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Informatica giuridica . (altro libro fare pag 7-50 ; 114-192) Vedi MONTANARI

Partiamo dall’intelligenza artificiale: quest’espressione potrebbe essere un ossimoro. Se l’intelligenza è una

caratteristica umana, non può essere delle macchine, a meno che questo termine non alluda al fatto che

l’intelligenza non è solamente umana.

Robot: è un termine originario, vedi il Golem, c’è un’idea di automatizzare l’uomo. Questa è legata al

rapporto tra tecnica e magia / scienza moderna e magia.

 Magia irrazionale

 Scienza è razionale.

Ma l’irrazionalità della magia è definita così dalla scienza, quindi è un’idea di parte. Ma scienza e magia

hanno molto in comune: manipolando pezzi di cui è fatto il mondo, io posso correggere l’ordine naturale

degli eventi.

Se io ho mangiato e bevuto tanto, magari fumandoci sopra, potrà soffrire di iperacidità acuta. La scienza

dice di prendere ad esempio il bicarbonato per attenuare l’acidità. Quindi si è alterato il corso naturale

degli eventi.

MA ciò è la stessa cosa che dice il fattucchiere: puoi alterare il corso naturale degli eventi. Puoi trasformare

il piombo in oro.

La scienza è la continuazione della magia con strumenti efficaci. PERO’ L’IDEA è LA STESSA.

Noi abbiamo l’idea che lo scienziato delle origini è quello che lotta contro l’oscurantismo medievale, però

tutti i primi grandi scienziati:

 Erano religiosi (Galileo per primo)

 Praticavano l’occultismo (Newton)

Non c’è nessuno scandalo a dire, che anche storicamente la scienza moderna è la prosecuzione della magia

con metodi efficaci.

Non ci deve stupire che l’informatica (intelligenza artificiale, cybernetica,) abbia un’origine non scientifica,

bensì letteraria.

L’informatica nasce in un ambito a-scientifico. L’informatica giuridica si porta dietro l’idea di poter

realizzare un qualcosa che funziona come un uomo. Questo spiega anche perché l’informatica nasce in un

ambito letterario catastrofistico. Cosa dice il serpente alla donna? “Sarete come dei”. Quindi sarete un po’

come Dio. L’informatica ha in se l’analogia. L’idea di imitare potenza superiori all’uomo, e il retro timore

che tutto questo possa generare sconquassi. Tutto ciò che la scienza ha realizzato era già nella mente degli

scrittori.

La scienza offre degli strumenti per realizzare dei sogni.

Questo è il respiro con cui affronteremo il discorso. L’informatica c’è perché qualcuno l’ha pensata, era

presente su qualche romanzo. 1

L’informatica giuridica nasce in ambito letterario, pensiamo ad Asimov.

I Francesi usano il termine “informatique”, informazione automatizzata. Qui l’idea è molto meno faustiana,

non contiene nessun riferimento all’uomo, l’informazione è il termine che richiama una certa passività, una

mera ricezione di dati.

I Francesi hanno un’idea più disincantata delle cose, perché dovrebbero chiedersi cos’è l’intelligenza

artificiale, a loro non interessa. Preferiscono tenersi e somministrare le informazioni.

In Italia, i primi ad occuparsi di questa materia, l’informatica giuridica, furono i filosofi del diritto. Quindi i

primi a pensare che l’informatica potesse essere intersecata con il diritto, furono i filosofi, fra cui Frosini

(enciclopedia del diritto Giuffrè, compone una voce).

L’informatica giuridica non nasce nell’ambito del diritto civile, penale ecc, bensì nell’ambito della filosofia

del diritto. Gli orizzonti sono ampi: letteratura, storia, filosofia, arte.

Cerchiamo una definizione di informatica giuridica.

É difficile capire quando qualcosa ha un’autonomia tale da poter esser definita “informatica giuridica”.

L’informatica giuridica è l’informatica applicata al diritto. Ora dobbiamo focalizzare l’oggetto.

Il giurista è una figura di ponte, una liason fra due modi di vedere le cose:

 Oggettivistico, astratto che costituisce modelli e teorie e li testa con esperimenti

 Soggettivistico: parte dal soggetto, Tizio ha ucciso o non ha ucciso, ha rubato o non rubato

Questo è un mondo in cui si interseca una visione oggettivistica ed una soggettivistica.

L’informatica:

 Oggettivistica: hardware e software

 Soggettivistica: letteratura, storia, filosofia

Noi siamo nella post-modernità, le scienze si incontrano e si scambiano.

Perché c’è la filosofia del diritto? Ci porteremo dietro questa domanda.

Informatica giuridica è informatica + diritto? Se rispondiamo si, manterremo inalterati gli oggetti. É debole

questo ragionamento, perché anche i botanici usano il pc.

L’idea forte è che l’informatica più il diritto comporta un cambiamento di mentalità. Una telefonata, un

sms, un messaggio mail, sono la stessa cosa? No, la cartolina non è in tempo reale.

Platone, tredicesima lettera: se la prende con la scrittura. “Sciagurata invenzione della letteratura”. Leggere

non è capire, perché si genera un terribile equivoco, “dato che leggo capisco”, ma non è così!.

Il sapere nasce in una dimensione di oralità. La scrittura cambia totalmente il sapere. Altro cambiamento,

nascita dell’università: nasce una scrittura che si fa molto velocemente, il pennino d’oca e la China. Il

supporto non è più un librone enorme, bensì una pelle di montone che quando è piena si può raschiare e

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così si cancella. Il modo di fare diritto cambia completamente. La nascita dell’università comporta anche la

nascita della dottrina. Il diritto cambia.

 Orale e poi scritto

 Nascita dottrina

Poi Gutemberg. E anche la stampa cambia il diritto, alla fine di tale processo nasce il codice.

Ogni cambiamento di supporto diventa una rivoluzione, e quindi è logico pensare che anche l’avvento del

computer cambi lo scenario.

L’informatica cambia necessariamente il diritto. Ma in che modo cambia? Che cos’è il diritto

dell’informatica giuridica?

L’idea che l’informatica giuridica sia semplicemente una somma dell’informatica più il diritto, ha origine in

un malinteso (sempre presente nei vari passaggi): l’idea che semplicemente l’informatica (la tecnica) è uno

strumento neutro.

La tecnica non è neutra, non è priva di qualsiasi valore. É il frutto dei valori di chi ha costruito quei valori.

Non possiamo pensare che se diamo una penna, o una pistola ad una persona, questo strumento è neutro.

Non è così.

1. Informatica e diritto non è una semplice somma di elementi.

2. In molti campi l’informatica è presente, ma non c’è un’informatica della botanica.

3. C’è una filosofia del diritto, ma non c’è una filosofia della botanica.

Parliamo ora un attimo del diritto.

Ci scontriamo con il dogma del positivismo giuridico: quando parliamo di giuridico intendiamo una sola

cosa, giuridico è uguale a legge. Giuristi chi sono? Chi si occupa di legge, e cos’è il diritto? La legge.

Ma non possiamo semplificare così, anche perché prima della legge c’è la formazione della legge. Sul piano

degli effetti è il soggetto più importante colui che applica la legge. La legge riconosce un effetto alla

giurisdizione, cioè chi applica la legge.

Per il positivismo, sono i magistrati che producono degli effetti. Dal punto di vista del dogma del positivismo

giuridico, è il giudice il soggetto più importante. L’unica forma di ragionamento giuridico riconosciuta dai

positivisti, è il, sillogismo. Per il positivismo, l’applicazione dell’informatica al diritto è riferita solo alla legge,

e il tipo di ragionamento da produrre è quello che riguarda il sillogismo.

Il sogno di Beccaria è avere un giudice “automatico”, per avere la certezza del diritto. Il positivismo giuridico

auspica “l’avere un sillogismo giuridico attraverso il linguaggio del calcolatore”.

1. Come è scritta una norma giuridica

2. In che forma è promulgata una norma giuridica

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3. Storage, è in che modo è immagazzinata una norma giuridica

4. Retrival, è in che modo trovo quella norma giuridica

5. In che modo connetto quella norma giuridica ad un caso (input)

6. In che modo dalla connessione fra norma giuridica e caso, deduco la sentenza, output.

Qual’è la matrice culturale che genera l’informatica? É la letteratura, l’immaginazione letteraria, e ci sono

alcuni timori, ad esempio il “Golem”. La paura dell’altro forse è la paura dell’ignoto. La modernità è

concepita come eliminare il misterioso, l’illuminismo vuole infatti portare luce nel buio. Nella modernità

nasce il mito del Golem, dei Robot, cioè della possibilità di controllare qualche cosa che altrimenti ci sfugge,

e qui viene fuori l’idea della cybernetica, cioè il controllare l’intelligenza, il “logos”. Noi controlliamo le

macchine perché costruiamo il programma che la fa controllare. E questo avviene con 0 e 1, acceso o

spento. É molto dentro la modernità questa idea, ma anche così il timore di ciò che non può essere

controllato rimane.

La letteratura parte da Hal (Ibm sono le lettere successive) 9000, Odissea nella Spazio.

Holderlin (mistico e poeta tedesco, citato da Heideger) concepisce una frase. “Quel fondamento misterioso

da cui noi sporgiamo”. “Ma dove è il pericolo li cresce anche ciò che salva”. Capendo questa frase,

possiamo rivalutare “Nice”. In tutte le fiabe si deve andare nel territorio del pericolo per trovare

quell’elemento che può salvare.

Non dobbiamo avere paure manichee, certo che l’informatica può causare problemi al diritto, ma proprio

dove c’è il pericolo, li cresce anche ciò che salva.

Le tecnologie cambiano il diritto. (v. Pasc.)

C’è un rapporto osmotico e dinamico fra informatica e diritto. C’è una specie di circolo fra i due termini, e

ciò comporta diversi rapporti possibili fra i due elementi.

La nuova tecnologia inizialmente è recepita nella vecchia mentalità del giurista, cioè il positivismo giuridico.

Il punto di partenza era: il diritto è legge, solo la legge è diritto. Quale è il ragionamento dei positivisti

giuridici? É quello di Cartesio: “Discorso sul metodo”. Cartesio dice, se vogliamo costruire un discorso, cioè

un ragionamento, vero, dobbiamo costruirlo secondo la forma del sillogismo analitico. Cioè secondo quella

forma per la quale se tutti gli uomini sono mortali, e Socrate è uomo, Socrate è mortale. Questo però è un

sillogismo descrittivo, quelli “obbligatori” invece sono diversi. “Quando piove devi prendere l’ombrello.

Oggi piove, quindi DEVI prendere l’ombrello”.

Qual’è l’unico materiale che interessa ai positivisti? La legge. Ed il sillogismo è lo strumento. Dobbiamo fare

lavorare il sillogismo analitico con la legge., questo è quello che pensano i positivisti.

Beccaria e Montesquie vorrebbero il giudice automa, perché secondo loro ciò rafforzerebbe la certezza del

diritto. Se io elimino l’umano dal giuridico, non ho più incertezza. La modernità vuole un diritto (dis, a,

in)umano.

Napoleone con il code civil elimina l’interpretazione. L’art. 12 delle nostre preleggi è il cadavere

mummificato di questo modo di vedere la legge. 4

La ricerca della certezza è un’attività umana, ma quando si pensa di averla trovata c’è disumanità. Ecco

perché il termine ideologia nasce nell’illuminismo. La modernità non si ricorda che il desiderio di cercare la

certezza è umano, ma desiderio di certezza è diverso da “risultato certo”.

Del sillogismo è importante capire: la formalità e la sostanzialità.

Il sillogismo produce discorsi veri nel senso della forma, non della sostanza. Tutti gli uomini sono immortali,

Socrate è uomo, quindi è immortale, è un sillogismo formalmente corretto, ma sostanzialmente no.

In definitiva, la modernità giuridica è essenzialmente formalistica. La certezza per molti è la forma. Ma

perché ci da certezza la forma, e in che modo fa ciò? La forma da certezza nella misura in cui non si

approfondisce il contenuto. Il concetto di verità si sposta versa l’idea della certezza, e si ritiene che qualcosa

è vero perchè è certo. “Tutto ciò che è discussione, pensiero, va bandito dal pensiero giuridico”. Nella

modernità la matematica preme sulle altre scienze, perché si ritiene che è possibile dare una forma

matematica al mondo, “leggere il mondo con gli occhiali della matematica”. Ancora adesso quando usiamo

l’aggettivo logico, pensiamo ad una forma, non alla sostanza.

Nel mondo classico cosa si pensava? Platone: insegna quei postulati minimi ad uno schiavo di minone (è il

primo computer della storia) il quale dimostra il teorema di Pitagora, Platone programma lo schiavo il quale

processa i dati e fornisce il risultato. Input, output. La verità dice Platone è una cosa diversa, non è questa

“forma”.

Quando l’informatica impatta il diritto, oggigiorno, trova questo modo di concepire le cose, questa “forma”.

Es. il giudice automatico. Usa la forma del sillogismo. Affinché il computer possa usare la stessa forma, è

necessario trovare il modo di inserire i dati nell’elaboratore,: premessa maggiore e premessa minore. Si

dovrebbe essere in grado di eliminare ogni incertezza di NORMA E FATTO, altrimenti la macchina non è in

grado di digerire i dati e sputare il risultato.

L’informatica giuridica deve trovare il modo di operare una riduzione delle norme giuridiche e del fatto. Si

deve riuscire a digitalizzare i dati analogici.

Nella modernità c’è un continuo processo di riduzione: dall’analogico al digitale, dal vinile al cd.

L’informatica giuridica deve fare la stessa cosa, ridurre, ma cosa? La legge. Bisogna trovare un modo per il

quale, quella cosa che si chiama legge, deve sia ridotta in modo tale da poter esser processata dalla

macchina, e ciò va fatto anche con il fatto, che forse è anche più complicato.

Serve la formulazione, riduzione dei discorsi giuridici: “riduzione di un insieme di dati ad un sistema

asiomattizzato”. Si deve ordinare i dati di cui dispongo in base ad un criterio unico e prefissato, realizzare

un ordine sistematico, cioè prendere: i dati normativi, quelli del discorso del processo ed ottenere un

sistema. (è un’idea neo platonica).

La formalizzazione comporta l’ordinare (con un principio “deciso”) un dis-ordine.

Serve l’ordinare i discorsi in base un criterio stabilito, deciso.

Esempio della piazza e della scacchiera. Andiamo a Marostica e delimitiamo la piazza, c’è disordine: la

bambina che passa, il cane, la famiglia, c’è il “casu”. La piazza è terribilmente analogica. Proviamo a

digitalizzarla, andiamo in quella piazza il giorno della partita a scacchi (Hall Fross, per spiegare cos’è il diritto

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dice: pensate ad una partita a scacchi), li tutto è preciso, ordinato, in base al criterio delle regole degli

scacchi.

L’ideale del diritto moderno è la formalizzazione della partita a scacchi.

Problema che ci poniamo: è desiderabile formalizzare le norme giuridiche, l’esperienza giuridica? La

risposta può essere, dipende. Noi ci poniamo questa domanda perché il massimo della formalizzazione

uguale al minimo della realtà, più il dato è formalizzato, più è avulso dalla realtà.

Su un triangolo, un quadrato, ho una certezza assoluta. Ma nella realtà non è così, non c’è quella certezza.

Più si formalizza il dato, più questo ha a che vedere con il fenomeno. Il fenomeno ci sfugge sempre.

Riassunto di quanto fatto fino ad ora.

Risposta alla domanda se informatica giuridica è uguale solo a informatica più diritto. Ci sono due modi

possibili di considerare l’informatica giuridica:

1. Applicazione dell’uso del calcolatore alla prassi giuridica

2. Oppure, altra possibilità, l’informatica modifica il diritto. C’è interazione molto forte fra i due

processi. Questo è il punto corretto.

L’informatica giuridica sta già scardinando la dottrina delle fonti del diritto.

Altra tematica, la formalizzazione. L’esempio è quello della piazza di Marostica. La piazza in quanto tale non

è un sistema, c’è apertura. Quando c’è la partita degli scacchi invece c’è un sistema. Il problema della

formalizzazione in diritto comporta il problema dell’intreccio con il diritto, che è formalizzato. I linguaggi del

diritto sono molti, e cambiano in base ai soggetti: legislatore, giudice, professori, avvocati ecc. Dal punto di

vista del positivismo giuridico, solo il linguaggio del legislatore è quello che conta. Il metodo utilizzato

sappiamo essere quello del sillogismo: legge e fatto vanno formalizzati per permettere la digitalizzazione

del formalismo giuridico.

Il problema è che in ogni caso, il linguaggio del legislatore, oppure degli altri soggetti non è formalizzato.

Per i matematici oppure ingegneri le parole hanno un peso: retta come insieme di punti, piano ecc. Nel

diritto invece le parole non sono formalizzati.

Un linguaggio formalizzato è virtuale, non attiene alla realtà. Per il diritto ciò non è possibile.

Gioverebbe un formalismo legislativo? Lasceremo questa domanda aperta per tutta la durata del corso.

Altra tematica, “il vecchio”. Il metodo monologico è tipico delle scienze esatte, cioè il fatto che lo scienziato

non agisce in un ambito di dialogo, in genere lo scienziato è solitario. Es. definizione di punto nella

geometria: il punto è un ente privo di dimensione (noi potremo dire che se è privo di dimensione non

esiste, e se non esiste il punto non esiste neanche la retta). Lo scienziato non può discutere o occuparsi di

quella cosa, lo scienziato è come lo schiavo di Menone, è uno stupido (è lo schiavo di Menone), non deve

discutere.

La scienza moderna giuridica copia questa monologicità. Questa è l’idea normocentrica tipica del

positivismo giuridico. Il giudice dovrebbe essere come lo schiavo di Menone.

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Ma le cose non stanno così, un processo presuppone un dialogo, un discorso. L’ambito tipico del diritto non

monologico, bensì dialogico, pensiamo al processo, si discute su articoli, fatti e altro.

É possibile pensare di risolvere una situazione dialogica come il processo mediante una struttura

monologica? No. Servono logiche diverse da quelle del sillogismo. Serve una logica dialogica, si devono

creare tecniche di produzione dialogica.

 Superamento del normocentrismo.

 Superamento del monologismo.

Serve per ottenere un’informatica giuridica giudiziale, adatta al processo.

Il diritto premoderno (quindi prima delle codificazione) aveva queste caratteristiche. Non era formalistico,

non era normocentrico e conosceva logiche adatta all’ambiente controversiale. L’idea di fondo del nostro

corso è ripensare l’informatica giuridica sulla base delle dimensione premoderna, che non ha formalismo e

normocentrismo. Forse il III millennio sarà questo, prendere il premoderno e unirlo con il moderno.

L’informatica giuridica potrebbe essere un rimettere insieme vecchio e nuovo.

Proveremo a mettere assieme:

 Dialettica e informatica

 Retorica ed informatica

 Topica e informatica

Ora inizia PUPPO.

La sfida è quella di cercare di costruire un modello diverso dal sillogismo giudiziale.

Il 7 gennaio il dottor Canivè (pres. Cassazione Francese) tiene una relazione in Francia: “Il codice civile è

vivo, è il cemento. Il codice civile esprime le aspirazioni della Rivoluzione. Il sistema di costruzione del

diritto è ancora attuale: regola generale posta dalla legge applicata e se necessario, interpretata”. Ciò

testimonia come il sillogismo applicato nel diritto sia quello giudiziale.

Il modulo di lezioni che faremo d’ora in poi riguarda essenzialmente logiche informatiche.

Informatica giuridica nasce nel 1949:

 Giurimetria

 Giuritecnica

 Giuscibernetica

Vedremo in che modo come sia possibile recuperare la dialettica, la topica e la retorica (logiche pre

classiche perché vengono prima delle logiche formali che sono classiche).

 Dialettica:

 Topica: 7

 Retorica:

Paradosso: è ciò che sembra logico, ma che visto più da vicino porta ad una contraddizione.

Tizio (Romano) dice: Tutti i romani mentono. (é un paradosso di autoriferimento, è il paradosso del

mentitore)

 Se cioè è vero ne consegue che è falso

 Se è falsa ne consegue che sto dicendo la verità

Il paradosso è un enunciato linguistico che è sia vero che falso.

Paradosso del granello di caffè. Un chicco di caffè è un mucchio? No. Due chicci? No. Tre? No. Mille si? Ma

a partire da quando si ha un mucchio? Non si può dire da quando c’è un mucchio.

Questo paradosso riguarda la vaghezza degli enunciati.

Altri esempi:

 Geometria. Immaginiamo delle circonferenze disegnate in modo diverse. Non ce né una più grande

o più piccola.

L’informatica nasce dalla logica, ecco perché in un corso di informatica giuridica si parla di logica. A

differenza di altre scienze, l’informatica ha usato la logica matematica per costruire macchine: all’inizio

astratte, poi concrete. La logica matematica è usata da altre scienze in modo strumentale: fisica, chimica e

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biologia. Riveste massima importanza che cosa si intende per logica matematica .

La logica formale studia la correttezza, ma la verità è un’altra cosa. Noi dobbiamo imparare a tenere distinti

questi piani.

Esempio del ricorso per Cassazione, se noi facciamo un ricorso nel quale commettiamo l’errore di

confondere il ragionamento con quanto il ragionamento ci deve dire, cioè i ragionamenti di fatto, il ricorso

è inammissibile.

Quindi riprendiamo, con la logica l’informatica costruisce della macchine:

 2

Astratte: esempio macchina di Turing . É Turing che conia il termine computer, delinea un metodo

meccanico per eseguire qualsiasi calcolo. Con Alan Turing si inizia a parlare di computazione, cioè la

possibilità riconosciuta ad una macchina di fare dei calcoli. Poi Von Neuman concretizzò hardware e

software.

C’è un momento storico in cui logici fanno nascere il linguaggio formale, cioè un linguaggio fatto di simboli.

Tale linguaggio deve assicurare certezza e validità al sistema che si sta costruendo, tale formalizzazione che

1 La scienze secondo Puppo non è in grado di garantire la verità. La scienza con il processo ha molto a che fare, ma non

deve essere . La scienza non è oggettiva, ci da una descrizione del mondo che a più è valida perché coerente con le

premesse di partenza. La logica non ci dice quando un’affermazione è vera, bensì quando è corretta. La correttezza

però non è verità.

2 Logico inglese, con tendenze omosessuali e morì suicida morsicando una mela che lui stesso aveva intriso di veleno.

La Apple ha come singolo proprio quella mela. 8

vuole eliminare la vaghezza, è così avanti che quei simboli sono diventati soggetti atti a governare le

macchine.

La scienza e la tecnica nascono assieme. La scienza è forse anche preceduta dall’applicazione pratica. Da un

punto di vista storico la modernità nasce costitutivamente con l’intenzione di modificare l’esistente. La

genesi di partenza è fatta risalire all’anno 1000 (invece che 1492 come da convenzione). Se si scalda l’acqua

a 100° questa bolle, si modifica la realtà.

La tecnologia è questa, ci si allontana dalla realtà, questo è l’intento. L’informatica comporta che per la

prima volta si pensa a delle macchine in termini astratti e queste funzionano nei termini descrittivi. Oggi i

moderni computer funzionano sulla base di quanto ha detto Turing.

(Vedi second life, furto di scarpe).

Puppo pensa che noi siamo in una fase di cambiamento epocale, come la caduta dell’Impero Romano.

La potenza delle macchine è astratta ma concreta. Turing lavora per l’Inghilterra alla decriptazione dei

codici nazisti. I primi vagiti della scienza molte volte, fin da Galileo, si sviluppano in ambito bellico. In Usa

c’è molta ricerca anche perché l’esercito finanzia molto. La scienza, ricerca non è neutra a ben vedere.

C’è stato un tempo e un luogo dove si diceva che la scienza doveva essere libera, purtroppo però questo è

avvenuto nei campi di concentramento. Gli scienziate li erano liberi di fare qualsiasi cosa.

Nel 1944 Turing completa il Colossum, al fine di ottimizzare il calcolo per decriptare i messaggi nazisti. Poi

Turing crea l’imitation game. É un test, il test di Turing. (Vedi).

Vedi storia computer moderno.

Nel 1949 nasce l’informatica giuridica, più precisamente nasce la giurimetria. Nel 1950 anno ci creazione

del test di Turing, c’è la macchina Edvac. La cesura fra il reale e l’astratto è superata, il calcolo universale

teorizzato da Turing è concretizzata. Nel 1956 nasce il termine intelligenza artificiale.

Poco dopo al Mit c’è il primo laboratorio sull’intelligenza artificiale. Nel 1976 Weisenbau “Il potere del

computer e la ragione umana” si interroga sul valore etico dell’intelligenza artificiale. Nel 1980 Searle inizia

a lavorare contro l’intelligenza artificiale.

Problema del gioco degli scacchi. Deep Blu vince contro Kasparov. In realtà qualcuno dice che il computer

non sa di giocare a scacchi. Il fatto di dire che il computer sta giocando a scacchi, vuol forse dire che lui non

sa giocare a scacchi? Forse non sa di farlo, ma lo sta facendo. Una macchina che fa una cosa ma non sa di

farla, dove può portare?

Blade Runner, c’è il problema del replicante che si accorge di sé.

Che cosa dice l’articolo del 1948 “Cybernetica, controllo e comunicazione della mente degli animali”?.

Lui dichiara di voler garantire un adeguato controllo sia sugli essere umani che sulle macchine. Il

collegamento cybernetico si fa con l’intelligenza artificiale.

Nel 1949 esce Giurimetria un prossimo passo in avanti. Questo articolo è scritto da Lewinger un magnate

dell’industria statunitense. Egli sostiene che è possibile, e forse auspicabile, utilizzare il computer per

risolvere questioni di diritto. In America c’era il realismo giuridico che ha alla base il positivismo. Il diritto

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per i realisti dev’esser empiricamente verificabile. Lewinger ha in mente questa visione del diritto, quella

dei realisti. Il diritto per i realisti è prevedere come decideranno le corti. Per il giurista realista informatico, il

problema è individuare quali sono gli elementi che guidano i giudici quando devono emettere una

sentenza. Ecco perché nel realismo giuridico è importante la statistica, e la giurimetria.

La genesi della costruzione del computer è logica, i primi a pensare a delle macchine che ragionano, furono

i logici. Però non tutte le logiche sono uguali, noi capiremo quale logica stia dietro ai nostri ragionamenti.

Ricordiamo comunque che non c’è una logica più vera di altre. Le logiche sono valide a-posteriori, non a

priori come si riteneva un tempo. Prima c’è l’istanza di conoscere, poi viene il momento della struttura

logica. Tutto questo avviene in virtù dal passaggio dalle geometrie euclidee a quelle non euclidee (2° metà

del 1800).

Il 5° postulato di euclide, cioè che due rette parallele non si incontrano mai, non è sempre vero. A seconda

di quale sia il contesto all’interno del quale ci troviamo ad operare, varrà il contesto che si usa. Nel

quotidiano varrà il sistema di geometria euclidea, ma nello “spazio” (es. lancio navicella terrestre) non c’è

tale geometria.

Ricordiamo, la scienza non è in grado di garantire la verità. La scienza può descrivere il mondo, non

mettendo in dubbio i presupposti.

Il passaggio fra le due geometria, è una frattura netta che investe tutte le scienze.

Dobbiamo dismettere quel pensiero che nel diritto non c’è verità. Ciò sarà approfondito.

 Dialettico: cerca quanto di comune c’è fra le parti e resiste alla contraddizione.

(L’informatica giuridica nasce nell’ambiente del realismo giuridico americano. C’è separazione netta fra

diritto e morale e bisogna guardare al diritto attraverso gli occhi delle scienze empiriche. Adesso c’è una

3

fase del post-positivismo ). Lo scienziato del diritto deve preoccuparsi di prevedere quali saranno le

sentenze (straniere), quindi la scienza giuridica è vista come una scienza della probabilità. Lewinger, nel

momento in cui si interroga su quale possa essere l’aiuto che lo strumento computazionale possa dare al

diritto, è molto chiaro nel porsi tale domanda. Lui intravede tre possibili forme di conoscenza informatica

applicata al diritto:

Archiviazione e reperimento delle informazioni giuridiche: riguarda costruzioni di banche dati, per

certi si definisce “informatica giuridica informativa”. Le banche dati sono isomoforfe, cioè il sistema

informatico è un contenitore: quanto entra nel sistema informatico è esattamente quanto ne esce.

Previsione delle decisioni dei giudici: mediante la statistica.

Formalizzazione del diritto: modificare il linguaggio, isolare all’interno di una frase gli enunciati, fino a

portare il tutto alle unità elementari del discorso. “L’insieme delle persone all’interno dell’aula è

composta dagli studenti e dal professor Puppo”. Ad esempio “e” in questo caso è inclusivo. (And Or

Not). Quindi formalizzare un linguaggio vuol dire fare un’operazione di questo tipo. Si devono rendere

chiari i termini attraverso i quali noi ci esprimiamo. La prospettiva è logica positivistica (Beccaria).

3 Schiavello Belluzzi, la crisi del positivismo. 10

Arriveremo alla conclusione che solo nel contesto del linguaggio naturale (vago) si possa parlare, in

termini rigorosi di verità. Si potrebbe pensare che allora domini il relativismo, ma non è così. Più si è

all’interno di un linguaggio formalizzato, meno è presente la verità.

Tale ambito riguarda quindi la costruzione di sistemi cognitivi, si definisce informatica giuridica

cognitiva: cioè quell’ambito che si preoccupa di sviluppare sistemi che possano aiutare il giudice (ad

esempio per il danno biologico si può utilizzare un sistema computerizzato). L’informatica giuridica

cognitiva è il punto in cui si incontrano l’informatica giuridica e l’intelligenza artificiale. Lo sviluppo

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tecnologico è quindi estremamente rilevante .

L’informatica giuridica cognitiva è di tipo eteromorfo, non c’è corrispondenza fra dato in uscito e

quello in entrata, il sistema elabora un’informazione, “crea nuova conoscenza”. Un sistema

cognitivo trasforma la conoscenza perché quanto lui restituisce dopo l’interrogazione, è diverso

rispetto al contenuto. Ad esempio il sistema di calcolo del danno per il risarcimento, dipende dalle

variabili inserite).

Queste sono le 3 linee di sviluppo che nascono inizialmente nel contesto dell’informatica del diritto. Si

pensa che l’informatica (giuridica) possa dare un aiuto al diritto perché la mole del materiale da

confrontare è sempre più enorme. Ad esempio noi in Italia abbiamo:

Codici, modifiche e altro, ad esempio il diritto sindacale è variegato

Nelle tradizione angloamericane i precedenti giurisprudenziali sono sempre di più

Questi tre nuovi modi di guardare al diritto, tanto nuovi non lo sono, infatti i principi sono giuspositivistici.

La potenza tecnica si pensava avrebbe potuto compensare al problema della raccolta materiale e capacità

di elaborazione della mente umana.

Evoluzione:

La seconda linea di ricerca elencata prima, presente solo in America, è presto abbandonata. Negli anni ’50 e

’60 questo filone è coltivato, ma è abbandonato nel momento in cui la teoria realista del diritto entra in

crisi. Di contro, la prima e la terza linea indicate sono filoni in cui tuttora la ricerca dell’informatica giuridica

si sviluppa.

Quando studieremo il libro, vedremo che Paolo Moro usa termini diversi:

Giurimetria: lo abbiamo visto

Giuscibernetica: Mario Losano, 1968, è un professore che fu uno fra i primi ad occuparsi di informatica

giuridica in Italia. Egli ritiene che il termine giurimetria possa essere sostituito con il solo termine, che

individua e contiene: la giurimetria in senso stretto (elaborazione di sistemi esperi), l’informatica

giuridica in senso ampio (reperimento e memoria di dati giuridica), modellistica giuscibernetica (quelli

riguardanti l’intelligenza artificiale).

4 Giovanni Sartor, uno dei più importanti studiosi della materia, ora predilige le scienze cognitive all’interno del diritto.

11

Giuritecnica: Lo usa per la prima volta Vittorio Frosini, lui vuole indicare come necessario che il filosofo

del diritto si interroghi dai problemi derivanti dall’utilizzo dei sistemi informatici sul diritto.

Noi parleremo di giurimetria, giuscibernetica e giuritecnica. Noi ci riferiremo ai tre ambiti principali di cui si

occupa l’informatica giuridica

Giurimetria (informatica giuridica computante): è diretta alla produzione di norme giuridiche

particolari e concrete (sentenze, ma non tutta la sentenza) al fine di eseguire determinazioni

quantitative discrezionali in modo automatico. Es. determinazione della pena in ambito penale.

L’informatica giuridica computante potrebbe aiutare il giudice nella determinazione della pena.

PRODUZIONE NORME GIURIDICHE. La giurimetria tocca la retorica.

Giuritecnica: branca dell’info giuridica diretta all’interpretazione delle norme giuridiche astratte

attraverso la ricerca e l’elaborazione e l’utilizzo delle banche dati dalle quali reperire la dottrina,

giurisprudenza e legislazione. INTERPRETAZIONE DI NORME GIURIDICHE. Tocca la topica.

Giuscibernetica: (informatica giuridica decisionale) è diretta all’applicazione di norme giuridiche

attraverso l’uso di sistemi esperti per pervenire alla formazione ed alla modificazione robotica di atti

giurisdizionali. APPLICAZIONE DI NORME GIURICHE. Tocca la dialettica.

A ben vedere dietro c’è sempre la logica del positivismo. Ecco perché globalmente si può dire che

l’informatica giuridica si occupa della produzione, interpretazione ed applicazione di norme (siano esse

astratte o concrete).

Retorica topica e dialettica sono le 3 fasi in cui si struttura il ragionamento giuridico.

La topica rinviene i luoghi del discorso. I topoì sono quei luoghi rilevanti del discorso che il giurista cerca

per sostenere la propria argomentazione (legge, sentenze, dottrina). Il fatto di dire che la legge è un

topos è un’affermazione nient’affatto scontata. Dire che bisogna persuadere intorno alla legge qualche

problema lo crea (impostazione positivistica, normativismo). L’attività del giurista è quella di

persuadere intorno alla legge. La legge va interpretata, l’interpretazione è di tipo retorico. La topica è

investita dalla giuritecnica, questa attività un tempo si faceva nelle biblioteche, oggigiorno con il

computer è diverso. Come l’informatica modifica il diritto, essa modifica anche la metodologia del

diritto, cercare il dato è diverso ora rispetto al passato.

Retorica, ha il fine di persuadere intorno a qualcun’che.

Socrate è un uomo, tutti gli uomini sono mortali, Socrate è mortale. Logica formale: A = Socrate; B = genere

uomo; C= qualità mortale (A (B) and B (C)) -> A (C) La lettera B è il termine medio, ciò che permette di

mettere in relazione le altre premesse. 12

C’è una combinazione in modo diverso di quanto già conoscevo, non si crea nulla di nuovo. Il sillogismo

analitico è una forma di ragionamento di tipo tautologico, in conclusione si hanno delle conclusioni che

conoscevo già nelle premesse. Se c’è qualcosa in più o in meno, allora il ragionamento è sbagliato.

Se applichiamo la logica sillogistica al processo: premessa maggiore norma, premessa minore è il fatto,

conclusione è la sentenza.

A(B)= norma

B(C)= fatto

A(C)= sentenza

Quanto io affermo in sentenza è già noto nelle premesse, il giudice deve conoscere la norma e il fatto.

Esempio con 2043, chi causa un danno, deve risarcirlo.

Se il giudice non conoscesse qualcosa non potrebbe arrivare alla conclusione, il diritto è certo se il giudice

conosce la legge e il fatto. E a bene vedere, essendoci tautologia, saranno scelte le premesse in base alla

conclusione che si vuole ottenere. Ad esempio la mortalità deve essere accordata: ad esempio può essere

considerato immortale dato che ne parliamo ancora, oppure Socrate può essere il nome di un cane, o di un

amico. Serve un accordo sulle premesse.

A ben vedere, in quest’ottica la lite processuale perché dovrebbe esserci? Quando l’informatica irrompe nel

diritto tornano in auge i neo-positivisti, i quali auspicano che le liti non ci siano, non servono.

Banche dati.

Sistemi isomorfi. C’è stata un’evoluzione nelle banche dati su come interrogare le banche dati, su come

inserire i dati ecc. Ad esempio tutti gli elementi verbali di un documento diventano passabili di una ricerca,

mentre un tempo sul cartaceo ciò non era possibile. Questo però non è solamente positivo, pensiamo ai

milioni di risultati se si cerca contratto.

Il linguaggio naturale ha dei problemi (in ambito informatico):

 Ambiguità: la parola può dire più cose

 Sinonimia: uno stesso oggetto è indicato da più parole, più parole hanno lo stesso significato.

 Quasi sinonimia: ad esempio affitto-locazione, normalmente questi termini nel parlato sono

sinonimi, invece per il diritto non è così. Nel diritto i beni immobili presuppongono una locazione,

non affitto.

Per limitare i problemi sopra elencati, ci sono due strategie di ricerca, si basano sull’utilizzo dei connettivi

logici booleani And, Or, Not:

 Espansione dell’ambito di ricerca: Si usa il connettivo booleano Or. Si include, ad esempio

“filosofia” or “filosofia del diritto”.

 Restringere l’ambito della ricerca: And e Not sono invece restrittive. And indica che si vogliono

entrambi gli insiemi. Not esclude uno dei due termini.

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(Responsabilità in tema di risarcimento del danno. Vedi responsabilità contrattuale, extracontrattuale, e il

danno).

Seminario di “Digital Law”. Alberto Pontalti. Esempi pratici di giuritecnica e

giurimetria.

Ipotesi di infortunio sul lavoro. Vicenda: infortunio all’interno di un’acciaieria. Una società presta lavoro

all’interno dell’acciaieria facendo manutenzione alla siviera. Un operaio (dipendente della società), cliente

dello studio, cerca di raddrizzare un anello di ribaltamento che si era “inceppato”. Cade a terra ed è colpito

dall’anello toccato dalla gru, c’è una frattura esposta della gamba. Parte l’indagine dell’ispettorato del

lavoro. C’è denuncia, istruttoria per violazione della legge 626.

Contestazione art. 35 legge 626/1994. La ditta non avrebbe rispettato e garantito la sicurezza dei lavoratori.

Difesa del lavoratore:

 Si tratta di difenderlo in un processo penale, egli accuserà una lesione

 Dal punto di vista civile, si agisce per ottenere il risarcimento del danno

 Amministrativo/pubblicistico: ogni infortunio sul lavoro comporta l’apertura di un fascicolo all’Inail

Difesa del datore di lavoro:

 Dal punto di vista penale, per lesioni

 Civile

 Amministrativo/pubblicistico: Inail,qualora il datore di lavoro sia condannato in ambito penale,

l’Inail chiederà al datore di lavoro ogni forma di danno che ha corrisposto al lavoratore e per

l’istruttoria. (A volte l’Inail ha chiesto l’installazione di un ascensore nella casa del lavoratore che ha

subito un danno).

Noi assistiamo il lavoratore, il quale fa un’azione civile in sede penale.

La situazione si complica perché alla data del processo il ricorrente è ancora malato. C’è patteggiamento.

Condanna convertita in pena pecuniaria. Dal punto di vista della costituzione della parte civile, la prima

strada dal punto di vista del lavoratore è chiusa.

Il lavoratore patisce:

 danno biologico, quantificato nel 14%.

 danno patrimoniale

 danno non patrimoniale

Tizio si sottoporrà alla visita di un medico legale, il quale farà una perizia e quantificazione dell’infortunio.

14

L’avvocato senza questa quantificazione non può far nulla. O meglio, potrebbe ma sarebbe assurdo.

Arriviamo alla giurimetria per valutare il danno. Usiamo Re Mida danno alla persona.

JOAQUIN ALMOGUERA CARRERES

Esamineremo il formalismo, attraverso la nozione di sistema e ordine. Il professor Almoguera ci parlerà di

formalismo giuridico e la formazione del sistema giuridico a base formalistica. Il miglior modo per intendere

questi concetti è in senso dinamico, fluttuante, non statico.

Per entrare nell’ottica del formalismo, è opportuno capire il ruolo della modernità, nel medioevo non c’è un

formalismo giuridico vero e proprio, ci sono, in quel periodo, categorie che non si portano veramente al

diritto. Soltanto con il cambio che rappresenta il diritto naturale moderno (la seconda scolastica, che arriva

fino al diciottesimo secolo) comincia a delinearsi il formalismo giuridico.

Il diritto cambia, scompare il diritto medioevale statutario e si sostituisce il diritto individuale, il diritto

dell’uomo. Perché questa sostituzione di una categoria “collettiva” con una “individuale”? le questioni sono

due:  politica

 teologica: Dio crea un uomo, concepito “individualmente”. La ragione diventa uno strumento di

conoscenza e operatività, trasformazione “della natura”. La ragione permette ad esempio di

rendere in grado l’uomo di volare.

Si deve costruire una società fondata su uomini “diversi” l’uno dall’altro. C’è un cambio radicale della vita

sociale e di quella politica. Se la natura dell’uomo è quella di atomi diversi, la vita comune è una questione

artificiale (artificio). Questo problema è passato in secondo piano. Confrontiamo:

 Aristotele: gli uomini sono “enti” naturalmente sociali

 Grozio: l’uomo ha una inclinazione naturale a vivere in società

Una lettura fredda di questi due principi porta a considerare uguali queste due frasi, ma una lettura attenta

no. Grozio afferma che l’uomo ha una inclinazione, ma la sua natura non è la socialità come per Aristotele.

Per Grozio la naturalità arriva dopo, una volta che l’uomo è costituito come uomo, appare l’inclinazione a

vivere nella società.

Questa differenza è importantissima, si deve esaminare:

 Inclinazione naturale dell’uomo a vivere in società: avviene per un difetto dell’uomo. Quindi l’uomo

ha dei difetti che lo spingono verso la società. Quali sono questi difetti: l’uomo non è

autosufficiente. L’uomo ha paura della natura diversa degli altri uomini. Diritto, potere e libertà,

questa equazione diventa la nuova presentazione del diritto. Il diritto è ridotto al potere e

comporta la libertà. Ma non tutti hanno lo stesso potere, chi ha più potere ha più libertà. Il potere è

una questione reale, la ragione può sviluppare teorie per averne di più, ma il potere è

tendenzialmente naturale (pur essendo dato in quantità maggiore o minore da Dio).

15

Alla rivoluzione francese si arriva con questo problema e si concepisce come soluzione la democrazia. Il

principio chiave per vivere assieme è kantiano. Però a ben vedere si da spazio al potere, ancora. La ragione

stabilisce l’uguaglianza della libertà. Non si esce mai dal problema del potere, però si è introdotta la

ragione. La ragione continua ad essere al servizio della volontà.

Verso la fine del XVIII secolo, tutta questa tradizione basata sulla ragione e sulla volontà è cristalizzata

nell’idea del diritto e della politica. L’uomo ragiona. La natura dell’uomo è ancora individuale, atomizzata

ma è soprattutto razionale. La ragione è la chiave per risolvere i problemi che pone la libertà. La ragione

sembra essere l’unico comun denominatore di tutti gli uomini.

La ragione accomuna gli uomini, anche se hanno interessi diversi. La ragione può produrre un diritto

soltanto formalizzato, non può produrre un diritto individuale perché ogni uomo è diverso l’uno dagli altri;

non può produrre neanche un diritto proprio di un gruppo di uomini, perché ciò andrebbe contro al divieto

di legiferare verso le “corporazioni”. É l’individualismo che rileva. Il diritto fatto dalla ragione è coerente

proprio con l’idea di un uomo che è comune, astrattamente uguale agli altri. C’è la conferma, la ragione è la

natura dell’uomo.

Se compariamo il diritto naturale antico, con quello moderno, vedremo che nel primo, non essendoci una

natura passionale dell’uomo, il non ricercare l’individualismo, bensì l’ordine, la ragione li ha un uso, uno

scopo di mostrare il luogo che ognuno occupa “nell’ordine”. I filosofi antichi “giusnaturalisti” avevano come

scopo quello di classificare gli esseri viventi. La ragione ripetiamo era al servizio dell’ordine.

La ragione moderna invece non è così contemplativa, di conoscenza. L’uso della ragione moderna è

“produttiva”, concreta. Nella modernità c’è la diretta produzione della conoscenza del bene, nel passato

invece era l’ordine che produceva il bene.

Il diritto positivo arriverà a inglobare il diritto naturale.

Savigny, scuola storica tedesca, concepisce il diritto come forma e sostanza, quest’ultima può cambiare, la

forma no. La questione non è cosa fare con il diritto, bensì come concepire una scienza della costruzione

del diritto. Avere la chiave della scienza del diritto è fondamentale. In Francia si persegue l’avere un diritto,

un codice, in Germania invece si persegue la scienza del diritto.

La forma va raffinata:

 Depurare il diritto

 Studiare profondamente la forma giuridica

 Ridurre il linguaggio, creare sintagma

 Combinare gli elementi

 Combinare le forme diverse: se la forma è l’elemento costante del diritto, si può pensare di

combinare

Ci sono due possibilità:

 Il diritto è un sistema in se stesso. Il giurista si limita a guardare cosa c’è nel diritto, senza introdurre

niente. Il giurista osserva solo. 16

 Il diritto è un sistema perché è una costruzione del diritto: questa teoria non ha avuto molta

fortuna. Il sistema è una costruzione dei giuristi. Il giurista è una parte attiva.

La distinzione quindi è fra un sistema statico e dinamico. Kelsen semplifica il sistema statico con l’etica, il

diritto. Il diritto è vuoto, è solo forma. Egli concepisce un sistema chiuso, puro, autosattisfattivo. La

tradizione Kelseniana è propria dei fisici, specialmente quelli austriaci. Loro creano un modello che si pone

al di sopra della realtà. Il modello è al di sopra della realtà.

Il problema della complessità del sistema, e del pericolo che ciò che sta accordo al sistema minacci tutta la

costruzione, è trasferibile anche nella materia che a noi interessa, cioè l’informatica giuridica.

La morte del sistema arriva dal sistema stesso, mai da un fattore esterno. Il fattore è neutrale perché esiste

soltanto il sistema.

Come il sistema si riconosce in se stesso. In Luhman il sistema deve avere coscienza di se, possa identificarsi

in se. Egli da due risposte:

 Il sistema ha una “vivenza” (stato di esistenza) proprio, particolare, che è simile a quello della

scienza. Il sistema si sente a se stesso, in forma somigliante ad un organo del corpo umano.

 Altra proposta, il senso del sistema è fornito dalla cybernetica di secondo grado, questa sarebbe

capace di fornire una senso interno.

Il sistema per Luhman ha una bocca, non è totalmente chiudo. Ad esempio il sistema giuridico ha il

legislativo che si identifica in questa bocca, infatti può ricevere le minacce dall’esterno, ma solo un rumore

dall’esterno.

(Digitalizzazione e teoria individualista. Ci sono analogie, la semplificazione e riduzione all’unità. Riduzione

formalistica di elementi. Tutto è composto da mattoni, pacchetti. Un’altra analogia è la virtualità: nella

modernità si perde l’arché. Come può la modernità instaurare un rapporto con “l’altro”. Il mondo diventa

una rappresentazione, la scienza infatti continua a proporre dei modelli, che cambiano).

Ulteriori aspetti evidenziati da Puppo.

Il cammino della modernità è quello di avere una ragione produttiva di certezza. Modernamente, un

pensiero non si dice tale perché la ragione è al primo posto, quello che c’è prima è la volontà, poi la ragione

trova gli strumenti per arrivare a quell’obiettivo. Questo arriva anche nel diritto, è la “voluntas” del

legislatore che è espressa nelle norme.

Quindi, alla base dobbiamo porre la volontà.

Almoquera parla della ragione produttiva, si pensa che la verità sia un prodotto del ragionamento: la verità

muove la ragione per ricercare se stessa.

“Più avanza il progresso informatico, più complesso si fa il sistema informatico, minore è ovviamente il

grado di controllo delle persone su questa, in particolare nel giuridico, può essere messa in difficoltà la

5

motivazione e il contraddittorio ”.

Definizione di Enrico Gianantonio di:

5 Ricorda che più il software è potente meno il giudice può e deve occuparsi del contraddittorio, e anche nei confronti

della motivazione nascono cambiamenti: come può il giudice

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 Processo semplice: quando il sillogismo al quale il processo è paragonato (premessa di diritto,

premessa di fatto, sussunzione del fatto nel diritto) è costituito da poche variabili ben determinate

e quantificate. Ad esempio: processo penale per emissione di assegni a vuoto. C’è una norma che

punisce chiunque ammetta un assegno a vuoto. C’è un accertamento cartolare, facile, veloce,

eventuale condanna e determinazione pena. Qui la necessità di interpretazione è bassa.

 Complesso: quando tale sillogismo non è costituito da poche variabili quantificate e determinate.

Esempio, caso Priebke, ricostruzione del fatto molto complesse ecc.

Quando si è in presenza di un processo semplice, è possibile un’applicazione meccanica del diritto, secondo

certi studiosi. Posto un determinato input, avrò un certo output. Un altro caso semplice è il decreto penale

6

di condanna .

Algoritmo.

Algoritmo: è un metodo di risoluzione di un problema, non ambiguo, ovvero tale per cui ci si attende una

volta inserito il dato, l’ottenimento di un medesimo risultato. Attraverso l’algoritmo, dato il medesimo

input, devo ottenere sempre lo stesso output.

Attenzione, ci sono algoritmi che non danno nessun output, ma di questo non ci occuperemo.

L’algoritmo è un metodo di risoluzione del problema in modo meccanico. Ogni algoritmo deve essere

costruito prima della risoluzione del problema, ad esempio la calcolatrice, se non esiste l’algoritmo non

esiste la risposta al problema.

Il percorso descritto, i passi attraverso cui si compie il procedimento, devono essere certi. Non c’è spazio

per la vaghezza. Senza certezza, l’algoritmo non può funzionare.

Integrazione di Puppo sui temi di giurimetria e giuritecnica.

Delle questioni sono state sollevate da discussioni avvenute fra Puppo

1. Malfunzionamenti del software o dell’hardware. Quindi difetto della macchina.

2. L’informatica è a tutt’oggi un sapere di larga parte “artigianale”: i programmatori non hanno

l’apporto dell’ingegneria informatica (che è una disciplina recente ), quindi la costruzione e la

verifica di funzionamento di un modello. A tutt’oggi manca un ausilio dell’ingegnere informatico ai

programmatori. Il software non è ancora fortemente stabile, o meglio, gran parte. Certi sono

estremamente stabili.

3. Se e più il software è blindato, l’utilizzatore non sa come il programma processa le informazioni. É

nell’open source che ciò può avvenire. Questo è simile al discorso riguardante il giudice.

Più il software entra nel diritto più ci si allontana dal processo inteso in senso “classico”.

Brano Borruso 12/12/2001 discorso ai giovani magistrati. Borruso ritiene che ci sono norme che possono

essere rese in forma di algoritmo, e quindi elaborabili dal computer, e altre no. Però anche per queste

ultime sarebbe possibile renderle “algoritmizzabili”. L’utilizzo del computer per questi studiosi è in grado di

realizzare la scientificità del diritto, quindi la riduzione dell’entropia. Questi studiosi sono positivisti.

6 Decreto penale di condanna: 18

Proseguimento sul significato di algoritmo.

Esaminiamo un po’ di definizioni, Borruso: l’insieme ordinato in sequenza di tutte le regole precise,

7

inequivoche, analitiche, generali, astratte, formulate ex ante (cioè prima che si presentino concrete

questioni da risolvere e senza riferimento specifico ad esse) la cui scrupolosa e letterale applicazione da

8

parte di chiunque, lo pone infallibilmente in grado di conseguire il risultato giusto (o esatto o voluto come

sia più appropriato dire nei singoli casi).

C’è un’assonanza con le leggi: generali ed astratte. Borruso, positivista, ritiene che nelle norme deve esserci

tutto, ha in mente un algoritmo-legge. L’algoritmo non deve necessitare dell’interpretazione, se ciò fosse,

l’algoritmo non potrebbe andare avanti. Non deve esserci interpretazione.

Se non si riesce ad “algoritmizzare” qualcosa, la colpa è dell’uomo, non del computer. Secondo questa

visione del diritto, quando si parla di logica si intende solo ed esclusivamente una logica di tipo

razionalistico. Tutto ciò che sta fuori dai discorsi razionalistici, non è logico.

Borruso ritiene che se si vuole avere un ordinamento garantista, certo ecc. si deve seguire la logica

prospettata qui.

Puppo ritiene invece che ciò sia errato, al massimo la logica e la razionalità possono fornire la validità

(Cartesio), ma non la verità.

Interessante è il discorso sui riti abbreviati, di solo scopo utilitaristico, per beneficiare di sconti di pena, per

non creare opposizioni. L’alternativa al processo è la violenza, non si può pensare un’alternativa

dell’alternativa. La verità va ricercata con “l’altro”, non da soli, la modernità invece non ragiona così,

impone.

Nella modernità la volontà è posta all’origine di ogni cosa. Questo è di fondamentale importanza.

Altra definizione. “Sequenza logica di istruzioni elementari, univocamente interpretabili, che eseguite in un

ordine prestabilito permettono la soluzione di un problema in un numero finito di passi”.

Definizione. “Metodo che consente di calcolare il risultato desiderato a partire da dati di partenza”.

1. Sequenza finita delle istruzioni, ciò deve essere così

2. La seqenza deve portare ad un risultato, qualunque esso sia

3. Le istruzioni devono essere eseguibili (materialmente)

4. Le istruzioni devono essere espresse in modo non ambiguo (non vaghezza)

9

Notare l’analogia fra algoritmo e procedura .

Algoritmo

Inpu outpu

t t

7 Ciò, calato nel mondo giuridico, risponde alla necessità di far venire meno le contestazioni (ad esempio optando per

un rito alternativo), altrimenti tutto il sistema cade. La contestazione crea una frattura, un’interruzione dell’algoritmo.

8 Non si intende “giusto” come giustizia, bensì preciso.

9 Ad esempio il processo civile: notifiche, costituzione, deposito atti ecc.

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Appunti completi di Informatica giuridica con attenzione ai seguenti argomenti: l'intelligenza artificiale, la definizione di robot e l'irrazionalità della magia, il giurista quale figura ponte di due stili diversi di vedere il mondo (oggettivismo e soggettivismo), l'informatica e la sua duplice entità, la filosofia del diritto, il rapporto tra informatica e diritto.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in amministrazione e legislazione d'impresa
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia e Informatica Giuridica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parthenope - Uniparthenope o del prof De Rita Carlo.

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