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Investimenti diretti esteri (Ide)

Riassunti completi sugli IDE (investimenti diretti esteri), focus sulle motivazioni, procedimento della scelta localizzativa.
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Esame di Economia e gestione delle imprese internazionali docente Prof. M. Caroli

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perché garantisce rapidità, acquisizione di una quota di mercato esistente, brand equity

elevata. (svantaggi: gestione e pratiche organizzative).

LA STRATEGIA DI LOCALIZZAZIONE DEGLI INVESTIMENTI DIRETTI

 ESTERI

La scelta di localizzare un IDE in una determinata area geografica è influenzata da vari fattori:

1) Dimensione aziendale e grado di consolidamento internazionale: i grandi gruppi

consolidati a livello internazionale hanno normalmente elevato disponibilità di info sulle

opzioni territoriali disponibili e utilizzano partiche decisionali consolidate; la scelta

rientra in un piano strategico definito. Le piccole o medie imprese non avendo puntuali

info si affidano all’esperienza dell’imprenditore e dei vertici aziendali e alle loro relazioni

con partner esteri del territorio target.

2) Presenza dell’investitore nel territorio: incide sull’approccio che esso ha nella

scelta del territorio

3) Oggetto e obiettivi strategici dell’investimento: in quanto cambiano fortemente il

peso di determinati fattori localizzativi; gli elementi considerati nella decisione relativa

al collocamento di un impianto per aumentare la capacità produttiva sono diversi da

quelli rilevanti per un processo di razionalizzazione della struttura industriale o da quelli

che guidano la localizzazione di un centro di R&S

4) Natura dell’investimento: nel caso di M&A o creazione di joint-venture la scelta è più

semplice perché e conseguenza naturale della decisione prioritaria che riguarda

l’annessione di un’azienda che risiede in un determinato contesto geografico

5) L’esperienza internazionale dei soggetti interessati nella scelta localizzativa dell’IDE

GLI ELEMENTI RILEVANTI CHE INFLUENZANO L’ATTUAZIONE DELLA SCELTA

LOCALIZZATIVA

Piccole o medie imprese: hanno conoscenza dei contesti geografici esteri relativamente

limitata, per cui la loro scelta localizzativa presenta le seguenti specificità:

Forte esigenza di disporre di informazioni puntuali sulle diverse caratteristiche del

 territorio

Elevato impatto dell’azione di “accompagnamento”

 Rilievo del sistema incentivante

 band-wagon

Rilievo dell’effetto vissuto nel settore dell’investitore

i grandi gruppi internazionali: si osserva invece

 Grande attenzione ai dati oggettivi relativi ai fattori di attrattività territoriale rilevanti

 Valutazione dell’attrattività in ottica di medio lungo periodo

 Rilievo delle relazioni con le istituzioni locali

 Inquadramento della scelta localizzativa nella più ampia strategia competitiva

in generale la scelta localizzativa è legata a tre finalità principali:

 1) Market seeking: volti ad entrare in mercati con alto tasso di sviluppo, in cui l’impresa

internazionalizzata può sfruttare vantaggi competitivi rispetto agli operatori locali.

2) Natural resource/knowledge seeking: volti ad assicurare all’impresa un accesso

privilegiato agli input produttivi cruciali/conoscenze specifiche, acquistabili in maniera

difficoltosa in altre aree.

3) Low cost seeking: insediamento in attività della catena del valore, in aree geografiche

in cui la loro realizzazione è meno costosa, → così da acquisire un vantaggio di costo e

produttività su scala globale.

LE DETERMINANTI DELLA SCELTA LOCALIZZATIVA DI UN IDE IN ATTIVITA’ DI R&S

(trasversali)

I criteri di scelta sono legati agli obiettivi che sono attribuiti alla struttura di R&S che si intende

collocare nel paese estero; questi obiettivi identificano 4 principali tipi di struttura estera di

R&S.

1) Adattatore locale: si sviluppano e si adeguano tecnologie esistenti nel gruppo, per

adattare il prodotto/processo produttivo rispetto le esigenze del mercato (maggioranza

dei casi)

2) Unità tecnologica regionale: evoluzione di 1); il laboratorio sviluppa in modo

indipendente nuove tecnologie in funzione della macro-area di riferimento

3) Unità tecnologica globale: costituisce un centro di eccellenza globale in grado di

sviluppare nuove tecnologie destinate ad essere utilizzate dall’intero gruppo; può essere

costituita ex novo in modo sostanzialmente slegato dalle produzioni locali.

4) Unità di controllo tecnologico: ha funzione di intelligence nei confronti dei vari centri

di innovazione del gruppo

studio empirico a verificato come esistono sostanzialmente 8 ragioni alla base di un IDE in

R&S, identificandone anche l’importanza relativa di ciascuna.

1) I tre motivi principali sono: adattamento delle tecnologie disponibili alle esigenze

produttive locali Accesso a ricercatori qualificati

Presenza in aree dove imprese/consumatori

costituiscono opp. di apprendimento

2) Importanza intermedia: potere accedere a tecnologie sviluppate da imprese estere

Essere aggiornati sugli sviluppi della ricerca nel paese estero

Garantire maggiore vicinanza tra R&S, produzione e mercato

Adeguamento alla regolamentazione locale in materia

3) Meno consistenti: sfruttare incentivi offerti dal paese di destinazione

Superare problemi che si incontrano nella R&S nel paese di

origine

IL PROCESSO DI SCELTA LOCALIZZATIVA DI UN IDE

Il comportamento delle imprese per la localizzazione degli IDE va analizzato su due livelli:

Soggetti decisori

 Fasi del processo

esso cambia sostanzialmente a seconda si tratti di una grande impresa internazionale o di

una piccola o media impresa; le grandi imprese generalmente utilizzano un procedimento

consolidato che si articola in 4 fasi:

1) Scelta della macro area geografica: sulla base degli obiettivi strategici perseguiti e

degli scenari competitivi e ambientali generali.

2) Costruzione di una short list: che comprende i paesi che nella macro area

presentano maggiore attrattività, generalmente si analizzano questi fattori.

Quadro macro economico

 Stabilità politica e sociale

 Legami politici e economici con altri paesi della stessa macro-area

 Sistema istituzionale, normativo e regolatorio

 Livello e dinamica dei costi dei principali input produttivi

 Presenza di altre imprese nella stessa filiera

 Presenza di altre imprese dello stesso paese di origine dell’investitore

 Percezione delle condizioni di localizzazione nel paese

 Relazioni personali tra il vertice dell’impresa e quello del paese

questi fattori sono valutati su aspetti di tipo micro rispetto ai quali un paese può essere

differenziarsi dalla generalità della macro area di appartenenza (infrastrutture, qualità risorse

umane; costi..)

3) Costruzione short-list locale: essa viene redatta con criteri simili a quella precedente

e specificatamente ad un paese; ogni regione del paese verrà analizzata sulla base di:

Grado di sviluppo delle filiere rilevanti per il potenziale IDE

 Qualità delle politiche e misure a supporto degli investimenti produttivi

 Qualità complessiva dell’offerta disponibile nell’area

 Sistema di incentivi

 4) Valutazione delle aree selezionate: si procede all’individuazione del sito dove

collocare l’IDE; questa scelta può a sua volta risentire di fattori emergenti non analizzati

ex-ante per cui la scelta potrebbe andare al di fuori di una procedura decisionale

razionale.

I SOGGETTI CHE COMPIONO LA SCELTA LOCALIZZATIVA

Piccole o medie imprese: l’imprenditore in prima persona decide dove collocare l’IDE sulla

base delle influenze fatte dai manager delle funzioni interessate e/o da consulenti esterni.

Nei grandi gruppi internazionali: la decisione coinvolge normalmente tre soggetti, la

direzione corporate, la direzione della unità di business coinvolta, la direzione delle sussidiarie

operanti nei principali paesi della macro-area.

In linea generale è evidente che la direzione corporate è sempre coinvolta nella decisione

della macro-area; tuttavia una volta decisa la responsabilità passa alla direzione dell’unità di

business coinvolta.

Il grado di autonomia decisionale di questa ultima tende ad essere maggiore per le seguenti

tipologie di IDE:

IDE funzionali all’attuazione della strategia di sviluppo della presenza commerciale in

 un certo paese

IDE volti a sfruttare condizioni produttive più vantaggiose

Il grado di autonomia tende ad essere minore:

IDE finalizzati a migliorare le sinergie tra unità di business diverse e tra queste e la

 corporate

IDE che sviluppano centri di eccellenza internazionale

infine può accadere che la scelta sia comunque condizionata da parametri imposti dalla

corporate o in ogni caso influenzata da una manifestazione di volontà della capogruppo.

le sussidiarie, salvo rari casi (alto peso fatturato) non svolgono un ruolo primario nella

decisione ma sono chiamate a fornire informazioni sull’attrattività di un territorio.

IL RESHORING DI OPERAZIONI PRECEDENTEMENTE COLLOCATE

 ALL’ESTERO

Dal 2000 si è assistito ad un significativo “flusso” di ritorno degli IDE verso il paese di origine

(diverso dal disinvestimento).

La decisione di riposizionare gli investimenti nel o vicino al paese di origine deriva da

cambiamenti significativi dei fattori di attrattività territoriale relativa come:

Aumento costo del lavoro nelle economie emergenti

 Rilevanza maggiore della qualità produttiva

 Variazione dei costi per l’energia.

SLIDE:

IDE orizzontali: teorie

- Comportamento strategico reattivo (Knickebocker, 1973):

- Multipoint competition;

- Exchange of threat;

- Imperfezioni del mercato:

- Restrizioni alle esportazioni;

- Restrizioni alla vendita di know-how;

- Ciclo di vita (Vernon):

- Le imprese investono all’estero secondo le fasi del ciclo di vita del prodotto (dai Paesi

avanzati ai Paesi emergenti);

- Vantaggi connessi alla località produttiva:

- Utilizzazione complementare dei vantaggi di una localizzazione estera

contestualmente alla localizzazione domestica.

IDE verticali: teorie

- Comportamento strategico:

- Controllo materie prime/mercato di sbocco;

- Creazione di barriere all’ingresso;

- Aggiramento di barriere all’ingresso;

- Imperfezioni del mercato:

- Restrizione alla vendita di know-how;

- Investimenti in attività specifiche (hold up);


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18luca

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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in gestione d'impresa
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 18luca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Caroli Matteo.

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