astratto di damnum iniuria datum,

essa conteneva due previsioni fondamentali: chi avesse ucciso animale o schiavo altrui avrebbe

dovuto pagare il valore più alto che quello aveva raggiunto nell’ultimo anno; chi avesse

danneggiato una cosa altrui avrebbe dovuto pagare il valore più alto della cosa negli ultimi 30 gg.

Il danno doveva: essere contrario al diritto, derivasse da colpa o dolo dell’agente, che consistesse in

una materiale lesione prodotta con la forza fisica, che il danno fosse conseguenza immediata

dell’azione.

G. l’azione non ha più carattere penale ma tende la risarcimento del danno extracontrattuale,

qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui ch ha

commesso il fatto a risarcire il danno.

D) iniuria: inizialmente non un concetto astratto ma singoli casi: - os fractum (frattura), - Iniuria:

inadeguata

lesioni gravi, - membrum ruptum (mutilazione) legge del taglione. alle esigenza

sociali, pochi casi e pena irrisoria.

Il pretore cosi introdusse un’actio iuniriarium aestmatoria, in cui si teneva conto delle circostanze di

tempo, luogo e persona, aggiunte anche le offese morali all’onore e al decoroingiuria..

Delitti pretori: azioni concesse dai pretori contro atti illeciti: -metus, - dolus malus, -servus

corruptus ( contro chi avesse istigato uno sciavo altrui a fare male

Obbligazioni quasi ex delicto: si basano non sul dolo ma sulla semplice colpa? Atti illeciti nei quali

sono

si risponde per fatto delittuoso altrui? quelle obbligazioni da atto illecito penale che non si

inquadrano fra i delitti. (similmente ai quasi contratti).

G. inquadra fra le obbligazioni quasi ex delicto:

a) iudex qui litem suam fecit: giudice che ha emesso sentenza ingiusa per malafede o negligenza.

b) effusum et deiectum: qualora sia gettato qualcosa da un edificio producendo danno ad altri,

responsabilità di natura oggettiva

c) positum et suspensum: punito chi tiene in sospeso o appoggiata una cosa all’esterno di un edificio

che potrebbe cadere,

d) actio furti adversus nautas, caupones, stabularius: contro il nocchiero, l’oste o lo stalliere qualora

al viaggiatore siano state derubate merci o animali

PARTE QUINTA- LE DONAZIONI

LA DONAZIONE INTER VIVOS

Nel sistema romano la donazione non è un negozio giuridico, bensì la causa cui tende chi

spontaneamente diminuisce il proprio patrimonio a vantaggio d’altri.

Il donante quindi non è giuridicamente obbligato all’alienazione.

G. l’animus donandi, lo spirito di liberalità è l’elemento essenziale.

Limitazioni:

nel diritto quiritario no limitazioni,

poi la lex lincia vietò le donazioni eccedenti un certo limite, eccetto per le personae exceptae,

imparentate, o quelle con una certa finalità come la dote.

ma questa lex non sanzionava con la nullità, ma con azioni opposte al donatario.

La lex lincia si estinse per desuetudine.

Fine repubblica si introdusse il divieto per le donazioni fra coniugi sine manu, in quanto avrebbe

portato a spostamenti patrimoniali da una famiglia all’altra.

Con Costantino la donazione diventa un negozio giuridico, contractus.

Per le donazioni di cospicuo valore si richiese la forma scritta ab substantiam.

Donazioni realitrasferivano subito la proprietà; donazioni obbligatorie: stipulatio a titolo gratuito

e una donazione liberatoria consistente nella remissione di un debito.

Revoca:

nella donazione sub modo, è revocabile in caso di mancata esecuzione del modus; la donazione del

patrono al liberto fu revocabile solo per sopravvenienza di figli o per ingratitudine.

G. stabilì che una donazione poteva essere revocata per ingratitudine, eccetto le donazioni

remuneratorie fatte in compenso di servizi ricevuti.

Le donatio mortis causa:

donazione effettuata in vista della morte del donante, il quale si trova a dover affrontare un

imminente pericolo o pensa di non sopravvivere al donatario.

- la donazione può avere efficacia dopo la morte del donante, sotto condizione sospensiva

- può avere efficacia immediata, ma il donatario dovrà restituire se il donante sopravvive,

condizione risolutiva. Il donante in tal caso agirà con la condictio.

Con G. la donatio mortis causa si fonde con la figura del legato.

PARTE SESTA- DIRITTO SUCCESSORIO

TEORIA GENERALE DELLE SUCCESSIONI

La successione universale inter vivos:

si verifica nei casi dell’adrogatio e della conventio in manum, il diritto pretorio ha aggiunto la

bonorum venditio.

Con G. la successione universale tra vivi è scomparsa, tranne in qualche caso di adrogatio.

Effetti:

il successore (arrogante), pater familias del gruppo in cui la donna conviene in manum, subentra

nell’intero patrimonio dell’antecessore, con esclusione dei diritti intrasmissibili, inoltre i debiti

si estinguonoobiezione, il pater familias non risponde dei debiti assunti dai suoi

sottopostiiniquo per il creditore che non poteva agire contro la donna o l’arrogato poiché

questi erano incapaci giuridici patrimoniali. Il pretore con un Editto portò dei rimedi al

creditore, nei casi di capitis deminutio minima (adrogatio e conventio in manum) il creditore

poteva agire contro l’arrogato o la donna come se la capitis deminutio non fosse avvenuta.

Successione ereditaria, mortis causa:

fenomeno per cui alla morte di una persona soggetto di diritti, uno o più soggetti, eredi,

subentrano nella titolarità dei rapporti patrimoniali attivi e passivi. Si trasmettono diritti e anche

gli obblighi, tranne quelli intrasmissibili. Possono trapassare anche rapporti non patrimoniali

come i sacra familiaria e il ius sepulchri.

Presupposti della hereditas: si presuppone:

a) la morte del de cuius

b) capacita del de cuius di avere eredi

c) esistenza e capacità del soggetto chiamato all’eredità

se concorrono questi presupposti, requisiti:

a) la chiamata del soggetto a succedere, delazione

b) che il chiamato manifesti la sua accettazione, adizione. *non è richiesto per gli

heredes sui e i necessari, i quali succedono ipso iure.

DELAZIONE DELL’EREDITÀ

Delazione: chiamata all’eredità, può avvenire

a) delazione testamentaria: istituzione dell’erede disposta in un valido testamento

b) delazione ab intestato: ha luogo in mancanza di erede testamentario, a favore di determinate

persone chiamate a succedere dalla leggedelazione legittima.

*Delazione necessaria o contro il testamento: ha luogo qualora pur esistendo un valido

testamento la legge chiama alcuni soggetti a tutela di un diritto all’eredità che essa loro

riconosce in considerazione di speciali rapporti di parentela col de cuius

*non sono ammessi i patti successori.

Tesi: - delazione testamentaria prevaleva su quella ab intestato, che sarebbe intervenuta solo in

mancanza della prima.

- opinione opposta

alienazione e trasmissione della delazione:

la delazione essendo personale, non può essere alienata né trasmessa. Si poteva tuttavia alienare

parti dell’eredità o beni compresi, anche se non ancora accettata.

*eccezione: solo nel caso di delazione ab intestato e volontarius (non necessarius in quanto

diventava erede automaticamente ipso iure) l’erede poteva prima di accettare alienare ad un

cessionario la delazione , in iure cessio hereditatis.

Dopo varie modifiche G. rese possibile la trasmissione agli eredi di ogni delazione di eredità non

accettata, purchè entro il termine di un anno.

Acquisto dell’eredità:

acquisto ipso iure e delazione:

due categorie di eredi:

a) eredi necessarii: filius familias in protestate alla more del pater (heres suus et

necessarius), e lo schiavo istituito erede e manomesso dal padrone (heres

necessarius); questi acquistano ipso iure all’atto della delazione anche contro la loro

volontàpoteva comportare danni gravi (venditio bonorum e infamia) in quanto

potevano ritrovarsi debiti illimitati del predecessore. Il pretore concesse dei rimedi:

- al suus: concesse la facultas abstinendi: era considerato estraneo agli effetti

patrimoniali dell’eredità, la venditio bonorum si sarebbe fatta in nome del defunto,

e anche l’infamia avrebbe colpito la memoria del defunto. Questa facultas

abstinendi poteva effettuarsi solo se l’erede non avesse ancora compiuto atti di

gestione dell’eredità (immixtio), salvo i minori di 25 anni.

- al necessarius il pretore concesse il beneficium separationis, egli poteva cosi

tenere separati gli acquisti fatti dall’eredità dai suoi evitando che questi fossero

coinvolti nella responsabilità ereditaria. Non evitava però la bonorum venditio e

l’infamia.

b) Gli altri eredi (extranei) sono voluntarii, nel senso che l’acquisto dell’eredità è

subordinato alla loro volontà di accettarla mediante l’adizione.

Requisiti per l’adizione:

si richiede il convincimento soggettivo del chiamato circa la propria capacità di accettare

validamente. Se il chiamato è un filius familias o un servo, occorre l’assenso del pater familias o del

dominus dato che a questi è riferito l’acquisto.

Salvo termini, il chiamato può aderire fino alla propria morteil pretore fissò un periodo di cento

giorni.

Forme di adizione:

a) cretio: forma solenne e orale, se imposta dal testatore è obbligatoria, entro un termine da lui

stabilito e comunque entro 100 giorni. La cretio fu abolita da G.

b) pro erede gestio: è l’accettazione tacita, mediante il compimento di atti compiuti dall’erede

dai quali si deduce che abbia accettato volontariamente.

Rinuncia all’eredità non ancora adita può compiersi con qualunque manifestazione di volontà, la

rinuncia non può essere ritrattata, salvo per i minori di 25 anni per i quali è previsto la in integrum

restituito. La semplice non accettazione invece può essere eliminato con l’adizione.

EREDITÀ GIACENTE

Nel periodo tra la delazione e l’adizione l’eredità si dice giacente, nullius. I romani con delle

finzioni fecero risultare diritti e obblighi assunti successivamente come ad efficacia retroattiva o

vedendo nell’eredità giacente una “continuazione della persona del defunto fino al momento

dell’accettazione dell’erede.

Usucapio pro erede:

durante la giacenza l’eredità non può essere occupata, salvo per l’usucapio pro heredecon il

possesso di una singola cosa appartenente all’eredità giacente protratto per un anno chiunque può

acquistare la qualità di erede e tutta l’eredità. *questo per garantire che sia un erede in ogni caso (in

grado di far fronte ai debiti..)

nell’età classica era vista come improba e lucrativa, poiché mancava dei requisiti richiesti, la iusta

causa possidenti e la bona fideisi tramuta nell’usucapione che rende proprietari solo della cosa

posseduta. Con G. tale fatto rientra sotto le regole dell’usucapione.

EFFETTI DELL’ACQUISTO DELL’EREDITÀ

Confusione ereditaria:

dalla successio in locum defunti deriva la confusione ereditariala situazione giuridica del de cuius

si fonde con quella dell’erede che diviene cosi titolare di differenti diritti e obblighi .

effetti:

- estinzione dei rapporti precedenti tra il de cuius e l’erede

- l’erede deve rispondere dei debiti del de cuius, se necessario oltre al patrimonio ereditario

dovrà rispondere sacrificando anche il proprio patrimonioi creditori del defunto si

aggiungono a quelli dell’erede.

la confusione può quindi portare pregiudizi all’erede di un’eredità passiva, quanto ai creditori

del defunto che devono concorrere coi creditori dell’erede e viceversa.

Rimedi:

a) ai creditori dell’erede non è concesso alcun rimedio

b) all’erede furono prestati rimedi per ovviare ad una responsabilità illimitata

- gli heredes sui e necessarii, pur non potendo rifiutare l’eredità, ottengono dal pretore i mezzi

per evitare l’eredità passiva

- per gli eredi volontari: essi possono sempre rifiutare l’eredità, ad ogni modo i creditori del

defunto possono convincere l’erede ad accettare l’eredità pattuendo con lui una

responsabilità limitata per i debiti, 2 soluzioni: 1) i creditori si accontenteranno di una

percentuale sul debito, se poi non rispetteranno il patto l’erede avrà dalla sua l’exceptio pacti

conventi; 2)accettazione su mandato dei creditori, consistente in un mandato ad accettare

l’eredità conferito dai creditori del de cuius al chiamato pattuendo che egli pagherà loro una

percentuale del debito, nel caso non rispettassero il patto egli potrà agire con l’actio mandati

contraria (*differenza tra l’1 e la 2 sta nel fatto che il mandato è fatto da tutti i creditori e

l’actio agisce contro tutti, mentre l’exceptio agisce solo contro chi ha fatto il patto con

l’erede)

questi espedienti sono sostituiti da G. con il beneficium inventarii, concesso agli eredi e

secondo cui l’erede può fare in modo che l’ammontare dei debiti non superi il patrimonio

ereditario, per ottenere ciò egli dovrà entro 30 giorni dalla notizia della delazione, iniziare a

compilare un inventario dei cespiti ereditario e consegnarlo entro 60 giorni.

c) ai creditori del defunto furono concessi mezzi per evitare l’effetto della confusione

ereditaria separando in alcuni casi i due patrimoni:

1) satisdatio suspecti heres: l’erede si ritiene suspectus quando le sue

condizioni finanziarie facciano temere circa la sua completa

solvibilitàsatisdatio, garanzia ce l’erede deve prestare con l’intervento di

mallevadori (persone che garantiscano di risolvere il debito per lui).

2) Separazione dei beni: elimina la confusione dei beni separando i patrimoni.

Vengono divisi in due gruppi distinti i creditori del defunto, separatisti (che

hanno chiesto la separazione) possono soddisfarsi sul patrimonio del de

cuiusnon separatisti, concorrono insieme ai creditori dell’erede sul

patrimonio che prima della confusione era pertinente a costui.

DIFESA DELL’EREDITÀ

Azioni speciali ed hereditas petitio:

dopo l’acquisto dell’eredità e la conseguente confusione, l’erede diviene titolare di ogni diritto del

de cuius ed è legittimato a tutte le azioni che a quello competevano per la tutela di ogni diritto.

Se terzi contestassero il suo titolo di erede ledendogli dei diritti che gli spettano, egli ha a sua difesa

un’azione unitaria, l’hereditas petitio, valida in difesa di tutti i diritti.

Con G. l’hereditas petitio tende non solo alla rei vindicatio delle cose ereditarie ma anche ad altre

prestazioni inerenti.

Hereditas petitio utilis: l’azione oltre che per l’erede civile, venne estesa ad altri successori quali il

fedecommissario universale.

COEREDITÀ

Se più eredi acquistano l’eredità, si ha una situazione collegiale (=condominio)ciascuno dei

coeredi è erede teoricamente per l’intero, ma il suo diritto è praticamente limitato a una quota

astratta (valore eredità/n°eredi).

L’intero patrimonio del de cuius è detto asse ereditario. Ovviamente la ripartizione delle quote può

essere stabilita dal testatore. La quota dei coeredi comprende in proporzione anche crediti e debiti.

- Un tempo ogni coerede aveva un diritto assoluto sull’intero asse e salvo contrarietà degli altri

poteva validamente disporre di tutto il patrimonio ereditario.

- Successivamente lo stato di coeredità cessò con la divisione, creando cosi singoli eredi proprietari

di una parte dell’asse ereditario. La divisione avveniva per patti fra i coeredi.

Divisione giudiziale: in giudizio, ogni coerede è sia attore che convenuto, si procede prendendo gli

eredi a coppiesi passa all’adiudicatio, il giudice forma le quote fra i coeredi inserendo anche le

liquidazioni, i frutti, escludendo debiti e crediti, già stabiliti ipso iure.

DIRITTO DI ACCRESCIMENTO

Dalla natura collegiale della coeredità deriva il diritto di accrescimentose uno dei coeredi non può

o non vuole accettare la sua quota ereditaria, questa si accresce proporzionalmente alle quote degli

altri.

Accrescimento nella successione testamentaria:

lo ius adcrescendi può essere prestabilito dalle volontà del testatore, egli infatti prevedendo il fatto

avrebbe potuto predisporre uno o più sostituti degli eredi che non avessero accettato l’eredità.

Inoltre il testatore poteva dividere i coeredi in gruppi, chiamata congiuntiva, di modo che ad ogni

gruppo spettasse una certa quotaconiunctio:

- coniuncto re et verbis, coeredi chiamati alla stessa quota e nella stessa frase del testamento

- c. re tantum, se chiamati alla stessa quota ma in frasi diverse

- c. verbis tantum, se nella medesima frase ma a quote distinte

LA COLLAZIONE

Si intende per collazione il conferimento di beni da parte di un coerede nei confronti degli altri

coeredi, allo scopo di poter prendere parte alla divisione dell’eredità.

Evoluzione storica:

La collazione venne introdotta dall’editto pretorio e poi inglobata nel ius civile.

Introdotta in quanto imponeva ai figli emancipati che volessero partecipare alla divisione ereditaria,

l’obbligo di conferire ai sui heredes (fratelli rimasti in protestate) gli acquisti fatti dopo la

emancipazione (collatio bonorum), *questo perché gli eredi non emancipati (sui) avevano

continuato ad acquistare al pater fino alla sua mortel’asse ereditario comprendeva anche i loro

acquisti e non quelli fatti dai figli emancipati, non sarebbe stato equo nei confronti dei sui.

Venne introdotta poi anche la collatio dotis, a carico della figlia dotata a favore dei coeredi sui e

anche ai figli emancipati.

Sorse cosi in età postclassica l’istituto della collatio descendendum, disciplinato interamente da G.

obbligo di tutti i coeredi di conferire alla massa ereditaria tutti gli acquisti ricevuti dal de cuius in

vita, per poi procedere ad un equa divisione.

LA BONORUM POSSESSIO

È un istituto del ius honorarium, per cui il pretore attribuisce a chi abbia le qualità determinate

nell’Editto non solo il possesso dei beni ereditari, ma anche il godimento di fatto della situazione di

erede, indipendemente dal diritto che il richiedente possa avere alla eredità secondo il ius civile.

Il pretore non può conferire il diritto di heres, si vengono così a creare l’heres civile (ha il ittolo

civile ma non le attribuzioni patrimoniali inerenti) e il bonorum possessor (*successione pretoria,

egli è privo del titolo di erede ma tutelato dal pretore nei confronti di terzi e dello stesso heres nel

godimento delle attribuzioni).

La bonorum possessio può essere concessa:

- in base a qualità soggettive

- per decreto caso per caso

- chi è istituito erede nelle tabulae testamenti valide secondo il ius civile

- in mancanza di indicazioni nelle tabulae testamenti è concessa e una delle persone

prestabilite dall’editto

- concessa a persone non contemplate dal testamento o diseredate ma meritevoli secondo

successione

l’editto necessaria o contro il testamento

questi tipi di bonorum possessio si sovrappongono all’hereditas ex testamento o ab intestato.

Evoluzione storica:

la bonorum possessio nacque in funzione dell’esercizio della hereditas petitio, in quanto spesso

accadeva che ci fossero più persone che rivendicavano il titolo di erede. Venne cosi difeso il

bonorum possessor nei confronti dell’heres civile. Prevalse nella società la bonorum possessio

rispetto all’hereditas.

Con G. i due sistemi si fusero, con la prevalenza dei principi e degli effetti della bonorum possessio.

LE SINGOLE CAUSE DELLA DELAZIONE EREDITARIA

DELAZIONE TESTAMENTARIA

Testamento: testamentum, atto con il quel il singolo poteva stabilire le sorti del proprio

patrimonium in caso di morte.

Il testamento fu sempre un negozio giuridico unilaterale, formale, mortis causa, revocabile dal

testatore fino alla sua morte.

Il testatore poteva stabilire il soggetto, l’erede, sia le disposizioni particolari di rapporti come

legato, tutori, fedecommessi.

Testamenti factio attiva: capacità di disporre per testamento.

Fu inizialmente riconosciuta solo ai cives, poi per necessità anche a latini prisci e coloniarii.

Oltre alla cittadinanza si richiede uno status familiae idoneogli alieni iuris non hanno testamenti

factio e inizialmente neanche le donne. Sono inoltre esclusi il pupillus, il furiosus, il prodigo e il

sordomuto (in quanto inizialmente il testamento veniva fatto oralmente con forme solennicon G.

invece prevalse la forma scritta).

Espedente per rendere la donna capace alla testamenti factio:

si doveva liberare dei vincoli agnatizi originari mediante la coemptio fiduciaria fatta con il consenso

del suo tutore.

- con la coemptio ella subiva una capitis deminutio sottraendosi al legame agnatizio

- veniva emancipata dal coemptionator e manomessa da colui che la riceveva in mancipio

- tornava cosi sui iuris sottoposta non più al tutore originario ma al manomettente, con la cui

assistenza poteva finalmente compiere il testamento.

Adriano abolè questa regola permettendo alla donna di testare con l’auctoritas del tutore pur

restando nella famiglia agnatizia.

Testamenti factio passiva: capacità di essere istituiti eredi in un testamento, estesa poi come

capacità di essere contemplati in esso a qualsiasi titolo (legatario, tutore..).

Per essere istituiti eredi non è necessario lo status libertatis,

- se ad esempio viene nominato erede uno schiavo egli potrà accettare solo con lo iussus del

padrone al quale resta l’acquisto dell’eredità.

- Se istituisce erede un suo schiavo, deve contemporaneamente manometterlo (G. considerò la

manomissione implicita nel testamento), il servo diveniva così heres necessarius.

Non hanno testi factio passiva:


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Istituzioni di Diritto Romano, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Istituzioni di Diritto Romano, Sanfilippo. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: fasi storiche del diritto romano, storia di Roma, obbligazione, fonti delle obbligazioni, trasferimento delle obbligazioni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Russo Ruggeri Carmela.

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