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Appunti presi a lezione integrati con i libri di testo (Prof. Paul de Sury)

Gli agenti economici

Gli schemi di contabilità finanziaria utilizzati per i singoli agenti economici possono essere estesi a gruppi o classi omogenee di operatori. Il sistema di contabilità nazionale, per operare tale suddivisione, tiene conto dell’omogeneità di comportamento rispetto a:

  • Produzione e distribuzione del reddito
  • Impiego finale delle risorse
  • Formazione del risparmio
  • Decisioni in ambito finanziario

Sulla base dei criteri indicati i settori significativi per l’analisi finanziaria sono i seguenti: famiglie, imprese non finanziarie, pubblica amministrazione e estero.

Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie

Comprende tutte le unità di consumo che, a fronte della cessione a terzi di fattori di produzione (capitale e lavoro), ricevono una remunerazione/beneficiano di trasferimenti di redditi (essenzialmente dal settore pubblico) destinati a alimentare l’acquisto di beni di consumo e servizi prodotti dalle imprese. Di norma, i redditi percepiti superano la spesa per consumi, originando un volume di risparmio superiore all’investimento in attività reali. La spesa in conto capitale tipica del settore è rappresentata dall’acquisto di abitazioni. È il tipico settore in surplus e come tale è prestatore finale di fondi.

Società non finanziarie

Comprende tutte le unità che svolgono la funzione di produrre beni e servizi non finanziari destinati alla vendita. Il risparmio di periodo è, per il complesso del settore, insufficiente a coprire il fabbisogno finanziario derivante dalle spese per investimenti in attività reali. I fondi necessari sono raccolti attraverso l’emissione di passività finanziarie, cioè attraverso finanziamenti, sia nella forma di nuovi debiti, sia in quelli di aumenti di capitale sociale.

Amministrazioni pubbliche

Comprende tutti gli operatori pubblici che producono servizi non finanziari non destinabili alla vendita ed operano una redistribuzione del reddito e della ricchezza del paese. Il settore si articola a sua volta in tre sottosettori: amministrazioni centrali, amministrazioni locali e enti di previdenza e assistenza sociale. Il saldo finanziario è di norma in disavanzo essendo il settore istituzionalmente rivolto all’accumulazione di capitale (investimenti pubblici). È tipicamente una unità in deficit e, dunque, prestatore finale di fondi.

Estero (resto del mondo)

Comprende tutti gli operatori non residenti. Le transazioni considerate sono quelle relative agli scambi con le unità residenti. Il saldo finanziario, per questo settore, a seconda del segno, esprime un risparmio o un investimento dell’estero. In particolare, se positivo indica un risparmio dell’estero, se negativo un investimento. Nel primo caso il resto del mondo cede risorse reali nette all’economia nazionale, nel secondo caso il resto del mondo usufruisce di risorse aggiuntive a quelle prodotte direttamente.

Conto economico

Il conto economico di un agente economico rileva solamente le entrate e le uscite correnti. Questo ultimo aggettivo indica che si tratta di operazioni che appartengono alla sfera degli atti ripetitivi di gestione tipica o caratteristica. Il saldo contabile, determinato dalla contrapposizione dei flussi in entrata e in uscita, è il risparmio realizzato dall’agente economico (S).

  • Saldo positivo identifica l’eccesso dei pagamenti rispetto alle spese correnti del singolo operatore.
  • Saldo negativo identifica l’eccesso dei pagamenti rispetto alle spese correnti del singolo operatore.

Vale il principio: Y - C = S → reddito – consumi = risparmi

  • Una famiglia può possedere più fonti di reddito e dunque Y corrisponde alla somma dei singoli redditi, mentre C rappresenta l’insieme dei consumi.
  • Per le imprese Y tende a coincidere con i ricavi, C con i costi e S con il profitto (che reimmesso nell’azienda prende il nome di autofinanziamento).
  • Per la pubblica amministrazione Y corrisponde al gettito fiscale, C al costo della burocrazia e S all’avanzo finanziario.

È tipicamente una unità in deficit e, dunque, prestatore finale di fondi. Tutte le grandezze sono grandezze flusso, ovvero tengono in considerazione l’intervallo di tempo in cui avvengono quindi possono anche essere negative.

Lo stato patrimoniale

Lo stato patrimoniale di ogni singola unità economica comprende l’attivo patrimoniale e il passivo patrimoniale. Il primo può avere natura reale e natura finanziaria, mentre il secondo solo natura finanziaria. Le attività finanziarie (AF) compaiono nell’attivo dello stato patrimoniale dei soggetti titolari dei diritti a ricevere le prestazioni monetarie concordate con la controparte.

L’attivo dello stato patrimoniale comprende inoltre le attività reali (AR). Queste ultime sono rappresentate da beni materiali e immateriali che sono espressione di un rapporto di proprietà. I benefici di tali beni dipendono dalla loro piena disponibilità. Per contro, i benefici ottenibili dalla titolarità di un’attività finanziaria sono strettamente collegati al comportamento della controparte. Specularmente, nel lato destro dello stato patrimoniale, compaiono le passività finanziarie (PF) dei soggetti che hanno sottoscritto l’impegno a eseguire le prestazioni monetarie concordate.

Il patrimonio netto esprime la differenza tra il valore dell’attivo (AF + AR) e i debiti (D) PN = AF + AR – D. Quando l’importo delle attività finanziarie supera quello dell’indebitamento, l’unità economica assume una posizione creditoria netta; al contrario debiti superiori alle attività finanziarie sono indicative di una posizione debitoria netta.

Stato patrimoniale

  • Attività (usi o impieghi di fondi)
  • Passività e netto (fonti di fondi)
  • Attività finanziarie (AF)
  • Moneta, crediti, titoli, quote capitale d’impresa
  • Patrimonio netto (PN)
  • Attività reali
  • Terreni, abitazioni, macchinari, fabbricati, scorte di materie prime e prodotti

Posizione creditoria netta: AF > D

Posizione debitoria netta: D > AF

Contabilmente vale il principio: PN = AF + AR – D.

AF + AR = ricchezza totale

AF = ricchezza finanziaria lorda

AF – PF = ricchezza finanziaria netta

AF + AR – PF = Ricchezza totale netta

La differenza tra il risparmio della singola unità economica (S) e l’investimento in attività reali (I) rappresenta il saldo finanziario (SF). A seconda del segno algebrico, il suddetto saldo finanziario identifica la presenza di un avanzo o disavanzo, misurando rispettivamente il surplus o il deficit di risorse dell’unità economica.

  • Se S > I allora SF > 0 presenza di avanzo finanziario/surplus
  • Se S < I allora SF < 0 presenza di disavanzo finanziario/deficit

Sistema finanziario e strumento finanziario

La funzione di intermediazione, attribuita al sistema finanziario, consiste nel facilitare il trasferimento di risorse monetarie tra agenti economici aventi bisogni finanziari contrapposti.

La realizzazione di “operazioni finanziarie” consente, da un lato, di soddisfare le esigenze di impiego fruttifero del risparmio dei soggetti in avanzo finanziario (prestatori finali di fondi) e, dall’altro, le necessità di finanziamento dei soggetti in disavanzo finanziario (prenditori finali di fondi) originate da spese investimenti in attività reali superiori alle risorse disponibili. Tale trasferimento di fondi è reso possibile dalla creazione di uno strumento finanziario.

Lo strumento finanziario deve quindi tenere conto di:

  • Valuta
  • Importo
  • Titolo legale: prestito, acquisto di azioni
  • Scadenza
  • Tasso di interesse

Lo strumento finanziario rappresenta un’attività finanziaria (AF) per chi cede l’avanzo e una passività finanziaria (PF) per chi lo riceve.

La formazione di risparmio presso gli operatori in surplus si può tradurre come:

  • Una variazione positiva delle attività finanziarie (investimenti in attività finanziarie) Δ AF
  • Una variazione negativa delle passività finanziarie (riduzione dell’eventuale posizione debitoria) Δ PF

La formazione di risparmio presso gli operatori in deficit si può tradurre come:

  • Una variazione negativa delle attività finanziarie Δ AF
  • Una variazione positiva delle passività finanziarie Δ PF

In generale, per ogni singola unità economica vale la seguente relazione: S – I = SF = ΔAF – ΔPF

La differenza tra il risparmio è l’investimento in attività reali è uguale al saldo finanziario che, a sua volta, coincide con la differenza tra la variazione di attività finanziare e la variazione di passività finanziarie della singola unità economica. I soggetti in deficit accumulano passività finanziarie e, dunque, sono anche detti debitori finali o prenditori finali di fondi. Al contrario i soggetti in surplus accumulano attività finanziarie e dunque sono definiti come creditori finali o prestatori finali di fondi.

L’investitore

Si distinguono due branche della finanza:

  • La teoria dei mercati efficienti parte dal presupposto che l'investitore è razionale, ha un’informazione completa e massimizza l'utilità attesa.
  • La finanza comportamentale sostiene che gli individui non sono sempre razionali, fornisce nuove ipotesi circa le preferenze degli individui e presenta una nuova teoria dell’utilità attesa (Prospect Theory). In tale teoria si sottolinea come gli individui cerchino di ottenere il meglio per sé e come siano caratterizzati da distorsioni cognitive in tutte le fasi che caratterizzano un processo di scelta.

Qualunque soggetto intenda investire del denaro, prima di procedere all’investimento considera tre variabili (o fattori). Si tratta di:

  • Rischio: probabilità che il risultato effettivamente conseguito diverga da quello sperato.
  • Rendimento: risultato che si attende dal prestito o dal rendimento.
  • Liquidità: è l’attitudine (velocità e costi) di uno strumento finanziario a trasformarsi in circolante.

Se il rischio è elevato la probabilità di avere un alto rendimento è maggiore. Viceversa se il rischio è basso la probabilità di alti rendimenti è minore. Al contrario, liquidità e rendimento sono legate da un rapporto di proporzionalità inversa: maggiore è la liquidità, minore è il rendimento (oppure minore è la liquidità, maggiore è il rendimento).

Oltre alle tre variabili prima elencate ne esistono altre due più soggettive. Si tratta di:

  • Etica: l’azienda utilizza i miei risparmi per progetti che condivido.
  • Riservatezza: volontà di rendere o meno conoscibile quanto denaro investo e come.

Rating

Il rating è la valutazione di un emittente o di un’emissione, espressa in maniera sintetica (es. "AAA") e accompagnata da un’analisi. Il rating di un emittente, conosciuto anche come rating di controparte, fornisce una valutazione globale sulla solvibilità di un determinato soggetto (es. banca, azienda industriale, ente locale etc.). Il rating di un’emissione valuta la capacità che il capitale e gli interessi di una specifica emissione vengano pagati puntualmente.

Il rating valuta esclusivamente il rischio di credito e non quindi le altre tipologie di rischio che vengono lasciate all’attenta considerazione del singolo investitore (es. rischio di cambio, rischio di tasso, rischio di pagamento anticipato etc.). Le due principali società di rating sono: Moody’s e Standard & Poor’s. È d’uso suddividere gli emittenti in due grandi categorie. Quelli con giudizi aventi come lettere iniziali la A e la B si caratterizzano per una bassa probabilità di default, mentre le lettere C e D sono assegnate agli emittenti con più alta probabilità di default. Normalmente si denotano come Investment grade i titoli e gli emittenti con i seguenti giudizi in ordine decrescente: AAA, AA, A, BBB. Per i giudizi BB, B, CCC, CC, C, D si parla di Speculative grade al fine di indicare all’investitore la natura particolarmente rischiosa dell’investimento. I rating da AA a CCC possono essere modificati aggiungendo il segno "+" o "-" per precisare la posizione relativa nella scala di rating.

Fattori di imperfezione dei mercati finanziari

L’asimmetria informativa

Nell’ambito del collegamento diretto, l’investitore viene a trovarsi in condizioni di inferiorità informativa rispetto all’emittente. Egli opera sulla base di informazioni "esterne" che, per loro natura, sono incomplete. L’economista statunitense Akerloff affronta a proposito il problema delle asimmetrie informative in un suo testo, “The market for lemons”, in cui considera il mercato delle auto usate. La presenza di asimmetrie informative è una delle condizioni che giustifica la presenza degli intermediari finanziari. Sul mercato sono presenti asimmetrie informative ex ante ed ex post, che producono effetti distorsivi.

  • Selezione avversa (adverse selection) è la conseguenza di un’asimmetria ex-ante: nel momento in cui le imprese richiedono un finanziamento al mercato, non rivelano per quale progetto d'investimento il finanziamento è stato richiesto, né tantomeno le caratteristiche di tale progetto. In presenza di asimmetria informativa, infatti, per le imprese non solo emerge un problema di divulgare informazioni riguardo i propri progetti strategici, a vantaggio dei propri competitors, ma esiste anche un problema di credibilità dell'informazione divulgata. La selezione avversa riguarda dunque la difficoltà nel selezionare e distinguere le imprese sane, cioè quelle con un merito creditizio elevato, da quelle più rischiose. Coloro che richiederanno fondi con maggiore insistenza saranno identificati come soggetti a maggiore rischio di insolvenza.
  • Azzardo morale (moral hazard) è la conseguenza di un’asimmetria ex-post: una volta che il finanziamento è stato erogato, i prestatori di fondi non hanno la possibilità di controllare come il finanziamento venga impiegato e quindi il grado di redditività e sicurezza del loro investimento. Ciò potrebbe indurre il prenditore a comportamenti maggiormente rischiosi. In alcuni casi si pone anche un problema etico se i fondi del prestatore vengono utilizzati per progetti che non condivide.

Costi di transazione

Il trasferimento delle risorse dalle unità in avanzo alle unità in disavanzo, non può realizzarsi se non al prezzo del sostenimento di oneri di transazione di varia natura. Essi possono essere individuati essenzialmente nelle seguenti fattispecie:

  • Costi collegati alla divisibilità finita degli strumenti finanziari
  • Costi di ricerca della controparte che risultino particolarmente elevati quando il richiedente fondi è poco conosciuto o la richiesta fondi presenta caratteri di eccezionalità
  • Costi contrattuali
  • Costi informativi sostenuti nell’acquisizione delle informazioni rilevanti per la conclusione dello scambio

La presenza e l’incidenza di questi costi può rendere non eseguibili le operazioni autonome di finanziamento diretto. Il livello di tali oneri, in genere, risulta inferiore qualora intervenga un intermediario finanziario poiché operando su grandi volumi, i costi unitari sono minori.

I mercati

I mercati finanziari si identificano come l’insieme di strumenti finanziari di investimento e dei soggetti che consentono al risparmio di essere investito. Essi possono essere rappresentati da luoghi fisici in cui operatori specializzati svolgono la funzione di ricercare l’incontro tra la domanda e l’offerta, ma anche da circuiti telematici di collegamento in cui vengono fatti confluire gli ordini di acquisto e di vendita di strumenti finanziari.

I mercati a negoziazione diretta e i mercati aperti

Un primo criterio di classificazione dei mercati riguarda il grado di personalizzazione e standardizzazione dei contratti oggetto di scambio. Si tratta dei mercati a negoziazione diretta e dei mercati aperti.

  • Mercati a negoziazione diretta, sono quelli in cui gli scambi di moneta si concretizzano in contratti finanziari, giuridicamente e tecnicamente bilaterali e personalizzati. Assumono prevalentemente la forma di depositi, prestiti bancari e non, contratti assicurativi. Sono tipici mercati a negoziazione diretta il mercato creditizio e quello assicurativo. Elementi rilevanti del loro funzionamento sono:
    • La ricerca autonoma della controparte
    • Il contatto diretto tra prenditori e prestatori di fondi
    Tutti gli elementi distintivi del contratto possono essere oggetto di negoziazione: la scadenza, la tempistica del rimborso, le garanzie poste a tutela del rimborso etc. Le caratteristiche di personalizzazione di tali contratti limitano fortemente la loro trasferibilità ad altri agenti economici, così che i mercati a negoziazione diretta si configurano soprattutto come mercati primari, di creazione delle attività finanziarie.
  • Mercati aperti, sono costituiti dall’insieme delle strutture, delle regole e delle procedure che risultano funzionali a uno scambio di attività finanziarie caratterizzate da una predisposizione contrattuale alla circolazione.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Melissa.B di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof De Sury Paul.
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