Lezione 10-11: Appunti di economia monetaria
Teorie dell'offerta di moneta
Come mai si è analizzata prima la domanda di moneta e poi successivamente l'offerta? Lo si fa perché nel momento in cui passiamo ad analizzare da che cosa dipende la quantità di moneta in circolazione, l'offerta di moneta, il punto che dovremmo cercare di capire è se questa quantità può considerarsi esogena, fissata cioè dalle autorità monetarie, oppure endogena, cioè il risultato delle richieste di mercato, ovvero della domanda di moneta desiderata dagli agenti economici.
Per cominciare ad analizzare l'offerta di moneta si parte innanzitutto con il chiarire da che cosa possono dipendere l'ammontare dei depositi bancari all'interno di un sistema economico per definire quella che risulterebbe essere l'offerta potenziale di moneta. Ci interrogheremo inoltre sulle ragioni a favore o a sfavore dell'idea che l'offerta effettiva di moneta sia pari o meno a questa offerta potenziale di moneta.
Si può considerare la base monetaria come: questa base monetaria potrà per una parte essere detenuta dal settore bancario, per far fronte a pagamenti in relazione ad ordini dei propri clienti, per erogare prestiti o per effettuare transazioni in proprio, e per una parte essere tenuta dal pubblico, per le proprie esigenze più immediate di scambio.
Ciò che caratterizza il settore bancario, a differenza di altri istituti finanziari, è che le proprie passività possono essere accettate come mezzi di pagamento, ovvero sono una forma di moneta fiduciaria. Questo ammontare di passività potrà cambiare sulla base del fatto che le banche possono usare i depositi bancari per concedere credito, non richiedendo ciascun agente in contemporanea di accedere al proprio denaro. Si generano in questo modo ulteriori depositi bancari, che generano a loro volta ulteriore moneta bancaria.
Processo di creazione di moneta bancaria
Nell'ipotesi più semplice che il pubblico non desideri tenere del circolante presso di sé, quindi il pubblico tutto ciò che riceve sotto forma di moneta circolante lo deposita in banca seduta stante. Si ipotizza anche che né il pubblico né il settore bancario siano sensibili, rispetto alla quantità di base monetaria che desiderano detenere, a variazioni del tasso dell'interesse.
- Le banche destinino a riserva solo le riserve obbligatorie, non hanno dunque il desiderio di altre riserve al di là di quelle previste per legge.
- Esista sempre una domanda di prestito da parte degli operatori per cui non ci saranno mai giacenze monetarie inutilizzate presso il sistema bancario.
Sotto queste ipotesi avremo: dove β è il coefficiente di riserva obbligatoria e il suo reciproco è il moltiplicatore dei depositi bancari ed è maggiore di 1 perché ipotizziamo 0 < β < 1. Se fosse minore di uno non si verrebbero a creare depositi bancari.
Per capire meglio il processo di creazione di moneta bancaria si consideri il circuito del credito ovvero l'ammontare di credito che potrò via via generare.
| Depositi Bancari | Base Monetaria Bancaria | Credito |
|---|---|---|
| 1 | BM | βBM |
| (1-β)BM | β(1-β)BM | (1-β)BM |
| (1-β)BM2 | β(1-β)BM2 | (1-β)BM2 |
Nel primo punto, se c'è 100 di base monetaria, non viene per nulla tenuta dal pubblico e viene immediatamente messa in depositi bancari. Di questa parte, una percentuale β viene tenuta come riserva, mentre (1-β) viene data nuovamente a credito. Del credito concesso lo si rimette in banca e di quella parte, una percentuale β andrà nei depositi bancari e il rimanente dato in prestito.
L'ammontare di base monetaria BM sarà una progressione geometrica con ragione (1-β), dove (1-β)/β rappresenta il moltiplicatore del credito. Ovviamente sarà più basso nel momento in cui β aumenta. Concettualmente, tanto più aumenterà il deposito a riserva e tanto minore sarà il credito da concedere su una data base monetaria.