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Che cos'è una Costituzione? La costituzione è un insieme di regole

 fondamentali che caratterizzano un determinato stato in un determinato

momento storico. La costituzione, nel diritto, è l'atto normativo fondamentale

che definisce la natura, la forma, la struttura, l'attività e le regole fondamentali

di un'organizzazione. La Costituzione può essere scritta o non scritta; corta o

lunga. Se è scritta può essere rigida o flessibile. È rigida se può essere

modificata solo attraverso un procedimento di revisione aggravato rispetto alla

modalità di produzione della legge ordinaria e se vi è un organo cui sia attribuito

il compito di controllarne e il rispetto. È flessibile se può essere modificata o

derogata con legge ordinaria e non c'è un organo chiamato a controllarne il

rispetto.

Che differenza c'è tra Costituzione rigida e Costituzione flessibile? È

 rigida se può essere modificata solo attraverso un procedimento di revisione

aggravato rispetto alla modalità di produzione della legge ordinaria e se vi è un

organo cui sia attribuito il compito di controllarne e il rispetto. È flessibile se

può essere modificata o derogata con legge ordinaria e non c'è un organo

chiamato a controllarne il rispetto.

Che cos'è un ordinamento costituzionale? Ogni organizzazione sociale

 costituisce un ordinamento giuridico <<ubi societas Ibi ius>> L'ordinamento

giuridico è l'insieme delle regole vigenti all'interno di una organizzazione

sociale, considerate in una prospettiva unitaria. L'ordinamento giuridico, inoltre,

assume sé stesso come coerente e completo, nel senso che non ammette

contraddizioni fra norme e non ammette alcuna la e completa sé, ricorso a

all'analogia.

Quali sono i contenuti fondamentali delle Costituzioni moderne? Le

 costituzioni moderne vengono scritte per fissare limiti al potere di chi comanda

e per riconoscere i diritti degli individui nei confronti dell'autorità. Esse hanno

quindi due contenuti fondamentali: riconoscimento dei diritti; divisione dei

poteri come strumento per garantire i diritti stessi.

Che differenza c'è tra ordinamenti di Civil Law e ordinamenti di

 Common Law? Gli ordinamenti di Common Law sono un modello di

ordinamento giuridico tipico dei paesi anglosassoni, nei quali le norme derivano

prevalentemente dalla regolarità dei comportamenti dei consociati, accertati e

verificati dai giudici. Gli ordinamenti di Common Law sono basati sui precedenti

giurisprudenziali, che sono vincolanti, più che sulle norme scritte. Il giudice ha

una funzione creativa di diritto. Invece, gli ordinamenti di Civil Law è un modello

di ordinamento giuridico derivante dal diritto romano, nel quale è prevalente

l'importanza delle norme scritte. Il giudice interpreta ed applica le norme

contenute nei testi normativi.

Spiegare la distinzione tra disposizioni e norme. Le disposizioni sono gli

 enunciati linguistici nei quali si articola un testo normativo, me le formulazioni

linguistiche potenzialmente suscettibili di diverse interpretazioni. Le norme sono

il significato di quelli enunciati, che si ricava a seguito di una interpretazione,

operata sulla base di più criteri (letterale, tecnologico, logico sistematico).

Elencare e descrivere gli elementi che compongono lo stato. Lo stato è

 composto da un popolo; un territorio; un governo sovrano. Non costituisce uno

stato un popolo privo di territorio, un popolo che, pur essendo stazionato su un

territorio, non ha un governo sovrano in grado di controllarlo. Il popolo è la

comunità di persone legate da un vincolo riconosciuto e istituzionalizzato, che

fanno parte dello stato in quanto ne hanno la cittadinanza. Il popolo è quindi il

complesso dei cittadini non solo le persone fisiche, ma anche le associazioni e le

persone giuridiche aventi la nazionalità. Il territorio è lo spazio sul quale il

popolo vive e su cui si esercita la sovranità dello stato, è costituito da: una

superficie di terraferma delimitata dalle frontiere dello Stato; acque interne

comprese entro i confini; mare territoriale, fissata da quasi tutti gli stati in 12

miglia marine; spazio aereo sovrastante e corrispondente sottosuolo;

piattaforma continentale, cioè parte che circonda le terre emerse. Vi è poi un

territorio mobile costituito dalle navi e dagli aerei mercantili e militari battenti

bandiera dello stato; le sedi delle rappresentanze diplomatiche degli Stati

all'estero. Governo e l'organizzazione dei centri di potere: struttura,

organizzazione stabile che viene data al potere politico.

Quali sono le caratteristiche dello stato democratico costituzionale?

 Caratteri dello Stato costituzionale, che si ispira al costituzionalismo

liberaldemocratico: - Si basa sul suffragio universale, la segretezza e libertà del

voto, le elezioni periodiche, il pluralismo e il pluripartitismo. - L’ordinamento si

fonda su una Costituzione rigida (e in genere scritta), alla quale è sottoposto lo

stesso potere sovrano. - I diritti dell’uomo hanno il primato su ogni altro valore

(nello Stato sociale, peraltro, alla tutela dei diritti civili e politici si aggiunge

quella dei diritti sociali). - È garantito il rispetto del principio di uguaglianza

formale e sostanziale. - La sovranità appartiene al popolo: il diritto e lo Stato

trovano il loro fondamento nella volontà dei consociati. - La principale tecnica

di adozione delle decisioni politiche è il principio di maggioranza. - È realizzata

la separazione dei poteri. - Il potere legislativo è attribuito ad Assemblee

rappresentative (elettive). - I diritti dei cittadini sono garantiti dall’attività di

giudici indipendenti. - È previsto il controllo di costituzionalità delle leggi ad

opera dei giudici (controllo diffuso) oppure di appositi tribunali costituzionali

(controllo accentrato). - Vige il principio di laicità: la sfera politica è autonoma

da quella religiosa, lo Stato non privilegia alcuna confessione ma le rispetta

tutte.

Come vengono classificate le forme di stato? Il rapporto che intercorre tra

 gli elementi costitutivi dello Stato, si distinguono due diversi profili: - con

riguardo al rapporto tra governo e popolo e ai fini perseguiti dall'ordinamento, si

distingue tra Stato Assoluto, Liberale, Democratico, Totalitario, Socialista,

Confessionale; con riguardo al rapporto tra territorio e Governo si distingue tra

Stati Unitari, Federale, Regionali. - Stato Assoluto è la prima forma dello Stato

moderno, si afferma in Europa tra il XV il XVII secolo a seguito della dissoluzione

dell’ordinamento feudale. È caratterizzato dalla legittimazione del sovrano di

origine divina. dall’accentramento in capo al sovrano di tutto il potere pubblico,

senza separazione tra le diverse funzioni; da una rigida divisione in classi sociali

e riconoscimento all’aristocrazia di una condizione particolare di privilegi e

immunità. - Lo Stato liberale nasce tra il XVIII e il XIX secolo, grazie all’avvento

di una economia di mercato connessa allo sviluppo del modo di produzione

capitalistico e grazie all’affermazione della borghesia sull’aristocrazia e sull’alto

clero che si realizza con la Gloriosa Rivoluzione del 1689 in Inghilterra, la

Rivoluzione americana del 1776, la Rivoluzione francese del 1789, le rivoluzioni

europee del 1848. È caratterizzato: - Dalla finalità prevalente dello Stato liberale

che è quella di garantire l’autonomia e la libertà dell’individuo. - Lo Stato è uno

strumento per la tutela delle libertà e dei diritti degli individui. - Lo Stato è

titolare solo delle funzioni necessarie all’adempimento della suddetta finalità

garantistica: esso pertanto si astiene dall’intervenire nella sfera economica

(Stato minimo). - Il potere politico è suddiviso tra soggetti istituzionali diversi,

che si controllano reciprocamente (separazione dei poteri). - Lo Stato riconosce

e tutela i diritti di proprietà e di libertà (libertà personale, proprietà privata,

libertà contrattuale, libertà di pensiero e di stampa, libertà religiosa, libertà di

domicilio); tutte le libertà sono riferite esclusivamente all’individuo (principio di

libertà individuale). - I diritti degli individui sono garantiti dalla legge, vincolanti

anche per la pubblica amministrazione e tutelate da giudici indipendenti; ogni

limitazione della sfera di libertà riconosciuta a ciascun individuo deve avvenire

per mezzo della legge; inoltre, tutta l’attività dei pubblici poteri deve - trovare

fondamento nella legge e non esistono potestà pubbliche non espressamente

previste dalla legge (Stato di diritto; principio di legalità). - La legge è formata

dai rappresentanti della Nazione (i parlamentari), che devono agire liberi da

mandati vincolanti da parte dei loro elettori, in quanto rappresentano l’intera

nazione e l’intero popolo (principio rappresentativo e divieto di mandato

imperativo). - Base sociale ristretta ad una sola classe, la classe borghese, cioè

ai soggetti con un certo livello di reddito e di istruzione, ai quali è riservato il

diritto di voto (Stato monoclasse). - Lo Stato democratico (o liberaldemocratico)

si sviluppa come evoluzione dello Stato liberale e comincia ad affermarsi agli

inizi del ‘900, quando l’estensione del suffragio ai ceti in precedenza esclusi

determina l’allargamento della sua base sociale. Negli Stati democratici la tutela

dei diritti civili, politici e sociali viene fissata in Costituzioni rigide: si parla

dunque di Stato costituzionale, che rappresenta una evoluzione dello Stato di

diritto. Mentre lo Stato di diritto si limitava a sottoporre gli organi statali alle

leggi, lo Stato costituzionale sottopone lo stesso legislatore ad una “legge”

superiore, la Costituzione. Caratteri dello Stato costituzionale, che si ispira al

costituzionalismo liberaldemocratico: - Si basa sul suffragio universale, la

segretezza e libertà del voto, le elezioni periodiche, il pluralismo e il

pluripartitismo. - L’ordinamento si fonda su una Costituzione rigida, alla quale è

sottoposto lo stesso potere sovrano. - I diritti dell’uomo hanno il primato su ogni

altro valore (nello Stato sociale, alla tutela dei diritticivili e politici si aggiunge

quella dei diritti sociali). - È garantito il rispetto del principio di uguaglianza

formale e sostanziale. - La sovranità appartiene al popolo: il diritto e lo Stato

trovano il loro fondamento nella volontà dei consociati. - La principale tecnica

di adozione delle decisioni politiche è il principio di maggioranza. - È realizzata

la separazione dei poteri. - Il potere legislativo è attribuito ad Assemblee

rappresentative (elettive). - I diritti dei cittadini sono garantiti dall’attività di

giudici indipendenti. - È previsto il controllo di costituzionalità delle leggi ad

opera dei giudici (controllo diffuso) oppure di appositi tribunali costituzionali

(controllo accentrato). - Vige il principio di laicità: la sfera politica è autonoma

da quella religiosa, lo Stato non privilegia alcuna confessione ma le rispetta

tutte. Sono estranee al costituzionalismo democratico le forme di Stato

totalitario, socialista, confessionale. - Stato totalitario: affermatosi nel XX secolo

in alcuni Paesi nei quali l’avvento della democrazia di massa (basata sul

suffragio universale e sui partiti politici di massa) non è stato accompagnato

dall’accettazione dei valori del pluralismo. In questi Paesi la crisi delle istituzioni

liberali è sfociata nell’affermazione di forme di Stato alternative allo Stato

democratico, basate sulla negazione del pluralismo, sull’identificazione del

partito unico con lo Stato, sulla concentrazione del potere in un unico organo (il

Capo del Governo) e sulla possibilità per lo Stato di occuparsi di tutti gli aspetti

della vita sociale e individuale, anche grazie alla soppressione delle tradizionali

libertà liberali (da qui l’espressione “Stato totalitario”). - Stato socialista: forma

di Stato alternativa allo Stato democratico, affermatasi in Russia con la

Rivoluzione sovietica del 1917 e nei Paesi dell’Est europeo dopo la Seconda

guerra mondiale, che si ispirava alla concezione della lotta di classe propria

delle teorie marxiste e leniniste. Caratteri: dittatura del proletariato, abolizione

della proprietà privata e attribuzione allo Stato del dominio di tutti i mezzi di

produzione, abolizione del mercato a favore di una economia collettivistica,

libertà riconosciute solo se funzionali alla costruzione di una società socialista. -

Stato confessionale: ordinamento che non accetta il principio della separazione

della sfera religiosa da quella civile; il potere statale si fonda su basi religiose. In

passato avevano queste caratteristiche gli Stati confessionali ispirati alla fede

cristiana; oggi le hanno alcuni Paesi islamici. Classificazione delle forme di Stato

in base al rapporto tra territorio e governo: - Stati unitari: conservano una

rigorosa centralizzazione delle funzioni. Il potere sovrano appartiene ad un unico

ente. - Stati federali: composti dalla riunione di più Stati, i quali conservano

parte della propria sovranità ma affidano il resto dei loro poteri ad un governo

federale, distinto dal governo dei singoli Stati, a capo del quale vi è un

presidente federale. Lo Stato federale e gli Stati federati hanno ciascuno una

propria Costituzione. La Costituzione federale si pone come fonte di

legittimazione di tutti i poteri pubblici, anche di quelli degli Stati federati. - Stati

regionali: intermedi tra Stato unitario e Stato federale. Si hanno quando uno

Stato unitario amplia la sfera delle autonomie locali, che sono titolari di una

propria potestà legislativa, di competenze amministrative e autonomia

finanziaria.

Come si ottiene la cittadinanza italiana? La cittadinanza può essere

 acquistata o perduta sono disciplinati dalla legge 91 del 1992. Il principio

fondamentale per l'attribuzione della cittadinanza è quello del diritto del sangue

(ius sanguinis) contemperato però con il principio del diritto del territorio dove si

nasce (ius soli) e con quelli del diritto di scelta (ius election) e della

comunicabilità del diritto di cittadinanza di un membro della famiglia all'altro

(ius comunicatio). È cittadino italiano per nascita il figlio, anche adottivo, di

padre o di madre cittadini italiani, ovunque sia nato (ius sanguinis); Chi è nato in

Italia da genitori entrambi ignoti o apolidi, o che non comunicano la loro

cittadinanza al figlio Secondo la legge dello stato al quale questi appartengono

(ius soli). Può acquistare la cittadinanza italiana: - lo straniero o l’apolide, del

quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado

siano stati cittadini per nascita, a certe condizioni (se presta effettivo servizio

militare per lo Stato italiano o assume pubblico impiego alle dipendenze dello

Stato, anche all’estero, e, in entrambi i casi, dichiara preventivamente di voler

acquistare la cittadinanza italiana; se, al raggiungimento della maggiore età,

risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica e dichiari,

entro un anno dal raggiungimento, di voler acquistare la cittadinanza italiana)

(ius electionis); - lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente

senza interruzione fino al raggiungimento della maggiore età, se dichiara di

voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data (ius

electionis); - il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano quando, dopo il

matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della

Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente

all’estero, salvo casi di preclusione per subite condanne o per comprovati motivi

di sicurezza, e qualora, al momento dell’adozione del decreto che concede la

cittadinanza, non sia intervenuto lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione

degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei

coniugi (iuris communicatio).

La cittadinanza può infine essere concessa con decreto del Presidente della

Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’interno: -

allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta

di secondo grado sono stati cittadini per nascita, o che è nato nel territorio della

Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni; - allo

straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel

territorio della Repubblica da almeno cinque anni successivamente all'adozione;

- allo straniero che ha prestato servizio, anche all’estero, per almeno cinque

anni alle dipendenze dello Stato; - al cittadino di uno Stato membro delle

Comunità europee se risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio

della Repubblica; - all’apolide che risiede legalmente da almeno cinque anni nel

territorio della Repubblica; - allo straniero che risiede legalmente da almeno

dieci anni nel territorio della Repubblica.

Descrivere la forma di Stato dell’Italia. La Repubblica italiana è uno Stato

 sociale che si ispira al costituzionalismo liberaldemocratico e ha le

caratteristiche dello Stato costituzionale. Con il riconoscimento dei diritti politici

a tutti i cittadini maggiorenni favorisce l’organizzazione dei cittadini in partiti

politici e in sindacati, al fine di tutelare meglio i ceti più deboli: nascono i partiti

di massa. È garantito ampiamente il pluralismo: pluralismo di idee e di valori

(politico, sociale, economico, religioso, culturale, dei mezzi di comunicazione) e

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pieraro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Tira Elisa.
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