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Riassunti di Sociologia by Italo da B. 10

behavior

a) teorie behavoriste (da = comportamento) scoperte da Pavlov e Watson secondo cui

l’apprendimento è il prodotto di un condizionamento culturale fatto di ricompense e punizioni;

b) teorie dello sviluppo secondo cui l’apprendimento è un processo esogeno che direttamente

dispone l’individuo all’adattamento con l’ambiente di vita.

Socializzazione primaria e secondaria. La socializzazione primaria inizia prima e si realizza attraverso

un percorso molto lungo che è la selezione del circuito familiare dove le relazioni sono caratterizzate da

un’intensità emotiva ed affettiva e dove inizia il processo di orientamento del bambino verso una certa

dimensione sociale. La socializzazione primaria è caratterizzata da una qualità di agenti più specifica

(per es. famiglia, scuola, gruppo dei pari, etc.). Nelle società tradizionali la socializzazione primaria

avveniva tramite il linguaggio simbolico e contestuale. Nella società moderna la socializzazione è

disturbata dai mass media che lanciano messaggi multipli e contraddittori (per es. la TV disturba la

relazione perché è cacofonica e rende il silenzio in espediente nonché la riflessione impossibile). In

passato il silenzio costituiva un riferimento per le famiglie tradizionali(per es. il contadino riservava il

proprio spazio alla fine della giornata lavorativa con la pipa davanti al camino).

La socializzazione secondaria nelle società tradizionali avveniva attraverso le reti parentali ed era un

processo lineare che accompagnava l’individuo e perdeva il carattere dinamico in quanto i ruoli dei

soggetti si erano stabilizzati. Nelle società moderne la socializzazione secondaria si complessifica, si

anticipa e si differenzia in ragione dei cicli vitali quali infanzia, adolescenza, maturità e senilità. Il

processo di socializzazione è influenzato sia dall’ispessimento delle relazioni sia

dall’allargamento/restringimento delle reti relazionali. Pi entriamo in relazioni lontane più sentiamo la

necessità di creare dei gruppi forti che confermino la propria identità. Al contrario più siamo chiusi

dentro cerchi ristretti “elite” più siamo vincolati dall’influenza di queste reti (per es. le subculture

giovanili non si esprimono più tramite ritualità visibili quali luoghi e mezzi, bensì sempre più attraverso

linguaggi cifrati che ne alterano i significati quali “sms” e internet. Ecco perché le subculture sono

pericolose perché elevano barriere.

Altri tipi di socializzazione sono la socializzazione anticipata che indica l’assunzione di un ruolo cui il

soggetto aspira (per es. lo studente che assume atteggiamenti da avvocato); la socializzazione posticipata

che indica comportamenti già assunti in passato e ripresi a distanza di tempo (per es. la coppia che si

sposa poi divorzia e torna a vivere coi genitori); la risocializzazione che si realizza quando la persona è

parzialmente o completamente isolata dal luogo d’origine e controllata da una gerarchia ufficiale che lo

costringe a conformarsi a nuove regole e valori (per es. il detenuto di un carcere)

Gli agenti della socializzazione. Parsons attribuisce alle agenzie di socializzazione il compito di

imprimere i contenuti di congruenza (cioè l’orientamento alla conformità) tra l’azione della società

e i fini dell’individuo. Accanto a queste agenzie vi sono le “istituzioni” che hanno un compito di

socializzazione

esercitare un controllo sociale sulla riuscita della in modo che il dissenso

dell’individuo sia espresso dentro una rosa accettabile di comportamenti. Gli agenti della

socializzazione sono la famiglia, la scuola, il gruppo di pari, la fabbrica, etc. Il gruppo di pari associa

persone che hanno che hanno circa la stessa età, lo stesso ambiente sociale e gli stessi interessi. Al

crescere dell’influenza del gruppo di pari, diminuisce quella dei genitori. L’appartenenza al gruppo di

pari colloca il giovane per la prima volta in un contesto dove non esiste nessun disegno preordinato (al

contrario della famiglia e della scuola che stritolano il giovane). Durante l’adolescenza, se il processo di

adattamento non dovesse andare a buon fine, il gruppo di pari può trasformarsi in una subcultura.

socializzazione che viene vista come uno specchio

Per Cooley non c’è una visione dinamica della

(Io riflesso) nel quale l’individuo si riflette attraverso il comportamento, l’individuo quindi si adegua a

ciò che la società si aspetta da lui.

Teoria del Self. (vedi pag. 37) Riassunti di Sociologia by Italo da B. 11

Mutamento sociale

Come premessa occorre distinguere tra mutamento sociale che si riferisce alla società in senso globale

e tra cambiamento sociale quando riguarda solo parti o componenti della società. Il mutamento è un

fenomeno universale che interessa tutte le società ma mai in maniera sincronica (contemporanea)

quindi interpretare il mutamento in termini asimmetrici significa aver un idea che le trasformazioni

possono interessare i vari sottosistemi in temi diversi.

Struttura e processo. La società consiste in una successione processuale di eventi per cui quando si

parla di mutamento si intende un processo sociale che indica una serie di elementi che spingono la

società in una certa direzione oppure un mutamento che subentri alla struttura della società Per

struttura si intende l’elemento di regolarità che compare in ciascun processo mentre il termine processo

indica le successioni di eventi contenuti nella struttura. Il mutamento strutturale è la trasformazione

dell’ordine relazionale esistente fra gli elementi di un sistema. Le condizioni endogene sono fenomeni

sociali che appartengono alla struttura, le condizioni esogene, dette anche fattori ambientali,

appartengono al processo.

Le spiegazioni del mutamento. Esistono 4 modelli per spiegare il mutamento:

1. modello individualistico che è alla base della teoria behavorista e che indica le cause del

mutamento nei processi di privazione cui gli individui vanno incontro a causa del numero

critico della società e cioè nella concentrazione di potere e della ricchezza nelle mani di un

elite sociale.

2. modello macroscopico di sistema che indica le cause del mutamento nei valori e norme

disfunzionali della società e cioè che non riescono più a soddisfare gli scopo dei membri della

società

3. modello della diffusione che indica le cause del mutamento nell’influenza esercitata da una

cultura aliena, la quale influenza in maniera determinante le strutture sociali

4. modello dell’adattamento che si oppone a quello della diffusione in quanto indica come cause

del mutamento i fattori endogeni della società che in questo modo è costretta ad avviare un

processo di autodifesa

Teorie del mutamento sociale:

1. teorie cicliche. In cui si parte dal presupposto che le società hanno un proprio ciclo di vita

costituito da ascesi e decadenza. Già nell’antica Grecia c’era una visione ciclica della vita,

sebbene vi fosse un forte naturalismo, per cui la storia era una ripetizione ciclica di eventi

sottoposta al controllo al valore degli dei. La ciclicità non coincide con una visione statica e

passiva della storia perché le società si ripetono nel loro corso storico (corsi e ricorsi storici) ma

arricchiti di nuovo elementi. Secondo alcuni autori come Hobbes, le società raggiungono un

grado di maturazione oltre il quale non riescono ad andare avanti. Secondo altri si interpreta la

fase post-moderna come decadente cioè come effetto implosivi della modernità. La critica alla

teoria ciclica sta nel fatto che non viene affrontato il problema delle cause.

teoria marxiana o dialettica. Per Marx il mutamento è tale solo se vengono coinvolte le strutture

2. della società. Con il termine “dato strutturale” si intende un elemento che mantiene la sua

regolarità nel tempo (per es. la riproduzione materiale del potere). Il cambiamento avviene nelle

modalità con cui è organizzata la riproduzione materiale generando la differenza tra chi ha e chi

non ha (per es. nella società la riproduzione materiale è iniqua perché è caratterizzata da un

processo di accumulazione quale il capitalismo. Marx applicò la teoria dialettica ripresa da Hegel

(tesi, antitesi, sintesi) che presenta una visione evolutiva: ogni forma economica e/o sociale si

estingue perché al suo interno si formano nuovi elementi (contraddizione) che danno spinta

(rivoluzione) al nuovo ordine sociale (sintesi). A sua volta la rivoluzione (ottenuta grazie alle

avanguardie e grazie al ruolo svolto dalla militanza politica) produce il mutamento nella

sovrastruttura (impalcatura sociale dentro la quale si producono i rapporti sociali). Struttura e

Riassunti di Sociologia by Italo da B. 12

sovrastruttura sono in un rapporto di dipendenza e non dialettico, se per rapporto dialettico

intendiamo ciò che a livello strutturale influenza la struttura e ciò che a livello sovrastrutturale

legittima la cultura. . Un es. di mutamento marxiano è stata la rivoluzione francese che ha aperto

la strada verso la democrazia anche se questa non è stata ottenuta subito. Domanda: il

mutamento può produrre forme involutive? Si, nel caso delle pluralizzazioni delle forme

familiari quali coppie di fatto, famiglie ricostituite, etc. La critica alla teoria marxiana sta nel fatto

che Marx ipotizzava una sempre maggiore dicotomizzazione delle classi sociali ma ciò non si è

realizzato perché la classe media è avanzata.

3. teoria funzionalista, Il mutamento viene spiegato come cambiamento di valori e quindi dando

molta importanza ai fattori esogeni che però vengono riassorbiti dalla società permettendo il

riequilibrio dello status-quo. La differenza fra la teoria funzionalista e quella marxiana è che il

mutamento interessa i processi e non le strutture, cioè si tratta di un mutamento relativo e

asincronico che non si estende al globale (Per es. in Afghanistan la guerra è stato un evento

immediato e visibile che ha coinvolto i costumi giacché le donne possono uscire senza burka e

gli uomini possono radersi la barba).

Differenziazione e sciabilità. Il termine differenziazione è stato introdotto da Spencer per indicare un

processo attraverso cui le parti sociali acquisiscono un’identità distinta e autonoma. La differenziazione

è evidente in particolare nella modernizzazione perché per soddisfare i bisogni del sociale occorre che la

società segua una direzione sempre più complessa. Nella società tradizionale la famiglia svolgeva tutte le

funzioni di cura dei propri membri, dall’istruzione alle cure sanitarie, invece nella società moderna le

funzioni di soddisfacimento dei bisogni sono esercitate dalle istituzioni (per es. gli ospedali per la salute,

le università per l’istruzione, etc.). In seguito Durkheim aggiunse alla differenziazione il termine

“funzionale” per indicare una forza vitale per la società. Minore è il livello di differenziazione maggiore

è l’integrazione culturale, viceversa maggiore è la differenziazione, minore è ‘integrazione sociale perché

diventa più difficile raggiungere la sincronia ideale tra i componenti.

La sociabilità è un bisogno umano primario perché l’uomo è spinto da un desiderio innato di

socializzare con gli altri (Parsons li chiama “basic needs”).

Il rapporto fra differenziazione e sociabilità è nelle forme in cui la socialità viene soddisfatta: nelle

società tradizionali avviene nella cerchia parentale, invece nella società moderna si esprime in maniera

selettiva.

Mutamento tecnologico. Con il termine “tecnologia” si intende l’insieme di mezzi materiali disponibili

in una società al fine di risolvere i problemi legati alla sopravvivenza. Le innovazioni tecnologiche sono

soggette a un processo di selezione che deriva da controlli sociali e culturali, la sua assimilazione da

parte dei membri non assume un carattere di necessità. Il mutamento tecnologico può svolgersi

attraverso un processo di accumulazione graduale di innovazioni di vasta portata. La cumulazione è la

circostanza per cui ogni società conserva almeno un elemento tecnologico della precedente fase storica.

L’ibridazione e la compresenza di almeno due diversi stadi tecnologici che possono dipendere da fattori

esogeni (per es. i trasporti nei paesi in via di sviluppo). Quanto più è rapido il mutamento tecnologico

tanto più è rapido il mutamento sociale. Il processo di socializzazione diventa al tempo stesso

complesso e inadeguato dal momento in cui la conoscenza di una generazione risulta obsoleta rispetto a

quella successiva (involuzione).

Modernizzazione. E’ il processo di cambiamento economico e sociale determinato dall’introduzione

della produzione industriale nelle società tradizionali. Nelle società industriali europee la

differenziazione della divisione del lavoro è riuscita a integrarsi col sistema culturale, al contrario alcuni

paesi come le ex colonie africane che hanno raggiunto l’indipendenza dopo la seconda guerra mondiale

hanno intrapreso un programma di modernizzazione precoce che ha prodotto un grave stato di

disorganizzazione sociale. Riassunti di Sociologia by Italo da B. 13

La stratificazione

La stratificazione è l’ordinamento di una società o un gruppo secondo una gerarchia di posizioni

diseguali in cui intere categorie di persone hanno un accesso differenziato alle opportunità della vita.

Lo “strato” è una categoria statistica che raggruppa un certo numero di persone in base allo status casta,

classe o ceto. Lo status definisce la posizione che un individuo ricopre nella società in base al ruolo

professionale. I status si distinguono in ascrittivi che sono ereditari e acquisitivi che dipendono da

proprie scelte . La casta è un gruppo regolato in base a fattori religiosi o etnici ed è tipico dei sistemi

chiusi (per es. la società indiana che conserva le medesime caratteristiche come nel passato nelle aree

rurali). La classe è un gruppo ordinato in base a fattori economici, fu Marx a introdurre il concetto di

classe per indicare la dicotomia capitalismo-proletariato nelle prime società industriali. La differenza tra

classe e ceto è che mentre la classe indica una posizione che un individuo occupa nel sistema di

produzione della ricchezza, invece il ceto indica la posizione in base al consumo. Ceto, abitudini e

costumi indicano lo “stile di vita” scoperti da Max Muller che indicano il fatto che gli esseri umani

attraverso costrutti quotidiani elaborano delle condotte che costruiscono l’identità soggettiva e il

proprio essere. Marx facendo la distinzione di classe non si riferisce allo stile di vita bensì al ruolo.

Mobilità sociale. Si chiama m. s. l’insieme delle possibilità di mutamento da uno status all’altro. In una

società data, quanto più e alto il grado di mobilità tanto è più aperto il sistema di stratificazione. Al

contrario nei sistemi chiusi la mobilità è pressoché impossibile. Si suole classificare la m. s. secondo 4

tipi: 1. orizzontatele che prevede il mutamento verso uno status su uno stesso piano (per es.

l’impiegato che viene trasferito in un ufficio diverso)

2. verticale in cui il mutamento si verifica da uno status inferiore a quello superiore o viceversa

(per es. l’impiegato che diventa manager)

3. intragenerazionale quando il mutamento avviene nella propria vita

4. intergenerazionale quando il mutamento avviene nella generazione successiva (per s. la prole)

La stratificazione secondo le prospettive teoriche principali

Teoria funzionalista. La s. è un sistema complesso che deriva dalla combinazione di talenti e

ricompense. Weber introdusse tre parametri per classificare lo status sociale: il potere, la ricchezza e il

prestigio. Lo status di cui un i. può godere è direttamente proporzionale alla quantità di ricompense

nonché di sanzioni in quanto il ruolo più risponde alle aspettative sociali più ne trae vantaggio il

sistema di valutazione collettivo. Si tratta di un sistema in cui vige una forma di meritocrazia perché la

specializzazione del lavoro richiede sempre più competenze in settori specifici. La critica sta nel fatto

che chi possiede più talenti raggiunge un elevato status su base ascrittiva anziché competitiva (per es. il

rampollo di famiglia, anziché il povero orfano).

Teoria del conflitto. Marx definì le classi in base all’influenza esercitata sui mezzi di produzione e quindi

coniò la terminologia dicotomica tra classe dominate e quella subordinata. L’elemento di conflitto è il

plusvalore cioè la quantità di lavoro prodotto superiore al fabbisogno dei lavoratori. La classe

dominante si appropria del plusvalore tramite lo sfruttamento. La stratificazione quindi è un modo per

giustificare lo sfruttamento. La classe dominante impone un ideologia affinché la disuguaglianza venga

riconosciuta come valore socialmente accettabile. La classe subordinata si adegua a questa ideologia

(fase di acquiescenza) diventando soggetta ad una falsa coscienza cioè un modo falso e fuorviante di

concepire la realtà (classe in sé). Questa situazione dura finché alcuni membri della classe subordinata

(le avanguardie) non acquisiscono una coscienza superiore (classe per sé) e iniziano la lotta di classe.

Riassunti di Sociologia by Italo da B. 14

Le istituzioni

La famiglia

La famiglia (da = servitore) è l’istituzione sociale più antica. Di solito si tende a definire la

famulus

famiglia come un unità sociale che si colloca all’interno del tessuto sociale di congiunti molto ampio

collegati da vincoli economici e di parentela. Secondo l’ONU (1987) “ai fini censuari la famiglia deve essere

(per es. marito e moglie, celibe o nubile, unione

definita come un nucleo di persone legate da vincoli informali

legale o consensuale) (per es. figlio e genitore, di sangue e di adozione)”. Valori e riferimenti

e primari

ideologici diversi segnano in maniera determinante il dibattito sulla definizione di famiglia (per es. in

Europa continentale l’individuo viene prima della famiglia, invece nell’area mediterranea la famiglia è la

prima unità dell’agire sociale).

La famiglia nella società tradizionale. La forma familiare è estesa cioè quando più generazioni o unità

coniugali convivono insieme, la famiglia assolve compiti multipli per la crescita e la conservazione

dell’individuo. Pur essendo influenzata dall’autorità dei coniugi, il potere è patriarcale cioè esercitato dal

marito o dal figlio maggiore . Il matrimonio è considerato come una soluzione di convenienza e veniva

concordato dalle rispettive famiglie consistendo in fatti in alleanze economiche e politiche per acquisire

uno status migliore. La quantità di figli fungeva come forza lavoro e alimenta l’economia familiare. I

membri interagiscono tra loro attraverso un forte legame di solidarietà e cooperazione.

La famiglia nella società moderna. La famiglia è monogamica cioè accetta un solo partner; è

endogamica cioè accetta solo unioni all’interno dello stesso gruppo etnico o religioso; nucleare cioè si

compone di un'unica varietà coniugale; l’autorità è esercitata in maniera egualitaria; la vita lavorativa

esige una mobilità geografica verso i centri industriali; i figli non sono più una risorsa bensì peso e per

questo motivo al giorno d’oggi si tende a fare pochi figli; la realizzazione personale diventa più

importante degli obblighi derivanti dalla parentela per cui il matrimonio è considerato come un

avanzamento di status.

Funzioni della famiglia:

1. riproduttiva cioè tramite l’attività procreativa permette la progressione delle generazioni

2. produttiva non solo di servizi personali quali la cura, l’educazione, l’alimentazione e il

mantenimento ma anche di consumo dal momento che molte decisioni su quanto e come

consumare sono prese nella cerchia parentale

3. redistributiva in termini di liquidità (per es. lo stipendio dei genitori) e in termini di beni

immobili (per es. eredità, proprietà, etc.)

Bonus

1. Bassi costi di produzione e coordinamento delle attività sociali svolte da ciascun componente

2. Capacità di esprimere e infondere valori

Malus

1. Precarietà accresciuta dalla sempre maggiore instabilità della famiglia (per es. divorzi, lutti, etc.)

2. Volontarietà delle prestazioni con la conseguenza che non vi è mai la certezza che gli impegni

assunti vengano rispettati

Disuguaglianze cicliche. Nelle società tradizionali il potere spettava agli anziani , i giovani invece erano

poco stimati finché non si sposavano. Al contrario nelle società moderne l’uomo anziano è sempre più

relegato verso zone marginali (per es. le case di riposo) invece i giovani hanno accesso a quasi tutte le

opportunità della vita. L’istituzione della scuola obbligatoria ritarda l’ingresso dei giovani nel mondo del

Riassunti di Sociologia by Italo da B. 15

lavoro e allo stesso tempo li permette di dedicarsi ad altre attività di svago e di piacere. Il

pensionamento anticipato induce gli anziani alla paura sull’inutilità della vita.

La solitudine. Venendo a mancare la presenza dei figli adulti nonché la mancata richiesta di prestazioni

nel mondo del lavoro, molti anziani cadono nella solitudine cioè l’isolamento sociale. Considerando il

mutamento demografico e il relativo aumento delle aspettative d vita (si parla di quarta quinta età) il

legislatore si trova ad affrontare un problema su vasta scala sopra tutto verso coloro che vivono nelle

condizioni peggiori quali gli anziani poveri. In alcuni paesi come la Francia il figlio adulto è obbligato a

versare delle quote per gli assegni di cura dei genitori anziani.

La religione

La religione (da = fissare) è un sistema di credenze e pratiche condivise da una comunità e

re-ligare

orientate verso un mondo soprannaturale. Le credenze di un soggetto sono individuali, invece la

religione è istituzionalizzata e condivisa dalla comunità.

Approccio funzionalista. Emile Durkheim nel 1912 scrisse “Le forme elementari della vita religiosa”

sostenendo che la religione svolge funzioni fondamentali per il mantenimento dell’ordine sociale:

a) incrementa la solidarietà sociale perché spinge i membri a coltivare il sentimento di aggregazione

comunitaria;

b) esercita il controllo sociale tramite l’imposizione di atti e valori basati sulla dicotomizzazione di

concetti assoluti (per es. giusto/sbagliato, sacro/profano, bene/male).

Approccio conflittualista. Per Marx la religione è una forma di falsa coscienza e come tale si tratta di

uno strumento ad uso della classe dominante per distrarre gli oppressi dai loro reali problemi. Gli

individui così come creano le leggi, tanto creano gli idoli ma poi perdono la cognizione di essere gli

artefici di questi stessi considerandoli come parte di un ordine superiore e immutabile.

Processo di secolarizzazione. Si tratta di quel processo per cui le forme religiose tendono a confondersi

sempre più con le forme laiche. In questo modo la religione perde il suo potere di influenzare la società.

Nelle società tradizionali le religioni si estendono fino ad abbracciare ogni ambito dell’esperienza

umana. Invece nella società moderna le istituzioni si occupano di ogni singolo campo come l’istruzione,

le cure mediche, etc. La religione finisce per diventare un istituzione separata e specifica dotata di un

limitato potere di influenza, trovandosi talvolta in competizione con le altre istituzioni quali la scienza

(per es. la fecondazione assistita) e lo Stato (per es. il riconoscimento delle copie di fatto).

Il mercato

Il mercato ( da = commerciare) è l’istituzione diretta alla produzione e scambio di beni e servizi.

mercari

In tutte le società li individui si specializzano in certe attività particolari, questa tendenza si chiama

divisione del lavoro che aumenta la produttività economica e lo sviluppo tecnologico. La divisione del

lavoro si distingue in : a) simmetrica cioè nel caso di scambio di beni equivalenti; b) asimmetrica che è

connotata da una preponderanza di alcuni gruppi su altri (per es. l’abolizione della schiavitù in america

nel 1865 sebbene abbia comportato lo spargimento di molto sangue, ha consentito l’evoluzione

economica del paese, infatti è molto più vantaggioso approdare al libero mercato che permette di

acquisire manodopera specializzata senza l’inconveniente dell’addestramento coatto ). LA sociologia del

lavoro distingue 3 settori:

1. primario che comprende la raccolta delle materie prime

2. secondario che implica la trasformazione delle materie rime in prodotti compiessi

3. terziario (da non confondere con terzo settore che indica gli enti senza scopo di lucro) che si

riferisce alla produzione di servizi quali ricerca, informatica, trasporti, pubblica

amministrazione, etc. Riassunti di Sociologia by Italo da B. 16

L’approccio funzionalista prevede nelle società moderne una differenziazione del lavoro sempre più

complessa che richiese una specializzazione sempre più elevata: il bagaglio di abilità dei professionisti si

fonda su conoscenze sistematiche, non sul semplice addestramento. L’approccio del conflitto vede nella

lavoro una forma di alienazione che vede l’operaio separato rispetto ai mezzi di produzione. Secondo l

prospettiva interazionista ( Elton Mayo) la produttività di una fabbrica è direttamente proporzionale alla

qualità delle relazioni che gli operai hanno tra di loro nonché al senso di fiducia che riescono a

instaurare con i vertici dell’azienda.

Disuguaglianze economiche. Nella società tradizionale c’è molta distanza tra il reddito di pochi

privilegiati e quello delle masse, invece nelle società moderne la crescente ricchezza tende a distribuirsi

in modo più equo. Nei sistemi sociali con una stratificazione semplice compare una divisione del lavoro

scarsamente differenziata e una forte demarcazione dei gruppi sociali. Invece nei sistemi dotati di una

divisione del lavoro più differenziata nonché da una stratificazione più complessa, presentano una

demarcazione minore fra i gruppi.

Disoccupazione e sottoccupazione. La disoccupazione è quel fenomeno sociale caratterizzato

dall’esiguità di posti di lavoro. La sottoccupazione è quella situazione in cui i lavoratori ricevono un

compenso inferiore rispetto a quello effettivo di capacità proprie, purtroppo la categoria sociale più

colpita da questo fenomeno sono i neo laureati. Questo fenomeno è favorito dal fatto che, essendo

l’economia in fase di recessione, il mercato del lavoro diventa più precario e contemporaneamente le

università sfornano sempre più laureati (per es. in Italia vige un sistema di università di massa, invece

nei paesi anglosassoni c’è una rigida selezione). Lo Stato

Lo Stato ( da = ordinamento) è l’organizzazione sovrana assunta da un popolo stanziato su un

status

territorio. La politica è la gestione del bene pubblico. Il potere è la capacità di prendere parte attiva al

processo decisionale. Il poter può essere legittimo o illegittimo a seconda del riconoscimento della

collettività. Il concetto di Stato rappresenta un evoluzione delle forme di comunità politica tradizionale

come la o la romana. Nel tempo lo Stato ha assunto diverse configurazioni passando da una

polis civitas

concezione intesa come possesso del potere (government) ad una gestione decentrata di molte funzioni

pubbliche e, sopra tutto, amministrative (governance). La democrazia comporterebbe che tutti i

cittadini abbiano la possibilità di partecipare alle decisioni, ma molti ritengono che ciò sia un utopia

poiché la gestione del potere è sempre demandata ai rappresentanti. Dunque la democrazia è

rappresentativa quando oltre al diritto di elezione sono garantiti anche quelli di espressione e

associazione.

Funzioni dello Stato:

1. regolamentativa: impone o incentiva scelte, azioni a fini perequativi

2. redistributiva: tra gruppi di cittadini o tra redditi, mezzi e opportunità nelle diverse fasi di vita

dello stesso cittadino

3. assicurativa: tramite il sistema previdenziale

4. produttiva: in cui lo Stato non si sostituisce al mercato ma è complementare ai fini del:

5. riconoscimento e realizzazione dei principi di cittadinanza sociale

Bonus:

1. Universalità: diretto alla tutela dei diritti e degli interessi di tutti i consociati

2. Ridotti vincoli di bilancio: lo Stato può realizzare un azione anche se non dispone

immediatamente delle risorse necessarie tramite il prelievo fiscale o attingendo dal tesoro

Riassunti di Sociologia by Italo da B. 17

Malus:

1. Difficoltà a individuare le preferenze e i bisogni della cittadinanza, almeno per quanto concerne

tutto ciò che va oltre il votante mediano

2. Standardizzazione: difficoltà ad adeguarsi alle esigenze individuali

3. Difficoltà ad agire in modo efficiente: a misurare i risultati e a responsabilizzare il personale

interno rispetto ad essi

4. Rischio di paternalismo (assistenzialismo)

5. Permeabilità ai gruppi di pressione (associazioni non riconosciute, sindacati, gruppi di interesse)

L’istruzione

L’istruzione (da = costruire sopra) è la trasmissione sistematica e formalizzata di conoscenza ,

in-struere

abilità e valori. In una società moderna è necessario che le persone acquisiscano conoscenze e abilità

specializzate per poter svolgere con competenza i compiti necessari ai diversi ruoli.

Approccio funzionalista. Per poter sopravvivere una società deve trasmettere l propria cultura d una

generazione all’altra. Nelle società tradizionali questa funzione conservatrice ha scarsa importanza

perché il mutamento culturale è molto lento, invece nelle società moderne è rilevante in quanto può

influenzare il progresso tecnologico. Quanto più alto è il livello d’istruzione tanto maggiori sono le

probabilità che le persone respingano il pregiudizio e l’intolleranza. Secondo alcuni sociologi come

Fieldman e Wright l’università può rinforzare lo spirito democratico degli studenti, allo stesso tempo

però il processo di trasmissione dei valori può determinare alienazione nel giovane che può tentare di

aderire alle subculture o controculture. Il credenzialismo è quella funzione secondo cui il sistema

scolastico fornisce all’apparato economico e politico il personale tecnicamente e ideologicamente

qualificato di cui ha bisogno la società per il proprio sviluppo.

Approccio conflittualista. Gli autori di questa prospettiva ritengono che gli imprenditori richiedano

qualifiche sempre di maggior livello perché si basano sull’errata convinzione che l’istruzione sia

direttamente proporzionale alla capacità produttiva. Secondo Salomon la scuola e l’università non

insegnano quelle abilità che possono essere solamente acquisite sul posto di lavoro.

Barbagli ritiene che la scuola italiana sia stata per molti anni una specie di parcheggio per tenere

temporaneamente fuori dal mercato i giovani.

Secondo i teorici del conflitto la crescita delle credenziali educative ha a che fare con la competizione

per il potere e non con le esigenze economiche come invece ritegono i funzionalisti. A dimostrazione di

ciò interviene il fatto che le professioni prestigiose (per es. medici, ingegneri, avvocati, etc.) richiedono

un ciclo di studi più lungo. Particolari categorie di professionisti richiedono molteplici credenziali allo

scopo di limitare l’accesso alla professione per accrescerne il prestigio. La competizione per le

credenziali educative ha permesso uno squilibrio tra numero di laureati e posti di lavoro disponibili,

ecco perché molti neolaureati sono costretti ad accontentarsi di lavori sottopagati rispetto al proprio

titolo di laurea.

Scolarizzazione di massa. Si tratta di un fenomeno che afferma il principio etico-giuridico del diritto allo

studio che spetta a ogni cittadino e che viene realizzato tramite l’istruzione gratuita e obbligatoria. Uno

dei problemi della scolarizzazione di massa è l’abbassamento del livello qualitativo.

Scuola e disuguaglianze sociali. Come il mercato anche la scuola privilegia la competizione. In fatti le

forme di valutazione spingono gli studenti a competere gli uni contro gli altri in modo che i perdenti

siano via via eliminati dal sistema. Henry ha definito la condizione della scuola americana come un

meccanismo in cui il successo di una persona viene acquisito a spese di un’altra. Circa la scuola

americana ci sono mote voci di dissenso: se è vero che le scuole private consentono un riconoscimento

a livello internazionale è anche vero che l’accesso non è garantito a tutti. Tuttavia molti autori

funzionalisti ritengono che la scuola americana, specialmente negli anni ’60, abbia favorito


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunti di istituzioni di sociologia su concetti di: cultura, ruolo sociale, comunicazione, gruppi sociali, socializzazione, mutamento sociale, stratificazione, istituzioni, famiglia, religione, mercato, Stato, istruzione, devianza, la sociologia come scienza.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Poggio Barbara.

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