Interazioni tra agenti tossici
Che cosa intendiamo per interazioni? Le interazioni, in tossicologia le abbiamo
accennate a proposito delle abitudini di vita, che possono influenzare la risposta
(l’impatto) di un agente tossico su……. e quindi possono influenzare anche la
risposta ad un determinato agente nocivo .
Tra queste abitudini di vita, ci possono essere : l’esposizione ad agenti presenti
nell’ambiente ( di vita o professionale), ci può essere la dieta (e quindi componenti -
molecole bioattive, che noi introduciamo attraverso la dieta) , assunzione di farmaci,
integratori etc.
Cosa intendiamo per interazione? Un interazione è quello che succede quando :
Esponendoci ad un determinato composto bioattivo, viene modificata l’azione di un altro
agente a cui noi siamo contestualmente esposti (nello stesso periodo di tempo).
Abbiamo già studiato questo concetto in farmacoterapia ,quando parlavamo di
“assunzione contemporanea” (simultanea)di 2 farmaci, ma ciò non vuol dire che
questi due farmaci necessariamente devono essere assunti nello stesso momento(nella
stessa compressa, nella stessa soluzione etc) ma che noi assumiamo nello stesso periodo
di tempo i 2 farmaci!
Lo stesso concetto vale in tossicologia e quindi: per parlare di interazione tra due o piu’
agenti , ci deve essere un ‘ esposizione (somministrazione) simultanea …cioè nello stesso
periodo di tempo.
Perché si studia in farmacoterapia, dove ci siamo riferiti all’assunzione contemporanea,
cioè nello stesso momento o in un periodo di tempo abbastanza ristretto?
In farmacoterapia lo abbiamo studiato perché esistono delle associazioni di farmaci
clinicamente vantaggiose, cioè: quando l’assunzione di 2 farmaci, permette di migliorare
la risposta farmacologica/terapeutica.
Ovviamente queste associazioni per essere clinicamente vantaggiose si devono basare su
presupposti .
Quali associazioni avete studiato?
Alcune delle piu’ comuni associazioni terapeutiche vantaggiose sono:
è levodopa- carbidopa
҉ La più comune : nel morbo di Parkinson si assiste ad una
neurodegenerazione delle cellule nervose dopaminergiche , per cui l obiettivo terapeutico
è quello di aumentare la concentrazione di Dopamina cerebrale. Non si puo’ usare
direttamente la Dopamina , come farmaco , perché viene metabolizzata perifericamente
ed è troppo polare per attraversare la BEE . Allora si preferisce utilizzare il precursore della
dopamina : la levodopa.
Anche la levodopa è polare , ma La levodopa è substrato di un trasportatore di
carrier
membrana ,un per gli amminoacidi neutri che consente alla molecola d
attraversare la BEE. In seguito a livello centrale L-Dopa è convertita in Dopamina ad opera
di una decarbossilasi ( la dopa decarbossilasi). Pero’ la levo-dopa ha un altro problema:
una biodisponibilità bassa,perché viene metabolizzata a livello periferico e anche a livello
della BEE, senza essere poter essere utilizzata dai neuroni.
Questo succede perchè la decarbossilasi degli amminoacidi è presente anche a livello
periferico (non soltanto nel neurone) , quindi la L-Dopa puo’ essere metabolizzata e
convertita in dopamina anche perifericamente e non nel SNC.Tutto cio’ comportava 2
problemi: effetti collaterali in periferia e una minor quantita’ di levo dopa
disponibile a livello centrale (circa il 70% è metabolizzato in periferia).
tutto ciò fu risolto associando alla L-dopa un inibitore della L-Dopa decarbossilasi.
A cosa serve l’associazione con carbidopa? L’associazione con carbidopa serve a
la biodisponibilà
migliorare della L-dopa , inibendo il metabolismo periferico o a livello
della BEE, tramite la somministrazione dell’inibitore dell’enzima che metabolizza la
levodopa, quindi impedendo il metabolismo della L-dopa a livello periferico. Ovviamente,
la carbidopa non attraversa la BEE , quindi funziona solo a livello periferico e non a livello
centrale altrimenti vanificheremmo il suo utilizzo.
Quindi, Questo è il caso di 2 farmaci assunti contemporaneamente in cui uno va a
migliorare la biodisponibiltà dell’altro.
҉ Paracetamolo e codeina è un’ associazione che si usa nella terapia del dolore. Il
paracetamolo è Analgesico antipiretico debole , con debole azione antinfiammatoria, il cui
meccanismo è probabilmente legato all inibizione delle cox. Invece la codeina è 1
oppioide, è sempre un analgesico, ma agisce sul sistema degli oppioidi, quindi in questo
caso abbiamo un effetto additivo tra i 2 farmaci ! perché entrambi i farmaci hanno un
effetto analgesico, ma agiscono su due sistemi completamente diversi, con meccanismi
completamente diversi: uno mediato “probabilmente” dalla cicloossigenasi COX e uno
mediato dai RECETTORE DEGLI OPPIOIDI. Ace inibitore e
҉ Nella terapia dell ipertensione , un’ associazione molto utilizzata è
diuretico (ci sono anche delle specialità con associazioni precostituite) : Ace-inibitore
hanno un effetto antiipertensivo, perche’ inibisce l’enzima “enzima di conversione dell
angiotensina” del sistema renina angiotensina. Anche i diuretici hanno un azione
antiipertensiva, ma agiscono su meccanismi diversi : abbassano la pressione perché
diminuiscono la quantità dei liquidi corporei .
Anche in questo caso: con l’ utilizzo di 2 farmaci che hanno stesso effetto farmacologico,
un effetto additivo.
ma meccanismi d’azione diversi, ottengo Ciò permette di usare dosi
più basse di entrambi i farmaci per avere lo stesso o un migliore effetto farmacologico e
minor effetti tossici.
҉ un altro esempio di associazione è quello che riguarda i cocktail degli
antineoplastici, soprattutto della prima generazione. Si tratta di farmaci citotossici
che aggrediscono la cellula con meccanismi di tipo diverso, cioè che hanno target diversi.
Ovviamente: Il limite di questi farmaci è la tossicità, e molto spesso si è costretti , a non
poter arrivare alla dose terapeuticamente utile, perché ad una certa dose compaiono
effetti tossici che ci impediscono di proseguire la terapia. L’associazione di questi farmaci
ci permettono di associare piu’ farmaci antineoplastici che agiscono con meccanismi d’
azione diversi.In questo modo la cellula viene aggredita da piu’ punti di vista, ( con più
meccanismi d’az contemporaneamente) e ciò ci da la possibilità di usare dosaggi più bassi
dei singoli farmaci (senza arrivare alle dosi in cui i singoli farmaci sono tossici)e allo
stesso tempo, possiamo ottenere l’effetto farmacologico desiderato, senza avere gli effetti
collaterali dei singoli farmaci quando si superano le dosi.(quindi esempi in farmacoterapia
ce ne sono tantissime!)
A cosa servono , dunque queste associazioni??
Queste associazioni servono a mogliorare molti aspetti: o a migliorare la
biodisponibilità di un farmaco,( cioè uno dei farmaci migliora la biodisponibilità
dell’altro), o possiamo migliorare l effetto farmacologico , per esempio: possiamo
raggiungere più facilmente l’effetto farmacologico desiderato, senza avere gli
effetti tossici-collaterali che avremmo utilizzando i singoli farmaci. Oppure, c’e’ un’ altra
possibilità, cioe’: usare un farmaco per impedire gli effetti collaterali dell’altro
farmaco. Anche questo caso è molto utilizzato nel campo antineoplastici. Infatti con gli
antineoplastici abbiamo tutta una serie di terapie, che servono a minimizzare gli effetti
collaterali dell’altro farmaco. L’esempio piu’ banale potrebbe essere: l associazione di
antineoplastici e antiemetici. Infatti, sappiamo che gli antineoplastici producono vari
effetti collaterali tra cui il vomito (il vomito è dovuto sia alla tossicità del farmaco, sia alla
malattia e sia alla produzione di metaboliti tossici dalle cellule cancerose
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