Istituzioni di diritto privato romano
Lezione 1: “costituito per gli uomini e a causa degli uomini”
Diritto → secondo i romani: “costituito per gli uomini e a causa degli uomini”.
↓ quindi è una materia di tipo umanistico.
Il diritto nasce per porre un limite all’infinito egoismo dell’uomo in quanto, in caso contrario, in poco tempo si verificherebbe una guerra tra gli uomini che per natura tendono a cercare di soddisfare al massimo i propri interessi, anche a discapito degli altri uomini // “homo homini lupus”: l’uomo è come una belva per gli altri → il diritto è quindi qualcosa di necessario, in quanto è l’unica cosa che permette all’uomo, animale sociale, di vivere insieme agli altri nella comunità → il diritto ha a che fare con l’uomo nella sua socialità.
“UBI SOCIETAS, IBI IUS” = “dove c’è la società, lì c’è il diritto”.
Diritto = insieme di norme e regole che permettono agli uomini di vivere insieme all’interno della società, senza essere in perpetuo conflitto gli uni con gli altri.
Ma → la società, come l’uomo, è in continuo cambiamento, e di conseguenza anche le regole e quindi il diritto cambiano.
È molto importante quindi considerare il diritto nella sua storicità, essendo un fenomeno umano, il diritto procede e muta nel corso della storia.
Il diritto cambia nel tempo ma anche nello spazio: ogni società avrà un certo tipo di diritto in un determinato momento storico.
Considerando il diritto come un insieme di regole, vi si pone il problema del rispetto di queste ultime: chi non le rispetta va incontro a tutta una serie di sanzioni, che consistono in un danno recato nei confronti di chi infrange le norme.
Ma → il diritto funziona più perché la maggior parte dei consociati lo rispetta in quanto considera che sia giusto, più perché si ha la paura di incorrere nelle sanzioni.
Concetto di giustizia, concetto filosofico, ≠ concetto di diritto, insieme delle norme che regolano la società e cambiano nel tempo.
Il diritto viene creato dall’uomo per l’uomo, e in particolare, il diritto viene elaborato dal giurista. Il giurista è l’interprete del diritto che c’è e allo stesso tempo deve essere il creatore del diritto che non c’è → per cercare la soluzione più giusta nel caso concreto.
Il vero mestiere del giurista è essere interprete della società.
→ Il giurista deve avere la tensione del giusto, tensione etica e morale che lo spinge a cercare di capire qual è il giusto.
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Il diritto può coincidere con il giusto ma può anche non farlo, oppure coincidere solamente in determinati momenti della storia: il diritto, pertanto, non è giustizia ma il diritto deve essere conforme all’idea di giustizia presente in un certo momento storico in una determinata società.
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Il diritto romano come fenomeno storico
Siccome il diritto è un fenomeno storico, bisogna studiare la storia del diritto.
Il diritto romano costituisce una unicità nella storia che non può essere dimenticata.
In particolare, il diritto romano sta alla base del vocabolario su cui si fonda il diritto: bisogna conoscere quindi le parole per poter esprimere i concetti del diritto.
→ Lo studio del diritto romano costituisce una bussola che ci guida per comprendere il presente e per elaborare strategie per il futuro.
Il diritto romano si è sviluppato nel corso di 1300 anni.
→ 753 a.C. nascita di Roma - 565 d.C. morte imperatore Giustiniano.
↓ importante in quanto raccolse tutto il diritto del suo tempo e anche quello a lui precedente in una grande opera giuridica: Corpus Iuris Civilis, che comprende il Codex, il Digesta e le istituzioni.
I giuristi romani hanno reso il diritto una scienza: hanno elaborato un metodo scientifico dell’analisi della società, e quindi dei singoli casi che si verificano, tale da elaborare diverse soluzioni che nella pratica dei casi venivano richieste volta per volta.
Anche se i romani erano contrari alle definizioni del diritto, in quanto limitative, abbiamo una definizione detta da Celso: “IUS EST ARS BONI ET AEQUI” (“il diritto è l’arte del buono e del giusto”). → il giurista deve risolvere i singoli casi che si verificano applicando l’arte il cui scopo è realizzare il buono e il giusto → il giurista deve avere una sensibilità, in quanto deve poter saper distinguere il buono e il giusto.
Bisogna studiare la storia e i casi precedenti non perché ci interessa come sono stati risolti, ma perché ci interessa il ragionamento che è stato fatto per giungere ad una soluzione, più che la soluzione in sé → ci interessa imparare il metodo di ragionamento, metodo scientifico applicato in un ambito umanistico.
Caratteristiche del diritto romano
Il diritto romano è:
- Controversiale.
- Casistico.
1. Controversiale.
A Roma ogni cittadino con opinioni sensate inerenti a vari casi che gli vengono proposti è considerato un giurista → “per essere un giurista basta fare il giurista”.
Ci sono tanti giuristi e di conseguenza tanti pareri diversi inerenti allo stesso caso, e altrettanti ragionamenti. Il diritto romano viene definito come controversiale in quanto capace di accogliere questi distinti pareri e soluzioni; quello che realmente importa è il ragionamento che produce il parere e non il parere in sé.
2. Casistico.
I romani partono dall’analisi dei casi concreti: metodo casistico → l’elaborazione del giurista si sviluppa mano a mano che succedono i casi, caso per caso.
→ Nei sistemi di common law, su cui si fonda il mondo anglosassone, il metodo su cui si basa il sistema giudiziario è quello casistico, influenza del mondo romano anche al di fuori dell’Europa continentale.
La parola diritto non deriva però dal latino “IUS”, ma è un termine medievale.
↓ connesso al termine “Jupiter/Iovis”, in quanto per i romani il mondo e la realtà erano regolati da forze oscure e divinità che facevano accadere miracoli e che li punivano → mondo antico dominato da una costante paura per la morte.
↓ pensavano che le cose sarebbero andate bene solo se gli uomini avessero vissuto in modo tale da non infastidire le entità luminose e le forze sovrumane che reggevano l’equilibrio dell’universo.
Nel pensiero arcaico vi era un nume tutelare accanto ad ogni fase della vita e tutto andava bene quando gli uomini godevano della protezione di questi numi.
Società arcaica ≠ società moderna.
↓ ↓ i romani si riconoscevano solo ed esclusivamente in base al gruppo di appartenenza; società individualistica.
↓ ↓ castigo dei numi causato da un solo elemento del gruppo sarebbe andato a gravare sul gruppo intero; ci riconosciamo come singoli individui anche se il gruppo continua a essere molto importante.
↓ quindi serve un messaggero tra divinità e gruppo.
↓ qualcuno che di fronte alla realtà si ponga come interprete, qualcuno che ne sa più degli altri, che è un sacerdote e che è in grado di interpretare questo mondo magico e occuparsi dei riti, nascita, matrimonio, espiazione, ecc.
↓ dal rito nasce il diritto: quindi i primi giuristi sono sacerdoti.
Il diritto fonda le sue radici nella religione dell’antica Roma, basata su un collettivo immaginario fondato sul mistico e sulla superstizione; tuttavia, saranno sempre i giuristi romani a staccare il diritto dal mondo della religione, introducendo il metodo scientifico di ragionamento. Il mondo occidentale odierno si basa su un diritto che non ha più niente a che vedere con la religione.
Esempio di diritto che nasce dal rito
Ex. di diritto che nasce dal rito.
“Il contratto ha forza di legge tra le parti” → Vuol dire che io con un contratto mi obbligo verso di te a tenere un certo comportamento e se non lo tengo tu puoi farmi caso.
↪ il contratto da dove nasce? → il primo contratto romano si chiama “SPONSIO”.
↓ il vincolo nasce da semplici parole che dinanzi agli occhi dei romani si caricano di una valenza quasi magica: “Spondes?” - “Spondeo” (“Prometti?” - “Prometto”).
↪ promessa & accettazione: contratto moderno.
Lezione 2
Le fonti del diritto
Da che cosa nasce il diritto? Come si sviluppa? Che cosa o chi pone in essere le norme che regolano una certa società?
Per rispondere a queste domande ricorriamo ad una metafora: “fonte del diritto”.
→ Come i corsi d’acqua vengono determinati da fonti più grandi, così si dice che ci sono delle fonti che fanno nascere e sgorgare il diritto.
Fonti di conoscenza storica del diritto romano
Le fonti che ci permettono di conoscere il diritto romano sono:
- La più importante: Corpus Iuris di Giustiniano.
- Il manuale più antico di diritto romano: Istituzioni di diritto romano di Gaio.
- Fonti non giuridiche: fonti letterarie → la più importante: Orazioni di Cicerone.
- Documenti diversi: reperti archeologici presenti a Roma.
Numismatica, ex. la ovvero le monete → le monete che ci sono arrivate dall’epoca di Augusto ci fanno capire l’ideologia che veniva veicolata all’epoca: Augusto, per mezzo delle monete che portavano l’incisione “Res publica restituita”, si accredita come colui che ha riportato la grandezza della repubblica romana, anche se noi oggi sappiamo che in realtà Augusto è stato il primo a cambiare la repubblica in principato.
→ I reperti archeologici sono fondamentali per conoscere la storia del passato: l’arte, per esempio, serviva a mandare un determinato messaggio al popolo → tutto veicolava un messaggio.
Periodi della storia del diritto romano
Quali sono i periodi della storia del diritto romano?
Il diritto romano si è sviluppato in 1300 anni, arco di tempo suddiviso in diverse epoche, periodizzazione fatta a posteriori.
Linea del tempo.
*Premessa: nella storia e nella vita umana, il tempo non scorre in maniera lineare ma a volte accadono avvenimenti che vengono ritenuti da chi li vive come qualcosa di arcaico/antico, fuori luogo per quel determinato momento storico, o qualcosa che, al contrario, accelera i tempi. Non dobbiamo leggere la storia in senso puramente evolutivo, in quanto non si ha un andamento lineare di per sé, ma solo a posteriori chi studia la storia la può leggere come un susseguirsi di avvenimenti. Nella realtà, la storia è racconto e narrazione: quello che noi sappiamo dipende da quello che ci viene raccontato, ex. la storia di Roma la conosciamo in base a fonti di conoscenza della storia stessa.
- 21 aprile 753 a.C. = fondazione di Roma.
- 242 a.C. = Roma vince la II guerra Punica + viene istituita la figura del pretore peregrino.
- 27 a.C. = nascita Impero Romano.
- 242 d.C. = anno della morte del giurista Modestino.
- 530 d.C.
- 565 d.C.
21 aprile 753 a.C. = epoca arcaica, periodo relativamente unitario, con caratteristiche simili.
242 a.C. = diritto preclassico.
27 a.C. = diritto classico, epoca più importante del diritto romano.
→ diritto laico!!! → giurisprudenza creativa del diritto.
→ espansione del ragionamento giuridico.
242 d.C. = diritto post-classico.
530 d.C. = diritto giustinianeo.
656 d.C. = anno in cui muore Giustiniano.
Epoca arcaica: 753 a.C. / 242 a.C.
Epoca arcaica (753 a.C. / 242 a.C.).
→ cinque secoli di storia.
→ è molto difficile ricostruire il periodo arcaico perché più si va indietro nella storia meno sono affidabili le fonti, anche le fonti di cui disponiamo, ad ex. Livio, sono successive a quest’epoca → molte cose sono state mitizzate, come ad ex. il mito della fondazione di Roma.
→ un’ulteriore data fondamentale di questo periodo è il 367 a.C., data della promulgazione della legge “Liciniae sextiae”, la quale istituiva una persona competente in materia di giurisprudenza: il pretore, colui che “pre” - “ire” // “andare avanti”, anche all’esercito schierato. Il pretore verrà chiamato pretore urbano a posteriori, in modo da poterlo distinguere dal pretore peregrino, 242 a.C. → si occupa di processi tra cittadini e stranieri. Il pretore è un comandante militare che ha il potere di farsi rispettare attraverso la forza “imperium” (“potere militare”) e di dirigere le controversie tra i cittadini per mezzo di processi.
Caratteristiche del periodo arcaico
Caratteristiche periodo arcaico:
- Mondo dominato dall’economia pastorale e agricola, il diritto arcaico è quindi adatto ad una società piccola e rurale.
- Roma sorge sul colle Palatino.
- I contadini vivono tra molte difficoltà e il loro rapporto con la vita è estremamente difficile e conflittuale, ex. vita media molto breve -40 anni-, si moriva molto di parto, ecc.
↳ mondo ostile in cui la natura stessa era una oscura entità da dominare — mondo difficile in cui il singolo non ha alcuna chance di sopravvivenza senza il gruppo.
→ si formano così i gruppi su base parentale → il primo nucleo costituito è la famiglia.
*Il gruppo parentale che dà origine a Roma è la famiglia.
→ un insieme di famiglie dà origine alla gens, uno studioso che ha scritto molto su questo è Pietro Bonfante.
*L’idea romana di famiglia è diversa dalla nostra: la famiglia è data dal gruppo di persone che sono sottoposte all’autorità di un unico capo “pater familias”, è anche un guerriero.
Il gruppo dei patres familiarum più anziani costituisce il senex (“senato”).
Il senato individuerà il loro rappresentante “rex”, il primo re è Romolo → la forma costituzionale dell’epoca è quindi la monarchia.
→ non esiste il principio dinastico: si diventa re sulla base della scelta dei patres.
Il rex assume in sé tutti i poteri che nel suo piccolo il pater familias detiene nella sua famiglia, quindi viceversa tutti i patres nelle proprie famiglie hanno il potere del re, un pater familias ha anche il diritto di vita e di morte sui membri della sua famiglia → schema patriarcale.
Quello che conta è quindi il gruppo → non esiste pertanto un pensiero individualistico in quanto “importa chi sei solo in funzione al tuo gruppo di appartenenza”. Per formare la tua identità è indispensabile il ricordo delle origini dei tuoi antenati, la tua storia, le tue tradizioni, ex. nei cortei funebri i giovani indossavano la maschera dei propri antenati. Ogni funerale diventava così una messa in scena dell’eternità di una determinata famiglia. Il momento della morte di un pater familias coincide con il momento in cui si fanno rivivere tutti gli antenati → una vita che va oltre la vita, ma non nel senso cristiano! Vivere e ritornare nei propri ascendenti potrà rendere Roma eterna, secondo i romani. → idea di eternità → condanna peggiore: essere dimenticati, non poter essere ricordato da nessuno.
→ venerazione dei defunti negli altari di ogni casa, se non si onorano decorosamente i morti, questi perseguiteranno i vivi.
↳ in ogni casa il pater familias, di conseguenza, svolge anche la funzione di sacerdote (= il re).
Essere sacerdote vuol dire interpretare la realtà che è in armonia con le entità misteriose che regolano la vita. Tutto dipende dal favore degli dei, e il favore degli dei dipende dalle azioni degli uomini → situazione di equilibrio → il re deve garantire questo equilibrio.
Ex. concetto di “BELLUM IUSTUS” (“guerra giusta”) // iustus conforme alla ius maius conforme alla volontà degli dei //
↳ La guerra giusta è quella indetta secondo determinate procedure. Se la procedura è stata seguita correttamente lo si può vedere soltanto a posteriori: se vinci la guerra significa che hai seguito la procedura giusta, al contrario, se la perdi, hai necessariamente sbagliato procedura e hai urtato gli dei.
Il valore fondamentale per i romani è la tradizione: cioè è legittimo fare qualcosa se quella cosa si è sempre fatta → il diritto romano è consuetudinario → il perpetuarsi di un comportamento nel tempo rende quel comportamento legittimo: “perché si fa così?” – “perché si è sempre fatto così” → è legittimo un comportamento che si è sempre tenuto.
↳ Vincolatività della consuetudine ⇆ il mondo arcaico è un mondo lento.
⇩ per fare delle innovazioni queste venivano chiamate riforme.
↳ l’accettazione di una novità si basa sul tornare indietro verso la propria essenza.
→ la parola “riforma” infatti significa “tornare alla forma di prima” → per i romani una modifica rappresenta tornare al passato, a qualcosa che c’era già.
La fonte di produzione di diritto dell’epoca arcaica è costituita dai cosiddetti mores maiorum (“costumi degli antenati”). Si tratta quindi di una fonte di produzione non posta da una autorità, fonte non autoritativa, ma il diritto viene dal basso da solo, in quanto tutti i consociati si comportano allo stesso modo basandosi sulla convinzione che bisogna fare così perché si è sempre fatto così.
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