Evoluzione delle strategie di accoppiamento umano
Durante la storia evoluzionista umana ci sono stati degli scambi tra lo spendere tempo ed energia nell’allevamento della prole e nell’accoppiamento. Entrambi uomini e donne hanno sviluppato strategie di accoppiamento condizionali guidate da stimoli che segnalano le circostanze. Per alcuni uomini, molti accoppiamenti a breve termine potrebbero essere di successo, mentre altri cercherebbero di trovare e di mantenere una singola partner, investendo lo sforzo nell’allevamento della propria prole.
Uno studio recente suggerisce che uomini con caratteristiche che indicano benefici genetici alla prole dovrebbero essere preferiti dalle donne come compagni a breve termine. Tuttavia, ci sono scambi tra il benessere genetico dei compagni e la loro disponibilità nell’aiutare a crescere la prole. Sono le circostanze e gli indizi che li segnalano che stanno alla base della variazione delle strategie di accoppiamento a breve e a lungo termine tra e all’interno dei sessi.
Introduzione
1. Relazioni interpersonali
Il campo delle relazioni interpersonali, in particolare quelle romantiche, è cresciuto significativamente negli ultimi tre decenni in una varietà di campi (inclusa la psicologia sociale, l’antropologia, etologia, la sociologia, la psicologia dello sviluppo, la personologia). Sfortunatamente, queste diverse prospettive non si sono riunite in teorie più ampie e integrative del come e soprattutto del perché le relazioni funzionano nel modo in cui funzionano.
2. Principi evoluzionisti
I principi evoluzionisti possono integrare le scoperte sulle relazioni interpersonali, specialmente quelle riguardanti l’accoppiamento e il comportamento genitoriale. Nell’approccio evoluzionista si cerca di capire il funzionamento dei meccanismi psicologici e del progetto psicologico umano identificando vincoli plausibili esercitati da pressioni selettive durante la storia evoluzionista. Il comportamento umano è altamente flessibile e interattivo con l’ambiente, ma i progetti psicologici che producono “plasticità” possono essere trattenuti dalla selezione solo se essi hanno caratteristiche che guidano il comportamento nelle regioni infinitesimali di prestazioni di relativo successo e frequenza.
Per capire la flessibilità comportamentale (cioè l’abilità ad adattarsi a specifiche circostanze ambientali), specialmente nella forma della variazione culturale, bisogna capire l’architettura psicologica che guida le interazioni sociali.
3. Relazioni romantiche
Le relazioni romantiche hanno diverse qualità uniche che le distinguono dagli altri tipi di relazioni. L’amore romantico, per esempio, differisce dalle altre forme di amore; la gelosia sessuale ha caratteristiche e conseguenze che differiscono dagli altri tipi di gelosia; specializzati rituali di corteggiamento verbali e non verbali sono osservati teoricamente in tutte le culture. Alcuni attributi personali tendono ad assumere un’importanza maggiore nelle relazioni di accoppiamento piuttosto che negli altri tipi di relazioni; specifiche caratteristiche facciali e del corpo predicono l’attrazione dei compagni in quasi tutte le culture e il matrimonio è culturalmente universale. Tutto ciò suggerisce che un’architettura psicologica specializzata può essere alla base e guida dell’interazione romantica. Questo avrebbe senso considerando l’importanza dell’accoppiamento, della riproduzione e della funzione genitoriale in tutta la storia evoluzionista. Il fatto che i legami tra l’accoppiamento e la riproduzione possano essere ora recisi dalla contraccezione non implica che meccanismi psicologici evoluti non influenzino più l’accoppiamento umano.
4. Teorie evoluzioniste
Le teorie evoluzioniste dell’accoppiamento umano sono state influenzate pesantemente dalle ricerche sull’accoppiamento in altri animali. Queste teorie – soprattutto la teoria di Trivers della selezione sessuale e dell’investimento genitoriale – hanno chiarito le maggiori (e leggermente differenti) barriere che maschi e femmine nella maggior parte delle specie devono superare per aumentare la loro idoneità. Il lavoro di Trivers ha posto un forte accento teorico ed empirico sulle differenze sessuali nelle strategie di accoppiamento umano, la maggior parte delle quali ha cercato di spiegare perché le donne, in confronto agli uomini, tendono ad essere più selettive quando scelgono i compagni (partner) e più “limitate” nei loro comportamenti sessuali.
Recentemente, Buss e Schmitt hanno applicato ed esteso molte delle idee di Trivers allo sviluppo delle teorie delle strategie sessuali. L’attenzione sulle differenze sessuali nell’accoppiamento umano, comunque, è stata criticata per non aver spiegato perché c’è più variazione di comportamenti negli accoppiamenti relativi a entrambi i sessi che tra i sessi, e per non considerare come il controllo delle donne delle risorse possa aver influenzato le strategie di accoppiamento di entrambi i sessi.
5. Applicazione dei principi evoluzionisti
In questo articolo chiave noi mostriamo come i principi evoluzionisti possano estendere e approfondire la nostra comprensione dell’accoppiamento umano, e come e perché entrambi i sessi mostrano tattiche sia a breve termine sia a lungo termine in alcuni contesti. La teoria delle strategie sessuali cerca di spiegare perché gli uomini tendono ad adottare tecniche di accoppiamento a breve termine più delle donne. SST enfatizza anche che entrambi uomini e donne hanno sviluppato strategie miste che comprendono accoppiamenti sia a breve termine che a lungo termine. Dopo aver esaminato la SST, noi sosterremo che la selezione produce strategie miste che dipendono dalle circostanze ambientali e dalle loro indicazioni. Entrambi uomini e donne si muovono tra accoppiamenti a breve termine e a lungo termine, con notevoli variazioni all’interno di ogni sesso.
6. Struttura dell'articolo
L’articolo ha sei sezioni maggiori. Nella prima, noi discutiamo i concetti basilari della biologia evoluzionista che sono rilevanti per l’accoppiamento, ponendo particolare attenzione agli scambi e ai loro ruoli adattivi. Nella seconda sessione, noi riassumiamo le precedenti idee teoriche riguardo alle differenze di sesso nell’accoppiamento a breve termine negli uomini, includendo la SST. Noi discutiamo come le teorie esistenti non integrano pienamente gli scambi per spiegare le variazioni all’interno dei sessi nelle tattiche di accoppiamento. Nella terza sessione, noi discutiamo come e perché il benessere genetico e la selezione sessuale di buoni geni possono influenzare le decisioni di accoppiamento e il comportamento. Nella quarta sessione, noi revisioniamo recenti scoperte riguardanti la selezione sessuale dei buoni geni negli esseri umani. Nella quinta sessione, noi discutiamo come la selezione sessuale di buoni geni e del buon fornitore dovrebbe influire su come uomini e donne fanno scambi e, dunque, perché gli individui si impegnano in diverse tecniche di accoppiamento. Noi inoltre discutiamo come i differenti fattori ambientali dovrebbero influire sulle espressioni di tattiche di accoppiamento a breve e a lungo termine all’interno di ogni sesso. La sesta sessione è un breve sommario dell’articolo.
Concetti evoluzionisti di base
1.1 Selezione sessuale
La selezione sessuale si riferisce alla riproduzione differenziale tra individui a causa di “vantaggi” differenziali nell’accoppiamento, all’indipendenza dei vantaggi che risulta dalla sopravvivenza differenziale. Biologi evoluzionisti hanno tradizionalmente studiato gli effetti della selezione sessuale su due specie di adattamento: a) abilità competitive intrasessuali e b) segnali specializzati che richiamano membri di sesso opposto. In molte specie, il numero di partner differenti che ogni sesso può ottenere è collegato direttamente e fortemente al successo riproduttivo, mentre questo è meno vero per l’altro sesso. Nella maggior parte dei mammiferi, il primo è il sesso maschile e il secondo femminile (la cui capacità riproduttiva è limitata dalla gestazione interna e dall’allattamento). Così, nella maggior parte dei mammiferi, le femmine sono una risorsa riproduttiva limitata per i maschi, che competono per attirare i compagni (partner). Data questa disparità, le pressioni della selezione sessuale devono aver agito più fortemente sulle capacità competitive tra persone dello stesso sesso del maschio e sui segnali specializzati che attirano le preferenze femminili piuttosto che viceversa. Prove empiriche supportano queste previsioni in molte specie differenti.
Teorie riguardanti segnali e indizi che le femmine preferiscono nei compagni si sono concentrati su due tipi: a) attributi che tendono a segnalare qualità di un “buon genitore” (o un “buon fornitore”) e b) attributi che suggeriscono che un individuo può avere “buoni geni”. Teorie di buona genitorialità sono state abbastanza certe. Quelle che coinvolgono i buoni geni, d’altra parte, sono state discusse in maniera approfondita. Di conseguenza, la maggior parte delle applicazioni della selezione sessuale dell’accoppiamento umano, non hanno considerato seriamente la selezione sessuale dei buoni geni. Recentemente, comunque, ricerche teoriche ed empiriche hanno indicato che la selezione sia della buona genitorialità sia dei buoni geni avrebbe potuto funzionare su molte specie, in particolare quelle nelle quali i maschi forniscono notevoli cure genitoriali (come è vero per gli esseri umani). In ciò che segue, noi sosterremo che questi processi di selezione hanno probabilmente prodotto tattiche differenziali di accoppiamento all’interno di ogni sesso.
La selezione naturale ha anche un’importante applicazione per l’accoppiamento umano. In molte specie, le cure parentali da parte dei maschi potrebbero essersi evolute per aumentare il benessere della prole direttamente e, così, potrebbero avere avuto benefici evolutivi, in particolare negli esseri umani. La selezione naturale potrebbe anche aver portato le femmine ad ottenere risorse necessarie per riprodurre e competere per le risorse aggiuntive. Inoltre, l’accoppiamento può avere benefici che sono indirettamente derivati dalla riproduzione e non sono associati con la selezione sessuale. Per esempio, le femmine possono indurre l’incertezza della paternità avendo più compagni, forse l’apprendimento di più tutela o di una maggiore tolleranza nei confronti dei figli da uomini differenti.
1.2 Adattamenti
Gli adattamenti sono tratti che hanno dato agli individui il vantaggio della trasmissione genetica rispetto agli altri individui che avevano varianti differenti dei tratti negli ambienti originali in cui i tratti si erano evoluti. Essi sono identificati mostrando che tratti specifici o comportamenti soddisfano i requisiti del “progetto speciale”, dimostrazione che una caratteristica mostra specificità, efficienza e economia per produrre un particolare effetto benefico (la “funzione” della caratteristica). In molti esempi, la flessibilità del comportamento adattivo dovrebbe essere facilitato dai meccanismi psicologici specifici di un dominio. Questi meccanismi dovrebbero operare secondo specifiche regole di decisione che sono attivate da alcuni indizi ambientali e che producono risposte efficienti, stabili, persistenti e ben modulate progettate per risolvere specifici problemi adattivi. Queste regole di decisione non devono essere consapevolmente formulate o sotto il controllo intenzionale. Nella pubertà, per esempio, l’adattamento psicologico individuale decide di produrre caratteristiche sessuali secondarie. Analogamente, la base dell’attrazione per un potenziale partner, sospetti sull’infedeltà del compagno, o l’interpretazione di sguardi poco seri sono tutte risposte a segnali ambientali specifici che probabilmente sono governati da regole di decisione implicite e inconsce.
1.3 L’analisi funzionale evoluzionista e gli scambi
La teoria evoluzionista esiste da più di un secolo prima del lavoro innovativo di Williams sugli adattamenti. Questo ritardo si è verificato perché i “darwinisti classici” videro gli adattamenti quasi esclusivamente in termini di benefici che essi hanno dato agli organismi; i costi associati non sono stati pienamente considerati. Gli individui devono investire un tempo considerevole, impegno ed energia per realizzare i maggiori compiti che influiscono molto più direttamente sul loro benessere inclusivo: sopravvivendo all’età riproduttiva, riproducendo con successo, e allevando la prole in età riproduttiva.
Questi fattori non sono importanti solo perché essi mettono individui a rischio (e, quindi, possono ridurre il futuro del loro successo riproduttivo, nonostante i benefici immediati), ma perché gli individui potrebbero aver usato queste risorse differentemente. Così, gli adattamenti hanno “costi d’occasione” associati con loro – costi che maturano da benefici del fitness perduto che potrebbe essere stato raggiunto usando le risorse in modi differenti. Un’importante visione “moderna darwiniana” era che uno deve pesare i benefici in relazione ai costi al fine di apprezzare se e come gli adattamenti si sono evoluti durante la storia evoluzionista. L’obiettivo fondamentale dell’analisi evoluzionista è di specificare gli scambi costo-benefici che hanno portato gli individui ad assegnare il loro tempo, energia, e impegno ad attività in modo tale da incrementare il benessere inclusivo degli antenati.
1.3.1 Impegno genitoriale contro impegno nell’accoppiamento
Gli scambi sono illustrati dall’assegnazione differenziale di impegno genitoriale contro attività di accoppiamento. Trivers definì l’investimento genitoriale come “un qualunque investimento da parte del genitore in un individuo della prole che aumenta la possibilità della prole di sopravvivere (e quindi il successo riproduttivo) a costo dell’abilità del genitore di investire in altri tra cui la prole futura”. Questa definizione implica uno scambio di base. L’investimento genitoriale può aumentare la probabilità di sopravvivenza della prole e la successiva riproduzione offrendo un maggiore benessere. Comunque, anche l’investimento genitoriale ha dei costi. Infatti, secondo Trivers, l’importo degli investimenti è misurato in unità di benefici persi di investimenti alternativi, (cioè opportunità perse a investire in altra prole). Gli individui che si assumono impegni genitoriali potrebbero fare altre cose con il loro tempo ed energia limitati, come ad esempio dedicando maggiore sforzo per l'accoppiamento (ad esempio, il tentativo di attrarre compagni supplementari). Così, i costi comprendono i benefici persi di attività potenzialmente produttive eppure inevitabili. Se i guadagni del fitness derivanti dal tentativo di accoppiamento (attraverso un maggiore accesso a più compagni) sono maggiori per un sesso, la selezione dovrebbe far perdere l’equilibrio più riguardo l’accoppiamento che l’impegno genitoriale in quel sesso paragonato all’altro.
Poiché l’ottenere più compagni (una componente dell’impegno nell’accoppiamento) non può produrre grandi guadagni di fitness per le femmine in molte specie, le femmine in tali specie dovrebbero dedicare più tempo ed energia all’investimento genitoriale che il maschio medio. Al contrario, la maggior parte dei maschi in queste specie dovrebbero dedicare maggior parte del loro tempo, energia, sforzo a trovare ed attrarre i compagni in confronto alla femmina media. Quindi gli scambi sono impliciti nella previsione che maschi e femmine dovrebbero, in media, differire nell’impegno riproduttivo totale che essi dedicano all’accoppiamento, una previsione che è centrale per molte teorie dell’accoppiamento umano. Queste stesse nozioni riguardo gli scambi, comunque, portano anche alla previsione che i maschi dovrebbero differire l’uno dall’altro nella quantità totale di impegno riproduttivo dedicato all’accoppiamento. A titolo illustrativo, si consideri la risorsa innovativa di Burley sui fringillidi zebrati.
Ella trovò che quando le femmine si accoppiavano con i maschi che erano stati sperimentalmente manipolati per essere più “attraenti”, le femmine aumentavano il loro investimento genitoriale nella prole risultante. Come risulta, i maschi attualmente hanno diminuito la quantità dell’impegno genitoriale che essi esercitano e, allo stesso tempo, sperimentano un maggiore successo negli accoppiamenti al di fuori della coppia. Così, quando l’impegno nell’accoppiamento di un maschio era più produttivo, egli esercitava più impegno nell’accoppiamento a scapito della riduzione dell’impegno genitoriale. Questa nozione non è stata pienamente incorporata nelle teorie esistenti dell’accoppiamento umano.
Teorie esistenti delle strategie sessuali
2.1 Il concetto delle strategie sessuali
Le strategie sessuali (o strategie di accoppiamento) sono un insieme integrato di adattamenti che organizzano e guidano l’impegno riproduttivo di un individuo. Esse influenzano il modo in cui gli individui selezionano i compagni, quanto impegno nell’accoppiamento essi spendono, quanto impegno genitoriale essi spendono, e così via. Come discusso in precedenza, le strategie sessuali non sono necessariamente formulate consapevolmente o addirittura accessibili alla coscienza. Le strategie sono tipicamente definite come programmi basati geneticamente (vale a dire regole di decisione) che gli individui usano per assegnare il loro impegno somatico e riproduttivo a specifici fenotipi alternativi in modo adattivo. Le tattiche a loro volta sono azioni e comportamenti specifici nei quali gli individui si impegnano per raggiungere obiettivi riproduttivi.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Psicologia e psicopatologia forense, Prof. Anna Costanza Baldry, libro consigliato forensic psychol…
-
Riassunto esame Psicologia e psicopatologia forense, Prof. Anna Costanza Baldry, libro consigliato forensic psychol…
-
Riassunto esame Letteratura inglese I, Prof. Ambrosini Richard, libro consigliato La ballata del carcere di Reading…
-
Riassunto esame Letteratura inglese, prof. Dolce, libro consigliato Beginning Postcolonialism, McLeod