INNOVAZIONE
Innovazione:profondo mutamento socio-economico(es globalizzazione) che concorre a mettere
costantemente sotto esame le procedure e i prodotti già presenti nelle aziende e sul mercato, allo
modifiche, di nuove idee, in linea con l’andamento del mercato,
scopo di valutare le possibilità di
l’evoluzione delle tecniche produttive, il mutamento delle tendenze organizzative.
CONTESTO DI RIFERIMENTO:
Agenda 2000 (European Commission, 1997):
la strategia dettagliata della Commissione per il rafforzamento e l'ampliamento dell'Unione alle
soglie del XXI secolo. Rappresenta una strategia destinata a rafforzare la crescita, la competitività e
l'occupazione, a modernizzare le politiche chiave e a estendere, mediante l'ampliamento, i confini
orientali dell'Unione. Pone la conoscenza in primo piano tra le linee di sviluppo: sviluppare
politiche "per la conoscenza" dando nuovo impulso alla ricerca e allo sviluppo tecnologico della
Comunità, nonché ai programmi di istruzione e formazione che incentivano sia la mobilità
transnazionale dei giovani che la società dell'informazione. La valorizzazione industriale ed
economica delle conoscenze prodotte e custodite nelle università purtroppo non è stata conseguente
agli intenti dichiarati.
Lo European Paradox (European Commission 1995):
L’Europa vanta una ricerca di eccellenza in presenza di un tessuto industriale poco innovativo e
competitivo. La strada dell’economia della conoscenza si staglia come l’unica percorribile per
superare le nuove sfide competitive nel mercato globale.
Bayh-Dole Act americano nel 1980: ́
Fino ad allora ogni ente statale finanziatore si regolava secondo propri standard, l atteggiamento
prevalente era quello di registrare i brevetti a nome dell’ente statale e di rilasciare a chi ne facesse
richiesta licenze non esclusive per il loro sfruttamento. La mancanza di esclusività si trasformava in
un disincentivo per le aziende, poco disposte a investire denaro in tecnologie non difendibili dalla
concorrenza. Con il Bayh-Dole Act, invece, le università mantengono i brevetti a proprio nome e,
attraverso appositi Uffici Trasferimento Tecnologico, rilasciano licenze esclusive. Si rende
indispensabile un intenso sforzo verso l’innovazione radicale: l’economia della conoscenza, impone
investimenti in ricerca e sviluppo più intensi e gravosi rispetto al passato. L’attività di
alle imprese
R&S oltrepassa gli angusti confini settoriali dei comparti produttivi.
In molti settori l’Innovazione Tecnologica(IT) è diventata fattore imprescindibile per il successo
competitivo: mantenere, acquisire, recuperare vantaggio competitivo(es.FIAT). Ha la capacità di
offrire al mercato un significativo vantaggio rispetto all’offerta precedentemente disponibile.
I processi legati all’innovazione sono alla base della “economia della conoscenza”.
L’importanza delle innovazione è dovuta alla globalizzazione dei mercati e alla necessità di
differenziazione.
Innovazione:
• di prodotto: permette maggiori margini.
• di processo: permette riduzione dei costi.
ICT(metodi CAD e CAM): hanno reso più facile e rapido lo sviluppo di nuovi prodotti.
FMS: sistemi flessibili di produzione. Flexible Manifacturing System. Consentono cicli di
produzione sempre più brevi, riducendo l’importanza delle economie di scala.
L’impresa sviluppa e produce più varianti dello stesso prodotto adattando i programmi degli
impianti. Il risultato è avere prodotti più customizzati (es FIAT, Nokia, Sony).
Si ha delle economie di scopo su componenti comuni che fanno aumentare la soglia competitiva e,
si innalzano le barriere all’ingresso:
di conseguenza,
• si accorciano i cicli di sviluppo,
• si introducono più velocemente nuovi prodotti,
• si segmenta di più il mercato.
Questo porta ad una più rapida obsolescenza del prodotto e del suo ciclo di vita.
➢ 4-12 mesi software,
➢ 12-24 mesi hardware,
➢ mesi elettrodomestici “bianchi”,
18-36
➢ 5 anni automobile.
IMPATTO DELL’IT SULLA SOCIETÀ
Prodotto Interno Lordo(PIL): indicatore dell’impatto complessivo dell’IT. È il valore complessivo
dei beni e servizi prodotti sul territorio nazionale nell’arco di un anno misurato al prezzo d’acquisto
per il consumatore finale. Quantità di beni acquistabili dai consumatori.
La crescita del PIL non si spiega solo con la crescita nell’impiego dei fattori lavoro e capitale, ma
c’è anche un “residuo” statistico da imputare al progresso tecnologico(residuo di Solow).
Tecnologia: conoscenza per la risoluzione di problemi. Vasto settore di ricerca, composto da diverse
discipline che ha come oggetto l’applicazione e l’uso degli strumenti tecnici in senso lato, ossia di
tutto ciò che può essere applicato alla soluzione di problemi pratici, all’ottimizzazione delle
procedure, alla presa di decisioni, alla scelta di strategie finalizzate a determinati obiettivi.
High tech: con riferimento all’applicazione scientificamente organizzata e in genere computerizzata
delle tecniche più progredite in un dato settore; con lo stesso significa anche alta tecnologia.
IT: creazione di nuova conoscenza applicata a problemi di ordine pratico.
Di conseguenza, l’IT consente la creazione di nuovi beni in grado di migliorare la qualità della vita.
Tra i paese OCSE la maggior parte dei fondi per R&S deriva dalle imprese che hanno investito di
più rispetto ai governi negli ultimi anni(Francia: 50% governo, 50% imprese). In Italia avviene il
contrario, si investe più sul governo e meno sulle imprese.
Grado di intensità delle R&S(investimenti in R&S/PIL):
• EU 27 paesi, intensità media 1.84%
• Svezia 3.86%
• Finlandia 3.43%
• Germania 2.51%
• Austria 2.43%
• Italia 1.10%
• Repubblica ceca 1.42%
• Slovenia e Croazia 1.22% europeo. L’impiego dei
In Italia le imprese finanziano il 42% delle R&S, contro il 54.5% medio
finanziamenti in R&S è del 50.4% da parte delle imprese, del 30.2% dalle università e dal 17.3% da
altre amministrazioni pubbliche(vs. Germania, Francia e Regno Unito dove la spesa delle imprese è
tra il 70 e il 60%).
In Italia prevalgono le micro e piccole imprese con specializzazione in settori a bassa intensità
tecnologica. Le imprese con più di 500 addetti sostengono il 74% della spesa in R&S, contro il 6%
delle imprese con meno di 50 addetti.
INNOVAZIONE E IMPRESA: L’IMPORTANZA DI UNA STRATEGIA
Nella corsa all’innovazione molte imprese si buttano nella produzione di nuovi prodotti avviando
più progetti di quanti ne possano sostenere o non coerenti con gli obbiettivi dell’impresa.
L’innovazione è frutto di strategie e di processi di management ben delineati nelle imprese.
Modello a imbuto dell’innovazione: solo un’idea su qualche migliaio si trasforma in un prodotto
di successo.
Esempio: industria farmaceutica. 1 composto su 10.000 diventa un nuovo farmaco, dalla formula
alla commercializzazione 12 anni, costo totale 300mln€.
Management strategico dell’innovazione tecnologica: i progetti di innovazione dovrebbero essere
coerenti con le risorse e gli obiettivi delle imprese facendo leva sulle competenze chiave. Il
conoscere a fondo le dinamiche dell’innovazione, concepire una strategia di
management deve
innovazione strutturata, implementare adeguatamente la strategia di innovazione.
LE FONTI DELL’INNOVAZIONE
• Mente degli individui
• Ricerca universitaria, EPR, incubatori di imprese, fondazioni private
• Imprese
• Network di innovatori
Creatività: capacità di produrre qualcosa di utile e nuovo.
Il grado di innovatività di un prodotto è funzione sia della differenza rispetto i prodotti esistenti sia
rispetto alle esperienze passate del mercato.
Creatività individuale: il potenziale creativo di un individuo va coltivato
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Innovazione tecnologica
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Finanza aziendale e innovazione
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Tecnologia, Innovazione e Qualità
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Economia dell innovazione