Istituzioni di diritto privato - 3° anno Scienze Motorie
Introduzione
Il diritto privato riguarda i soggetti privati che sono tutti i cittadini civili ma anche quelli giuridici (associazioni, enti privati ecc.) e i rapporti tra loro. Anche i soggetti pubblici possono avere rapporti che riguardano il diritto privato. Contratti, obbligazioni, matrimoni, successioni, beni materiali (ma non demaniali perché questi appartengono a enti pubblici e statali) riguardano il diritto privato. Tutti sono destinatari delle norme del diritto privato come detto: persone fisiche, persone giuridiche ma anche le cose come beni materiali, beni immateriali, beni delle persone (onore, psiche, immagine ecc.).
Esistono però anche alcune aree che NON sono regolate (cioè sono senza obblighi) e sono le aree dell’educazione, del rispetto, del garbo, dell’affetto ecc., cioè non ci sono sanzioni materiali per queste cose ma solo morali (esempio: se non sono educato con gli altri sarò isolato ma sicuramente non ci sarà nessuno che mi verrà a punire materialmente per questo e viceversa). Accede quindi all’ordinamento giuridico tutto ciò che può essere coattato/preso/eseguito con la forza o convertito in valore patrimoniale (quindi i sistemi di leggi si applicano solo a contesti ben definiti).
Il diritto privato si distingue da quello pubblico e da quello amministrativo: si distingue in quanto gli interessi perseguiti dai privati sono totalmente diversi da quelli perseguiti dagli enti pubblici (questi infatti non riguardano un singolo cittadino ma l’intera collettività intesa non solo come numero di persone ma proprio in generale). Gli interessi del diritto privato sono tutti di tipo egoistico quindi perseguiti da una singola persona/entità che può decidere, nei limiti della legalità, cosa farne per esempio di una proprietà o di una cosa senza dover rendere conto a nessuno. Se questi interessi si perseguono nella legalità allora non ci sono problemi altrimenti si può andare incontro a responsabilità patrimoniali, cioè a delle sanzioni pecuniarie da pagare in seguito ad eventuali errori commessi.
- Le forme di responsabilità del diritto privato sono:
- Restituzione, tipo se c’è un furto di un qualcosa la posso restituire e risolvo
- Indennizzo, cioè do dei soldi alla persona alla quale ho sottratto una cosa come “sanzione” per il mio gesto
Se poi si commettono gesti troppo gravi per essere puniti solamente con i modi indicati sopra, allora si va nel penale che aggiunge alle sanzioni anche multe e reclusione (tipo rubo una cosa ma minacciando con un’arma l’altra persona e così via; in questo caso il reato è molto più grave e quindi punibile penalmente). La sanzione amministrativa si pone nel mezzo di questi due estremi: in pratica il reato c’è ma non è troppo grave da implicare la reclusione (quindi la pena più severa è esclusa) ma solamente un indennizzo o una multa (tipo se faccio un incidente sono tenuto a pagare un indennizzo e una multa ma, se non sono ubriaco, non possono arrestarmi).
Le risposte del diritto privato sono tutte di tipo patrimoniale, quindi tutte di tipo economico. È stata creata la proprietà privata perché i beni non sono infiniti, pertanto bisogna avere delle regole per limitare gli interessi egoistici di tutti (cioè senza la proprietà privata tutti vorrebbero tutti e ci si azzufferebbe per tutto). Le cose che non possono essere considerate private sono quelle infinite e accessibili a tutti (tipo l’aria).
Note generali sulla creazione di un sistema di leggi
Il primo problema che si ha quando si deve fare un sistema di leggi/regole/norme è iniziare a stabilire chi deve fare le leggi e per fare ciò ci sono vari metodi: si può eleggere il legislatore in modo democratico ad esempio, oppure in modo monarchico nel caso ci sia un’urgenza particolare di fare queste leggi (tipo in caso di guerra). Ogni metodo di elezione del legislatore ha dei pro e dei contro (quello democratico ad esempio ha come vantaggio una maggior condivisione delle leggi ma ha anche tempi di creazione più lunghi perché ogni volta bisogna convocare un’assemblea ecc. quello monarchico invece ha come pro la velocità di esecuzione ma come contro il fatto che, non essendo state decise in modo democratico, le leggi possono non essere condivise dagli altri).
Dopo aver nominato chi fa le leggi bisogna materialmente fare le leggi e farle diffondere e quindi farle rispettare creando anche dei sistemi per farle rispettare a tutti (cioè creare un sistema di sanzioni per chi non le rispetta; cioè si inventano delle punizioni per chi non le rispetta e quindi si è esortati a rispettarle per non essere puniti). Le fonti di produzione delle norme sono i procedimenti attraverso i quali il legislatore fa le leggi mentre le fonti di cognizione servono a far diffondere queste ultime (in pratica sono delle tecniche che il legislatore usa per fare queste cose).
Dopo ancora bisogna decidere i destinatari delle leggi (cioè a chi sono dirette) e cosa è oggetto di regolazione. Il confine delle regole sta dove ci sono conflitti antagonistici d’interesse incompatibili tra loro: in pratica, se non ci sono conflitti di interesse non c’è bisogno di creare delle regole/leggi. Si può affermare quindi che si creano delle leggi per regolare degli scontri o comunque delle situazioni complesse che presentano conflitti d’interesse. Le leggi quindi si creano dopo che si è verificato un problema/conflitto d’interesse, se questo non c’è non si creano leggi. In alcuni contesti, non valgono delle leggi al fine di preservare la libertà degli individui.
In Italia, la Costituzione disciplina il come si fanno le leggi: questa cosa infatti non è nel codice civile, e grazie a questa limitazione, chi governa il Paese non può fare le leggi a modo suo. La costituzione prevale comunque su tutte le leggi ordinarie. Il codice civile è comunque una legge subordinata alla costituzione e che regola l’ordinario; è diviso in sei libri:
- Libro dei soggetti (persone e famiglia)
- Libro delle successioni
- Libro delle proprietà
- Libro delle obbligazioni
- Libro del lavoro
- Libro della tutela dei diritti
Per fare una legge che modifica la costituzione ci vuole più tempo e ci vogliono più votazioni in quanto questa è rigida e quindi difficile da cambiare. Della costituzione, teoricamente, è modificabile tutto, tranne il principio democratico di essa (articolo 139) in quanto, se venisse modificato questo, verrebbe meno tutto il sistema democratico del Paese. Per cambiare una legge costituzionale ci vuole, come detto, una doppia votazione effettuate ad almeno tre mesi di distanza da Camera e Senato.
Fasi della creazione delle leggi ordinarie
La creazione delle leggi ordinarie, in Italia, prevede quattro sotto-fasi. La prima fase è l’iniziativa, cioè è la fase nella quale chi ha il potere propone il testo di legge da approvare. Il potere di proporre testi di legge è in mano a tutti i membri delle due Camere: il vantaggio di questo sistema è che tutti possono presentare leggi e quindi rappresentare il gruppo di persone che li hanno votati; il contro è che ci saranno tante proposte di leggi da dover discutere e quindi i tempi si allungano a dismisura (succede anche che alcune proposte non vengano mai discusse né tantomeno approvate). A causa di questo, le proposte di legge che devono essere discusse prima delle altre vengono decise dai ministri della maggioranza che quindi creano i disegni di legge che ottengono la priorità.
A prescindere da questo, se una rappresentanza popolare vuole proporre una legge può farlo: basta infatti raccogliere almeno 50mila firme e quindi fare la propria proposta che viene messa nel “calderone” insieme a tutte le altre proposte. Anche le Regioni possono presentare proposte di legge. I Presidenti delle Camere decidono gli ordini del giorno per stabilire cosa deve essere discusso in ogni seduta.
La discussione e l’approvazione delle proposte di legge è distribuita: teoricamente infatti, dovrebbero avvenire tutte in Parlamento ma, per velocizzare il tutto, ci sono le commissioni parlamentari, cioè dei sotto-gruppi formati da membri in quantità pari agli schieramenti parlamentari (cioè la maggioranza avrà più membri al loro interno ecc.) che discutono i testi di legge, al fine di crearne uno unico e già accettato da tutti, di modo che poi le due Camere devono solamente votare questo testo finale (se viene approvato diventa una legge ordinaria oppure viene bocciata la proposta). La votazione/approvazione avviene a maggioranza semplice.
Dopo questa fase di discussione e di approvazione, avviene la promulgazione della legge appena approvata: questa fase consiste nella verifica che tutti i passaggi e i criteri siano stati rispettati durante la creazione della nuova legge. Questa verifica la fa il Presidente della Repubblica: se quest’ultimo reputa che tutto sia stato fatto bene allora la legge viene promulgata e diventa definitiva ma ancora inefficace in quanto non è stata ancora diffusa. A questo punto quindi la legge viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica e, 15 giorni dopo dalla pubblicazione, diventa completamente effettiva. Questi 15 giorni vengono concessi in quanto magari ci si deve adeguare alla nuova legge e possono anche essere prolungati in casi straordinari (tipo per come è successo sulla legge che ha reso obbligatori i defibrillatori sui campi di gara).
Se invece il Presidente rileva qualche problema, il testo di legge ritorna alle Camere che lo ridiscutono: se però le due camere riapprovano lo stesso testo di legge, il Presidente della Repubblica stavolta è obbligato ad approvarla. Il Presidente della Repubblica può anche rifiutare una legge reputandola incostituzionale: il suo controllo in questo caso però è solamente “formale” perché il vero controllo su questo tipo di cose lo fa la corte costituzionale.
Le leggi ordinarie sono sub-ordinate alla Costituzione e pertanto non possono essere in contrasto con questa. Tutte le norme/leggi devono rispettare il criterio di generalità (cioè devono essere rivolte genericamente a tutti per poi permettere al giudice di applicarle caso per caso) e il criterio di astrazione (una legge cioè deve essere astratta nel senso che deve essere in grado di regolare più situazioni analoghe). In sintesi, per fare una legge ordinaria è necessaria l’approvazione di Camera e Senato.
Metodi alternativi di approvazione delle leggi ordinarie
Se bisogna approvare delle leggi in modo molto veloce, tutto l’iter descritto nel capitolo precedente può essere bypassato ricorrendo ai due seguenti sistemi di delega:
- Decreto legge, si fa subito una norma, viene resa immediatamente effettiva/attiva e diffusa (pubblicata subito sulla Gazzetta Ufficiale) e solo in seconda battuta si fanno tutte le discussioni e verifiche del caso in Parlamento. Come si può capire, si usa solamente in casi di emergenza in quanto inverte totalmente il sistema tradizionale
- Decreto legislativo, attua una delega dal Parlamento al Governo della definizione di alcuni aspetti tecnici della legge. In pratica vengono discussi solamente i punti più rognosi della legge, tipo il come farla applicare.
Il decreto legislativo in breve, prevede l’approvazione di una legge deroga che contiene tutti i principi e le linee guida della nuova legge da parte del Parlamento che poi delega al Governo tutti i punti riguardanti il come fare applicare questa legge (in pratica il Parlamento dice cosa fare e lascia al Governo il compito di decidere le modalità di esecuzione in quanto in Governo i membri sono di meno e quindi la discussione può essere più rapida). Una volta che il Governo approva la legge, la nuova norma segue tutto l’iter classico descritto prima.
Per quanto riguarda il decreto legge, abbiamo detto che consiste in una norma fatta in modo molto rapido ed applicato senza discussioni in prima battuta. Successivamente la legge verrà discussa e verificata in Parlamento il quale avrà 60 giorni di tempo per trasformare questo decreto legge in legge ordinaria/stabile oppure cancellarlo e renderlo inefficace. In caso di cancellazione/non approvazione del decreto legge, tutti gli effetti negativi avuti sui privati, scaturiti da questo, vengono cancellati (tipo le sanzioni avute a causa di questo decreto non si devono più pagare), mentre tutti gli effetti positivi vengono confermati (ad esempio se questo decreto ha dato dei fondi di finanziamento, questi non si devono restituire ma rimangono a chi li ha avuti).
Possiamo quindi affermare che esistono vari metodi per creare delle nuove leggi e vengono scelti in base alle necessità e ai bisogni.
Regolamenti
I regolamenti sono delle normative di rango secondario di natura tecnica e sono creati dal Governo o da altri soggetti come le Autorità amministrative indipendenti (Banca d’Italia, tutti i Garanti ecc.). Questi regolamenti sono sub-ordinati alle leggi ordinarie e pertanto non possono essere in contrasto con queste e vengono applicati secondo queste leggi. Se le norme contenute nei regolamenti risultano in contrasto con le leggi, a causa della sub-ordinazione, queste norme risultano inutili e non valgono.
Usi normativi
Gli usi normativi nascono direttamente dalla collettività: in pratica consistono in dei comportamenti condivisi da tante persone nel tempo e radicati nella loro zona a tal punto che diventano delle vere e proprie norme. Il problema di questi usi è che, essendo formate in modo spontaneo, è difficile che tutti siano al corrente della loro esistenza. Pertanto, tutti gli usi normativi vengono registrati nelle raccolte fatte dalle varie Camere di Commercio.
Gli usi normativi sono sub-ordinati ai regolamenti e quindi anche alle leggi ordinarie e quindi non possono essere in contrasto con questi: se lo sono, gli usi risultano non validi a vantaggio dei regolamenti e delle leggi ordinarie.
Principi di gerarchia delle fonti
I principi di gerarchia delle fonti, determinano l’ordine gerarchico (e quindi di importanza) delle varie norme. L’ordine stabilito è il seguente:
- Costituzione e leggi costituzionali
- Leggi ordinarie, vengono applicate quotidianamente
- Regolamenti, contengono norme tecniche
- Usi normativi
Come già accennato prima, le norme sub-ordinate non possono essere contrastanti con quelle superiori altrimenti diventano vane. Se sono in conflitto tra loro due leggi dello stesso ordine gerarchico ci sono vari meccanismi per risolvere questo:
- Successione delle leggi nel tempo, prevale la legge più recente in quanto questa è sicuramente più ”attuale” è aggiornata; in questo caso c’è una tacita abrogazione della legge precedente (cioè viene cancellata in quanto si considera valida la nuova; tacita perché non viene espressa l’abrogazione della legge vecchia in forma scritta ma la si dà per scontata a causa dell’approvazione di una versione più moderna di essa)
- Abrogazione espressa, si approva una nuova legge che va a sostituire quella vecchia e nel testo di questa si scrive chiaramente che, essendo approvata questa nuova, tutte le leggi vecchie riguardanti lo stesso tema sono automaticamente abrogate. È una cosa che ovviamente fa il legislatore
- Legge speciale che deroga la legge generale, consiste nella creazione di leggi speciali che si occupano di contesti particolari regolati fino a quel momento solo da una legge generale. In pratica, facendo una legge ad hoc per quel contesto/categoria ecc., vado a sostituire per quell’ambito la legge generale (esempio: esiste la legge sul credito generale che però in ambito sportivo è sostituita dalla legge sul credito sportivo) con una nettamente più specifica
Norme di diritto comunitario
Le norme di diritto comunitario sono quelle vengono elaborate dall’Unione Europea e ovviamente tutti gli stati aderenti a essa sono soggetti a queste norme. Le esigenze di queste norme sono diverse da quelle ordinarie in quanto devono mettere d’accordo più Stati che hanno già delle leggi approvate (cioè bisogna fare delle leggi che non vadano in contrasto con le leggi che ogni Paese ha già in uso).
Queste norme di diritto comunitario sono molto simili ai decreti legislativi e vengono definite direttive comunitarie: in pratica, la UE detta dei principi/delle regole/delle linee guida/degli obiettivi a tutti gli Stati membri che poi possono decidere liberamente come perseguirli. Se invece bisogna regolare qualcosa di nuovo e che quindi non ha già delle leggi nei vari Paesi, si crea una legge comune, cioè un regolamento comunitario che regola fin da subito la questione senza dover passare prima per il giudizio/valutazione/approvazione delle istituzioni di ogni Stato (quindi questi regolamenti sono subito attivi e approvati automaticamente in ogni Stato membro).
In Italia, alla fine di ogni anno, viene creata una legge che approva/applica automaticamente tutte le direttive comunitarie (questo viene fatto per evitare sanzioni da parte della UE e per velocizzare il tutto). Un altro metodo che abbiamo per far approvare/rendere valide queste direttive comunitarie, è quello che prevede che se un giudice riesce a tro...
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