Istituzioni di diritto romano
Introduzione
Iniziamo a parlare di diritto romano a partire dalla fondazione di Roma avvenuta nel 754 a.C. fino alla metà del II secolo d.C. Sono 1300 anni. Nel 754 a.C. la nascita di Roma comportò la nascita anche del diritto. Possiamo dire che il diritto o meglio che il ius, è l’insieme di norme, di regole di comportamento che hanno il fine di regolare le interazioni tra individui. Esso è stato appunto inventato a Roma dai romani e ciò vuol dire che solo lì si è sviluppata una scienza del diritto (scienza = coscienza che avanza, secondo principi condivisi).
La giurisprudenza o meglio, iuris prudentia, è la scienza che studia il diritto. Il ceto di giuristi si costruisce solo a Roma e svolgono un ruolo fondamentale per far sì che il diritto diventi una scienza. Essi interpretano e creano nuovo diritto grazie a ciò, creano il diritto formale. Il diritto formale significa che ha una forma che si manifesta attraverso parole, riti, redazione scritta e diventa comune per tutti. Questa forma è ancora esistente oggi.
I giuristi rispondevano a casi concreti, per questo parliamo di diritti lasistico (nasce dall’esame del caso concreto), e rendono astratte le regole che riportano ai casi concreti. L’esame del caso concreto è la base per far sì che il diritto diventi una vera e propria scienza. Solo a Roma assistiamo al costituirsi di una scrittura giuridica, la lettera puragiurisprudenziale, scritta dai giuristi, che è indispensabile per la trasmissione nel tempo del diritto e permette l’insegnamento del diritto alle nuove generazioni.
Noi conosciamo il diritto romano perché l’imperatore Giustiniano nel VI secolo d.C. ha raccolto un’antologia dei giuristi. Giustiniano era l’imperatore d’oriente, sale al trono nel 527 d.C. e nell’anno successivo inizia un’opera politica militare. Comincia la riconquista dell’impero Romano, crea un’opera che raccoglie il diritto preesistente e dà avvio ad una codificazione, il Corpus Iuris (diritto vigente a quell’epoca).
Lo sviluppo del diritto non è stato per nulla continuo e uniforme, ma presenta diverse fratture e punti di svolta. Il diritto è dunque un vero e proprio fenomeno storico e come tale ha avuto un suo svolgimento nel tempo ed è stato soggetto anche a diversi fattori.
Trasformazione costituzionale di Roma
Abbiamo 4 fasi che caratterizzano la storia di Roma. Ogni fase combacia con un assetto costituzionale. Questa informazione è molto rilevante in quanto i cambiamenti dell’assetto costituzionale hanno determinato inevitabilmente il cambiamento sia dell’applicazione sia dell’interpretazione del diritto stesso.
- Monarchia 754 a.C. - 510 a.C. Nascita del diritto
- Repubblica 509 a.C. - 27/23 a.C. Dal punto di vista degli organi c’è una ricchezza massima, aumentano i magistrati. La crisi della repubblica determina il trasferimento dei poteri nella mano di una sola persona.
- Principato 27/23 a.C. - 284 d.C. Diocleziano era imperatore ed Augusto principe.
- Dominato 284 d.C. - 565 d.C. Giustiniano I.
La Monarchia
La monarchia si identifica con Romolo ed i 7 Re di Roma. A Roma il popolo nasce dalla fusione di sabini, etruschi e latini.
Gli organi costituzionali
Dal punto di vista dell’organizzazione degli organi costituzionali della struttura monarchica abbiamo:
- Il Rex
- Il Senatus
- La Comitia Curiata (assemblea popolare)
- I Collegi sacerdotali (soprattutto pontefici che erano i più importanti, auguri e feziali)
- La Res publica o Civitas
Il Rex era capo dell’esercito, della religione, della politica e dell’amministrazione. Il Rex e dei collegi sacerdotali, della civiltà. In questo periodo non era particolarmente forte. Anche quando accrebbe il suo potere non riuscì a imporsi con i singoli soggetti.
Senatus
I componenti erano chiamati Patres. La sua composizione è cambiata negli anni ma è appunto esistito fin dall’epoca monarchica. Il senato era l’organo che affiancava il rex. Il termine “senatus” deriva dal vocabolo “senex” che vuol dire “anziano”; il senato, infatti, era composto da anziani che non erano altro che gli esponenti più rappresentativi dei gruppi famigliari a Roma. Aveva un ruolo davvero molto importante in quanto era proprio quest’ultimo che doveva gestire la civitas nella fase transitoria tra la morte del re e l’individuazione del nuovo re.
Alla morte del Re, infatti, per ben 5 giorni vi erano 10 senatori che gestivano la vita della civiltà. L’interregnum è il tempo che intercorre tra la morte di un Re e la nomina di un suo successore. La parola ci fa pensare che esisteva un Regno. Con ciò abbiamo la certezza che la creatio del Rex avveniva tramite una procedura e non subito. Un altro grande elemento che li caratterizza è il fatto di essere i depositari dei così detti auspicia che erano altro che segni della volontà divina. Si era soliti dire “gli auspicia ritornano ai Patres”. Alla morte del Re, infatti, i senatori dunque diventavano i “custodi” di quegli auspicia prima appartenenti al Re, e li utilizzavano per individuare il nuovo Re. Più gli auspicia erano favorevoli più quell’azione poteva essere effettuata.
Comitia Curiata (assemblea popolare)
Innanzitutto è bene analizzare termine per termine. Per comitia noi intendiamo l’assemblea dell’intero popolo, maschi non sottoposti al potere, uomini liberi, ecc. La concilia invece è l’assemblea limitata solo alla plebe. Il termine curiata deriva da curia, cioè l’insieme degli uomini che si riuniscono in un determinato luogo per provvedere ai bisogni comuni e alla gestione delle cose pubbliche. Le curie sono 30 e svolgono un ruolo importante ovvero quello di provvedere alle cure pubbliche, cioè alle esigenze comuni. La comitia curiata è l’assemblea delle curie a seconda della curia di appartenenza.
La comitia curiata ha il compito di:
- Acclamare il nuovo Rex
- “Lex curiata de imperio” attribuisce al Rex una legge delle curie grazie alla quale gli veniva affidato il potere militare
Collegi sacerdotali
I componenti più importanti che costituivano i collegi sacerdotali erano:
- I pontefici
- Le vestali
- Gli auguri
- I feziali
Partendo dai pontefici possiamo dire che furono coloro che ebbero in epoca monarchica un ruolo di rilevanza. Il termine Pontefice deriva da “Pontifex” che significa “costruttore di ponti”. In effetti, il pontefice era colui che faceva da intermediario tra il diritto degli uomini e il diritto degli dei. I pontefici erano, in epoca monarchica, 5 e tutti di stirpe patrizia. Essi erano dunque aristocratici. Questa informazione non è insignificante in quanto proprio questa loro caratteristica causerà problemi con i plebei. Essi erano inoltre antenati dei giuristi.
Ma passiamo alle loro funzioni:
- I pontefici erano depositari ed interpreti dei mores ma anche per un periodo delle 12 tavole, ovvero di quella che i Romani definiscono la fonte del diritto per eccellenza.
- I Pontefici raccoglievano gli annali in cui segnavano tutte le varie vicende più significative della città (Es. le alluvioni, l’eclissi di Luna, le guerre, il raccolto del grano…)
I Pontefici erano poi coloro che gestivano il tempo a Roma. Loro enunciavano il calendario composto da giorni fasti, nefasti e intercalari. In base a ciò loro individuavano i giorni più opportuni per agire in giudizio, per fare mercato, per effettuare un rito ecc.
Popolo romano
Il popolo romano nasce da un fenomeno chiamato sinecismo, vale a dire dalla fusione di comunità vicine: i latini, i sabini e gli etruschi. Il popolo romano non è un popolo indistinto. L’organizzazione familiare e del popolo è complessa in quanto composta da:
- Familia
- Gens
- Tribus
Da premettere che, in epoca arcaica si dava molta importanza ai rapporti tra individui, per cui il popolo doveva conoscere come si componeva la famiglia per mantenere i rapporti equilibrati.
Questo è anche il motivo per cui le adozioni avevano un ruolo significativo.