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Ma le cose non stanno così, un processo presuppone un dialogo, un discorso. L’ambito tipico del diritto non

monologico, bensì dialogico, pensiamo al processo, si discute su articoli, fatti e altro.

É possibile pensare di risolvere una situazione dialogica come il processo mediante una struttura

monologica? No. Servono logiche diverse da quelle del sillogismo. Serve una logica dialogica, si devono

creare tecniche di produzione dialogica.

 Superamento del normocentrismo.

 Superamento del monologismo.

Serve per ottenere un’informatica giuridica giudiziale, adatta al processo.

Il diritto premoderno (quindi prima delle codificazione) aveva queste caratteristiche. Non era formalistico,

non era normocentrico e conosceva logiche adatta all’ambiente controversiale. L’idea di fondo del nostro

corso è ripensare l’informatica giuridica sulla base delle dimensione premoderna, che non ha formalismo e

normocentrismo. Forse il III millennio sarà questo, prendere il premoderno e unirlo con il moderno.

L’informatica giuridica potrebbe essere un rimettere insieme vecchio e nuovo.

Proveremo a mettere assieme:

 Dialettica e informatica

 Retorica ed informatica

 Topica e informatica

Ora inizia PUPPO.

La sfida è quella di cercare di costruire un modello diverso dal sillogismo giudiziale.

Il 7 gennaio il dottor Canivè (pres. Cassazione Francese) tiene una relazione in Francia: “Il codice civile è

vivo, è il cemento. Il codice civile esprime le aspirazioni della Rivoluzione. Il sistema di costruzione del

diritto è ancora attuale: regola generale posta dalla legge applicata e se necessario, interpretata”. Ciò

testimonia come il sillogismo applicato nel diritto sia quello giudiziale.

Il modulo di lezioni che faremo d’ora in poi riguarda essenzialmente logiche informatiche.

Informatica giuridica nasce nel 1949:

 Giurimetria

 Giuritecnica

 Giuscibernetica

Vedremo in che modo come sia possibile recuperare la dialettica, la topica e la retorica (logiche pre

classiche perché vengono prima delle logiche formali che sono classiche).

 Dialettica:

 Topica: 7

 Retorica:

Paradosso: è ciò che sembra logico, ma che visto più da vicino porta ad una contraddizione.

Tizio (Romano) dice: Tutti i romani mentono. (é un paradosso di autoriferimento, è il paradosso del

mentitore)

 Se cioè è vero ne consegue che è falso

 Se è falsa ne consegue che sto dicendo la verità

Il paradosso è un enunciato linguistico che è sia vero che falso.

Paradosso del granello di caffè. Un chicco di caffè è un mucchio? No. Due chicci? No. Tre? No. Mille si? Ma

a partire da quando si ha un mucchio? Non si può dire da quando c’è un mucchio.

Questo paradosso riguarda la vaghezza degli enunciati.

Altri esempi:

 Geometria. Immaginiamo delle circonferenze disegnate in modo diverse. Non ce né una più grande

o più piccola.

L’informatica nasce dalla logica, ecco perché in un corso di informatica giuridica si parla di logica. A

differenza di altre scienze, l’informatica ha usato la logica matematica per costruire macchine: all’inizio

astratte, poi concrete. La logica matematica è usata da altre scienze in modo strumentale: fisica, chimica e

1

biologia. Riveste massima importanza che cosa si intende per logica matematica .

La logica formale studia la correttezza, ma la verità è un’altra cosa. Noi dobbiamo imparare a tenere distinti

questi piani.

Esempio del ricorso per Cassazione, se noi facciamo un ricorso nel quale commettiamo l’errore di

confondere il ragionamento con quanto il ragionamento ci deve dire, cioè i ragionamenti di fatto, il ricorso

è inammissibile.

Quindi riprendiamo, con la logica l’informatica costruisce della macchine:

 2

Astratte: esempio macchina di Turing . É Turing che conia il termine computer, delinea un metodo

meccanico per eseguire qualsiasi calcolo. Con Alan Turing si inizia a parlare di computazione, cioè la

possibilità riconosciuta ad una macchina di fare dei calcoli. Poi Von Neuman concretizzò hardware e

software.

C’è un momento storico in cui logici fanno nascere il linguaggio formale, cioè un linguaggio fatto di simboli.

Tale linguaggio deve assicurare certezza e validità al sistema che si sta costruendo, tale formalizzazione che

1 La scienze secondo Puppo non è in grado di garantire la verità. La scienza con il processo ha molto a che fare, ma non

deve essere . La scienza non è oggettiva, ci da una descrizione del mondo che a più è valida perché coerente con le

premesse di partenza. La logica non ci dice quando un’affermazione è vera, bensì quando è corretta. La correttezza

però non è verità.

2 Logico inglese, con tendenze omosessuali e morì suicida morsicando una mela che lui stesso aveva intriso di veleno.

La Apple ha come singolo proprio quella mela. 8

vuole eliminare la vaghezza, è così avanti che quei simboli sono diventati soggetti atti a governare le

macchine.

La scienza e la tecnica nascono assieme. La scienza è forse anche preceduta dall’applicazione pratica. Da un

punto di vista storico la modernità nasce costitutivamente con l’intenzione di modificare l’esistente. La

genesi di partenza è fatta risalire all’anno 1000 (invece che 1492 come da convenzione). Se si scalda l’acqua

a 100° questa bolle, si modifica la realtà.

La tecnologia è questa, ci si allontana dalla realtà, questo è l’intento. L’informatica comporta che per la

prima volta si pensa a delle macchine in termini astratti e queste funzionano nei termini descrittivi. Oggi i

moderni computer funzionano sulla base di quanto ha detto Turing.

(Vedi second life, furto di scarpe).

Puppo pensa che noi siamo in una fase di cambiamento epocale, come la caduta dell’Impero Romano.

La potenza delle macchine è astratta ma concreta. Turing lavora per l’Inghilterra alla decriptazione dei

codici nazisti. I primi vagiti della scienza molte volte, fin da Galileo, si sviluppano in ambito bellico. In Usa

c’è molta ricerca anche perché l’esercito finanzia molto. La scienza, ricerca non è neutra a ben vedere.

C’è stato un tempo e un luogo dove si diceva che la scienza doveva essere libera, purtroppo però questo è

avvenuto nei campi di concentramento. Gli scienziate li erano liberi di fare qualsiasi cosa.

Nel 1944 Turing completa il Colossum, al fine di ottimizzare il calcolo per decriptare i messaggi nazisti. Poi

Turing crea l’imitation game. É un test, il test di Turing. (Vedi).

Vedi storia computer moderno.

Nel 1949 nasce l’informatica giuridica, più precisamente nasce la giurimetria. Nel 1950 anno ci creazione

del test di Turing, c’è la macchina Edvac. La cesura fra il reale e l’astratto è superata, il calcolo universale

teorizzato da Turing è concretizzata. Nel 1956 nasce il termine intelligenza artificiale.

Poco dopo al Mit c’è il primo laboratorio sull’intelligenza artificiale. Nel 1976 Weisenbau “Il potere del

computer e la ragione umana” si interroga sul valore etico dell’intelligenza artificiale. Nel 1980 Searle inizia

a lavorare contro l’intelligenza artificiale.

Problema del gioco degli scacchi. Deep Blu vince contro Kasparov. In realtà qualcuno dice che il computer

non sa di giocare a scacchi. Il fatto di dire che il computer sta giocando a scacchi, vuol forse dire che lui non

sa giocare a scacchi? Forse non sa di farlo, ma lo sta facendo. Una macchina che fa una cosa ma non sa di

farla, dove può portare?

Blade Runner, c’è il problema del replicante che si accorge di sé.

Che cosa dice l’articolo del 1948 “Cybernetica, controllo e comunicazione della mente degli animali”?.

Lui dichiara di voler garantire un adeguato controllo sia sugli essere umani che sulle macchine. Il

collegamento cybernetico si fa con l’intelligenza artificiale.

Nel 1949 esce Giurimetria un prossimo passo in avanti. Questo articolo è scritto da Lewinger un magnate

dell’industria statunitense. Egli sostiene che è possibile, e forse auspicabile, utilizzare il computer per

risolvere questioni di diritto. In America c’era il realismo giuridico che ha alla base il positivismo. Il diritto

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per i realisti dev’esser empiricamente verificabile. Lewinger ha in mente questa visione del diritto, quella

dei realisti. Il diritto per i realisti è prevedere come decideranno le corti. Per il giurista realista informatico, il

problema è individuare quali sono gli elementi che guidano i giudici quando devono emettere una

sentenza. Ecco perché nel realismo giuridico è importante la statistica, e la giurimetria.

La genesi della costruzione del computer è logica, i primi a pensare a delle macchine che ragionano, furono

i logici. Però non tutte le logiche sono uguali, noi capiremo quale logica stia dietro ai nostri ragionamenti.

Ricordiamo comunque che non c’è una logica più vera di altre. Le logiche sono valide a-posteriori, non a

priori come si riteneva un tempo. Prima c’è l’istanza di conoscere, poi viene il momento della struttura

logica. Tutto questo avviene in virtù dal passaggio dalle geometrie euclidee a quelle non euclidee (2° metà

del 1800).

Il 5° postulato di euclide, cioè che due rette parallele non si incontrano mai, non è sempre vero. A seconda

di quale sia il contesto all’interno del quale ci troviamo ad operare, varrà il contesto che si usa. Nel

quotidiano varrà il sistema di geometria euclidea, ma nello “spazio” (es. lancio navicella terrestre) non c’è

tale geometria.

Ricordiamo, la scienza non è in grado di garantire la verità. La scienza può descrivere il mondo, non

mettendo in dubbio i presupposti.

Il passaggio fra le due geometria, è una frattura netta che investe tutte le scienze.

Dobbiamo dismettere quel pensiero che nel diritto non c’è verità. Ciò sarà approfondito.

 Dialettico: cerca quanto di comune c’è fra le parti e resiste alla contraddizione.

(L’informatica giuridica nasce nell’ambiente del realismo giuridico americano. C’è separazione netta fra

diritto e morale e bisogna guardare al diritto attraverso gli occhi delle scienze empiriche. Adesso c’è una

3

fase del post-positivismo ). Lo scienziato del diritto deve preoccuparsi di prevedere quali saranno le

sentenze (straniere), quindi la scienza giuridica è vista come una scienza della probabilità. Lewinger, nel

momento in cui si interroga su quale possa essere l’aiuto che lo strumento computazionale possa dare al

diritto, è molto chiaro nel porsi tale domanda. Lui intravede tre possibili forme di conoscenza informatica

applicata al diritto:

Archiviazione e reperimento delle informazioni giuridiche: riguarda costruzioni di banche dati, per

certi si definisce “informatica giuridica informativa”. Le banche dati sono isomoforfe, cioè il sistema

informatico è un contenitore: quanto entra nel sistema informatico è esattamente quanto ne esce.

Previsione delle decisioni dei giudici: mediante la statistica.

Formalizzazione del diritto: modificare il linguaggio, isolare all’interno di una frase gli enunciati, fino a

portare il tutto alle unità elementari del discorso. “L’insieme delle persone all’interno dell’aula è

composta dagli studenti e dal professor Puppo”. Ad esempio “e” in questo caso è inclusivo. (And Or

Not). Quindi formalizzare un linguaggio vuol dire fare un’operazione di questo tipo. Si devono rendere

chiari i termini attraverso i quali noi ci esprimiamo. La prospettiva è logica positivistica (Beccaria).

3 Schiavello Belluzzi, la crisi del positivismo. 10

Arriveremo alla conclusione che solo nel contesto del linguaggio naturale (vago) si possa parlare, in

termini rigorosi di verità. Si potrebbe pensare che allora domini il relativismo, ma non è così. Più si è

all’interno di un linguaggio formalizzato, meno è presente la verità.

Tale ambito riguarda quindi la costruzione di sistemi cognitivi, si definisce informatica giuridica

cognitiva: cioè quell’ambito che si preoccupa di sviluppare sistemi che possano aiutare il giudice (ad

esempio per il danno biologico si può utilizzare un sistema computerizzato). L’informatica giuridica

cognitiva è il punto in cui si incontrano l’informatica giuridica e l’intelligenza artificiale. Lo sviluppo

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tecnologico è quindi estremamente rilevante .

L’informatica giuridica cognitiva è di tipo eteromorfo, non c’è corrispondenza fra dato in uscito e

quello in entrata, il sistema elabora un’informazione, “crea nuova conoscenza”. Un sistema

cognitivo trasforma la conoscenza perché quanto lui restituisce dopo l’interrogazione, è diverso

rispetto al contenuto. Ad esempio il sistema di calcolo del danno per il risarcimento, dipende dalle

variabili inserite).

Queste sono le 3 linee di sviluppo che nascono inizialmente nel contesto dell’informatica del diritto. Si

pensa che l’informatica (giuridica) possa dare un aiuto al diritto perché la mole del materiale da

confrontare è sempre più enorme. Ad esempio noi in Italia abbiamo:

Codici, modifiche e altro, ad esempio il diritto sindacale è variegato

Nelle tradizione angloamericane i precedenti giurisprudenziali sono sempre di più

Questi tre nuovi modi di guardare al diritto, tanto nuovi non lo sono, infatti i principi sono giuspositivistici.

La potenza tecnica si pensava avrebbe potuto compensare al problema della raccolta materiale e capacità

di elaborazione della mente umana.

Evoluzione:

La seconda linea di ricerca elencata prima, presente solo in America, è presto abbandonata. Negli anni ’50 e

’60 questo filone è coltivato, ma è abbandonato nel momento in cui la teoria realista del diritto entra in

crisi. Di contro, la prima e la terza linea indicate sono filoni in cui tuttora la ricerca dell’informatica giuridica

si sviluppa.

Quando studieremo il libro, vedremo che Paolo Moro usa termini diversi:

Giurimetria: lo abbiamo visto

Giuscibernetica: Mario Losano, 1968, è un professore che fu uno fra i primi ad occuparsi di informatica

giuridica in Italia. Egli ritiene che il termine giurimetria possa essere sostituito con il solo termine, che

individua e contiene: la giurimetria in senso stretto (elaborazione di sistemi esperi), l’informatica

giuridica in senso ampio (reperimento e memoria di dati giuridica), modellistica giuscibernetica (quelli

riguardanti l’intelligenza artificiale).

4 Giovanni Sartor, uno dei più importanti studiosi della materia, ora predilige le scienze cognitive all’interno del diritto.

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Giuritecnica: Lo usa per la prima volta Vittorio Frosini, lui vuole indicare come necessario che il filosofo

del diritto si interroghi dai problemi derivanti dall’utilizzo dei sistemi informatici sul diritto.

Noi parleremo di giurimetria, giuscibernetica e giuritecnica. Noi ci riferiremo ai tre ambiti principali di cui si

occupa l’informatica giuridica

Giurimetria (informatica giuridica computante): è diretta alla produzione di norme giuridiche

particolari e concrete (sentenze, ma non tutta la sentenza) al fine di eseguire determinazioni

quantitative discrezionali in modo automatico. Es. determinazione della pena in ambito penale.

L’informatica giuridica computante potrebbe aiutare il giudice nella determinazione della pena.

PRODUZIONE NORME GIURIDICHE. La giurimetria tocca la retorica.

Giuritecnica: branca dell’info giuridica diretta all’interpretazione delle norme giuridiche astratte

attraverso la ricerca e l’elaborazione e l’utilizzo delle banche dati dalle quali reperire la dottrina,

giurisprudenza e legislazione. INTERPRETAZIONE DI NORME GIURIDICHE. Tocca la topica.

Giuscibernetica: (informatica giuridica decisionale) è diretta all’applicazione di norme giuridiche

attraverso l’uso di sistemi esperti per pervenire alla formazione ed alla modificazione robotica di atti

giurisdizionali. APPLICAZIONE DI NORME GIURICHE. Tocca la dialettica.

A ben vedere dietro c’è sempre la logica del positivismo. Ecco perché globalmente si può dire che

l’informatica giuridica si occupa della produzione, interpretazione ed applicazione di norme (siano esse

astratte o concrete).

Retorica topica e dialettica sono le 3 fasi in cui si struttura il ragionamento giuridico.

La topica rinviene i luoghi del discorso. I topoì sono quei luoghi rilevanti del discorso che il giurista cerca

per sostenere la propria argomentazione (legge, sentenze, dottrina). Il fatto di dire che la legge è un

topos è un’affermazione nient’affatto scontata. Dire che bisogna persuadere intorno alla legge qualche

problema lo crea (impostazione positivistica, normativismo). L’attività del giurista è quella di

persuadere intorno alla legge. La legge va interpretata, l’interpretazione è di tipo retorico. La topica è

investita dalla giuritecnica, questa attività un tempo si faceva nelle biblioteche, oggigiorno con il

computer è diverso. Come l’informatica modifica il diritto, essa modifica anche la metodologia del

diritto, cercare il dato è diverso ora rispetto al passato.

Retorica, ha il fine di persuadere intorno a qualcun’che.

Socrate è un uomo, tutti gli uomini sono mortali, Socrate è mortale. Logica formale: A = Socrate; B = genere

uomo; C= qualità mortale (A (B) and B (C)) -> A (C) La lettera B è il termine medio, ciò che permette di

mettere in relazione le altre premesse. 12

C’è una combinazione in modo diverso di quanto già conoscevo, non si crea nulla di nuovo. Il sillogismo

analitico è una forma di ragionamento di tipo tautologico, in conclusione si hanno delle conclusioni che

conoscevo già nelle premesse. Se c’è qualcosa in più o in meno, allora il ragionamento è sbagliato.

Se applichiamo la logica sillogistica al processo: premessa maggiore norma, premessa minore è il fatto,

conclusione è la sentenza.

A(B)= norma

B(C)= fatto

A(C)= sentenza

Quanto io affermo in sentenza è già noto nelle premesse, il giudice deve conoscere la norma e il fatto.

Esempio con 2043, chi causa un danno, deve risarcirlo.

Se il giudice non conoscesse qualcosa non potrebbe arrivare alla conclusione, il diritto è certo se il giudice

conosce la legge e il fatto. E a bene vedere, essendoci tautologia, saranno scelte le premesse in base alla

conclusione che si vuole ottenere. Ad esempio la mortalità deve essere accordata: ad esempio può essere

considerato immortale dato che ne parliamo ancora, oppure Socrate può essere il nome di un cane, o di un

amico. Serve un accordo sulle premesse.

A ben vedere, in quest’ottica la lite processuale perché dovrebbe esserci? Quando l’informatica irrompe nel

diritto tornano in auge i neo-positivisti, i quali auspicano che le liti non ci siano, non servono.

Banche dati.

Sistemi isomorfi. C’è stata un’evoluzione nelle banche dati su come interrogare le banche dati, su come

inserire i dati ecc. Ad esempio tutti gli elementi verbali di un documento diventano passabili di una ricerca,

mentre un tempo sul cartaceo ciò non era possibile. Questo però non è solamente positivo, pensiamo ai

milioni di risultati se si cerca contratto.

Il linguaggio naturale ha dei problemi (in ambito informatico):

 Ambiguità: la parola può dire più cose

 Sinonimia: uno stesso oggetto è indicato da più parole, più parole hanno lo stesso significato.

 Quasi sinonimia: ad esempio affitto-locazione, normalmente questi termini nel parlato sono

sinonimi, invece per il diritto non è così. Nel diritto i beni immobili presuppongono una locazione,

non affitto.

Per limitare i problemi sopra elencati, ci sono due strategie di ricerca, si basano sull’utilizzo dei connettivi

logici booleani And, Or, Not:

 Espansione dell’ambito di ricerca: Si usa il connettivo booleano Or. Si include, ad esempio

“filosofia” or “filosofia del diritto”.

 Restringere l’ambito della ricerca: And e Not sono invece restrittive. And indica che si vogliono

entrambi gli insiemi. Not esclude uno dei due termini.

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(Responsabilità in tema di risarcimento del danno. Vedi responsabilità contrattuale, extracontrattuale, e il

danno).

Seminario di “Digital Law”. Alberto Pontalti. Esempi pratici di giuritecnica e

giurimetria.

Ipotesi di infortunio sul lavoro. Vicenda: infortunio all’interno di un’acciaieria. Una società presta lavoro

all’interno dell’acciaieria facendo manutenzione alla siviera. Un operaio (dipendente della società), cliente

dello studio, cerca di raddrizzare un anello di ribaltamento che si era “inceppato”. Cade a terra ed è colpito

dall’anello toccato dalla gru, c’è una frattura esposta della gamba. Parte l’indagine dell’ispettorato del

lavoro. C’è denuncia, istruttoria per violazione della legge 626.

Contestazione art. 35 legge 626/1994. La ditta non avrebbe rispettato e garantito la sicurezza dei lavoratori.

Difesa del lavoratore:

 Si tratta di difenderlo in un processo penale, egli accuserà una lesione

 Dal punto di vista civile, si agisce per ottenere il risarcimento del danno

 Amministrativo/pubblicistico: ogni infortunio sul lavoro comporta l’apertura di un fascicolo all’Inail

Difesa del datore di lavoro:

 Dal punto di vista penale, per lesioni

 Civile

 Amministrativo/pubblicistico: Inail,qualora il datore di lavoro sia condannato in ambito penale,

l’Inail chiederà al datore di lavoro ogni forma di danno che ha corrisposto al lavoratore e per

l’istruttoria. (A volte l’Inail ha chiesto l’installazione di un ascensore nella casa del lavoratore che ha

subito un danno).

Noi assistiamo il lavoratore, il quale fa un’azione civile in sede penale.

La situazione si complica perché alla data del processo il ricorrente è ancora malato. C’è patteggiamento.

Condanna convertita in pena pecuniaria. Dal punto di vista della costituzione della parte civile, la prima

strada dal punto di vista del lavoratore è chiusa.

Il lavoratore patisce:

 danno biologico, quantificato nel 14%.

 danno patrimoniale

 danno non patrimoniale

Tizio si sottoporrà alla visita di un medico legale, il quale farà una perizia e quantificazione dell’infortunio.

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L’avvocato senza questa quantificazione non può far nulla. O meglio, potrebbe ma sarebbe assurdo.

Arriviamo alla giurimetria per valutare il danno. Usiamo Re Mida danno alla persona.

JOAQUIN ALMOGUERA CARRERES

Esamineremo il formalismo, attraverso la nozione di sistema e ordine. Il professor Almoguera ci parlerà di

formalismo giuridico e la formazione del sistema giuridico a base formalistica. Il miglior modo per intendere

questi concetti è in senso dinamico, fluttuante, non statico.

Per entrare nell’ottica del formalismo, è opportuno capire il ruolo della modernità, nel medioevo non c’è un

formalismo giuridico vero e proprio, ci sono, in quel periodo, categorie che non si portano veramente al

diritto. Soltanto con il cambio che rappresenta il diritto naturale moderno (la seconda scolastica, che arriva

fino al diciottesimo secolo) comincia a delinearsi il formalismo giuridico.

Il diritto cambia, scompare il diritto medioevale statutario e si sostituisce il diritto individuale, il diritto

dell’uomo. Perché questa sostituzione di una categoria “collettiva” con una “individuale”? le questioni sono

due:  politica

 teologica: Dio crea un uomo, concepito “individualmente”. La ragione diventa uno strumento di

conoscenza e operatività, trasformazione “della natura”. La ragione permette ad esempio di

rendere in grado l’uomo di volare.

Si deve costruire una società fondata su uomini “diversi” l’uno dall’altro. C’è un cambio radicale della vita

sociale e di quella politica. Se la natura dell’uomo è quella di atomi diversi, la vita comune è una questione

artificiale (artificio). Questo problema è passato in secondo piano. Confrontiamo:

 Aristotele: gli uomini sono “enti” naturalmente sociali

 Grozio: l’uomo ha una inclinazione naturale a vivere in società

Una lettura fredda di questi due principi porta a considerare uguali queste due frasi, ma una lettura attenta

no. Grozio afferma che l’uomo ha una inclinazione, ma la sua natura non è la socialità come per Aristotele.

Per Grozio la naturalità arriva dopo, una volta che l’uomo è costituito come uomo, appare l’inclinazione a

vivere nella società.

Questa differenza è importantissima, si deve esaminare:

 Inclinazione naturale dell’uomo a vivere in società: avviene per un difetto dell’uomo. Quindi l’uomo

ha dei difetti che lo spingono verso la società. Quali sono questi difetti: l’uomo non è

autosufficiente. L’uomo ha paura della natura diversa degli altri uomini. Diritto, potere e libertà,

questa equazione diventa la nuova presentazione del diritto. Il diritto è ridotto al potere e

comporta la libertà. Ma non tutti hanno lo stesso potere, chi ha più potere ha più libertà. Il potere è

una questione reale, la ragione può sviluppare teorie per averne di più, ma il potere è

tendenzialmente naturale (pur essendo dato in quantità maggiore o minore da Dio).

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Alla rivoluzione francese si arriva con questo problema e si concepisce come soluzione la democrazia. Il

principio chiave per vivere assieme è kantiano. Però a ben vedere si da spazio al potere, ancora. La ragione

stabilisce l’uguaglianza della libertà. Non si esce mai dal problema del potere, però si è introdotta la

ragione. La ragione continua ad essere al servizio della volontà.

Verso la fine del XVIII secolo, tutta questa tradizione basata sulla ragione e sulla volontà è cristalizzata

nell’idea del diritto e della politica. L’uomo ragiona. La natura dell’uomo è ancora individuale, atomizzata

ma è soprattutto razionale. La ragione è la chiave per risolvere i problemi che pone la libertà. La ragione

sembra essere l’unico comun denominatore di tutti gli uomini.

La ragione accomuna gli uomini, anche se hanno interessi diversi. La ragione può produrre un diritto

soltanto formalizzato, non può produrre un diritto individuale perché ogni uomo è diverso l’uno dagli altri;

non può produrre neanche un diritto proprio di un gruppo di uomini, perché ciò andrebbe contro al divieto

di legiferare verso le “corporazioni”. É l’individualismo che rileva. Il diritto fatto dalla ragione è coerente

proprio con l’idea di un uomo che è comune, astrattamente uguale agli altri. C’è la conferma, la ragione è la

natura dell’uomo.

Se compariamo il diritto naturale antico, con quello moderno, vedremo che nel primo, non essendoci una

natura passionale dell’uomo, il non ricercare l’individualismo, bensì l’ordine, la ragione li ha un uso, uno

scopo di mostrare il luogo che ognuno occupa “nell’ordine”. I filosofi antichi “giusnaturalisti” avevano come

scopo quello di classificare gli esseri viventi. La ragione ripetiamo era al servizio dell’ordine.

La ragione moderna invece non è così contemplativa, di conoscenza. L’uso della ragione moderna è

“produttiva”, concreta. Nella modernità c’è la diretta produzione della conoscenza del bene, nel passato

invece era l’ordine che produceva il bene.

Il diritto positivo arriverà a inglobare il diritto naturale.

Savigny, scuola storica tedesca, concepisce il diritto come forma e sostanza, quest’ultima può cambiare, la

forma no. La questione non è cosa fare con il diritto, bensì come concepire una scienza della costruzione

del diritto. Avere la chiave della scienza del diritto è fondamentale. In Francia si persegue l’avere un diritto,

un codice, in Germania invece si persegue la scienza del diritto.

La forma va raffinata:

 Depurare il diritto

 Studiare profondamente la forma giuridica

 Ridurre il linguaggio, creare sintagma

 Combinare gli elementi

 Combinare le forme diverse: se la forma è l’elemento costante del diritto, si può pensare di

combinare

Ci sono due possibilità:

 Il diritto è un sistema in se stesso. Il giurista si limita a guardare cosa c’è nel diritto, senza introdurre

niente. Il giurista osserva solo. 16

 Il diritto è un sistema perché è una costruzione del diritto: questa teoria non ha avuto molta

fortuna. Il sistema è una costruzione dei giuristi. Il giurista è una parte attiva.

La distinzione quindi è fra un sistema statico e dinamico. Kelsen semplifica il sistema statico con l’etica, il

diritto. Il diritto è vuoto, è solo forma. Egli concepisce un sistema chiuso, puro, autosattisfattivo. La

tradizione Kelseniana è propria dei fisici, specialmente quelli austriaci. Loro creano un modello che si pone

al di sopra della realtà. Il modello è al di sopra della realtà.

Il problema della complessità del sistema, e del pericolo che ciò che sta accordo al sistema minacci tutta la

costruzione, è trasferibile anche nella materia che a noi interessa, cioè l’informatica giuridica.

La morte del sistema arriva dal sistema stesso, mai da un fattore esterno. Il fattore è neutrale perché esiste

soltanto il sistema.

Come il sistema si riconosce in se stesso. In Luhman il sistema deve avere coscienza di se, possa identificarsi

in se. Egli da due risposte:

 Il sistema ha una “vivenza” (stato di esistenza) proprio, particolare, che è simile a quello della

scienza. Il sistema si sente a se stesso, in forma somigliante ad un organo del corpo umano.

 Altra proposta, il senso del sistema è fornito dalla cybernetica di secondo grado, questa sarebbe

capace di fornire una senso interno.

Il sistema per Luhman ha una bocca, non è totalmente chiudo. Ad esempio il sistema giuridico ha il

legislativo che si identifica in questa bocca, infatti può ricevere le minacce dall’esterno, ma solo un rumore

dall’esterno.

(Digitalizzazione e teoria individualista. Ci sono analogie, la semplificazione e riduzione all’unità. Riduzione

formalistica di elementi. Tutto è composto da mattoni, pacchetti. Un’altra analogia è la virtualità: nella

modernità si perde l’arché. Come può la modernità instaurare un rapporto con “l’altro”. Il mondo diventa

una rappresentazione, la scienza infatti continua a proporre dei modelli, che cambiano).

Ulteriori aspetti evidenziati da Puppo.

Il cammino della modernità è quello di avere una ragione produttiva di certezza. Modernamente, un

pensiero non si dice tale perché la ragione è al primo posto, quello che c’è prima è la volontà, poi la ragione

trova gli strumenti per arrivare a quell’obiettivo. Questo arriva anche nel diritto, è la “voluntas” del

legislatore che è espressa nelle norme.

Quindi, alla base dobbiamo porre la volontà.

Almoquera parla della ragione produttiva, si pensa che la verità sia un prodotto del ragionamento: la verità

muove la ragione per ricercare se stessa.

“Più avanza il progresso informatico, più complesso si fa il sistema informatico, minore è ovviamente il

grado di controllo delle persone su questa, in particolare nel giuridico, può essere messa in difficoltà la

5

motivazione e il contraddittorio ”.

Definizione di Enrico Gianantonio di:

5 Ricorda che più il software è potente meno il giudice può e deve occuparsi del contraddittorio, e anche nei confronti

della motivazione nascono cambiamenti: come può il giudice

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 Processo semplice: quando il sillogismo al quale il processo è paragonato (premessa di diritto,

premessa di fatto, sussunzione del fatto nel diritto) è costituito da poche variabili ben determinate

e quantificate. Ad esempio: processo penale per emissione di assegni a vuoto. C’è una norma che

punisce chiunque ammetta un assegno a vuoto. C’è un accertamento cartolare, facile, veloce,

eventuale condanna e determinazione pena. Qui la necessità di interpretazione è bassa.

 Complesso: quando tale sillogismo non è costituito da poche variabili quantificate e determinate.

Esempio, caso Priebke, ricostruzione del fatto molto complesse ecc.

Quando si è in presenza di un processo semplice, è possibile un’applicazione meccanica del diritto, secondo

certi studiosi. Posto un determinato input, avrò un certo output. Un altro caso semplice è il decreto penale

6

di condanna .

Algoritmo.

Algoritmo: è un metodo di risoluzione di un problema, non ambiguo, ovvero tale per cui ci si attende una

volta inserito il dato, l’ottenimento di un medesimo risultato. Attraverso l’algoritmo, dato il medesimo

input, devo ottenere sempre lo stesso output.

Attenzione, ci sono algoritmi che non danno nessun output, ma di questo non ci occuperemo.

L’algoritmo è un metodo di risoluzione del problema in modo meccanico. Ogni algoritmo deve essere

costruito prima della risoluzione del problema, ad esempio la calcolatrice, se non esiste l’algoritmo non

esiste la risposta al problema.

Il percorso descritto, i passi attraverso cui si compie il procedimento, devono essere certi. Non c’è spazio

per la vaghezza. Senza certezza, l’algoritmo non può funzionare.

Integrazione di Puppo sui temi di giurimetria e giuritecnica.

Delle questioni sono state sollevate da discussioni avvenute fra Puppo

1. Malfunzionamenti del software o dell’hardware. Quindi difetto della macchina.

2. L’informatica è a tutt’oggi un sapere di larga parte “artigianale”: i programmatori non hanno

l’apporto dell’ingegneria informatica (che è una disciplina recente ), quindi la costruzione e la

verifica di funzionamento di un modello. A tutt’oggi manca un ausilio dell’ingegnere informatico ai

programmatori. Il software non è ancora fortemente stabile, o meglio, gran parte. Certi sono

estremamente stabili.

3. Se e più il software è blindato, l’utilizzatore non sa come il programma processa le informazioni. É

nell’open source che ciò può avvenire. Questo è simile al discorso riguardante il giudice.

Più il software entra nel diritto più ci si allontana dal processo inteso in senso “classico”.

Brano Borruso 12/12/2001 discorso ai giovani magistrati. Borruso ritiene che ci sono norme che possono

essere rese in forma di algoritmo, e quindi elaborabili dal computer, e altre no. Però anche per queste

ultime sarebbe possibile renderle “algoritmizzabili”. L’utilizzo del computer per questi studiosi è in grado di

realizzare la scientificità del diritto, quindi la riduzione dell’entropia. Questi studiosi sono positivisti.

6 Decreto penale di condanna: 18

Proseguimento sul significato di algoritmo.

Esaminiamo un po’ di definizioni, Borruso: l’insieme ordinato in sequenza di tutte le regole precise,

7

inequivoche, analitiche, generali, astratte, formulate ex ante (cioè prima che si presentino concrete

questioni da risolvere e senza riferimento specifico ad esse) la cui scrupolosa e letterale applicazione da

8

parte di chiunque, lo pone infallibilmente in grado di conseguire il risultato giusto (o esatto o voluto come

sia più appropriato dire nei singoli casi).

C’è un’assonanza con le leggi: generali ed astratte. Borruso, positivista, ritiene che nelle norme deve esserci

tutto, ha in mente un algoritmo-legge. L’algoritmo non deve necessitare dell’interpretazione, se ciò fosse,

l’algoritmo non potrebbe andare avanti. Non deve esserci interpretazione.

Se non si riesce ad “algoritmizzare” qualcosa, la colpa è dell’uomo, non del computer. Secondo questa

visione del diritto, quando si parla di logica si intende solo ed esclusivamente una logica di tipo

razionalistico. Tutto ciò che sta fuori dai discorsi razionalistici, non è logico.

Borruso ritiene che se si vuole avere un ordinamento garantista, certo ecc. si deve seguire la logica

prospettata qui.

Puppo ritiene invece che ciò sia errato, al massimo la logica e la razionalità possono fornire la validità

(Cartesio), ma non la verità.

Interessante è il discorso sui riti abbreviati, di solo scopo utilitaristico, per beneficiare di sconti di pena, per

non creare opposizioni. L’alternativa al processo è la violenza, non si può pensare un’alternativa

dell’alternativa. La verità va ricercata con “l’altro”, non da soli, la modernità invece non ragiona così,

impone.

Nella modernità la volontà è posta all’origine di ogni cosa. Questo è di fondamentale importanza.

Altra definizione. “Sequenza logica di istruzioni elementari, univocamente interpretabili, che eseguite in un

ordine prestabilito permettono la soluzione di un problema in un numero finito di passi”.

Definizione. “Metodo che consente di calcolare il risultato desiderato a partire da dati di partenza”.

1. Sequenza finita delle istruzioni, ciò deve essere così

2. La seqenza deve portare ad un risultato, qualunque esso sia

3. Le istruzioni devono essere eseguibili (materialmente)

4. Le istruzioni devono essere espresse in modo non ambiguo (non vaghezza)

9

Notare l’analogia fra algoritmo e procedura .

Algoritmo

Inpu outpu

t t

7 Ciò, calato nel mondo giuridico, risponde alla necessità di far venire meno le contestazioni (ad esempio optando per

un rito alternativo), altrimenti tutto il sistema cade. La contestazione crea una frattura, un’interruzione dell’algoritmo.

8 Non si intende “giusto” come giustizia, bensì preciso.

9 Ad esempio il processo civile: notifiche, costituzione, deposito atti ecc.

19

Vedremo i tentativi di rappresentare gli algoritmi. Un algoritmo è tale se e soltanto se è eseguibile da una

macchina (ciò si definisce computabilità).

Ricorda, ci sono algoritmi che entrano in loop, non danno risultati, “girano su se stessi”. Vedremo questo

fra poco. sono delle notazioni grafiche, cioè dei grafici orientati, che rappresentano il nostro

Diagrammi di flusso:

ragionamento come algoritmo permettendo una comprensione del percorso logico ed un controllo sulla

funzionalità del ragionamento.

Ci sono degli algoritmi formalmente corretti che però non terminano, il sistema va in loop.

Miscellanea.

Enunciati sia veri che falsi. Georg Cantor.

La logica formale non può essere un sistema chiuso, per quanto ci si sforzi di

creare una teoria non contraddittoria, non è possibile predicare la verità degli

enunciati. (problema del risolvere il principio di contraddittorietà, non è

possibile )

Godel mette a punto una tecnica che ogni enunciato è traducibile in numeri (sulla

falsa riga della sett enigmistica). Hilbert dice della non contraddittorietà, e la

sua teoria è messa un crisi da Godel che invece dice che qualche enunciato non può

essere rappresentato. Se io voglio che tutto sia dimostrato (hilber vuole

dimostrare che non c'è nulla che non può essere dimostrato)ma se non deve esserci

un enunciato non dimostrabile, ci sarà un enunciato che è falso.

QUESTO ENUNCIATO è FALSO

QUESTO ENUNCIATO è NON DIMOSTRABILE (con questa affermazione metto in crisi

Hilber)

RICORDIAMO, LA VERITà è MANIFESTAZIONE DELL'ARCHè CHE IN QUANTO TALE SI TIENE

NASCOSTO, LA VERITà è PRIMA DEL METODO!! il principio antecede ogni manifestazione

di se stesso!

la verità non è ciò che è dopo un metodo!

http://en.wikipedia.org/wiki/Tarski's_indefinability_theorem : ciò che interessa a

noi è che il livello più significante è quello alla base. Il linguaggio vago è il

modello più potente che abbiamo per esprimere la VERITà!! Il diritto che si

esprime attraverso un linguaggio vago è il migliore per esprimere una verità. c'è

20

un metodo che all'interno del diritto è in grado di garantire la verità, la

retorica! Nel diritto, nel processo ci può essere la verità, attraverso una logica

(che ci dicono i logici) è la più "vera", la dialettica.

Il paradosso dimostra come ogni tentativo di costruire un sistema formale chiuso e autosufficiente. non

può stare in piedi.

http://en.wikipedia.org/wiki/Kurt_G%C3%B6del

Nel campo del diritto, si presenta una antinomia normativa quando due diverse

norme ricollegano ad una medesima classe di fattispecie due conseguenze tra loro

logicamente incompatibili, e dunque in conflitto.

Riprendiamo con il discorso sugli algoritmi e diagrammi di flusso.

I diagrammi di flusso hanno 4 figure:

 Elisse: inizio o fine del procedimento

 Parallelogrammo: è il blocco di lettura, dico alla macchina di leggere un dato

 Rombo: blocco di controllo, ad esempio la verifica del vero o falso (l’atto di citazione è stato

notificato nei termini)

 Rettangolo: è il blocco di azione

 Frecce: danno l’orientamento della lettura

Ogni algoritmo deve sempre avere un blocco iniziale ed un blocco finale, cioè un numero finito di blocchi. I

blocchi devono soddisfare le condizioni di validità, ad esempio che il blocco inizio può avere solo una freccia

in uscita e nessuna in entrata.

Esempio algoritmi che non portano ad una fine, vanno il loop.

Esiste una corrispondenza fra algoritmo e funzione. Tutto ciò che può essere espresso tramite un algoritmo,

può similmente essere espresso tramite una funzione.

Input A Output

Dominio F Codominio

“Una funzione è calcolabile, computabile in modo algoritmico (cioè calcolabile in modo effettivo, o

effettivamente calcolabile) se e solo se esiste un algoritmo che la calcola”.

Però come abbiamo visto prima, esistono funzioni non calcolabili (Godel).

Inoltre, data una funzione calcolabile, possono esistere più algoritmi per calcolarla. Ad esempio la

moltiplicazione è un modo per calcolare le addizioni, e stesso discorso per le potenze.

Il discorso sin qui fatto ci riporta i livelli di Tarski. I dati di cui si dispone possono essere espressi a più livelli

di linguaggio: 21

quello più basso è quello dell’harwdare (passaggio o non passaggio di energia elettrica nel sistema 0 e

1)

linguaggio macchina (anche qui 0 e 1)

software, linguaggio di programmazione

linguaggio naturale, quello più alto.

Il computer a volte è fondamentale per fare delle dimostrazioni, ad esempio ciò si può comprendere con la

congettura dei 4 colori, dove solo con il computer si è riusciti a dimostrarli. Nel libro dove va la matematica

c’è un passaggio molto importante.

In processo c’è l’avvocato che cerca di persuadere il giudice della correttezza della sua dimostrazione. Nella

matematica, molte volte, specialmente ora, il matematico deve convincere, persuadere con il proprio

ragionamento.

Il metodo della retorica serve per persuadere qualcun altro della correttezza delle proprie affermazione.

Nel momento in cui le ragioni sono accettate dalla controparte, queste affermazioni, una volta accettate

sono vere. Chiunque potrà poi controllare queste affermazioni in seguito controllando la correttezza del

ragionamento.

Pensare ad un utilizzo del computer all’interno del processo può presentare molti problemi: una parte del

processo resterà “nascosta” al giudice, la motivazione, dato che il giudice.

Logica booleana.

A noi interessa per via delle proprie schematizzazioni. La certezza informatica all’interno del diritto si ritiene

sia possibile grazie a questo studioso. Prima di parlare di Boole accenniamo a Leibniz che fu il primo a

ritenere che ci sia una forma di calcolo certa del ragionamento. Leibniz studiando l’algebra, chimica ecc. si

era accorto che tutte queste scienze hanno un alfabeto loro proprio, e che i ragionamenti erano sempre

verificabili e corretti. Lui chiamò questo come “caratteristica”. Leibniz si chiese: è possibile costruire un

linguaggio “universale” (caratteristica universale)? Leibniz scoprì che uno dei modi più semplici per

dimostrare o creare questa “lingua universale” potesse essere quella di usare i numeri. Egli ritiene che tutta

l’espressione della matematica potesse essere ridotta a 0 e 1.

Non si sa se Boole conoscesse le opere di Leibniz, a noi rileva sapere che Boole vuole fare una algebra della

logica.

(Opera “Indagine sulle leggi del pensiero su cui sono fondate le teorie della logica”.)

La logica formale si occupa della forma, non della sostanza, quindi in un sillogismo dove paragono il mio

gatto ad una stella.

C’è una frattura fra la logica argomentativa dei giuristi (retorica ecc.), che non possono non curarsi di quello

che si sta dicendo, e la logica boolena. 22

Noi ricordiamo Boole e non Leibniz, perché le opere di Boole danno seguito a un’applicazione pratica. C’è

anche un motivo teorico dato che Boole raccoglie tutto lo studio dell’algebra inglese del suo tempo, Boole

da una forma.

L’altra idea che aveva Boole in testa è la seguente: “operazioni eseguite su soggetti equivalenti, producono

risultati equivalenti”, vi sono delle verità “autoevidenti”.

Nell’analisi matematica della logica Boole dice “si vedrà che la logica come la geometria riposa su verità

10

assiomatiche” .

Esempio.

Gruppo di oggetti = X 1-X classe complementare 1-X=0 ---> X=1 XX = X X²=X ---> X(1-X)=0

1=classe totale (universo, verità) 0=classe nulla (falsità) ---> si arriva ad una

dicotomia. Vero e falso; acceso e spento.

Per Boole questa è la legge fondamentale del pensiero, lui ritiene sorprendente. “Non è possibile essere

allo stesso tempo uomo e non uomo”. Con questa dimostrazione si arriva alla bivalenza 0 e 1, acceso e

spento.

Puppo ritiene però che Boole non ha dimostrato il principio di non contraddizione, e che qui c’è il

fraintendimento della logica moderna.

Enunciato del principio di non contraddizione, definizione di Aristotele:ӏ impossibile che un predicato

inerisca e non inerisca nel medesimo tempo allo stesso soggetto e sotto il medesimo riguardo”.

Es. non posso dire che Tizio nello stesso tempo è in piedi o non è in piedi.

Se ci fermiamo a questo livello ci sarebbe differenza con il principio di identità (il quale dice che A = A, una

cosa è se stessa)?. A questo livello il principio di non contraddizione non si differenzia dal principio

d’identità.

Il principio di non contraddizione discende dal principio di non contraddittorietà.

Aristotele scrive che il Pnc è il più fondante e non può essere negato perché se provo a farlo devo

utilizzarlo. Se io dico che il pnc è falso, devo obbligatoriamente usare il pnc.

Il principio di non contraddizione non può essere negato, la verità di tale principio riposa su se stesso, ecco

perché è quello più fondante. Quindi, il pnc è innegabile, Aristotele riconosce oltre ad una struttura logica,

anche una ontologica.

Le logiche moderne invece pensano al principio di bivalenza, quindi arrivano a poter negare il pnc.

La logica più accertante è la dialettica, questa infatti usa il pnc. Un’affermazione contraddittoria non è

sostenibile.

Se io provo a dire che il Pnc è falso, per far cadere tale teoria di negabilità basta che il contraddittore

affermi qualsiasi cosa.

10 Anche Kant ritiene che la geometria sia una scienza vera a priori. Per Puppo non è così, dato che esistono più forme

di geometria. 23

SCENARÎ DI COMPUTER FORENSICS:

L’“INDAGINE INFORMATICA”

ALESSANDRA LIVERANI (Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Trento)

Utilizzo dello strumento informatico nell’ambito delle prove. L’informatica nel processo penale informatico

viene in considerazione in diversi punti di vista:

 reati informatici, vari, ad esempio art. 600 pedopornografia, pornografia virtuale

24

 noi ci occuperemo non di diritto penale sostanziale, bensì con alcune norme del c.p.p. nello

specifico in riguardo delle prove irripetibili

Prove irripetibili.

I dati memorizzatti su hard disk o quant’altro sono passibili di una modifica che li rende inutilizzabili in

giudizio. Le modalità di acquisizione che avvengono in un modo non “pulito”, possono inquinare le prove.

Ad esempio un file word aperto comporta la modifica della data di ultimo accesso, dato molto importante.

Ecco l’esigenza di utilizzare la disciplina delle prove irripetibili, per non avere delle modifiche rispetto alla

situazione precedente la “lettura” della prova.

Art. 360 (Accertamenti tecnici non irripetibili). Si deve attivare una procedura che riproduca le modalità di

formazione della prova che sono proprie dell’istruttoria dibattimentale. L’indagato ha la possibilità, dinanzi

al pubblico ministero, di chiedere la nomina anche di suoi consulenti tecnici (oltre a quello nominato dal

Pm). Il difensore dell’indagato ha la possibilità di formulare dubbi. Questo accertamento quindi ha una

sorta di contraddittorio.

La prova è irripetibile quando il dato, la cosa, la persona, il luogo che si deve esaminare è soggetto ad una

modificazione non evitabile. L’esempio classico è quello dell’autopsia (anche qui è possibile l’utilizzo del

360).

117 n.a.cpp. Se l’accertamento stesso rende l’atto irripetibile, possiamo comprendere come ci sia una

categoria nuova rispetto a quanto presente nella norma. Ad esempio, l’accertamento di un bulbo di capello

comporta molte volte la distruzione dello stesso, quindi in questo caso l’accertamento stesso comporta

l’irripetibilità.

Nel caso di analisi dell’hard disk noi ci troviamo dinanzi al secondo caso, l’accertamento stesso comporta

l’irripetibilità.

Oggigiorno si tende a considerare la prova informatica (quella presente nei dispositivi di memorizzazione)

come una prova tendenzialmente irripetibile.

In realtà, ultimamente il Pm tende a non utilizzare il 360, dato che l’evoluzione ha permesso il bypassare di

tale problema, si fa una copia perfetta del dispositivo.

Procedura di analisi di un hard disk.

Storia di un'analisi forense informatica

di Nanni Bassetti

La scienza forense applicata all''informatica è ancora una materia giovane ed in via di sviluppo,

ma specialmente al costante inseguimento della tecnologia.

Infatti i computer crescono di numero e di capacità, gli hard disk sono sempre più grandi e le memorie

si sprecano in vari dispositivi, dai cari floppy disk ai DVD, alle USB Flash Memory, alle memory card,

ai cellulari ecc. ecc.

L''autorità Giudiziari, spesso non riesce a star dietro a tutto questo ed inoltre non sa come comportarsi

di fronte a dei dati così facilmente alterabili e, a volte, deperibili, quindi è compito degli investigatori

del futuro adottare un protocollo comune di repertaggio, custodia ed analisi dei dati.

La scelta comune degli strumenti di repertaggio è caduta sull''Open Source Software, ossia tutti quei programmi

il cui codice è disponibile al pubblico, in modo tale da non poter sollevare il "ragionevole dubbio", che il programma

di acquisizione o analisi faccia cose strane, non dimentichiamo che il magistrato non è un informatico e quindi

potrebbe accettare l''ipotesi che alcune prove digitali siano adulterate da software di cui non si sa il codice

sorgente, così da invalidare tutta l''indagine. 25


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti completi di Informatica giuridica con attenzione ai seguenti argomenti: l'intelligenza artificiale, la definizione di robot e l'irrazionalità della magia, il giurista quale figura ponte di due stili diversi di vedere il mondo (oggettivismo e soggettivismo), l'informatica e la sua duplice entità, la filosofia del diritto, il rapporto tra informatica e diritto.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in amministrazione e legislazione d'impresa
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia e Informatica Giuridica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parthenope - Uniparthenope o del prof De Rita Carlo.

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