Integrazione verticale
Filiera produttiva
Filiera produttiva: insieme di attività che portano dalla materia prima al prodotto finito.
L'integrazione verticale è una strategia di espansione del perimetro, lungo la filiera, che consiste nella scelta strategica di integrarsi a monte o a valle, rispetto al core business, internalizzando attività sequenziali della filiera.
Motivazioni dell'integrazione verticale
- Ragione economica: internalizzo attività se mi permettono di realizzare un output a un costo inferiore (costo di acquisto + costo di transazione = costo totale della transazione).
- Ragione strategica: internalizzo per:
- Elevato potere contrattuale del fornitore/acquirente.
- Rischio strategico insito nelle transazioni di fornitura e di approvvigionamento.
- Possibilità di imitazione e difficoltà di protezione di formule, brevetti e know-how.
- Rischio di deterioramento: carenze nella qualità del prodotto offerto o del servizio erogato da terzi.
Talvolta può superare la prima: è rilevante controllare un asset a prescindere dalla sua valenza economica, perché ha un effetto positivo nel medio lungo, ti permette di controllare una risorsa strategica che ritieni rilevante per quel business.
Scelte strategiche
Si distinguono due scelte strategiche antitetiche:
- Sviluppo interno delle conoscenze: acquisizione ex novo di know-how, macchinari o personale; dovrà affrontare eventuali problemi di acquisizione conoscenze necessarie, presenza di economie di apprendimento, investimento in formazione adeguata del personale.
- Acquisizione di un'impresa (o in parte) che svolge l’attività che si vuole internalizzare: dovrà affrontare problemi di integrazione di differenti culture aziendali e routine.
Dimensioni dell'integrazione verticale
- Direzione: andamento, ascendente o discendente, dell’internalizzazione dell’attività.
- A monte: l’impresa assume controllo e proprietà della produzione dei suoi attuali input (acquisizione di un fornitore).
- A valle: l’impresa assume controllo e proprietà dei suoi attuali clienti (acquisizione di un canale distributivo).
- Grado: maggiore è il controllo e la proprietà di un’impresa nelle fasi della filiera, maggiore è il grado di integrazione verticale, che dipende non solo dalle scelte delle imprese nella filiera, ma anche dai fattori contingenti esterni (tecnologie, specificità di mercati o fattori, leggi, ecc.):
- Integrazione completa: azienda completamente integrata a monte rispetto ad un determinato input, soddisfa tutte le esigenze legate a tale input con fonti interne (possiede al 100% le proprie attività, non sono coinvolte imprese terze).
- Integrazione parziale (a cono): azienda dipendente da fonti esterne per la fornitura di una parte di un determinato input, o per la consegna di una parte di un determinato output.
- Quasi integrazione: azienda che non ha tutte le attività della catena del valore relativa ad un dato input o output, ma ricorre a meccanismi per assicurarsi rapporti continuativi con le controparti esterne (joint venture, contratti di licensing e franchising, ecc.).
- Disintegrazione verticale (assenza): azienda che dipende completamente da fonti esterne.
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