Questione dell'internal e l'external approach to character
La prima pagina di Tristram è caratterizzata dall’internal; siamo dentro il personaggio, la cui realtà è dell’io – lui racconta qualcosa che non ha vissuto, quando è stato concepito. È effettivamente un romanzo sperimentale, potremmo avere storie della stessa realtà che però risultano differenti.
Il caso di Fielding
Nel caso di Fielding, che usa l’external, il narratore onnisciente è stato paragonato al giudice che ascolta le versioni dei vari testimoni. Fielding dà in Tom Jones una versione delle cose, le idee, la prospettiva che un personaggio ha sull’altro, ma c’è anche la prospettiva del narratore che dà un giudizio alle cose.
Approccio interno su Tristram
L’interal approach su Tristram sottolineato, è sottinteso che ciò che viene rappresentato è la realtà interna all’io -> romanzo psicologico (parte del realismo) che è raccontare la realtà psicologica di com’è un individuo e la sua realtà interna. Tristram ha altre parti in cui il narratore, dimenticandosi di essere il narratore-personaggio, fa il narratore e racconta due scenette con i due personaggi Uncle Toby e la vedova Wadman. Sono scenette in cui la realtà interna dell’io che narra non viene pertinentizzata, ma viene pertinentizzato il racconto di una scenetta che si sta svolgendo e che viene raccontata con dettagli minuti, piccole sfumature di comportamento (Realismo) che è come se noi vedessimo questi personaggi. Tra questi racconti c’è l’approccio esterno, noi li vediamo muoversi come su un palco; tra queste scenette e la realtà interna dell’io non c’è dialogo, sono due direzioni parallele che non si incontrano mai.
Comparazione tra Sterne, Richardson e Fielding
Sterne sa praticare bene l’una e l’altra, la maniera di Richardson e di Fielding, le mette insieme nello stesso romanzo. Non si incrociano mai, ma i due le separano e c’è anche politica da Fielding a Richardson vista anche la parodia di Pamela. C’è il narratore esterno che dà giudizio del romanzo di Fielding, dicendo che Pamela è ipocrita.
La realtà interna in Emma
La realtà interna all’io di Emma viene presentata nel romanzo e come la realtà interna all’io di Emma e altre volte il narratore non ci dice se è solo la realtà interna all’io e quindi Emma si sta sbagliando o no. Dall’altra parte abbiamo un narratore in terza persona che a volte ci informa di quello che Emma vede, altre ci dice cosa Emma vede, ma dice che Emma non vede tutto, non vede bene, non giudica bene, altre volte non ce lo dice.
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Internal and external approach to character
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