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Gli investimenti diretti esteri

Gli IDE sono determinati dalla volontà dell’impresa di realizzare all’estero attività complesse e riguardanti determinate fasi della catena del valore o la gestione internazionale di business complessi o lo sviluppo di competenze distintive.

Motivazioni e obiettivi gestionali

Vi sono 5 motivazioni/obiettivi gestionali su cui si fonda la scelta di realizzare un IDE:

  • Presidio più diretto del mercato estero (relazioni; riduzione costi logistici)
  • Riduzione dei costi di produzione, grazie a accesso ad input a migliori condizioni
  • Più facile accesso o acquisizione a risorse distintive non disponibili nell’area di origine
  • Razionalizzazione della produzione su scala internazionale per aumentare l’efficienza complessiva
  • Sfruttare incentivi fiscali e finanziari

Le modalità di realizzazione di un IDE

Vi sono 4 principali modalità di realizzazione di un IDE:

  1. Creazione di una nuova unità organizzativa, dotata di un certo complesso di risorse materiali e immateriali per realizzare determinate attività.
    • Greenfield: si crea ex novo un sito produttivo
    • Brownfield: sito già esistente che viene riadattato per nuove iniziative produttive
  2. Conferimento di risorse finanziarie ed eventualmente altri asset per la costituzione di una joint-venture destinata ad operare in un paese estero.

    Gli IDE, in questo caso, sono lo strumento per la realizzazione di altre modalità di entrata (accordi strategici equity).

  3. Investimento in progetti o strutture posti in essere da sussidiarie estere già operanti nel paese estero.

    Tale investimento può avvenire attraverso l’utilizzo dell’utile netto della sussidiaria oppure con risorse finanziarie fornite dalla corporate o tramite apporti di capitale di credito di lungo termine. Finalità diverse includono l’ampliamento della capacità produttiva della sussidiaria o la realizzazione di nuove attività o funzioni.

  4. Acquisizione di una partecipazione rilevante in un’impresa estera o di un ramo di azienda. Diversamente dai casi precedenti, non aumenta l’offerta esistente nel territorio, né si modificano immediatamente le dinamiche competitive nel mercato. È rilevante osservare come l’acquisizione tramite IDE miri ad una gestione integrata dell’impresa acquisita.

I criteri di scelta della modalità di realizzazione di un IDE

La scelta della modalità di realizzazione di un IDE dipende dall’analisi di condizioni sia esterne sia interne:

  • Condizioni esterne: condizioni normative del paese target (prevale ideologia liberista), complessità delle problematiche burocratiche determinate dall’efficienza della PA, incentivi posti dal governo locale verso determinate tipologie (joint venture; green-field). Inoltre, si è osservato che in paesi economicamente meno avanzati, dato la non esistenza di imprese appetibili per un M&A, sono prevalenti gli IDE che creano nuove strutture produttive. Mentre in quelli avanzati la stessa tipologia di IDE è scarsamente utilizzata per alti costi di localizzazione e gestione.
  • Condizioni interne: gli obiettivi alla base dell’espansione estera tramite gli IDE, le risorse disponibili, la loro natura e il loro grado di trasferibilità alla nuova struttura. Nel caso di risorse trasferibili e integrabili con quelle esistenti all’estero, si preferisce una M&A; nel caso siano radicate nell’impresa, si predilige un investimento greenfield. Nel caso l’obiettivo prioritario sia quello di avere una presenza “forte” nel mercato target o alla acquisizione di nuove risorse e competenze, si utilizza una modalità di IDE per acquisizione perché garantisce rapidità e acquisizione di una quota di mercato esistente, brand equity elevata. (Svantaggi: gestione e pratiche organizzative).

La strategia di localizzazione degli investimenti diretti esteri

La scelta di localizzare un IDE in una determinata area geografica è influenzata da vari fattori:

  • Dimensione aziendale e grado di consolidamento internazionale: i grandi gruppi consolidati a livello internazionale hanno normalmente elevata disponibilità di info sulle opzioni territoriali disponibili e utilizzano pratiche decisionali consolidate; la scelta rientra in un piano strategico definito. Le piccole o medie imprese, non avendo puntuali info, si affidano all’esperienza dell’imprenditore e dei vertici aziendali e alle loro relazioni con partner esteri del territorio target.
  • Presenza dell’investitore nel territorio: incide sull’approccio che esso ha nella scelta del territorio.
  • Oggetto e obiettivi strategici dell’investimento: in quanto cambiano fortemente il peso di determinati fattori localizzativi; gli elementi considerati nella decisione relativa al collocamento di un impianto per aumentare la capacità produttiva sono diversi da quelli rilevanti per un processo di razionalizzazione della struttura industriale o da quelli che guidano la localizzazione di un centro di R&S.
  • Natura dell’investimento: nel caso di M&A o creazione di joint-venture, la scelta è più semplice perché è conseguenza naturale della decisione prioritaria che riguarda l’annessione di un’azienda che risiede in un determinato contesto geografico.
  • Esperienza internazionale dei soggetti interessati nella scelta localizzativa dell’IDE:

Gli elementi rilevanti che influenzano l’attuazione della scelta localizzativa

Piccole o medie imprese: hanno conoscenza dei contesti geografici esteri relativamente limitata, per cui la loro scelta localizzativa presenta le seguenti specificità:

  • Forte esigenza di disporre di informazioni puntuali sulle diverse caratteristiche del territorio
  • Elevato impatto dell’azione di “accompagnamento”
  • Rilievo del sistema incentivante
  • Band-wagon
  • Rilievo dell’effetto vissuto nel settore dell’investitore

I grandi gruppi internazionali: si osserva invece:

  • Grande attenzione ai dati oggettivi relativi ai fattori di attrattività territoriale rilevanti
  • Valutazione dell’attrattività in ottica di medio lungo periodo
  • Rilievo delle relazioni con le istituzioni locali
  • Inquadramento della scelta localizzativa nella più ampia strategia competitiva

In generale, la scelta localizzativa è legata a tre finalità principali:

  • Market seeking: volti ad entrare in mercati con alto tasso di sviluppo, in cui l’impresa internazionalizzata può sfruttare vantaggi competitivi rispetto agli operatori locali.
  • Natural resource/knowledge seeking: volti ad assicurare all’impresa un accesso privilegiato agli input produttivi cruciali/conoscenze specifiche, acquistabili in maniera difficoltosa in altre aree.
  • Low cost seeking: insediamento in attività della catena del valore, in aree geografiche in cui la loro realizzazione è meno costosa, così da acquisire un vantaggio di costo e produttività su scala globale.

Le determinanti della scelta localizzativa di un IDE in attività di R&S

I criteri di scelta sono legati agli obiettivi che sono attribuiti alla struttura di R&S che si intende collocare nel paese estero; questi obiettivi identificano 4 principali tipi di struttura estera di R&S.

  • Adattatore locale: si sviluppano e si adeguano tecnologie esistenti nel gruppo, per adattare il prodotto/processo produttivo rispetto le esigenze del mercato (maggioranza dei casi).
  • Unità tecnologica regionale: evoluzione di 1); il laboratorio sviluppa nuove tecnologie e innovazioni per l’intero gruppo.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 18luca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Caroli Matteo.
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