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INTRODUZIONE

SPAZIO VETTORIALE è un insieme V qualsiasi che verifica delle proprietà.

  • V = vettori geometrici
  • V = matrici
  • V = polinomi
  • V = funzioni reali

NOTAZIONI

N = numeri naturali = {0, 1, 2, 3, ...}

N0 = {1, 2, 3, ...}

Z = numeri interi = {..., -2, -1, 0, 1, 2, 3, ...}

Q = numeri razionali = {m/n m,n∈Z, n≠0}

R = numeri reali

C = numeri complessi = {a + bi | a, b∈R}

INSIEMI (RICHIA-MO SULLA TEORIA)

Siano A, B due insiemi, l'unione di A e B è l'insieme formato da tutti glielementi appartenenti ad almeno uno degli insiemi A, B, ovvero

A ∪ B = {x | x∈A oppure x∈B}

  • L'intersezione di A e B è l'insieme formato da tutti gli elementiappartenenti sia ad A che a B, ovvero

A ∩ B = {x | x∈A e x∈B}

  • La differenza di A e B è l'insieme formato da tutti gli elementiappartenenti ad A e non appartenenti a B, ovvero

A \ B = {x | x∈A e x∉B}

A ∪ B

A ∩ B

A \ B

INTRODUZIONE

SPAZIO VETTORIALE è un insieme V qualsiasi che verifica delle proprietà.

  • V = vettori geometrici
  • V = matrici
  • V = polinomi
  • V = funzioni reali

NOTAZIONI

  • ℕ = numeri naturali = {0, 1, 2, 3, ...}
  • 0 = {0, 1, 2, 3, ...}
  • ℤ = numeri interi = {..., -2, -1, 0, 1, 2, 3, ...}
  • ℚ = numeri razionali = {mn | m, n ∈ ℤ, n ≠ 0}
  • ℝ = numeri reali
  • ℂ = numeri complessi = {a + ib | a, b ∈ ℝ}

INSIEMI (RIPASSO SULLA TEORIA)

Siano A, B due insiemi, l'unione di A e B è l'insieme formato da tutti gli elementi appartenenti ad almeno uno degli insiemi A, B, ovvero

A ∪ B = {x | x ∈ A oppure x ∈ B}

  • L'intersezione di A e B è l'insieme formato da tutti gli elementi appartenenti sia ad A che a B, ovvero

A ∩ B = {x | x ∈ A e x ∈ B}

  • La differenza di A e B è l'insieme formato da tutti gli elementi appartenenti ad A e non appartenenti a B, ovvero

A \ B = {x | x ∈ A e x ∉ B}

PRODOTTO CARTESIANO

Siano A, B due insiemi.

il prodotto cartesiano di A e B è l'insieme di tutte le coppie ordinate (x,y)

in cui x ∈ A e y ∈ B, ovvero

A × B = { (x,y) : x ∈ A e y ∈ B }

Se (x,y) è una coppia ordinata, x è detta PRIMA COMPONENTE ed y è detta

SECONDA COMPONENTE.

(x,y) ≠ (y,x) se x ≠ y

ESEMPIO

A = {1,2,3,4,3}   B = {x,y,z}

A × B = { (1,x), (1,y), (1,z), (2,x), (2,y), (3,x), (3,y),

(4,x), (4,y) }

Siano, A, B,C tre insiemi.

A × B × C = { (x,y,z) | x ∈ A, y ∈ B, z ∈ C }

(x,y,z) = terna ordinata

Siano A1, A2, ..., Am insiemi.

A1 × A2 × ... × Am = { (x1, x2, ..., xm) | xi ∈ Ai, i = 1, ..., m }

(x1, x2, ..., xm) = m-upla ordinata.

Am = A × ... × A = { (x1, x2, ..., xm) | xi ∈ A, i = 1, ..., m }

m volte

INSIEME DELLE PARTI

Sia A un insieme.

Si definisce insieme delle parti di A l'insieme formato da tutti i sottoinsiemi di

A, ovvero

P(A) = { X | X ⊆ A }

⊂ = contenuto

ESEMPIO

A = {1,2,3}

  • P(A) = { ∅, {1}, {2}, {3}, {1,2}, {1,3}, {2,3}, A }
  • ∅ è il più piccolo sottoinsieme di A
  • insieme formato da tutti e "tre gli" elementi
  • ∅ insieme vuoto. Quanti sottoinsiemi P(∅) contiene? Uno solo
  • l'insieme vuoto stesso
  • P(∅) = { ∅ }

CARDINALITÀ DI A

Sia A un insieme finito. Si definisce cardinalità di A il numero degli elementi appartenenti ad A.

|A| = numero elementi di A.

Se |A| = m, allora |P(A)| = 2m.

dim. per induzione = Andiamo per passi:

  1. Verifica la base di induzione, cioè che la rispettiva è vera per il valore più piccolo di m, in questo caso m = 0 Se |A| = 0 allora A è privo di elementi e quindi A = ∅ quindi |P(∅)| = |{∅}| = 1 = 20
  2. Si assume vera l'ipotesi di induzione, cioè che la rispettiva sia vera per m = 1, cioè quando |A| = m.
  3. Si dimostra che la rispettiva è vera per m, cioè quando |A| = m. Allora sarà valido ∀m.

Supponiamo che |A| = m. Poniamo A = {x1, x2, ..., xn−1, xm} e poniamo A' = {x1, x2, ..., xn−1}.

Ogni sottoinsieme di A, o è un sottoinsieme di A' oppure, se non lo è, sarà l'unione M un sottoinsieme di A con l'insieme {xm}. Quindi:

|P(A)| = |P(A')| + |P(A)| = 2|P(A')|

L'insieme delle parti di A' ha cardinalità m − 1, quindi per ipotesi di induzione:

|P(A')| = 2m−1, quindi:

|P(A)| = 2 · 2m−1 = 2m

APPLICAZIONI TRA INSIEMI

Siano A, B due insiemi.

Si definisce applicazione di A in B una corrispondenza che ad ogni elemento di A associa un unico elemento di B.

f: A → B dove A è il dominio, B è il codominio e ∀x∈A, f(x) = l'immagine di x tramite f.

APPLICAZIONE INIETTIVA

Un'applicazione f: A → B si dice iniettiva se ad elementi distinti del dominio corrispondono elementi distinti del codominio, ovvero:

Se x, y ∈ A, x ≠ y ⇒ f(x) ≠ f(y)

ESEMPIO

f: x ∈ ℕ → x² ∈ ℕ è iniettiva, infatti se x, y ∈ ℕ e x ≠ y ⇒ x² ≠ y²

APPLICAZIONE SURRIETTIVA

f: A → B è suriettiva se ogni elemento del codominio è immagine di almeno un elemento del dominio, ovvero:

Se ∀ y ∈ B, ∃ x ∈ A / f(x) = y

ESEMPIO

f: x ∈ ℕ → x² ∈ ℕ non è suriettiva perché, ad esempio, non esiste nessun numero naturale che elevato al quadrato è uguale a 3.

APPLICAZIONE INVERTIBILE

f: A → B è invertibile se è sia suriettiva che iniettiva.

Si definisce inversa di f l'applicazione f⁻¹: B → A tale che ∀ y ∈ B, f⁻¹(y) = x ⇔ f(x) = y, cioè f⁻¹(y) è l'unico elemento x ∈ A tale che f(x) = y.

COMPOSIZIONI DI APPLICAZIONI

Siano f: A → B e g: B → C due applicazioni

∀ x ∈ A ⇒ f(x) ∈ B ⇒ g(f(x)) ∈ C

Si definisce composta di g ed f l'applicazione gof: A → C.

gof: x ∈ A ⇒ g(f(x)) ∈ C

OPERAZIONI SU UN INSIEME

Iniziamo con le operazioni aritmetiche definite su insiemi numerici.

  1. ADDIZIONE:

    • + : ℕ×ℕ→ℕ
    • (x,y)∈ℕ×ℕ→x+y∈ℕ

    Per una coppia di ℕ associa la somma tra essi.

  2. MOLTIPLICAZIONE:

    • ⋅: ℕ×ℕ→ℕ
    • (x,y)∈ℕ×ℕ→x⋅y∈ℕ

Proviamo a definire un operazione qualunque su un insieme qualunque.

Un’operazione binaria interna definita in A è un’applicazione:

∗: A×A→A(x,y)∈A×A→x∗y∈A

BINARIA → agisce tra coppie di elementi.

INTERNA → a una coppia di elementi di A si associa un elemento dello stesso insieme.

ESEMPIO

A insieme e P(A) l'insieme delle parti di A.

Se x,y∈P(A)→x ∪ y∈P(A)

dunque l'insieme tra sottoinsiemi di A può essere visto come un’applicazione:

∀ : P(A) × P(A) → P(A) ass. e commu.

Lo stesso vale per l'intersezione e la differenza tra sottoinsiemi.

∩ : P(A) × P(A) → P(A) essendo ∀ X,Y ∈ P(A) → X ∩ Y ∈ P(A)

∖ : P(A) × P(A) → P(A) essendo ∀ X,Y ∈ P(A) → X ∖ Y ∈ P(A)

ALTRE OPERAZIONI

  1. ASSOCIATIVA

    X∗(Y∗Z) = (X∗Y)∗Z

    ∀ X, Y, Z ∈A

  2. COMMUTATIVA

    XZ = ZX

    ∀ X, Y ∈ A

  3. SOTTRAZIONE

    - : ℤ×ℤ→ℤ

    Non è associativa: X−(Y−Z)≠(X−Y)−Z se Z≠0

    Non è commutativa: X−Y≠Y−X se X≠Y

Elemento Neutro

Sia *: A × A → A un'operazione definita in A.

Un elemento e ∈ A si dice elemento neutro se

X * e = e * X = X   ∀ X ∈ A

Esempi

  • (ℕ0, +)   0   elemento neutro
  • (ℤ, +)   0   elemento neutro
  • (ℚ, +)   0   elemento neutro
  • (ℝ, +)   0   elemento neutro
  • (ℂ, +)   0   elemento neutro
  • (P(A), ∪)   ∅   elemento neutro   ⇒   X = X ∪ ∅ = ∅ ∪ X,   ∀ X ∈ P(A)
  • (P(A), ∩)   A   elemento neutro   ⇒   X = X ∩ A = A ∩ X,   ∀ X ∈ P(A)
  • (ℕ0, ⋅)   1   elemento neutro
  • (ℤ\{0}, ⋅)   1   elemento neutro
  • (ℚ\{0}, ⋅)   1   elemento neutro
  • (ℝ\{0}, ⋅)   1   elemento neutro
  • (ℂ\{0}, ⋅)   1   elemento neutro

Sia *: A × A → A un'operazione definita in A. Se * possiede elemento neutro, esso è unico.

dim. Siano e1, e2 ∈ A elementi neutri.

  • e1 * e2 = e2   considerando e2 come elemento neutro
  • e1 * e2 = e1   considerando e1 come elemento neutro
  • da cui   e1 = e2

Elemento Invertibile

Sia *: A × A → A un'operazione definita su A, dotata di elemento neutro e ∈ A.

Un elemento X ∈ A si dice invertibile se ∃ x-1 ∈ A tale che

X * x-1 = x-1 * X = e

dove x-1 è inverso di X e si denota con X-1   ⇒   X * X-1 = X-1 * X = e

ESEMPI

L'elemento neutro è invertibile, infatti

e ∗ e = e, quindi e−1 = e

In ℤ3 + (−1) è l'elemento neutro, dunque 1 è invertibile. Lo è anche −1

(−1) + (−1) = 1, quindi (−1)−1 = 1 = 1

In ℤ gli unici elementi invertibili sono 1 e −1

Invece in ( 𝔳 ( A ), ∪ ) e λ è l’unico elemento invertibile. Sia x ∈ P ( A ) un elemento invertibile

= X ∪ X = X ∪ X = Ø da cui X = Ø

Invece in ( 𝔳 ( A ), ∩ ) A è l’unico elemento invertibile. Sia x ∈ P ( A ) un elemento invertibile.

= X ∩ X = X’ = A da cui X = A

CONTINUO ELEMENTO INVERTIBLE

  • ( N0, + ) 0 è l’unico elemento invertibile
  • ( Z, + ) Ogni elemento è invertibile
  • ( Q, + ) u u u u u u
  • ( R, + ) u u u u u u
  • ( C, + ) u u u u u u

Sia * : A × A → A un'operazione def. su A associativa e dotata di elemento neutro → ogni elemento invertibile di A possiede un unico inverso.

dim. Sia x ∈ A un elemento invertibile e siano X−1, X ∈ A due inversi di x, quindi si ha :

X ∗ x = X ∗ x = e  (1)

X ∗ X−1 ∗ x = e  (2)

=> x ∗ ePER LA (1) ∗ x = (X ∗ X ∗ x) ∗ X = xPER LA (2) ∗ x = X −1 ∗ e = X

Cioè X = X−1

GRUPPO

Sia G un insieme, la struttura = G×G → G si dice GRUPPO se:

  1. L’operazione è ASSOCIATIVA;
  2. In G l’elemento neutro;
  3. Ogni elemento di G è invertibile.

Se l’operazione è commutativa il gruppo si dice ABELIANO.

ESEMPI

  • (N₀, +) NON è un GRUPPO (0 è l’unico elemento invertibile).
  • (Z, +) gruppo abeliano
  • (Q, +) gruppo abeliano
  • (R, +) gruppo abeliano
  • (C, +) gruppo abeliano
  • (Ø, +) NON è un GRUPPO
  • (Q, ·) NON è un GRUPPO (0 non è invertibile)

Se 0 fosse invertibile => ∃x ∈ Q: 0 · x = 1 FALSO!

  • (R \ {0}, ·) NON è un GRUPPO (0 non è invertibile)
  • (Q \ {0}, ·) gruppo abeliano
  • (R \ {0}, ·) gruppo abeliano
  • (C \ {0}, ·) gruppo abeliano
  • (P(A), ∪) NON è un GRUPPO
  • (P(A), ∩) NON è un GRUPPO
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Scienze matematiche e informatiche MAT/02 Algebra

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher babisilver19 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Algebra e Geometria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Donati Giorgio.
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