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Istituzioni di Diritto privato - l'efficacia temporale delle leggi

Appunti di Istituzioni di diritto privato per l'esame della professoressa Petrone sull'efficacia temporale delle leggi. Gli argomenti trattati sono i seguenti: gli strumenti preliminari, l'applicazione e l'interpretazione delle leggi, l'analogia, i conflitti di leggi nello spazio, il rapporto giuridico, la prescrizione. Vedi di più

Esame di Istituzioni di Diritto Privato docente Prof. M. Petrone

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ESTRATTO DOCUMENTO

al momento della conoscenza per gli unilaterali recettizzi

al momento dell’accettazione per gli accordi bilaterali

pubblicità

La serve a dare a terzi la possibilità di conoscere l’esistenza di un negozio

giuridico o le vicende delle persone fisiche e giuridiche. Abbiamo:

Pubblicità notizia ce è un obbligo e non un onere: la sua omissione da luogo ad una

sanzione pecuniaria e i terzi possono opporsi all’atto.

Pubblicità dichiarativa che serve a rendere opponibile a terzi il negozio, il quale

vale anche senza trascrizione ma che può essere impugnato da chiunque effettui la

trascrizione successivamente.

Pubblicità costitutiva che è quella senza la quale non si ha validità del negozio: è il

caso dell’ipoteca che nasce solo con la trascrizione o della società che acquista la

personalità giuridica con l’iscrizione nel registro delle imprese.

CONTRASTO TRA DICHIARAZIONE E VOLONTÀ.

Può capitare che in un negozio la dichiarazione, quello che è stato scritto, diverga

dall’intento delle parti. Il legislatore risolve le controversie con la teoria dell’affidamento;

secondo questa teoria, se la dichiarazione diverge dall’animus, ma colui cui essa è

destinata era incapace di conoscere tale divergenza, il negozio è valido; è invalido se il

destinatario conosceva tale divergenza.

Nel caso di negozio concluso attraverso violenza psichica, la volontà manca e l’atto è

viziato.

Si parla di errore ostativo quando si intendeva dire una cosa e invece se ne è detta un’altra.

Il negozio simulato è il negozio che le parti stipulano solo per poterlo invocare di fronte

ai terzi; le parti sono comunque d’accordo che gli effetti del negozio non si dovranno

verificare. Il negozio è quindi fittizio e inidoneo a produrre gli effetti a cui appare

preordinato; Il negozio simulato è una figura in cui la volontà delle parti diverge da quella

simulazione assoluta

espressamente dichiarata. La può essere quando le parti escludono

simulazione relativa

ogni rilevanza dell’atto tra i rapporti interni; si ha invece quando con

un negozio se ne intende effettuare un altro (vendita al posto di una donazione), e in tal

negozio dissimulato.

caso si parla di Nel negozio dissimulato troviamo la figura del

prestanome ovvero della interposizione di persona fittizia, una persona alla quale

di un

vengono attribuiti diritti solo per motivi fittizi, da non confondere con l’intestazione

bene in nome di altri che è un negozio regolare.

Il negozio assolutamente simulato non produce effetti in quanto le parti non volevano

porlo in essere. Il negozio dissimulato non ha effetto anch’esso ma si considera valido il

negozio che è stato celato sotto al simulato se e solo se sussistono i requisiti di forma.

Effetti della simulazione di fronte ai terzi :

I terzi estranei al contratto simulato, qualora ne risultino pregiudicati, possono far dedurre

la simulazione e quindi accertarne la nullità.[art. 1415 codice civile]. La simulazione non

può essere opposta ai terzi che in buona fede hanno acquistato diritti dal titolare

apparente. La buona fede si presume.

Effetti della simulazione di fronte ai creditori : 19

I creditori del simulato alienante possono far dedurre la simulazione ed agire sui beni

usciti dal patrimonio di questo se il credito è antecedente al negozio [art. 1416 codice

civile]

L’alienante simulato può opporre la simulazione ai creditori chirografari dell’acquirente

simulato ma non a quelli dell’acquirente se fallito o se muniti di ipoteca o pegno. .

Negozio indiretto: si verifica quando un determinato effetto giuridico viene realizzato

dalla combinazione di più atti che per vie traverse conseguono lo scopo originario del

primo negozio. Non s ha simulazione in quanto gli atti posti in essere sono tutti voluti e

permettono di raggiungere un ulteriore scopo(finanziamenti attraverso accordi di

forniture). Non si esclude nessun effetto dei negozi.

Negozio fiduciario: si verifica quando un soggetto, fiduciante, trasferisce, o fa trasferire, la

titolarità di un bene con il patto che l’acquirente utilizzerà e disporrà di questo in

conformità delle istruzioni del fiduciante in modo da disporre del bene stesso

esclusivamente nell’interesse del fiduciante. Non è previsto nel codice ma è previsto in

una legge per le società fiduciarie..

I VIZI DELLA VOLONTÀ

Nei vizi di volontà non c’è divergenza tra volere e dichiarazione, tuttavia la volontà si è

formata in maniera anomala ovvero per dolo, violenza, errore.

L’errore consiste nella falsa conoscenza della realtà; affinché l’errore sia rilevante, ovvero

produca l’annullabilità del negozio, occorre :

che l’errore sia essenziale, ovvero che sia stato tale da aver indotto la parte a concludere

• il negozio (errore determinante), inoltre l’errore per essere essenziale [art. 1429 codice

civile] deve cadere su :

sulla natura del negozio(locazione al posto della vendita);

• sull’oggetto del negozio;

• sulla quantità della cosa oggetto del negozio;

• sull’identità e sulle qualità dell’altro contraente;

Se l’errore è di diritto questo deve essere stato la ragione unica o principale del contratto

per essere essenziale.

che l’errore sia riconoscibile dall’altro contraente L’errore si considera riconoscibile

• quando, in relazione al contenuto, alle circostanze del contratto o alle qualità dei

contraenti, la controparte , usando la normale diligenza, avrebbe potuto

accorgersene.[art. 1431 codice civile].

Se l’errore è comune alle parti il negozio è annullato a prescindere dalla buona fede di

entrambe.

L’errore può essere :

di fatto se cade su di una circostanza di fatto;

• 20

di diritto se cade sull’esistenza o sull’interpretazione di una norma giuridica.

L’errore ostativo cade sulla dichiarazione, anche se indipendente dalla volontà delle parti

come nel caso di errore di trasferimento dati; è equiparato all’errore vizio.

Il dolo (dolo inganno)è il raggiro perpetrato ai danni del contraente. Perché un negozio

affetto da dolo sia annullabile occorre :

il raggiro ovvero azione idonea a trarre in inganno il contraente;

• l’errore del raggirato, ovvero il successo del raggiro (dolo determinante); non può

• essere impugnato se io avevo capito il dolo; il riconoscimento è affidato alla normale

diligenza.

la provenienza del raggiro dalla controparte; se il raggiro è stato effettuato da terzi e se

• l’altro contraente non ne era a conoscenza il dolo non è rilevante.

La figura del dolo incidente si ha allorquando il dolo non è fatto determinante per la

stipula del contratto ma si limita ad incidere sulle condizioni dello stesso(comportamento

fraudolento); il contratto non è annullabile ma il raggirato ha diritto all’indennizzo dei

danni subito o ad un minor onere rispetto a quello contrattuale [art. 1440 codice civile].

Rilevanza del dolo

in un contratto deve provenire dall’altro contraente o da terzo, ma in questo caso i

• raggiri devono essere noti al contraente che en ha tratto vantaggio;

in un negozio unilaterale non recettizio da qualsiasi terzo provenga;

La violenza psichica è la minaccia di un male ingiusto rivolta ad una persona con la

finalità di indurla a concludere un contratto ovvero a porre in essere qualsiasi tipo di

negozio giuridico. La violenza pertanto assume rilievo come vizio della volontà

esclusivamente quando sia diretta al ottenere dal minacciato il compimento di un atto

negoziale. Al minacciato spetta la facoltà di agire per l’annullamento. La violenza deve

essere [art. 1435 codice civile]:

tale da impressionare una persona media;

• il male minacciato deve essere ingiusto e deve riguardare la vittima o il coniuge o

• ascendenti e discendenti della vittima.

La violenza psichica ha rilevanza per l’annullabilità del negozio anche se posta in essere

da un terzo all’insaputa dell’altro contraente.

timore riverenziale

Una dichiarazione emessa per non annullabile eccetto per casi di

eccezionale gravità quali il matrimonio.

La violenza fisica non è un caso di vizio della volontà ma di assoluta mancanza di questa;

produce la nullità del negozio.

stato di pericolo

Se per effetto dello una persona ha assunto obbligazioni a condizioni

inique, il negozio non è annullabile ma rescindibile.

LA CAUSA DEL NEGOZIO GIURIDICO 21

Causa del negozio giuridico scopo oggettivo rilevante socialmente ed economicamente

per cui il negozio stesso è stato posto in essere; la causa può essere vista come la funzione

socioeconomica del negozio giuridico, il motivo per cui viene posto in essere. La causa è

un elemento essenziale del negozio giuridico la cui mancanza o la cui illiceità provoca la

nullità del negozio stesso. La causa può esserci all’inizio ma poi venire a mancare; in

questo caso si può rescindere dai contratti e sciogliere quindi le proprie obbligazioni. Si

causa illecita

definisce quando è contraria a norme imperative, all’ordine pubblico

(illegale), al buon costume (immorale): l’illiceità della causa produce la nullità del negozio

cioè nessun effetto, e chi ha eseguito un pagamento ha diritto alla ripetizione.

Motivo del negozio giuridico è lo scopo soggettivo in seguito al quale la parte pone in

essere il negozio; lo scopo soggettivo consiste in un vantaggio o in una soddisfazione

personale della parte. Il motivo non ha rilevanza ai fini dell’annullabilità del negozio

giuridico. Fanno eccezione i casi :

se il motivo è illecito, comune ad entrambe le parti ed esclusivo, produce la nullità del

• contratto [art. 1418 codice civile]; (nella donazione o nel testamento il motivo illecito

rende nullo l’atto, mentre l’errore sul motivo (credevo una cosa che invece non era vera)

rende impugnabile l’atto a condizione che sia stato l’unico motivo per cui è stato

disposto).

se la realizzazione del motivo è oggetto del patto contrattuale o di una condizione a cui

• viene subordinata l’efficacia dell’atto stesso.

I negozi astratti producono i propri effetti astraendosi dalla causa; se la causa non esisteva

o era illecita si può agire per la restituzione a prestazione avvenuta. I negozi astratti

richiedono sempre una forma solenne. L’esempio classico è la cambiale, infatti non posso

oppormi al terzo giratario eccependo l’insussistenza del primo rapporto. Un negozio che

negozio causale.

non sia astratto si dice

negozio in frode alla legge

Il è quello che pur rispettando la legge alla lettera costituisce il

mezzo per eludere un’altra norma.

Astrazione processuale: in un negozio causale chi agisce per ottenere la prestazione non

ha l’onere di dimostrare l’esistenza o la liceità della causa; l’onere di dimostrare l’illiceità

grava sul convenuto se vuole sottrarsi alla condanna.

LA RAPPRESENTANZA

La rappresentanza è l’istituto per cui ad un soggetto (rappresentante) viene attribuito il

potere di agire in nome e per conto di un altro soggetto (rappresentato) nel compimento di

un’attività giuridica; gli effetti degli atti posti in essere dal rappresentante andranno ad

incidere direttamente nella sfera giuridica del rappresentato. Il rappresentante, differisce

dal nuncio perché egli agisce con volontà propria e non del rappresentato; egli può aver

ricevuto delle disposizioni ma nell’ambito di queste decide con discrezionalità 22

La rappresentanza può essere :

diretta in cui il rappresentante agisce in nome e per conto del rappresentato; gli effetti

• giuridici ricadono direttamente nella sfera di quest’ultimo.

indiretta interposizione reale

detta anche in cui il rappresentante agisce in nome

• proprio ma per conto terzi, ed acquista in prima persona i diritti che poi, in virtù della

rappresentanza a lui conferita, andrà a trasmettere nella sfera giuridica del

rappresentato attraverso un secondo negozio..

La rappresentanza è esclusa nei negozi di diritto familiare, nel testamento, ed è ammessa

entro certi limiti nelle donazioni.

La rappresentanza legale ricorre quando un soggetto è incapace o è interdetto(dei genitori

e dal tutore), oppure quando si parla di rappresentanza organica(di organo di persona

giuridica).

La procura è il negozio unilaterale non recettizio mediante il quale viene conferito al

volontaria);

rappresentante (procuratore) il potere di rappresentanza (rappresentanza

questo è un negozio unilaterale e riguarda i rapporti tra il rappresentato ed i terzi

interessati. (il mandato o il rapporto di lavoro subordinato o la società sono poi contratti

che regolano il rapporto interno tra rappresentante e rappresentato; il mandato quindi può

essere con o senza procura)

La procura, come del resto ogni manifestazione di volontà, può essere espressa o tacita.

Non sono richiesti requisiti di forma, a meno che l’atto da compiere non richieda la ferma

scritta: in questo caso anche la procura deve avere la medesima forma. Gli effetti della

procura si ripercuotono direttamente sul patrimonio dell’interessato. La procura può

essere generale o speciale quando si limita a riguardare uno o più determinati affari, e può

contenere limiti dettati dal delegante.

Art 1393 la procura deve essere esibita al terzo che richieda al rappresentante la

revoca

giustificazione dei suoi poteri. La è l’atto mediante il quale il rappresentato fa

cessare gli effetti della procura; anche la revoca è un negozio unilaterale. La revoca deve

essere portata a conoscenza dei terzi interessati, altrimenti i negozi da loro conclusi con il

rappresentante restano comunque validi e [art. 1396 codice civile]. La revoca può essere

anche tacita qualora il rappresentato provveda ad istituire un nuovo rappresentante. Si

conflitto di interessi

parla di quando il procuratore è portatore di interessi propri che

vanno contro quelli del rappresentato e gli atti posti in essere sotto queste condizioni sono

viziati e annullabili a meno che il rappresentato non rilasci autorizzazione con cui

autorizza il rappresentante.

Mandato è il contratto con cui una parte si assuma l’obbligo di compiere uno o più atti

giuridici per conto dell’altra parte [art. 1703 codice civile]; il mandato riguarda i rapporti

interni tra rappresentante e rappresentato. Il mandato può essere con o senza

rappresentanza; se il mandato è concesso con rappresentanza (ovvero al mandatario è

concessa una procura) allora gli atti compiuti dal mandatario andranno ad incidere

direttamente nella sfera giuridica del rappresentato (rappresentanza diretta).

In un negozio concluso con un rappresentante si tiene conto degli eventuali vizi della

volontà del rappresentante e non del rappresentato. I vizi della volontà del rappresentante

23

divengono rilevanti allorquando vanno ad incidere sulle istruzioni da lui date al

rappresentante.

rappresentanza senza potere

Si parla di per gli i atti conclusi da un rappresentante privo

ratifica

del potere di rappresentanza e considerati quindi inefficaci. La è la dichiarazione

con cui viene tardivamente attribuito il potere di rappresentanza al rappresentante che ne

era privo; con la ratifica gli atti compiuti dal rappresentante senza potere entrano a fare

parte della sfera giuridica del rappresentato con effetto retroattivo, come se dall’inizio il

rappresentante fosse stato accompagnato da procura. Il terzo può chiedere il risarcimento

per danni di un contratto non ratificato solo se non sapeva o non poteva sapere che il

rappresentante agiva senza procura; il risarcimento si limita alle spese sostenute e non al

contratto sfumato.

Nel caso taluno senza esservi obbligato e quindi spontaneamente assume la gestione di

affari altrui , e che la gestione sia stata utilmente iniziata, l’interessato deve adempiere le

obbligazioni che il gestore ha preso in nome di lui.

contratto per persona da nominate

Nel colui che conclude il contratto può riservarsi la

facoltà di nominare la persona nella cui sfera giuridica il negozio deve produrre effetti. Il

contraente se non trova la persona disposta entro tre giorni risponde in proprio per le

obbligazioni assunte. Il termine può essere stabilito dalle parti ma per intervalli superiori

a tre giorni non si ha più il contratto suindicato bensì la figura di un doppio contratto con i

relativi doppi passaggi di proprietà.

Elementi accidentali del negozio giuridico

Sono gli elementi non necessari, e quindi accessori; abbiamo la condizione, il termine ed il

modo.

La condizione è l’avvenimento futuro ed incerto al quale le parti fanno dipendere la

produzione degli effetti del negozio, ovvero l’eliminazione degli effetti che il negozio ha

già posto in essere. La condizione può essere :

sospensiva se ad essa è subordinata l’efficacia del negozio; l’avverarsi di questa

• rende il negozio efficace;

risolutiva se ad essa è subordinata l’eliminazione degli effetti che il negozio ha già

• posto in essere.

La risoluzione di un contratto è la cancellazione degli effetti già verificatisi.

Gli atti legittimi sono i negozi giuridici che non tollerano l’apposizione di una condizione;

questi sono i negozi di diritto familiare, l’accettazione dell’eredità, la cambiale,

l’accettazione della girata della cambiale.

La condizione di fatto dipende dalla volontà delle part secondo una valutazione propria

condizione di diritto

degli interessi; La è l’elemento previsto e stabilito dalla legge; è

La condizione illecita

inderogabile. contraria alle norme imperative, all’ordine pubblico o

al buon costume; la condizione illecita si ha per non apposta nei negozi mortis causa e

La

rende nulli i negozi inter vivos. Stesso iter per la condizione impossibile.

presupposizione è una condizione implicita cioè non dichiarata; sebbene la legge non

prevede la tutela di una cosa non scritta, se la controparte del contratto conosceva la

presupposizione è data la possibilità di risoluzione del contratto. 24

Momenti del negozio condizionato

Durante la pendenza della condizione l’avvenimento non si è ancora verificato ma può

ancora verificarsi; questa situazione da luogo ad un’aspettativa; la legge riconosce alla

parte interessata di compiere atti conservativi, chiedere il sequestro conservativo; è data

anche la facoltà di alienare il diritto ma questo risulta sempre sottoposto alla condizione

della condizione

originaria. Nell’avveramento la condizione si è verificata o non può più

verificarsi; gli effetti del negozio retroagiscono al momento della stipula con esclusione

degli atti compiuti per la conservazione; anche i frutti rimangono a chi disponeva del

diritto prima del verificarsi della condizione.

Il termine è l’avvenimento futuro e certo dal quale o fino al quale debbono prodursi gli

effetti del negozio. Il termine è certo per il suo verificarsi, può essere però incerta la data in

cui questo si verificherà. Alla scadenza del termine si verificano gli effetti del negozio, ma

questi non retroagiscono al momento della conclusione del negozio stesso.

Il modo è la clausola accessoria che si appone ad una liberalità allo scopo di limitarla; può

consistere in un obbligo di dare, di fare o di non fare. Il modo non sospende l’efficacia del

negozio. Il modo può essere apposto solo nei negozi a titolo gratuito. Non deve

considerarsi modo la semplice raccomandazione, il desiderio o la preghiera. Il modo

impossibile o illecito si ha per non apposto a meno che non risulti l’unico motivo

determinante del negozio. L’adempimento dell’obbligo giuridico nascente dal modo può

essere chiesto da ogni interessato, e in caso di inadempimento dell’obbligo può essere

pronunciata dal giudice la risoluzione del contratto. [art. 648 codice civile].

Qualsiasi negozio giuridico può necessitare di interpretazione rivolta appunto a

determinare il significato giuridico rilevante della dichiarazione negoziale. Possiamo avere

interpretazione soggettiva e oggettiva; l’interprete deve ricercare il risultato perseguito dal

compimento dell’atto e non estrarre solo il senso letterale delle parole. Si parla di

comunione delle parti quando ci si riferisce al senso che entrambe attribuivano all’accordo;

si deve tenere conto delle trattative precontrattuali. Negli atti unilaterali si tiene conto

della buona fede dell’artefice del negozio. Il principio della conservazione del negozio dice

che questo deve essere interpretato in maniera che abbia un senso piuttosto che in modo

da non avere effetti. Inoltre valgono:

gli usi interpretativi, tipici del luogo dove è stato stipulato il contratto

le espressioni dubbie devono essere intese nel modo più conveniente alla nature del

contratto

le clausole dubbie si interpretano contro chi ha disposto il contratto

infine quando tutti i metodi si siano dimostrati inefficienti il contratto deve essere

interpretato nel modo meno gravoso per l’obbligato.

Effetti del negozio giuridico

Rispetto alle parti il negozio giuridico ha forza di legge [art. 1372 codice civile], cioè gli

effetti sono vincolanti.. 25

Rispetto ai terzi non può ne danneggiare ne giovare direttamente al terzo estraneo [art.

1372 codice civile], e infatti anche i negozi che determinano giovamento a terzi sono

soggetti a ad accettazione di questi. Un negozio in nome di terzi deve essere accettato pena

il trasferimento dell’obbligazione sulla parte che lo ha stipulato. Un negozio giuridico può

comunque produrre effetti indiretti rispetto ai terzi estranei.

Il negozio giuridico ad effetti reali ha per oggetto la trasmissione o la costituzione di un

diritto reale o il trasferimento di un altro diritto.

Il negozio giuridico ad effetti obbligatori da luogo alla nascita di un rapporto

obbligatorio.

INVALIDITÀ ED INEFFICACIA DEL NEGOZIO GIURIDICO

Invalidità del negozio giuridico: il negozio è viziato, difettoso o malato in seguito

all’inosservanza dei limiti stabiliti dall’ordinamento. Si parla di inesistenza quando un

deficienza grave non permette il riconoscimento del negozio. L’invalidità può assumere i

due aspetti della nullità e dell’annullabilità.

La nullità: un atto si dice nullo quando è invalido e non è idoneo a realizzare i suoi effetti

tipici. In ogni caso la nullità deve essere fatta valere dalle parti interessate altrimenti il

negozio seppur nullo rimane efficace. Cause di nullità sono :

specifico richiamo contenuto in una norma di legge [art. 1418 codice civile];

• mancanza di uno dei requisiti essenziali del negozio [art. 1350 codice civile] come ad

• esempio la forma, l’oggetto o il contenuto;

l’essere contrario a norme imperative [art. 1418 codice civile].

La nullità può essere :

totale quando il vizio che la determina investe l’intero negozio;

• parziale se il vizio investe solo alcune clausole del negozio; in questo caso l’intero

• negozio è nullo se la parte viziata doveva considerarsi essenziale [art. 1419 codice

civile]; per le clausole sostituite da norme di legge continuano a valere i contratti

originari con le clausole nuove..

L’azione di nullità è azione giudiziale che mira al riconoscimento della nullità del

negozio; le caratteristiche sono :

imprescrittibilità;

• il negozio nullo è insanabile e non può essere convalidato;

• impossibilità di un accordo tra le parti che deroghi al principio di imprescrittibilità;

• l’azione di annullamento è di mero accertamento; il negozio era nullo anche prima della

• dichiarazione di nullità quindi la situazione giuridica non viene modificata perché

inesistente già prima dell’accertamento; 26

è legittimato attivamente al riconoscimento della nullità chiunque ne abbia interesse(

• nell’annullabilità invece solo una parte);

la nullità di un atto può essere rilevata di ufficio cioè se il negozio viene invocato da una

• parte in un giudizio se ne può dichiarare la nullità anche in assenza di domanda..

conversione del negozio nullo

Si ha quando un contratto può produrre gli effetti di un

contratto diverso purché contenga tutti i requisiti di sostanza e di forma richiesti per

quest’ultimo (requisito oggettivo) ed a condizione che possa ritenersi che le parti

avrebbero accattato di stipulare quest’accordo in luogo dell’altro (requisito soggettivo)

[art. 1424 codice civile]. La conversione non esige una nuova manifestazione di volontà

delle parti, è l’ordinamento stesso che la pone in essere.

rinnovazione del negozio nullo

Per ottenere lo scopo del primo negozio interviene la che

si verifica quando le parti si accordano per stipulare un nuovo negozio che rimedi al vizio

del negozio nullo.

IL riconoscimento di nullità per i contratti di lavoro subordinato non produce effetto.

Le società registrate per cui si ha nullità dell’atto costitutivi si considerano sciolte solo dal

momento del riconoscimento.

La nullità dell’atto non è opponibile ai terzi in buona fede

L’annullabilità costituisce un’anomalia di gravità minore rispetto alla nullità; l’azione di

annullabilità può essere promossa per incapacità del soggetto, vizi della volontà, errore,

violenza o dolo. Il negozio annullabile produce i suoi effetti ma questi vengono meno se

viene presentata ed accolta l’azione di annullamento. L’azione di annullamento presenta le

seguenti caratteristiche :

l’azione di annullamento è un’azione costitutiva (mira a modificare una situazione

• preesistente cioè che aveva prodotto i suoi effetti).

legittimato attivamente è solo la parte nel cui interesse l’annullabilità è prevista dalla

• legge [art 1441 codice civile](persona ingannata o minacciata…);

l’annullabilità di un atto non può essere rilevata d’ufficio dal giudice;

• l’azione di annullamento è soggetta a prescrizione (di regola cinque anni) [art 1442

• codice civile]; la prescrizione comincia a decorrere da quando è cessata la violenza o la

causa che ha dato luogo al vizio, dal giorno del compimento della maggiore età;

l’annullabilità è sempre sanabile o attraverso la prescrizione dell’azione di

• annullamento o con la convalida;

se l’azione di annullamento viene accolta dal giudice l’annullamento ha effetto

• retroattivo cioè si verifica la stessa situazione che avrebbe luogo se l’atto non si fosse

mai verificato; le prestazioni effettuate devono essere restituite (per l’incapace solo nei

limiti in cui essa è rivolta a suo vantaggio); l’annullamento del primo negozio, ricade

sul secondo negozio se si tratta di vendita da parte di minore, alienazione in cui

l’acquirente non è in buona fede.

La convalida è il negozio col quale la parte legittimata a proporre azione di annullamento

si preclude la possibilità di far valere il vizio. La convalida può essere espressa o tacita;

espressa se contiene la menzione del negozio annullabile, del motivo di invalidità e la

dichiarazione convalidante; tacita se viene data esecuzione volontaria al negozio

annullabile. 27

Inefficacia è l’inettitudine del negozio (valido) a produrre i suoi effetti per un fatto

estraneo al negozio stesso, perché ad esempio non si è verificata una condizione. Può

essere originaria , e in tal caso è sempre transitoria, oppure successiva se dipende

dall’impugnativa di una delle parti o terzi. 28

TUTELA DEI DIRITTI

La tutela del diritto è affidata al titolare solo in rari casi che vengono denominati

autotutela o legittima difesa; ricordiamo il diritto di ritenzione, la diffida ad adempiere, la

difesa delle cose finché vi è violenza in atto. L’azione può essere promossa dall’attore nei

convenuto

confronti di un presso gli organi di giustizia; del pari costituisce diritto

inviolabile la possibilità di difendersi in giudizio. Il processo di cognizione mira a

verificare la sussistenza di un diritto soggettivo, alla modifica di un rapporto tra

convenuto e attore e all’emanazione di un comando di tipo obbligatorio da parte del

giudice; durante questo processo si può richiedere il sequestro conservativo dei beni del

convenuto per tutelare un mio diritto. Il processo esecutivo ha la finalità di dettare le

disposizioni per l’esecuzione di una obbligazione; il caso più comune è quello in cui si

chiede l’espropriazione dei beni di un debitore inadempiente. I suoi beni vengono venduti

all’asta e il ricavato diviso tra i creditori; l’atto con cui si espropria un bene viene chiamato

pignoramento.

LA PROVA DEI FATTI GIURIDICI

Nel processo le prove devono essere fornite dalle parti; il giudice le esamina per vederne

prima di tutto l’ammissibilità e la rilevanza. Il giudice valuta con sentenza la loro

concludenza.

della prova

Con l’onere si intende il fatto che grava sempre su una sola delle parti l’onere

di provare la consistenza di un fatto anche se la versione della parte opposta non risulti

convincente art 2697. In genere l’onere spetta a chi vuole fare valere un proprio diritto,

salvo alcuni casi in cui la buona fede è presunta; in tali casi l’onere grava su chi mette in

dubbio la buna fede.

Si considerano elementi probatori documenti, foto , testimonianze, perizie ed anche

ragionamenti logici. Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente

apprezzamento tranne che per il giuramento e la confessione in cui il giudice non ha

nessuna capacità discrezionale nella loro valutazione. L’atto pubblico gode di particolare

fiducia che si chiama pubblica fede.; fa piena prova cioè il giudice considera vere le cose

scritte; queste possono essere negate solo con querela di falso. L’atto privato fa prova solo

contro chi lo ha sottoscritto.

testimonianza

La è la narrazione fatta al giudice da una persona estranea alla relazione e

ai fatti controversi di cui il teste abbia conoscenza. Non è ammessa per controversie su

contratti di importo superiore alle 5000 lire , ma il giudice pio derogare; è ammessa solo

nel caso non sia possibile procurare una prova documentale perché indisponibili ma non

per colpa della parte art 2724. Non è ammissibile qualora debba provare un contratto che

doveva essere provato per iscritto. La stessa disciplina si applica per le obbligazioni.

forma scritta

Quando in un atto la è richiesta ab substantiam ma ciò non viene rispettato,

l’atto è nullo. Tale atto quindi deve essere provato con una forma scritta. Nel caso che la

parte non l’abbia per colpa non sua la prova orale è ammessa per provare l’esistenza del

contratto nella forma richiesta ed eventualmente ricostruirne il contenuto.

Quando la forma scritta di un atto sia richiesta come prova, si parla di forma a

probationem tantum. La mancanza di tale forma non comporta la nullità dell’atto ma

29

l’incompatibilità della prova testimoniale; anche per questo caso sono ammesse le

eccezioni per non colpa della perdita della prova scritta.

In ogni caso la parte che intenda provare il fatto può chiedere l’interrogatorio giudiziale

nella speranza di ottenere una confessione.

In genere nel negozio nullo le parti si scambiano una controdichiarazione in cui negano il

primo negozio, proprio per far valere la nullità di questo. La simulazione può essere fatta

riconoscere: dalle parti solo con prova scritta nel caso di negozio lecito, e con

testimonianza per i casi dell’art 2724

dalle parti con prova scritta , presunzioni e testimonianze per atto illecito

dai terzi, proprio perché impossibilitati di avere prova scritta, con

testimonianza e presunzioni

presunzione

Per si intende ogni argomento, congettura, illazione, attraverso cui, essendo

già provata una circostanza, si giunge a provarne un’altra indirettamente. Si parla di

presunzioni legali quando è la stessa legge che attribuisce valore di prova ad un fatto.

confessione

La è la dichiarazione che la parte fa di fatti sfavorevoli a se e favorevoli

all’altra, ed è una dichiarazione di scienza. Resa in giudizio fa piena prova; può essere

revocata solo per errore violenza.. essa può essere resa spontaneamente o tramite

interrogatorio dall’altra parte.

Il giuramento è un mezzo di prova di cui si può chiedere l’acquisizione nel corso di un

giudizio civile.

Può essere decisorio quando viene richiesto da una delle parti per ottenere una

dichiarazione dall’altra parte su di una cosa che davvero abbia carattere decisorio; il valore

è quello di prova di fatto e contro di esso non possono esser portate ulteriori prove. Lo

spergiuro può essere dichiarato solo nel processo penale; in tal caso il reo deve

indennizzare la parte lesa nel processo civile. Non è ammesso quando si tratti di diritti

indisponibili, fatti illeciti o fatti per cui sia richiesta la forma scritta ad substantiam.

È invece suppletorio quando viene richiesto dal giudice ce non convinto delle prove

addotte chiede una ulteriore prova. 30

DIRITTI ASSOLUTI

I DIRITTI DELLA PERSONALITÀ

La persona umana viene tutelata dall’ordinamento giuridico; prima di tutto vi sono le

garanzie costituzionali della libertà, libertà religiosa, libertà di espressione e divulgazione

del pensiero. Vi sono poi gli impegni dello stato a favorire lo sviluppo della persona

umana e l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale,

rimuovendo gli ostacoli che pregiudicano l’uguaglianza.

I caratteri essenziali dei diritti assoluti sono:

immediatezza ovvero non serve mediazione per il loro soddisfacimento;

• erga omnes.

assolutezza possono essere fatti valere

I diritti assoluti si distinguono in:

diritti della personalità;

• diritti reali.

Diritti della personalità

I diritti della personalità sono diritti assoluti che si acquistano automaticamente con la

sono indisponibili ed intrasmissibili

nascita e si perdono solo con la morte; questi agli

eredi. Non sono patrimoniali ma possono essere risarciti patrimonialmente. I diritti della

persona si esplicano in:

individualità o identità della persona: la tutela del diritto al nome [Art. 7 codice civile]

• e del diritto allo pseudonimo [Art. 9 codice civile]; ogni persona ha diritto a non vedersi

disconosciuta la paternità delle proprie azioni e a non vedersi riconosciuta quella delle

azioni di altri; possiamo considerare tra questi anche il diritto al trattamento dei dati

personali;

inviolabilità fisica della persona: sono vietati gli atti di disposizione del proprio corpo

• che causino una permanente diminuzione dell'integrità fisica [Art. 5 codice civile]; la

stessa costituzione Italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e

garantisce cure gratuite agli indigenti; nessuno può essere obbligato ad una cura se non

per disposizione di legge; come conseguenza esiste il diritto di esercitare ogni legittima

difesa contro ogni aggressione e il diritto di pretendere un risarcimento danni alla

persona.

integrità morale: diritto all'onore ed alla propria immagine [Art. 10 codice civile]

• protetti con sanzione per reati di ingiuria e diffamazione; diritto alla propria immagine

che non può essere utilizzata se non con autorizzazione: sono escluse le persone note in

cerimonie pubbliche.

DIRITTI REALI 31

I diritti reali sono imponibili verso qualsiasi terzo; di norma attribuiscono al titolare un

potere di utilizzo sulla cosa salvo le eccezioni dei diritti reali di garanzia (pegno ed

ipoteca) e delle servitù negative. tipicità,

I diritti reali cono caratterizzati dalla loro ovvero costituiscono un numero chiuso,

non ve ne sono altri rispetto a quelli elencati dal legislatore.. I diritti reali si classificano in:

proprietà: diritto di godere e disporre in qualsiasi modo del bene proprio;

• diritti reali in re aliena: diritti su cosa altrui

• I diritti reali in re aliena si classificano in:

diritti di godimento: usufrutto, enfiteusi, uso, abitazione, superficie, servitù;

• diritti di garanzia (pegno ed ipoteca).

LA PROPRIETÀ

(categoria dei diritti reali su cosa propria.)

è riconosciuta dalla costituzione, tuttavia a differenza dello statuto albertino ne è permessa

l’espropriazione da parte dello stato quando la cosa abbia un preminente interesse

generale.

La proprietà è il diritto che ha il proprietario di godere e di disporre della cosa in modo

pieno ed esclusivo entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi dettati dall'ordinamento

[Art. 832 codice civile]. Il diritto di consiste nella libertà del titolare di utilizzare o

godere

meno la cosa nell'ambito della sua destinazione. Il diritto di è il diritto del

disporre

proprietario di alienare tutta o parte della cosa. Il diritto di proprietà si caratterizza per: Commento [Rael1]:

imprescrittibilità: il diritto è imprescrittibile per il suo stesso contenuto: al proprietario

• è accordato il diritto di godere per sempre;

perpetuità: non esiste un termine di durata.

La proprietà edilizia è regolata fondamentalmente dalla Bucalossi 10/1977: tutte le

costruzioni sono soggette a licenza preventiva, rilasciata se la costruzione è conforme al

piano regolatore, e che prevede un contributo per aiutare il comune nella costruzione dei

servizi essenziali. Gli abusivismi sono stati sanati con la 28/2/1985 e gli atti di

disposizione di costruzioni per le quali non sono state concesse la licenza sono nulli.

L’espropriazione: è il diritto riservato alla pubblica amministrazione per la realizzazione

di opere pubbliche (socialmente vantaggiose) di trasferire coattivamente beni di proprietà

privata a favore del soggetto che dovrà provvedere all'opera [Art. 42 Costituzione].

L'espropriazione è prevista dietro un indennizzo nella misura di serio ristoro del danno

provocato al titolare del diritto di proprietà(media del valore di mercato e il reddito

domenicale diminuito del 40% se il titolare si oppone all’esproprio.

atti di emulazione,

Sono vietati gli atti che hanno l'esclusiva finalità di nuocere o arrecare

molestia ad altri nel godimento della proprietà[Art. 833 codice civile]; affinché l'atto sia

vietato occorrono due elementi:

elemento soggettivo: intenzione di arrecare danno ad altri;

• elemento oggettivo: assenza di utilità per il proprietario.

• 32

Limiti posti al diritto di proprietà: si classificano in due categorie:

limiti posti nel pubblico interesse: la limitazione al diritto di proprietà è imposta da

• interessi sociali: vantaggi per la piccola e media proprietà [Art. 44 Costituzione];

Istituzione de ministero dell'ambiente [Legge 8 Luglio 1986 n.349]; Tutela del suolo

[Legge 18 Maggio 1989 n.183] distanze tra le proprietà, soggezioni sul fondo per

garantire utilità alle pubbliche amministrazioni, le servitù pubbliche , i vincolo geologici

ed idrologici..

Limiti posti nell'interesse privato: ovvero nell'interesse di coloro ai quali possa nuocere

• la soddisfazione del diritto da parte di altri privati; si parla di rapporti di vicinato; tali

limiti riguardano:

a) le distanze minime di tre metri tra le costruzioni e nelle piantagioni; la

comunione forzosa del muro sotto il pagamento della metà dell’opera.[art. 873 -

899 codice civile]; il diritto di luci e vedute che permettono di costruire finestre

anche sul fondo del vicino avendo riguardo del suo diritto alla privacy. [art. 900

- 907 codice civile];

acque private [art. 909 - 921 codice civile]modificato con 5/1/1994; ora tutte le

c) acque sono pubbliche e sono considerate una risorsa che è salvaguardata secondo

criteri di utilità. Sono escluse le acque raccolte dalle piogge.

stillicidio [art. 908 codice civile].

d)

La proprietà si estende in verticale illimitatamente ma egli non può opporsi ad attività di

terzi che si svolgano ad una altezza tale da escludere il suo interesse. L’accesso al fondo è

libero a terzi per la caccia, per riprendere una cosa, per riparare un qualcosa. Sono vietate

le immissioni immateriali(fumo, rumore, vapori) che dalla proprietà di uno vanno in

quella di un altro; ogni proprietario può opporsi se i livelli superano la normale

tollerabilità (decide il giudice), a meno che questi non derivino da attività produttiva ma

sempre con limiti; al limite si ricorre ad un indennizzo.

Modi di acquisto della proprietà: l'acquisto della proprietà può avvenire:

originario,

a titolo qualora vi sia la nascita di un diritto nuovo;

• derivativo,

a titolo se esiste una successione del diritto tra due soggetti.

Modi di acquisto a titolo originario sono:

l'occupazione: presa di possesso di cose mobili che non sono di proprietà di alcuno; la

• fauna e i beni immobili vacanti sono patrimonio indisponibile dello stato

l'invenzione: riguarda cose smarrite e consegnate al sindaco (non rivendicate per il

• periodo di un anno); nel caso di ritrovamento del proprietario spetta di diritto un

premio proporzionale.

l'accessione: quando l'acquisto del diritto di proprietà su di una cosa implica l'acquisto

• della proprietà su altre cose a questa connesse;

di mobile ad immobile: piantagioni, costruzioni, materiali e mobili sul terreno

di una persona; il proprietario dei mobili ha diritto a separarli dal suolo o di

ottenerne il valore o l’aumento di valore nel fondo 33

immobile ad immobile: alluvioni

è il caso che s verifica nelle (unione di detriti

avulsioni

ad un fondo in maniera poco percettibile) o nelle (distacco di una

parte di terreno per torrente: l’altro proprietario avvantaggiato deve pagare) o

isola formata nel fiume (che diventa demaniale)

mobile a mobile: mescolanza specificazione

che determina comunione;

(dell’inventore con l’obbligo di pagare le materie prime o dei proprietari con

usucapione

l’obbligo di pagare il lavoro dello specificante);

altri modi determinati caso per caso dalla legge

Azioni a difesa della proprietà

Azione di rivendicazione: azione di colui che si afferma proprietario della cosa ma non

• ne ha il possesso [Art. 948 codice civile] e ne pretende la consegna dal possessore.

Legittimato attivamente è chi si sostiene proprietario ma non ha il possesso.

Legittimato passivamente alla restituzione è il detentore o il possessore.

L'attore ha l'onere di dimostrare il suo diritto [Art. 2697 codice civile] e il possessore

deve restituire a sue spese. L'azione di rivendicazione non è soggetta a prescrizione e

restituzione

nasce solo dal possesso del titolo di proprietario; l’azione di asce da

contratto ed è quindi un d’obbligo per il possessore della cosa.

L'azione negatoria: azione di accertamento data al proprietario per far cessare eventuali

• molestie o turbative di fatto o di diritto (accertamento dell'inesistenza del diritto

vantato da terzi) sul bene.

L'azione di regolamento dei confini: azione di accertamento dell'estensione di proprietà

• contigue in cui viene già riconosciuta la proprietà dei vicini. Ciascuna delle parti è

simultaneamente attore e convenuto.

Azione per apposizione di termini: serve per far apporre o ristabilire segni che

• delimitino l'estensione di domini contigui.

I DIRITTI REALI DI GODIMENTO

Comprimono il diritto di godimento del proprietario per avvantaggiarne terzi, e sono: la

superficie, enfiteusi, l’usufrutto, l'uso, l’abitazione e la servitù prediale.

La superficie

La superficie è il diritto (attribuito al superficiario) di costruire al di sopra del suolo altrui

un'opera di cui si acquista il diritto di proprietà o il diritto stesso di proprietà di una

costruzione sul suolo altrui [Art. 952 codice civile].

Nel caso in cui la costruzione già esista il diritto viene configurato come proprietà e non è

quindi soggetto a prescrizione.

Nel caso in cui il diritto non è accompagnato da una costruzione esistente questo viene

visto come un diritto reale su cosa altrui ed è soggetto a prescrizione di venti anni [Art. 954

codice civile].

Il superficiario può ricostruire sul suolo.

L'enfiteusi 34

L'enfiteusi è il diritto (dell'enfiteuta) di godere del fondo altrui con l'obbligo di apportarvi

migliorie e di pagare al proprietario un canone periodico. Nel diritto di godimento

dell'enfiteuta è compresa la facoltà di mutare la destinazione del fondo purché non lo

deteriori; sono vietate le innovazioni. All'enfiteuta spetto il dominio utile sul fondo mentre

al proprietario spetta il dominio diretto.

L'enfiteusi si estingue per non uso [Art. 970 codice civile].

L'enfiteusi può essere perpetua (caratteristica principale) o a tempo (mai inferiore ai venti

anni). l'enfiteuta può

Il diritto di enfiteusi viene costituito mediante titolo o per usucapione, e

disporre del suo diritto ma vi è divieto di subenfiteusi.

L’estinzione dell'enfiteusi si ha per:

decorso termine (enfiteusi temporanea);

• perimento del fondo [Art. 963 codice civile];

• affrancazione;

• devoluzione;

• prescrizione estintiva [Art. 970 cod. civ] non uso del diritto dell’enfiteuta per almeno 20

• anni.

Potere di affrancazione: diritto potestativo dell'enfiteuta di divenire proprietario pagando

una somma corrispondente a quindici volte il canone annuo [Art. 971 codice civile].

Diritto alla devoluzione: diritto del proprietario di riacquistare la piena proprietà della

cosa subordinata o alla condizione di mora dell'enfiteuta o alla sua violazione dell'obbligo

di non deteriorare il fondo o di migliorarlo [Art. 972 codice civile]. Il diritto di

affrancazione prevale di regola su quello alla devoluzione. Spettano all’enfiteuta i rimborsi

per le migliorie apportate: per i miglioramenti (che danno maggiore produttività al fondo)

c’è u rimborso, per le addizioni (opere fatte sul fondo come pozzi, magazzini) si ha li ius

diritto di ritenzione

tolendi o il diritto al rimborso. Si ha per l’enfiteuta quando questi ha

diritto a rimanere in possesso del fondo finché non abbia soddisfatto il suo credito.

L'usufrutto

L'usufrutto è il diritto (dell'usufruttuario) di godere della cosa altrui con l'obbligo di

rispettarne la destinazione economica [Art. 981 codice civile]. L'usufrutto deve avere

durata temporanea o se nulla è specificato per tutta la vita dell’usufruttuario. Il diritto

restante al proprietario prende il nome di nuda proprietà.

L'usufrutto si acquista per legge (usufrutto legale) sui beni del minore da parte dei

genitori, per effetto di negozio o per usucapione. Gli atti costituenti usufrutto su beni

immobili necessitano forma scritta e sono soggetti a trascrizione.

Oggetto dell'usufrutto è qualsiasi tipo di bene. 35

Diritti dell'usufruttuario

possesso della cosa [Art. 982 codice civile]; all'usufruttuario è consentita un'azione detta

• confessoria che mira all'accertamento del suo diritto per il conseguimento del possesso

sulla cosa; il diritto è soggetto ad un inventario e ad una garanzia.

frutti naturali e civili.

• alienabilità del diritto [Art. 980 codice civile]; l'usufruttuario può anche concedere in

• locazione l'oggetto del suo diritto o ipotecarlo[Art. 999 codice civile]; la durata

dell'usufrutto non può comunque essere estesa.

Obblighi dell'usufruttuario

restituzione della cosa al termine del diritto che va tenuta con la diligenza del buon

• padre di famiglia. (fare l'inventario e prestare garanzia) ;

onere delle spese di manutenzione ordinaria e di custodia e ogni altra forma di spesa

• ordinaria gravante sull’immobile.

Estinzione dell'usufrutto

scadenza del termine o morte dell'usufruttuario;

• prescrizione estintiva (venti anni nel caso di usufrutto concesso a persona fisica, trenta

• se concesso a persona giuridica);

consolidazione (riunione dell'usufrutto e della nuda proprietà nella stessa persona);

• perimento della cosa;

• abuso dell'usufruttuario al suo diritto, cioè alienazione di beni non propri o lasciando

• deteriorare i beni.

Per i miglioramenti nasce un credito a favore dell’usufruttuario , mentre per le addizioni

vale lo ius tollendi

Il quasi usufrutto: ha per oggetto beni consumabili; l'usufruttuario non è tenuto a

restituire gli stessi beni ricevuti ma altrettanti dello stesso genere. Il quasi usufrutto viene

regolato dalle norme sull'usufrutto.

L'uso: o usufrutto limitato è il diritto di servirsi di un bene e di raccogliere i frutti

limitatamente ai propri bisogni (nel caso in cui questo sia fruttifero) [art. 1021 codice

civile].

L'abitazione: diritto di abitare una casa limitato ai propri bisogni [art. 1022 codice civile].

Sia l’uso che l’abitazione sono diritti indisponibili [art. 1024 codice civile].

Le servitù prediali

La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo (fondo servente) per l'utilità

di un altro fondo (fondo dominante), appartenente ad un diverso proprietario [Art. 1027

codice civile].

Le servitù prediali, appartenendo alla categoria dei diritti reali, costituiscono un numero

chiuso; non sono quindi ammesse servitù irregolari.

Caratteri delle servitù prediali: 36

imposizione al proprietario del fondo servente di un dovere negativo e mai di un

• dovere positivo (di fare) perciò le opere necessarie al fondo servente sono a carico del

richiedente;

appartenenza dei due fondi a proprietari diversi;

• utilità del fondo servente nei confronti del dominante;

• la vicinanza dei fondi.

Nascita della servitù:

per imposizione legale (servitù coattiva); il proprietario del fondo servente ha diritto ad

• un'indennità [Art. 1032 codice civile];

mediante un accordo tra le parti (contratto che necessita di forma scritta ed è soggetto a

• trascrizione), si parla perciò di servitù volontaria.

Forme più frequenti:

acquedotto od elettrodotto coattivo, per garantire il passaggio di corsi d’acqua o linee

elettriche, a condizione che non vi siano altri modi di far passare tali linee.

Passaggio coattivo, per l’accesso alla pubblica via anche quando questo già esiste ma

provoca troppo disagio o è troppo piccolo per il passaggio di mezzi meccanici, o è

insufficiente per l’attività svolta.

Il sacrificio posto all’altra parte deve essere il più limitato possibile.

La servitù volontaria può essere costituita per testamento o per contratto o per

destinazione del padre di famiglia ed è soggetta a trascrizione; la servitù può essere

costituita per usucapione. L’uso è regolato dalla convezione o dal titolo che l’ha costituita;

Il diritto di servitù

in mancanza attraverso le norme di legge che regolano la fattispecie.

comprende tutto ciò che è necessario per usarne. Se nel titolo di servitù apparente è

stabilito un modo (a piedi, con automezzo…), questo è l’unico che si può disporre mentre

se questo non era precisato l’usucapione del modo è ammissibile.

Se la servitù è non apparente non si può usucapire ne modo ne servitù. Le spese per la

conservazione della servitù sono a carico del proprietario del fondo dominante.

Classificazione delle servitù (in base al modo di acquisto):

apparenti, se al loro esercizio sono destinate opere visibili e permanenti;

• non apparenti costituibili quando non si hanno opere visibili permanenti per il loro

• uso; si possono creare solo per contratto o testamento

positive, se conferiscono il potere di fare al proprietario del fondo dominante;

• prescrizione in venti anni per non uso

quando non è necessaria l’opera dell’uomo come negli acquedotti

continue

discontinue quando è goduta per atti singoli

negative, se gravano il proprietario del fondo servente dell'obbligo di non fare. , la

• prescrizione decorre dal momento in cui il proprietario viola la servitù dopo venti anni.

Case, giardini e cortili non possono essere oggetto di servitù. 37

Azione confessoria: azione concessa al titolare della servitù nei confronti di chi la ostacola

o la contesta. L'azione è di accertamento.

Estinzione delle servitù:

rinuncia del titolare;

• confusione, quando il titolare del fondo dominante diviene titolare del fondo servente;

• prescrizione estintiva di venti anni.

La comunione

Regime giuridico che si realizza quando più persone (comunisti) sono contitolari del

medesimo diritto reale. Se il diritto reale è di proprietà i partecipanti si dicono condomini.

La comunione può essere:

pro diviso, quando ad ognuno è assegnata una parte fisica della cosa;

• pro indiviso, quando il diritto di tutti i contitolari investe l'intera cosa ed in tal caso si

• parla di quote

volontaria, se scaturisce dall'accordo delle parti;

• involontaria, se si realizza per legge (comunione forzosa del muro).

La comunione è regolata dal titolo, art 1100, in sua mancanza si applicano i seguenti

principi generali:

ogni contitolare può servirsi della cosa senza alterarne la destinazione e senza impedire

• agli altri di servirsene;

ogni contitolare può disporre della sua quota;

• ogni contitolare deve contribuire alle spese necessarie in proporzione alla sua quota; le

• scelte sull’amministrazione sono prese a maggioranza

Deliberazioni relative alla cosa:

gli atti di ordinaria amministrazione sono approvati da maggioranza semplice (metà del

• valore della cosa), quindi per maggioranza di quote;

può esistere un regolamento interno sulla comunione il quale può stabilire un

• amministratore, anche esterno , della cosa

le innovazioni (cambiamenti nella destinazione della cosa) vengono approvati da

• maggioranza qualificata (due terzi del valore della cosa);

gli atti di straordinaria amministrazione necessitano il consenso di una maggioranza

• qualificata;

l'alienazione della cosa è subordinata all'unanimità dei comunisti.

Il condominio negli edifici: ogni partecipante è proprietario esclusivo del proprio

appartamento ed è condomino di alcune parti dell'edificio. Le parti in questione non sono

divisibili e quindi la comunione è forzosa. In genere le quote sono indicate in millesimi;

sono previsti un assemblea deliberativa e un amministratore esecutivo. Le regole per

38

l’assemblea sono quelle classiche: invito, maggioranza, possibilità d’impugnazione della

delibera.

Multiproprietà: diritto di utilizzazione di un bene, conferito dal proprietario, limitato ad

un determinato periodo durante l'anno, valido perpetuamente o per molti anni, sono

dettate molte norme sulla trasparenza con obblighi per il titolare di fornire documenti

informativi. È riconosciuto un diritto di recesso di 10 giorni, e il contratto deve essere

scritto

Il possesso

Potere sulla cosa che si manifesta attraverso un'attività corrispondente all'esercizio di fatto

del diritto di proprietà o di altro diritto reale [Art. 1140 codice civile]. Non sempre il fatto

di possedere scaturisce dal diritto di possedere, basta pensare a chi possiede un bene

rubato. Oggetto del possesso possono essere tutti i beni tranne quelli demaniali.

Situazioni possessorie:

detenzione: disponibilità della cosa (corpus) accompagnata dalla consapevolezza di

• non averne il titolo di possesso (conduttore, comodatario);

possesso pieno (corpore et animo): avere la disponibilità della cosa non riconoscendo

• alcun diritto altrui su di essa;

possesso mediato (solo animo): non avere la disponibilità della cosa ed essere

• riconosciuti dal detentore come titolari.

Il proprio diritto di proprietà non può essere fatto valere da soli nei confronti del

ius possesionis

possidente. Nello riconosciamo l'insieme dei vantaggi spettanti al

possessore tra cui il diritto alla tutela possessoria, cioè nessuno può togliere lui il bene se

non vantando il proprio diritto in giudizio; abbiamo poi il diritto di usucapione e il diritto

Lo ius

di revindicazione se l’atra parte non riesce a fornire una prova di proprietà.

possidendi è il diritto di chi ha un titolo di proprietà accompagnato al possesso della

cosa.

Acquisto del possesso può avvenire :

a modo originario: apprensione della cosa o esercizio su di essa di poteri corrispondenti

• a quelli derivanti dall'esercizio di un diritto reale di godimento (l'esercizio dei diritti

non deve verificarsi per l'altrui tolleranza);

a modo derivativo: tramite consegna (tradizione); il bene può anche non essere

• consegnato se l’acquirente già ne ha il possesso oppure se rimane in detenzione

dell’alienante.

Perdita del possesso: consegue al venir meno del corpus (disponibilità della cosa) o

dell'animus (volontà di detenere la cosa). Per le cose mobili questa si ha quando le cose

sono uscite dalla custodia del possessore 39

spetta a chi nega il possesso di dimostrare che chi detiene la cosa

L’art1141 afferma che

l’ha ricevuta per un titolo che non permette di disporne. presunzione di possesso

La

intermedio: per il possessore è sufficiente dimostrare di aver posseduto la cosa in un

tempo remoto e di possederla attualmente per far presumere che il possesso sia stato

continuato.

Possessore di buona fede è chi ritiene di possedere la cosa in base da un titolo che gli

spetta [Art. 1147 cod. civ]; il possessore è in buona fede se ignora il vizio del suo titolo

purché la sua ignoranza non dipenda da colpa grave ovvero è in buona fede quando nelle

La

stesse condizioni ance il buon padre di famiglia si comporterebbe allo stesso modo.

buona fede si presume e non occorre per tutta la durata del possesso ma basta che ci sia

all’inizio. Il possesso continua nella successione a titolo universale con gli stessi caratteri

originari: buona o mala fede… . Se la successione avviene a titolo particolare si parla di

accessione del possesso nel quale il periodo di godimento del donante si somma a quello

di colui che prende il possesso ai fini dell’usucapione è che determina anche un nuovo

titolo di possesso in buona fede indipendentemente dal titolo originario.

Ne caso di revindicazione del bene:

se il possessore era in buona fede allora i frutti percepiti non sono da restituire se

non quelli dal momento della domanda giudiziale integrati eventualmente con

quelli che potevano essere percepiti;

se il possessore era in malafede deve restituire tutti i frutti tranne quelli caduti in

prescrizione; le spese di restituzione sono a suo carico;

le spese eccedenti la conservazione e i miglioramenti sono rimborsabili per i

possessori in buona e mala fede.

Il possessore in buona fede ha diritto alla ritenzione del bene fino a rimborso

ultimato o nella sua misura.

Possesso vale titolo è la situazione in cui l'ordinamento tutela il possessore in buona fede

di bene mobile anziché il proprietario (alienazioni a non domino di cose mobili cioè per le

vendite da chi non è proprietario della cosa) [Art 1151 codice civile]; affinché il possesso si

traduca in titolo occorre:

che l'acquirente possa vantare un titolo per il suo possesso;

• che l'acquirente abbia già acquistato il possesso della cosa e non solo il titolo;

• che l'acquirente sia in buona fede al momento della consegna della cosa e cioè che a

• momento dell’alienazione ignorava la non titolarità dell’alienante che è presunta e

difficilmente indagabile.

Per le universalità di mobili e i mobili registrati non basta la buona fede ma occorre che la

Se taluno con successivi contratti aliena a più persone lo stesso

titolarità sia certificata.

bene mobile, quella che ne ha acquistato il titolo in buona fede è preferita alle altre.

L’azione possessoria può essere fatta valere da chiunque abbia subito una spogliazione del

possesso con violenza, anche da parte del proprietario; le azioni petitorie possono invece

essere fatte valere solo da chi vanti un titolo regolare

Azione di reintegrazione o di spoglio: azione del possessore che abbia subito uno spoglio

violento o clandestino anche se non possa vantare un titolo di possesso[Art. 1168 codice

40

civile]. L'azione di reintegrazione è soggetta al termine di decadenza di un anno dallo

spoglio nel caso sia stato violento o dalla sua scoperta se clandestino.

Azione di manutenzione è l’azione del possessore di un immobile, di un'universalità di

immobili o di un diritto reale su di un immobile per far cessare le molestie o le turbative

nei confronti del suo possesso che deve durare da almeno un anno ininterrotto[Art. 1170

codice civile]. L'azione di manutenzione è soggetta al termine di decadenza di un anno.

Azione di nuova opera: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di godimento o

al possessore che abbia ragione di temere che una nuova opera arrechi danno alla cosa

oggetto del suo diritto. Occorre che la nuova opera sia iniziata da meno di un anno e non

terminata.

Denunzia di danno temuto: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di

godimento o al possessore nel caso in cui vi sia pericolo di danno grave ed imminente

derivante da cosa preesistente.

L'USUCAPIONE

L'usucapione è definita come l'acquisto della proprietà a titolo originario e dei diritti reali

di godimento in virtù del possesso protratto per un certo periodo di tempo e di altri

requisiti [Art. 1158 codice civile]. Può essere vista come l’opposto della prescrizione perché

fa nascere un diritto in base al tempo.

Requisiti dell'usucapione:

il possesso non deve essere vizioso (se il possesso è acquistato in modo violento o

• clandestino il computo del tempo inizia dal momento in cui il vizio è cessato) [Art. 1163

codice civile];

il possesso non deve subire interruzioni; l'interruzione naturale dell'usucapione deve

• essere di oltre un anno [Art. 1167 codice civile].

Nell'usucapione ordinaria ventennale per gli immobili non si applicano né le cause di

sospensione [Art 2942 codice civile] né l'impedimento derivante da condizione o termine

[Art 1166 codice civile].

Durata dell'usucapione:

usucapione ordinaria: venti anni se il possesso è in cattiva fede, dieci se il possesso è

• caratterizzato da buona fede;

usucapione breve: dieci anni per gli immobili e tre per i mobili registrati.

Requisiti ulteriori per l'usucapione breve:

la buona fede;

• un titolo di trasferimento a non domino;

• la trascrizione del titolo che determina l’inizio del tempo per l’usucapione.

• 41

DIRITTI RELATIVI

I caratteri essenziali sono:

relatività il diritto può essere fatto valere solo nei confronti di una persona, del

• debitore;

mediatezza il soddisfacimento del diritto necessita della cooperazione.

I diritti relativi si identificano con il diritto di credito nel rapporto obbligatorio in cui

l’obbligato risponde con la totalità dei suoi beni presenti e futuri.

L'obbligazione

L’obbligazione naturale è quella di un dovere morale o sociale in cui il debitore non è

obbligato giuridicamente (il debito di gioco e l’obbligazione fiduciaria) e non ha diritto alla

ripetizione. L’obbligazione contrattuale è invece civile: essa può essere fatta valere in

giudizio in maniera coercitiva.

Un'obbligazione consiste nel rapporto tra due parti in cui una di esse si obbliga

(assume il dovere giuridico) di eseguire una determinata prestazione a favore dell'altra.

Fonti dell'obbligazione possono essere il contratto, l'atto illecito e qualsiasi altro atto

idoneo a produrla secondo l'ordinamento [Art. 1173 codice civile].

I soggetti dell'obbligazione sono almeno due:

creditore o soggetto attivo;

• debitore o soggetto passivo.

Nel caso in cui vi siano più soggetti passivi l'obbligazione può essere:

parziaria: se il creditore può pretendere da ogni debitore unicamente la sua parte;

• solidale: se il creditore può pretendere l'intera prestazione da ogni debitore;

• l'adempimento di uno tra i debitori libera gli altri dall'obbligazione e gli da diritto a

regresso.

porre in essere l’azione di Questa caratteristica rafforza il vincolo e si presume

a meno che non sia dichiarato diversamente. La remissione a favore di un debitore li

libera tutti salvo diversa disposizione. Dal lato attivo se uno dei creditori riceve

l’adempimento per tutti i crediti si considerano soddisfatti tutti i creditori.

L’obbligazione indivisibile è quella che riguarda un credito indivisibile (un cavallo) e

• viene disciplinata come la solidale con vincoli di indivisibilità.

Prestazione: viene così definito il comportamento dovuto o il risultato del

comportamento; la prestazione può consistere in un dare, in un fare o in un non fare.

Una prestazione può essere:

fungibile: se per il creditore è irrilevante chi gli procura il risultato del diritto;

• infungibile: se sono rilevanti le qualità personali dell'obbligato.

La prestazione dovuta deve avere carattere patrimoniale, deve cioè essere suscettibile di

valutazione economica [Art 1174 codice civile].

Affinché un'obbligazione sia validamente assunta occorre che la prestazione sia:

possibile;

• lecita;

• determinata o determinabile.

• 42

L’oggetto può essere determinato da un arbitratore, e le parti possono ricorrere al giudice

quando la determinazione sia iniqua, erronea o non fatta.

Oggetto dell'obbligazione consiste nella prestazione dovuta o (nelle obbligazioni di dare)

nel bene materiale dovuto. In relazione al bene dovuto le obbligazioni di dare si

classificano in:

generiche quando il bene non è determinato ma appartiene ad un genere;

• specifiche quando il bene è fisicamente determinato.

L’obbligazione è pecuniaria se l’obbligazione ha per oggetto il dare una somma in

a termine

danaro che deve avere corso legale nello Stato e nel momento; è se va

adempiuta dopo un certo intervallo di tempo dal momento in cui è sorta; vale il principio

nominalistico ovvero non si tiene conto della svalutazione, tuttavia si possono stabilire

interessi: legali, attualmente al 2.5%

convenzionale, decisi tra le parti

moratori quando ci sia un ritardo nell’adempimento; se non fissati sono quelli

legali

usurari se > 50% del tasso interbancario: SI CONSIDERA TALE CLAUSULA

NULLA

gli interessi non possono capitalizzare se non scaduti da sei mesi.

Per le obbligazioni che devono essere liquidate si considera il valore reale della moneta.

Obbligazione alternativa: obbligazione che prevede due o più prestazioni ed in cui il

debitore si libera eseguendone una sola che salvo diversa pattuizione viene scelta dal

debitore[Art. 1285 - 1291 codice civile] Un'obbligazione che prevede una sola prestazione

si dice semplice.

Obbligazione facoltativa: obbligazione semplice in cui il debitore si può liberare

prestando altra cosa.

Obbligazione accessoria: obbligazione che ha fondamento in altro rapporto giuridico e vi

rimane connessa in modo da dipendere da quest'ultimo.

Modificazioni del lato attivo del rapporto obbligatorio

Cessione del credito: indica il contratto mediante il quale il creditore (cedente) pattuisce

con un terzo (cessionario) il trasferimento del suo diritto verso il debitore (ceduto); la

cessione del credito indica anche lo stesso trasferimento del credito; l'obbligazione resta

inalterata a seguito della cessione [Art. 1260 codice civile].

Il contratto di cessione può avere per oggetto qualsiasi credito purché non abbia carattere

personale, non sia vietato dalla legge o non sia stato diversamente pattuito

nell'obbligazione; con la cessione si cedono anche tutte le garanzie accessorie.

Non è necessario il consenso del debitore al quale peraltro la cessione dovrà essere

notificata; in mancanza della notifica la cessione non ha effetto nei confronti del debitore

[Art 1264 codice civile].

Il creditore può opporre al cessionario le stesse eccezione che avrebbe potuto opporre al

cedente ed è questo il carattere fondamentale che distingue la cessione dalla girata della

cambiale.

Qualora il credito sia stato oggetto di più cessioni a diverse persone prevale quella per

prima notificata al debitore [Art. 1265 cod. civ]. 43

Se la cessione è a titolo oneroso il cedente è tenuto a garantire al cessionario l'esistenza del

credito, non il suo adempimento [Art. 1266 codice civile], tuttavia con apposito patto il

cedente può garantire la solvibilità stessa.

La cessione può avvenire:

cessione pro solvendo: quando il cedente si libera solo dopo l'adempimento del

• debitore nei confronti del cessionario. Qualora il debitore non adempia il cedente dovrà

restituire al cessionario quanto ricevuto come corrispettivo della cessione, oltre agli

interessi, alle spese della cessione ed alle spese sostenute dal cessionario per sollecitare

il debitore [Art. 1267 codice civile]. Nella cessione pro solvendo i principi dell’art. 1266

vengono derogati dalle parti.

cessione pro soluto: quando il cessionario si fa carico del rischio di inadempienza del

• debitore; il cedente è immediatamente liberato.

In ogni caso il cedente è obbligato a consegnare i documenti probatori del credito che si

trovano in suo possesso.

Contratto di factoring: contratto mediante il quale un'impresa specializzata (factor) si

assume l'impegno di gestire tutti o parte dei crediti di un'altra impresa dietro pagamento

di una commissione. Non è necessario che i crediti vengano ceduti al factor; il factor

generalmente svolge la funzione di finanziatore fornendo anticipi sui crediti. Il factor può

essere una banca o un intermediario finanziario e salvo specificazione i contratti sono pro

solvendo. delegazione attiva

Nel caso di il cedente il cessionario ed il debitore si mettono d’accordo

sul fatto che il credito vada pagato al cessionario; l’unica differenza con la cessione è che

con surrogazione

qui partecipa attivamente anche il debitore. Il pagamento si ha con la

sostituzione del creditore con un'altra persona all'atto del pagamento. A differenza della

cessione del credito la surrogazione presuppone che l'obbligazione sia adempiuta, è il caso

del mutuo [Art. 1201 - 1205 codice civile].

Modificazioni del lato passivo del rapporto obbligatorio

La sostituzione del debitore non è possibile senza l’espressa volontà del creditore.

La delegazione: figura in cui un soggetto (delegante) ordina o invita un altro soggetto

(delegato) ad eseguire (delegatio solvendi) o a promettere di eseguire (delegatio

promittendi) un determinato pagamento a favore di un terzo soggetto (delegatario).

L'operazione necessita della cooperazione di tutti e tre i soggetti. Distinguiamo inoltre:

delegatio solvendi: il delegante invita il delegato ad effettuare un determinato

• pagamento a favore del delegatario; il delegato non è tenuto ad accettare; nell'ipotesi in

cui il delegato sia debitore verso il delegante questo può sempre rifiutare l'incarico ma

nel caso in cui lo accetti la prestazione eseguita vale contemporaneamente come

effettuata dal delegante verso il delegatario (e come effettuata dal delegato verso il

delegante per i rapporti tra questi)[Art. 1269 codice civile]; questo è lo schema

dell’assegno bancario. Nel caso di indebito, il diritto di pretendere la restituzione spetta

sempre al delegante.

delegatio promittendi: il delegante invita il delegato ad assumere l'obbligo di effettuare

• un pagamento determinato nei confronti del delegatario; la delegazione non libera il

44

delegante che resta obbligato insieme al delegato (delegazione cumulativa) , tuttavia il

delegatario deve prima pretendere il pagamento dal delegato e poi dal delegante[Art.

1268 codice civile]; le garanzie del delegante vengono annullate salvo diversa

specificazione; solo il delegatario con espressa dichiarazione può liberare il delegante

(delegazione liberatoria); il delegante può revocare la delegazione fin quando il

delegato non abbia adempiuto.

L'espromissione: contratto mediante il quale un creditore ed un terzo convengono che

quest'ultimo si assuma il debito di un altro [Art 1272 codice civile]. L'azione del terzo è

spontanea e può avvenire senza il consenso del debitore. L'espromissione può essere:

cumulativa quando l'obbligo del terzo non libera il debitore originario, che resta

• debitore insieme al terzo stesso;

liberatoria quando a seguito del contratto il debitore originario viene liberato.

Il terzo può opporre le eccezioni che poteva opporre il primo debitore.

L'accollo: contratto tra il debitore (accollato) ed un terzo (accollante) mediante il quale

quest'ultimo si assume l'onere di provvedere al pagamento del creditore (accollatario); ciò

di regola avviene nell’acquisto di immobili gravati da ipoteca. Esistono due specie di

accollo:

accollo semplice o interno in cui l'accollante assume un impegno unicamente nei

• confronti dell'accollato; il creditore non vanta alcun diritto nei confronti dell'accollante,

quindi in caso di inadempimento risponderà l'accollato e l'accollante sarà responsabile

solo nei confronti dell'accollato; l'accollo interno non è contemplato dalla legge;

accollo esterno in cui il creditore può aderire mediante suo atto unilaterale all'accordo

• tra accollato ed accollante; se ciò avviene l'accollante diviene responsabile

dell'adempimento; l'accollato viene liberato solo se espressamente previsto dal contratto

(accollo liberatorio), altrimenti è obbligato in solido coll'accollante (accollo cumulativo)

[Art. 1273 codice civile].

Estinzione dell'obbligazione

L’adempimento è la realizzazione esatta della prestazione dovuta, cioè conforme

all’obbligo assunto. L'adempimento porta l'obbligazione alla sua fine naturale.

Il creditore può legittimamente rifiutare l'adempimento di un terzo solo nel caso in cui

l'obbligazione sia infungibile o se il debitore ha precedentemente comunicato la sua

opposizione a un pagamento fatto da terzi[Art. 1180 codice civile].

Il creditore può accettare che il debitore si liberi con una prestazione diversa dall'esatto

adempimento; qualora il debitore non esegua la prestazione concordata il creditore può

esigere il pagamento di quanto dovuto dall'obbligazione [Art. 1197 codice civile].

Il creditore può rifiutare un pagamento parziale anche se la prestazione è divisibile; si noti

invece che nel rapporto cambiario vale l’opposto. il

Affinché l’adempimento sia regolare si ha bisogno che: colui che riceve la prestazione sia

destinatario dell’obbligazione o chi indicato dal creditore e che questi sia legalmente

capace; il debitore si libera anche se paga in buona fede chi appariva il creditore. A meno

il luogo

che diversamente specificato, dell’adempimento deve essere: generalmente quello

45

dove è sorta l’obbligazione, della consegna della cosa deve essere dove si trovava, del

Il tempo

pagamento è a casa del creditore o a casa del debitore. o il momento deve essere

quello stabilito o se non pattuito si considera immediatamente esigibile. Il credito si

scaduto

considera e il creditore può agire in giudizio se il debitore non paga nel termine

convenuto.

Nel pagamento in contante è stato posto un limite in ventimilioni di lire, e per i

movimenti maggiori bisogna servirsi di banche che devono registrare i movimenti più

grandi.

Nel caso che il creditore vanti più debiti dallo stesso debitore, questi pagando può dire

quale intende saldare; in caso contrario si intende quello scaduto e tra più scaduti quello

meno garantito e poi quello più antico.

Allorquando il creditore, senza legittimo motivo, rifiuta di ricevere il pagamento offertogli

dal debitore, oppure omette di compiere gli atti preparatori al compimento della

mora del creditore

prestazione, si realizza la figura della [Art. 1206 codice civile]; effetti

della mora del creditore sono:

rischio a suo carico che la prestazione divenga impossibile;

• onere al risarcimento dei danni provocati dal suo comportamento al debitore (oltre al

• rimborso delle spese di custodia e di conservazione della cosa dovuta).

Gli interesso moratori del debitore non si calcolano

Affinché si abbia mora del creditore è necessario che il debitore faccia un offerta solenne al

creditore, cioè presentata da pubblico ufficiale; quando l'offerta non è solenne non ci sarà

mora del creditore ma non si realizzerà neppure la mora del debitore [Art. 1220 codice

civile]. nel caso in cui la prestazione dovuta sia infungibile.

Morte del debitore

Compensazione: si realizza quando due soggetti sono tra loro contemporaneamente

creditore e debitore relativamente a due diversi rapporti obbligatori: se sussistono

determinate condizioni previste dall'ordinamento i due rapporti possono estinguersi

totalmente o parzialmente senza ricorso ai rispettivi adempimenti. La compensazione può

essere:

legale: richiede l'omogeneità delle prestazioni, la liquidità e l'esigibilità dei crediti [Art.

• 1243 codice civile]; per effetto della compensazione legale i debiti si estinguono in

maniera retroattiva dal momento della loro coesistenza; deve essere fatta riconoscere

dal giudice.

giudiziale: compensazione di un credito (anche non liquido, purché di facile

• liquidazione) ed esigibile, invocato in giudizio, con un altro, di medesime

caratteristiche, opposto nel giudizio stesso al primo credito [Art. 1243 codice civile]; la

compensazione giudiziale è applicata dal giudice;

volontaria: avviene per specifico contratto tra le parti [Art. 1252 codice civile], che

• possono riservarsi di derogare le condizioni necessarie alla compensazione legale o

giudiziale; la compensazione facoltativa permette la realizzazione con l’accordo della

parte a cui ancora non è scaduto il debito.

Confusione: l'obbligazione si estingue per confusione quando un unico soggetto si trova

nella condizione di creditore e di debitore relativamente alla stessa obbligazione [Art. 1253

codice civile]. 46

Novazione: contratto con cui i soggetti di un rapporto obbligatorio sostituiscono un nuovo

rapporto a quello originario. La novazione può essere:

soggettiva qualora nel nuovo rapporto venga sostituita la figura del debitore [Art. 1235

• codice civile]; alla novazione soggettiva si applicano le norme riguardanti la

delegazione, l'espromissione e l'accollo;

oggettiva qualora nel nuovo contratto venga modificato l'oggetto [Art. 1230 codice

• civile]; elementi caratterizzanti la novazione oggettiva sono la modificazione

dell'oggetto (elemento oggettivo) e la volontà di estinguere la precedente obbligazione

(elemento soggettivo).

Remissione rinunzia del creditore al credito [Art. 1236 codice civile]; la remissione è un

negozio unilaterale recettizio; il debitore può dichiarare di non voler approfittare della

remissione; la remissione può essere espressa o tacita (per consegna del titolo

all'obbligato); il pactum de non petendo è un atto in cui il creditore si impegna a non

chiedere il pagamento fino ad un certo periodo.

Impossibilità sopravvenuta: estingue l'obbligazione nel caso in cui questa sia divenuta

impossibile non per colpa del debitore [Art. 1256 codice civile]; in tal caso il debitore deve

consegnare ciò che a ricevuto a titolo di risarcimento dal terzo.

L'inadempimento

La figura dell'inadempimento si realizza quando il debitore non esegue l'esatta

prestazione dovuta. L'inadempimento può essere imputabile al debitore (in questo caso si

parla di responsabilità contrattuale del debitore) oppure a cause non dipendenti da lui (in

tal caso il debitore ha l'onere di provare che l'impossibilità della prestazione non era a lui

imputabile) [Art. 1218 codice civile].

L'inadempimento può consistere in:

adempimento inesatto quando la prestazione viene eseguita ma differisce

• quantitativamente o qualitativamente da quella pattuita;

inadempimento relativo quando la prestazione non è ancora stata eseguita ma

• sussistono ancora le condizioni affinché si realizzi sebbene in ritardo; in tal caso il

debitore è tenuto, oltre all'adempimento della prestazione stabilita, al risarcimento dei

danni recati al creditore a causa del suo ritardo;

inadempimento assoluto quando la prestazione non è stata ancora compiuta e sono

• venuti a cadere i presupposti affinché questa si realizzi (ad es. è troppo tardi); in questo

caso la prestazione del creditore si trasforma nel risarcimento danni.

La mora del debitore consiste nel ritardo (inadempimento relativo) del debitore

nell'eseguire la prestazione dovuta , ma può essere evitata se questi riesce a provare che la

colpa non è sua.. La mora del debitore può essere:

ex re automatica

ovvero quando non è necessario un atto di Costituzione in mora del

• debitore, la mora scatta automaticamente per il solo fatto del ritardo [Art. 1219 codice

civile]; la mora ex re si verifica quando: 47

l'obbligazione deriva da fatto illecito perché la lesione del diritto altrui esige una

• pronta riparazione;

il debitore dichiara per iscritto di non voler adempiere;

• quando è scaduto il termine se la prestazione doveva avvenire al domicilio del

• creditore.

ex persona quando il creditore richiede per iscritto l'adempimento mediante atto di

• Costituzione in mora.

Se l'obbligazione consiste in un non fare qualora non sia rispettata si ha inadempimento

assoluto, non ha senso quindi parlare di ritardo e di mora.

Gli effetti della mora sono:

risarcimento dei danni relativi al ritardo;

• passaggio del rischio ovvero qualora la prestazione sia divenuta impossibile mentre il

• debitore è in mora, anche se per cause non a lui imputabili, egli è obbligato al

risarcimento dei danni subiti come se l'impossibilità della prestazione fosse dipesa da

lui [Art. 1221 codice civile]; il debitore può liberarsi dal rischi se prova che la merce

sarebbe perita anche in mano al creditore.

In ogni caso il risarcimento dei danni subiti deve essere pari almeno al mancato guadagno,

mentre l’onere di provare i singoli fatti lesivi spetta al creditore; la liquidazione può essere

affidata al giudice. Per le obbligazioni pecuniarie la colpa del ritardo è sempre del debitore

che deve versare oltre al debito anche gli interessi pari alla misura stabilita o al tasso legale

se nulla è disposto, e tutto indipendentemente dal fatto che il creditore abbia sofferto un

danno; se comunque il danno è stato in misura superiore agli interessi e se ne riesce a dar

prova si ha diritto ad averli. Il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore

avrebbe potuto evitare se avesse utilizzato la normale diligenza (come nel caso

dell’approvvigionamento delle scorte). Per salvaguardare i propri interessi, spesso il

debitore introduce una clausola penale in cui fissa in anticipo la misura del risarcimento

per inadempimento.

I DIRITTI REALI DI GARANZIA

Se il debitore non adempie la prestazione, il creditore dopo aver fatto accertare dal giudice

l’inadempimento, promuove il processo esecutivo sui beni del debitore, facendoli

espropriare secondo le norme del codice civile. Art2910

Se vi sono più creditori, tutti hanno lo stesso diritto di soddisfarsi con il ricavato della

condicio creditorum),

vendita dei beni del creditore (par tuttavia la legge preferisce quelli

causa legittima di prelazione i privilegi, il pegno e l’ipoteca.

che godono di una che sono

Se le cose soggette a prelazione periscono e sono assicurate, si ha surrogazione attiva, cioè

Il privilegio

l’assicurazione paga i creditori al posto del debitore. è la prelazione che la

legge accorda in considerazione della natura del credito [Art. 2745 codice civile]cioè non

vengono creati dai privati e quindi non possono ricadere su beni di terzi; i creditori

assistiti da privilegio sono preferiti agli altri nella distribuzione dei proventi relativi alla

48

vendita forzata dei beni del debitore. I creditori non investiti da privilegio vengono detti

Il privilegio speciale viene costituito su tutti gli immobili.

chirografari. diritti reali

La categoria dei di garanzia comprende i due istituti di pegno ed ipoteca;

entrambi limitano il potere di disposizione del proprietario, hanno carattere reale, ovvero

esiste un bene a garanzia del credito, e sono opponibili a tutti. I due istituti attribuiscono al

titolare il ovvero il potere di soddisfare il proprio credito facendo

diritto di sequela,

espropriare il bene e facendolo vendere all’incanto.

E’ comunque vietato il ovvero la facoltà di accordarsi affinché in

patto commissorio,

mancanza di pagamento il creditore entri nella proprietà della cosa; con la vendita agli

incanti il debitore potrà vedere vendute le sue cose ad un prezzo migliore

Il pegno che il

è il diritto reale su cosa mobile di proprietà del debitore o di un terzo

creditore può acquistare come garanzia del suo credito [Art. 2784 codice civile]. Sono

oggetto del pegno i beni mobili, universalità di mobili ed altri diritti aventi per oggetto

costituzione

cose mobili, sono vietati u subpegni; La del pegno avviene mediante atto

scritto in data certa e contenente una specificazione del pegno al quale sequela consegna

della cosa al creditore o ad un terzo designato dalle parti che ne assume la custodia; è

quindi necessario che il debitore sia in possesso del bene [Art. 2786 codice civile]; se il

debito eccede le lire cinquemila è richiesta la forma scritta [Art. 2787 codice civile]

Effetti del pegno :

il creditore ha il diritto di trattenere la cosa ma ha altresì l’onere di custodirla [Art. 2790

• codice civile]; se questo perde il possesso della cosa può effettuare l’azione di

rivendicazione e l’azione di spoglio [Art. 2789 codice civile];

il pegno ha pura funzione di garanzia e il creditore ha solo il diritto di trattenere la cosa,

• non può quindi usarla o disporne [Art. 2792 codice civile]; qualora il creditore usi la

cosa o ne disponga il costituente può chiedere il sequestro della cosa stessa [Art. 2792

codice civile]; al pagamento del debito il bene deve essere restituito;

il creditore, previa intimazione al debitore, può chiedere che la cosa venga venduta al

• pubblico incanto o da privati autorizzati e soddisfarsi sul ricavato [Art. 2796 codice

civile]; il creditore può fare richiesta al giudice affinché i bene gli sia assegnato

Nel pegno irregolare i beni fungibili che vengono dati in pegno passano direttamente nelle

mani del creditore che ne dispone e in caso di insolvenza non restituisce.

L’ipoteca è il diritto reale di garanzia che attribuisce al titolare il potere di far espropriare

la cosa su cui tale diritto è costituito e di soddisfare il proprio credito con preferenza sul

prezzo ricavato dall’espropriazione [art. 2808 codice civile].

L’ipoteca è soggetta ad un regime di pubblicità di carattere costitutivo; la convenzione tra

viene posta in essere

le parti attribuisce il diritto ad ottenere l’ipoteca, ma questa

dall’iscrizione nei pubblici registri.

Oggetto dell’ipoteca sono i beni immobili ( e i diritti su questi: usufrutto, abitazione..) con

le loro pertinenze escluse le servitù, i mobili registrati e le rendite dello Stato [art. 2810

codice civile]. L’ipoteca sulla nuda proprietà si estende a tutta la proprietà.

L’ipoteca può essere : 49

legale quando è iscritta in forza di una norma di legge ed è attribuita a particolari

• creditori a causa di un debito meritevole di una particolare tutela; spetta a:

l’alienante sugli immobili alienati

ai coeredi ai soci per il pagamento dei conguagli

Tali ipoteche sono iscritte di ufficio dal conservatore dei registri immobiliari se gli

viene presentato l’atto di alienazione, salvo rinuncia dell’alienante; tali ipoteche

derogando allo scopo pubblicitario della stessa prevalgono sulle ipoteche

successivamente iscritte dall’acquirente divento alienante

giudiziale quando la sua iscrizione è dovuta ad una sentenza esecutiva e non di mero

• accertamento; la sentenza produce il diritto all’ipoteca che verrà poi messa in essere con

l’iscrizione automatica presentando al conservatore una copia della sentenza;

volontaria quando la sua iscrizione è conseguenza di un atto di volontà del debitore o

• di un terzo datore d’ipoteca.

L’ipoteca volontaria può essere iscritta sia in base ad un contratto o anche in base a

dichiarazione unilaterale del concedente con esclusione del testamento; è richiesta la forma

ad substantiam; l’atto deve contenere tutte le indicazioni idonee ad individuare l’immobile

su cui si concede l’ipoteca [art. 2826 codice civile]; deve essere registrata dal proprietario;

nel caso di ipoteca su bene altrui chi l’ha concessa è tenuto a procurarne al debitore la

proprietà, tuttavia il primo deve contenere il bene nel suo patrimonio.

Il grado dell’ipoteca è stabilito dalla data di iscrizione e non dalla data dell’atto

sottostante e determina l’ordine di preferenza tra le varie ipoteche. E’ consentito lo

scambio del grado tra i creditori ipotecari nel caso in cui questi abbiano gradi successivi.

Se il negozio costitutivo dell’ipoteca è nullo è nulla anche l’iscrizione.

La pubblicità si attua mediante iscrizione, annotazione, rinnovazione e cancellazione: per

l’iscrizione si ha bisogno della scrittura privata autenticata o accertata giudizialmente;

l’annotazione serve a rendere pubblico il trasferimento dell’ipoteca a favore di un’altra

la rinnovazione

persona. Ha efficacia costitutiva; serve ad evitare l’estinzione

dell’iscrizione, deve eseguirsi prima del decorso dei venti anni dalla data dell’iscrizione.

Trascorsi i venti anni senza che avvenga la rinnovazione si perde il grado dell’ipoteca, non

la cancellazione

il diritto a questa; estingue l’ipoteca [art. 2882 codice civile ] quando il

credito è estinto o il creditore vi rinunzia; se il credito cade in prescrizione si può

richiedere la cancellazione.

L’ipoteca data la natura di diritto reale ha efficacia anche nei confronti di chi acquista

l’immobile dopo l’iscrizione.

Il terso datore di ipoteca non gode nemmeno del beneficio excussionis, cioè non può

chiedere che prima siano espropriati i beni del debitore (l’unica cosa che può fare è

chiedere a questo i danni)

Conservazione della garanzia patrimoniale

Azione surrogatoria è l’azione che può compiere il creditore qualora il suo debitore

trascuri di compiere gli atti volti a tutelare il suo patrimonio ( diritti di usucapione,

50

riscossione crediti….) [art. 2900 codice civile]. Affinché si possa ricorrere ad un’azione

surrogatoria è necessario :

che vi sia l’inerzia del debitore;

• che l’inerzia provochi una situazione di incapienza del debitore.

• Che il diritto sia patrimoniale;

Quando si verificano i suddetti presupposti al creditore è consentito di surrogarsi al suo

debitore per l’esercizio dei diritti di quest’ultimo, tuttavia questi agisce non solo per se ma

in nomine debitoris e conseguentemente a favore di tutti i creditori.

Azione revocatoria è l’azione spettante al creditore nel caso in cui il suo debitore compia

degli atti che rendono il suo patrimonio insufficiente a prestare garanzia del debito [art.

2901 codice civile]. Presupposti per esperire un’azione revocatoria sono :

un atto di disposizione del debitore, vendita, cessione crediti, donazione…;

• renda il patrimonio del debitore insufficiente

che l’atto di cui sopra a garantire il

• debito;

la consapevolezza del debitore del pregiudizio da lui arrecato al suo creditore. Il

• creditore che agisce in revocatoria ha l’onere di provare questa consapevolezza.

Non è necessario che l’atto compiuto dal debitore diminuisca il suo patrimonio, è

sufficiente che diminuisca le garanzie che questo può portare (vendita di un immobile).

L’azione revocatoria non rende nullo l’atto, ma consente al creditore di esperire contro i

terzi acquirenti le stesse azioni esecutive e conservative che avrebbe potuto compiere nei

confronti del suo debitore. Se il terzo acquirente è in buona fede la legge lo tutela, mentre

se è i mala fede o a titolo gratuito il bene rientra in possesso del debitore principale.

L’azione revocatorio può essere fatta solo per gli atti di alienazione compiuti dopo la

nascita del debito con lo scopo di frodare i debitori; nel negozio simulato non occorre

dimostrare il pregiudizio presente ma basta anche uno ipotetico ed eventuale.

L’azione revocatoria si prescrive in dieci anni.

Sequestro conservativo è una misura che può essere chiesta al giudice dal creditore che

ha fondato timore di perdere le garanzie del proprio credito [art. 2905 codice civile]. In

questo modo il bene diventa indisponibile per il debitore.

Diritto di ritenzione: diritto attribuito al creditore di rifiutare la consegna di una cosa di

proprietà del debitore, fino a quando il debitore non adempie l’obbligazione connessa con

la cosa stessa. Il diritto di ritenzione si può far valere solo nei casi espressamente previsti

dall’ordinamento. 51

I CONTRATTI

Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un

rapporto giuridico patrimoniale [art. 1321 codice civile]. Il contratto quindi si distingue

dagli altri negozi giuridici perché in primo luogo non può mai essere unilaterale, e poi

deve avere contenuto patrimoniale.

Elementi essenziali del contratto [art. 1325 codice civile] :

l’accordo delle parti;

• la causa;

• l’oggetto che deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile;

• la forma che è richiesta ab substantiam

CLASSIFICAZIONE DEI CONTRATTI :

Contratti tipici: Contratti atipici:

contratti che per la loro le parti sono comunque

frequenza o importanza vengono libere di concludere contratti che non sono

espressamente disciplinati dal legislatore. previsti dal legislatore (atipici) purché siano

diretti a realizzare interessi meritevoli di

tutela secondo l’ordinamento giuridico [art.

1322 codice civile].

Contratti con due parti. Contratti plurilaterali; in questo tipo di

contratti il vizio derivante da una parte non

coinvolge necessariamente la sorte

dell’intero contratto (ciò avviene solo se la

partecipazione viziata è da considerarsi

essenziale per le altre parti coinvolte).

Contratti con prestazioni a carico di una

Contratti a prestazioni corrispettive o parte sola: ne sono esempi la fideiussione, il

sinallagmatici; viene detto sinallagma il deposito gratuito, il comodato.

nesso di reciprocità che lega le due

prestazioni. Se è invalida o impossibile la

prestazione a carico di una parte risulta

invalidi l’intero contratto (sinallagma

genetico); se non viene adempiuta o diviene

impossibile una prestazione la

controprestazione non è più dovuta

(sinallagma funzionale).

Contratti a titolo oneroso. Contratti a titolo gratuito.

Contratti di scambio Contratti associativi

in cui la prestazione di in cui la prestazione

ciascuna parte è a vantaggio della di ciascuno è diretta al conseguimento di

controparte. uno scopo comune.

Contratti commutativi Contratti aleatori

in cui i reciproci in cui elemento essenziale

sacrifici sono certi. è l’esistenza di un’incertezza sull’entità dei

reciproci sacrifici e proprio per questo non si

può applicare la risoluzione per eccessiva

onerosità. 52

Contratti ad esecuzione istantanea Contratti di durata

in cui la in cui la prestazione

prestazione delle parti è concentrata in un continua nel tempo o si ripete

dato momento, immediato o differito periodicamente.

Contratti a forma libera. Contratti a forma vincolata o solenne.

Contratti consensuali Contratti reali

che si perfezionano in cui è necessario oltre

con l’accordo tra le parti. all’accordo anche la consegna del bene

(mutuo, comodato, deposito e pegno).

Contratti ad efficacia obbligatoria

Contratti ad efficacia reale che

se realizzano

del solo fanno nascere l’obbligo a carico delle parti di

automaticamente, per effetto

consenso, il risultato perseguito realizzare il risultato.

(compravendita).

Il contratto preliminare è il contratto con cui le parti si obbligano a stipulare un

successivo contratto definitivo; nel preliminare deve essere determinato il contenuto

essenziale del contratto definitivo e le eventuali aggiunte devono essere consensuali.

Il contratto preliminare può vincolare ambedue le parti o una sola (promessa unilaterale).

L’inadempimento del contratto preliminare da luogo ad una responsabilità contrattuale;

oltre al risarcimento danni, se taluno non adempie al preliminare all’altra parte è concessa

la facoltà di ottenere, qualora sia possibile, una sentenza costitutiva che realizzi gli effetti

che avrebbe dovuto produrre il contratto.

Il contratto preliminare deve avere gli stessi requisiti di forma richiesti per il contratto

definitivo [art. 1351 codice civile].

Il preliminare è ammesso per qualsiasi tipo di contratto fatta eccezione per la donazione.

Attualmente è permessa la trascivibilità dei contratti preliminari, in particolare sugli

immobili, al fine di evitare in caso di fallimento dei costruttori la perdita delle caparre

versate dai futuri acquirenti; questa trascrizione ha priorità sulle successive e in caso di

fallimento del costruttore il promissario acquirente ha diritto alla restituzione del prezzo

pagato.

Cessione del contratto è una figura che si realizza nei contratti a prestazioni corrispettive

purché queste non siano state ancora eseguite, e consiste in un contratto (di cessione)

stipulato da una parte (cedente) con un terzo estraneo al contratto originario (cessionario)

per trasferire in capo a quest’ultimo tutti i rapporti attivi e passivi derivanti dal contratto

originario [art. 1406 codice civile]. Ai fini della cessione de contratto è indispensabile il

consenso dell’altro contraente originario (ceduto).

Il cedente è tenuto a garantire la validità del contratto, il nomen verum, e non il suo

adempimento.

Il cedente viene di norma liberato dalle sue obbligazioni verso il ceduto; ma il ceduto si

può cautelare dichiarando espressamente che con la cessione non intende liberare il

cedente, in questo caso il cedente risponderà in caso di inadempimento del cessionario.

Il cedente può anche garantire al cessionario l’adempimento del ceduto, rispondendo in

solido con quest’ultimo (come fideiussore) in caso di inadempimento.

La differenza con il subcontratto è che i rapporti contrattuali tra le due parti originarie

rimangono gli stessi; nasce completamente un nuovo rapporto tra una parte e il terzo e

questo rapporto è completamente separato dal primo. 53

La conclusione del contratto:

trattative

Durante il periodo di si ha negoziazione per ciò che riguarda il contenuto degli

accordi che si stanno formando; le parti sono libere di concludere o meno il contratto, ma

l'obbligo di comportarsi secondo buona fede

hanno comunque [art. 1337 codice civile].

L’obbligo di comportarsi secondo buona fede si concretizza in due aspetti fondamentali :

qualora le trattative siano giunte a buon punto una delle parti non le può interrompere

• senza un giustificato motivo.

ciascuna delle parti ha il dovere di informare l’altra di eventuali cause in invalidità del

• contratto, qualora queste siano conosciute o avrebbero potuto esserlo con la normale

diligenza.

Responsabilità precontrattuale o colpa in contrahendo è un tipo di responsabilità

extracontrattuale che viene a realizzarsi qualora una delle parti, nel corso delle trattative,

venga meno all’obbligo di comportarsi secondo buona fede. Il risarcimento dovuto viene

limitato alle spese ed alle perdite che siano strettamente dovute alle trattative ed al

vantaggio che sarebbe potuto ottenersi impiegando il tempo speso nella trattativa fallita in

altre contrattazioni.

Il momento perfezionativo del contratto è il momento in cui proposta ed accettazione

(che costituiscono entrambe dichiarazioni di volontà unilaterali) si fondono in un’unica

Il contratto si considera concluso nel momento e nel luogo in cui il proponente

volontà.

ha conoscenza dell’accettazione della sua proposta comunicatagli dalla controparte [art.

1326 codice civile].

Si presume che l’accettazione sia venuta a conoscenza del proponente nel momento in cui

questa sia giunta presso la sua casa o la sua azienda. Per alcuni contratti si ha una

esecuzione di un ordine: tali contratti si considerano accettati quando la parte inizia ad

eseguire , comunicando però l’esecuzione all’altra parte.

Se si tratta di un contratto con obbligazioni a carico del proponente (fideiussione)per la

perfezione del contratto basta anche un comportamento omissivo del destinatario che

quindi non rifiuta la proposta. Una deroga al principio generale è stabilita per la

donazione, che si perfeziona solo in seguito a notifica al donante.

La revoca è l’atto unilaterale con cui si intende far perdere la validità della propria

proposta o della propria accettazione [art. 1328 codice civile].

La proposta può essere revocata prima della conclusione del contratto; tuttavia nel caso in

cui accettante, in buona fede, avesse data esecuzione alla sua prestazione, questo ha diritto

ad essere indennizzato di spese e perdite dal proponente.

La revoca dell’accettazione per essere efficace deve giungere a conoscenza del

proponente prima che gli pervenga l’accettazione.

La proposta (o l’accettazione) perde automaticamente efficacia se prima del

perfezionamento del contratto il proponente (o l’accettante) muore o diviene incapace a

La proposta

meno che non si tatti di offerte proposte da imprenditori o società non piccoli.

irrevocabile si realizza nel caso in cui il proponente decide di rinunziare alla facoltà di

revoca. La sua proposta conserva l’efficacia anche nel caso di morte o di sopravvenuta

incapacità [art. 1329 codice civile]. 54

L’offerta al pubblico è la proposta indirizzata a destinatari indeterminati [art. 1336 codice

civile]; per la sua validità deve contenere gli estremi essenziali del contratto che mira a

concludere. L’offerta al pubblico è revocabile, la revoca deve essere fatta nella stessa forma

con cui è stata fatta l’offerta ed è efficace anche nei confronti di chi essendo venuto a

conoscenza della proposta, non ha avuto notizia della revoca.

L’opzione rende irrevocabile la proposta in seguito ad un accordo tra le parti [art. 1331

codice civile]; l’irrevocabilità presenta come unica differenza quella di derivare da accordo

e non solo dalla volontà del proponente. L’opzione ha un termine di validità, ed entro

detto termine l’accettante può perfezionare il contratto mediante dichiarazione unilaterale

di volontà. L’opzione può avere un corrispettivo.

La prelazione consiste nel diritto di essere preferito ad ogni altro, a parità di condizioni,

nella stipula di un determinato contratto. La prelazione può essere :

volontaria: quando è conseguenza di un accordo tra le parti : ha efficacia obbligatoria e

• non è opponibile ai terzi;

legale: accordata dalla legge ai coeredi ed è opponibile ai terzi.

Contratti per adesione: consistono in moduli standard contrattuali che le imprese fanno

sottoscrivere alle parti; il cliente non può discutere il contratto e le sue clausole, può

accettarlo in blocco o rifiutarlo. Le clausole più gravi o che determinano uno squilibrio a

carico del consumatore interne a questo tipo di contratti vengono dette e

vessatorie

necessitano una specifica approvazione scritta da parte del cliente; in genere riguardano le

responsabilità, le deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria, limitazioni alla facoltà

di opporre eccezioni; esiste una black list di clausole vessatorie. Le clausole aggiunte

prevalgono su quelle prestampate anche se non cancellate; le clausole dubbie si

considerano a favore del contraente debole. Le clausole nulle non toccano la restante parte

del contratto che rimane valido e a vantaggio del consumatore.

Un contratto ha forza di legge tra le parti [art. 1372 codice civile] e può essere sciolto solo

da uno specifico accordo delle parti o per cause ammesse dalla legge. Può altresì essere

diritto di recesso,

concordato uno specifico in favore di una o di entrambe le parti, ma in

tale caso il diritto dovrà essere fatto valere prima che l’altra parte abbia dato inizio

all’esecuzione del contratto [art. 1373 codice civile]. Nei contratti di durata indeterminata è

dato diritto di recesso in ogni momento salvo l’obbligo di dare un congruo preavviso.

Interpretazione del contratto - disposizioni del codice civile :

nell’interpretare un contratto si deve risalite alla comune intenzione delle parti, alla

• luce del loro comportamento complessivo [art. 1362];

il contratto deve essere interpretato secondo buona fede [art. 1366];

• là dove le parti non abbiano disposto si ricorrerà all’integrazione del contratto

• applicando le eventuali norme dispositive, gli usi o l’equità [art. 1374] - funzione

integratrice della legge;

si dovrà intendere come nulla ogni pattuizione dei privati contraria alle norme

• imperative - funzione imperative della legge.

Contratti ad effetti reali - momento del passaggio della proprietà : 55

se si tratta di cosa determinata la proprietà passa per effetto del consenso manifestato

• nelle forme previste dalla legge [art. 1376 codice civile]; la consegna del bene non è

necessaria;

se si tratta di cose generiche la proprietà si trasmette con la specificazione, ovvero

• l’individuazione delle cose mediante pesatura o misurazione [art. 1378 codice civile].

Conflitto tra più acquirenti dello stesso bene :

se si tratta di beni mobili non registrati vale la regola del possesso vale titolo, e

• quindi prevale colui che per primo ha acquistato il possesso o il godimento in buona

fede;

se il conflitto riguarda diritti reali ed alcuni diritti personali su beni immobili o

• mobili registrati vengono applicate le regole della trascrizione;

per i diritti personali di godimento (locazione) viene preferito chi per primo ha

• conseguito il godimento della cosa [art. 1380 codice civile]. Se nessuno ha conseguito il

godimento della cosa vale la data del titolo.

La clausola penale è la clausola inserita dalle parti nel contratto che individua quanto

dovrà essere pagato da una parte a titolo di penale, in seguito ad eventuale

inadempimento. Tramite la clausola penale il creditore viene sgravato dell’onere di

provare l’entità del danno subito e sarà pure esonerato dalla stima che viene determinata

liquidazione convenzionale[art.

dalla 1382 codice civile]. La clausola penale può essere

prevista sia nel caso di inadempimento assoluto che in caso di inadempimento relativo.

La caparra può essere di due tipi :

confirmatoria: si verifica quando al momento della conclusione del contratto una parte

• consegna all’altra una somma di danaro o una quantità di cose fungibili come conferma

della serietà del vincolo assunto ed a titolo di acconto sul prezzo dovuto [art. 1385

codice civile]. Se la parte che ha dato la caparra si rende inadempiente l’altra parte ha la

facoltà di recedere dal contratto trattenendo la caparra a titolo di risarcimento ovvero

preferire l’esecuzione del contratto o la risoluzione e trattenere la caparra come anticipo

e garanzia dell’adempimento. Se si rende inadempiente la parte che ha ricevuto la

caparra l’altra parte ha la facoltà di recedere dal contratto pretendendo il doppio della

caparra.

penitenziale costituisce il corrispettivo del diritto di recesso [art.1386 codice civile]; la

• parte che ha dato la caparra può recedere perdendola e la parte che l’ha ricevuta può

recedere pagando il doppio della caparra; la caparra è tutto quello che può essere

preteso.. Il contratto viene sciolto da una dichiarazione unilaterale recettizia e non è

configurabile un’ipotesi di inadempimento.

Effetti del contratto di fronte ai terzi: gli effetti del contratto sono limitati alle parti; se io

prendo impegni per un terzo, questi è libero di adempiere o meno; nei confronti del

contraente sono però vincolato io e dovrò risarcire per danni il primo se non riesco a

convincere il terzo.

Il contratto a favore del terzo è il contratto in cui le parti (promittente e stipulante)

attribuiscono ad un terzo il diritto di pretendere l’adempimento di una promessa[art. 1411

codice civile]. La validità del contratto è subordinata alla condizione che lo stipulante

abbia un interesse, anche solo morale, all’attribuzione del vantaggio al terzo. Al terzo

56

potrà essere attribuita la titolarità di un diritto, a cui egli stesso discrezionalmente deciderà

se ricorrere o meno, e non un vantaggio meramente economico.

Tipici esempi sono l’accollo, il contratto di trasporto, la rendita a favore di terzi,

l’assicurazione sulla vita a favore di terzi.

Le caratteristiche del contratto a favore del terzo sono :

il terzo acquista il diritto verso chi ha fatto la promessa fin dal momento della stipula

• del contratto a suo favore;

il terzo ha facoltà di rinunzia al diritto attribuitogli;

• lo stipulante può revocare o modificare la stipulazione fino al momento in cui il terzo

• dichiari espressamente di volere utilizzare il diritto;

la causa dell’acquisto del diritto è il contratto a favore del terzo; perciò il promittente

• può opporre al terzo tutte le eccezioni fondate sul contratto ma non quelle fondate sui

rapporti tra promittente e stipulante.

LA RESCISSIONE E LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO

L’azione di rescissione

La rescissione del contratto è l’azione che rende inefficace il contratto; può essere chiesta

nel caso in cui il contratto presenti anomalie genetiche, ovvero risalenti al momento della

Si può chiedere la rescissione del contratto se concluso in stato di pericolo e

sua stipula.

per lesione. stato di pericolo

Per esperire un’azione di rescissione del contratto concluso in occorrono

due presupposti [art. 1447 codice civile] :

lo stato di pericolo in cui si trovava uno dei due contraenti o un’altra persona che ha

• spinto il contraente alla stipula;

l’iniquità delle condizioni.

• lesione

Per esperire un’azione di rescissione di un contratto (sinallagmatico) per si

richiedono [art. 1448 codice civile] :

una lesione ovvero una sproporzione tra le due prestazioni (la prestazione dovuta deve

• avere un valore più che doppio rispetto alla controprestazione) che deve valere fino al

momento in cui la domanda è proposta;

lo stato di bisogno della parte danneggiata, ovvero uno stato di disagio economico tale

• da incidere sulla corretta valutazione del contratto;

che l’altra parte abbia approfittato dello stato di bisogno.

L’azione di rescissione per lesione non è ammissibile riguardo ai contratto aleatori.

Il contraente contro cui è proposta un’azione rescissione può evitarla eliminando la

sproporzione tra le due prestazioni.

La rescissione non ha efficacia retroattiva, e quindi non può pregiudicare i diritti acquisiti

da terzi.

L’azione si prescrive in un anno dalla conclusione del contratto. 57


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Istituzioni di diritto privato per l'esame della professoressa Petrone sull'efficacia temporale delle leggi. Gli argomenti trattati sono i seguenti: gli strumenti preliminari, l'applicazione e l'interpretazione delle leggi, l'analogia, i conflitti di leggi nello spazio, il rapporto giuridico, la prescrizione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Petrone Marina.

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