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Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

UNITÀ DIDATTICA A: LINEAMENTI DI

STORIA MODERNA

Lezione 1, 24 settembre 2012

L'importanza dell'età napoleonica la razionalizzazione e l'uniformità di Napoleone

L'anagrafe nasce nel 1807/1808. Come si identifica una persona? Ancora all'inizio dell'età

napoleonica esistevano i patronimici o soprannomi o luoghi di appartenenza: non esistevano i

cognomi. Oggi, riconosciamo una persona attraverso la fotografia (carta d'identità), il DNA e le

impronte digitali. "Il ritorno di Martin Guerre. Si riconosce una persona attraverso i ricordi delle

persone, ma la memoria non è affidabile, in quanto la fisionomia di una persona cambia nel corso

degli anni.

Il sistema d'istruzione, nell'antico regime, era molto più complesso. Le università non erano le

uniche istituzioni a rilasciare una laurea, ma anche i collegi rilasciavano lo stesso attestato.

Napoleone, ancora una volta, razionalizza: elimina la possibilità dei collegi di rilasciare la laurea e

crea il liceo.

Anche il cimitero. Napoleone uniformizza. Stabilisce che i cimiteri debbano essere situati fuori dal

paese. Prima, i morti venivano sepolti nelle chiese, ma solo chi aveva prestigio e disponibilità di

denaro. Gli altri venivano "gettati" nelle fosse comuni, nel cuore del paese: riempimento e

svuotamento.

Non a caso, la forza napoleonica ha avuto tanta resistenza: egli toccò molti capisaldi comuni.

Coscrizione: voluta e imposta da Napoleone. Per questo motivo, fu creata l'anagrafe, "per chiamare

alle armi".

Il rapporto Stato-Chiesa cambia nell'età napoleonica.

~ 1 ~

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PERIODIZZAZIONE DELLA SORIA: CHE COS'E' LA

STORIA MODERNA?

E' una scelta arbitraria: la necessità è di esplicitare i concetti e le categorie che vengono specificate.

(ogni periodizzazione è un’interpretazione):

Il concetto di modernità

 accezione temporale: moderno sta per recente, Jaques le Goff cercò l'origine del termine

moderno e la colloca in questa accezione dal 600;

 “nuovo” “migliore”:

di valore e assegniamo al termine moderno un elemento di novità e

miglioramenti, perciò il concetto di moderno va a imparentarsi a idee di progresso e

avanzamento e con termini come “innovatore” e “innovazione”;

 

età moderna: determinata una fase dello sviluppo della civiltà occidentale 1492/1848

a partire dagli anni '20 la periodizzazione si è consolidata: inizio dalla metà del 400 al 1517 -

fine riforma protestante- (inizio della storia moderna) e finisce al termine dell'età

napoleonica.

Chi e come ha determinato la periodizzazione?

Periodizzazione classica: periodizzazione eurocentrica e legata ad una precisa visione liberale della

società e della storia. Questa visione inizia nella prima metà dell'800.

Premessa: intorno alla metà del '700 inizia a svilupparsi un concetto di storia con cesure interne.

Voltaire (1748) mette in discussione l'idea della storia come Historia Salutis, cioè della storia

dell'umanità come cammino verso la Salvezza e come tale unicum non differenziabile dall'avvento

di Cristo al Giudizi Universale. La storia inizia ad essere contestualizzata a livello umano e

→ da ciò sarà possibile applicare delle cesure; fare perciò una filosofia

mondano, non più religioso.

della storia: è una prima riflessione sulla periodizzazione della storia, ma bisogna attendere la

Rivoluzione Francese per avere la consapevolezza di un nuovo periodo storico (ad un antico regime

si contrappone la nuova era). Voltaire avvia questa riflessione con l’elemento guida che è la ragione,

sulla base della quale, appunto, poter pensare di identificare momenti e periodi, che in qualche

modo definiscono ambiti cronologici. è una prima riflessione.

Tappe fondamentali:

1. la Rivoluzione Francese: matura la consapevolezza di trovarsi di fronte ad un momento di

Prese forma allora negli storici di inizio secolo l’idea di un età moderna premessa di

svolta.

tali sviluppi. → è con la Rivoluzione Francese che viene coniato il termine Antico Regime e

i modi d’intendere l’età moderna; i rivoluzionari volevano rappresentare uno spartiacque,

volevano segnare la presa di distanza da tutto ciò che era stato prima della rivoluzione ed

con la rivoluzione prendere piede l’idea che l’età moderna abbia

indicare la nuova stagione;

un inizio e una fine. L’inizio è quello che già Voltaire indica come la serie di eventi

collocabili tra la metà del ‘400 e la metà del ‘500, e il momento conclusivo è la Rivoluzione

Francese. Che significato ha questa età moderna agli occhi degli storici per primi

di trovare all’interno di questi tre secoli, le

utilizzarono questa periodizzazione? La logica è

premesse della modernità, le premesse di quella società che all’inizio dell’ottocento

cominciava a formarsi. d’esordio al Corso del 1828. →

2. Francois Guizot lezione Guizot, primo teorizzatore della

storia moderna: nel 1912 diventa titolare della cattedra di storia moderna alla Sorbonne.

Definizione storia moderna all’apertura del suo corso: “Giungiamo alla soglia della storia

moderna propriamente detta, alla soglia di questa società che è la nostra, di cui le

istituzione, le opinioni , i costumi erano quarant’anni fa quelli della Francia. Sono ancora

quelli dell’Europa ed esercitano ancora su di noi, malgrado le metamorfosi che la nostra

“È

rivoluzione ci ha fatto subire, un influsso tanto potente. nel XVI secolo che inizia

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veramente la storia moderna”. Dà una definizione che è fortemente condizionata dalla

posizione di chi per primo elabora questo concetto. Come già detto, è una definizione

europocentrica: tutto viene visto per lo sviluppo politico, istituzionale, economico e sociale

l’idea di modernità come

dell'Europa. Dietro questa concezione di modernità ci sia

cioè l’idea che in

progresso, trecento anni alcuni fenomeni ed eventi progrediscono, si

innovano in vari ambiti, tutti quei fenomeni che si sarebbero sviluppati nell'800. È una

lettura fortemente ottimistica della storia, soprattutto della storia moderna: lettura

l’idea

progressista. Questa visione fu poi messa in discussione nell'età contemporanea; della

storia come progressiva emancipazione in vari ambiti.

3. anni sessanta del XIX secolo: definitiva elaborazione da parte Jules Michelet nella sua

Historie de France: Rivoluzione e Rinascimento segnano i due versanti della storia

moderna, una storia che si identificava con la lotta umana per le libertà.

Lezione 2, 27 settembre 2012

Queste novità avvengono nello stesso contesto e si condizionano reciprocamente.

metà ‘400 metà ‘500: l’idea di fare iniziare l’età moderna con la scoperta

Termine a quo - -

dell’America è ormai superata; è una serie di eventi.

‘400

A. Il fu un punto di partenza per la ripresa demografica: dopo un periodo di stagnazione

demografica che ha raggiunto il suo culmine con la peste nera nel 1348 (quella cantata dal

Boccaccio nel Decamerone), la popolazione inizia una lenta ripresa a partire dagli anni

‘70/’80 del ‘400; d’intellettuali,

B. 1453: caduta dell'Impero Romano d'Oriente: fuga dall'Oriente che portarono

e un modo diverso d’intendere il rapporto con la

in Europa la cultura e la lingua greca

classicità: l'Umanesimo, senza questa diaspora di intellettuali, sarebbe impensabili.

L’Umanesimo è un altro elemento importante che in qualche modo secondo gli storici ha

determinare una discontinuità negli sviluppi storici;

C. Umanesimo: è un altro elemento importante che in qualche modo, secondo gli storici, ha

determinato una discontinuità negli sviluppi storici. Senza di esso la Riforma Luterana non

si sarebbe realizzata nei tempi in cui si è realizzata;

D. 1456: invenzione caratteri mobili, prima Bibbia a stampa di Gutenberg→ diffusione degli

scritti, facilmente accessibili per chi sa leggere; senza di essa, la riforma luterana avrebbe

avuto tutt'altri ritmi, tutt'altra diffusione. È evidente che la stampa gioca un ruolo

fondamentale perché permette di veicolare in spazi nuovi. I messaggi passano anche

attraverso le immagini, le caricature (fondamentali per la Riforma Luterana, la Rivoluzione

Francese che puntavano alla screditazione della Chiesa e dei politici) stampate. La

Rivoluzione Luterana senza la stampa avrebbe avuto altri tempi, altri ritmi.

E. 1492-1498: scoperta dell'America e primo viaggio in India circumnavigano l'Africa: la

scoperta dell’America è uno dei tanti viaggi di scoperta che si registrano a partire dal

La scoperta dell’America è l’ultimo atto

secondo decennio del Quattrocento. di una serie di

tentativi, messi in atto soprattutto dai portoghesi, per raggiungere le Indie, le quali,

inizialmente si raggiungevano circumnavigando l’Africa. E dal 1414, soprattutto grazie al

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sostegno di Enrico il navigatore, il Portogallo inizia la progressiva penetrazione verso sud,

verso quello che diventerà il Capo di Buona Speranza, che verrà raggiunto solo dopo la

scoperta dell’America, ma la logica è la medesima: quella di una società europea alla ricerca

di nuovi mercati, nuovi mondi in cui approvvigionarsi o sui quali riversare i prodotti delle

nuove manifatture.

F. Cambia la concezione della geografia e del mondo. Com'è possibile che le sacre scritture

non avessero contemplato queste nuove popolazioni? Le sacre scritture vengono sottoposte

alle critiche. È un problema antropologico. E ancora, com'è possibile che queste popolazioni

non conoscano la parola di Dio, non conoscano le sacre scritture? Nascita della geografia

il modo stesso di rappresentare cambia. L’approccio nel ‘400 della

moderna (cartografica):

geografi non è completamente scientifico, ma c’è un tentativo di rappresentare

sull’immagine del globo, che viene cartografata, tutta una serie di valori di natura religiosa:

molto spesso le terre emerse venivano rappresentate con una serie di croci (simboli

teologici), cercando di forzare l’immagine cartografica ad un retro-pensiero religioso.

G. Nascita del pensiero scientifico: Copernico la messa in discussione delle sacre scritture

come unica chiave di lettura dell’esistente, induce a ripensare allo statuto di scientificità

delle varie scienze; e quindi vengono creati nuovi modelli razionali, legati ad una lettura che

si basa in prevalenza sulla ragione.

H. 1517 Riforma Luterana: avvio processo di autonomizzazione dall'universalismo imperiale e

‹‹moderni››.

nascita Stati nazionali Oltre al scisma religioso (cattolici e luterani), la Riforma

Luterana avvia il processo di automizzazione dell’universalismo imperiale, cioè l’idea che

non ci sia un’unica entità politica a tenere insieme i territori cade. Nel 1555 Carlo V abdica,

riconoscendo di fatto l’esistenza di due mondi religiosi diversi, produce anche le condizione

che possano emergere in modo del tutto autonomo quelli che sono gli Stati nazionali. Il

venire a meno delle due sovranità nazionali, cioè Stato e Chiesa, coincide con la divisione

dello stato imperiale. A parte alcuni principi che credevano nella necessità di rinnovarsi e di

ritornare ad una religione più dura, evangelica, c’è un problema d’ordine politico. La

eletta dai principi tedeschi come l’occasione per liberarsi dei

Riforma Luterana viene

condizionamenti e dei limiti che la presenza imperiale comportava. Abbracciare la fede

Luterana significa emanciparsi dalle due grandi istituzioni politiche medievali, Stato e

Chiesa (Roma), e ribadire l'autonomia dei principi luterani tedeschi. Tutto ciò, creano le

condizioni della nascita degli Stati nazionali moderni.

I. Nascita della politica come categoria autonoma dalla religione e dalla morale (Il Principe di

Machiavelli). elemento importante per chi ha elaborato questa definizione di storia

moderna.

Termine ad quem: i termini di discontinuità sono di natura politica e di natura economica.

 

1776 Rivoluzione Americana / 1789 Rivoluzione Francese vengono viste come

spartiacque. Con la Rivoluzione Francese vengono smantellate il sistema di una società per

ceti, cioè l’appartenenza ad una certa famiglia anziché no, godendo di privilegi, e nascono le

classi sociali come le intendiamo noi oggi, in cui tutti gli individui sono eguali davanti alla

legge e davanti al fisco (sulla carta, dal punto di vista normativo). Cambio politico.

 Rivoluzione industriale (metà del XVIII- metà XIX secolo): cambio economico.

 Storia d'Italia: questa periodizzazione coincide con la perdita e la riconquista

dell'indipendenza perdita con le invasioni francesi, calata di Carlo VIII; 1860 riconquista

dell’autonomia.

Le rivoluzioni segnano la fine del periodo moderno.

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Le caratteristiche della modernità (sintesi)

1. Il versante antropologico: individuo, famiglia, società;

2. Versante religioso: de-magificazione (prima avevano una concezione magica del potere

– “I re Taumaturghi”,

sovrano March Bloch, dove mostra come le credenze legati ai poteri

magici dei sovrani inglesi e francesi, permanga fin dentro la modernità, fino a quando, con

la Rivoluzione Francese desacralizza i sovrani), riforma, confessionalizzazione;

3. Versante politico: lo stato moderno [il Principe di Machiavelli];

4. Il versante culturale e scientifico: università, stampa, istituzioni;

Il versante economico (la “globalizzazione”);

5. l’espansione del modello

6. Il versante spaziale: europeo.

Contestazioni cronologiche (di recente): le scelte periodizzanti sono suscettibili di critica; ciò

del ‘900).

nasce dall'affermarsi di un concetto nuovo di fare storia (intorno al secondo decennio

 

“lunga

Affermazione del concetto di durata” Bloc, Febvre e Baduel e la scuola Annales.

Se guardiamo l’età moderna in una

essi leggono il passato con il conetto di lungo periodo.

prospettiva di lungo periodo, ecco che ad alcuni fenomeni viene attenuato il loro significato.

Esempio: la famiglia, tra il 1400 e 1500, il modello famigliare non cambia, come non

cambiano i rapporti al suo interno. Non è perciò un momento periodizzante. Nemmeno dal

punto di vista economico, né alimentare.

 Approccio di storia sociale: demografia, culturale materiale, relazione tra i sessi,

alimentazione...nessuna cesura. Non sono soggetti a periodizzazione, poiché nei secoli

precedenti (tra 400 e 500) i cambiamenti sociali sono stati minimi. approccio diverso.

aspettare il ‘700 per far sì che qualcosa si affermi e cambi. L’idea di cesura forte e

Bisogna

netta svanisce.

 Il marxismo e la continuità precapitalistica: se guardiamo ai modi di produzione prima

dell'industrializzazione, notiamo che non c’è nessun mutamento. Prima della Rivoluzione

industriale, dal punto di vista produttivo, tempi e modi di produzione non è che fossero

“Nelle cose materiali (di possesso,

cambiati di molto. di consumo) l'inglese del 1750 era più

(“Capitale”).

vicino al legionario di Cesare, che i suoi pronipoti” La vera cesura è da

collocare nel mutamento legato ai processi. Marx però non mette in discussione che l'età

moderna è un lungo periodo di progresso (contesta la periodizzazione).

Contestazione del termine a quo

 Approccio “antropologico” allo studio della cultura rinascimentale ha seriamente intaccato

la convinzione di una linea di continuità tra la modernità/razionalità scientifica del modo di

pensare, preteso moderno, del Rinascimento.

 Organizzazione dello Stato.

 Pratica di governo.

Altre critiche: contestazione del termine ad quem

 Revisione concetto rivoluzione industriale; è stato messo in discussione perché che cosa

fa di un cambiamento come la rivoluzione industriale un reale elemento rivoluzionario?

Dipende molto dagli strumenti che si utilizzano per leggere questi fenomeni, dipende a che

altezza poniamo l’asticella per stabilire se un fenomeno è effettivamente rivoluzionario o no.

la rivoluzione industriale, al di là dei mutamenti d’ordine quantitativo di PIL o

Levati: pro capite, se una forte discontinuità nel modo d’intendere la produzione, nel

prodotto

tessuto sociale, nella disponibilità che viene diffusa di approvvigionarsi a certi prodotti che

diventano d’uso comune…indipendentemente dalla possibilità di misurare PIL o prodotto

pro capite, a mio avviso sarebbe stato un elemento fondamentale.

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 “L'antico regime e la rivoluzione”

revisione Rivoluzione Francese: Alexis de Tocqueville,

(1856) egli sostiene che la Rivoluzione Francese non è altro che quel processo di

accentramento amministrativo che era stato avviato da Luigi XIV. Quindi legge la

Rivoluzione Francese come un momento di questo processo, e ne attenua gli elementi

rivoluzionari, ma lo legge come una dimensione di forte continuità.

 “Il

la società: Arno Mayer 1983; pote

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cleira12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Levati Stefano.
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