Introduzione alla lingua latina - 6cfu
Lezione 1 – 22 settembre - Introduzione
Analisi grammaticale / morfologica = analisi delle forme, delle parole.
Classi di parole = nomi, aggettivi, verbi, avverbi, pronomi, articoli, congiunzioni, preposizioni, interiezioni (eh, oh, esclamazioni).
Parti del discorso declinabili (cambia la forma per l’accordo) = articolo, verbi, nomi, aggettivi, pronomi.
Parti del discorso non declinabili = avverbi, congiunzioni, preposizioni, interiezioni. In latino sono 8: manca l’articolo.
Lezione 2 – 24 settembre – Il verbo
La lingua è flessiva perché le parole subiscono modifiche per garantire l’accordo. In latino tutto ha un accordo nel genere e nel numero.
Verbo Deve esserci in ogni frase. In italiano è la voce verbale, quella parte della frase che ci dà informazioni sul soggetto che compie l’azione, sul modo con cui essa avviene, sul tempo nel quale l’azione si colloca. In latino verbum è un falso amico, significa parola.
Distinzione 1:
- Predicativi: il verbo che esprime un’azione. ES: mangiare, guardare, avere.
- Copulativi: verbi che collegano il soggetto a una parte nominale. ES: diventare, sembrare, apparire, nascere, crescere, morire (è morto molto anziano), essere.
Sottocategorie:
- Appellativi (chiamare, nominare) Gianni è stato nominato segretario
- Elettivi (eleggere, scegliere)
- Estimativi (stimare, ritenere, considerare, giudicare) “ti stimo molto intelligente”
- Effettivi (fare, rendere) la sua colpevolezza è stata resa evidente / Martina si è fatta bella.
Questi verbi usati al passivo sono copulativi. Con i predicativi il soggetto e il verbo da soli hanno un significato completo, con i copulativi serve la parte nominale.
Distinzione 2:
- Transitivo: può reggere un complemento oggetto. ES: mangiare, leggere, dire.
- Intransitivo: non regge un complemento oggetto. ES: correre, vivere, parlare.
Uso assoluto: verbo transitivo usato senza complemento oggetto (dal latino absolutus = “sciolto” da ogni vincolo, legame) Io mangio.
Oggetto interno: alcuni verbi intransitivi possono avere un complemento oggetto se questo appartiene allo stesso campo semantico. ES: Io dormo un sonno tranquillo, recitare una recita, vivere una vita.
Verbi “doppi” (transitivi in un significato, intransitivi in un altro) ES: Finire Maria ha finito i compiti vs Le vacanze a settembre sono finite. Nell’uso transitivo l’ausiliare è avere, nell’uso intransitivo è essere. Questo distingue i verbi doppi dai verbi con uso assoluto (stesso ausiliare).
Lezione 3 – 29 settembre – Gli accidentia e l’analisi logica
Informazioni del verbo
- Tempo
- Modo: modalità con la quale viene presentata l’azione espressa dal verbo, atteggiamento di chi parla o scrive rispetto ad essa (azione reale, possibile). I modi finiti hanno persona e numero, i modi indefiniti no. I modi in italiano sono 7, in latino 8.
- Persona
- Numero
Sono gli “accidentia” del verbo, le cose che accadono al verbo, e sono riuniti nella coniugazione. Coniugazione: insieme delle forme che un verbo assume per esprimere le diverse categorie di tempo, modo, persona e numero. In italiano sono tre, in latino sono quattro (-are, -ire, -eere, -ere). I tempi sono gli stessi.
Altra informazione: diatesi = dal gr. diatesis dis – porre = modo in cui è “messo” un certo verbo = esprime il rapporto del verbo con il soggetto e eventualmente con l’oggetto. ES: io mangio = diatesi attiva. Può essere: attiva, passiva o riflessiva (l’azione ricade sul soggetto – Lucia si pettina). La forma passiva si ha solo con i verbi transitivi e ad essa generalmente si associa un complemento di agente o causa efficiente.
La forma riflessiva può essere:
- Propria: pronome personale riflessiva e complemento oggetto coincidono (Luca si pettina).
- Impropria: non coincidenza (Luca si pettina i capelli).
- Reciproca: il pronome esprime una reciprocità di azione (Luca e Mario si salutano).
In latino c’è la diatesi attiva e passiva + deponente: indica un’azione che il soggetto compie per sé stesso o una situazione in cui è particolarmente coinvolto (è simile alla riflessiva).
Analisi logica: analisi che stabilisce la funzione di una parola all’interno della frase, serve anche per creare frasi coerenti. Si occupa di frasi semplici, con un solo predicato. Essa parte dal predicato, cioè un verbo che concorda con il soggetto in persona e numero e, quando possibile, in genere (sono costretto).
Può essere verbale (predica qualcosa del soggetto) o nominale (formato dal verbo essere e da un nome o aggettivo riferito al soggetto e concordato con esso: attribuisce al soggetto una qualità, una caratteristica o una condizione). Se il verbo essere indice “stare, esserci, trovarsi” si tratta di un predicato verbale.
Elementi dell'analisi logica:
- Soggetto: l’elemento di cui il predicato dice qualcosa, compie o subisce l’azione, è in genere un nome o un pronome o una parte del discorso sostantivata (nei film i cattivi – aggettivo – sono sconfitti). Può essere sottointeso.
- Attributo: aggettivo che si unisce a un nome per precisarlo, dirne una caratteristica. Non è essenziale.
- Apposizione: nome riferito a un altro per caratterizzarlo, può essere preceduto dalla prep. “da” o da espressioni come “in funzione di”, “come” Fabio, fratello di Chiara.
- Complemento: elementi che “completano” o espandono il significato espresso da soggetto o predicato. Possono essere diretti (si uniscono direttamente all’elemento reggente, senza prep. = complemento oggetto) o indiretti (introdotti da preposizioni o locuzioni = specificazione, tempo, luogo).
In italiano l’analisi logica si basa sull’ordine dei costituenti e sull’uso delle preposizioni, in latino la funzione dipende dal caso, non dalla posizione.
Lezione 4 – 1 ottobre – Prima declinazione
In latino possiamo anche trovare la stessa frase con le parole disposte in modo diverso: Amicum necavit Catilina. Amicum Catilina necavit. Catilina amicum necavit. Necavit amicum Catilina. Il significato non cambia (Catilina uccise l’amico): non è l’ordine delle parole che ci fa capire la funzione logica di una parola ma il suo caso.
L’unione di vocale tematica e desinenza si chiama terminazione (o uscita), mentre la radice + suffisso è il tema.
puell - - am La vocale tematica ci dice qual è la declinazione (a = prima declinazione), la desinenza ci dice qual è il caso (accusativo): -a-m L’insieme delle desinenze di una parola forma una declinazione (da declinatio, “modifica”), la quale esprime tre informazioni:
- La funzione logica della parola nella frase, il caso.
- Genere: maschile / femminile / neutro (per concetti astratti o nomi comuni di oggetti inanimati).
- Numero: singolare / plurale.
In latino la declinazione riguarda nomi, aggettivi, pronomi. Le declinazioni latine sono 5. Ogni declinazione contiene sei casi, a cambiare sono le desinenze. Ognuna ha una specifica desinenza del genitivo singolare.
La prima declinazione:
- I nomi della prima declinazione si caratterizzano per:
- L’uscita in -a (breve) del nominativo singolare.
- L’uscita in -ae del genitivo singolare.
Quando si cita un nome lo si identifica citando nominativo e genitivo: rosa, -ae. La maggior parte dei nomi della 1d è di genere femminile; pochi sono i nomi maschili (poeta, -ae); nessun nome è neutro.
Lezione 5 – 6 ottobre – L’apposizione
Casi diretti (compaiono direttamente nella frase): nominativo, accusativo, vocativo.
Casi indiretti – obliqui (tradotti con una preposizione): genitivo, dativo, ablativo.
Esercizio 1
- Copia (breve) = nominativo / vocativo sing. f., “l’abbondanza”
- Pecunia (lunga) = ablativo sing., “con la moneta”
- Puellas = accusativo plurale “le ragazze”
- Undam = accusativo singolare
- Causis = dativo / ablativo plu. f. “per le cause”
- Fama (breve) = nominativo / voc sing. “la fama”
- Cuararum = genitivo plurale
- Gloriae = gen /dat sing. – nom. / voc. plurale
- Silvarum = genitivo plu “dei boschi”
- Naturae = gen /dat sing. – nom. / voc. plurale
- Poena = ablativo sing.
- Curam = accusativo sing.
- Pecuniae = gen /dat sing. – nom. / voc. plurale
- Fugae = gen /dat sing. – nom. / voc. plurale
Esercizio 2
- Le pene (sogg.) = penae
- Alle punizioni = poenis
- Le offese = iniurias
- Delle onde = undarum
- Con la terra = terra
- Alle vie = viais
- Della preoccupazione = curae
- Della sorte = fortunae o gloria = gloria
- Le vie = viae
- All’acqua = aquae
- L’ira = iram
Vox media: termini che hanno significato opposto. Ad esempio fortuna può voler dire buona o cattiva sorte.
Esercizio 4
- L’Appia era la regina delle vie.
- Il denaro non sazia l’avarizia.
- La natura umana odia le preoccupazioni.
- Le preoccupazioni tormentano i marinai.
- La sorte spesso spaventa le donne.
- L’avarizia genera punizioni.
Apposizione L’apposizione è un nome riferito a un altro per caratterizzarlo meglio, indicandone una qualità, una carica, una condizione: l’ingegner Rossi. In latino svolge la stessa funzione dell’italiano, è sempre espressa nello stesso caso del nome a cui si riferisce e con i nomi mobili (quelli che modificano la desinenza passando dal maschile al femminile) anche nel genere e numero.
Nautae procellas causam ruinarum timent = I marinai temono le tempeste, causa di rovine
Vesta, familiae dea, a matronis invocabatur = Vesta, dea della famiglia, veniva invocata dalle matrone.
Esercizio
- Diana, dea dei boschi, uccide le bestie.
- Vesta, protettrice delle famiglie, protegge le ragazze e le donne.
- Cornelia, donna di casa, prepara la tavola.
- Minerva, dea dei poeti, infonde sapienza.
- Gli abitanti amano l’Italia, penisola dell’Europa.
- Catania, colonia della Grecia, vanta molte statue di dee.
- Il ricordo delle vittorie è gradito agli abitanti della Sardegna, isola dell’Italia.
- I contadini e i marinai temono la povertà, causa di preoccupazioni.
Lezione 6 – 8 ottobre – Particolarità prima declinazione e il verbo sum
Accento In latino l’accento non cade mai sull’ultima sillaba e non va mai oltre la terzultima. In latino la sillaba più importante per capire dove cade l’accento è la penultima: se la vocale è breve l’accento è sulla terzultima sillaba, se è lunga l’accento cade su quella sillaba.
Particolarità Alcuni nomi della prima declinazione presentano particolarità nelle terminazioni, altri nel numero, ecc.
- Termini che cambiano significato passando dal singolare al plurale: Copia, -ae = abbondanza Copiae, -arum = truppe
- Genitivo singolare in -as: il nome familia presenta anche un genitivo singolare in -as nell’espressione paterfamilias, “il padre di famiglia”, è un genitivo antico che trova la sua origine nelle formule giuridiche.
- Dativo e ablativo plurale in -abus: è usata per nomi come filia, dea, serva, liberta, asina; quando è necessario distinguerli dalla corrispondente uscita della forma maschile appartenente alla seconda declinazione: fli-is et fili-abus “ai figli e alle figlie”; serv-is et serv-abus “agli schiavi e alle schiave”.
- Pluralia tantum: alcuni nomi hanno solo la forma plurale (come quelli di città), ma possono avere significato singolare. ES: Athenae, Athenarum. il verbo avrà forma plurale.
Ordo verborum = L'ordine delle parole
La posizione del genitivo: In latino quasi sempre il genitivo viene prima del nome a cui si riferisce.
La posizione del verbo: alla fine.
Esercizio 13
- Il desiderio del denaro causa preoccupazioni.
- Anche le ancelle ignorano la causa dell’ira della donna.
- La parsimonia dei contadine è causa di abbondanza.
- Le figlie e le ancelle della padrona preparano la tavola agli invitati.
- L’offesa della ancella è causa dell’ira della padrona.
Il verbo sum In latino i verbi non si designano con l’infinito ma con la prima persona dell’indicativo presente.
- È un verbo intransitivo e non ha la forma passiva.
- È un verbo difettivo, ossia mancante di alcuni modi o tempi (gerundio, gerundivo, supino, participio presente e perfetto).
- È un verbo anomalo, ha cioè una coniugazione irregolare.
Nei tempi derivati dal tema del presente, il tema es- a volte si riduce a s-, a volte muta in er-. Può essere sottointeso (Historia magistra vitae).
L’infinito presente usa il tema es- con aggiunta della desinenza originaria dell’infinito -se.
Esercizio 18
- Sicilia insula est. Sicilia et Sardinia insulae sunt
- Diana et Minerva deae sunt. Historia magistra vitae est.
- Grecia musarum et poetarum patria est. Giulia dominae filiarum magistra est.
- Insulae incolae nautas et agricolas sunt. Avaritia et invidiae lacrimarum et curarum causa saepe sunt
- Amicitia penarum et curarum medicinam est Procellae nautarum et familiarum ruinam sunt
Esercizio 22
- Siracusa poetarum et nautarum patriam est. Nuptiarum epulae convivias delectant
- Giuliae littera amicas delectant. Persiarum copiae Asiae difesa sunt.
- Filiarum faceziae matronas delectabant. Etruriae matronis epulae deliciae gratae sunt.
- Pausa insulae incolis gratae est. Agricolae et operae bacae copias colligebant.
- Pecuniae avaritia Cumae inculae rovinae causam est.
Lezione 7 – 13 ottobre – Complementi stato e moto a luogo + Indicativo pres.
Complemento di stato in luogo = dove? – dipende verbi o nomi che esprimono un’idea di stato o permanenza come “stare”, “trovarsi”, “abitare”, ecc...
È introdotto da preposizioni come “in”, “a”, “su”,...
ES: Ho preso residenza a ...
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Appunti per l'esame di Introduzione alla lingua latina
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Introduzione
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Introduzione alla linguistica generale
-
Introduzione alla linguistica francese