Istituzioni di economia
M. Katz - H. Rosen – C.A. Bollino, Microeconomia, McGraw-Hill, terza edizione
Indice
- Introduzione
- Lezione 1: Economia di mercato
- Lezione 2: Il consumatore
- Lezione 3: Il vincolo di bilancio e comportamento del consumatore
- Lezione 4: Le preferenze
- Lezione 5: Statica comparata e domanda
- Lezione 6: Variazione di prezzo e benessere del consumatore
- Lezione 7: L'offerta di lavoro
- Lezione 8: L'offerta di risparmio
- Lezione 9: Scelte in condizione di incertezza
- Lezione 10: L'impresa e i suoi obiettivi
- Lezione 11: Tecnologia e produzione
- Lezione 12 - 13: I costi
- Lezione 14 - 15: L'impresa che non fa il prezzo
- Lezione 16: Equilibrio nei mercati concorrenziali
- Lezione 17: Equilibrio di mercato (lungo periodo)
- Lezione 18: Analisi normativa della concorrenza perfetta ed equilibrio economico generale
- Lezione 19 - 20 - 21: Il monopolio
- Lezione 22 - 23 - 24: Teoria dei giochi
- Lezione 25 - 26 - 27: Oligopolio
- Lezione 28 - 29: L'informazione asimmetrica
- Lezione 30: Esternalità e beni pubblici
Introduzione
L'economia è la disciplina che si occupa del modo in cui gli individui e le società affrontano il problema della scarsità (risorse scarse). Essa deve spiegare i meccanismi di consumo e di produzione (ossia come la società gestisce le risorse scarse).
L'economia si divide in due branche:
- Macroeconomia: studia l'economia nel suo complesso.
- Microeconomia: studia le singole unità decisionali (famiglie e imprese).
Più precisamente:
- La macroeconomia è la branca dell'economia che si occupa del funzionamento del sistema economico nel suo complesso, con particolare riferimento all'inflazione, alla disoccupazione e ai cicli economici.
- La microeconomia è la branca dell'economia che studia il comportamento economico dei singoli operatori, come le famiglie e le imprese, e i risultati che le decisioni individuali producono complessivamente.
Lezione 1: L'economia di mercato
Un'economia di mercato è dove i beni ed i servizi sono allocati tramite il meccanismo dei prezzi. I prezzi determinano quanto si domanda e quanto si offre.
L'allocazione delle risorse è il modo in cui le risorse che la società ha a disposizione sono impiegate nei vari beni e servizi, dalle aziende che producono quei beni e quei servizi, e ripartite tra gli individui che compongono quella comunità.
Per allocare le risorse bisogna rispondere a tre domande fondamentali:
- Cosa deve essere prodotto?
- Come deve essere prodotto?
- A chi viene attribuito il prodotto?
L'allocazione delle risorse può avvenire secondo due meccanismi:
- Sistema pianificato a decisioni centralizzate (es. URSS).
- Sistema di mercato a decisioni decentrate (es. paesi occidentali: l'allocazione delle risorse viene decisa dai singoli).
I diversi meccanismi di allocazione regolano in modo diverso lo scambio. L'economia studia i seguenti aspetti dello scambio:
- Organizzazione
- Efficienza
- Equità
- Implicazioni di politica economica
La scarsità delle risorse implica che per produrre un bene o un servizio bisogna rinunciare a qualcosa, cioè si sopporta il costo opportunità di produrre.
Il costo opportunità di un bene è ciò a cui bisogna rinunciare per ottenerlo e rappresenta il valore della migliore alternativa a disposizione.
I modelli sono semplificazioni della realtà (descrizioni che astraggono dai dettagli reali ma irrilevanti). Essi possono essere in linguaggio naturale, geometrico o matematico.
Modello di meccanismo di allocazione tramite prezzi
Per quanto riguarda il compratore si può analizzare la sua curva di domanda in base ai prezzi di riserva. Grazie ad essa si può calcolare il guadagno, che dipende dal prezzo pagato.
Si possono mettere insieme più grafici fino ad arrivare alla curva di domanda aggregata.
Per quanto riguarda il venditore si può analizzare la sua curva di offerta, grazie alla quale si può calcolare il profitto.
Si possono mettere insieme le curve e ottenere la curva di domanda aggregata. Non esistono compratori che hanno prezzi di riserva minori dei compratori che sono rimasti fuori. Questo è lo scambio tra beni richiesti e offerti.
Rapporti tra domanda e risorse
| Risorse | Tecnologia |
| - naturali | Combinazione dei fattori |
| - umane | di produzione |
| - capitale fisico | Produzione di beni e servizi |
Quando si svolge un'analisi, bisogna distinguere due tipi di analisi:
- L'analisi positiva che dice come funzionano le cose, descrivono ciò che succede.
- L'analisi negativa che dice come dovrebbero funzionare le cose.
L'impresa e la famiglia fanno parte di un sistema circolare.
Il modello di flusso circolare è la rappresentazione dei legami che intercorrono tra il settore delle famiglie e quello delle imprese; rivela l'esistenza di un flusso fisico di beni, servizi e risorse produttive tra i due settori e di un flusso monetario, che si muove in direzione opposta ed è formato dal denaro speso per l'acquisto di beni di consumo e fattori produttivi.
Lezione 2: Il consumatore
Per analizzare le scelte del consumatore bisogna tener conto di tre elementi:
- Preferenze: cosa vuole il cliente.
- Vincolo di bilancio: cosa può fare il cliente.
- Decisione (insieme delle due precedenti): composizione tra pretese e possibilità.
Inoltre bisogna tenere conto della razionalità: i consumatori devono conoscere il mercato, sapere come e cosa vogliono, conoscere l'ambiente circostante.
Per analizzare le scelte del consumatore usiamo un modello, estendibile a n beni, a 2 dimensioni. Ipotizziamo di avere 2 beni: x1 e x2 (quantità positive per cui da rappresentare nel I quadrante), ogni bene è indicato su un'asse. Ogni punto nello spazio indica una quantità di ciascun bene.
I punti A e B vengono detti panieri. Il consumatore può:
- Preferire A a B: A > B
- Preferire B ad A: B > A
- Essere indifferente: A ~ B
Assiomi
- Assioma di completezza: presi due panieri, bisogna sempre essere in grado di dire quale preferisce l'individuo o se è indifferente. Possiamo ordinare i panieri e dire come si comporta il consumatore.
- Assioma di transitività: dati A, B e C, se A è preferito a B e B è preferito a C, allora A è preferito a C.
- Ipotesi di non-sazietà: più è meglio. Si preferiscono i panieri che contengono quantità superiori di entrambi i beni. I panieri in alto a destra sono preferibili rispetto a quelli in basso a sinistra.
La curva di indifferenza
La curva di indifferenza è l'insieme dei panieri equivalenti per il consumatore (ossia l'insieme di tutte le combinazioni considerate equivalenti). Data la curva di indifferenza passante per A, ciò che sta sopra la curva di A è meglio di A, ciò che sta sotto è peggio.
Costruzione della curva: Aumentando la quantità di un bene, a quale quantità dell'altro bene il consumatore è disposto a rinunciare? Dipende dalle sue preferenze. Il metodo di costruzione della curva di indifferenza è simile per tutti i consumatori. Man mano che si consuma tanto di un bene ma poco dell'altro, il valore relativo cambia. Quindi all'aumentare dell'uno si è disposti a perdere sempre meno dell'altro.
Caratteristiche:
- Si preferisce ciò che sta al di sopra della curva.
- Quando è verificata l'ipotesi di non-sazietà, la curva è sempre decrescente. Questo non vale per gli ideali ad esempio, in cui ciò che si allontana dal paniere è peggio.
Si può costruire anche una mappa di curve di indifferenza. La mappa è formata dalle diverse curve costruite. Si preferisce consumare prodotti al di sopra delle curve più elevate. Per ogni punto passa una e una sola curva di indifferenza. Le diverse curve di indifferenza non possono intersecarsi, altrimenti si cadrebbe in contraddizione in base all'assioma di transitività.
L'inclinazione della curva di indifferenza è detta saggio marginale di sostituzione (SMS) ed indica il rapporto al quale il consumatore è disposto a scambiare un bene con l'altro. Esso è:
- Positivo
- Decrescente (si dice convesso rispetto all'origine).
La pendenza è sempre negativa (per l'ipotesi di non-sazietà).
Caratteristiche delle preferenze regolari
- Pendenza negativa
- SMS definito
- SMS decrescente
- Hanno curve di indifferenza che non si intersecano.
Preferenze non regolari
Sono detti perfetti sostituti due beni che possono essere sostituiti l'uno all'altro in un rapporto fisso; tali beni sono caratterizzati da un SMS costante. La mappa delle curve di indifferenza è rappresentata da una serie di rette parallele. Se il rapporto fisso è 1:1, i due beni sono detti sostituti perfetti e uguali.
Sono detti perfetti complementi due beni che devono essere consumati in proporzioni fisse (consumiamo i due beni in quantità definite). Queste curve sono formate da un tratto verticale e uno orizzontale. L'SMS dei perfetti complementi non è definito (la loro pendenza non è definita) e sono curve ad angolo retto. L'unica pendenza che può cambiare è quella della retta che unisce i vertici formati dalle rette.
Preferenze di Cobb-Douglas
Siamo indifferenti tra panieri q1 e q2 se: qα1 q1-α2 = costante. Si possono sostituire diverse quantità, ma la costante deve rimanere uguale. Costruendo le curve di indifferenza si nota che la loro forma cambia a seconda che le quantità di q1 e q2 siano uguali o diverse. Esse sono però sempre adiacenti e convesse.
Preferenze relative a mali
Siamo nel caso in cui non si abbia un bene ma un male che si vuole ridurre. Le curve di indifferenza relative ai mali sono crescenti: per avere un po' più di un bene siamo disposti ad avere un po' più di un male. Spesso un male si può rappresentare come un bene: ad esempio se il lavoro è un male, il tempo libero può essere rappresentato come un bene.
Lezione 3: Il vincolo di bilancio
Dopo aver parlato delle preferenze del consumatore, possiamo ora introdurre l'altro elemento del nostro modello decisionale: il vincolo di bilancio. Esso rappresenta cosa può effettivamente permettersi il consumatore, tenendo conto anche del reddito.
Si assume che ciascun individuo sia un price-taker: la sua scelta non influenza il prezzo di mercato. Il prezzo infatti dipende dalla dimensione rispetto al mercato che viene considerato.
Dati due beni, il vincolo di bilancio è dato da:
p1x1 + p2x2 = y dove: x1 e x2 sono i beni, p1 e p2 sono i prezzi e y è il reddito.
Il vincolo esprime che il consumatore può spendere al massimo il suo reddito. Da esso possiamo trovare informazioni:
- y/p2 è detta intercetta verticale ed indica l'utilizzo del reddito unicamente nel bene 2.
- y/p1 è detta intercetta orizzontale ed indica il consumo unicamente del bene 1.
- -(p1/p2) è detta inclinazione ed indica il costo opportunità, ossia le condizioni di scambio sul mercato.
Rappresentazione del vincolo di bilancio
La retta rappresenta la combinazione di panieri che costano quanto il reddito. Sotto la retta si trovano i panieri che costano meno del reddito e quindi il consumatore può permetterseli. Ma poiché più è meglio, il consumatore spenderà il più possibile. Lo stesso vale se avessi n prodotti.
Come cambia il vincolo di bilancio?
- Esso può cambiare in relazione al reddito o ai prezzi. Se cambia il reddito si verifica uno spostamento parallelo del vincolo di bilancio. Cambiano dunque le intercette, non l'inclinazione.
- Se aumenta p1 diminuiscono le possibilità di acquisto; se diminuisce p1 aumentano le possibilità di acquisto. Se considero il cambiamento di un solo bene, quindi cambia l'inclinazione perché cambia una sola intercetta.
Particolari vincoli di bilancio
- Razionamento: limite massimo sulla quantità che si può consumare di un bene.
- Sconti di quantità: prezzi che dipendono dalla quantità acquistata. Cambiano i prezzi relativi dopo una certa quantità e quindi cambia l'inclinazione del vincolo di bilancio.
Il comportamento del consumatore
Il consumatore cercherà di ottenere il paniere sulla curva di indifferenza più alta raggiungibile dato il vincolo di bilancio, ossia cercherà di ottenere la scelta ottimale. Il consumatore deve quindi ricercare l'equilibrio del consumatore, ossia il punto in cui la curva di indifferenza e il vincolo di bilancio sono tangenti. In questo modo si raggiunge il massimo livello di soddisfazione.
Le soluzioni possono essere di due tipi:
- Soluzioni interne: il punto di equilibrio è il punto di tangenza tra la curva di indifferenza e il vincolo di bilancio (punto in cui le loro pendenze sono uguali). Sono dette interne perché non sono sulla frontiera dell'insieme.
- Il punto di equilibrio (l'ottimo del consumatore) è dato da due condizioni che devono essere entrambe soddisfatte:
- Soluzioni d'angolo: il punto di equilibrio non è il punto di tangenza (altrimenti sarebbe una quantità negativa). L'ottimo risulta vincolato:
- Sull'asse orizzontale: SMS > p1/p2. Il prezzo p2 è relativamente troppo alto, quindi si preferisce consumare p1, più di quanto sia possibile sul mercato.
- Sull'asse verticale: SMS < p1/p2. Si vorrebbe consumare più del bene 2 perché p1 è troppo elevato ma il mercato non lo permette.
Lezione 4: Le preferenze
Le preferenze possono essere rappresentate da:
- Curve di indifferenza
- Funzioni di utilità, le quali non sono altro che equazioni matematiche che rappresentano le curve di indifferenza. Sono quindi funzioni in due variabili (le quantità dei due beni) in cui ogni paniere è associato ad un livello di utilità.
Se una funzione di utilità rappresenta una preferenza, vale la relazione:
x > x’ ↔ U(x) ≥ U(x’)
L'utilità serve per ordinare i panieri, non interessa il valore assoluto dell'utilità. Ad ogni curva di indifferenza viene associato un numero. Tutti i panieri che fanno parte di una stessa curva di indifferenza hanno quindi lo stesso livello di utilità. Quindi la curva di indifferenza può essere ridefinita come il luogo dei punti che hanno la stessa utilità.
Equazione di una curva di indifferenza: U(x1;x2)=k. Se k aumenta, si avranno curve di indifferenza che danno utilità maggiore.
Graficamente:
- Il grafico delle curve di indifferenza è bidimensionale
- Il grafico delle funzioni di utilità è tridimensionale.
Possibili funzioni di utilità
- Sostituti perfetti: U(x1,x2) = x1 + x2
- Complementi perfetti: U(x1,x2) = min(x1,x2)
- Cobb-Douglas: U(x1,x2) = xα1x1-α2
Legame tra utilità ed SMS
L'equazione: U(x1;x2)=k rappresenta una generica curva di indifferenza. Facendone il differenziale:
- L'utilità marginale del bene x1 è la derivata parziale della funzione di utilità rispetto a x1. Essa è sempre positiva: aumenta il bene quindi aumenta l'utilità. È una funzione crescente di ciascun bene.
- Legame tra utilità marginale ed SMS:
Lo stesso rapporto riguarda il bene x2. Ora vale:
SMS = Ux1/Ux2 = p1/p2
p1x1 + p2x2 = y
Lezione 5: Statica comparata e domanda
I panieri dipendono dai prezzi e dal reddito. Comparare: vedere come variano le scelte dei consumatori al variare dei prezzi e del reddito.
Se variano i prezzi o il reddito varia il vincolo di bilancio e se si sposta il vincolo di bilancio, infatti, cambierà il punto di tangenza.
Vediamo ora come cambiano le sue coordinate:
- Se il prezzo diminuisce, come cambia il consumo dei due beni? Consumiamo più del bene di cui varia il prezzo, il consumo dell'altro bene è incerto. Lo stesso ragionamento si può fare ipotizzando che vari il prezzo dell'altro bene. Nell'immagine consideriamo che diminuisca p1.
- Se il prezzo aumenta, consumo meno del bene di cui aumenta il prezzo; il consumo dell'altro bene è incerto. Nell'immagine considero che aumenti p2.
La curva prezzo-consumo misura l'effetto del prezzo sul bene ed è il luogo dei panieri di equilibrio individui al variare del prezzo di un bene.
Misuriamo l'effetto del proprio prezzo sul bene:
Il grafico rappresenta la curva di domanda di un determinato consumatore. La curva di domanda è una funzione di p1 e x1. La curva di domanda riassume l'effetto diretto di prezzo sulla quantità domandata: se il prezzo aumenta, diminuisce la quantità.
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