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Microeconomia

La microeconomia è lo studio dei fenomeni che riguardano il funzionamento del mercato. Questa scienza non è astratta, ma un insieme di comportamenti, che riguarda le istituzioni economiche. Essa non è una scienza esatta, ma una sociale che dipende dal comportamento degli altri organi, chiamati agenti economici: le istituzioni, le persone…

Concetto di mercato

Un mercato è stato considerato come il luogo dove si incontra la domanda e l’offerta, ma oggi non si parla più di luogo fisico, ma di un concetto, che riguarda l’insieme degli scambi che non necessariamente avvengono in un luogo fisico. Non c’è più la relazione spazio – bene, ma viene considerato come l’insieme delle operazioni. Il mercato si estende in tutti i luoghi del mondo, si ragiona nelle integrazioni totale dei beni. Il mercato si può chiamare meccanismo di allocazione: un modo in cui si intercettano dei meccanismi di relazione. La regola del mercato è che vengono acquistati e venduti dei beni tramite un prezzo. Il prezzo mette insieme la domanda e l’offerta, e vengono avviate delle trattative prima dell’acquisto. I prezzi variano a seconda delle preferenze del consumatore e sul reddito. Le operazioni di mercato possono avvenire sia nel mercato luogo o tramite le reti telematiche (luoghi virtuali).

Un’altra istituzione molto importante è l’impresa, che funziona da meccanismo di allocazione delle risorse, producendo beni e servizi. I beni delle imprese sono organizzati, ossia allocati (ci sono i beni, il personale, e prevale un principio di autorità, c’è infatti chi organizza il tutto, una gerarchia interna), mentre nel mercato non è presente un meccanismo di autorità ma è impersonale. Sono presenti tuttavia altri organismi, come lo stato, il governo nazionale, le regioni, i comuni che regolano le operazioni e si occupano di ritirare le tasse. L’allocazione del mercato è quindi influenzata da diverse economie.

Tema dell'efficienza

L’efficienza è una proprietà necessaria del meccanismo, occorre studiare come questa viene distribuita sul mercato, occorre infatti non sprecare le risorse. Il mercato concorrenziale è un meccanismo efficiente di allocazione delle risorse, in quanto non vengono sprecate le risorse e il meccanismo sfruttato al massimo, con il mercato concorrenziale viene assicurata una collocazione efficiente del mercato per il consumatore.

  • Gli individui operano secondo un comportamento decentrato, bisogna perseguire un obiettivo, ma con un comportamento indipendente, senza un collegamento tra le idee altrui, ma seguire un’idea propria senza che vi sia l’influenza di qualcuno con un interesse individuale. L’esito è dato dal prezzo con cui avvengono gli scambi.
  • Un mercato porta degli esiti efficienti se non ci sono sprechi di risorse e si ha la massima efficienza. Il criterio minimo dell’efficienza è appunto non sprecare le risorse, perché se i mercati sono concorrenziali viene a definirsi l’efficienza paretiana quando non ci sono sprechi e non è possibile trovare un’altra attività che offre efficienza migliore, che migliori simultaneamente gli obbiettivi di tutti i soggetti economici.

Questo riflette il teorema della mano invisibile di Smith, il mercato è un meccanismo di equilibrio tra domanda e offerta come se ci fosse una mano invisibile derivata dall’iterazione degli individui e quindi i mercati lasciati senza il coordinamento esterno danno efficienza. Il criterio paretiano basato sull’efficienza non ci permette di fare analisi distributive sul benessere sociale degli individui (perché valuta gli esiti sul mercato in senso stretto, non tiene conto degli aspetti contributivi). L’analisi normativa interviene per far capire come dovrebbe essere il mercato per permettere a tutti gli individui di raggiungere gli obbiettivi prefissati.

Aspetto del ruolo del prezzo nel mercato

L’iterazione tra domanda e offerta scapita nel prezzo che ha il compito di dare un equilibrio al mercato cioè ha la funzione di dare tutte le informazioni agli individui per le loro scelte economiche, non sempre però il prezzo dà info sulla qualità dei beni quindi è un elemento che rende il mercato imperfetto. Il prezzo insieme al ruolo decentrato degli individui permette di raggiungere un equilibrio di mercato. Nella realtà l’idea non sempre si realizza, non sempre tutte le informazioni le ricaviamo dal prezzo, ad esempio non riusciamo a capire la qualità dei prodotti, per questo motivo si parla di imperfezione del prezzo. Esistono inoltre dei costi di transazione (monetari o meno) che rendono più difficile valutare i benefici degli scambi, andando così a ridurre l’efficienza dell’equilibrio di mercato. Questo è un motivo per cui ci sono gli istituti pubblici intervengono nel mercato per ridurre i costi di transazione.

Razionalità

Sul mercato ci sono diversi agenti (offerenti e imprese) che seguono un criterio di razionalità per raggiungere in maniera coerentemente gli obbiettivi prestabiliti. Gli individui devono essere coerenti con i loro obiettivi nel momento delle scelte. Nell’analizzare il mercato possiamo avere un’interazione strategica cioè il comportamento di un soggetto è influenzato da altri individui, nonostante abbiamo visto che bisogna perseguire le proprie idee, e non è quindi un modo isolato e indipendente.

Microeconomia al lavoro

Esempio: scelta universitaria, bisogna valutare quali sono gli elementi economici, i benefici e i costi che si possono avere. I benefici possono essere lo studio, il titolo, i guadagni futuri, i costi possono essere indiretti come il trasporto, e costi diretti come le tasse universitarie. Si hanno anche i costi opportunità, ossia i costi relativi alle risorse a cui rinunciamo studiando (lavoro, tempo libero). Bisogna quindi valutare i costi e i benefici di un’attività, valutare le caratteristiche dell’offerta e scegliere in base alle proprie considerazioni e secondo efficacia. Questo processo di apprendimento ha un duplice guadagno: un elemento privato (per l’individuo) e uno pubblico (per la società). Questo processo viene regolato dallo stato in varie forme: nell’ambito delle tasse (lo stato aiuta le università pubbliche), il prezzo viene stabilito dallo stato e non in base alla domanda e all’offerta e interviene nell’organizzazione amministrativa. Quindi il mercato viene spesso aiutato grazie allo stato.

Mercato ed equilibrio

  • Descrizione del mercato.
  • Analisi economica dei modelli.
  • Equilibrio mercato – statica comparata. (come cambia l’equilibrio di mercato quando intervengono dei fattori fra domanda e offerta. L’equilibrio iniziale cambia in un nuovo equilibrio di statica comparata che viene confrontato con altri equilibri).
  • Analisi di equilibrio economico generale (come un mercato sia collegato).

Analisi economica dei modelli

Introduciamo il concetto di modelli economici: sono dei modi per semplificare un problema economico riguardante domanda e offerta, può essere o in maniera geometrica o analitico matematico. Nel modello si distinguono le variabili endogene: spiegate dal modello stesso, e variabili esogene non spiegate dal modello che influenzano le variabili endogene. Sull’esempio di un mercato, le variabili endogene sono il prezzo e la quantità, mentre le variabili esogene sono il reddito dei consumatori, gli sgravi fiscali.

Modello mercato competitivo: equilibrio economico parziale

Abbiamo due gruppi economici: venditori e compratori che si comportano in modo razionale (perseguono obiettivi prestabiliti al minor costo possibile e per i venditori ottenere il maggior margine di profitto). L’equilibrio di mercato stabilizza un certo prezzo unico per ogni bene con varie caratteristiche diverse. Occorre descrivere il modello del mercato dal vista geometrico, ossia ipotizzare nello spazio dei prezzi e delle quantità positive, poi viene descritto il comportamento dei compratori e dei venditori.

Fattore da tenere in considerazione: la quantità dipende dal prezzo.

Domanda

Dal punto di vista della domanda, gli acquirenti acquistano di più se il prezzo è più basso, e di meno se il prezzo aumenta. Ogni consumatore ha un prezzo massimo di acquisto del bene e i venditori hanno un prezzo di riserva se il bene non viene venduto. La curva della domanda è decrescente, perché sopra ad un certo prezzo non si acquista più, e sotto il prezzo varia con la quantità.

Offerta

La relazione prezzo e offerta è crescente, perché chi offre un bene è disposto a produrre di più se il prezzo aumenta. Le due curve di domanda e offerta si incontrano in un punto QE (quantità di equilibrio) e PE (prezzo di mercato) che rappresenta l’equilibrio di mercato.

Formula algebrica

La quantità domandata Qd è in relazione con due insiemi di variabili: prezzo (endogena) e α (insieme di variabili esogene al modello esempio il reddito ed altre variabili). Qd= Qd(p;α) relazione quantità prezzo negativa. Per l’offerta la variabile endogena è il prezzo e β rappresenta le variabili esogene riferite all’offerta, ossia costi di produzione, cause esterne. Qs=Qs(p;β) relazione quantità prezzo positivo.

La condizione di equilibrio di mercato sarà stabilita dall’uguaglianza della domanda e l’offerta. Qd(p;α)=Qs(p,β). Questa condizione viene garantita dall’ipotesi della flessibilità del prezzo, cioè dal fatto che esso è variabile e avvengono automaticamente gli aggiustamenti del mercato.

La quantità domandata è minore rispetto all’offerta si crea un eccesso di offerta, il prezzo tende a calare verso quello di equilibrio per ristabilire la situazione, così di conseguenza ci saranno maggiori acquirenti e meno quantità di beni offerta. Nel caso in cui la domanda è maggiore rispetto all’offerta, si crea un eccesso di domanda, il prezzo tenderà ad aumentare, perché gli acquirenti avranno vantaggio a vendere ad un prezzo maggiore, ristabilendo le condizioni di equilibrio. Il processo di aggiustamento del mercato è garantito mediante la flessibilità del prezzo e grazie alla domanda e l’offerta.

Analisi di statica comparata

Studia partendo dall’equilibrio cosa accade con il cambiamento di una variabile esogena (reddito). Con l’aumento del reddito si verifica uno spostamento verso l’alto della curva della domanda, a parità di prezzo. Si determina così una nuova condizione di equilibrio con una nuova quantità domandata e un nuovo prezzo. (con la diminuzione è il contrario). Nell’offerta con l’aumento del reddito la curva si sposta in alto, aumentano i prezzi e diminuisce la quantità. Se cambia la variabile esogena la curva ha uno spostamento in alto o in basso, mentre se cambia il prezzo, la curva cambia la pendenza.

Statica comparata: è la disciplina che confronta due equilibri in cui il mercato si trova per valutare l’influenza delle variabili.

Elasticità

Misura come una variabile è reattiva rispetto ad un’altra variabile. Si parla di elasticità rispetto al prezzo, quindi come cambia la quantità domandata o la quantità offerta rispetto al prezzo.

  • Elasticità della domanda: eDp la variazione relativa della quantità domandata rispetto alla variazione relativa del prezzo. La curva della domanda è inclinata e il risultato dell’elasticità di domanda assume un valore negativo. Viene preso come termine di riferimento 1, quando il rapporto tra quantità di domanda domandata e il prezzo è 1 in valore assoluto ci indica che c’è una variazione proporzionale in % del prezzo con la quantità di domanda. Se invece il risultato è maggiore di 1 si rileva che la quantità di domanda è molto elastica variando più velocemente del prezzo, mentre se è minore di 1 è poco elastica ed è zero quando la quantità domanda.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher piski94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e complementi di microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Ecchia Giulio.
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