Iperprolattinemia
Si tratta di una sindrome clinica caratterizzata da disfunzione gonadica e galattorrea (nelle donne) dovute ad un eccesso di prolattina. È il disordine endocrino più comune dell’asse ipotalamo – ipofisario. Tra gli adenomi ipofisari secernenti, più del 50% è rappresentato da prolattinomi.
Sintomi nelle donne
Nelle donne i due sintomi più frequenti sono l’oligomenorrea o l’amenorrea (assenza di ciclo mestruale per almeno tre cicli o sei mesi) e la galattorrea (fuoriuscita di secrezione lattiginosa dal capezzolo). La presenza di questi due sintomi quindi ci indirizzerà verso la diagnosi di iperprolattinemia. Il terzo sintomo tipico è l’infertilità.
Prolattina (PRL)
Viene secreta a livello dell’adenoipofisi dalle cellule mammotrope o lattotrope (ma anche dall’endometrio umano). La prolattina è costantemente inibita dalla dopamina, ma non esiste un fattore che ne stimola la sua produzione. Se questo tono inibitorio viene a mancare per un qualsiasi motivo (farmaci, trauma, tumore), i livelli di PRL aumentano fino all’iperprolattinemia.
Ha un ritmo pulsatile (quindi non è una secrezione costante), sincrono con i picchi di LH, probabilmente per azione diretta del GnRH sulle cellule lattotrope. Si hanno dei picchi di secrezione durante il sonno, dopo un pasto (soprattutto ricco di aminoacidi), in seguito ad attività fisica ed in condizioni di stress. L’azione biologica più importante è che inizia e sostiene la lattazione nella donna.
Cause di iperprolattinemia
- Fisiologiche
- Sonno
- Pubertà nella donna
- Gravidanza, allattamento
- Stimolazione del capezzolo in maniera continua
- Farmacologiche (sono le più frequenti anche perché si tratta di farmaci di largo impiego)
- Antagonisti dopaminergici
Nella donna la prima causa fisiologica di iperprolattinemia è la gravidanza. Oltre all’effetto sulla lattazione, la PRL ha anche un’azione antiovulatoria in quanto inibisce una nuova gravidanza durante il periodo dell’allattamento. Questo effetto antiovulatorio può essere diretto o mediato da riduzione di GnRH (fattore di stimolazione delle gonadotropine). Infatti riducendosi il GnRH, si modifica la pulsatilità di FSH e LH determinando così a livello dell’ovaio una minore produzione di estrogeni e progesterone: ipogonadismo. Questo meccanismo è presente anche nel sesso maschile.
Mentre la dopamina ha effetto inibitorio sulla secrezione di PRL, il TRH, la suzione del capezzolo e gli estrogeni hanno effetto stimolante. I livelli circolanti normali sono 5 – 25 ng/mL.
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Endocrinologia - iperprolattinemia
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