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Matrimonio iustae nuptiae

Istituto basato su coabitazione e affectio maritalis (intenzione di essere marito e moglie). Per questo motivo, il cittadino romano catturato dai nemici e fatto schiavo perdeva il matrimonio una volta tornato in patria: uno schiavo non poteva manifestare una volontà, quindi veniva a mancare l’affectio, e inoltre, essendo lontano, non poteva nemmeno coabitare con la moglie. Lo scopo del matrimonio era quello di generare figli legittimi; per sposarsi bisognava aver raggiunto la pubertà, essere cittadini liberi e non avere rapporti di parentela entro il terzo grado con il partner. Era poi necessario il consenso dei patres di entrambi gli sposi.

Nel momento in cui la donna si sposava portava con sé la dote (beni o denaro), per compensare la perdita dell’eredità che la rottura del legame adgnatizio con la sua famiglia d’origine comportava.

  • Età arcaica: Matrimonio cum manu (acquisto della manus sulla moglie tramite conventio in manum).
  • Età classica: Le donne non vogliono più sottoporsi al potere del marito: una donna sui iuris perché non vuole perdere il suo status, una donna alieni iuris perché acquisterebbe lo status di sui iuris prima restano sotto il potere del proprio pater che sotto quello del marito (il padre muore prima). Viene dunque creato il matrimonio sine manu. Per evitare che il marito acquistasse la manus tramite usus, la donna doveva andarsene da casa per 3 notti entro il termine del primo anno di nozze (trinoctium).
  • Età postclassica: Il matrimonio è sempre basato su coabitazione e affectio; la novità, derivante dall’influenza cristiana, è che diventa un atto giuridico da compiersi alla presenza di un’autorità (come un sacramento che si compie davanti a Dio).

Lex Iulia de maritandis ordinibus (18 a.C.)

Tutti gli uomini tra i 25 e i 60 anni e tutte le donne tra i 20 e i 50 anni devono contrarre matrimonio. Augusto vuole incrementare la popolazione romana per nascita. Chi non si sposa è definito celibe e non può ricevere nulla in eredità da nessuno; chi si sposa ma non ha figli può ricevere solo la metà di quanto gli spetterebbe.

Lex Papia Poppea (9 d.C.)

La donna ingenua sposata che genera almeno 3 figli o la donna liberta sposata che ne genera almeno 4 acquista lo status liberorum, ossia non è più sottoposta a tutela e acquista la capacità di agire.

Divorzio

(Da divertere = prendere due strade diverse, derivante quindi da una decisione concorde di marito e moglie)

  • Età arcaica: Non esisteva ancora il divorzio; vi era invece il ripudio, che dipendeva dalla sola decisione del marito, il quale aveva la facoltà.
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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

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