INTRODUZIONE ALLA FILOSOFIA MORALE II MODULO
LE MORALI E L’ETICA:
“che cos’è l’etica filosofica?” insieme delle riflessioni, delle argomentazioni che nel corso del tempo pensatori e
filosofi hanno sviluppato per giustificare la morale, con l’aspirazione più o meno riuscita di fondare la morale (a
partire dai sofisti: danno e cercano giustificazioni pratiche).
• Etica descrittiva: presentare i problemi morali come descrizione (es. i genitori attenti normalmente
mandano i figli a suola)
• Etica normativa: esprime delle norme di comportamento (es. tutti i genitori devono mandare i figli a
scuola)
Normalmente l’etica descrittiva implica in se l’etica normativa es. statistica: dalla descrizione di dati traiamo
una definizione, e quindi per appartenere a tale definizione dobbiamo sottostare a determinate norme.
Descrizioni esortative idea di natura: sono apparentemente descrizioni ma in realtà sono norme (es. Aristotele)
connesse a delle gerarchie qualitative (può esse un comportamento naturale o contro natura):
• Aristotele gerarchia tra gli esseri: uomini superiori alle donne approccio qualitativo e finalistico.
• Stoici idea di seguire la natura e quindi la ragione
• Spinoza idea di natura che corrisponde all’idea di Dio: tradizione cartesiana.
Cartesio cerca di risolvere il problema della costruzione di un sistema etico scientifico ma lascia irrisolta questa
questione a causa della sua morte improvvisa.
Spinoza rovescia il dualismo cartesiano monismo: la natura è una. Dal punto di vista etico ciò comporta, come
nel dice nel suo capolavoro “Ethica more geometrico demostrata” , una dimostrazione matematica e scientifica
dell’esposizione etica (5 libri in cui è divisa l’Etica di Spinoza: De Deo, De natura et originis mentis; De origine
et natura affectum, De servitude humano seu de affectum viribus, De potentia intllectus seu de libertate
humana)proiettata verso il controllo delle passioni.
Spinoza critica chi distingue la natura dai vizi dell’uomo l’essere uomo è naturale e passioni e desideri fanno
parte della sua natura (idea di natura non particolarmente determinata) ciò che appartiene all’umanità è
tutto
natura, non c’è una gerarchia.
La natura resta sempre la stessa perché le trasformazioni avvengono sempre attraverso leggi e regole che sono
sempre le stesse una sola e medesima deve pure essere la maniera di conoscere la natura delle cose dominio
della legge di natura.
Nella totalità la natura, e con essa l’uomo, è spiegabile matematicamente tutto viene giudicato come singola
parte della natura.
Obbiettivo primario di tutti gli esseri naturali, e quindi umani, è “perseverare ne suo essere” “ essenza attuale
della cosa stessa”: taglia fuori ogni prospettiva teleologica di stampo aristotelico.
I giudizi di valore non indicano qualcosa di positivo nelle cose in sé considerate non hanno oggettività, ma
vengono usati solo per confrontare le cose fra loro vanno comunque utilizzati questi termini:
• Buono mezzo per avvicinarsi sempre più al modello che ci proponiamo di natura umana
• Cattivo ci impedisce di riprodurre tale modello
Modello ultimo beatitudine: mente umana è libera e conosce la natura per essere virtuosi bisogna essere
felici.
Natura non gerarchicamente ordinata, in cui tutto tende a preservarsi, possono nascere confitti : il bene che c’è
per tutti e in abbondanza è la cultura, la conoscenza.
• Etica classica antico consiglio: non si trovano mai comandi perentori
• Etica moderna varie connotazioni: fine ‘600 inizio ‘700/’800 comando (dovere) trascrizione
nella filosofia etica della tradizione ebraico – cristiana (dovere se si considera la prospettiva di Kant).
Età moderna del concetto di natura
enfatizzazione
“Saggi del Sig. Montaigne” (15801592) :libro filosofico idea di natura, di ordine naturale, analogo a ciò che si
legge in Spinoza, basato sull’osservazione individuale, vi è un io narrante (raro nel trattato filosofico),
cambiamento della modernità, analogamente si trova un “io” nel “Discorso sul metodo”e nelle “Meditazioni
filosofiche” di Cartesio, qui l’io si presenta come autobiografico etica descrittiva e anche normativa.
“Noi siamo soliti chiamare “barbarie” ciò che non è nei nostri usi” ci si contrappone sulla base non della verità
ma della nostra tradizione : per ciascuno i propri usi e costumi sono quelli giusti e civili, gli altri sono barbari.
Montaigne dice che forse i veri barbari siamo noi se ognuno capisse che tutti facciamo parte della natura non ci
sarebbero più popoli considerati barbari: “anche il mostro è natura” implica un etica forte: etica del
riconoscimento dell’umanità in qualunque essere animato riconoscimento della dignità di ogni essere e della
compassione. (Saggio n. 36 “Dell’uso di vestirsi”).
Totale appartenenza di tutte le esperienze alla natura rispettare tutti gli esseri: impegno etico al contrario dei
massacri avvenuti (es. Conquistadores in America).
[Cinquecentina edizione del 1500].
L’abitudine ci comanda natura primitiva (stato di natura) “le persone intelligenti dato che tutto quello che
si trova sotto il cielo, come dice la Sacra Scrittura, segue le stesse leggi … ricorre all’ordine generale del mondo in
cui non v’è nulla di contraffatto” … “è l’abitudine a renderci impossibile ciò che in realtà non lo è”.
Le tradizioni non hanno origine razionale posizione antipositivista la tradizione ha mutato i
comportamenti naturali:
Indicazione morale ed etica di tipo stoico segue la natura
1.
2. Ritorno allo stato di natura
Antropofagi (cannibali) meno barbari di noi occidentali (anche se mali passione per il valore) guerra per
dimostrare la propria superiorità e il proprio coraggio: meglio della nostra guerra.
Giusto rispetta l’umanità di qualunque essere vivente e della sofferenza di qualunque essere animale.
Etica scientifica nascita della scienza moderna.
Spinoza secondo un modello geometrico deduttivo la natura è retta da leggi che hanno la stessa necessità dei
teoremi della geometria. Gli esseri dipendono gli uni dagli altri come le proposizioni della geometria. Ogni cosa è in
quanto si sforza di perseverare nel proprio essere la natura è un sistema di sforzi in equilibrio e in contrasto. La
natura, il complesso e l’universo (si stanno rompendo gli equilibri del “cosmo” verso l’infinito) è retta da leggi
necessarie, in parallelismo col linguaggio matematico di Spinoza concezione moderna e scientifica.
Non v’è un autonomia di ogni singolo elemento nella realtà ma sono tutti intercollegati e connessi fra loro
caratterizzazioni del “conatus”: sforzo a rimanere vivi (comune ad ogni essere).
L’essere umano è inserito in questo sistema (necessario) è bene ogni cosa consona al “conatus” (spinta che ci fa
rimanere in vita, ci fa sopravvivere come esseri), l’opposto è male (blocco dello sviluppo) . le emozioni (passioni)
negative che ci spingono ad allontanarci dal nostro fine (perseverare nella nostra esistenza): vengono controllate
attraverso la conoscenza la conoscenza dell’ordine necessario e divino dell’universo (a cui ci adeguiamo per
restare in vita).
Una comunità di uomini che mette al primo posto la conoscenza garantisce il perfetto accordo ci sono di per
non
se passioni negative, ma diventano tali quando entrano in conflitto: ciò si controlla con l’aiuto della conoscenza
obbiettivo: una società civile armonica, retta da leggi chiare che garantiscono la compatibilità degli utili dei
loro membri ( adeguata all’ordine della natura che è tale perché è derivato da Dio) si raggiunge la felicità.
Problematiche di tipo politico relazione del singolo col tutto: molto importante per Spinoza discute problemi
come il rapporto tra politica e fede religiosa lettura critica del testo sacro: usare strumenti scientifici laici per
interpretare un testo sacro (che era ritenuto sacro da un enorme gruppo di persone).
Libertà individuale si comincia a mettere in discussione che Mosè sia l’autore del “pentateuco (concezione
molto rara per il tempo) Genesi, Levitico, Numeri, Esodo, Deuteronomio: ciascuno deve liberamente leggere la
Bibbia (Lutero) dal suo punto di vista.
L’interesse di Spinoza e il suo obbiettivo etico e politico è pace (v’erano stati 150 anni di guerre e conflitti
la
“religiosi”) consente il pensiero di se e il poter perseverare nel mantenimento della propria vita e nello sviluppo
della conoscenza.
L’etica di Spinoza si basa sul concetto di natura confronto col concetto di natura contenuto nei saggi di
Montaigne (che non considera scientifica la sua concezione etica). Per Montaigne la ragione è debole non può
raggiungere la conoscenza veritativa ma è importante come strumento critico: “che cosa so?”; opera della ragione è
il dubbio e non la conoscenza: uomo è sperduto in un mondo inquieto dove non sono definite scientificamente le
leggi di natura e insicurezza dell’essere umano, opera il dubbio sulle possibili certezze ragione
incertezza
scettica (problema risolto
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