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Introduzione alla metodologia e tecnica della ricerca sociale

I paradigmi della ricerca sociale

Nella storia della sociologia è difficile individuare un paradigma predominante che sia stato condiviso da tutti i sociologi. Solo fra gli anni '40 e '50 ha prevalso il concetto di "sistema", la teoria funzionalista di T. Parsons. A questo paradigma, però, si contrapponeva quello di Marx, basato sul conflitto sociale.

Positivismo: fu il primo paradigma. Nel positivismo la realtà sociale era studiata con i procedimenti delle scienze naturali.

Neopositivismo: secondo gli esponenti di questo paradigma, la realtà sociale può essere conosciuta solo in maniera imperfetta.

Interpretativismo: il maggiore esponente fu Weber. Non esiste una realtà oggettiva, poiché ogni individuo produce una sua realtà.

Ricerca quantitativa e ricerca qualitativa

Si tratta di due approcci che si distinguono per il loro rapporto tra teoria e ricerca. Nel caso della ricerca quantitativa (tipica del neopositivismo) il rapporto tra teoria e ricerca è strutturato in fasi logicamente sequenziali: prima si formula una teoria, poi si chiamano a sostenerla i dati empirici.

Nel caso della ricerca qualitativa (tipica dell'interpretativismo) la teoria e la ricerca sono intrecciate: il ricercatore preferisce non formulare una teoria all'inizio, altrimenti si sentirebbe obbligato a cercare solo i dati che la confermano. Ne consegue che, nella ricerca qualitativa, conoscere i precedenti studi sullo stesso argomento non è molto importante, mentre lo è nella ricerca quantitativa.

Per quanto riguarda il rapporto generale con l'ambiente da studiare, l'approccio quantitativo ammette un certo grado di manipolazione controllata, mentre la ricerca qualitativa si basa su un approccio naturalistico, ossia privo di manipolazioni. Potremmo dire che il ricercatore qualitativo si "mimetizza".

Per quel che concerne l'interazione psicologica con i soggetti da esaminare, il ricercatore quantitativo ha un punto di vista esterno, cioè rimane neutro e distaccato. Inoltre, studierà solo quello che gli sembra importante. Invece, il ricercatore qualitativo si immedesima con il soggetto. Questo atteggiamento "mimetico" può essere utile, ma solleva il problema dell'oggettività della ricerca.

Oltre all'interazione psicologica, c'è quella fisica: mentre la ricerca quantitativa non prevede contatto fisico tra ricercatore e persona da esaminare, ciò è invece ritenuto necessario nella ricerca qualitativa. Nella ricerca quantitativa il soggetto è passivo, in quella qualitativa egli è attivo.

Rilevazione (o disegno della ricerca)

Nella ricerca quantitativa il disegno della ricerca è costruito in anticipo a tavolino, quindi ha una struttura rigida. Invece, nella ricerca qualitativa il disegno della ricerca è de-strutturato, aperto agli imprevisti. Anche lo strumento di rilevazione è diverso e rispecchia la presenza/assenza della struttura.

Ne consegue che sarà diversa anche la natura dei dati raccolti: essi saranno oggettivi e standardizzati nella ricerca quantitativa, ma ricchi e profondi in quella qualitativa (sebbene non oggettivi).

Analisi dei dati

Nella ricerca quantitativa l'obiettivo dell'analisi è spiegare la varianza delle variabili dipendenti. Invece, nella ricerca qualitativa – che non frammenta i soggetti in variabili, ma li considera nella loro interezza – l'obiettivo dell'analisi è comprendere le persone (ovvero gli attori sociali).

Le tecniche matematiche e statistiche sono fondamentali nella ricerca quantitativa, ma inutili per la qualitativa.

Ricerca

Nella presentazione dei dati la ricerca quantitativa si serve di tabelle, mentre quella qualitativa utilizza narrazioni. Le tabelle sono chiare, ma rappresentano lo schema mentale del ricercatore (non è detto che esso corrisponda alle categorie mentali dei soggetti che ha intervistato). Invece, la narrazione è una "fotografia" del pensiero dei soggetti intervistati.

La ricerca quantitativa vuole individuare i meccanismi causali che stanno alla base dei fenomeni sociali, ma la ricerca qualitativa pone al centro il soggetto umano.

Quale dei due approcci è il migliore?

Esistono varie opinioni:

  • A) I due approcci sono incompatibili e quindi ognuno scelga quello che gli piace.
  • B) Per i neopositivisti l'approccio qualitativo ha senso unicamente come stimolo intellettuale.
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mitacas di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia e tecnica della ricerca sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale o del prof Battisti Francesco.
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