DIRITTO PRIVATO
Definizione di diritto (in generale): è un sistema di comandi, un insieme di regole che una determinata
realtà sociale si attribuisce per regolare i rapporti all’interno di una società, ed essa è necessaria. Si
esplica il concetto di autonomia (concetto che significa “darsi delle regole da soli”)
Diritto: insieme dei principi e delle regole che si traggono attraverso l’interpretazione e l’applicazione
delle norme
Norma: regola, o comando di condotta imposta dal diritto, le norme giuridiche derivano da varie fonti
del diritto, una di queste è la legge
Legge: testo legislativo
Ordinamento: insieme dei diritti che regolano un determinato ambito territoriale, è il complesso di
principi, norme giudice ecc
Diritto in senso oggettivo: diritto penale, diritto privato (insieme delle regole che regolano la vita dei
consociati in un determinato luogo e momento storico)
Diritto come sistema di garanzie: Diritto come sistema di potere contrapposto allo stato assoluto
Diritto in senso soggettivo: come espressione in capo al singolo della titolarità di poteri, obblighi e
facoltà
Una norma è quindi un comando, una regola, perché sia qualificata come tale deve essere:
- Prescrittiva —> impone un comando o una regola, riconosce un diritto o una situazione giuridica
- Generale —> non si applica ad un caso specifico ma a tutte le fattispecie descritte dalla norma
- Astratta —> non si riferisce a degli individui specifici
Essa deve prevedere anche le conseguenze: il diritto è efficace in quanto alla sua violazione ci sono
delle conseguenze (se no non ci sarebbero incentivi a seguire le norme), vi è la coercibilità del diritto
(oltre ad essere assistita da una sanzione è suscettibile di attuazione forzata), essa distingue la
norma giuridica da altre norme (quella religiosa ad esempio)
Diritto privato —> regola i rapporti tra i privati, anche soggetti giuridici diversi dalle persone fisiche
(società con personalità giuridica) 1
Codice civile —> è una raccolta sistematica di nome che costituisce il fondamento del nostro diritto
privato. È stato emanato 1942 con un regio decreto con il quale sono state introdotte tutte le norme
che regolano il diritto privato, è composta da 6 libri
I temi principali sono:
Libro 1 —> persone e famiglia, rapporti di famiglia, matrimonio
Libro 2 —> successioni
Libro 3 —> proprietà e dei diritti reali di godimento su cose altrui e il possesso
Libro 4 —> obbligazioni e contratti in generale, responsabilità extracontrattuale
Libro 5 —> del lavoro
Libro 6 —> tutela dei diritti, si parla delle regole applicative volte ad un corretto utilizzo del diritto
Il diritto italiano è definito codificato: significa che tutto ciò che riguarda la disciplina giuridica è stato
“rinchiuso” in dei codici, ora però il diritto sta subendo una decodificazione ed è contenuta in una
moltitudine di leggi speciali che vanno a regolare alcune materie specifiche. I principali codici sono:
Codice Civile; Codice Penale; Codice di procedura civile; Codice di procedura penale.
La prima fonte del Diritto Privato è il Codice Civile
Il diritto è una scienza pratica e va interpretato
Differenza tra Diritto Pubblico e Privato: il diritto privato regola i rapporti tra i privati, quello pubblico
tra cittadini e Stato
Differenza tra diritto privato e diritto processuale civile: il tribunale tramite il giudice è il luogo in cui il
diritto viene applicato e il diritto privato è quello che il giudice applica (detto anche sostanziale),
quello processuale sono le regole con cui il processo viene eseguito, i tempi e la maniera con cui le
parti fanno valere i propri diritti
Il potere giudiziario: potere di applicare il diritto e imporre la regola di diritto ai cittadini è esercitato da
una piramide con vari livelli in cui può essere esercitato questo potere, vi è un ordine gerarchico che
va dalla corte di cassazione (più alto) fino al giudice di pace (più basso) 2
CORTE
DI
CASSAZIONE
CORTE D’APPELLO
TRIBUNALE
GIUDICE DI PACE
Il tribunale è il luogo dunque dove la coercibilità della norma viene fatta valere
Doppio grado di giurisdizione: se mi rivolgo dl giudice di pace posso appellarmi successivamente al
tribunale (non posso appellarmi una terza volta fino ad arrivare alla corte d’appello). La corte di
cassazione viene scomodata solo in caso di errori processuali o infezione di norme processuali.
- Limiti soggettivi del giudicato: riguardano le parti che partecipano al giudizio (attore—> P.M. e il
convenuto che è chiamato a difendersi)
- limiti oggettivi del giudicato: Rientrano nei limiti di ciò che viene chiesto dal giudice
La sentenza fa stato solo fra le parti del giudizio, non a terzi (art. 2909 c.c.)
La corte costituzionale ha la funzione di controllare la costituzionale delle leggi—> art 134 della
costituzione dice in quali casi essa può giudicare
Gli stessi giudici di merito possono rivolgere questioni di costituzionalità di una norma alla corte
costituzionale nel caso una sua applicazione possa andare contro ad un principio costituzionale. Se
la corte costituzionale la dichiara incostituzionale una norma viene immediatamente abrogata
Diritto privato e la comunità internazionale
Ogni stato ha un suo diritto, ordinamento e fonti, ma ogni stato è anche collocato un un contesto
internazionale armonizzato da dei principi generali (ONU) che garantiscono la sicurezza mondiale, e
non permettono l’emanazione di norme in contrasto a questi principi. 3
Il diritto internazionale pubblico regola i rapporti tra gli stati, per quanto riguarda il diritto che regola
il rapporto tra privati che risiedono in diversi ordinamenti giuridici viene applicato il diritto
internazionale privato
diritto privato comparato—> i vari ordinamenti giuridici stranieri non producono effetti solo nei loro
confini territoriali, ma possono essere integrati per andare a colmare lacune giuridiche di uno stato
Ordinamenti giuridici:
- La famiglia romano-germanica (civil law—> diritto codificato scritto e il giudice che lo deve
applicare è limitato ad applicare una norma scritta)
- Famiglia dei paesi common law (anglosassoni; diritto nel quale un ruolo fondamentale è assunto
dalle decisioni dei giudici, essi considerano sia la norma ma anche alle sentenze precedenti di casi
simili, quindi un giudice non può decidere diversamente dai giudici di pari grado precedenti)
- Gli ordinamenti a fondamento religioso
- Gli ordinamenti socialisti
Il diritto comunitario trova applicazione nei singoli stati membri, i quali sono obbligati ad integrarli
L’unione europea (28 stati) è un unione tra ordinamenti giuridici fondata su un trattato internazionale
che ha a sua volta fondato un istituzione internazionale formata da organi con poteri di formazione di
norme di diritto che incidono sui vari stati membri. L’attività di coordinazione tra questi stati membri
armonizza principi fondamentali tra tutti gli stati membri. Esiste anche la moneta unica (19 stati)
Organi;:
Parlamento europeo—> organo legislativo che emana atti normativi
Consiglio europeo —> potere esecutivo
Commissione—> potere esecutivo
Corte di giustizia —> organo giudiziario
4 pilastri del diritto comunitario:
- libera circolazione di merci
- libera circolazione di persone
- libera circolazione di servizi
- libera circolazione di capitali 4
Differenza tra direttive e regolamenti europei:
- regolamenti —> hanno portata generale, obbligatori in ogni loro elemento, direttamente applicabili
dagli stati immediatamente
- direttive —> vincolano gli stati a cui sono rivolte per quanto riguarda il risultato da raggiungere ma
non nella loro esecuzione
Le grandi codificazioni:
Il nostro diritto è il più antico al mondo, ha un evoluzione che parte da prima della nascita di cristo.
Alcune istituzioni hanno radici nel diritto romano. Oltre al diritto codificato nel tempo romano, nel
corso del medioevo viene codificato un diritto basato sugli usi e consuetudini, la lex mercatoria, che
diverrà il diritto commerciale.
L’imperatore Giustiniano fu il primo a codificare il diritto romano che era in vigore nel 529—> corpus
iris civilis
Era composto dal Codex e novelle, paragonabile al nostro codice civile, diviso in articoli con
l’aggiunta delle novelle che lo completavano. Era poi costituita dal digesta che erano tutti i casi risolti,
infine c’erano le istituziones in cui erano descritti e spiegati gli istituti del diritto
Successivamente al crollo dell’impero romano ci fu il medioevo in cui non c’era più un diritto scritto a
cui affidarsi per le controversie, ci si riferiva al diritto comune, un diritto non scritto che era applicato
all’epoca, fondava le radici sul diritto romano ma non era codificato.
Tutto ciò andò avanti fino alla rivoluzione francese, c’è una riscoperta del diritto romano, si affermano
diritti che prima non erano riconosciuti, non vi è più il primato del diritto romano quindi nel 1800 le
grandi codificazioni portarono alla sostituzione del modello precedente con il diritto codificato. Con le
nuove libertà e diritti affermati era necessario creare un nuovo diritto che sostenessero gli ideali
fondamentali della rivoluzione francese, come quello di uguaglianza
Napoleone codifica un nuovo diritto civile in Francia, il diritto comune viene abrogato e con esso il
diritto romano, presenza ora di 5 codici. Il codice napoleonico era diviso in 3 libri, esso veniva
applicato in Francia, nei paesi limitrofi fino all’Italia, e venne usato come modello per le codificazioni
nazionali che fanno attualmente parte della famiglia del civil law. L’ Italia adottò subito il codice di
napoleone, e ogni stato che comprendeva l’Italia applicava nella sua maniera il codice. Fino ad
arrivare ad un codice unitario nel 1865 con l’unificazione dell’Italia. Esso riguardava solo le materie 5
interessate dal codice napoleonico però, recepiva gli usi e consuetudini presenti in essa. Nel mentre
la lex mercatoria è confluita nel codice del commercio emanato nel 1882.
Nel 1942 ci fu la necessità di fondere il codice civile napoleonico e il codice di commercio, si creo
quindi un libro 5 nel codice civile abrogando il codice nel commercio e inserito questo libro nel codice
civile. Successivamente al codice civile ci furono molte leggi che ne hanno ampliato la competenza,
in alcune casi andavano contro i principi del codice civile abrogandole. Le principali leggi contenute
nel codice civile nel 1942 erano la legge fallimentare, la legge sulla cambiale, sull’assegno, sui
brevetti e marchi, sui brevetti per invenzione industriale e sul diritto d’autore
La costituzione entrò in vigore 6 anni dopo, il codice civile ha subite riforme nel corso degli anni,
molte norme sono state abrogate, eliminate o aggiunte per adeguarlo alle nuove esigenze sociali e
comunitarie
Alcune leggi successive hanno introdotto nuovi codici, chiamati codici di settore che disciplinano
alcuni settori specifici
Il nostro ordinamento giuridico è un sistema basato su molteplici fonti:
- Fonti di cognizione —> è uno strumento documentale che consente a rendere la norma giuridica
conoscibile (il codice civile è una fonte di cognizione; anche la G.U.
- Fonti di produzione —> concorrono formare l’ordinamento giuridico e alla nascita di norme (l’ITER
che il parlamento svolge per la creazione di una norma è una fonte di produzione) esse si trovano
nelle prime pagine del codice civile
Il primo dei 17 articoli nelle prime pagine del c.c. parla delle fonti del diritto dicendo: sono fonti del
diritto le leggi, i regolamenti, gli usi —> classificazione delle fonti del diritto semplificata,
rappresentava le fonti di produzione del diritto nel 1942
Fonti del diritto del codice (non è attuato, non è aggiornato):
- Le leggi —> la costituzione definisce quello che è l’iter legislativo del Parlamento e del Governo
(art. 2)
- Regolamenti —> emanati dal governo con riguardo a situazioni non coperte da riserve di legge
(art. 4 limiti dei regolamenti, se emanati da regioni o comuni non devono andare contro a quelli del
governo)
- Gli usi
Non è aggiornato perché successivamente è nata l’Europa 6
Attualmente il sistema delle fonti è:
- Costituzione
- Trattati e norme comunitarie
- Leggi ordinarie
- Regolamenti
- Usi e consuetudini
È un sistema gerarchico, la fonte di livello inferiore non può produrre norme in contrasto con quelle
emanate da un livello superiore
Costituzione—> nessuna norma del nostro ordinamento può essere contrastante con i principi
costituzionali o le sue norme, ciò non vuol dire che una norma costituzionale non sia modificale, ma
deve essere fatta non tramite una legge ordinaria ma tramite una legge costituzionale
Trattato dell’UE e le norme di produzione comunitaria—> hanno una rilevanza internazionale, ma gli
interessi e principi costituzionali sono superiori, e non possono essere alterati o pregiudicati da
queste norme, le principali fonti del diritto di natura comunitaria sono regolamenti, direttive e le
decisioni (non applicate a tutti gli stati membri in generale ma ad alcuni stati in particolare), ci sono le
raccomandazioni e pareri anche (non hanno un valore produttivo di norme giuridiche, solo di
raccomandazione, non hanno una natura vincolante). Esistono delle direttive che sono un mix tra
direttive e regolamenti, si chiamano direttive self executing —> particolari direttive che contengono
sia principi generali che una disciplina sufficientemente dettagliata per consentire una diretta
applicazione anche prima che vengono recepite dai vari stati membri (possono quindi essere
applicate subito dai giudici nelle controversie tra stato e privato, non tra privati)
Leggi ordinarie dello stato —> leggi ordinarie emanate dal parlamento e quelle equiparabili alle leggi
ordinarie (decreti legge e legislativi), il codice civile si colloca in questo grado di fonte, essendo stato
emanato con Reggio decreto, anche tutti gli altri codici si collocano in questo grado di fonte.
Regolamenti —> sono emendabili dal governo, dagli enti pubblici o da autorità (regolamenti della
banca di Italia ad esempio), questo potere deriva spesso dalla legge che rinvia a regolamenti la
disciplina di dettaglio di un determinato argomento (vengono chiamati soft law) 7
Usi e consuetudini —> le fonti precedenti sono tutte fonti scritte, possiamo trovarle all’interno di
documenti scritti, queste invece sono fonti di diritto non scritte. È la fonte che ha contribuito
all’evoluzione del diritto all’epoca del medioevo, quando la maggior parte delle leggi non erano
scritte. La lex mercatoria si è formulata sulla base di usi e consuetudini dei mercanti ad esempio. Un
uso o una consuetudine producono norme attraverso un comportamento generale, costante ed
uniforme che viene ripetuto nel tempo con la convinzione di rispettare un obbligo giuridico. Non
essendo scritta quando si produce un uso nessuno è obbligato a farlo, si formano spontaneamente
all’interno della società attraverso la ripetizione che col tempo assume una rilevanza giuridica (Art 8
delle preleggi parla degli usi). Gli usi talmente rilevanti vengono raccolti e pubblicati in raccolte
ufficiali tenuti da apposti enti. Perché si crei una norma giuridica da un uso sono necessari due
elementi:
- Oggettivo —> comportamento ripetuto nel tempo, costante (ripetuto nel tempo e in maniera
uniforme) e generale (tutti i soggetti osservano quel comportamento)
- Soggettivo o psicologico —> convincimento da parte dei soggetti che pongono in essere quel
comportamento che tale comportamento costituisca un obbligo giuridico
Diversi tipi di usi e consuetudini:
- cosuetudo contra legem —> un comportamento in contrasto con una norma, è vietato
- cosuetudo secundum legem —> alcune norme di legge fanno rinvio agli usi e consuetudini per
regolare certe situazioni (art 1492 ad esempio)
- Consuetudo praeter legem —> colmano lacune nel diritto, a produrre norme giuridiche in aree non
espressamente regolate da norme scritte di rango superiore
Interpretazione della legge
Una legge viene interpretata perché per applicare il diritto bisogna attribuire un significato alla legge
stessa, applicare il diritto significa dare una concreta realizzazione di quanto è ordinato dalle regole
che compongono l’ordinamento giuridico. Non sempre le norme giuridiche hanno un significato
evidente e cristallino, spesso sono scritte male ed è necessaria un’attività da parte dell’interprete nel
momento della sua applicazione. Questa attività interpretativa viene svolta dal giudice in primis, ma
anche lo stesso legislatore è un interprete del diritto ad esempio in sede di creazione di una nuova
norma che non deve contrastare norme di grado superiore, quindi via un attività interpretativa nei
confronti di una legge superiore, oppure può effettuare un interpretazione di norme già esistenti
tramite una legge successiva. Un altro soggetto chiamato all’interpretazione della norma è la dottrina
(professori e studiosi di diritto) 8
Come si effettua l’interpretazione di una legge —> l’operazione ermeneutica è l’attività di
interpretazione della legge, essa viene fatta ogni qualvolta una norma venga applicata, ma risulta
fondamentale in caso di ambiguità della legge, o di invecchiamento quindi la norma inizia ad essere
un po’ desueta, un altro caso è quando c’è una lacuna nel diritto, quindi una determinata fattispecie
non sia stata individuata e disciplinata e viene interpretata attraverso strumenti come l&r
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