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Informatica giuridica

Intelligenza artificiale e la sua origine

Partiamo dall’intelligenza artificiale: quest’espressione potrebbe essere un ossimoro. Se l’intelligenza è una caratteristica umana, non può essere delle macchine, a meno che questo termine non alluda al fatto che l’intelligenza non è solamente umana.

Il concetto di robot e la sua origine

Robot: è un termine originario, vedi il Golem, c’è un’idea di automatizzare l’uomo. Questa è legata al rapporto tra tecnica e magia/scienza moderna e magia.

  • Magia irrazionale
  • Scienza è razionale

Ma l’irrazionalità della magia è definita così dalla scienza, quindi è un’idea di parte. Ma scienza e magia hanno molto in comune: manipolando pezzi di cui è fatto il mondo, io posso correggere l’ordine naturale degli eventi.

Se io ho mangiato e bevuto tanto, magari fumandoci sopra, potrò soffrire di iperacidità acuta. La scienza dice di prendere ad esempio il bicarbonato per attenuare l’acidità. Quindi si è alterato il corso naturale degli eventi.

Ciò è la stessa cosa che dice il fattucchiere: puoi alterare il corso naturale degli eventi. Puoi trasformare il piombo in oro. La scienza è la continuazione della magia con strumenti efficaci. Però l’idea è la stessa.

La nascita dell'informatica

Noi abbiamo l’idea che lo scienziato delle origini è quello che lotta contro l’oscurantismo medievale, però tutti i primi grandi scienziati:

  • Erano religiosi (Galileo per primo)
  • Praticavano l’occultismo (Newton)
Non c’è nessuno scandalo a dire, che anche storicamente la scienza moderna è la prosecuzione della magia con metodi efficaci.

Non ci deve stupire che l’informatica (intelligenza artificiale, cybernetica) abbia un’origine non scientifica, bensì letteraria. L’informatica nasce in un ambito a-scientifico.

L'informatica giuridica e la sua evoluzione

L’informatica giuridica si porta dietro l’idea di poter realizzare un qualcosa che funziona come un uomo. Questo spiega anche perché l’informatica nasce in un ambito letterario catastrofistico.

L’informatica giuridica nasce in ambito letterario, pensiamo ad Asimov. I Francesi usano il termine “informatique”, informazione automatizzata. Qui l’idea è molto meno faustiana, non contiene nessun riferimento all’uomo, l’informazione è il termine che richiama una certa passività, una mera ricezione di dati.

In Italia, i primi ad occuparsi di questa materia, l’informatica giuridica, furono i filosofi del diritto. Quindi i primi a pensare che l’informatica potesse essere intersecata con il diritto, furono i filosofi, fra cui Frosini (enciclopedia del diritto Giuffrè, compone una voce).

Definizione e applicazione dell'informatica giuridica

Cerchiamo una definizione di informatica giuridica. È difficile capire quando qualcosa ha un’autonomia tale da poter essere definita “informatica giuridica”. L’informatica giuridica è l’informatica applicata al diritto. Ora dobbiamo focalizzare l’oggetto.

Il giurista è una figura di ponte, una liaison fra due modi di vedere le cose:

  • Oggettivistico, astratto che costituisce modelli e teorie e li testa con esperimenti
  • Soggettivistico: parte dal soggetto, Tizio ha ucciso o non ha ucciso, ha rubato o non rubato
Questo è un mondo in cui si interseca una visione oggettivistica ed una soggettivistica.

L’informatica:

  • Oggettivistica: hardware e software
  • Soggettivistica: letteratura, storia, filosofia
Noi siamo nella post-modernità, le scienze si incontrano e si scambiano. Perché c’è la filosofia del diritto? Ci porteremo dietro questa domanda.

Informatica giuridica: somma di elementi o cambiamento culturale?

Informatica giuridica è informatica + diritto? Se rispondiamo sì, manterremo inalterati gli oggetti. È debole questo ragionamento, perché anche i botanici usano il pc.

L’idea forte è che l’informatica più il diritto comporta un cambiamento di mentalità. Una telefonata, un sms, un messaggio mail, sono la stessa cosa? No, la cartolina non è in tempo reale.

Platone, tredicesima lettera: se la prende con la scrittura. “Sciagurata invenzione della letteratura”. Leggere non è capire, perché si genera un terribile equivoco, “dato che leggo capisco”, ma non è così!.

Il sapere nasce in una dimensione di oralità. La scrittura cambia totalmente il sapere. Altro cambiamento, nascita dell’università: nasce una scrittura che si fa molto velocemente, il pennino d’oca e la China. Il supporto non è più un librone enorme, bensì una pelle di montone che quando è piena si può raschiare e così si cancella. Il modo di fare diritto cambia completamente. La nascita dell’università comporta anche la nascita della dottrina. Il diritto cambia.

  • Orale e poi scritto
  • Nascita dottrina

Poi Gutemberg. E anche la stampa cambia il diritto, alla fine di tale processo nasce il codice. Ogni cambiamento di supporto diventa una rivoluzione, e quindi è logico pensare che anche l’avvento del computer cambi lo scenario. L’informatica cambia necessariamente il diritto. Ma in che modo cambia?

Il diritto dell'informatica giuridica

Che cos’è il diritto dell’informatica giuridica? L’idea che l’informatica giuridica sia semplicemente una somma dell’informatica più il diritto, ha origine in un malinteso (sempre presente nei vari passaggi): l’idea che semplicemente l’informatica (la tecnica) è uno strumento neutro.

La tecnica non è neutra, non è priva di qualsiasi valore. È il frutto dei valori di chi ha costruito quei valori. Non possiamo pensare che se diamo una penna, o una pistola ad una persona, questo strumento è neutro. Non è così.

  • Informatica e diritto non è una semplice somma di elementi.
  • In molti campi l’informatica è presente, ma non c’è un’informatica della botanica.
  • C’è una filosofia del diritto, ma non c’è una filosofia della botanica.

Il rapporto tra diritto e tecnologia

Ci scontriamo con il dogma del positivismo giuridico: quando parliamo di giuridico intendiamo una sola cosa, giuridico è uguale a legge. Giuristi chi sono? Chi si occupa di legge, e cos’è il diritto? La legge. Ma non possiamo semplificare così, anche perché prima della legge c’è la formazione della legge. Sul piano degli effetti è il soggetto più importante colui che applica la legge. La legge riconosce un effetto alla giurisdizione, cioè chi applica la legge.

Per il positivismo, sono i magistrati che producono degli effetti. Dal punto di vista del dogma del positivismo giuridico, è il giudice il soggetto più importante. L’unica forma di ragionamento giuridico riconosciuta dai positivisti, è il sillogismo. Per il positivismo, l’applicazione dell’informatica al diritto è riferita solo alla legge, e il tipo di ragionamento da produrre è quello che riguarda il sillogismo.

Il sogno di Beccaria e il giudice automatico

Il sogno di Beccaria è avere un giudice “automatico”, per avere la certezza del diritto. Il positivismo giuridico auspica “l’avere un sillogismo giuridico attraverso il linguaggio del calcolatore”.

  • Come è scritta una norma giuridica
  • In che forma è promulgata una norma giuridica
  • Storage, è in che modo è immagazzinata una norma giuridica
  • Retrival, è in che modo trovo quella norma giuridica
  • In che modo connetto quella norma giuridica ad un caso (input)
  • In che modo dalla connessione fra norma giuridica e caso, deduco la sentenza, output.

Qual è la matrice culturale che genera l’informatica? È la letteratura, l’immaginazione letteraria, e ci sono alcuni timori, ad esempio il “Golem”. La paura dell’altro forse è la paura dell’ignoto. La modernità è concepita come eliminare il misterioso, l’illuminismo vuole infatti portare luce nel buio. Nella modernità nasce il mito del Golem, dei Robot, cioè della possibilità di controllare qualche cosa che altrimenti ci sfugge, e qui viene fuori l’idea della cybernetica, cioè il controllare l’intelligenza, il “logos”. Noi controlliamo le macchine perché costruiamo il programma che la fa controllare. E questo avviene con 0 e 1, acceso o spento. È molto dentro la modernità questa idea, ma anche così il timore di ciò che non può essere controllato rimane.

La letteratura e il controllo delle macchine

La letteratura parte da Hal (IBM sono le lettere successive) 9000, Odissea nello Spazio. Holderlin (mistico e poeta tedesco, citato da Heidegger) concepisce una frase. “Quel fondamento misterioso da cui noi sporgiamo”. “Ma dove è il pericolo lì cresce anche ciò che salva”. Capendo questa frase, possiamo rivalutare “Nice”. In tutte le fiabe si deve andare nel territorio del pericolo per trovare quell’elemento che può salvare. Non dobbiamo avere paure manichee, certo che l’informatica può causare problemi al diritto, ma proprio dove c’è il pericolo, lì cresce anche ciò che salva.

Le tecnologie cambiano il diritto. (v. Pasc.) C’è un rapporto osmotico e dinamico fra informatica e diritto. C’è una specie di circolo fra i due termini, e ciò comporta diversi rapporti possibili fra i due elementi. La nuova tecnologia inizialmente è recepita nella vecchia mentalità del giurista, cioè il positivismo giuridico.

Il positivismo giuridico e il suo impatto

Il punto di partenza era: il diritto è legge, solo la legge è diritto. Qual è il ragionamento dei positivisti giuridici? È quello di Cartesio: “Discorso sul metodo”. Cartesio dice, se vogliamo costruire un discorso, cioè un ragionamento, vero, dobbiamo costruirlo secondo la forma del sillogismo analitico. Cioè secondo quella forma per la quale se tutti gli uomini sono mortali, e Socrate è uomo, Socrate è mortale. Questo però è un sillogismo descrittivo, quelli “obbligatori” invece sono diversi. “Quando piove devi prendere l’ombrello. Oggi piove, quindi DEVI prendere l’ombrello”.

Qual è l’unico materiale che interessa ai positivisti? La legge. Ed il sillogismo è lo strumento. Dobbiamo fare lavorare il sillogismo analitico con la legge., questo è quello che pensano i positivisti. Beccaria e Montesquieu vorrebbero il giudice automa, perché secondo loro ciò rafforzerebbe la certezza del diritto. Se io elimino l’umano dal giuridico, non ho più incertezza. La modernità vuole un diritto (dis, a, in)umano.

Napoleone con il code civil elimina l’interpretazione. L’art. 12 delle nostre preleggi è il cadavere mummificato di questo modo di vedere la legge. La ricerca della certezza è un’attività umana, ma quando si pensa di averla trovata c’è disumanità. Ecco perché il termine ideologia nasce nell’illuminismo. La modernità non si ricorda che il desiderio di cercare la certezza è umano, ma desiderio di certezza è diverso da “risultato certo”.

La formalità e la sostanzialità nel sillogismo

Del sillogismo è importante capire: la formalità e la sostanzialità. Il sillogismo produce discorsi veri nel senso della forma, non della sostanza. Tutti gli uomini sono immortali, Socrate è uomo, quindi è immortale, è un sillogismo formalmente corretto, ma sostanzialmente no. In definitiva, la modernità giuridica è essenzialmente formalistica. La certezza per molti è la forma. Ma perché ci dà certezza la forma, e in che modo fa ciò? La forma dà certezza nella misura in cui non si approfondisce il contenuto.

Il concetto di verità si sposta verso l’idea della certezza, e si ritiene che qualcosa è vero perché è certo. “Tutto ciò che è discussione, pensiero, va bandito dal pensiero giuridico”. Nella modernità la matematica preme sulle altre scienze, perché si ritiene che è possibile dare una forma matematica al mondo, “leggere il mondo con gli occhiali della matematica”. Ancora adesso quando usiamo l’aggettivo logico, pensiamo ad una forma, non alla sostanza.

Concezione classica e moderna del diritto

Nel mondo classico cosa si pensava? Platone: insegna quei postulati minimi ad uno schiavo di Minone (è il primo computer della storia) il quale dimostra il teorema di Pitagora, Platone programma lo schiavo il quale processa i dati e fornisce il risultato. Input, output. La verità dice Platone è una cosa diversa, non è questa “forma”.

Quando l’informatica impatta il diritto, oggigiorno, trova questo modo di concepire le cose, questa “forma”. Es. il giudice automatico. Usa la forma del sillogismo. Affinché il computer possa usare la stessa forma, è necessario trovare il modo di inserire i dati nell’elaboratore: premessa maggiore e premessa minore. Si dovrebbe essere in grado di eliminare ogni incertezza di NORMA E FATTO, altrimenti la macchina non è in grado di digerire i dati e sputare il risultato.

L’informatica giuridica deve trovare il modo di operare una riduzione delle norme giuridiche e del fatto. Si deve riuscire a digitalizzare i dati analogici.

Riduzione e formalizzazione nel diritto

Nella modernità c’è un continuo processo di riduzione: dall’analogico al digitale, dal vinile al cd. L’informatica giuridica deve fare la stessa cosa, ridurre, ma cosa? La legge. Bisogna trovare un modo per il quale, quella cosa che si chiama legge, deve sia ridotta in modo tale da poter esser processata dalla macchina, e ciò va fatto anche con il fatto, che forse è anche più complicato.

Serve la formulazione, riduzione dei discorsi giuridici: “riduzione di un insieme di dati ad un sistema asiomattizzato”. Si deve ordinare i dati di cui dispongo in base ad un criterio unico e prefissato, realizzare un ordine sistematico, cioè prendere: i dati normativi, quelli del discorso del processo ed ottenere un sistema. (è un’idea neo platonica).

La formalizzazione comporta l’ordinare (con un principio “deciso”) un dis-ordine. Serve l’ordinare i discorsi in base un criterio stabilito, deciso.

Esempio della piazza e della scacchiera

Esempio della piazza e della scacchiera. Andiamo a Marostica e delimitiamo la piazza, c’è disordine: la bambina che passa, il cane, la famiglia, c’è il “casu”. La piazza è terribilmente analogica. Proviamo a digitalizzarla, andiamo in quella piazza il giorno della partita a scacchi (Hall Fross, per spiegare cos’è il diritto dice: pensate ad una partita a scacchi), lì tutto è preciso, ordinato, in base al criterio delle regole degli scacchi.

L’ideale del diritto moderno è la formalizzazione della partita a scacchi. Problema che ci poniamo: è desiderabile formalizzare le norme giuridiche, l’esperienza giuridica? La risposta può essere, dipende. Noi ci poniamo questa domanda perché il massimo della formalizzazione uguale al minimo della realtà, più il dato è formalizzato, più è avulso dalla realtà.

Su un triangolo, un quadrato, ho una certezza assoluta. Ma nella realtà non è così, non c’è quella certezza. Più si formalizza il dato, più questo ha a che vedere con il fenomeno. Il fenomeno ci sfugge sempre.

Riassunto e considerazioni finali

Riassunto di quanto fatto fino ad ora. Risposta alla domanda se informatica giuridica è uguale solo a informatica più diritto. Ci sono due modi possibili di considerare l’informatica giuridica:

  • Applicazione dell’uso del calcolatore alla prassi giuridica
  • Oppure, altra possibilità, l’informatica modifica il diritto. C’è interazione molto forte fra i due processi. Questo è il punto corretto.
L’informatica giuridica sta già scardinando la dottrina delle fonti del diritto.

Altra tematica, la formalizzazione. L’esempio è quello della piazza di Marostica. La piazza in quanto tale non è un sistema, c’è apertura. Quando c’è la partita degli scacchi invece c’è un sistema. Il problema della formalizzazione in diritto comporta il problema dell’intreccio con il diritto, che è formalizzato. I linguaggi del diritto sono molti, e cambiano in base ai soggetti: legislatore, giudice, professori, avvocati ecc. Dal punto di vista del positivismo giuridico, solo il linguaggio del legislatore è quello che conta. Il metodo utilizzato sappiamo essere quello del sillogismo: legge e fatto vanno formalizzati per permettere la digitalizzazione del formalismo giuridico.

Il problema è che in ogni caso, il linguaggio del legislatore, oppure degli altri soggetti non è formalizzato. Per i matematici oppure ingegneri le parole hanno un peso: retta come insieme di punti, piano ecc. Nel diritto...

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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia e Informatica Giuridica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Napoli - Parthenope o del prof De Rita Carlo.
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